KEN FOLLETT.
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FU SERA E FU MATTINA.
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Titolo originale: The Evening and the Morning.
Traduzione di: Annamaria Raffo.
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2020. Mondadori Libri, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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17 giugno 997. Non  ancora l'alba quando a Combe, sulla costa sudoccidentale dell'Inghilterra, il giovane costruttore di barche Edgar si prepara con trepidazione a fuggire di nascosto con la donna che ama. Ma i suoi piani vengono spazzati via in un attimo da una feroce incursione dei vichinghi, che mettono a ferro e fuoco la sua cittadina, distruggendo ogni cosa e uccidendo chiunque capiti loro a tiro. Edgar sar costretto a partire con la sua famiglia per ricominciare tutto da capo nel piccolo e desolato villaggio di Dreng's Ferry.
Dall'altra parte della Manica, in terra normanna, la giovane contessa Ragna, indipendente e fiera, si innamora perdutamente del nobile inglese Wilwulf e decide impulsivamente di sposarlo e seguirlo nella sua terra, contro il parere di suo padre, il conte Hubert di Cherbourg. Si accorger presto che lo stile di vita al quale era abituata in Normandia  ben diverso da quello degli inglesi, la cui societ arretrata vive sotto continue minacce di violenza e dove Ragna si ritrover al centro di una brutale lotta per il potere.
In questo contesto, il sogno di Aldred, un monaco colto e idealista, di trasformare la sua umile abbazia in un centro di erudizione e insegnamento entra in aperto conflitto con le mire di Wynstan, un vescovo abile e spietato pronto a tutto pur di aumentare le sue ricchezze e il suo potere.
Le vite di questi quattro indimenticabili personaggi si intersecano, in un succedersi di continui colpi di scena, negli anni pi bui e turbolenti del Medioevo.
Questo formidabile romanzo  il prequel della magnifica saga di Kingsbridge amata da milioni di lettori nel mondo. Ken Follett conduce il lettore in un viaggio epico pieno di sorprese, avventura, coraggio, amore, odio e ambizione che termina dove I pilastri della terra hanno inizio.
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L'AUTORE.
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Ken Follett  uno degli autori pi amati al mondo. Nato a Cardiff nel 1949, vive tra Londra e Stevenage con la moglie Barbara. Laureatosi in filosofia all'University College di Londra, ha lavorato come giornalista. Ha pubblicato 32 romanzi, iniziando la sua straordinaria carriera di scrittore nel 1978 con La cruna dell'Ago. Uguale successo mondiale hanno poi ottenuto i successivi romanzi, tra i quali: Triplo, Il codice Rebecca, L'uomo di Pietroburgo, Sulle ali delle aquile, Un letto di leoni, Notte sull'acqua, Una fortuna pericolosa, Un luogo chiamato libert, Il terzo gemello, Il martello dell'Eden, Codice a zero, Le gazze ladre, Il volo del calabrone, Nel bianco e la trilogia The Century (La caduta dei giganti, L'inverno del mondo, I giorni dell'eternit), che sono stati a lungo al primo posto nelle principali classifiche.
Dopo l'immenso successo de I pilastri della terra che ha dato inizio alla saga di Kingsbridge, sono seguiti Mondo senza fine e La colonna di fuoco cui si aggiunge questo nuovo romanzo.
In Italia, tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Mondadori.
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FU SERA E FU MATTINA.
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INDICE
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FU SERA E FU MATTINA
Prima parte. LE NOZZE. Anno 997.
Seconda parte. IL PROCESSO. Anno 998.
Terza parte. LASSASSINIO. Anni 1001-1003.
Quarta parte. LA CITT. Anni 1005-1007.
Ringraziamenti.
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Fine Indice.
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In memoria di E. F.
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Con il declino dell'impero romano, la Britannia regred. Mentre le ville romane cadevano in rovina, si costruivano abitazioni di legno composte da un unico locale privo di camino. La tecnica della ceramica romana - importante per la conservazione del cibo - and quasi del tutto perduta. L'alfabetizzazione cal.
Questo periodo viene definito da taluni come i secoli bui, e per cinquecento anni il progresso fu terribilmente lento.
Poi, finalmente, le cose cominciarono a cambiare...
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PRIMA PARTE. LE NOZZE. 997.
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Capitolo 1.
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Gioved, 17 giugno 997.
Edgar si rese conto che era difficile restare svegli tutta la notte, persino in quella pi importante della tua vita.
Aveva steso il mantello sulle canne che coprivano il pavimento e vi si era sdraiato sopra, con indosso la tunica di lana marrone lunga fino alle ginocchia che era tutto ci che portava d'estate, giorno e notte. In inverno si avvolgeva nel mantello e si metteva accanto al fuoco. Ora, per, la temperatura era mite: mancava una settimana al giorno di mezza estate, in cui si ricordava san Giovanni Battista.
Edgar conosceva tutte le date. La maggior parte delle persone era costretta a chiederle ai preti, che avevano i calendari. Una volta Erman, suo fratello maggiore, gli aveva domandato Come fai a sapere quando  Pasqua? e lui aveva risposto Perch  la prima domenica dopo la prima luna piena dopo il ventunesimo giorno di marzo, ovvio. Era stato un errore aggiungere quell'ovvio, perch Erman non aveva gradito il sarcasmo e gli aveva tirato un pugno nello stomaco. Era successo anni prima, quando Edgar era piccolo. Adesso era cresciuto. Avrebbe compiuto diciotto anni tre giorni dopo San Giovanni. I fratelli non si azzardavano pi a prenderlo a pugni.
Scroll la testa. Quei pensieri errabondi gli conciliavano il sonno. Cerc di assumere una posizione scomoda, sdraiandosi sulla mano stretta a pugno per tenersi sveglio.
Si chiese quanto tempo avrebbe dovuto aspettare ancora.
Volt la testa e si guard attorno alla luce del fuoco. La sua casa era simile a ogni altra nella citt di Combe: struttura di assi di quercia, tetto di paglia e un pavimento di terra solo parzialmente coperto di canne prese dagli argini del fiume che scorreva l vicino. Non c'erano finestre. Al centro dell'unico ambiente il focolare era racchiuso da un quadrato di pietre, e sopra a questo c'era un treppiede di ferro al quale si poteva appendere un paiolo. I piedi disegnavano sul soffitto ombre simili a zampe di ragno. Tutto intorno alle pareti dei pioli di legno reggevano indumenti, utensili da cucina e attrezzi per la costruzione delle barche.
Edgar non avrebbe saputo dire a che punto fosse la notte, perch doveva essersi appisolato, e forse pi di una volta. Prima aveva sentito i rumori tipici della citt che si preparava alla nottata: due ubriachi che intonavano una canzonaccia, le aspre parole d'accusa di una lite coniugale nella casa vicina, una porta sbattuta, un cane che abbaiava e da qualche parte, non lontano, il singhiozzare di una donna. Ora, per, si udiva soltanto il dolce mormorio delle onde sulla spiaggia riparata. Guard verso la porta, in cerca delle lame di luce rivelatrici intorno ai bordi, ma vide solo oscurit. Questo voleva dire o che la luna era tramontata, segno che era ormai notte fonda, o che il cielo era nuvoloso, cosa che non gli avrebbe fornito alcuna indicazione.
Il resto della sua famiglia era sdraiato nella stanza, lungo le pareti, dove c'era meno fumo. Pa' e Ma' riposavano schiena contro schiena. Certe volte si svegliavano nel cuore della notte e si amavano, bisbigliando e muovendosi insieme per poi ricadere sulla schiena, ansanti; ora, per, dormivano della grossa, e Pa' russava. Erman, che aveva vent'anni ed era il fratello maggiore, era sdraiato vicino a Edgar, mentre Eadbald, il mezzano, stava nell'angolo. Edgar udiva il loro respiro regolare e tranquillo.
Finalmente la campana della chiesa si fece sentire.
All'altro capo della citt c'era un monastero. I monaci avevano un modo per misurare il tempo della notte: fabbricavano grandi ceri graduati che, bruciando, indicavano loro che ora fosse. Un'ora prima dell'alba suonavano la campana e poi si alzavano per cantare il Mattutino.
Edgar rimase sdraiato ancora un po'. Quel suono poteva aver disturbato Ma', che si ridestava con facilit. Lui le diede il tempo di ripiombare in un sonno profondo. Poi, finalmente, si alz.
In silenzio raccolse il mantello, le scarpe e la cintura a cui era attaccato il fodero con il pugnale. A piedi nudi attravers la stanza, evitando le suppellettili, un tavolo, due sgabelli e una panca. La porta si apr senza far rumore: il giorno prima Edgar aveva ingrassato i cardini di legno con una dose generosa di sego di pecora.
Se uno dei suoi familiari si fosse svegliato in quel momento e gli avesse rivolto la parola, lui avrebbe detto che stava andando fuori a orinare, sperando che le scarpe che stringeva in mano non venissero notate.
Eadbald grugn. Edgar si immobilizz. Si era svegliato oppure gli era semplicemente sfuggito un verso nel sonno? Edgar non avrebbe saputo dirlo. Ma Eadbald era il pi accomodante tra loro tre, sempre attento a evitare conflitti, proprio come Pa'. Non gli avrebbe causato problemi.
Edgar usc e richiuse piano la porta dietro di s.
La luna era tramontata, ma le stelle nel cielo sereno illuminavano la spiaggia. Tra la casa e la linea dell'alta marea c'era un cantiere. Pa' era un costruttore di barche, e i tre figli lavoravano con lui. Era un buon artigiano, per un pessimo commerciante, per cui era Ma' a prendere tutte le decisioni relative al denaro, specie quando si trattava dei difficili calcoli per determinare quanto chiedere per un manufatto complicato come una barca o una nave. Quando un cliente provava a tirare sul prezzo Pa' era sempre pronto a cedere, e invece Ma' lo costringeva a tenere duro.
Mentre si metteva scarpe e cintura, Edgar lanci un'occhiata al cantiere. C'era soltanto una barca in costruzione, una piccola imbarcazione a remi per risalire il fiume. Accanto a quella c'era una preziosa scorta di legname, una grande catasta di tronchi spaccati a met e poi in quarti, pronti per essere trasformati nelle varie parti che compongono un'imbarcazione. Una volta al mese, pi o meno, la famiglia al completo andava nella foresta per abbattere un albero di quercia maturo. Edgar e Pa' cominciavano con il praticare una precisa incisione a cuneo nel tronco, alternandosi nei colpi con le accette dal manico lungo. Poi si riposavano mentre Erman e Eadbald davano loro il cambio. Quando l'albero cadeva, lo ripulivano dai rami e lo facevano scendere con l'aiuto della corrente lungo il fiume fino a Combe. Dovevano pagare, ovviamente: la foresta apparteneva a Wigelm, il signore a cui la maggior parte degli abitanti di Combe versava l'affitto, e che pretendeva dodici penny d'argento per ogni albero abbattuto.
Oltre alla catasta di legname, c'erano anche un barile di catrame, un rotolo di corda e una pietra per affilare gli attrezzi. A tutto questo faceva la guardia un cane legato alla catena, un mastino nero con il muso grigio di nome Grendel, troppo vecchio per nuocere realmente a un ladro ma ancora in grado di abbaiare per dare l'allarme. Grendel era tranquillo e osservava Edgar con espressione curiosa, il muso posato sulle zampe anteriori. Edgar si inginocchi e gli fece una carezza sulla testa. "Addio, vecchio mio" mormor, e Grendel agit la coda senza alzarsi.
Nel cantiere c'era pure un'imbarcazione finita, che Edgar considerava sua. L'aveva realizzata lui, secondo un suo progetto originale basato su una nave vichinga. In realt Edgar non aveva mai visto un vichingo - non c'erano state razzie a Combe nel corso della sua vita -, ma due anni prima sulla spiaggia si era arenato un relitto, vuoto e annerito dal fuoco, la polena a foggia di drago mezza fracassata, presumibilmente in seguito a una battaglia. Edgar era rimasto affascinato dalla sua bellezza mutilata: le curve aggraziate, la lunga prua sinuosa, lo scafo slanciato. Quello che lo aveva colpito di pi era stata la grande chiglia sporgente che correva per tutta l'estensione della nave e che - aveva capito dopo approfondite riflessioni - le conferiva quella stabilit che permetteva ai vichinghi di attraversare i mari. La barca di Edgar era una versione ridotta, con due remi e una vela piccola e quadrata.
Edgar sapeva di avere un talento. Era gi pi bravo dei suoi fratelli a costruire imbarcazioni, e presto avrebbe superato persino il padre. Aveva un intuito naturale nell'immaginare come diverse parti potessero essere unite per creare una struttura salda. Anni prima aveva udito per caso Pa' dire a Ma': Erman  lento a imparare, Eadbald  pi veloce, ma sembra che Edgar capisca ancora prima che le parole mi escano dalla bocca. Era la verit. C'erano uomini in grado di prendere in mano uno strumento per la prima volta, un flauto o una lira, e dopo qualche momento trarne una melodia. Edgar possedeva lo stesso istinto per le barche, e anche per le case. Quella barca si incliner a dritta diceva, oppure: Quel tetto far passare l'acqua, e aveva sempre ragione.
Sleg la barca e la spinse gi per la spiaggia. Il rumore dello scafo che strisciava sulla sabbia era attutito dallo sciabordio delle onde che si frangevano a riva.
Trasal nel sentire una risata femminile. Sotto il cielo stellato scorse una donna nuda sdraiata sulla sabbia e un uomo sopra di lei. Probabilmente li conosceva, ma i loro volti non erano chiaramente visibili e lui si affrett a distogliere lo sguardo. Non voleva sapere chi fossero. Doveva averli sorpresi durante un incontro clandestino. La donna sembrava giovane, e forse l'uomo era sposato. Il clero condannava quelle relazioni, eppure non sempre le persone seguivano le regole. Edgar ignor la coppia e spinse la barca in acqua.
Si volt a guardare la casa, provando una fitta di rimpianto, e si chiese se l'avrebbe mai rivista. Era l'unica di cui avesse memoria. Sapeva, perch glielo avevano raccontato, di essere nato in un'altra citt - a Exeter -, dove Pa' lavorava per un mastro costruttore di barche. Quando lui era ancora piccolo, la famiglia si era trasferita per stabilirsi a Combe. L Pa' aveva avviato la sua attivit grazie a un ordine per una barca. Edgar, per, non ricordava nulla di quel periodo. Quella era l'unica casa che avesse mai conosciuto, e ora stava per lasciarla per sempre.
Era fortunato ad aver trovato un lavoro altrove. Gli affari erano andati calando da quando i vichinghi avevano ripreso le incursioni nel Sud dell'Inghilterra, nove anni prima. Il commercio e la pesca erano diventati pericolosi con quei predoni in circolazione. Soltanto i pi coraggiosi acquistavano imbarcazioni.
Alla luce delle stelle vide che ora c'erano tre navi in porto: due per la pesca alle aringhe e un mercantile franco. Sulla spiaggia c'era un gruppetto di imbarcazioni pi piccole tirate in secca, destinate alla navigazione costiera e fluviale. Lui aveva contribuito alla costruzione di una delle due barche da pesca. Ma ricordava un tempo in cui in porto c'era sempre una decina di navi, se non di pi.
Sent una brezza fresca da sud-ovest, il vento prevalente in quella zona. La sua barca aveva una vela, piccola perch realizzarla era molto costoso: per una vela di dimensioni sufficienti per una nave d'altura una donna impiegava quattro anni di lavoro. Ma non valeva la pena di spiegare la vela per il breve tragitto attraverso la baia. Cominci a remare, senza avvertire la minima fatica. Edgar aveva muscoli forti come quelli di un fabbro. Suo padre e i suoi fratelli erano come lui. Per tutto il giorno, sei giorni alla settimana, lavoravano con accetta, ascia e succhiello per dare forma al fasciame di quercia che costituiva lo scafo delle imbarcazioni. Era un lavoro duro che irrobustiva gli uomini.
Il suo cuore traboccava di gioia. Era riuscito a fuggire. E stava per ricongiungersi con la sua amata. Le stelle brillavano nel cielo, la spiaggia scintillava candida e, quando i remi fendevano la superficie dell'acqua, la schiuma gli ricordava i riccioli che ricadevano sulle sue spalle.
Si chiamava Sungifu, solitamente abbreviato in Sunni, ed era meravigliosa.
Edgar riusciva a distinguere le costruzioni lungo il litorale, i luoghi in cui pescatori e commercianti svolgevano le loro attivit: la forgia di uno stagnino che realizzava oggetti resistenti alla ruggine per le navi, il lungo cortile in cui il cordaio intrecciava le sue cime, e l'enorme fornace di un fabbricante di catrame che bruciava tronchi di pino per ricavarne il liquido appiccicoso con il quale i costruttori di barche rendevano impermeabili gli scafi. La citt sembrava sempre pi grande vista dall'acqua: era abitata da parecchie centinaia di persone, la maggior parte delle quali traevano sostentamento, direttamente o indirettamente, dal mare.
Edgar guard verso la sua destinazione, all'altro capo della baia. Nell'oscurit non sarebbe riuscito a vedere Sunni neanche se lei fosse stata l, cosa impossibile dato che si erano accordati per incontrarsi all'alba. Ma non riusciva a distogliere lo sguardo dal punto dove lei sarebbe comparsa di l a poco.
Sunni aveva ventun anni, tre pi di lui. Aveva attirato la sua attenzione un giorno in cui se ne stava seduto sulla spiaggia a fissare il relitto vichingo. La conosceva di vista, ovviamente - conosceva tutti gli abitanti del posto -, ma non l'aveva mai notata prima, e non ricordava nulla della sua famiglia. Sei arrivato a terra con il relitto? gli aveva chiesto. Te ne stavi talmente immobile che ho pensato fossi un tronco portato dal mare. Lui aveva capito subito che doveva avere un'immaginazione fervida per fare una considerazione del genere cos su due piedi. E le aveva spiegato che cosa lo affascinava delle linee di quella nave, sentendo che lei avrebbe capito. Avevano parlato per un'ora e lui si era innamorato.
Poi lei gli aveva detto di essere sposata, ma ormai era troppo tardi.
Suo marito, Cyneric, aveva trent'anni. L'aveva sposata quando lei ne aveva solo quattordici. Aveva una piccola mandria di mucche da latte e Sunni si occupava di fare il formaggio. Aveva uno spiccato senso degli affari e faceva guadagnare un sacco di soldi al marito. Non avevano figli.
Presto Edgar aveva scoperto che Sunni odiava Cyneric. Ogni notte, dopo la mungitura serale, lui andava in una taverna chiamata The Sailors e si ubriacava. Mentre era l, Sunni sgattaiolava nei boschi per incontrare Edgar.
Ora, per, non avrebbero pi dovuto nascondersi. Quel giorno sarebbero fuggiti insieme o, per l'esattezza, avrebbero preso il largo. Edgar aveva ricevuto l'offerta di un lavoro e di una casa in un villaggio di pescatori a una cinquantina di miglia da Combe lungo la costa. Era stato fortunato a trovare un costruttore di barche che cercava un aiutante. Non aveva denaro con s - non ne aveva mai: Ma' diceva che non ne aveva bisogno -, per i suoi attrezzi erano in uno stipo ricavato nello scafo. Avrebbero cominciato una nuova vita.
Quando tutti avessero capito che se n'erano andati, Cyneric si sarebbe reputato libero di risposarsi. Se una donna fuggiva con un altro uomo, era come se avesse divorziato: la Chiesa poteva non essere d'accordo, ma quella era l'usanza. Nel giro di qualche settimana, aveva detto Sunni, Cyneric si sarebbe recato nelle campagne e avrebbe trovato una famiglia povera e disperata con una graziosa figlia quattordicenne. Edgar si chiedeva perch mai quell'uomo volesse una moglie: a sentire Sunni aveva poco interesse per il sesso. A lui piace avere qualcuno da maltrattare aveva spiegato lei. Il mio problema  che sono cresciuta abbastanza per disprezzarlo.
Cyneric non avrebbe dato loro la caccia anche se avesse scoperto dov'erano, cosa improbabile, perlomeno nell'immediato. E pure nel caso in cui ci sbagliassimo e Cyneric ci trovasse, gli spaccher la faccia aveva detto Edgar. Dall'espressione di Sunni, aveva capito che lei la considerava una sciocca vanteria, e aveva ragione. Allora si era affrettato ad aggiungere: Ma probabilmente non sar necessario.
Arriv sull'altro lato della baia, tir la barca in secco e la leg a uno scoglio.
Sent il salmodiare dei monaci riuniti in preghiera. Il monastero si trovava l vicino, e la casa di Cyneric e Sunni qualche centinaio di iarde pi avanti.
Si sedette sulla sabbia a osservare il mare scuro e il cielo della notte, e a pensare a lei. Sarebbe riuscita a sgusciare via di nascosto senza problemi? E se Cyneric si fosse svegliato e le avesse impedito di allontanarsi? Sarebbe potuta scoppiare una lite, lui avrebbe potuto picchiarla. D'un tratto fu tentato di cambiare piano, alzarsi e andare a prenderla a casa.
Ma si costrinse a restare dov'era. Sunni se la sarebbe cavata meglio senza di lui. Cyneric doveva essere sbronzo e profondamente addormentato e lei si muoveva come un gatto. Aveva progettato di coricarsi con addosso l'unico gioiello che possedeva, un medaglione d'argento finemente intagliato che portava al collo con un cordino di cuoio. Nella scarsella appesa alla cintura avrebbe messo un ago e del filo, che potevano sempre tornare utili, e la fascia per i capelli di lino ricamato che indossava nelle occasioni speciali. Come lui, sarebbe stata fuori di casa in pochi secondi, senza che nessuno la sentisse.
Di l a poco sarebbe arrivata, con gli occhi scintillanti per l'eccitazione, il corpo agile impaziente di accogliere il suo. Si sarebbero abbracciati, stringendosi forte l'uno all'altra, si sarebbero scambiati baci appassionati, poi lei sarebbe salita sulla barca e lui l'avrebbe spinta in acqua verso la libert. Avrebbe remato per un po', quindi l'avrebbe baciata di nuovo, pens. Quando avrebbero potuto fare l'amore? Sunni sarebbe stata impaziente quanto lui. Poteva remare fin oltre il promontorio e poi calare la grossa pietra legata a una corda che usava come ancora, e allora si sarebbero potuti sdraiare sul fondo della barca, sotto i banchi: sarebbe stato un po' scomodo, ma cosa importava? La barca avrebbe dondolato dolcemente sulle onde e loro avrebbero sentito il calore del sole nascente sulla pelle nuda.
Pensandoci meglio, per, sarebbe stato pi saggio spiegare la vela e allontanarsi il pi possibile dalla citt senza azzardare una sosta. Voleva essere ben lontano da l prima che fosse giorno pieno. Sarebbe stato difficile resistere alla tentazione con lei cos vicina, che lo guardava e gli sorrideva, felice. Ma era pi importante garantirsi un futuro.
Avevano deciso che, quando fossero arrivati nella loro nuova casa, avrebbero detto a tutti di essere gi sposati. Fino a quel momento non avevano mai passato un'intera notte insieme. D'ora in avanti avrebbero mangiato insieme ogni sera, e passato tutta la notte l'uno tra le braccia dell'altra, per risvegliarsi con un sorriso complice al mattino.
Edgar intravide un barlume di luce all'orizzonte. Era quasi l'alba. Lei sarebbe arrivata da un momento all'altro.
Provava un po' di tristezza soltanto quando pensava alla sua famiglia. Poteva vivere benissimo senza i suoi fratelli, che lo trattavano ancora come un ragazzino stupido e fingevano di non accorgersi che era cresciuto ed era pi in gamba di loro, ma gli sarebbe mancato suo padre, di cui non avrebbe mai dimenticato gli insegnamenti. Per quanto due assi siano bene ammorsate, il giunto sar sempre il punto debole gli ripeteva. Il pensiero di lasciare Ma', poi, gli faceva venire le lacrime agli occhi. Era una donna forte. Quando qualcosa andava storto, lei non perdeva tempo a lamentarsi per il proprio destino e si dava da fare per risolvere i problemi. Tre anni prima, il padre di Edgar si era ammalato di febbre e per poco non era morto, e finch non si era ripreso era stata lei a farsi carico del cantiere, dicendo ai tre figli come procedere, riscuotendo i crediti e facendo in modo che i clienti non annullassero gli ordini. Era una guida, e non solo per la propria famiglia. Pa' era uno dei dodici anziani di Combe, ma era Ma' ad aver condotto la protesta dei cittadini quando Wigelm, il signore del posto, aveva cercato di alzare gli affitti a tutti.
Solo il pensiero di un futuro con Sunni rendeva sopportabile l'idea di andarsene.
Nella luce incerta Edgar not qualcosa di strano sulla superficie del mare. Aveva la vista buona, ed era abituato a riconoscere le navi anche a distanza, a distinguere il profilo curvo di uno scafo da quello di un'onda o di una nuvola bassa; ora, per, non era sicuro di ci che aveva davanti. Tese l'orecchio per cogliere eventuali rumori lontani, ma sent soltanto il frangersi delle onde sulla spiaggia.
Dopo qualche attimo gli parve di scorgere la testa di un mostro e prov un brivido di paura. Contro il debole chiarore del cielo gli sembr che si stagliassero delle orecchie appuntite, grandi fauci e un collo lungo.
Un attimo dopo si rese conto che quello che aveva visto era ancor peggio di un mostro: era una nave vichinga, con una testa di drago sulla punta della prua ricurva.
Ne apparve un'altra, poi una terza, e una quarta. Le loro vele erano tese per il vento di sud-ovest che si stava rapidamente rinforzando, e le navi leggere si muovevano veloci tra le onde. Edgar balz in piedi.
I vichinghi rubavano, stupravano, uccidevano. Attaccavano sulla costa e sul corso dei fiumi. Mettevano a ferro e fuoco le citt, razziavano tutto ci che riuscivano a trasportare e sterminavano quelli che incontravano sul loro cammino tranne le donne e gli uomini giovani, che catturavano per rivenderli come schiavi.
Edgar esit ancora un attimo.
Ora le navi erano dieci. Significava che c'erano almeno cinquecento vichinghi.
Ma erano con certezza navi vichinghe? Altri avevano adottato le loro innovazioni e imitato le loro linee, come aveva fatto lui stesso. Edgar, per, sapeva riconoscere la differenza: nelle imbarcazioni scandinave era insito un che di minaccioso che nessuno dei loro emuli riusciva a ottenere.
E comunque, chi altri sarebbe arrivato in cos gran numero all'alba? No, non c'erano dubbi.
Su Combe stava per scatenarsi l'inferno.
Doveva allertare Sunni. Se fosse riuscito ad arrivare da lei in tempo, avrebbero ancora potuto fuggire.
Si rese conto sentendosi in colpa che il suo primo pensiero era stato per lei, anzich per la sua famiglia. Doveva avvertire anche loro. Ma si trovavano all'altro capo della citt. Sarebbe andato prima da Sunni.
Si volt e inizi a correre lungo la spiaggia, scrutando il sentiero in cerca di ostacoli poco visibili. Dopo qualche istante si ferm a guardare verso la baia. Rimase inorridito nel realizzare quanto si fossero mossi in fretta i vichinghi. Gi si vedevano i bagliori delle torce che si avvicinavano rapide, alcune riflesse sul mare in movimento, altre portate attraverso la sabbia. Stavano sbarcando!
Ma erano silenziosi. Edgar sentiva ancora i monaci pregare, ignari del loro destino. Doveva mettere in guardia anche loro. Ma non poteva avvisare tutti...
O forse s. Guardando il campanile della chiesa del monastero che si stagliava contro il cielo sempre pi chiaro, vide un modo per allertare Sunni, la sua famiglia, i monaci e l'intera citt.
Devi verso il monastero. Dall'oscurit gli si par davanti una recinzione bassa che super con un balzo senza rallentare. Nell'atterrare dall'altra parte incespic, recuper l'equilibrio e prosegu nella sua corsa.
Arrivato alla porta della chiesa, si volt a guardare. Il monastero si trovava su una collinetta e da l si potevano vedere l'intera citt e la baia. Centinaia di vichinghi avanzavano nell'acqua bassa per raggiungere la riva e poi l'abitato. Vide la copertura di paglia di un tetto, ancor pi asciutta adesso che era estate, prendere fuoco, poi un'altra e un'altra ancora. Conosceva tutte le case e i loro abitanti, ma nella luce incerta non avrebbe saputo distinguerle e si chiese, con orrore, se anche la sua fosse stata incendiata.
Spalanc la porta della chiesa. La navata era illuminata dalla fiamma inquieta delle candele. Il canto dei monaci si fece esitante quando alcuni di loro lo videro correre verso la base del campanile. Edgar individu la corda penzoloni, la afferr e la tir verso il basso. Con suo grande sgomento, la campana non produsse alcun suono.
Uno dei monaci si stacc dal gruppo e and a passo deciso verso di lui. La chierica era incorniciata da una corona di riccioli bianchi, e Edgar riconobbe il priore Ulfric. "Esci subito da qui, sciocco" disse il priore, indignato.
Edgar non poteva mettersi a dare spiegazioni in quel momento. "Devo suonare la campana!" url, fuori di s. "Perch non suona?"
Ormai la funzione si era interrotta e tutti i monaci osservavano la scena. Si avvicin un secondo uomo: era Maerwynn, il cuciniere, pi giovane di Ulfric e meno sussiegoso. "Cosa succede, Edgar?" chiese.
"Sono arrivati i vichinghi!" grid lui. Tir nuovamente la corda. Non aveva mai provato a suonare una campana, e rimase sorpreso da quanto pesava.
"Oh, no!" esclam il priore Ulfric. Il suo atteggiamento censorio si trasform in sgomento. "Dio ci salvi!"
"Sei sicuro, Edgar?" domand Maerwynn.
"Li ho visti dalla spiaggia!"
Maerwynn corse alla porta e guard fuori. Quando torn, era pallido in volto. " vero" disse.
"Scappate, tutti!" url Ulfric.
"Aspettate!" disse Maerwynn. "Edgar, continua a tirare la corda. Ci vuole qualche strattone per farla suonare. Appenditi con tutto il peso. Tutti gli altri... abbiamo un po' di tempo prima che arrivino qui. Non fuggite a mani vuote, prendete qualcosa: prima i reliquiari con i resti dei santi, gli ornamenti ingemmati e i libri... E poi correte a nascondervi nei boschi."
Edgar si appese alla corda, si sollev da terra e un attimo dopo ud il rintocco della grande campana.
Ulfric afferr una croce d'argento e si precipit fuori, seguito dagli altri monaci, alcuni che raccoglievano con calma gli oggetti preziosi, altri che urlavano in preda al panico.
La campana cominci a oscillare e suon ripetutamente. Edgar tirava la corda frenetico, usando tutto il proprio peso. Voleva che tutti capissero immediatamente che quello non era un semplice richiamo alla preghiera per i monaci assonnati, ma un segnale d'allarme per l'intera citt.
Dopo qualche momento si convinse di aver fatto abbastanza. Lasci la corda e corse fuori dalla chiesa.
L'odore acre della paglia che bruciava gli pizzic il naso: il vento forte che soffiava da sud-ovest propagava le fiamme con spaventosa rapidit. Allo stesso tempo stava facendo giorno. La gente si precipitava fuori dalle abitazioni stringendo al petto i neonati e i bimbi piccoli, e tutto quanto aveva di prezioso per metterlo in salvo: attrezzi, galline, sacchette di pelle pieni di monete. I pi veloci stavano gi correndo attraverso i campi, verso i boschi. Qualcuno sarebbe riuscito a salvarsi, pens Edgar, grazie a quella campana.
Si avvi controcorrente, schivando amici e vicini, diretto a casa di Sunni. Vide il fornaio, che doveva essere andato al forno di buon'ora: adesso stava scappando con un sacco di farina sulle spalle. La taverna era tranquilla: i suoi occupanti erano lenti a reagire, nonostante l'allarme. Wyn, il gioielliere, pass a cavallo con una cassa legata sulla schiena; il cavallo correva in preda al panico, e lui gli stava aggrappato con le braccia, cingendogli il collo con tutte le sue forze. Uno schiavo di nome Griff portava in braccio una vecchia, la sua padrona. Edgar scrutava ogni faccia che incrociava, casomai Sunni fosse stata tra loro, ma non la vide.
Poi incontr i vichinghi.
L'avanguardia degli invasori era composta da una decina di uomini e due donne dall'aspetto terrificante, tutti con corazze di pelle, armati di lance e accette. Edgar vide che non indossavano elmi e, mentre la paura gli saliva in gola come bile, si rese conto che non avevano alcun bisogno di proteggersi dai cittadini inermi. Alcuni avevano gi con s un bottino: una spada con l'impugnatura tempestata di gemme, pensata pi per essere ostentata che per combattere, un sacchetto di monete, una veste di pelliccia, una sella preziosa con le parti metalliche in bronzo dorato. Uno conduceva a mano un cavallo bianco che Edgar riconobbe: apparteneva al proprietario di una delle barche da pesca per le aringhe; un altro portava una ragazza riversa su una spalla, ma Edgar vide con sollievo che non si trattava di Sunni.
Indietreggi, per i vichinghi continuavano ad avanzare, e lui non poteva scappare perch doveva trovare Sunni.
Pochi cittadini coraggiosi resistevano, ma gli volgevano la schiena e Edgar non pot capire chi fossero. Alcuni brandivano accette e pugnali, un altro un arco con le frecce. Per qualche lungo attimo lui rimase a fissarli, impietrito dalla vista delle lame affilate che affondavano nella carne umana, dalle urla dei feriti che ululavano come animali e dall'odore della citt in fiamme. L'unica violenza a cui aveva mai assistito erano le zuffe tra ragazzi rissosi e uomini ubriachi. Quello spettacolo gli era nuovo: sangue che zampillava a fiotti, viscere esposte, grida di terrore e di dolore. Edgar era paralizzato dalla paura.
I commercianti e i pescatori di Combe nulla poterono contro quegli aggressori che vivevano di violenza. La gente del posto fu falcidiata in pochi attimi e i vichinghi avanzarono ancor pi numerosi.
Edgar si riscosse e cerc riparo dietro una casa. Doveva assolutamente fuggire dai vichinghi, ma non era cos terrorizzato da dimenticarsi di Sunni.
Gli assalitori avanzavano per la strada principale, inseguendo i cittadini che fuggivano lungo la stessa via, ma dietro le case non c'erano vichinghi. Ogni abitazione aveva circa mezzo acro di terra: quasi tutte le famiglie avevano orti e alberi da frutta, le pi ricche anche un pollaio o un porcile. Edgar corse da un orto all'altro, diretto verso la casa di Sunni.
Lei e Cyneric vivevano in una costruzione simile a tutte le altre, a parte l'aggiunta di un capanno addossato alla casa dove si produceva il formaggio, realizzato con una mistura di pietre, sabbia, argilla e paglia, e riparato da una tettoia di sottili tegole di pietra, il tutto pensato per offrire un ambiente fresco. Si trovava ai margini di un piccolo campo in cui pascolavano le mucche.
Edgar raggiunse la casa, spalanc la porta e si precipit dentro.
Vide un uomo tarchiato con i capelli neri steso a terra. Era Cyneric. Le canne tutto intorno erano zuppe di sangue, e lui giaceva immobile. Aveva una ferita tra il collo e la spalla, che ora non sanguinava pi, e Edgar cap senza ombra di dubbio che era morto.
Il cane bianco e marrone di Sunni, una femmina di nome Brindle, si era rifugiato in un angolo, e tremava e ansimava come fanno gli animali quando sono terrorizzati.
Ma lei dov'era?
In fondo alla casa c'era un'apertura che conduceva al capanno. La porta era aperta, e mentre Edgar la raggiungeva sent Sunni urlare.
Entr nel capanno. Vide la schiena di un vichingo alto con i capelli biondi. Era in corso una specie di colluttazione: un secchio di latte si era rovesciato sul pavimento di pietra e la mangiatoia per le mucche era stata capovolta.
Un attimo dopo Edgar cap che l'avversario del vichingo era Sunni. Il suo volto abbronzato era stravolto dalla rabbia, la bocca spalancata a mostrare i denti bianchi, i capelli scuri tutti scarmigliati. Il vichingo stringeva in mano un'accetta, ma non la stava usando. Con l'altra mano cercava di costringere Sunni a terra, mentre lei tentava di colpirlo con un grosso coltello da cucina. Evidentemente l'intento dell'uomo era quello di catturarla e non di ucciderla, perch una donna giovane e sana avrebbe fruttato molto denaro come schiava.
Nessuno dei due vide Edgar.
Prima che lui potesse muoversi, Sunni colp il vichingo al volto con un fendente, e questi lanci un urlo di dolore mentre il sangue gli usciva a fiotti dalla guancia squarciata. Infuriato, lasci cadere l'accetta, afferr Sunni per le spalle e la scagli sul pavimento. Lei cadde pesantemente e Edgar ud un tonfo raccapricciante quando la sua testa and a sbattere contro il gradino di pietra della soglia. Orripilato, ebbe l'impressione che lei perdesse conoscenza. Il vichingo si abbass su un ginocchio, infil la mano sotto la corazza e tir fuori un laccio di cuoio con l'evidente intenzione di legarla.
Girando appena la testa, si accorse di Edgar.
Sul suo volto apparve un'espressione allarmata. Allung la mano per afferrare l'arma che aveva lasciato cadere, ma troppo tardi. Edgar la raccolse un attimo prima che riuscisse ad afferrarla. L'accetta era molto simile all'attrezzo che lui usava per abbattere gli alberi. Strinse il manico e, in un angolo della sua mente ottenebrata, riflett che manico e testa erano perfettamente bilanciati. Arretr fuori dalla portata del vichingo che si stava rialzando.
Edgar fece roteare l'accetta con un ampio gesto circolare. La port dietro di s, poi la sollev sopra il capo e infine la cal con forza, con un movimento rapido e accurato, in una curva perfetta. La lama affilata colp con precisione la sommit della testa dell'uomo, tranciando capelli, pelle e cranio, e gli affond nel cervello.
Con sommo orrore di Edgar, il vichingo non stramazz subito a terra, anzi, per un attimo parve sforzarsi di restare in piedi: poi la vita lo abbandon, come la luce di una candela che si spegne, e lui cadde in un ammasso scomposto e inerte.
Edgar lasci l'accetta e si inginocchi accanto a Sunni. Lei aveva gli occhi aperti, fissi. Edgar mormor il suo nome. "Parlami" le disse. Le prese la mano e le sollev il braccio. Era esanime. La baci sulla bocca e si accorse che non vi era respiro. Le pos una mano sul cuore, subito sotto la curva del seno morbido che tanto amava. La tenne l, nella speranza di sentire un battito. Quando si rese conto che era morta e che il suo cuore non avrebbe pulsato mai pi, dalla sua gola sal un singhiozzo.
Rimase a fissarla a lungo, incredulo, e poi con infinita tenerezza le sfior le palpebre con la punta delle dita - delicatamente, quasi temesse di farle male - e le chiuse gli occhi.
Ricadde lentamente in avanti, fino a poggiarle la testa sul petto, e le sue lacrime inzupparono la tunica di lana scura di lei.
Un attimo dopo fu preso da una rabbia incontenibile verso l'uomo che le aveva tolto la vita. Balz in piedi, afferr l'accetta e cominci a colpire con ferocia la faccia del vichingo morto, fracassandogli la fronte, maciullandogli gli occhi, spaccandogli il mento.
Quell'accesso d'ira dur solo qualche momento, prima che lui si rendesse conto dell'inutilit raccapricciante di ci che stava facendo. Quando si ferm, ud delle urla, fuori. Era una lingua simile alla sua, ma non proprio uguale. Questo lo riport bruscamente alla situazione di pericolo imminente. Avrebbe potuto morire anche lui.
Non mi interessa, morir si disse. Ma quello stato d'animo svan in un istante. Se avesse incontrato un altro vichingo, avrebbe potuto finire con la testa spaccata proprio come l'uomo che giaceva ai suoi piedi. Nonostante fosse affranto dal dolore, il pensiero di essere ucciso a fendenti lo riemp comunque di paura.
Ma che cosa doveva fare? Temeva di essere scoperto nel capanno con il cadavere della sua vittima che gridava vendetta, eppure, se fosse uscito, sarebbe stato sicuramente catturato e ucciso. Si guard attorno, frenetico: dove poteva nascondersi? Not la mangiatoia rovesciata, un manufatto di legno grezzo. Cos capovolta, l'incavo sembrava abbastanza grande da nasconderlo.
Si sdrai sul pavimento di pietra e la tir sopra di s. Ripensandoci, sollev il bordo, afferr l'accetta e se la avvicin.
Attraverso le fessure tra le assi della mangiatoia filtrava un po' di luce. Rimase immobile, in ascolto. Il legno attutiva in parte i suoni, ma sent comunque un gran urlare e vociare. Aspett, in preda al terrore: da un momento all'altro poteva entrare un vichingo e mettersi a curiosare sotto la mangiatoia. Se fosse successo, Edgar decise che avrebbe cercato di ucciderlo all'istante con l'accetta. Per sarebbe stato in grave svantaggio, sdraiato a terra e con il nemico in piedi sopra di lui.
Sent un cane uggiolare e cap che Brindle doveva essere l, accanto alla mangiatoia capovolta. "Vattene" sibil, ma il suono della sua voce non fece che incoraggiare l'animale, che si mise a guaire ancora pi forte.
Edgar imprec, poi sollev appena la mangiatoia, allung una mano e attir la cagnetta a s. Brindle si accucci e si zitt.
Edgar aspett, ascoltando gli orribili rumori della carneficina.
Brindle inizi a leccare il cervello del vichingo dalla lama dell'accetta.
Edgar non avrebbe saputo dire quanto tempo era rimasto l. Cominci ad avere caldo e pens che il sole doveva essere ormai alto. Alla fine il rumore dall'esterno diminu, ma lui non poteva essere certo che i vichinghi se ne fossero andati e, ogni volta che aveva l'impulso di guardare fuori, si diceva di non rischiare la vita. Poi si metteva a pensare a Sunni e ricominciava a piangere.
Brindle dormicchiava accanto a lui, ma di tanto in tanto uggiolava e tremava nel sonno. Edgar si chiese se anche i cani soffrissero di incubi.
Certe volte Edgar li aveva: era su una nave che affondava, oppure un albero di quercia stava cadendo e lui non riusciva a scansarsi, o ancora stava scappando da una foresta in fiamme. Quando si svegliava dopo aver fatto quei sogni, provava una sensazione di sollievo cos forte che quasi gli veniva da piangere. Adesso continuava a pensare che l'attacco vichingo potesse essere un incubo da cui si sarebbe risvegliato da un momento all'altro, per scoprire che Sunni era ancora viva. Ma non si svegli.
Alla fine ud delle voci che parlavano la sua lingua. Tuttavia esit. Le persone che sentiva sembravano turbate ma non spaventate, addolorate piuttosto che intimorite. Questo doveva significare che i vichinghi se n'erano andati.
Quanti dei suoi amici avevano portato con loro per venderli come schiavi? Quanti cadaveri di suoi vicini si erano lasciati alle spalle? E lui aveva ancora una famiglia?
Brindle emise un brontolio e cerc di alzarsi sulle zampe. Non ci riusciva, nello spazio angusto, ma evidentemente ora sentiva di potersi muovere senza pericolo.
Edgar sollev la mangiatoia. Brindle usc immediatamente. Lui rotol fuori, stringendo in mano l'accetta del vichingo, quindi appoggi di nuovo la mangiatoia al suolo. Si alz, con le membra doloranti per la prolungata immobilit in un ambiente ristretto. Si appese l'accetta alla cintura.
Poi si affacci alla porta del capanno.
La citt non c'era pi.
Per un istante rimase semplicemente sconcertato. Com'era possibile che Combe fosse scomparsa? Ovviamente lo sapeva. Quasi tutte le case erano bruciate. In alcune le fiamme covavano ancora sotto la cenere. Qui e l erano rimaste in piedi delle strutture in muratura, e lui ci mise un po' a identificarle. Il monastero aveva due costruzioni di pietra: la chiesa e un edificio a due piani con un refettorio al pianterreno e un dormitorio a quello superiore. C'erano altre due chiese di pietra. Impieg un po' di pi a riconoscere la casa di Wyn il gioielliere, che aveva bisogno di muri di pietra per proteggersi dai ladri.
Le mucche di Cyneric erano sopravvissute, e ora se ne stavano raggruppate al centro del pascolo recintato, terrorizzate: quegli animali erano di grande valore ma, riflett Edgar, troppo ingombranti e difficili da trasportare a bordo di una nave. Come tutti i ladri, i vichinghi preferivano il denaro o gli oggetti piccoli e preziosi come i gioielli.
I cittadini vagavano inebetiti tra le rovine, incapaci di parlare se non a monosillabi, per esprimere tutto il loro dolore, l'orrore, lo sgomento.
Nella baia erano ancorate le stesse imbarcazioni di prima, ma le navi vichinghe erano sparite.
Finalmente, si concesse di osservare i corpi nel capanno. I resti del vichingo erano difficili da ricondurre a un essere umano. Edgar era turbato al pensiero di ci che aveva fatto. Era inconcepibile.
Sunni aveva un'aria sorprendentemente tranquilla. Non c'erano segni visibili della ferita che l'aveva uccisa. Gli occhi erano semiaperti, e Edgar li chiuse di nuovo. Si inginocchi, cercando ancora il battito del cuore, pur sapendo che era una cosa assurda. Il suo corpo era gi freddo.
Cosa doveva fare? Forse poteva aiutare la sua anima ad andare in paradiso. Il monastero era ancora in piedi. Doveva portarla alla chiesa dei monaci.
La prese tra le braccia. Sollevarla fu pi difficile di quanto si aspettasse. Sunni era esile e lui forte, ma il corpo inerte di lei lo sbilanciava e, mentre cercava di alzarsi in piedi, fu costretto a stringerla al petto con pi forza di quanto avrebbe desiderato. Serrarla in un abbraccio cos rude, sapendo che lei non provava dolore, acu crudelmente la consapevolezza che era priva di vita, e Edgar ricominci a piangere.
Attravers la casa, pass accanto al corpo di Cyneric e usc in strada.
Brindle lo segu.
Sembrava met pomeriggio, ma era difficile dirlo: c'era della cenere nell'aria, insieme al fumo che saliva dalle braci, e un odore disgustoso di carne umana bruciata. I sopravvissuti si guardavano attorno frastornati, quasi non riuscissero a capacitarsi di quanto era accaduto. Molti tornavano dai boschi, alcuni spingendo il bestiame.
Edgar si avvi verso il monastero. Cominciavano a dolergli le braccia per il peso di Sunni, ma accettava quel dolore con una soddisfazione perversa. Gli occhi di lei, per, non volevano saperne di restare chiusi, e questo lo turbava. Avrebbe voluto che sembrasse addormentata.
Nessuno gli prest attenzione: ognuno aveva la propria personale tragedia. Arriv alla chiesa ed entr.
Non era l'unico ad aver avuto quell'idea. C'erano corpi distesi lungo tutta la navata, con delle persone inginocchiate o in piedi accanto a loro. Il priore Ulfric gli venne incontro sconvolto e gli chiese con tono perentorio: "Viva o morta?".
" Sungifu,  morta" rispose Edgar.
"I morti all'estremit orientale" disse Ulfric, troppo indaffarato per mostrare un po' di gentilezza. "I feriti nella navata."
"Pregherete per la sua anima? Per favore?"
"Sar trattata come tutti gli altri."
"Ma io ho dato l'allarme" protest Edgar. "Potrei avervi salvato la vita. Pregate per lei, vi prego."
Ulfric si allontan in tutta fretta senza rispondere.
Edgar vide che fratello Maerwynn si stava occupando di un uomo ferito, e gli medicava una gamba mentre quello gemeva per il dolore. Quando finalmente Maerwynn si alz, Edgar gli disse: "Potete pregare per l'anima di Sunni, per favore?".
"S, certo" rispose Maerwynn e tracci il segno della croce sulla fronte di Sunni.
"Grazie."
"Per il momento mettila all'estremit orientale della chiesa."
Edgar percorse tutta la navata e arriv oltre l'altare. In fondo alla chiesa erano allineati venti o trenta corpi in file ordinate, vegliati dai parenti in lacrime. Pos Sunni a terra delicatamente. Le raddrizz le gambe e le incroci le braccia sul petto, poi le rassett i capelli con la punta delle dita. Avrebbe voluto essere un prete per prendersi cura della sua anima personalmente.
Rimase inginocchiato l a lungo, a osservare il suo volto immoto, sforzandosi di comprendere che lei non gli avrebbe mai pi sorriso.
Alla fine cominci a farsi strada in lui il pensiero di chi era rimasto. I suoi genitori erano vivi? I suoi fratelli erano stati portati via come schiavi? Solo qualche ora prima era stato sul punto di lasciarli per sempre. Adesso ne aveva bisogno. Senza di loro sarebbe stato solo al mondo.
Rimase con Sunni ancora un po', poi usc dalla chiesa, seguito da Brindle.
Una volta fuori, si chiese da dove cominciare. Decise di andare a casa. Doveva essere stata distrutta, ovviamente, ma forse l avrebbe trovato la sua famiglia, o magari un'indicazione di cos'era stato di loro.
Il tragitto pi rapido era lungo la spiaggia. Mentre scendeva verso il mare sper di trovare la sua barca a riva. L'aveva lasciata a una certa distanza dalle case, quindi c'erano buone probabilit che non fosse stata bruciata.
Prima di arrivare al mare, incontr Ma' che rientrava in citt dai boschi. Nel vedere la sua figura forte e risoluta e l'andatura decisa, prov un sollievo cos intenso che quasi si sent mancare. Trasportava un paiolo di bronzo, forse tutto quello che era riuscita a salvare dalla casa. Il volto era teso per il dolore, e la bocca stretta in una linea di cupa determinazione.
Quando vide Edgar, la sua espressione si tramut in gioia. Lo circond con le braccia e premette il viso contro il suo petto, singhiozzando: "Il mio ragazzo, oh, il mio Eddie. Signore, ti ringrazio!".
Lui la strinse con gli occhi chiusi, grato per la sua presenza pi di quanto fosse mai stato prima.
Dopo un momento, Edgar si volt a guardare e vide Erman, scuro come Ma', per pi cocciuto che determinato; e poi Eadbald, con la carnagione chiara cosparsa di lentiggini. Ma non vide il padre. "Dov' Pa'?" chiese.
Fu Erman a rispondere. "Ci ha detto di scappare. Lui  rimasto per salvare il cantiere."
E voi lo avete lasciato solo? avrebbe voluto dire Edgar. Ma non era quello il momento di recriminare e, comunque, anche lui se n'era andato.
Ma' si stacc da lui. "Stiamo tornando a casa" spieg. "A quello che ne resta."
Si diressero insieme verso la riva. Ma' camminava a grandi falcate, impaziente di conoscere la verit, buona o cattiva che fosse.
"Sei scappato in fretta, fratellino" disse Erman con tono accusatorio. "Come mai non ci hai svegliati?"
"Io vi ho svegliati" ribatt Edgar. "Ho suonato la campana del monastero."
"Non  vero."
Era tipico di Erman mettersi a discutere in una situazione come quella. Edgar distolse lo sguardo e non disse nulla. Non gli importava cosa pensasse suo fratello.
Quando raggiunsero la spiaggia, Edgar vide che la barca era sparita. L'avevano presa i vichinghi, evidentemente. Loro sapevano riconoscere una buona imbarcazione. Inoltre sarebbe stata facile da trasportare: bastava legarla alla poppa di una delle loro navi e trainarla.
Era una grave perdita, ma non prov dolore: era una cosa da niente in confronto alla morte di Sunni.
Camminando lungo la riva si imbatterono nel corpo della madre di un coetaneo di Edgar, e lui si chiese se fosse stata uccisa mentre cercava di impedire ai vichinghi di portare via suo figlio.
Poche iarde pi avanti c'era un altro cadavere, e poi un altro ancora pi in l. Edgar scrutava ogni volto: erano tutti amici e vicini, ma suo padre non era tra loro e lui cominci a nutrire la cauta speranza che potesse essere sopravvissuto.
Arrivarono alla loro casa. Tutto ci che restava era il focolare, con il treppiede di ferro ancora posato sopra.
Tra le rovine c'era il corpo di suo padre. Ma' lanci un urlo straziante e si accasci. Edgar si inginocchi accanto a lei e le circond le spalle scosse dai singhiozzi.
Il braccio destro di suo padre era stato mozzato di netto vicino alla spalla, presumibilmente dalla lama di un'accetta, e sembrava che fosse morto dissanguato. Edgar pens alla forza e alla maestria che un tempo avevano mosso quel braccio, e pianse lacrime di rabbia per quella perdita, per quello spreco.
Sent Eadbald che diceva: "Guardate il cantiere".
Edgar si alz in piedi e si asciug le lacrime. Sulle prime non credette ai suoi occhi, e se li sfreg di nuovo.
Il cantiere era bruciato. La barca in costruzione e la scorta di legname erano ridotte a cumuli di cenere, insieme al catrame e alla corda. Era rimasta solo la pietra che usavano per affilare gli attrezzi. Tra le ceneri, Edgar vide delle ossa carbonizzate, troppo piccole per appartenere a un essere umano, e immagin che il povero, vecchio Grendel fosse morto bruciato, legato alla sua catena.
Tutto ci che la famiglia possedeva era l.
Edgar si rese conto che avevano perso non solo il cantiere, ma pure il loro unico mezzo di sostentamento. Anche se un cliente fosse stato disposto a commissionare un'imbarcazione a tre apprendisti, loro non avrebbero avuto n il legno e gli attrezzi con cui costruirla, n il denaro per comprare ci di cui avevano bisogno.
Probabilmente Ma' aveva qualche penny d'argento nella sacchetta, ma la famiglia non aveva mai avuto molti risparmi, dato che suo padre aveva sempre usato il denaro in pi per comprare il legname. Il buon legno era meglio dell'argento, era solito dire, perch era pi difficile da rubare.
"Non abbiamo pi nulla, neppure un modo per guadagnarci da vivere" disse Edgar. "Cosa faremo?"


Capitolo 2.

Sabato, 19 giugno 997.
Il vescovoWynstan di Shiring arrest il cavallo sulla sommit di un'altura e guard gi verso Combe. Non restava granch della citt: il sole estivo illuminava una distesa grigia e desolata. " peggio di quanto mi aspettassi" disse. Nel porto c'erano alcune imbarcazioni scampate alla distruzione, l'unico segno di speranza.
Suo fratello Wigelm gli arriv accanto e sentenzi: "I vichinghi andrebbero arrostiti vivi, dal primo all'ultimo". Era il signore di quelle terre, aveva trent'anni - cinque meno di Wynstan - ed era facile all'ira.
Questa volta, per, Wynstan non poteva che essere d'accordo con lui. "A fuoco lento" disse.
Il loro fratellastro li sent. Com'era consuetudine, i fratelli avevano nomi che si assomigliavano e il maggiore, che aveva quarant'anni, si chiamava Wilwulf, comunemente chiamato Wilf. Era l'aldermanno di Shiring, e amministrava una porzione dell'Inghilterra occidentale che comprendeva Combe. "Voi non avete mai visto una citt dopo un'incursione vichinga.  cos che si presenta."
Ripresero il cammino ed entrarono nella cittadina devastata, accompagnati da un piccolo seguito di uomini armati. Erano uno spettacolo imponente, Wynstan ne era consapevole: tre uomini alti, in abiti costosi, in sella a cavalli di pregio. Wilf aveva una tunica azzurra che gli arrivava alle ginocchia e stivali di cuoio; Wigelm indossava un indumento simile, ma di colore rosso. Wynstan aveva una semplice tunica nera lunga fino alle caviglie, come si conveniva a un uomo di chiesa, ma realizzata con una stoffa finemente intessuta. Aveva anche una grossa croce d'argento appesa al collo con un laccetto di cuoio. Tutti e tre avevano folti baffi chiari ma non la barba, come andava di moda tra gli inglesi di rango. Wilf e Wigelm avevano i capelli chiari; Wynstan portava la tonsura, come tutti i religiosi. Sembravano ricchi e importanti, e lo erano.
Gli abitanti di Combe vagavano sconsolati in mezzo alle rovine, frugando e scavando tra i resti e facendo dei pietosi mucchietti con quello che riuscivano a recuperare: utensili da cucina di ferro contorti, pettini d'osso anneriti dal fuoco, pentole spaccate, attrezzi inservibili. Le galline becchettavano qua e l, e i maiali annusavano l'aria in cerca di qualcosa da mangiare. C'era uno sgradevole odore di fuochi spenti, e Wynstan si scopr a fare respiri corti.
Nel vedere i tre fratelli avvicinarsi, i cittadini alzavano lo sguardo su di loro con occhi accesi di speranza. Molti li avevano gi incontrati, e quelli che non l'avevano mai fatto capivano subito dal loro aspetto che erano personaggi importanti. Alcuni gridarono frasi di saluto, altri applaudirono e li acclamarono. Tutti abbandonarono quello che stavano facendo per seguirli. Di certo, diceva la loro espressione, persone cos potenti dovevano essere in grado di aiutarli in qualche modo, no?
I fratelli si fermarono in uno spiazzo tra la chiesa e il monastero. I ragazzini fecero a gara per tenere i cavalli mentre loro smontavano di sella. Il priore Ulfric usc per accoglierli. Aveva dei granelli di fuliggine tra i capelli bianchi. "Miei signori, la citt ha un disperato bisogno del vostro aiuto" disse. "Il popolo..."
"Aspettate!" esclam Wynstan, con una voce che si fece sentire anche da quelli che si trovavano pi lontano. I suoi fratelli non si sorpresero: Wynstan li aveva gi informati delle sue intenzioni.
I cittadini si zittirono.
Wynstan si tolse la croce dal collo e la tenne alzata sopra la testa, poi si volt e si avvi a passo lento e solenne verso la chiesa.
I fratelli lo seguirono, quindi si accodarono tutti gli altri.
Entr in chiesa e avanz lentamente lungo la navata; not le file di feriti sdraiati a terra, ma non volt la testa. Quelli che erano in grado di farlo, si inchinavano o si inginocchiavano quando lui passava loro davanti, sempre con la croce alzata. Vide altri corpi in fondo alla chiesa, per quelli erano morti.
Arrivato all'altare si prostr, restando completamente immobile a faccia in gi sul pavimento di terra, il braccio destro teso verso l'altare, con la croce sollevata.
Rimase a lungo in quella posizione, con la folla che lo osservava in silenzio. Poi si alz in ginocchio. Allarg le braccia in un gesto benedicente e disse con voce stentorea: "Cosa abbiamo fatto?".
Dalla folla si lev una specie di sospiro collettivo.
"In cosa abbiamo peccato?" prosegu, con tono declamatorio. "Perch ci siamo meritati questo? Potremo mai essere perdonati?"
And avanti sullo stesso tenore. Era una via di mezzo tra una preghiera e un sermone. Wynstan doveva far capire alla gente che quello che era accaduto era il volere di Dio. L'incursione vichinga doveva essere vista come una punizione per i loro peccati.
Tuttavia, c'erano dei problemi concreti da affrontare, e quella era soltanto la cerimonia preliminare, per cui fu breve. "Accingendoci al compito di ricostruzione della nostra citt" disse, concludendo "ci impegniamo a raddoppiare i nostri sforzi per essere cristiani umili, devoti e timorati di Dio, nel nome del nostro Signore, Ges. Amen."
"Amen" ripeterono i fedeli in coro.
Wynstan si alz e si gir, mostrando alla folla il volto rigato di lacrime. Si rimise la croce al collo. "E ora, dinanzi a Dio, chiamo mio fratello, l'aldermanno Wilwulf, a tenere udienza."
Wynstan e Wilf scesero lungo la navata, camminando fianco a fianco, seguiti da Wigelm e Ulfric. Uscirono e la folla si accod a loro.
Wilf si guard attorno. "Terr udienza qui."
"Molto bene, mio signore" disse Ulfric. Schiocc le dita in direzione di un monaco. "Porta il seggio." Torn a voltarsi verso Wilf. "Avete bisogno di inchiostro e pergamena, aldermanno?"
Wilf sapeva leggere, ma non scrivere. Wynstan sapeva leggere e scrivere, come gran parte dell'alto clero. Wigelm era analfabeta.
"Dubito che dovremo scrivere qualcosa" rispose Wilf.
Wynstan fu distratto da una donna alta sulla trentina che indossava una veste rossa strappata. Era attraente, nonostante le guance imbrattate di cenere. Parlava a bassa voce, ma lui colse comunque la nota di disperazione nelle sue parole. "Dovete aiutarmi, mio signor vescovo, vi imploro" disse la donna.
"Non osare rivolgerti a me, stupida cagna" replic Wynstan.
La conosceva. Era Meagenswith, da tutti chiamata Mags. Viveva in una grande casa con dieci o dodici ragazze - alcune schiave, altre libere - che si prostituivano. Wynstan le parl senza guardarla. "Non puoi essere la prima persona di Combe a cui esprimo la mia compassione" continu, in tono basso e concitato al tempo stesso.
"Ma i vichinghi si sono portati via le mie ragazze e anche il mio denaro!"
Adesso erano tutte schiave, pens il vescovo. "Ne discuteremo pi tardi" mormor. Poi esclam, a beneficio di quelli che gli stavano vicino: "Sparisci dalla mia vista, immonda fornicatrice!".
La donna arretr immediatamente.
Due monaci portarono una grossa sedia di quercia e la posarono in mezzo allo spiazzo. Wilf si sedette, con Wigelm in piedi alla sua sinistra e Wynstan alla sua destra.
Mentre i cittadini si radunavano intorno a loro, i fratelli si scambiarono qualche parola a voce bassa e preoccupata. Tutti e tre ricavavano delle entrate da Combe. Dopo Shiring, era la seconda citt pi importante del territorio governato dall'aldermanno Wilf. Per ogni casa veniva pagato un affitto a Wigelm, che divideva i proventi con Wilf. La gente versava anche decime alle chiese, che le spartivano con il vescovo Wynstan. Wilf riscuoteva dazi sulla merce che transitava per il porto, in arrivo o in partenza per terre al di l del Canale. Wynstan riceveva un reddito dal monastero. Wigelm vendeva il legname della foresta.
Ora, con quanto era accaduto due giorni prima, tutti quei flussi di denaro si erano prosciugati.
"Passer parecchio tempo prima che qualcuno qui possa pagare qualcosa" osserv Wynstan con aria torva. Avrebbe dovuto ridurre le sue spese. Shiring non era una diocesi ricca. Adesso riflett se fossi l'arcivescovo di Canterbury non dovrei preoccuparmi del denaro: tutte le ricchezze della Chiesa nel Sud dell'Inghilterra sarebbero sotto il mio controllo. Ma, essendo un semplice vescovo, e di Shiring, le sue risorse erano limitate. Si chiese dove avrebbe potuto tagliare. Odiava dover rinunciare ai suoi piaceri.
"Tutta questa gente ha del denaro" comment Wigelm, sprezzante. "Se gli tagli la pancia, lo trovi."
Wilf scosse la testa. "Non essere stupido." Era una frase che ripeteva spesso a Wigelm. "La gran parte di loro ha perso tutto. Non hanno cibo, n denaro per acquistarne, e nessun mezzo con cui guadagnarsi da vivere. Quando arriver l'inverno saranno costretti a raccogliere ghiande per farci la zuppa. Quelli che sono sopravvissuti ai vichinghi saranno debilitati dalla fame. I bambini si ammaleranno e moriranno; i vecchi cadranno e si spezzeranno le ossa; le persone giovani e forti se ne andranno."
"E noi cosa possiamo farci?" ribatt Wigelm con tono petulante.
"Sarebbe saggio ridurre le nostre richieste."
"Non possiamo lasciarli vivere qui senza pagare l'affitto!"
"Idiota, i morti non pagano l'affitto. Se alcuni tra i sopravvissuti potranno tornare a dedicarsi alla pesca, alle loro attivit e al commercio, la prossima primavera potrebbero essere in grado di ricominciare a pagare."
Wynstan era d'accordo. Wigelm no, ma non aggiunse altro: Wilf era il maggiore e la sua parola aveva pi peso.
Quando tutti furono pronti, Wilf disse: "Ora, priore Ulfric, raccontateci cos' successo".
L'aldermanno stava tenendo udienza.
"I vichinghi sono arrivati due giorni fa" cominci Ulfric "alle prime luci dell'alba, quando tutti dormivano."
"Perch non li avete respinti, brutti codardi?" sbott Wigelm.
Wilf alz una mano per intimare silenzio. "Una cosa per volta" disse. Si rivolse a Ulfric. "Da che ho memoria, questa  la prima volta che i vichinghi attaccano Combe, Ulfric. Sapete da dove veniva questo gruppo in particolare?"
"Io no, mio signore. Forse qualche pescatore potrebbe aver visto le navi vichinghe durante uno dei suoi viaggi?"
"Noi non le abbiamo mai viste, mio signore" disse un uomo corpulento con dei fili grigi nella barba.
Wigelm, che conosceva meglio gli abitanti di Combe rispetto ai suoi fratelli, spieg: "Quello  Maccus. Possiede la pi grossa barca da pesca di tutta la citt".
Maccus prosegu. "Pensiamo che i vichinghi abbiano la loro base sull'altro lato del Canale, in Normandia. Si dice che imbarchino l i rifornimenti, facciano delle incursioni su questo lato e se ne tornino di l a vendere il bottino ai normanni, che Dio maledica le loro anime immortali."
" plausibile, ma non ci  di grande aiuto" osserv Wilf. "La costa della Normandia  estesa. Suppongo che Cherbourg sia il porto pi vicino?"
"Credo di s" rispose Maccus. "Dicono che si trovi su un lungo promontorio che si sporge nel Canale. Io non ci sono mai stato."
"Neanch'io" disse Wilf. "Qualcuno di Combe  mai stato l?"
"Nei tempi andati, forse" rispose Maccus. "Oggi non ci avventuriamo pi cos lontano. Vogliamo evitare i vichinghi, non andargli incontro."
Wigelm non sopportava quel tipo di discorsi. "Dovremmo radunare una flotta, arrivare fino a Cherbourg e bruciare la citt come loro hanno bruciato Combe!" Alcuni degli uomini pi giovani tra la folla urlarono la loro approvazione.
"Chiunque voglia attaccare i normanni non sa niente di loro" disse Wilf. "Discendono dai vichinghi, ricordatelo. Possono essere civilizzati, ma non per questo meno temibili. Secondo te perch i vichinghi attaccano noi e non i normanni?"
Wigelm assunse un'aria sconfitta.
"Mi farebbe piacere sapere qualcosa di pi su Cherbourg" prosegu Wilf.
"Io ci sono stato, una volta" disse un giovane tra la folla.
Wynstan lo guard con interesse. "E tu chi sei?"
"Edgar, il figlio del costruttore di barche, mio signor vescovo."
Wynstan osserv il ragazzo. Era di corporatura media, ma robusto, com'erano di solito i costruttori di barche. Aveva i capelli castani e qualche pelo di barba. Parlava in maniera educata, per non timorosa: evidentemente non era intimidito dal rango elevato degli uomini a cui si stava rivolgendo.
"Come mai sei andato a Cherbourg?" chiese Wynstan.
"Mi ci ha portato mio padre. Doveva consegnare una barca che avevamo costruito. Ma  stato cinque anni fa. La citt potrebbe essere cambiata."
"Anche poche informazioni sono meglio di niente" disse Wilf. "Cosa ricordi?"
"C' un porto grande e bello, con spazio per moltissime navi e imbarcazioni. Era sotto il controllo del conte Hubert... e probabilmente lo  ancora. Non era vecchio."
"Qualcos'altro?"
"Mi ricordo la figlia del conte, Ragna. Aveva i capelli rossi."
"E dopo cinque anni te la ricordi ancora?" chiese Wilf.
Scoppiarono tutti a ridere e Edgar arross.
Poi il ragazzo alz la voce per farsi sentire al di sopra delle risate e aggiunse: "C'era una torre di pietra".
"Vedi?" disse Wilf a Wigelm. "Non  facile attaccare una citt con delle fortificazioni in pietra."
"Posso suggerire una cosa?" domand Wynstan.
"Certamente" rispose il fratello.
"Potremmo stringere amicizia con il conte Hubert e convincerlo che i cristiani normanni e i cristiani inglesi devono collaborare per sconfiggere quei selvaggi dei vichinghi adulatori di Odino." I vichinghi che si erano stabiliti nel Nord e nell'Est dell'Inghilterra si erano per lo pi convertiti al cristianesimo, Wynstan ne era al corrente, ma quelli che solcavano i mari continuavano a venerare i loro di pagani. "Tu sai essere convincente quando vuoi qualcosa, Wilf" aggiunse Wynstan con un sogghigno, ed era vero: Wilf aveva carisma.
"Non ne sono sicuro" ribatt Wilf.
"So a cosa stai pensando" si affrett ad aggiungere Wynstan. Abbass la voce per affrontare questioni troppo importanti per essere ascoltate da semplici cittadini. "Ti stai chiedendo come la prenderebbe il re Etelredo. Trattare con gli altri sovrani  una prerogativa reale."
"Esattamente."
"Lascia che me ne occupi. Sistemer io le cose con il re."
"Devo fare qualcosa prima che i vichinghi distruggano il mio territorio" disse Wilf. "E questo  il primo suggerimento pratico che ho sentito."
Dalla folla si lev un mormorio inquieto. Wynstan capiva che per loro l'amicizia con i normanni era un concetto troppo astratto. Avevano bisogno di aiuto subito, e ritenevano che lo avrebbero ricevuto da loro. I nobili avevano il dovere di proteggere il popolo - era questo che giustificava i loro privilegi e le loro ricchezze - e i tre fratelli non erano riusciti a tenere al sicuro Combe. Ora il popolo si aspettava che facessero qualcosa.
Wilf percep lo stesso umore. "E ora veniamo alle cose pratiche" disse. "Priore Ulfric, come si sfama questa gente?"
"Con le provviste del monastero, che non sono state razziate" rispose Ulfric. "I vichinghi hanno disdegnato il pesce e i fagioli dei monaci, e hanno preferito portare via oro e argento."
"E dove dorme?"
"Nella navata della chiesa, dove giacciono anche i feriti."
"E i morti?"
"All'estremit orientale della chiesa."
"Se mi  consentito, Wilf?" intervenne Wynstan.
Wilf annu.
"Grazie." Wynstan alz la voce in modo che tutti potessero sentire. "Oggi, prima del calar del sole, terr una funzione collettiva per le anime di tutti i defunti e autorizzer una sepoltura comune. Con questo caldo c' il pericolo che i cadaveri causino un'epidemia, quindi voglio che vengano inumati prima di domani sera."
"Molto bene, mio signor vescovo" disse Ulfric.
Guardando la folla, Wilf aggrott la fronte e osserv: "Dev'esserci un migliaio di persone qui. Met della popolazione  sopravvissuta. Come hanno fatto a sfuggire ai vichinghi cos in tanti?".
"Un ragazzo che si era alzato di buon'ora li ha visti arrivare ed  corso al monastero a dare l'allarme, e abbiamo suonato la campana" rispose Ulfric.
"Mossa intelligente" comment Wilf. "Chi ?"
"Edgar, che ha appena parlato di Cherbourg.  il pi giovane dei tre figli del costruttore di barche."
Davvero brillante pens Wynstan.
"Ti sei comportato bene, Edgar" disse Wilf.
"Grazie."
"Cosa farai adesso?"
Edgar si sforz di apparire coraggioso, ma Wynstan cap che era angosciato per il proprio futuro. "Non lo sappiamo" rispose. "Mio padre  stato ucciso, e abbiamo perso gli attrezzi e la scorta di legname."
"Non possiamo metterci a discutere di ogni singola famiglia" lo interruppe Wigelm, spazientito. "Dobbiamo decidere cosa ne sar dell'intera citt."
Wilf annu in segno di approvazione. "I cittadini devono cercare di ricostruire le case prima che arrivi l'inverno. Wigelm, tu rinuncerai agli affitti di mezza estate." Di norma gli affitti venivano pagati quattro volte all'anno: il giorno di mezza estate o di San Giovanni Battista, che cadeva il ventiquattresimo giorno di giugno; la festa di San Michele, il ventinove di settembre; Natale, il venticinque di dicembre; e l'Annunciazione, il venticinque di marzo.
Wynstan lanci un'occhiata a Wigelm. Era contrariato, ma non fece obiezioni. Era uno sciocco ad arrabbiarsi per una cosa del genere: le persone non avevano mezzi per pagare gli affitti, per cui Wilf non stava rinunciando a nulla.
"Anche l'affitto dovuto per San Michele, vi prego, signore" grid una donna tra la folla.
Wynstan la guard. Era piccoletta, con l'aria risoluta, sulla quarantina.
"Quando arriver la festa di San Michele, vedremo come ve la starete cavando" rispose Wilf, senza sbilanciarsi.
"Avremo bisogno di legname per ricostruire le case" lo incalz la donna "ma non possiamo pagarlo."
Wilf si gir verso Wigelm e gli sussurr: "Chi  quella?".
"Mildred, la moglie del costruttore di barche" rispose lui. "Una piantagrane."
Wynstan ebbe un'idea. "Potrei riuscire a togliertela dai piedi, fratello" mormor.
"Sar anche una piantagrane, ma ha ragione" disse Wilf a voce bassa. "Wigelm dovr lasciare che prendano il legname senza pagarlo."
"E va bene" disse Wigelm con riluttanza. Alzando la voce, si rivolse alla folla: "Legname gratuito, ma solo per la gente di Combe, solo per le case, e solo fino al giorno di San Michele".
Wilf si alz in piedi. " tutto quello che possiamo fare, per il momento" concluse, poi si rivolse a Wigelm. "Parla con quell'uomo, quel tale Maccus. Scopri se  disposto a portarmi a Cherbourg e quanto chiede come compenso, quanto tempo potrebbe volerci per il viaggio e cos via."
Dalla folla si lev un mormorio di malcontento. Erano delusi. Era quello lo svantaggio del potere, riflett Wynstan: la gente si aspettava miracoli. Parecchi si fecero avanti per chiedere un trattamento di favore. Gli armigeri si mossero per mantenere l'ordine.
Wynstan si allontan. Sulla porta della chiesa si imbatt di nuovo in Mags. La donna aveva deciso di cambiare tattica e ora il suo tono, anzich disperato, era adulatorio. "Volete che vi succhi l'uccello dietro la chiesa?" gli chiese. "Ripetete sempre che sono pi brava delle ragazze giovani."
"Non essere stupida" ribatt Wynstan. Un marinaio o un pescatore poteva anche infischiarsene se qualcuno lo vedeva mentre si faceva succhiare l'uccello, ma un vescovo doveva essere prudente. "Vieni al dunque. Quanto ti serve?"
"Come sarebbe a dire?"
"Per rimpiazzare le ragazze" rispose Wynstan. Aveva passato dei bei momenti nella casa di Mags e sperava di poterlo fare ancora. "Quanti soldi ti servono in prestito?"
Mags era abituata a reagire con prontezza ai cambiamenti d'umore degli uomini, e assunse subito un atteggiamento pratico. "Se sono giovani e fresche, le schiave costano circa una sterlina l'una al mercato di Bristol."
Wynstan annu. C'era un grosso mercato degli schiavi a Bristol, che si trovava a parecchi giorni di viaggio da Combe. Prese una decisione rapida, come sempre. "Se oggi ti presto dieci sterline, sarai in grado di restituirmene venti da qui a un anno?"
Gli occhi della donna si illuminarono, ma lei si finse dubbiosa. "Non so se i clienti torneranno tanto in fretta."
"Ci saranno sempre dei marinai di passaggio. E le ragazze nuove attireranno pi uomini. Nella tua attivit la richiesta non manca mai."
"Datemi diciotto mesi."
"Pagami venticinque sterline a Natale dell'anno prossimo."
Mags sembrava preoccupata, ma disse: "D'accordo".
Wynstan mand a chiamare Cnebba, un uomo grande e grosso con un elmo di ferro, che aveva l'incarico di custodire il denaro del vescovo. "Dalle dieci sterline" ordin.
"La cassa  nel monastero" disse Cnebba alla donna. "Vieni con me."
"E non imbrogliarla" aggiunse Wynstan. "Puoi fartela se vuoi, ma consegnale tutte e dieci le sterline."
"Il Signore vi benedica, signor vescovo" disse Mags.
Wynstan le sfior le labbra con un dito. "Potrai ringraziarmi pi tardi, quando far buio."
Lei gli prese la mano e gli lecc il dito con fare lascivo. "Non vedo l'ora."
Wynstan si allontan prima che qualcuno li notasse.
Scrut la folla. Erano affranti e risentiti, ma non ci si poteva fare nulla. Il figlio del costruttore di barche incroci il suo sguardo e Wynstan gli fece segno di avvicinarsi. Edgar arriv sulla porta della chiesa con un cane bianco e marrone alle calcagna. "Va' a chiamare tua madre" disse Wynstan. "E i tuoi fratelli. Forse posso aiutarvi."
"Vi ringrazio, signore!" esclam Edgar con entusiasmo. "Volete che vi costruiamo una nave?"
"No."
Il ragazzo ci rimase malissimo. "Allora cosa?"
"Porta qui tua madre e te lo dir."
"S, signore."
Edgar si allontan e torn con Mildred, che osservava Wynstan con diffidenza, e due ragazzi che erano evidentemente suoi fratelli, entrambi pi grossi di lui, ma privi dell'espressione curiosa e intelligente che lo contraddistingueva. Tre giovani forti e una madre determinata: era una buona combinazione per ci che Wynstan aveva in mente.
"So di un podere sfitto" disse. Avrebbe fatto un piacere a Wigelm togliendogli dai piedi quella piantagrane di Mildred.
Edgar era sgomento. "Ma noi non siamo contadini! Noi costruiamo barche."
"Chiudi la bocca, Edgar" lo ammon la madre.
"Sei in grado di mandare avanti un podere, vedova?" chiese Wynstan.
"Sono nata in un podere."
"Questo  accanto a un fiume."
"Ma quanta terra c'?"
"Trenta acri. Di solito  considerato abbastanza per sfamare una famiglia."
"Dipende dal terreno."
"E dalla famiglia."
Lei non si sarebbe fatta abbindolare. "Com' il terreno?" chiese.
"Come ci si aspetterebbe: un po' paludoso vicino al fiume, leggero e argilloso pi in alto. E c' un campo seminato ad avena, che sta germinando proprio adesso. Non dovrete fare altro che mieterla e sarete a posto per tutto l'inverno."
"Ci sono buoi?"
"No, ma non ne avrete bisogno. Non serve un aratro pesante per il terreno friabile."
La donna strinse gli occhi. "E come mai  sfitto?"
Era una domanda scaltra. La verit era che l'ultimo fittavolo non era riuscito a cavare da quel terreno avaro tanto da nutrire la sua famiglia. La moglie e i tre bambini erano morti, e lui era scappato. Questa famiglia, per, era diversa, con tre validi lavoratori e solo quattro bocche da sfamare. Sarebbe stato comunque difficile, ma Wynstan sentiva che ce l'avrebbero fatta. Tuttavia, non aveva intenzione di dire loro la verit. "Il fittavolo  morto di febbre e la moglie se n' tornata da sua madre" rispose, mentendo.
"Dunque il posto  malsano."
"Assolutamente no. Si trova nei pressi di un villaggio con una collegiata. Una collegiata  una chiesa servita da una comunit di chierici che vivono insieme e..."
"So cos' una collegiata.  come un monastero, ma non altrettanto rigoroso."
"Mio cugino Degbert  il decano, nonch proprietario del villaggio, compreso il podere."
"Che costruzioni ci sono nel podere?"
"Una casa e un granaio. E il precedente fittavolo ha lasciato i suoi attrezzi."
"Quanto  l'affitto?"
"Dovrete dare a Degbert quattro maialini grassi per San Michele, per la dispensa dei chierici. Tutto l!"
"Come mai l'affitto  cos basso?"
Wynstan sorrise. Quella donna era proprio malfidata. "Perch mio cugino  un uomo buono."
Mildred sbuff con aria scettica.
Segu qualche momento di silenzio. Wynstan osservava la donna. Quel podere non lo voleva, questo lui lo capiva benissimo. Non si fidava. Ma era disperata perch non le era rimasto nulla. Avrebbe accettato. Non poteva fare altrimenti.
"Dove si trova questo posto?" chiese lei.
"A un giorno e mezzo di viaggio risalendo il fiume."
"E come si chiama?"
"Dreng's Ferry."


Capitolo 3.

Fine giugno 997.
Camminarono per un giorno e mezzo, seguendo un sentiero a malapena visibile lungo il corso tortuoso del fiume: tre giovani uomini, la loro madre e una cagnetta bianca e marrone.
Edgar si sentiva frastornato, smarrito, inquieto. Aveva immaginato una nuova vita per s, ma non quella. Il destino aveva impresso una svolta del tutto inaspettata alla sua esistenza, e lui non aveva avuto il tempo di prepararsi. A ogni modo, Edgar e la sua famiglia non avevano ancora idea di cosa li aspettasse. Non sapevano quasi nulla del posto chiamato Dreng's Ferry. Com'era? Le persone sarebbero state diffidenti nei confronti dei nuovi venuti, o li avrebbero accolti di buon grado? E il podere? Il terreno sarebbe stato leggero, facile da coltivare, oppure argilloso, difficile da lavorare? C'erano alberi di pere, oche selvatiche o cervi pavidi? La famiglia di Edgar era abituata a valutare le difficolt. Suo padre diceva sempre che si doveva costruire l'intera imbarcazione nella propria mente e solo dopo scegliere il primo pezzo di legno.
Ci sarebbe stato molto lavoro da fare per ridare vita a un podere abbandonato, e Edgar non riusciva a trovare dentro di s l'entusiasmo necessario. Quella era la fine di tutte le sue speranze. Non avrebbe mai avuto un cantiere tutto suo, non avrebbe costruito navi. Era certo che non si sarebbe mai sposato.
Cerc di interessarsi a quello che lo circondava. Non si era mai spinto cos lontano. Una volta aveva navigato per molte miglia, fino a Cherbourg e ritorno, ma durante il viaggio non aveva visto altro che acqua. Ora, per la prima volta, stava scoprendo l'Inghilterra.
C'erano molte foreste come quella in cui la sua famiglia si recava ad abbattere gli alberi. Il terreno boscoso era interrotto da villaggi e qualche grande tenuta. Man mano che si addentravano verso l'interno, il paesaggio divenne pi mosso. I boschi si fecero pi fitti, ma qua e l c'erano comunque delle costruzioni: un capanno di caccia, una cava di calce, una miniera di stagno, la capanna di un cacciatore di cavalli, un gruppetto di carbonaie, un vigneto su un pendio rivolto a sud, un gregge di pecore che pascolava sulla sommit di una collina.
Incontrarono qualche viaggiatore: un prete grasso su un pony pelle e ossa, un argentiere ben vestito accompagnato da quattro guardie del corpo dal viso arcigno, un contadino massiccio che portava una grossa scrofa nera al mercato, e una vecchia ricurva che vendeva uova marroni. Si fermarono a parlare con ognuno di loro, scambiandosi notizie e informazioni sulla strada.
A tutti quelli che incontrarono dovevano riferire dell'incursione vichinga a Combe: era cos che la gente apprendeva le notizie, dai viaggiatori. Alla maggior parte di loro Ma' forniva una versione breve, ma negli insediamenti pi prosperi si sedeva e raccontava l'intera storia, e tutti e quattro ricevevano in cambio da mangiare e da bere.
Salutavano con la mano le barche che passavano loro accanto. Non c'erano ponti e soltanto un guado, in un posto chiamato Mudeford Crossing. Avrebbero potuto passare la notte l, nella taverna, ma il tempo era bello e Ma' decise che avrebbero dormito all'aperto per risparmiare. Per si coricarono a un tiro di voce dalla costruzione.
La foresta poteva essere pericolosa, disse Ma', e ammon i ragazzi a stare attenti, accrescendo cos la sensazione di Edgar di trovarsi in un mondo improvvisamente privo di regole. L vivevano i fuorilegge che derubavano i viandanti. In quel periodo dell'anno potevano appostarsi con facilit tra il fogliame rigoglioso e saltar fuori all'improvviso.
Si disse che lui e i suoi fratelli avrebbero potuto difendersi. Portava ancora con s l'accetta presa al vichingo che aveva ucciso Sunni. E avevano un cane. In un combattimento Brindle era inutile, come aveva dimostrato durante l'incursione vichinga, ma poteva sentire l'odore di un ladro nascosto tra i cespugli e mettersi ad abbaiare. Cosa ancor pi importante, loro quattro non avevano nulla che valesse la pena di rubare: niente bestiame, niente spade di lusso, niente forzieri che potessero contenere denaro. Nessuno deruba un povero riflett Edgar. Ma non era del tutto certo neppure di quello.
Ma' faceva l'andatura. Era forte. Poche donne vivevano fino a quarant'anni, l'et che aveva lei ora: la maggior parte moriva nel pieno dell'et fertile, tra le nozze e i trentacinque anni. Per gli uomini era diverso. Suo padre ne aveva quarantacinque, e c'erano molti uomini pi vecchi di lui.
Ma' sembrava sempre la stessa quando doveva affrontare problemi concreti, prendere decisioni e dare consigli; nelle lunghe miglia di silenzioso cammino, per, Edgar cap che era prostrata dal dolore. Aveva passato con suo padre pi di met della propria vita. Edgar trovava difficile immaginare che un tempo avessero provato la tempesta di passione che aveva travolto lui e Sunni, per doveva essere stato cos. Avevano messo al mondo tre figli e li avevano cresciuti insieme. E dopo tutti quegli anni, si svegliavano ancora nel cuore della notte per amarsi.
Lui non avrebbe mai avuto una vita del genere con Sunni. Se Ma' piangeva ci che aveva perso, Edgar piangeva ci che non avrebbe mai avuto. Non avrebbe sposato Sunni, non avrebbe cresciuto dei figli con lei, non si sarebbe svegliato nel cuore della notte per amarla. Lui e Sunni non avrebbero avuto il tempo di abituarsi l'uno all'altra, cadere in una consuetudine coniugale, dare per scontata la presenza dell'altro, e per questo provava una tristezza quasi insopportabile. Aveva trovato un tesoro nascosto, qualcosa che valeva pi di tutto l'oro del mondo, e lo aveva perso. Lo aspettava una vita di solitudine.
Durante il cammino, quando Ma' cedeva al dolore, Edgar veniva assalito da immagini della violenza a cui aveva assistito. La lussureggiante vegetazione di querce e carpini pareva svanire e al suo posto Edgar vedeva il taglio nel collo di Cyneric, un'immagine che richiamava alla mente un pezzo di carne posato sul ceppo del macellaio, sentiva il corpo morbido di Sunni diventare freddo nella morte, e ogni volta inorridiva nel ripensare a quello che aveva fatto al vichingo, a quei lineamenti nordici ridotti a una poltiglia insanguinata, sfigurati dal suo accesso d'ira folle e incontrollabile. Vedeva la distesa di cenere dove un tempo si ergeva la citt, le ossa bruciate di Grendel, il vecchio mastino, e il braccio reciso di suo padre sulla spiaggia, cos simile a un pezzo di legno portato dal mare. Pensava a Sunni, che ora riposava in una fossa comune nel cimitero di Combe. Sapeva che la sua anima era con Dio, ma trovava orribile il pensiero che il corpo che tanto amava fosse sepolto nella terra fredda, gettato alla rinfusa con centinaia di altri.
Il secondo giorno, quando per caso Edgar si ritrov a camminare accanto a Ma', una cinquantina di iarde davanti ai suoi fratelli, lei gli disse con aria pensosa: "Ovviamente, tu eri lontano da casa quando hai visto le navi vichinghe".
Edgar se lo aspettava. Erman lo aveva tempestato di domande, sconcertato, mentre Eadbald aveva intuito che c'era sotto qualcosa che non andava, ma a loro non doveva spiegazioni. Con Ma', invece, era diverso.
Per non sapeva da dove cominciare, e si limit a rispondere: "S".
"Immagino fossi con una ragazza."
Edgar si sent in imbarazzo.
"Non ci sarebbe stato altro motivo per sgattaiolare via da casa nel cuore della notte" prosegu lei.
Lui si strinse nelle spalle. Era sempre stato difficile nasconderle qualcosa.
"Ma perch tanta segretezza?" chiese lei, seguendo un suo ragionamento logico. "Sei abbastanza grande per corteggiare una ragazza. Non c' niente di cui vergognarsi." E qui fece una pausa. "A meno che non fosse gi sposata."
Edgar non disse una parola, per si sentiva le guance in fiamme.
"Bravo, arrossisci" disse lei. " giusto che ti vergogni."
Ma' era severa e Pa' era stato come lei. Credevano nell'obbedienza alle regole della Chiesa e del re. Anche Edgar ci credeva, ma si era detto che la sua relazione con Sunni era un caso eccezionale. "Lei odiava Cyneric" spieg.
Ma' non si sarebbe lasciata convincere. "Dunque tu pensi che il comandamento dica: Non commettere adulterio, a meno che la donna odi suo marito" ribatt, sarcastica.
"So cosa dice il comandamento. L'ho infranto."
Ma' non diede cenno di accogliere la confessione e prosegu nelle sue riflessioni. "Lei deve essere morta durante l'incursione, altrimenti non saresti venuto con noi."
Edgar annu.
"Immagino fosse la moglie del lattaio. Com' che si chiamava, Sungifu?"
Aveva capito tutto. Lui si sentiva uno stupido, un bambino sorpreso a mentire.
"Avevate intenzione di scappare quella notte?" chiese Ma'.
"S."
Lei prese Edgar per un braccio e il suo tono si addolc. "Be', avevi scelto bene, questo te lo concedo. Mi piaceva Sunni. Era intelligente e operosa. Mi dispiace che sia morta."
"Grazie, Ma'."
"Era una brava donna." Lasci andare il braccio del figlio, e il suo tono cambi di nuovo. "Per era la donna di un altro."
"Lo so."
Ma' non insistette oltre. Edgar avrebbe dovuto risponderne alla propria coscienza, e lei lo sapeva.
Si fermarono a un ruscello per bere l'acqua fresca e riposarsi. Erano ore che non mangiavano, ma non avevano cibo.
Erman, il fratello maggiore, era avvilito quanto Edgar, per non aveva il buon senso di stare zitto. "Io sono un artigiano, non un contadino ignorante" disse, tutto risentito, quando si rimisero in cammino. "Non so perch stiamo andando in questo podere."
Ma' non sopportava i piagnistei. "Che alternativa avevi?" rispose secca, interrompendo le sue lamentele. "Cos'avresti fatto se io non ti avessi costretto a intraprendere questo viaggio?"
Erman non sapeva come rispondere, ovviamente. Borbott che avrebbe aspettato di vedere che cosa saltava fuori.
"Te lo dico io che cosa sarebbe saltato fuori" disse Ma'. "La schiavit.  questa l'alternativa.  questo che succede alle persone che muoiono di fame."
Quelle parole erano dirette a Erman, ma Edgar rimase comunque turbato. Non gli era passato per la mente che avrebbe potuto diventare uno schiavo. Il solo pensiero era spaventoso. Era quello il destino che li attendeva se non fossero riusciti a vivere con quanto dava il podere?
"Nessuno far di me uno schiavo" rispose Erman con tono petulante.
"No" convenne Ma'. "Ti offrirai volontario."
Edgar aveva sentito parlare di persone che si asservivano spontaneamente, per non conosceva nessuno che lo avesse fatto. A Combe aveva incontrato moltissimi schiavi, naturalmente: una persona su dieci era uno schiavo, ragazzi e ragazze di bell'aspetto che diventavano il trastullo di uomini ricchi, altri che tiravano l'aratro, venivano fustigati quando si stancavano e passavano la notte legati alla catena come cani. Per lo pi erano britanni, gente che veniva dai selvaggi confini occidentali della civilt, Galles, Cornovaglia e Irlanda. Di tanto in tanto compivano razzie nell'Inghilterra, che era pi ricca, rubando bestiame, galline, armi. Gli inglesi li punivano facendo scorrerie nei loro territori, bruciando i villaggi e catturando degli schiavi.
La schiavit volontaria era un'altra cosa. C'era un rituale stabilito, e Ma' lo descrisse a Erman con parole sprezzanti. "Ti inginocchieresti davanti a un nobiluomo o a una nobildonna, a testa china in segno di supplica. Il nobile pu rifiutarti, ovviamente; ma, se ti mette le mani sulla testa, diventi suo schiavo per tutta la vita."
"Preferirei morire di fame" ribatt Erman in un vano tentativo di sfida.
"No, non lo faresti" disse Ma'. "Tu non hai mai sofferto la fame per pi di un giorno. Tuo padre si assicurava che fosse cos, anche quando lui e io dovevamo rinunciare al cibo per dare da mangiare a voi ragazzi. Non sai cosa significhi digiunare per una settimana. Chineresti la testa in men che non si dica, solo per il piacere di quella prima scodella di cibo. Ma poi dovresti lavorare per il resto della tua vita per niente pi del tuo sostentamento."
Edgar non sapeva se credere alle parole di Ma'. Era convinto che avrebbe preferito morire di fame.
"Le persone possono uscire dalla schiavit" ribatt Erman, arrabbiato e provocatorio.
"S, ma ti rendi conto di quanto  difficile? Certo, puoi comprare la libert, per dove prenderesti i soldi? Ogni tanto la gente d mance agli schiavi, ma non spesso, e non grosse cifre. Come schiavo, puoi solo sperare che un padrone gentile scriva nel suo testamento che ti libera. E allora ti ritrovi al punto di partenza, senza una casa e senza risorse, ma di vent'anni pi vecchio.  questa l'alternativa, stupido ragazzo. E ora dimmi di nuovo che non vuoi diventare un contadino."
Eadbald, il fratello di mezzo, si ferm all'improvviso, aggrott la fronte e annunci: "Mi sa che siamo arrivati".
Edgar guard oltre il fiume. Sulla sponda nord c'era una costruzione che sembrava una taverna: pi lunga di un'abitazione, con un tavolo e delle panche fuori, e un grande spiazzo verde in cui brucavano una mucca e due capre. L vicino era legata un'imbarcazione rudimentale. Un sentiero molto battuto risaliva il pendio dalla taverna. A sinistra della strada c'erano altre cinque case di legno. A destra c'erano una piccola chiesa di pietra, un'altra grande casa con annesse un paio di costruzioni che potevano essere stalle o granai. Oltre quelle, la strada scompariva dentro il bosco.
"Una barca per passare il fiume, una taverna e una chiesa" osserv Edgar con crescente entusiasmo. "Credo che Eadbald abbia ragione."
"Scopriamolo" disse Ma'. "Lanciagli un urlo."
Eadbald aveva una voce possente. Si port le mani ai lati della bocca e il suo grido arriv al di l dell'acqua. "Ehi! Ehi! C' nessuno?"
Aspettarono una risposta.
Edgar guard verso valle e vide che il fiume si biforcava intorno a un'isoletta lunga pi o meno un quarto di miglio. Era coperta di vegetazione, ma attraverso gli alberi intravide quella che sembrava una costruzione di pietra. Incuriosito, si chiese cosa potesse essere.
"Prova di nuovo" disse Ma'.
Eadbald url ancora.
La porta della taverna si apr e ne usc una donna. Sforzandosi di vedere oltre il fiume, Edgar si fece l'idea che fosse poco pi che una ragazzina, forse di quattro o cinque anni pi giovane di lui. Lei guard in direzione dei nuovi arrivati, ma non diede cenno di voler comunicare con loro. Portava un secchio di legno e si avvi senza fretta verso la riva, lo svuot, lo sciacqu e se ne torn nella taverna.
"Dovremo attraversare a nuoto" disse Erman.
"Io non so nuotare" ribatt Ma'.
"Quella ragazza vuole dirci qualcosa" osserv Edgar. "Vuole farci capire che lei  una persona superiore, non una serva. Quando sar pronta, porter qui la barca e si aspetter che le siamo debitori."
Aveva ragione. La ragazza usc di nuovo dalla taverna. Questa volta si avvi verso il punto in cui era ormeggiata la barca, sempre con la stessa andatura tranquilla. Sciolse la corda, afferr un remo, sal sulla barca e si stacc da riva. Tuffando il remo una volta da una parte e una volta dall'altra, si diresse al centro del fiume. Si muoveva con perizia e apparentemente senza sforzo.
Edgar osserv la barca con costernazione. Era un tronco d'albero scavato molto instabile, ma la ragazza evidentemente c'era abituata.
La studi mentre si avvicinava. Aveva un aspetto ordinario, i capelli castani e la pelle brufolosa, ma Edgar non pot fare a meno di notare che aveva una figura rotonda e si ricredette a proposito dell'et. Doveva avere una quindicina d'anni.
La ragazza rem fino alla sponda meridionale e ferm la canoa a qualche iarda dalla riva. "Cosa volete?" chiese.
Fu Ma' a rispondere alla domanda. "Che posto  questo?"
"La gente lo chiama Dreng's Ferry."
Dunque pens Edgar questa  la nostra nuova casa.
"Sei tu Dreng?" chiese Ma' alla ragazza.
"No,  mio padre. Io sono Cwenburg." Guard i tre giovani con interesse. "E voi chi siete?"
"Siamo i nuovi fittavoli del podere" rispose Ma'. "Ci ha mandati qui il vescovo di Shiring."
Cwenburg non si lasci impressionare. "Davvero?"
"Ci porteresti dall'altra parte?"
" un fardino a testa, e non si contratta."
L'unica moneta coniata dal re era il penny d'argento. Edgar sapeva, perch queste cose lo interessavano, che un penny pesava un ventesimo di oncia. In una libbra c'erano dodici once, quindi una libbra equivaleva a duecentoquaranta penny. Il metallo non era puro: trentasette parti su quaranta erano d'argento, il resto era rame. Con un penny si potevano comprare sei galline o un quarto di pecora. Per acquistare merci meno costose, era necessario tagliare un penny in due mezzi penny o in quattro fardini. La divisione esatta causava continui litigi.
"Ecco un penny" disse Ma'.
Cwenburg ignor la moneta che le veniva offerta. "Siete in cinque, col cane."
"Il cane pu attraversare a nuoto."
"Certi cani non sanno nuotare."
Ma' si infuri. "In quel caso potr restarsene sull'argine a morire di fame, oppure saltare in acqua e annegare. Non ho nessuna intenzione di pagare per trasportare un cane dall'altra parte."
Cwenburg si strinse nelle spalle, avvicin la barca alla riva e prese la moneta.
Edgar sal per primo, inginocchiandosi e afferrando entrambi i lati dell'imbarcazione per stabilizzarla. Vide che il vecchio tronco aveva delle minuscole fessure e che sul fondo si era formata una piccola pozza d'acqua.
"Dove hai trovato quell'accetta?" gli domand Cwenburg. "D l'idea di costare parecchio."
"L'ho presa a un vichingo."
"Davvero? E lui cos'ha detto?"
"Non ha potuto dire molto perch gli ho spaccato la testa a met con questa." Edgar prov una certa soddisfazione nel rispondere.
Gli altri salirono a bordo e Cwenburg si stacc dalla riva. Brindle si tuff in acqua senza esitazione e segu la barca a nuoto. Fuori dall'ombra della foresta, il sole era cocente.
"Cosa c' sull'isola?" chiese Edgar a Cwenburg.
"Un convento di suore."
Edgar annu. Doveva essere l'edificio di pietra che aveva intravisto.
"Ci sono anche dei lebbrosi" aggiunse Cwenburg. "Vivono in rifugi di fortuna costruiti con i rami degli alberi. Sono le suore a sfamarli. Noi la chiamiamo isola dei Lebbrosi."
Edgar rabbrivid. Si chiese come facessero a sopravvivere le suore. La gente diceva che se toccavi un lebbroso potevi prendere la malattia, anche se lui non aveva mai sentito di nessuno a cui fosse successo.
Raggiunsero la sponda nord e Edgar aiut Ma' a scendere dalla barca. Sent un odore forte di fermentazione. "Qualcuno sta facendo la birra" osserv.
"Mia madre.  ottima" disse Cwenburg. "Dovreste venire dentro a rinfrescarvi."
"No, grazie" rispose pronta Ma'.
Cwenburg insistette. "Potreste dormire qui mentre fate le riparazioni necessarie al podere. Mio padre vi dar vitto e alloggio per mezzo penny a testa. Non  caro."
"Le costruzioni del podere sono in cattive condizioni?" chiese Ma'.
"L'ultima volta che ci sono passata davanti c'erano dei buchi nel tetto."
"E il granaio?"
"Il porcile, intendi dire."
Edgar aggrott la fronte. Non sembrava messa bene. Ma avevano trenta acri: sarebbero riusciti a ricavarne qualcosa.
"Vedremo" disse Ma'. "In quale casa vive il decano?"
"Degbert Testapelata?  mio zio." Cwenburg indic un edificio. "La grande casa accanto alla chiesa. I chierici abitano l, tutti insieme."
"Andremo a parlare con lui."
Lasciarono Cwenburg e risalirono il breve tratto fino alla cima della collina. "Questo decano  il nostro nuovo padrone di casa. Comportatevi in modo gentile e affabile. Io sar risoluta, se necessario, ma non voglio che ci prenda in antipatia per nessun motivo."
La chiesetta sembrava quasi abbandonata, pens Edgar. L'arco d'ingresso cadeva a pezzi, e per impedire che crollasse era stato puntellato al centro con un robusto tronco d'albero. Accanto alla chiesa c'era una casa di legno grande il doppio di una normale, come la taverna. Rimasero ad aspettare fuori, educatamente, e Ma' chiam: "C' nessuno in casa?".
La donna che si present sulla soglia teneva un bambino piccolo appoggiato sul fianco ed era incinta di un altro. Un bambinetto si nascondeva dietro le sue gambe. Aveva i capelli luridi e i seni cascanti. Forse un tempo era stata bella, con quegli zigomi alti e il naso diritto, ma ora sembrava cos esausta da non reggersi in piedi. Era cos che si riducevano molte donne poco pi che ventenni. Non c'era da meravigliarsi se morivano giovani, pens Edgar.
" in casa il decano Degbert?"
"Cosa vuoi da mio marito?" ribatt la donna.
Evidentemente, riflett Edgar, quella non era una comunit religiosa del tipo pi rigoroso. In linea di principio, la Chiesa preferiva che i preti praticassero la castit, ma la regola veniva pi spesso infranta che rispettata, e non era insolito trovare persino dei vescovi sposati.
"Ci manda il vescovo di Shiring" rispose Ma'.
La donna grid rivolta verso la casa: "Degsy! Ci sono visite". Rest a guardarli ancora un istante e poi scomparve all'interno.
L'uomo che prese il suo posto era sui trentacinque anni, per aveva la testa pelata come un uovo, senza neppure la frangia dei monaci. Forse la sua calvizie era dovuta a qualche malattia. "Sono il decano" disse, con la bocca piena di cibo. "Cosa volete?"
Ma' spieg tutto da capo.
"Dovrete aspettare" disse Degbert. "Sto mangiando."
Ma' sorrise senza dire nulla, e i tre fratelli seguirono il suo esempio.
Degbert parve rendersi conto che il suo era un atteggiamento inospitale, ci nonostante non si offr di condividere con loro il suo pasto. "Andate alla taverna di Dreng" disse. "Bevete qualcosa."
"Non possiamo permetterci la birra" ribatt Ma'. "Siamo privi di risorse. I vichinghi hanno razziato Combe, dove vivevamo."
"Allora aspettate qui."
"Perch non mi dite dov' il podere?" chiese Ma' in tono garbato. "Sono sicura che lo trover."
Degbert esit un attimo, poi rispose irritato: "Immagino che dovr accompagnarvi". Si volt verso l'interno della casa. "Edith! Metti il mangiare in caldo. Star via un'oretta." Usc e ordin: "Seguitemi".
Ridiscesero la collina. "Cosa facevate a Combe?" chiese Degbert. "Non eravate certo contadini."
"Mio marito era un costruttore di barche" rispose Ma'. "Lo hanno ucciso i vichinghi."
Degbert si fece il segno della croce con un gesto frettoloso. "Be', qui non abbiamo bisogno di barche. Mio fratello Dreng si occupa di trasportare la gente da una parte all'altra, e non c' spazio per due barcaioli."
"A Dreng serve una barca nuova" osserv Edgar. "La canoa  piena di fessure. Uno di questi giorni affonder."
"Pu darsi."
"Adesso siamo contadini" disse Ma'.
"Be', la vostra terra comincia qua." Degbert si ferm sul lato opposto della taverna. "Dal fiume alla linea degli alberi  tutto vostro."
Il podere era una striscia larga circa duecento iarde che correva accanto al fiume. Edgar osserv il terreno. Il vescovo Wynstan non aveva detto loro che era tanto stretto, e quindi lui non aveva immaginato che una cos grande porzione di terra fosse satura d'acqua. Man mano che ci si allontanava dal fiume e si saliva, il terreno migliorava e diventava un terriccio sabbioso, coperto di germogli verdi.
"Si estende a ovest per circa settecento iarde, e poi comincia di nuovo la foresta" disse Degbert.
Ma' si avvi tra la striscia paludosa e il terreno in salita, e gli altri la seguirono.
"Come vedete, sta venendo su un bel raccolto d'avena" disse Degbert.
Edgar non era in grado di distinguere l'avena da un qualunque altro cereale, e aveva pensato che le pianticelle fossero erba.
"C' pi mala erba che avena" osserv Ma'.
Proseguirono per neppure mezzo miglio e arrivarono a un paio di edifici sulla cresta dell'altura. Oltre quelli, finiva la terra deforestata e da l il bosco si estendeva fino all'argine del fiume.
"C' anche un bel frutteto" disse Degbert.
Non era esattamente un frutteto. C'erano qualche alberello di mele e un gruppetto di nespoli. La nespola era un frutto che maturava in inverno, poco gradevole al palato, e talvolta veniva data ai maiali. La polpa era aspra e dura, ma col gelo e quando era molto matura diventava pi morbida.
"L'affitto  di quattro maialini grassi, da pagarsi il giorno di San Michele" disse Degbert.
Era tutto l, si rese conto Edgar. Avevano visto l'intero podere.
"S, sono trenta acri" disse Ma' "per sono assai scadenti."
" per questo che l'affitto  cos basso."
Ma' stava negoziando, Edgar lo capiva. Glielo aveva visto fare molte volte con i clienti e i fornitori. Era abile, ma quella era una discussione difficile. Cos'aveva lei, da offrire? Ovviamente Degbert preferiva che il podere fosse coltivato, e forse voleva compiacere suo cugino il vescovo, per non aveva quel gran bisogno di una piccola rendita e poteva benissimo dire a Wynstan che Ma' si era rifiutata di farsi carico di un compito cos gravoso. Lei stava contrattando da una posizione di debolezza.
Ispezionarono la casa. Edgar not che aveva montanti di legno conficcati nel terreno e pareti in graticcio ricoperto di argilla. Le canne sul pavimento erano ammuffite ed emanavano un cattivo odore. Cwenburg aveva ragione, c'erano dei buchi nel tetto di paglia, per si potevano riparare.
"Questo posto  peggio di un porcile" osserv Ma'.
"Ci vuole solo qualche piccola riparazione."
"A me sembra che serva un sacco di lavoro. Dovremo prendere del legname dalla foresta."
"S, s" disse Degbert, che cominciava a perdere la pazienza.
Nonostante il tono stizzito, il decano aveva appena fatto un'importante concessione. Potevano abbattere degli alberi, e non si era parlato di prezzo. Il legname gratuito valeva un sacco di denaro.
L'edificio pi piccolo era in condizioni peggiori della casa. "Il granaio cade a pezzi" disse Ma'.
"Per ora non vi serve un granaio" ribatt Degbert. "Non avete niente da metterci."
"Avete ragione, non abbiamo niente" conferm Ma'. "Per questo non potremo pagare l'affitto per San Michele."
Degbert stava facendo la figura dello sciocco. Non poteva certo mettersi a discutere. "Vorr dire che me li darete in seguito. Cinque maialini grassi per San Michele dell'anno prossimo."
"Come faccio a comprare una scrofa? Questa avena sar a malapena sufficiente a sfamare i miei figli il prossimo inverno. Non me ne rester da barattare."
"Stai dicendo che non vuoi prendere il podere?"
"No, sto dicendo che perch il podere ci dia da mangiare voi dovete venirmi incontro. Dovete abbuonarmi un anno di affitto, e mi serve una scrofa. E poi ho bisogno di un sacco di farina a credito... Non abbiamo niente da mangiare."
Era una serie di richieste audaci. I proprietari terrieri si aspettavano di essere pagati, non di dover sborsare del denaro. Talvolta, per, era necessario aiutare i fittavoli a cominciare, e Degbert doveva esserne consapevole.
Sembrava contrariato, eppure cedette. "D'accordo" disse. "Ti prester la farina. Niente affitto quest'anno. Ti far avere un maialino femmina, ma tu me ne darai uno quando nasce la prima figliata, oltre a quelli che mi devi come affitto."
"Non posso fare altro che accettare, suppongo" disse Ma'. Si fingeva riluttante, eppure Edgar era certo che avesse concluso un buon accordo.
"E io me ne torno al mio pranzo" annunci Degbert, brusco, consapevole di essere stato sconfitto. Si allontan in direzione del villaggio.
"Quando avremo il maialino?" gli grid dietro Ma'.
"Presto" rispose quello, senza voltarsi.
Edgar ispezion la sua nuova casa. Era squallida, ma lui si sentiva sorprendentemente bene. Avevano davanti una sfida, ed era sempre meglio della disperazione che aveva provato fino a poco prima.
"Erman, vai nella foresta a raccogliere della legna per il fuoco" disse Ma'. "Eadbald, tu vai alla taverna e fatti dare un tizzone acceso... Usa le lusinghe con quella ragazza della barca. Edgar, vedi se riesci a rattoppare il tetto alla bell'e meglio... Non c' tempo per riparare i buchi come si deve. Su, ragazzi, muovetevi. E domani cominceremo a ripulire il campo dalle erbacce."
I giorni passavano e Degbert non portava il maialino al podere.
Ma' non ne fece parola. Sarchi il campo d'avena con Erman e Eadbald, tutti e tre chini sul terreno lungo e stretto, mentre Edgar riparava la casa e il fienile con il legname preso nella foresta, usando l'accetta del vichingo e alcuni attrezzi arrugginiti abbandonati dal precedente fittavolo.
Edgar per si angustiava. Degbert non era pi affidabile del cugino, il vescovo Wynstan, e lui temeva che lasciasse che loro si sistemassero, decidesse che ormai si erano impegnati e si rimangiasse la parola data. A quel punto la famiglia avrebbe faticato a pagare l'affitto, e quando fossero rimasti indietro con i pagamenti sarebbe stato difficilissimo rimettersi in pari, come Edgar sapeva bene, avendo visto il destino di vicini improvvidi a Combe.
"Non ti crucciare" disse Ma' quando Edgar le espresse le sue preoccupazioni. "Degbert non pu sfuggirmi. Anche il peggiore dei chierici deve andare in chiesa, prima o poi."
Lui sperava tanto che avesse ragione.
La domenica mattina, quando udirono la campana della chiesa, attraversarono tutto il podere fino al villaggio. Edgar immagin che sarebbero stati gli ultimi ad arrivare, essendo quelli che abitavano pi lontano.
La chiesa era poco pi che una torre quadrata collegata a est a una costruzione a un piano. Edgar vide che l'intera struttura pendeva verso valle: un giorno o l'altro sarebbe crollata.
Per entrare dovettero passare di lato attraverso il varco parzialmente bloccato dal tronco d'albero che sosteneva l'arco a tutto sesto. Edgar cap perch stava cedendo. I giunti in malta tra le pietre di un arco formavano delle linee che avrebbero dovuto puntare tutte verso il centro di un cerchio immaginario, come i raggi di una ruota di carro ben costruita; l, invece, erano messi a casaccio. Questo rendeva la struttura pi debole, oltre che sgradevole all'occhio.
La navata era il pianterreno della torre. Il soffitto alto faceva sembrare il luogo ancora pi angusto. Una decina di adulti e qualche bambinetto aspettavano in piedi l'inizio della funzione. Edgar fece un cenno del capo in direzione di Cwenburg e Edith, le uniche due persone che conosceva.
Su una delle pietre che formavano il muro era incisa un'iscrizione. Edgar non sapeva leggere, ma immagin che l sotto vi fosse sepolto qualcuno, magari un nobile che aveva costruito la chiesa come sua ultima dimora.
Uno stretto passaggio a volta nella parete est conduceva al presbiterio. Edgar sbirci attraverso l'apertura e vide un altare con sopra una croce di legno e dietro un dipinto murale di Ges. Degbert era l con parecchi altri religiosi.
I fedeli erano pi interessati ai nuovi venuti che alle parole dei chierici. I bambini fissavano apertamente Edgar e la sua famiglia, mentre i genitori lanciavano occhiate furtive e poi si voltavano a parlottare tra loro, per scambiarsi opinioni su quanto avevano osservato.
Degbert port a termine la funzione con rapidit. A Edgar la celebrazione parve frettolosa al punto da risultare irriverente, e lui non era una persona particolarmente devota. Forse non aveva importanza, perch i fedeli non comprendevano comunque le parole in latino, ma Edgar era abituato al passo pi misurato di Combe. In ogni caso, non era un problema suo, purch i suoi peccati fossero perdonati.
Non era toccato pi di tanto da preoccupazioni religiose. Quando le persone discutevano su come i morti passassero il loro tempo in paradiso, o se il diavolo avesse la coda, lui si spazientiva perch era convinto che nessuno avrebbe mai scoperto la verit su queste cose, in vita. A lui piacevano i quesiti che avevano risposte ben definite, per esempio quanto doveva essere alto l'albero di una nave.
Cwenburg era accanto a lui e gli sorrideva. Evidentemente aveva deciso di essere gentile. "Dovresti venire a casa mia, una sera" gli disse.
"Non ho soldi per la birra."
"Puoi comunque far visita ai tuoi vicini."
"Magari." Edgar non voleva essere scortese, ma non aveva alcun desiderio di passare una serata in compagnia di Cwenburg.
Alla fine della funzione, Ma' segu risoluta i chierici fuori dalla chiesa. Edgar and con lei, e Cwenburg si accod. Ma' si avvicin a Degbert prima che questi potesse defilarsi. "Ho bisogno di quella scrofa che mi avete promesso" gli disse.
Edgar era orgoglioso di Ma'. Era determinata e coraggiosa. E aveva scelto il momento perfetto. Di certo Degbert non voleva essere accusato davanti a tutto il villaggio di aver mancato alla parola data.
"Va' a parlare con Bebbe la Grassona" rispose, brusco, e si allontan.
Edgar si volt verso Cwenburg. "Chi  Bebbe?"
Lei indic un donnone che si sforzava di passare accanto al tronco d'albero. "Fornisce ai chierici uova, carne e altri prodotti del suo piccolo podere."
Edgar indic la donna a Ma', e lei le si avvicin. "Il decano mi ha suggerito di parlare con te per un maialino" disse.
Bebbe era una donna affabile dalle guance rubizze. "Ah, s" disse. "Tu sei quella che deve ricevere un maialino femmina svezzato. Vieni con me, cos te lo scegli."
Ma' and con Bebbe, e i tre ragazzi la seguirono.
"Come ve la cavate?" chiese Bebbe con gentilezza. "Spero che la casa non sia troppo in rovina."
" messa male, per la stiamo riparando" rispose Ma'.
Lei e Bebbe dovevano avere pi o meno la stessa et, riflett Edgar. Sembrava che andassero d'accordo. Lo sperava, perch Ma' aveva bisogno di un'amica.
Bebbe aveva una piccola casa circondata da un ampio terreno. Sul retro c'erano uno stagno con le anatre, un pollaio e una mucca legata con un vitellino appena nato. Attaccato alla casa c'era un recinto in cui stava una scrofa con i suoi otto maialini. Bebbe godeva di un certo benessere, anche se probabilmente la sua agiatezza dipendeva dalla collegiata.
Ma' osserv con attenzione i maialini per un po', poi ne indic uno, piccolo ma pieno di energie. "Ottima scelta" disse Bebbe e afferr l'animale con un movimento rapido ed esperto. La bestiola strill di terrore. Bebbe prese una manciata di legacci di cuoio dalla sacchetta che portava alla cintura e gli leg le zampe insieme a due a due. "Chi lo porta?"
"Io" rispose Edgar.
"Mettigli il braccio sotto la pancia e sta' attento che non ti morda."
Edgar segu le istruzioni della donna. Il maialino era tutto sporco, ovviamente.
Ma' ringrazi Bebbe.
"Appena vi viene comodo, fatemi avere quei lacci" disse Bebbe. Ogni tipo di legaccio era prezioso, fosse di cuoio, di tendini o di fibre vegetali.
"Certo" replic Ma'.
Se ne andarono. Quando lo portarono via dalla madre, il maialino prese a strillare e a contorcersi come un pazzo. Edgar gli chiuse le mascelle con la mano per mettere fine a quel rumore. Come per rappresaglia, quello gli moll una colata di merda liquida e puzzolente sul davanti della tunica.
Si fermarono alla taverna e chiesero a Cwenburg degli avanzi da dare da mangiare al maialino. Lei port qualche manciata di croste di formaggio, code di pesce, torsoli di mela e qualcos'altro. "Puzzi" disse a Edgar.
Lui ne era consapevole. "Dovr tuffarmi in acqua."
Se ne tornarono al podere. Edgar chiuse il maialino nel granaio. Aveva gi riparato il buco nella parete, per cui l'animaletto non poteva fuggire. La sera avrebbe portato l Brindle perch gli facesse la guardia.
Ma' mise a scaldare dell'acqua sul fuoco e vi gett dentro gli avanzi per fare un pastone. Edgar era contento che ora avessero un maiale, ma era un'altra bocca da sfamare. Non potevano mangiarlo, anzi, dovevano nutrirlo finch non fosse diventato adulto e aspettare che figliasse. Per un po' sarebbe stato un ulteriore salasso per le loro magre risorse.
"Presto si nutrir da solo nella foresta, specialmente quando cominceranno a cadere le ghiande" disse Ma'. "Per dobbiamo insegnargli a tornare a casa alla sera, se non vogliamo che ce lo rubino i fuorilegge o se la mangino i lupi."
"Come facevate con i maiali quando eri piccola e vivevi nel podere?"
"Non lo so... arrivavano sempre quando mia madre li chiamava. Forse sapevano che lei gli avrebbe dato qualcosa da mangiare. A noi bambini non si avvicinavano."
"Il nostro maialino potrebbe imparare a riconoscere la tua voce, ma a quel punto potrebbe non obbedire a nessun altro. Ci serve un campanello."
Ma' sbuff con aria scettica. I campanelli erano costosi. "E a me servono una spilla d'oro e un pony bianco" ribatt. "Per non li avr."
"Non si pu mai dire" replic Edgar.
And nel granaio. Si era ricordato di una cosa che aveva visto l dentro: un vecchio falcetto col manico marcio e la lama coperta di ruggine e spezzata in due. Lo aveva gettato in un angolo insieme ad altre cianfrusaglie. Recuper l'estremit rotta della lama, una mezzaluna di ferro lunga un piede, apparentemente inservibile.
Trov una pietra liscia, si sedette sotto il sole del mattino e cominci a raschiar via la ruggine dalla lama. Era un lavoro noioso e pesante, per lui era abituato alla fatica e continu finch il metallo fu cos pulito da scintillare alla luce. Non si preoccup di affilare la lama, tanto non avrebbe tagliato nulla con quella.
Usando un ramoscello flessibile appese la lama a un ramo, quindi vi batt sopra con la pietra. Il metallo risuon, non come una campana, ma con un clangore disarmonico e rumoroso.
Lo mostr a Ma'. "Se ogni giorno batti sul metallo prima di dare da mangiare al maialino, imparer ad avvicinarsi quando sente quel rumore" spieg.
"Benissimo" disse Ma'. "E quanto tempo ti ci vorr per la spilla d'oro?" Il tono era canzonatorio, per tradiva una nota d'orgoglio. Era convinta che Edgar avesse ereditato la sua intelligenza, e probabilmente aveva ragione.
Il pasto di mezzogiorno era pronto, ma era soltanto farinata accompagnata da cipolle selvatiche, e Edgar voleva darsi una pulita prima di mangiare. Si avvi lungo il fiume finch arriv a una spiaggetta fangosa. Si tolse la tunica e la immerse nell'acqua bassa, sfregando e strizzando il tessuto di lana per eliminare la puzza. Poi la stese su una roccia ad asciugare al sole.
Entr in acqua, tuffando sotto la testa per lavarsi i capelli. La gente diceva che il bagno faceva male alla salute, e Edgar evitava di farlo in inverno, ma quelli che non lo facevano mai puzzavano per tutta la vita. Pa' e Ma' avevano insegnato ai figli a mantenersi puliti facendo il bagno almeno una volta all'anno.
Edgar era cresciuto sul mare e aveva imparato a nuotare da piccolissimo. Decise di attraversare il fiume, cos, per divertimento.
La corrente non era forte e la nuotata fu facile. Si godette la sensazione dell'acqua fresca sulla pelle nuda. Arrivato dall'altra parte, torn indietro. Vicino a riva, trov un appoggio e si alz in piedi. L'acqua gli arrivava alle ginocchia. Lui era grondante, ma il sole lo avrebbe presto asciugato.
In quel momento si accorse di non essere solo.
Cwenburg se ne stava seduta sull'argine a osservarlo. "Sei bello" disse.
Edgar si sent ridicolo. "Ti dispiace andartene?" ribatt, imbarazzato.
"Perch dovrei? Chiunque pu passeggiare lungo la riva del fiume."
"Per favore."
Lei si alz e si gir.
"Grazie" disse Edgar.
Ma la ragazza aveva frainteso le sue intenzioni. Anzich allontanarsi, si tolse la veste facendola passare dalla testa con un movimento rapido. Aveva la pelle chiarissima.
"No, no!" esclam Edgar.
Lei si volt.
Edgar la fiss inorridito. Non c'era niente che non andasse nel suo aspetto - anzi, una parte della sua mente rilev che aveva una bella figura prosperosa -, ma era la donna sbagliata. Il suo cuore era tutto per Sunni e nessun'altra avrebbe potuto causare in lui alcun turbamento.
Cwenburg entr in acqua.
"I tuoi peli sono di un colore diverso, laggi" disse, con un sorriso di intimit indesiderata. "Rossicci."
"Sta' lontana da me" le ordin lui.
"Il tuo coso  tutto raggrinzito per l'acqua fredda... Vuoi che te lo scaldi?" Allung una mano verso di lui.
Edgar la respinse. Era teso e imbarazzato e la allontan con pi forza del dovuto. Lei perse l'equilibrio e cadde in acqua. Mentre si tirava su, lui le pass accanto e sal sulla riva.
"Cosa ti prende? Sei uno di quei ragazzi effeminati a cui piacciono gli uomini?"
Lui raccolse la tunica. Era ancora umida, ma la indoss comunque. Sentendosi meno vulnerabile, si gir verso di lei. "S, esatto" disse. "Sono un ragazzo effeminato."
Lei lo fissava con espressione rabbiosa. "No, non  vero" disse. "Te lo stai inventando."
"S, me lo sto inventando." Edgar cominciava a perdere la pazienza. "La verit  che non mi piaci. Ora vuoi lasciarmi in pace?"
Lei usc dall'acqua. "Sei un porco" disse. "Spero che ci moriate di fame, su quella misera terra." Si infil la veste dalla testa e la tir gi. "E poi spero che tu vada all'inferno" aggiunse, e si allontan.
Edgar fu felice di essersi sbarazzato di lei. Un attimo dopo, per, si pent di essere stato scortese. In parte era colpa di Cwenburg, della sua insistenza, ma lui avrebbe potuto essere pi gentile. Gli capitava spesso di pentirsi delle proprie reazioni impulsive, e avrebbe voluto avere una maggiore autodisciplina.
Certe volte, riflett, era difficile fare la cosa giusta.
La campagna era silenziosa.
A Combe c'era sempre rumore: il canto roco dei gabbiani, il battere dei martelli sui chiodi, il mormorio della folla, l'urlo di una voce solitaria. E di notte c'era il cigolio delle barche che si sollevavano e si abbassavano sull'acqua sempre in movimento. La campagna, invece, spesso era avvolta nel silenzio pi totale. Se soffiava il vento gli alberi sussurravano inquieti, altrimenti poteva esserci un silenzio di tomba.
E cos, quando Brindle si mise ad abbaiare nel cuore della notte, Edgar si svegli subito.
Si alz immediatamente e prese l'accetta appesa al piolo sulla parete. Il cuore gli batteva forte e aveva il respiro corto.
Dall'oscurit si lev la voce di Ma'. "Sta' attento."
Brindle era nel granaio e il suo latrato giungeva distante ma allarmato. Edgar l'aveva rinchiusa l perch facesse la guardia al maialino e qualcosa l'aveva messa in allerta.
Edgar and alla porta, per Ma' lo aveva preceduto. Lui vide il bagliore del fuoco riflettersi minaccioso sulla lama del coltello che lei stringeva nella mano. L'aveva pulita e affilata lui, per risparmiarle la fatica, e sapeva che era tagliente, letale.
"Allontanati" sussurr lei. "Uno di loro potrebbe essersi appostato dietro la porta.
Edgar obbed. I suoi fratelli erano dietro di lui. Si augur che anche loro avessero afferrato qualcosa da usare come arma.
Ma' sollev la spranga con cautela, quasi senza far rumore. Poi spalanc la porta di colpo.
Immediatamente una figura si par sulla soglia. Ma' aveva fatto bene a metterlo in guardia: i ladri avevano previsto che la famiglia si sarebbe svegliata e uno di loro si teneva pronto, in agguato, nel caso si fossero incautamente precipitati fuori. La luna splendeva luminosa e Edgar vide chiaramente il lungo pugnale nella mano destra del ladro. L'uomo si lanci alla cieca nell'oscurit della casa, pugnalando nient'altro che aria.
Edgar sollev l'accetta, per Ma' fu pi veloce. Il suo coltello sprizz un bagliore e il ladro cadde in ginocchio con un urlo di dolore. Lei gli and pi vicina e la lama balen attraverso la gola dell'uomo.
Edgar li scans entrambi. Quando usc, sent il maialino urlare. Un attimo dopo vide due figure sgusciare fuori dal granaio. Una indossava una specie di elmo che le copriva anche parte della faccia. Stringeva tra le braccia il maialino che si dibatteva.
Gli intrusi videro Edgar e scapparono.
Lui era furibondo. Quel maialino era prezioso. Se lo avessero perduto, non ne avrebbero avuto un altro: la gente avrebbe detto che non erano in grado di badare ai loro animali. In un istante di inquietudine lacerante, Edgar ag senza riflettere. Lev l'accetta sopra la testa e la scagli contro la schiena del ladro che stringeva il maialino.
Pens che lo avrebbe mancato, e si lasci sfuggire un gemito di disperazione, ma la lama affilata colp il fuggiasco nella parte alta del braccio. L'uomo lanci un urlo stridulo, lasci il maialino e cadde in ginocchio, stringendosi la ferita.
Il secondo uomo lo aiut a rialzarsi in piedi.
Edgar si precipit verso di loro.
I due corsero via, lasciando l il maialino.
Edgar esit un istante. Voleva catturare i ladri ma, se avesse lasciato andare il maiale, quello avrebbe potuto scappare e fare parecchia strada, spaventato com'era: era possibile che non lo ritrovassero pi. Abbandon l'inseguimento dei due uomini e corse dietro all'animale. Era giovane e aveva le zampe corte, e dopo poco Edgar lo raggiunse, gli si butt sopra, e lo afferr per una zampa con tutte e due le mani. Il maialino si divincol, ma non riusc a sfuggirgli.
Edgar prese la bestiola tra le braccia, stringendola a s, si alz e torn alla casa.
Mise il maialino nel granaio. Si concesse un momento per congratularsi con Brindle, e la cagnolina dimen la coda, tutta contenta. Raccolse l'accetta che era caduta a terra e pass la lama sull'erba per ripulirla dal sangue del ladro. Infine torn dalla sua famiglia.
Erano tutti in piedi intorno al ladro. " morto" annunci Eadbald.
"Gettiamolo nel fiume" disse Erman.
"No" disse Ma'. "Voglio che gli altri ladri sappiano che lo abbiamo ammazzato." Non correvano pericoli con la legge: era un principio ampiamente stabilito che se un ladro veniva colto con le mani nel sacco poteva essere ucciso all'istante. "Seguitemi, ragazzi. Portate il corpo."
Erman e Eadbald lo sollevarono. Ma' fece strada addentrandosi in mezzo agli alberi per un centinaio di iarde lungo un sentiero appena visibile tra il sottobosco. Chiunque fosse andato al podere attraverso la foresta avrebbe dovuto passare da l.
Osserv gli alberi alla luce della luna e ne indic uno che aveva dei rami bassi e distanziati. "Voglio appendere il corpo a quell'albero" disse.
"Perch?" chiese Erman.
"Per mostrare alla gente cosa succede quando qualcuno cerca di derubarci."
Edgar era colpito. Non immaginava che Ma' potesse essere tanto spietata. Per le circostanze erano cambiate.
"Non abbiamo corde" le fece notare Erman.
"Edgar escogiter qualcosa" ribatt lei.
Lui annu. Indic un ramo biforcuto a un'altezza di circa otto piedi. "Incastratelo l, con un ramo sotto ogni ascella" disse.
Mentre i fratelli sollevavano il cadavere, Edgar trov un bastone lungo un piede, di un pollice di diametro, e lo appunt a una estremit con l'accetta.
I fratelli misero il corpo in posizione. "Ora unite le braccia finch le mani sono incrociate sul davanti."
Quando i fratelli ebbero finito, Edgar prese una mano e infilz il bastone nel polso. Fu costretto a batterlo con la testa dell'accetta per farlo passare attraverso la carne. Usc pochissimo sangue: il cuore dell'uomo aveva smesso di battere da tempo.
Edgar afferr l'altro polso e infilz pure quello. Adesso le mani del morto erano fissate insieme e il corpo saldamente appeso all'albero.
Sarebbe rimasto l finch non fosse marcito, pens.
Ma gli altri ladri dovevano essere tornati a prenderlo, perch la mattina seguente era scomparso.
Qualche giorno dopo Ma' mand Edgar al villaggio a prendere in prestito del cordino robusto per riparare le scarpe che le si erano rotte. Il prestito era una pratica comune tra vicini, per nessuno aveva mai abbastanza legacci. Tuttavia, Ma' aveva raccontato la storia dell'incursione vichinga per ben due volte, prima alla casa dei chierici, poi alla taverna. E, sebbene i contadini fossero restii ad accettare i forestieri, dopo aver saputo della tragedia gli abitanti di Dreng's Ferry avevano preso Ma' in simpatia.
Era il tardo pomeriggio. Un gruppetto era seduto a bere sulle panche fuori dalla taverna di Dreng mentre il sole tramontava. Edgar non aveva ancora assaggiato la birra, ma gli avventori sembravano gradirla.
Ormai aveva conosciuto tutti gli abitanti del piccolo villaggio, e riconobbe le persone sedute. Il decano Degbert stava parlando con suo fratello Dreng. Cwenburg e Bebbe ascoltavano. C'erano altre tre donne presenti. Leofgifu, chiamata Leaf, era la madre di Cwenburg; Ethel, pi giovane, era la seconda moglie di Dreng, o forse la sua concubina; e Blod, che riempiva le coppe versando la birra da una brocca, era una schiava.
Quando Edgar si avvicin, la schiava alz lo sguardo e gli chiese in un inglese incerto: "Vuoi birra?".
Edgar scosse la testa. "Non ho soldi."
Gli altri lo guardarono. "Se non puoi permetterti una birra, perch sei venuto alla taverna?" ribatt Cwenburg in tono di scherno.
Evidentemente le bruciava ancora il suo rifiuto. Edgar si era fatto una nemica e dentro di s se ne rammaric.
Rivolgendosi al gruppo piuttosto che a Cwenburg, disse con tono umile: "Mia madre chiede se potete prestarle un pezzo di cordino robusto per riparare una scarpa".
"Dille di farselo da sola, un cordino" rispose Cwenburg.
Gli altri osservavano la scena in silenzio.
Edgar era a disagio ma tenne duro. "Il prestito sarebbe un gesto di gentilezza" continu a denti stretti. "Lo ripagheremo appena ci saremo ripresi."
"Se mai capiter" comment Cwenburg.
Leaf si lasci sfuggire un'esclamazione di insofferenza. Sembrava avere una trentina d'anni, per cui doveva averne avuti quindici quando aveva partorito Cwenburg. Un tempo doveva essere stata graziosa, pens Edgar, ma ora pareva che abusasse della sua birra forte. In quel momento, per, era abbastanza sobria da sentirsi in imbarazzo per la maleducazione della figlia. "Non essere cos scortese con i vicini, ragazza" disse.
"Lasciala in pace" intervenne Dreng, irritato. "Ha ragione."
Era un padre indulgente, not Edgar. E questo forse spiegava il comportamento insolente della figlia.
Leaf si alz. "Vieni con me" disse con gentilezza, rivolta a Edgar. "Vedo cosa riesco a trovare."
Edgar la segu dentro la casa. Lei spill una coppa di birra da un barile e gliela porse. "Questa te la offro io."
"Grazie." Edgar ne bevve un sorso. Era all'altezza delle aspettative: era saporita e lo tir immediatamente su. Vuot la coppa e disse: " molto buona".
La donna sorrise.
A Edgar pass per la mente che Leaf potesse avere su di lui le stesse mire della figlia. Non era vanitoso e non pensava che tutte le donne fossero attratte da lui, ma immaginava che in un posto cos piccolo qualunque nuovo venuto dovesse suscitare interesse nelle donne.
Leaf si volt e si mise a frugare dentro una cassa. Un attimo dopo si rialz tenendo in mano una iarda di cordino. "Ecco qua."
Edgar cap che voleva soltanto essere gentile. " molto cortese da parte tua" disse.
Lei gli prese la coppa vuota dalle mani. "Porta i miei auguri a tua madre.  una donna coraggiosa."
Edgar usc. Degbert, evidentemente rilassato per quello che aveva bevuto, teneva banco. "Secondo i calendari, siamo nel novecentonovantasettesimo anno del Signore. Ges ha novecentonovantasette anni. Fra tre anni ne avr mille."
Edgar ci sapeva fare con i numeri, e non poteva lasciar correre. "Ges  nato nell'anno uno?" domand.
"S" rispose Degbert e poi aggiunse con tono borioso: "Qualunque uomo istruito lo sa".
"Quindi nell'anno due ha compiuto un anno."
Degbert cominci a mostrarsi incerto.
Edgar prosegu. "Nell'anno tre ne ha compiuti due, e via dicendo. Dunque, quest'anno, nel novecentonovantasette, ne compie novecentonovantasei."
"Tu non sai di cosa stai parlando, ragazzotto insolente" disse Degbert diventando aggressivo.
Una vocina nella testa di Edgar gli sugger di non mettersi a discutere, ma quella vocina venne sopraffatta dal desiderio di correggere un errore di aritmetica. "No, no" spieg. "In realt il compleanno di Ges cade il giorno di Natale, quindi adesso lui ha ancora novecentonovantacinque anni e mezzo."
Leaf osservava dall'uscio, divertita. "Ti ha colto in fallo, Degsy!"
Degbert era livido di rabbia. "Come osi parlare in questo modo a un prete?" sbott, rivolto a Edgar. "Chi ti credi di essere? Non sai neppure leggere!"
"No, ma so far di conto" rispose Edgar, ostinato.
"Prendi il tuo cordino e vattene, e non tornare finch non avrai imparato a portare rispetto verso chi  pi anziano e pi autorevole di te" disse Dreng.
"Sono solo numeri" osserv Edgar, rimangiandosi tutto quando ormai era troppo tardi. "Non intendevo mancarvi di rispetto."
"Sparisci dalla mia vista" gli ordin Degbert.
"Su, vattene" aggiunse Dreng.
Edgar si volt e si allontan, avvilito, camminando lungo l'argine del fiume. La sua famiglia aveva bisogno di tutto l'aiuto che poteva ottenere, e lui si era fatto due nemici.
Perch non riusciva a tener chiusa quella sua boccaccia?


Capitolo 4.

Inizio luglio 997.
Ragnhild, figlia del conte Hubert di Cherbourg, sedeva tra un monaco inglese e un prete francese. Ragna, come veniva chiamata, trovava il monaco interessante e il prete sussiegoso, ma era questultimo che doveva conquistare.
Al castello di Cherbourg era lora del pasto di mezzogiorno. Limponente forte di pietra si ergeva in cima alla collina che dominava il porto. Il padre di Ragna andava fiero di quella costruzione insolita e innovativa.
Erano tante le cose di cui il conte Hubert andava fiero. Teneva molto al suo bellicoso retaggio vichingo, ma era ancor pi orgoglioso del modo in cui i vichinghi erano diventati normanni, creando una loro versione della lingua francese. In particolare apprezzava che avessero abbracciato il cristianesimo, e restaurato le chiese e i monasteri che erano stati saccheggiati dai loro antenati. Nellarco di centanni, quelli che un tempo erano dei pirati avevano dato origine a una societ rispettosa della legge che non aveva uguali in tutta Europa.
Il lungo tavolo poggiato su cavalletti era stato sistemato nella sala grande, al piano superiore del castello. Era coperto da tovaglie di lino bianco che arrivavano fino a terra. I genitori di Ragna sedevano a capotavola. Il nome di sua madre era Ginnlaug, ma per compiacere il marito lo aveva cambiato in Genevieve, che aveva un suono pi francese.
Il conte e la contessa e i loro ospiti pi importanti mangiavano in scodelle di bronzo, con coltelli e cucchiai dai manici dorati, e bevevano da coppe in legno di ciliegio con il bordo dargento. Vasellame di pregio, ma non eccessivamente lussuoso.
Il monaco inglese, fratello Aldred, era bellissimo. A Ragna ricordava unantica scultura romana di marmo che aveva visto a Rouen, la testa di un uomo con i capelli corti e ricci, macchiata dal tempo e priva della punta del naso, ma chiaramente parte di quella che un tempo doveva essere stata la statua di un dio.
Aldred era arrivato il pomeriggio precedente, stringendo al petto una cassetta di libri acquistati alla grande abbazia normanna di Jumiges. Ha uno scriptorium come non ve ne sono al mondo! aveva raccontato con entusiasmo. Un esercito di monaci intenti a copiare e decorare manoscritti per lelevazione del genere umano. I libri, e lerudizione che questi potevano portare, costituivano la grande passione di Aldred.
Ragna si era fatta lidea che quella passione avesse preso il posto, nella sua esistenza di monaco, di un tipo di amore che gli era precluso dalla fede.
Con lei si comportava in maniera adorabile ma quando guardava suo fratello Richard, che era un bel ragazzo alto di quattordici anni con labbra carnose come quelle di una fanciulla, sul suo volto compariva unespressione diversa, quasi famelica.
Aldred stava aspettando un vento favorevole che lo riportasse al di l del Canale, in Inghilterra. "Non vedo lora di tornare a Shiring e di mostrare ai miei fratelli come i monaci di Jumiges miniano le lettere" disse. Parlava francese aggiungendovi qualche parola di latino e di inglese. Ragna conosceva il latino, e aveva imparato un po di inglese da una bambinaia inglese che aveva sposato un marinaio normanno ed era venuta a vivere a Cherbourg. "E due dei libri che ho comprato sono opere di cui non avevo mai sentito parlare prima dora!" prosegu Aldred.
"Siete il priore di Shiring?" chiese Ragna. "Sembrate piuttosto giovane."
"Ho trentatr anni, e no, non sono il priore" rispose lui, con un sorriso. "Sono larmarius, il responsabile dello scriptorium e della biblioteca."
" una biblioteca grande?"
"Abbiamo otto libri, ma quando torner a casa ne avremo sedici. E lo scriptorium  formato da me e dal mio assistente, fratello Tatwine. Lui decora le lettere maiuscole. Io mi occupo della semplice scrittura: sono pi interessato alle parole che ai colori."
Il prete interruppe la loro conversazione, e questo ramment a Ragna che doveva fare buona impressione su di lui. "Ditemi, contessina Ragnhild, voi leggete?" chiese padre Louis.
"Naturalmente."
Lui inarc un sopracciglio, lievemente sorpreso. Non era cos scontato che tutti i nobili sapessero leggere.
Ragna si rese conto di aver appena dato il genere di risposta che contribuiva alla sua reputazione di persona altezzosa. Sforzandosi di essere pi affabile, aggiunse: "Mio padre mi ha insegnato a leggere quando ero piccola, prima che nascesse mio fratello".
Quando padre Louis era arrivato, una settimana prima, la madre di Ragna laveva convocata nelle sue stanze private e le aveva chiesto: Secondo te perch  qui?.
Ragna aveva corrugato la fronte. Non lo so.
 un uomo importante, segretario del conte di Reims e canonico della cattedrale. Genevieve era una donna statuaria ma, a dispetto del fisico imponente, era facile preda della soggezione.
E cosa lo porta a Cherbourg?
Tu aveva risposto Genevieve.
Ragna aveva cominciato a capire.
Il conte di Reims ha un figlio, Guillaume, che ha la tua et e non  sposato. Il conte sta cercando una moglie per il figlio. E padre Louis  qui per capire se tu potresti essere adatta.
Ragna aveva provato una punta di risentimento. Quel genere di cose erano normali, ma la facevano sentire come una vacca al mercato. Com Guillaume? aveva chiesto, frenando lindignazione.
 un nipote del re Robert. Robert II, a venticinque anni, era il sovrano di Francia. Per Genevieve il bene pi prezioso che un uomo potesse avere era una parentela reale.
Ragna aveva altre priorit. Era impaziente di sapere che tipo fosse, a prescindere dal suo rango. Nientaltro? aveva domandato, con un tono di voce che - se nera resa conto subito - era piuttosto impertinente.
Non essere sarcastica.  proprio il genere di cosa che scoraggia gli uomini.
La frecciata aveva colpito nel segno. Ragna aveva gi scoraggiato diversi pretendenti assolutamente adeguati. Per qualche motivo li intimoriva. Il fatto che fosse cos alta non aiutava - aveva la figura della madre -, ma cera dellaltro.
Guillaume non ha malattie, non  matto n depravato prosegu Genevieve.
Si direbbe il sogno di ogni ragazza.
Ecco, ci risiamo.
Scusate. Sar gentile con padre Louis, lo prometto.
Ragna aveva ventanni e non poteva restare nubile in eterno. Non voleva finire in convento.
Sua madre si era innervosita. Tu vuoi una grande passione, un amore che duri tutta una vita, ma quelli esistono solo nei poemi aveva detto. Nella vita reale noi donne ci accontentiamo di quello che possiamo avere.
Ragna sapeva che la madre aveva ragione.
Probabilmente avrebbe sposato Guillaume, purch non fosse totalmente ripugnante, ma intendeva farlo alle sue condizioni. Voleva che Louis la giudicasse adatta, per voleva anche che capisse che tipo di moglie sarebbe stata. Non aveva intenzione di diventare un elemento decorativo, come una bella tappezzeria che un uomo poteva mostrare orgoglioso agli ospiti; n sarebbe stata una semplice padrona di casa che organizzava banchetti e intratteneva i visitatori illustri. Avrebbe affiancato il marito nella gestione dei suoi possedimenti. Non era insolito che le donne si assumessero questo compito: ogni volta che un nobile partiva per la guerra, doveva lasciare qualcuno che badasse alle sue terre e ai suoi beni. Certe volte lincaricato era un fratello o un figlio adulto, ma spesso era la moglie.
Adesso, davanti a una spigola appena pescata cotta nel sidro, Louis cominci a sondare le sue qualit intellettuali. "E che genere di opere leggete, mia signora?" chiese, con malcelato scetticismo. Il suo tono diceva chiaramente che trovava difficile credere che una donna giovane e attraente potesse comprendere la letteratura.
Se Ragna lo avesse trovato pi simpatico, le sarebbe stato pi facile compiacerlo.
"Mi piacciono i poemi che raccontano delle storie" rispose.
"Per esempio...?"
Ovviamente era convinto che lei non fosse in grado di fare il nome di unopera, ma si sbagliava. "La storia di santEulalia  molto toccante" disse Ragna. "Alla fine sale in cielo sotto forma di colomba."
"S,  proprio cos" conferm Louis, con un tono che lasciava intendere che lei non poteva raccontargli nulla che lui gi non sapesse in fatto di santi.
"E c un poema inglese intitolato Il lamento della sposa." Si volt verso Aldred. "Lo conoscete?"
"S, anche se non sono sicuro che sia stato composto in inglese. I poeti viaggiano. Allietano la corte di un nobile per uno o due anni e poi, quando i loro poemi diventano vieti, si spostano altrove. O magari si conquistano il favore di un mecenate pi ricco e vengono convinti a seguirlo. Mentre passano da un luogo allaltro, i loro estimatori ne traducono le opere in altre lingue."
Ragna era affascinata. Aldred le piaceva. Sapeva cos tante cose, e riusciva sempre a condividere la sua conoscenza senza approfittarne per dimostrare la sua superiorit.
Si volt di nuovo verso Louis, memore del proprio dovere. "Non lo trovate affascinante, padre Louis? Voi venite da Reims, che si trova vicino alle terre dove si parla tedesco."
"Esatto" disse lui. "Siete molto istruita, mia signora."
Ragna cap di aver superato la prova. Si chiese se latteggiamento condiscendente di Louis fosse stato un deliberato tentativo di provocarla. Era felice di non aver abboccato allamo. "Siete molto gentile" replic, mentendo. "Mio fratello ha un precettore e io ho il permesso di assistere alle lezioni purch rimanga in silenzio."
"Bene. Sono poche le ragazze che sanno tante cose. Quanto a me, preferisco le Sacre Scritture."
"Naturalmente."
Ragna si era conquistata un minimo di approvazione. La moglie di Guillaume doveva essere colta, capace di sostenere una conversazione, e lei aveva dimostrato di esserne allaltezza. Sperava che questo fatto compensasse la sua precedente alterigia.
Entr un armigero che si chiamava Bern il Gigante, e disse qualcosa a bassa voce al conte Hubert. Bern aveva la barba rossa e il ventre prominente.
Dopo un breve scambio di parole, il conte si alz da tavola. Il padre di Ragna era piccoletto e accanto a Bern sembrava ancora pi basso. Aveva laspetto di un monello birichino, nonostante i suoi quarantacinque anni. Portava la nuca rasata, come era uso fare tra i normanni. Si avvicin a Ragna. "Devo andare a Valognes inaspettatamente" le disse. "Oggi avevo intenzione di occuparmi di una disputa nel villaggio di Saint-Martin, ma non posso. Vorresti farlo tu al mio posto?"
"Con piacere" rispose Ragna.
"C un servo di nome Gaston che non vuole pagare laffitto, apparentemente in segno di protesta per qualche torto subito."
"Me ne occuper io, non vi preoccupate."
"Grazie." Il conte si allontan dalla sala in compagnia di Bern.
"Vostro padre  molto affezionato a voi" osserv Louis.
"E io a lui" replic Ragna con un sorriso.
"Vi capita spesso di sostituirlo?"
"Il villaggio di Saint-Martin mi sta particolarmente a cuore. Tutto quel distretto rientra nella mia dote. Ma s, lo sostituisco spesso, l come altrove."
"Solitamente  la moglie a sostituire il signore."
"Vero."
"A vostro padre piace fare le cose in modo diverso." Allarg le mani a indicare il castello. "Questa costruzione, per esempio."
Ragna non avrebbe saputo dire se Louis non approvasse o fosse semplicemente curioso. "Mia madre non ama lesercizio del potere, invece io ne sono affascinata."
Aldred si intromise. "Certe donne sono molto abili in questo. Il re Alfredo dInghilterra aveva una figlia di nome Ethelfled che govern la vasta regione della Mercia dopo la morte del marito. Fortific citt e vinse battaglie."
A Ragna venne in mente che quella era loccasione perfetta per fare colpo su Louis. Poteva invitarlo a vedere come trattava con la gente comune. Rientrava tra i doveri di una nobildonna, e lei sapeva di essere brava. "Vi andrebbe di venire con me a Saint-Martin, padre?"
"Ne sarei lieto" rispose lui senza indugio.
"Magari, strada facendo, potreste parlarmi della famiglia del conte di Reims. Credo abbia un figlio della mia et."
"Esattamente."
Adesso che il suo invito era stato accettato, lei si rese conto che la prospettiva di passare unintera giornata con Louis non era affatto allettante, e cos si rivolse a Aldred. "Verrete anche voi?" chiese. "Sarete di ritorno per la marea serale, per cui se il vento dovesse cambiare durante il giorno potreste comunque partire stasera."
"Mi farebbe davvero piacere."
Si alzarono tutti da tavola.
La cameriera personale di Ragna era una ragazza con i capelli neri, sua coetanea, di nome Cat. Aveva il naso affilato e allins. Le narici sembravano due punte di penna doca messe una accanto allaltra. Ma era comunque attraente, con i suoi modi vivaci e una scintilla di malizia negli occhi.
Cat aiut Ragna a togliersi le pianelle di seta e le ripose nella cassapanca. Tir fuori delle brache di lino per proteggere la pelle dei polpacci durante la cavalcata e sostitu le pianelle con un paio di stivali di cuoio. Infine le porse un frustino.
La madre di Ragna le si avvicin. "Sii gentile con padre Louis" le disse. "Non cercare di superarlo in astuzia. Gli uomini non lo sopportano."
"S, madre" rispose lei in tono mansueto. Sapeva bene che le donne non dovevano cercare di apparire intelligenti, ma aveva infranto quella regola cos tante volte che sua madre aveva tutti i diritti di rammentargliela.
Usc dal mastio e and verso le stalle. Quattro armigeri, guidati da Bern il Gigante, aspettavano per scortarla: il conte doveva averli avvisati. Gli stallieri avevano gi sellato il suo cavallo preferito, una giumenta grigia di nome Astrid.
Fratello Aldred, intento ad allacciare una sella di cuoio sul suo pony, osserv ammirato la sella di legno decorata di ottone. " molto bella, ma non fa male al cavallo?"
"No" rispose Ragna decisa. "Il legno distribuisce il carico, mentre una sella morbida fa venire il mal di schiena al cavallo."
"Guarda, Dismas" disse Aldred rivolto al suo pony. "Ti piacerebbe una sella cos lussuosa?"
Ragna vide che Dismas aveva una macchia bianca sulla fronte che ricordava la forma di una croce. Le parve appropriato per la cavalcatura di un monaco.
"Dismas?" ripet Louis.
" il nome di uno dei ladroni crocifissi insieme a Ges" osserv Ragna.
"Questo lo so" ribatt Louis in tono secco, e Ragna si ramment di non dare sfoggio delle proprie conoscenze.
"Anche questo Dismas ruba" disse Aldred "specialmente cibo."
"Ah." Era evidente che Louis non riteneva che si potesse scherzare su un argomento del genere, ma non aggiunse altro e si volt per sellare il suo castrato.
Uscirono dalla cittadella. Mentre scendevano la collina, Ragna osserv con occhio esperto le navi nel porto. Era cresciuta in una citt di mare e sapeva distinguere i diversi tipi di imbarcazioni. Quel giorno erano pi numerose le barche da pesca e le navi costiere, ma vide un mercantile inglese attraccato al molo, probabilmente quello su cui aveva intenzione di imbarcarsi Aldred, e nessuno poteva non riconoscere il profilo minaccioso delle navi da guerra vichinghe ancorate al largo.
Si diressero verso sud, e poco dopo si stavano gi lasciando alle spalle le case della piccola citt. Il paesaggio piatto era spazzato dal vento di mare. Ragna segu un sentiero a lei noto che costeggiava pascoli e meleti. "Adesso che avete avuto modo di conoscere un po di pi il nostro paese, fratello Aldred, cosa ne pensate?"
"Vedo che qui i nobili hanno una sola moglie e nessuna concubina, perlomeno ufficialmente. In Inghilterra, il concubinaggio e perfino la poligamia sono tollerati, nonostante i chiari insegnamenti della Chiesa."
"Sono cose che si possono tenere nascoste" osserv Ragna. "I nobili normanni non sono santi."
"Ne sono sicuro, ma se non altro qui la gente conosce la differenza tra ci che  peccato e ci che non lo . Laltra cosa che ho notato  che qui in Normandia non ci sono schiavi."
"C un mercato degli schiavi a Rouen, ma i compratori sono forestieri. Qui la schiavit  stata quasi del tutto abolita. Il nostro clero la condanna, principalmente perch molti schiavi vengono usati per la fornicazione e la sodomia."
Louis si lasci sfuggire unesclamazione di sorpresa. Forse non era abituato a sentire giovani donne parlare di fornicazione e sodomia. Ragna si rese conto, col cuore pesante, di aver commesso un altro errore.
Aldred non era scandalizzato. Prosegu la conversazione senza interrompersi. "Daltro canto, i vostri contadini sono servi della gleba, e devono chiedere il permesso del loro signore per sposarsi, cambiare mestiere o trasferirsi in un altro villaggio. Al contrario, i contadini inglesi sono liberi."
Ragna ci pens su. Non si era resa conto che il sistema normanno non fosse universale.
Arrivarono a un piccolo villaggio chiamato Les Chnes. Ragna vide che lerba era alta nei prati. Entro una o due settimane gli abitanti avrebbero falciato, garantendosi il fieno per nutrire gli animali in inverno.
Gli uomini e le donne che lavoravano nei campi si interrompevano per salutarla. "Debora!" gridavano. "Debora!" Ragna rispondeva ai loro saluti agitando la mano.
"Ho sentito bene? Vi chiamano Debora?" chiese Louis.
"S.  un soprannome."
"Da dove viene?"
"Lo capirete" rispose lei con un sorriso.
Il rumore di sette cavalli richiam la gente fuori dalle case. Ragna vide una donna che conosceva e arrest il cavallo. "Tu sei Ellen, la fornaia."
"S, mia signora. Sono lieta di vedervi felice e in salute."
"Cosa ne  del tuo figliolo che  caduto da un albero?"
" morto, mia signora."
"Mi dispiace."
"Dicono che non dovrei piangere, perch ne ho altri tre."
"Chiunque lo dica  uno sciocco" comment Ragna. "La perdita di un figlio  un dolore terribile per una madre, e non fa alcuna differenza quanti figli si hanno."
Le lacrime presero a scorrere sulle guance di Ellen, arrossate dal vento. La donna tese una mano e Ragna la strinse dolcemente. "Voi mi comprendete" disse Ellen, e baci la mano della contessina.
"Forse s, almeno in parte" replic Ragna. "Arrivederci, Ellen."
Ripresero la strada. "Povera donna" osserv Aldred.
"Devo darvene credito, contessina Ragna" disse Louis. "Quella donna vi adorer per il resto della sua vita."
Ragna si sent offesa. Evidentemente Louis pensava che fosse stata gentile solo per guadagnare consenso. Avrebbe voluto chiedergli se davvero pensava che nessuno provasse mai una sincera compassione. Ma si ricord del suo dovere e tenne la bocca chiusa.
"Ancora non capisco perch vi chiamino Debora" insistette Louis.
Ragna gli rivolse un sorriso enigmatico. Che lo scoprisse da solo, pens.
"Vedo che da queste parti un sacco di persone hanno gli stessi splendidi capelli rossi che avete voi" osserv Aldred.
Ragna era consapevole di avere una meravigliosa cascata di riccioli biondo-rossicci. " il sangue vichingo" disse. "In queste zone, alcuni parlano ancora norreno."
"I normanni sono diversi da noi che abitiamo nelle terre dei franchi" comment Louis.
Avrebbe potuto essere un complimento, ma Ragna era convinta del contrario.
Dopo circa unora arrivarono a Saint-Martin. Ragna si ferm ai margini del villaggio. Parecchi uomini e donne erano al lavoro in un frutteto rigoglioso, e tra questi lei riconobbe Gerbert, il capo del villaggio. Smont da cavallo e attravers un pascolo per andare a parlare con lui, e i suoi compagni la seguirono.
Gerbert la salut con un inchino. Era un personaggio strano, con il naso storto e denti cos irregolari che gli impedivano di chiudere del tutto la bocca. Il conte Hubert lo aveva nominato capo del villaggio perch era intelligente, ma Ragna non sapeva se fidarsi di lui.
Tutti interruppero il lavoro e si affollarono intorno a Ragna e Gerbert. "Che lavoro state facendo oggi, Gerbert?"
"Stiamo togliendo un po di mele piccole, mia signora, cos le altre cresceranno pi grandi e succose."
"E voi potrete ricavarne del buon sidro."
"Il sidro di Saint-Martin  il pi forte che ci sia, grazie a Dio e ai contadini coscienziosi."
Met dei villaggi della Normandia si vantavano di produrre il sidro pi forte, ma Ragna non lo disse. "Cosa ne fate delle mele acerbe?"
"Le diamo da mangiare alle capre, cos il formaggio diventa pi dolce."
"E chi  il miglior casaro del villaggio?"
"Rene" rispose Gerbert senza esitazione. "Usa latte di pecora."
Alcuni degli altri scossero il capo. Ragna si rivolse a loro. "E voi cosa dite?"
"Torquil" risposero due o tre.
"Allora venite con me. Li assagger entrambi."
I servi della gleba la seguirono di buon grado. Ogni scusa era buona per sottrarsi al tedio delle loro giornate, ed erano sempre pronti a interrompere il lavoro.
"Non sarete venuta fin qui solo per assaggiare del formaggio, vero?" domand Louis con tono vagamente irritato. "Non dovete risolvere una disputa?"
"S. Questo  il mio metodo. Siate paziente."
Louis borbott qualcosa, irritato.
Ragna non risal a cavallo. Entr a piedi nel villaggio, seguendo un sentiero polveroso tra i campi dorati per le messi. Cos poteva parlare pi facilmente con le persone. Prestava particolare attenzione alle donne, che le raccontavano pettegolezzi che un uomo non si sarebbe dato la pena di riferire. Lungo il tragitto venne a sapere che Rene era la moglie di Gerbert, che il fratello di Rene, Bernard, aveva un gregge di pecore, e che Bernard era coinvolto in una disputa con Gaston, quello che si rifiutava di pagare laffitto.
Cercava sempre di ricordare i nomi delle persone. Le faceva sentire pi considerate. Ogni volta che sentiva un nome nel corso di una conversazione, si sforzava di mandarlo a mente.
Lungo la strada altra gente si un a loro. Quando giunsero al villaggio, trovarono una piccola folla ad attenderli. Cera una misteriosa forma di comunicazione attraverso i campi. Ragna non riusciva a capire come, ma anche i contadini che lavoravano a un miglio o pi di distanza riuscivano a essere informati dellarrivo di visitatori.
Cera una chiesetta, unelegante costruzione di pietra con file ordinate di finestre ad archi tondi. Ragna sapeva che Odo, il prete, serviva altri tre villaggi oltre a quello, e che ogni domenica ne visitava uno diverso. Quel giorno, per, era l a Saint-Martin... Merito anche quello della misteriosa comunicazione rurale.
Aldred and immediatamente a parlare con padre Odo. Louis si tenne a distanza: forse pensava non fosse dignitoso mettersi a conversare con un prete di campagna.
Ragna assaggi il formaggio di Rene e quello di Torquil, dichiarando che erano entrambi cos buoni che non le era possibile dire quale fosse il migliore, e acquist una forma di ognuno, facendo felici tutti.
Gir per il villaggio, entrando in tutte le case e in tutti i granai, facendo in modo di scambiare qualche parola con ogni adulto e anche con qualche bambino; poi, quando le parve di aver dato sufficiente prova della sua umanit, pens di essere pronta a tenere udienza.
Ragna aveva imparato tanto dal padre. A lui piaceva incontrare le persone ed era bravo a farsele amiche. In seguito, magari, sarebbero diventate sue nemiche - nessun governante poteva accontentare sempre tutti -, ma sarebbero state riluttanti a opporsi a lui. Aveva insegnato molto alla figlia e lei aveva appreso ancora di pi osservandolo.
Gerbert port una sedia e la piazz davanti alla facciata ovest della chiesa. Ragna prese posto mentre tutti gli altri restavano in piedi. Poi Gerbert present Gaston, un contadino grosso e forzuto sulla trentina, con una gran massa di capelli neri. Aveva unespressione risentita, ma Ragna giudic che in condizioni normali fosse un tipo gioviale.
"E ora, Gaston" disse " venuto il momento di spiegare a me e ai tuoi vicini perch non vuoi pagare laffitto."
"Mia signora, sono qui davanti a voi..."
"Fermo." Ragna alz una mano per interromperlo. "Ricorda che questo non  il tribunale del re dei franchi." La gente del villaggio ridacchi. "Qui non c bisogno di paroloni e frasi altisonanti." Le probabilit che Gaston si lanciasse in un discorso forbito erano davvero scarse, ma magari ci avrebbe provato se lei non lo avesse indirizzato diversamente. "Immagina di essere a bere una coppa di sidro con un gruppo di amici che ti hanno chiesto perch sei cos arrabbiato."
"S, mia signora. Mia signora, non ho pagato laffitto perch non posso."
"Sciocchezze" comment Gerbert.
Ragna guard Gerbert con aria di rimprovero. "Aspetta il tuo turno" disse, secca.
"S, mia signora."
"Gaston, quant il tuo affitto?"
"Io allevo bestiame, mia signora, e devo al vostro nobile padre due bestie di un anno ogni giorno di mezza estate."
"E tu dici che non le hai?"
Gerbert li interruppe di nuovo. "S che le ha!"
"Gerbert!"
"Scusate, mia signora."
"Il mio pascolo  stato invaso" spieg Gaston. "Le pecore di Bernard si sono mangiate tutta lerba. Le mie mucche hanno dovuto nutrirsi con il fieno vecchio, hanno perso il latte e due vitelli sono morti."
Ragna si guard attorno cercando di ricordare quale fosse Bernard. I suoi occhi si posarono su un ometto smilzo, con i capelli che sembravano paglia. Ma non era sicura, per cui alz lo sguardo e disse: "Sentiamo Bernard".
Aveva visto giusto. Lometto tossicchi e disse: "Gaston mi deve un vitello".
Ragna cap che sarebbe stata una discussione complicata da lunghe divagazioni. "Un momento.  vero che le tue pecore hanno brucato lerba del pascolo di Gaston?"
"S, per lui mi era debitore."
"Adesso ci arriviamo. Tu hai lasciato che le tue pecore invadessero il suo campo."
"Avevo un buon motivo."
"Ma  per questo che i vitelli di Gaston sono morti."
Gerbert, il capo del villaggio, si intromise. "Sono morti soltanto i vitelli nati questanno. Lui ha ancora quelli dellanno prima. Ha due vitelli di un anno che pu dare al conte."
"Cos facendo, per, lanno prossimo non ne avr nemmeno uno" obiett Gaston.
Ragna cominci a provare la sensazione di vertigine che la assaliva ogni volta che cercava di comprendere i motivi di una disputa tra contadini. "Zitti. Tutti quanti" intim. "Fino a questo momento abbiamo accertato che Bernard ha invaso il pascolo di Gaston, forse per un valido motivo, ma questo lo vedremo, e come risultato Gaston  convinto, a torto o a ragione, di essere troppo povero per pagare laffitto questanno. Ora, Gaston,  vero che devi un vitello a Bernard? Rispondi s o no."
"S."
"E perch non glielo hai pagato?"
"Glielo pagher.  che finora non ho potuto."
"La restituzione non pu essere rimandata allinfinito!" esclam Gerbert indignato.
Ragna ascolt pazientemente mentre Gaston spiegava perch aveva chiesto un prestito a Bernard e quali difficolt aveva avuto a restituirlo. Strada facendo venne sollevata una serie di questioni irrilevanti: presunti insulti delluno allaltro, parole grosse tra le mogli, dispute su chi avesse pronunciato una determinata frase e con che tono di voce. Ragna li lasci fare. Avevano bisogno di sfogare la loro rabbia. Ma alla fine li ferm.
"Ho sentito abbastanza" disse. "Questa  la mia decisione. Primo, Gaston doveva a mio padre, il conte, due vitelli di un anno. Ha sbagliato a non consegnarglieli. Non sar punito per questa infrazione, perch  stato provocato. Per quello che  dovuto  dovuto."
Le reazioni dei presenti furono diverse. Alcuni borbottarono con aria di disapprovazione, altri annuirono convinti. La faccia di Gaston era una maschera di innocenza offesa.
"Secondo, Bernard  responsabile della morte dei due vitelli di Gaston. Il debito non pagato di Gaston non giustifica linfrazione di Bernard. Quindi Bernard deve due vitelli a Gaston. Ma Gaston doveva gi un vitello a Bernard, per cui resta un solo vitello da pagare."
Adesso era Bernard a mostrarsi sconvolto. Ragna si stava rivelando pi severa di quanto la gente si fosse aspettata. Per non protestarono: le sue decisioni erano legge.
"Infine, non si sarebbe dovuto permettere che questa disputa si trascinasse, e la colpa  di Gerbert."
"Mia signora, posso parlare?" chiese Gerbert, indignato.
"No di certo" rispose lei. "Hai avuto la tua occasione. Ora tocca a me. Sta zitto."
Gerbert tacque.
Ragna prosegu. "Gerbert  il capo del villaggio e avrebbe dovuto risolverla da tempo. Io credo sia stato convinto a non farlo da sua moglie Rene, che voleva che lui favorisse suo fratello Bernard."
Rene assunse unaria imbarazzata.
"Poich tutto questo  in parte colpa di Gerbert, lui rinuncer a un vitello. So che ne ha uno, lho visto nel suo cortile. Lo consegner a Bernard, il quale lo dar a Gaston. In questo modo i debiti sono ripagati e chi ha sbagliato paga."
Ragna cap subito che gli abitanti del villaggio approvavano la sua decisione. Aveva insistito sulla necessit di obbedire alle regole, per lo aveva fatto con intelligenza. Li vide annuire, qualcuno anche sorridere, ma nessuno protestare.
"E ora" disse, alzandosi in piedi "potete darmi una coppa del vostro famoso sidro, e Gaston e Bernard berranno insieme e faranno pace."
Il brusio della conversazione crebbe mentre tutti commentavano quanto era successo. Padre Louis si avvicin a Ragna e le disse: "Debora era una dei giudici biblici.  da l che deriva il vostro soprannome".
"Esatto."
" lunica donna tra i giudici."
"Fino a ora."
Lui annu. "Siete stata molto abile."
Finalmente lho colpito pens Ragna.
Bevvero il sidro e si congedarono. Mentre tornavano a Cherbourg, Ragna chiese a Louis di Guillaume.
" alto" rispose Louis.
Potrebbe essere daiuto si disse lei. "Cosa lo fa arrabbiare?"
Locchiata che Louis le lanci le fece capire che a lui non era sfuggita la scaltrezza di quella domanda. "Non molto" rispose. "Solitamente Guillaume prende la vita con flemma. Si pu irritare quando un servo si mostra negligente, per il cibo cotto male, una sella non ben allacciata, la biancheria del letto stropicciata."
Sembrava un tipo pignolo, pens Ragna.
"A Orlans  molto stimato" prosegu Louis. Orlans era la sede principale della corte francese. "Suo zio, il re, gli  davvero affezionato."
"Guillaume  ambizioso?"
"Non pi di quanto sia usuale in un giovane nobile."
Una risposta prudente, pens Ragna. O Guillaume era ambizioso fino alleccesso o il contrario. "Che cosa lo interessa?" chiese. "La caccia? Lallevamento dei cavalli? La musica?"
"Gli piacciono le belle cose. Colleziona fermagli smaltati e puntali da cintura ornati. Ha buon gusto. Ma voi non mi avete fatto quella che avrei pensato fosse la prima domanda di una fanciulla."
"Cio?"
"Se  bello."
"Ah" fece Ragna "su quello il giudizio spetta a me."
Mentre entravano a Cherbourg, Ragna not che il vento era cambiato. "La vostra nave salper stasera" disse a Aldred. "Avete unora prima che la marea cambi, ma sar meglio che saliate a bordo."
Tornarono al castello. Aldred recuper la cassetta con i libri. Louis e Ragna scesero a piedi con lui fino al porto. " stato un vero piacere conoscervi, contessina Ragna. Se avessi saputo che esistevano delle fanciulle come voi, forse non mi sarei fatto monaco."
Era la prima osservazione galante che le rivolgeva e lei cap immediatamente che voleva soltanto essere gentile. "Grazie per il complimento" replic. "Ma voi sareste diventato monaco comunque."
Lui le rivolse un sorriso mesto. Aveva compreso quello che lei stava pensando.
Ragna si disse che con ogni probabilit non lo avrebbe mai pi rivisto, ed era un peccato.
Unimbarcazione stava entrando in porto sulla scia della marea. Sembrava una barca da pesca inglese, pens Ragna. Lequipaggio ammain la vela e limbarcazione fu portata a riva.
Insieme al suo cavallo, Aldred sal a bordo della nave che aveva scelto. Lequipaggio stava gi sciogliendo le cime e levando lancora. Nello stesso tempo la barca da pesca inglese era impegnata nella manovra inversa.
Aldred salut Ragna e Louis con la mano quando la nave cominci a staccarsi da terra con il cambio della marea. Nel frattempo un gruppetto di uomini sbarc dallimbarcazione appena arrivata. Ragna li osserv, curiosa. Sfoggiavano grandi baffi ma non la barba, e questo le fece capire che erano inglesi.
Lo sguardo di Ragna fu attratto dal pi alto del gruppo. Sulla quarantina, aveva una folta chioma di capelli biondi. Il suo mantello blu, mosso dal vento, gli cingeva le spalle possenti ed era chiuso da unelaborata spilla dargento; la cintura aveva la fibbia e il puntale dargento riccamente decorati; lelsa della spada era tempestata di pietre preziose. I gioiellieri inglesi erano i migliori della cristianit, si diceva.
Linglese camminava a falcate decise e i suoi compagni dovettero affrettarsi per stare al passo. Luomo punt dritto verso Ragna e Louis; senza dubbio aveva indovinato dai loro vestiti che erano persone di rango.
"Benvenuto a Cherbourg, inglese. Cosa vi porta qui?" chiese Ragna.
Luomo la ignor. Fece un inchino a Louis. "Buongiorno, padre" disse in un francese stentato. "Sono venuto a parlare con il conte Hubert. Sono Wilwulf, aldermanno di Shiring."
Wilwulf non si poteva dire bello come Aldred. Laldermanno aveva il naso grosso e la mascella squadrata. Le mani e le braccia erano deturpate da cicatrici. Al suo passaggio, per, tutte le ragazze del castello arrossivano e ridacchiavano. Un forestiero era sempre interessante, ma il fascino di Wilwulf dipendeva anche da altri fattori. Aveva a che fare con la sua corporatura, la scioltezza con cui camminava, lintensit del suo sguardo. Pi che altro, ostentava una sicurezza che lo faceva sembrare pronto a tutto. Una fanciulla non poteva fare a meno di pensare che da un momento allaltro lui potesse sollevarla tra le braccia senza il minimo sforzo e portarla via con s.
Ragna era incuriosita da lui, per linglese sembrava totalmente ignaro di lei come di ogni altra donna. Parlava con suo padre e con i nobili normanni in visita, conversava con i suoi armigeri in un inglese rapido e gutturale che Ragna non comprendeva, ma non rivolgeva quasi mai la parola alle donne. Ragna si sentiva sminuita: non era abituata a essere ignorata. Quellindifferenza era una sfida: doveva assolutamente attirare la sua attenzione.
Suo padre era meno affascinato di lei. Non era propenso a prendere le parti degli inglesi contro i vichinghi, che erano i suoi parenti meno civilizzati. Wilwulf stava perdendo il suo tempo.
Ragna, invece, voleva aiutarlo. Provava poca affinit verso i vichinghi e molta compassione per le loro vittime. E se lo avesse aiutato, forse lui avrebbe smesso di ignorarla.
Anche se il conte Hubert nutriva poco interesse per Wilwulf, un nobile normanno aveva il dovere di mostrarsi ospitale, e cos organizz una caccia al cinghiale. Ragna era emozionata. Adorava la caccia e forse quella si sarebbe dimostrata loccasione per conoscere meglio Wilwulf.
Il gruppo si riun davanti alle stalle alle prime luci dellalba e consum una colazione in piedi a base di costolette dagnello e sidro forte. Scelsero le armi: tutte erano ammesse, ma la preferita era una speciale lancia pesante con una lama lunga e unimpugnatura di pari estensione, separate da ali posti sulla gorbia. Montarono a cavallo, Ragna sulla sua Astrid, e partirono, accompagnati da una muta di cani eccitatissimi.
Il padre di Ragna faceva strada. Il conte Hubert non aveva ceduto alla tentazione, frequente in molti uomini di bassa statura, di compensare montando un cavallo grande. La sua cavalcatura preferita era un robusto pony nero di nome Thor. Nella foresta era veloce quanto un animale massiccio, ma pi agile.
Ragna not che Wilwulf cavalcava con perizia. Il conte aveva dato allinglese un grintoso stallone pezzato di nome Goliath. Lui dominava lanimale senza sforzo e stava in sella come se fosse comodamente seduto.
Il gruppo era seguito da un cavallo da soma che portava cestini colmi di pane e di sidro preparati nella cucina del castello.
Arrivarono fino a Les Chnes e poi si inoltrarono nel bosco di Chnes, la pi estesa area boschiva che restava nella penisola, dove si concentrava la maggior parte degli animali selvatici. Seguirono un sentiero attraverso gli alberi con i cani che battevano il terreno frenetici, annusando il sottobosco in cerca dellodore pungente del cinghiale.
Astrid procedeva leggera, godendosi la passeggiata al trotto tra i boschi nellaria frizzante del mattino. Ragna provava una crescente trepidazione. La sensazione di pericolo aumentava leuforia. I cinghiali erano animali possenti, dotati di grandi zanne e potenti mascelle. Un cinghiale adulto poteva abbattere un cavallo e uccidere un uomo. Attaccavano anche quando erano feriti, specialmente se si sentivano messi alle strette. La lancia da cinghiale aveva gli ali perch senza questi un animale impalato, seppur ferito mortalmente, poteva scrollarsela di dosso e aggredire il cacciatore. La caccia al cinghiale richiedeva lucidit e nervi saldi.
Uno dei cani fiut una traccia, abbai trionfante e part, seguito dal branco e da alcuni degli uomini a cavallo. Astrid avanzava tra il sottobosco con passo sicuro. Richard, il fratello di Ragna, la super cavalcando in modo spericolato, come fanno gli adolescenti.
Ragna ud lo strillo spaventato di un cinghiale. I cani impazzirono e i cavalli accelerarono landatura. La caccia era cominciata e il cuore di Ragna inizi a battere pi forte.
Ragna intravide le prede attraversare una radura in gruppo: una grossa femmina, lunga cinque piedi dal muso alla punta della coda, che probabilmente pesava pi di lei, con due o tre femmine pi piccole e alcuni cuccioli striati che correvano sorprendentemente veloci sulle zampette corte. I cinghiali avevano una struttura matriarcale: i maschi vivevano separati, tranne che nella stagione invernale degli amori.
I cavalli amavano leccitazione dellinseguimento, specialmente quando correvano in gruppo insieme ai cani. Si lanciavano nel sottobosco, spianando arbusti e alberelli. Ragna cavalcava tenendo le redini con la sola mano sinistra, e con la destra stringeva la lancia, pronta a colpire. Abbass la testa sul collo di Astrid per evitare i rami sporgenti che per un cavaliere distratto potevano risultare pi letali dei cinghiali. Ma, pur cavalcando con giudizio, si sentiva spericolata come Skadi, la dea norrena della caccia, potente e invulnerabile come se in quello stato di esaltazione non potesse accaderle niente di male.
Il gruppo sbuc dal bosco invadendo un pascolo. Le mucche si dispersero, muggendo terrorizzate. I cavalli raggiunsero i cinghiali in un batter docchio. Il conte Hubert trafisse con la lancia una delle femmine pi piccole, uccidendola. Ragna insegu un cucciolo che correva a destra e a sinistra, lo raggiunse, si sporse verso il basso e lo infilz nel posteriore.
La femmina anziana si gir, pronta a contrattaccare. Il giovane Richard la caric intrepido e affond la lancia nella schiena muscolosa. La punta penetr soltanto di uno o due pollici e si spezz. Richard perse lequilibrio e cadde da cavallo, piombando al suolo con un tonfo sordo. La femmina anziana lo caric e Ragna lanci un urlo, temendo per la vita del fratello.
Wilwulf arriv da dietro, cavalcando veloce con la lancia alzata. Spron lo stallone perch superasse Richard con un salto, quindi si sporse pericolosamente verso il basso e impal il cinghiale. La punta trapass la gola dellanimale fino al petto. Doveva avergli trafitto il cuore, perch il cinghiale stramazz stecchito.
I cacciatori arrestarono i cavalli e smontarono, felici e trafelati, congratulandosi lun laltro. Richard era ancora pallido in volto per lo scampato pericolo, ma i giovani presero a elogiarlo per il suo coraggio e presto lui cominci a comportarsi come leroe del momento. I servitori sventrarono le carcasse e i cani si gettarono famelici sulle viscere sparse a terra. Cera un forte odore di sangue e merda. Comparve un contadino che, furioso, raggrupp in silenzio le mucche spaventate e le condusse in un campo vicino.
Arriv il cavallo da soma con i cestini, e i cacciatori bevvero con gusto e si buttarono affamati sul pane.
Wilwulf sedette per terra con una coppa di legno in una mano e un pezzo di pane nellaltra. Ragna intravide unoccasione per conversare e and a sederglisi accanto.
Lui non parve particolarmente felice.
Ragna era abituata al fatto che gli uomini manifestassero interesse nei suoi confronti, e lindifferenza di Wilwulf la feriva nellorgoglio. Chi si credeva di essere? Ma lei era ostinata e decise una volta di pi che doveva farlo soccombere al suo fascino.
"Avete salvato mio fratello. Vi ringrazio" disse in un inglese esitante.
Lui rispose in tono abbastanza amabile. "I ragazzi della sua et devono correre qualche rischio. Avr tempo per la cautela quando sar vecchio."
"Sempre che viva abbastanza a lungo da diventarlo."
Wilwulf si strinse nelle spalle. "Un nobile timoroso non si guadagna alcun rispetto."
Ragna prefer non contraddirlo. "Voi eravate avventato da giovane?"
La sua bocca ebbe un guizzo, quasi che ricordare quel periodo lo divertisse. "Un vero scavezzacollo" disse, ma sembrava pi un vanto che una confessione.
"E ora siete pi saggio, ovviamente."
Lui sorrise. "Ci sono opinioni divergenti."
Lei sent che stava vincendo il suo riserbo. Pass a un altro argomento. "Come va con mio padre?"
Lespressione di lui cambi. " un ospite generoso, ma non  propenso a concedermi ci per cui sono venuto."
"E sarebbe...?"
"Voglio che smetta di offrire ricovero ai vichinghi nel suo porto."
Ragna annu. Suo padre glielo aveva detto. Ma lei desiderava che Wilwulf continuasse a parlarle. "In che modo questo vi riguarda?"
"Salpano da qui per attraversare il Canale e fare razzie nelle mie citt e nei miei villaggi."
"A questa costa non creano problemi da oltre un secolo. E non perch noi discendiamo dai vichinghi. Non attaccano pi la Bretagna, n le terre dei franchi o i Paesi Bassi. Come mai scelgono lInghilterra?"
Lui parve sorpreso, come se non si aspettasse una domanda del genere da una fanciulla. Tuttavia, lei aveva sollevato una questione che gli stava a cuore, e le rispose infervorato. "Siamo ricchi, specialmente le chiese e i monasteri, per non siamo capaci di difenderci. Ho parlato della nostra storia con uomini istruiti, vescovi e abati. Il grande re Alfredo scacci i vichinghi, ma fu lunico monarca che riusc a combatterli con successo. LInghilterra  come una ricca vecchia signora con un forziere pieno di denaro ma nessuno che la protegga. Naturale che veniamo derubati."
"Cosa dice mio padre della vostra richiesta?"
"Supponevo che, come cristiano, avrebbe prontamente accettato... ma non  cos."
Lei lo sapeva gi e aveva riflettuto sulla questione. "Mio padre non vuole prendere posizione in una contesa che non lo riguarda."
"Lho capito."
"Volete sapere cosa farei io?"
Lui esit, guardandola con unespressione scettica e al tempo stesso speranzosa. Era evidente che non gli andava di accettare consigli da una donna. La sua mente, per, non era del tutto contraria a quellidea, not lei con piacere. Attese, restia a imporgli il suo punto di vista. Alla fine, lui chiese: "Cosa fareste?".
Ragna aveva la risposta pronta. "Gli offrirei qualcosa in cambio."
" davvero cos venale? Pensavo ci avrebbe aiutato per solidariet."
Lei si strinse nelle spalle. "State negoziando. Molti trattati implicano uno scambio di benefici."
Era riuscita a catturare il suo interesse. "Forse dovrei pensarci... Offrire a vostro padre un qualche incentivo affinch faccia quello che gli chiedo."
"Vale la pena di tentare."
"Mi chiedo cosa potrebbe volere."
"Io potrei avanzare un suggerimento."
"Dite."
"I mercanti di Cherbourg vendono le loro merci a Combe, specialmente barili di sidro, forme di formaggio e tela di lino di qualit."
Lui annu. "Spesso di ottima qualit."
"Ma siamo costantemente ostacolati dalle autorit locali."
Lui aggrott la fronte, infastidito. "A Combe lautorit sono io."
Ragna continu. "Pare che i vostri funzionari possano fare tutto quello che gli pare. Ci sono sempre dei ritardi. Gli uomini pretendono il pagamento di soldi sottobanco. E non si sa mai a quanto ammonter il dazio imposto. Di conseguenza, i mercanti evitano di spedire merci l, se possono."
"I dazi devono essere pagati. Ne ho diritto."
"Ma dovrebbe essere sempre gli stessi ogni volta. E non dovrebbero esserci ritardi, n richieste di denaro aggiuntive."
"Questo potrebbe creare delle difficolt."
"Pi di unincursione vichinga?"
"Giusta osservazione." Wilwulf aveva unespressione pensosa. "Mi state dicendo che  questo che vuole vostro padre?"
"No. Non glielho chiesto, e non sto parlando in sua vece. Parler lui per s. Io vi sto solo offrendo il consiglio di una persona che lo conosce bene."
I cacciatori si stavano preparando a ripartire. "Passeremo dalla cava!" grid il conte Hubert. "Di sicuro ci saranno altri cinghiali l."
"Ci rifletter" disse Wilwulf a Ragna.
Montarono in sella. Wilwulf cavalcava accanto a Ragna senza parlare, immerso nei suoi pensieri. Lei era soddisfatta della conversazione. Finalmente era riuscita a conquistare la sua attenzione.
Si fece pi caldo. I cavalli avevano accelerato il passo, sapendo di essere sulla via di casa. Ragna stava cominciando a pensare che la caccia fosse ormai conclusa quando vide una chiazza di terreno smosso dove i cinghiali avevano scavato alla ricerca di radici e talpe, di cui andavano ghiotti. Infatti, i cani fiutarono una traccia.
Ripartirono di corsa, seguiti dai cavalli, e presto Ragna scorse la preda: un gruppo di maschi, questa volta, tre o forse quattro. Attraversarono rapidamente una macchia di querce e faggi e poi si separarono: tre imboccarono un sentierino, mentre il quarto si infil dentro un boschetto. Il gruppo insegu i tre, ma Wilwulf si lanci dietro al quarto, e Ragna con lui.
Era un animale adulto con lunghi canini ricurvi che gli uscivano dalla bocca e, nonostante si trovasse in pericolo, astutamente non emetteva suoni. Wilwulf e Ragna girarono intorno al boschetto e videro il cinghiale pi avanti. Wilwulf spron il cavallo a saltare un grosso albero caduto. Ragna, decisa a non restare indietro, lo segu e anche Astrid riusc a saltare per un pelo.
Il cinghiale era forte. I cavalli tenevano il passo, ma non riuscivano ad andargli addosso. Ogni volta che Ragna pensava che lei o Wilwulf fossero abbastanza vicini da colpirlo, allimprovviso lanimale cambiava direzione.
Ragna era vagamente consapevole di non udire pi il resto della squadra.
Il cinghiale irruppe in una radura senza ripari e i cavalli si lanciarono. Wilwulf si avvicin allanimale da sinistra, Ragna da destra.
Arrivato accanto alla bestia, Wilwulf colp. Il cinghiale scart allultimo momento. La lama della lancia si conficc nella schiena, ferendolo senza rallentarlo. Il cinghiale cambi ancora direzione e caric Ragna. Lei si inclin a sinistra e tir le redini, e Astrid punt allanimale, a passo sicuro nonostante la velocit. Ragna avanz verso il cinghiale con la lancia diretta verso il basso. La bestia cerc nuovamente di scartare, ma con un attimo di ritardo: la lancia di Ragna si conficc dritta nella bocca spalancata. Lei strinse con forza limpugnatura, spingendo finch la resistenza opposta dallanimale minacci di farla cadere di sella, poi moll la presa. Wilwulf volt il cavallo e colp di nuovo, trapassando il collo robusto del cinghiale che stramazz a terra.
Ragna e Wilwulf smontarono da cavallo, inebriati e ansanti. "Complimenti!" disse lei.
"Complimenti a voi!" replic Wilwulf, e la baci.
Il bacio inizi come unesuberante manifestazione di esultanza, ma presto cambi. Ragna avvert il desiderio improvviso di lui. Sent i suoi baffi mentre la bocca si muoveva affamata sulle sue labbra. Lei era pi che disponibile e le dischiuse alla sua lingua. Poi entrambi udirono la squadra avvicinarsi e si staccarono.
Un attimo dopo furono circondati dagli altri cacciatori. Dovettero spiegare che luccisione era frutto di uno sforzo congiunto. Il cinghiale era la preda pi grossa della giornata, e ricevettero numerose congratulazioni dagli altri.
Ragna era frastornata dalleccitazione della caccia e, ancor di pi, del bacio. Fu felice quando tutti risalirono a cavallo e si diressero verso casa. Si tenne a una certa distanza dagli altri per poter riflettere in pace. Cosa aveva voluto dire Wilwulf con quel bacio, sempre che avesse voluto dire qualcosa?
Ragna non ne sapeva molto di uomini, ma capiva che erano pi che felici di strappare un bacio a una bella donna ogni qualvolta se ne presentava loccasione. Erano anche capaci di dimenticarlo in fretta. Ragna aveva avvertito il crescente interesse di Wilwulf per lei, per forse lui laveva apprezzata come si apprezza una prugna, senza pensarci pi, dopo. E lei, cosa pensava di quel bacio? Non era durato a lungo, per laveva turbata. Aveva gi baciato dei ragazzi, ma non spesso, e non era mai stato cos.
Ricord quando faceva il bagno in mare, da bambina. Lacqua le era sempre piaciuta e ora sapeva nuotare bene, ma una volta, quando era piccola, era stata travolta da unonda enorme. Aveva urlato, poi per si era rimessa in piedi ed era corsa incontro ad altre onde. Le torn in mente quel sentirsi del tutto inerme davanti a qualcosa che era delizioso e al tempo stesso spaventoso.
Perch quel bacio era stato cos intenso? Forse per via di quello che era appena successo. Avevano parlato dei problemi di Wilwulf da pari, e lui laveva ascoltata. Questo nonostante desse limpressione di essere il tipico nobile impetuoso e virile che non aveva tempo per le donne. E poi avevano ucciso il cinghiale, collaborando come se cacciassero insieme da anni. Tutto questo, riflett lei, le aveva dato un certo grado di fiducia in lui, e le aveva permesso di baciarlo e di trarne piacere.
Voleva baciarlo di nuovo: su questo non aveva dubbi. La prossima volta, per, pi a lungo. Ma desiderava anche qualcosa di pi da lui? Non lo sapeva. Avrebbe aspettato di capirlo.
Decise di non cambiare atteggiamento nei suoi confronti in pubblico. Sarebbe stata distaccata e dignitosa come sempre. Qualunque altro comportamento avrebbe dato nellocchio. Le donne sapevano cogliere quel genere di cose proprio come i cani fiutavano i cinghiali. Non voleva che le servette del castello si mettessero a spettegolare sul suo conto.
In privato, per, sarebbe stato diverso... e lei era intenzionata a prenderlo in disparte almeno unaltra volta prima che ripartisse. Purtroppo, nessuno poteva godere di intimit a parte il conte e la contessa. In un castello era difficile fare qualcosa in segretezza. I contadini erano pi fortunati, pens. Potevano sgattaiolare nei boschi, o sdraiarsi al riparo da sguardi indiscreti in un campo di grano maturo. Come poteva fare per avere un incontro clandestino con Wilwulf?
Quando arriv a Cherbourg, non aveva ancora trovato una soluzione.
Lasci Astrid agli stallieri ed entr nel mastio. Sua madre le fece cenno di seguirla nelle sue stanze. Genevieve non era interessata a sentire il resoconto della caccia. "Ottime notizie!" disse, con gli occhi che le brillavano. "Ho parlato con padre Louis. Parte per Reims domani. Per mi ha detto che hai la sua approvazione!"
"Ne sono lieta" disse Ragna, ma non era certa di pensarlo davvero.
"Dice che sei un po troppo impertinente, come se non lo sapessimo, ma crede che migliorerai con gli anni. E pensa che sarai un valido sostegno per Guillaume quando diventer conte di Reims. A quanto pare, hai risolto il problema a Saint-Martin con grande abilit."
"Louis pensa che Guillaume abbia bisogno di sostegno?" chiese Ragna insospettita. " una persona debole?"
"Oh, non essere cos negativa" replic sua madre. "Potresti esserti appena conquistata un marito... Sii felice!"
"Sono felice" disse lei.
Ragna trov un posto dove potevano baciarsi.
Oltre al castello cerano altri edifici allinterno della palizzata di legno: stalle e ricoveri per gli animali, un forno, un locale dove si produceva la birra e una cucina, case per le famiglie e depositi per carne e pesce affumicati, farina, sidro, formaggio e fieno. Il deposito del fieno non era usato in luglio, quando gli animali avevano erba fresca in quantit da brucare.
La prima volta Ragna lo port l con il pretesto di mostrargli un posto dove i suoi uomini potevano lasciare temporaneamente armi e armature. Appena lei chiuse la porta lui la baci, e il bacio fu ancor pi eccitante del precedente. Il fienile divenne presto il luogo dei loro incontri segreti. Al calar della notte - molto tardi in quel periodo dellanno - uscivano dal mastio, come facevano quasi tutti nellora prima di andare a letto, e si recavano separatamente al fienile. Il locale puzzava di muffa ma a Ragna e Wilwulf non importava. Di giorno in giorno le loro carezze si facevano sempre pi ardite. Poi, per, lei diceva basta e, ansante, si allontanava in fretta.
Erano molto discreti, ma non riuscirono a ingannare Genevieve. La contessa non sapeva del fienile, per aveva intuito linteresse della figlia per il visitatore. Affront la questione indirettamente, comera sua abitudine. "LInghilterra  un luogo inospitale" disse un giorno, come per caso.
"Quando ci siete stata?" chiese Ragna. Era una domanda subdola, di cui conosceva gi la risposta.
"Non ci sono mai stata" ammise Genevieve. "Ma ho sentito dire che fa freddo e piove sempre."
"Allora sono felice di non doverci andare."
La madre di Ragna non era tipo da farsi zittire tanto facilmente. "Gli inglesi sono persone mendaci" prosegu.
"Davvero?" Wilwulf era intelligente e sorprendentemente appassionato. Quando si incontravano nel fienile era dolce e tenero. Non era mai prepotente con lei, ed era impossibile resistere al suo fascino. Una notte, le aveva raccontato, aveva sognato di essere legato con una corda fatta con i suoi capelli rossi e si era svegliato con unerezione. Ragna aveva trovato la cosa estremamente eccitante. Poteva fidarsi di lui? Lei pensava di s, ma a quanto pareva sua madre era di diverso avviso. "Perch dite questo?" le chiese.
"Gli inglesi mantengono le promesse solo quando gli fa comodo."
"E voi credete che gli uomini normanni non facciano altrettanto?"
Genevieve sospir. "Tu sei intelligente, Ragna, ma non quanto credi."
Questo valeva per un sacco di persone, riflett Ragna, da padre Louis fino ad Agnes, la sarta. Perch non doveva valere anche per lei? "Forse avete ragione" disse.
Genevieve approfitt del vantaggio. "Tuo padre ti ha viziata insegnandoti a governare. Una donna non potr mai farlo."
"Questo non  vero" ribatt Ragna, con pi foga di quanto non fosse sua intenzione. "Una donna pu diventare regina, contessa, badessa, priora."
"Sempre sotto lautorit di un uomo."
"In teoria s, ma molto dipende dal carattere della donna in questione."
"E cos hai intenzione di diventare una regina?"
"Non so cosa diventer, ma mi piacerebbe governare accanto a mio marito, parlare con lui come lui parla con me di ci che dobbiamo fare per rendere prospero e felice il nostro dominio."
Genevieve scosse la testa con aria triste. "Sogni. Li abbiamo avuti tutti." Non aggiunse altro.
Nel frattempo le trattative di Wilwulf con il conte Hubert proseguivano. A Hubert piaceva lidea di spianare la strada ai commerci normanni verso il porto di Combe, poich traeva profitto dalle imposte su tutte le navi che entravano e uscivano dal porto di Cherbourg. Le discussioni entrarono nel dettaglio: Wilwulf era riluttante a ridurre i dazi mentre Hubert avrebbe preferito non ce ne fossero, ma entrambi concordavano sul fatto che fosse importante trovare una condotta coerente.
Hubert chiese a Wilwulf se fosse necessaria lapprovazione del re Etelredo dInghilterra per laccordo che stavano negoziando; Wilwulf ammise che non glielaveva ancora chiesta e disse che avrebbe certamente domandato al re di ratificarlo, per era sicuro che si sarebbe trattato di una mera formalit. In privato Hubert confess a Ragna di non essere del tutto soddisfatto, ma che comunque non aveva niente da perdere.
Ragna si chiedeva come mai Wilwulf non avesse portato con s uno dei suoi consiglieri anziani, poi cap che non ne aveva. Al tribunale del distretto era lui che prendeva tutte le decisioni, alla presenza dei signori della terra sottoposti alla sua autorit, e talvolta si consigliava con un fratello che era vescovo, ma per lo pi decideva da solo.
Alla fine Hubert e Wilwulf giunsero a un accordo e lo scrivano di Hubert stil un trattato. Fu attestato dal vescovo di Bayeux e da alcuni cavalieri e religiosi normanni che si trovavano al castello in quel momento.
A quel punto Wilwulf era pronto per tornare a casa.
Ragna si aspettava che lui parlasse del loro futuro. Voleva rivederlo, ma come sarebbe stato possibile? Vivevano in due paesi diversi.
Lui considerava la loro storia damore come unavventura passeggera? No di certo. Il mondo era pieno di contadinelle che non esitavano a passare una notte con un nobile, per non parlare delle schiave che non avevano altra scelta. Wilwulf doveva aver visto in lei qualcosa di speciale, per escogitare un modo per incontrarla ogni giorno in gran segreto solo per baciarla e accarezzarla.
Lei avrebbe potuto chiedergli apertamente quali fossero le sue intenzioni, ma esitava. Una fanciulla non ci guadagnava nulla a farsi vedere assillante. E poi, era troppo orgogliosa. Se Wilwulf la voleva, avrebbe chiesto, e se non lavesse fatto, allora non la voleva abbastanza.
La sua nave aspettava, il vento era favorevole e lui aveva in programma di partire la mattina seguente, quando si incontrarono nel fienile per lultima volta.
Il fatto che Wilwulf stesse per partire e che lei non sapesse se lo avrebbe mai rivisto avrebbe potuto smorzare lardore di Ragna, ma alla fine accadde esattamente il contrario. Si aggrapp a lui come se potesse tenerlo a Cherbourg con la sola forza del suo abbraccio. Quando Wilwulf le sfior i seni, era cos eccitata che sent un umidore colarle tra le cosce.
Premette il corpo contro quello di lui in modo da percepire la sua erezione attraverso la stoffa delle vesti, e si mossero insieme come durante laccoppiamento. Lei sollev la lunga gonna dellabito intorno alla vita per sentirlo meglio. Questo non fece che accrescere il suo desiderio. In qualche remota cella della sua mente, sapeva che stava per perdere il controllo, ma non riusciva a curarsene.
Lui era vestito come lei, tranne che la sua tunica arrivava alle ginocchia e in qualche modo anche questa venne alzata e spostata di lato. Nessuno dei due aveva le brache: si indossavano soltanto per particolari motivi, per esempio quando si andava a cavallo, per comodit, e con un fremito lei sent la sua carne nuda contro la propria.
Un istante dopo era dentro di lei.
Le parve di sentire Wilwulf che le chiedeva qualcosa tipo: "Siete davvero sicura...?".
"Spingete, spingete!" rispose Ragna.
Avvert un dolore acuto e improvviso, ma dur appena qualche istante, e poi fu solo piacere. Avrebbe voluto che quella sensazione durasse per sempre, per lui prese a muoversi pi veloce e allimprovviso si ritrovarono entrambi palpitanti di eccitazione, lei sent il suo fluido dentro di s e le parve la fine del mondo.
Si aggrapp a lui, temendo che le gambe potessero cederle da un momento allaltro. Wilwulf la tenne stretta a s a lungo, poi alla fine si allontan appena per guardarla. "Perdiana" disse. Pareva che qualcosa lo avesse sorpreso.
" sempre cos?" chiese lei, quando finalmente riusc a parlare.
"Oh, no. Quasi mai."
I servi dormivano per terra, ma Ragna, suo fratello Richard e alcuni dei servitori pi anziani avevano un letto, ampie panche accostate alla parete con pagliericci di lino. Ragna aveva un lenzuolo di lino per lestate e una coperta di lana per quando faceva freddo. Quella sera, dopo che le candele vennero spente, si raggomitol sotto il lenzuolo e si abbandon ai ricordi.
Aveva perso la verginit con luomo che amava, ed era una sensazione meravigliosa. Con un movimento furtivo infil un dito dentro di s e lo ritir fuori appiccicoso del suo fluido. Aveva un odore che ricordava quello del pesce, e quando lo assaggi scopr che era salato.
Aveva fatto una cosa meravigliosa che avrebbe cambiato per sempre la sua vita. Un prete avrebbe detto che ora era sposata agli occhi di Dio, e lei sentiva che era vero. E poi era felice. Leccitazione che laveva sopraffatta nel fienile era la manifestazione fisica del legame che era rapidamente cresciuto tra loro. Lui era luomo giusto per lei, Ragna ne era certa.
Era legata a Wilwulf anche in un modo pi pratico. Un nobile voleva una vergine come sposa. Adesso lei non avrebbe pi potuto sposare nessun altro a parte Wilwulf, non senza un inganno che avrebbe potuto compromettere il matrimonio.
E poi poteva essere incinta.
Si chiese cosa sarebbe accaduto la mattina. Cosa avrebbe fatto Wilwulf? Doveva dire qualcosa: sapeva bene quanto lei che era cambiato tutto, ora che avevano fatto quello che avevano fatto. Sicuramente avrebbe discusso con suo padre del loro matrimonio. Ci sarebbe stato un accordo per quanto riguardava la dote. Sia Wilwulf sia Ragna erano membri della nobilt, e avrebbero potuto esserci delle conseguenze politiche di cui discutere. Era possibile che Wilwulf avesse bisogno del permesso del re Etelredo per sposarsi.
E poi doveva parlarne con lei. Dovevano parlare di quando si sarebbero sposati, e dove, e come sarebbe stata la cerimonia. Ragna era impaziente.
Era felice e tutte quelle questioni si sarebbero potute risolvere. Lei lo amava e lui amava lei, e sarebbero rimasti marito e moglie per tutta la vita.
Pensava che non avrebbe chiuso occhio, e invece cadde presto in un sonno profondo. Si svegli soltanto quando ormai era giorno pieno e i servitori posavano le ciotole sul tavolo e portavano enormi pagnotte dal forno.
Salt su e si guard attorno. Gli armigeri di Wilwulf stavano raccogliendo i loro pochi averi dentro delle casse e delle sacche di pelle, preparandosi a partire. Wilwulf non era nella sala grande: doveva essere fuori a lavarsi.
I genitori di Ragna uscirono dalle loro stanze e sedettero a capotavola. Genevieve non sarebbe stata felice di quella novit. Hubert sarebbe stato meno intransigente, e tuttavia il suo permesso non sarebbe arrivato tanto facilmente. Entrambi avevano altri progetti per Ragna. Ma se fosse stato necessario, lei avrebbe detto loro che aveva gi perso la verginit con Wilwulf e a quel punto sarebbero stati costretti a cedere.
Prese del pane, vi spalm sopra una pasta fatta con more schiacciate e vino, e mangi di gusto.
Wilwulf entr e si sedette a tavola. "Ho parlato con il capitano" comunic, rivolto a tutti i presenti. "Partiremo tra unora."
Adesso glielo dir pens Ragna. E invece lui estrasse il coltello, tagli una fetta spessa da una coscia di prosciutto e cominci a mangiare. Lo far dopo colazione pens lei.
Allimprovviso scopr che era troppo nervosa per mangiare. Le parve che il pane le restasse incollato in gola e dovette bere una generosa sorsata di sidro per mandarlo gi. Wilwulf stava parlando con suo padre del tempo nel Canale e di quanto ci sarebbe voluto per arrivare a Combe, ma era come un discorso udito in sogno, fatto di parole che non avevano senso. Il pasto si concluse troppo in fretta.
Il conte e la contessa decisero di scendere al porto per salutare Wilwulf e Ragna si un a loro, sentendosi come uno spirito invisibile, muta, al seguito della folla, ignorata da tutti. La figlia del sindaco, una fanciulla che aveva pi o meno la sua et, la vide e le disse: "Che bella giornata!". Ragna non rispose.
Giunti sulla riva, gli uomini di Wilwulf si tirarono su le tuniche e si prepararono a raggiungere a piedi limbarcazione. Wilwulf si volt e sorrise al gruppo familiare. Ora, di certo, avrebbe detto: Voglio sposare Ragna.
Fece un inchino cerimonioso a Hubert, Genevieve, Richard e infine a Ragna. Le prese entrambe le mani nelle sue e in un francese incerto le disse: "Grazie per la vostra gentilezza". Poi, incredibilmente, si volt, attravers sguazzando lacqua bassa e sal a bordo della sua nave.
Ragna non riusciva neppure a parlare.
I marinai sciolsero le cime. Lei non credeva ai propri occhi. Di certo, quello era un incubo da cui si sarebbe presto risvegliata. Lequipaggio sciolse la vela. Questa sbatt per un momento, poi prese il vento e si gonfi. La nave acquist velocit.
Appoggiato al corrimano, Wilwulf fece un ultimo saluto con la mano, e si volt.


Capitolo 5.

Fine luglio 997.
Mentre cavalcava tra i boschi nel pomeriggio estivo e osservava il mutevole gioco di luce sul sentiero battuto, fratello Aldred cantava inni a squarciagola. Tra luno e laltro parlava col suo pony, Dismas, chiedendogli se gli fosse piaciuto lultimo inno e quale avrebbe gradito sentire dopo.
Aldred si trovava a un paio di giorni di strada da Shiring, e sentiva che il suo ritorno sarebbe stato un trionfo. La sua missione nella vita era quella di portare sapere e conoscenza dove prima cera solo cieca ignoranza. Gli otto libri nuovi custoditi nella cassetta assicurata alla groppa di Dismas, vergati su pergamena e splendidamente illustrati, sarebbero stati le modeste fondamenta di un grande progetto. Il sogno di Aldred era quello di trasformare labbazia di Shiring in un importante centro di erudizione e apprendimento, con uno scriptorium degno di competere con quello di Jumiges, una grande biblioteca e una scuola che avrebbe insegnato ai figli dei nobili a leggere, far di conto e temere Dio.
Per il momento labbazia era ben lontana da quellideale. I superiori di Aldred non condividevano le sue ambizioni. Labate Osmund era un uomo affabile, tuttavia indolente. Era stato buono con lui, lo aveva promosso da giovane, ma essenzialmente perch sapeva che quando si affidava un compito a Aldred lo si poteva considerare gi svolto, e non cera pi bisogno di preoccuparsene. Osmund era daccordo con qualunque proposta che non lo costringesse a lavorare. Una resistenza pi ostinata sarebbe venuta da Hildred, il tesoriere, che era contrario a qualsiasi iniziativa che implicasse una spesa, quasi che la missione del monastero fosse quella di mettere da parte denaro anzich portare la rivelazione nel mondo.
Forse Osmund e Hildred erano stati mandati di Dio per insegnargli la pazienza.
Aldred non era lunico a nutrire quelle aspirazioni. Tra i monaci in generale esisteva un consolidato movimento per la riforma di vecchie istituzioni che erano scivolate nellozio e nei piaceri della vita. A Winchester, Worcester e Canterbury si producevano moltissimi nuovi libri manoscritti. Ma questa spinta al rinnovamento allabbazia di Shiring non era ancora arrivata.
"Ora dobbiamo onorare il guardiano del regno dei cieli, le forze del Creatore e il suo progetto..." stava cantando Aldred quando di colpo sinterruppe vedendo comparire un uomo sul sentiero davanti a lui.
Aldred non aveva neppure capito da dove fosse sbucato. Non indossava scarpe sui piedi luridi, era vestito di stracci e portava un elmo da battaglia di ferro arrugginito che gli copriva gran parte del volto. Una pezza sporca di sangue legata intorno al braccio vicino alla spalla era il segno evidente di una ferita recente. Luomo se ne stava in mezzo al sentiero e gli bloccava la strada. Avrebbe potuto essere un povero mendicante senza un tetto, ma sembrava pi un fuorilegge.
Aldred si sent il cuore in gola. Non avrebbe dovuto arrischiarsi a viaggiare da solo. Ma, quella mattina, alla taverna di Mudeford Crossing non cera nessuno che andasse nella sua direzione, per cui, cedendo allimpazienza, era partito lo stesso invece di aspettare uno o due giorni per poter affrontare il viaggio in gruppo con altri.
Arrest il cavallo. Era importante non dare a vedere che si aveva paura, come con un cane pericoloso. "Il Signore ti benedica, figliolo" disse, sforzandosi di mantenere un tono calmo.
Luomo rispose con voce roca e a Aldred venne il dubbio che stesse cercando di contraffarla. "Che genere di prete sei?"
Il taglio di capelli di Aldred, con la sommit del capo rasata, indicava che era un uomo di Dio, ma avrebbe potuto essere qualunque cosa, da un umile accolito a un religioso pi importante. "Sono un monaco dellabbazia di Shiring."
"E viaggi da solo? Non hai paura di essere derubato?"
Aldred aveva paura di essere ammazzato. "Nessuno pu derubarmi" rispose, con finta sicurezza. "Non ho nulla."
"A parte quella cassetta."
"La cassetta non  mia. Appartiene a Dio. Uno stolto potrebbe derubare Dio, naturalmente, e condannare la propria anima alla dannazione eterna." Aldred vide un altro uomo seminascosto da un cespuglio. Anche se fosse stato propenso a battersi, non avrebbe potuto affrontare due avversari.
"Cosa c nella cassetta?" chiese il furfante.
"Otto libri sacri."
"Allora sono preziosi."
Aldred si immagin luomo che bussava alla porta di un monastero per vendere un libro. Sarebbe stato frustato per la sua sfrontatezza, e il volume confiscato. "Preziosi forse per qualcuno che potrebbe venderli senza destare sospetti" disse Aldred. "Hai fame, figliolo? Vuoi del pane?"
Laltro parve esitare, poi replic con aria di sfida: "Non mi serve del pane, mi serve del denaro".
Quellesitazione fece capire a Aldred che luomo era affamato. Avrebbe potuto accontentarsi di un po di cibo. "Io non ho denaro da darti." Era vero, in teoria: il patrimonio nella sacchetta di Aldred apparteneva allabbazia di Shiring.
Luomo pareva aver perso la parola, non sapendo come reagire alla piega inaspettata che aveva preso la conversazione. "Un uomo potrebbe vendere pi facilmente un cavallo che una cassetta di libri" osserv, dopo una pausa.
"Potrebbe" ribatt Aldred. "Ma qualcuno potrebbe dire: Fratello Aldred aveva un pony con una croce bianca sulla fronte proprio uguale a questo... Dove hai preso questa bestia, amico?. E a quel punto, il ladro cosa potrebbe rispondere?"
"Sei un furbone."
"E tu sei sfrontato. Ma non sei stupido, vero? Non ucciderai un monaco per otto libri e un pony che non potrai vendere." Aldred decise che era venuto il momento di chiudere la conversazione. Col cuore in gola, spinse Dismas a riprendere la strada.
Per qualche istante il fuorilegge non si mosse, poi si fece da parte incespicando per lindecisione. Aldred gli pass accanto, fingendo indifferenza.
Una volta superato luomo, fu tentato di lanciare Dismas al trotto, ma cos facendo avrebbe tradito la propria paura e si costrinse a proseguire alla stessa andatura lenta. Si rese conto che stava tremando.
"Vorrei un po di pane" disse allora luomo.
Era una richiesta che un monaco non poteva ignorare. Era un sacro dovere dare da mangiare agli affamati. Ges aveva detto: Pasci i miei agnelli. Aldred doveva obbedire, anche a rischio della propria vita. Tir le redini.
Nella bisaccia aveva mezza pagnotta e una fetta di formaggio. Tir fuori il pane e lo porse al fuorilegge, che ne strapp immediatamente un pezzo e se lo ficc in bocca, infilandolo nellapertura dellelmo decrepito. Stava morendo di fame, era evidente.
"Dividilo con il tuo amico" disse Aldred.
Laltro uomo usc dai cespugli, con il cappuccio calato sulla faccia cos che Aldred non riuscisse a vederlo.
Il primo uomo parve riluttante, ma spezz la pagnotta e la spart con laltro.
"Grazie" borbott il secondo uomo da dietro la mano.
"Non ringraziate me, ringraziate il Signore che mi ha mandato."
"Amen."
Aldred gli porse il formaggio. "Dividetevi anche questo."
Mentre i due si spartivano il formaggio, Aldred si allontan per la sua strada.
Qualche istante dopo si volt a guardare, per i due fuorilegge erano spariti. Era salvo, perlomeno cos pareva. Rivolse una preghiera di ringraziamento al cielo.
Quella sera sarebbe andato a letto a stomaco vuoto, ma poteva sopportarlo; anzi, doveva essere grato che quel giorno il Signore gli avesse chiesto di sacrificare soltanto la cena e non la vita.
Il pomeriggio si raddolc nel crepuscolo. Finalmente, oltre il fiume, Aldred vide un villaggetto costituito da una manciata di case e una chiesa. A ovest dellabitato cera un campo coltivato che si estendeva fino alla riva nord.
Sullaltra sponda era legata unimbarcazione. Aldred non era mai stato a Drengs Ferry - nel viaggio dandata aveva seguito un percorso diverso -, per gli pareva che il posto dovesse essere quello. Smont e lanci un urlo rivolto verso il fiume.
Di l a poco comparve una ragazza. Sleg la barca, sal a bordo e cominci a remare verso di lui. Era pasciuta ma insignificante, vide Aldred mentre si avvicinava, e aveva unespressione scontrosa. Quando lei fu a portata dorecchio, disse: "Sono fratello Aldred dellabbazia di Shiring".
"Io sono Cwenburg" rispose lei. "Questa barca appartiene a mio padre, Dreng. E pure la taverna."
Dunque Aldred era nel posto giusto.
"Per passare dallaltra parte  un fardino" disse lei. "Ma non posso trasportare cavalli."
Aldred lo capiva: quella rozza imbarcazione si sarebbe capovolta allistante. "Non ti preoccupare" disse. "Dismas attraverser a nuoto."
Pag il suo fardino. Scaric il pony e mise la cassetta con i libri e la sella sulla barca. Mentre saliva a bordo tenne le redini e si sedette, poi tir dolcemente per incoraggiare Dismas ad avanzare. Per un attimo il cavallo esit, come se volesse opporre resistenza. "Su, vieni" disse Aldred con voce rassicurante, e nello stesso momento Cwenburg si stacc dalla riva. A quel punto Dismas entr in acqua e quando questa divenne pi profonda incominci a nuotare. Aldred reggeva le redini. Non pensava che Dismas avrebbe cercato di scappare, ma non aveva senso rischiare.
Mentre attraversavano il fiume, Aldred chiese a Cwenburg: "Quanto c da qui a Shiring?".
"Due giorni."
Aldred guard il cielo. Il sole era basso, e la serata sarebbe stata lunga, ma era possibile che non trovasse un altro posto dove fermarsi prima che facesse buio. Avrebbe fatto meglio a passare la notte l.
Arrivarono sullaltra sponda e Aldred avvert linconfondibile odore di birra che fermentava.
Dismas pos di nuovo gli zoccoli sulla terraferma. Aldred lasci andare le redini e il pony risal largine, si scosse vigorosamente per togliersi di dosso lacqua e cominci a brucare lerba estiva.
Dalla taverna usc unaltra ragazza. Aveva i capelli neri e gli occhi azzurri, e nonostante avesse s e no quindici anni era incinta. Avrebbe potuto essere graziosa, ma non sorrideva. Aldred rimase molto stupito dal fatto che non indossasse alcun copricapo. In genere le donne che mostravano i capelli erano prostitute.
"Quella  Blod" spieg Cwenburg. "La nostra schiava." Blod non apr bocca. "Parla gallese" aggiunse Cwenburg.
Aldred scaric la cassetta dalla barca e la pos sullargine del fiume, quindi prese anche la sella.
Blod sollev la cassetta, premurosa. Lui la guard, inquieto, ma la ragazza si limit a portarla dentro la taverna.
"Puoi scopartela, per un fardino" disse una voce maschile.
Aldred si volt. Il nuovo arrivato era uscito da una piccola costruzione, probabilmente un capanno dove si produceva la birra, la fonte di quellodore forte. Era un uomo tra i trenta e i quarantanni, quindi dellet giusta per essere il padre di Cwenburg. Era alto, con le spalle larghe, e a Aldred ricordava vagamente Wynstan, il vescovo di Shiring.
Ripensandoci, il monaco ramment di aver sentito dire che Dreng era cugino di Wynstan. Luomo camminava zoppicando e lo osservava assorto con quei due occhietti ravvicinati ai lati del lungo naso. Gli rivolse un sorriso falso. "Un fardino non  niente" aggiunse. "Quandera ancora fresca, costava un penny."
"No" disse Aldred.
"Non la vuole pi nessuno.  perch  incinta, quella stupida vacca."
Aldred non poteva lasciar correre. "Immagino sia incinta perch tu la fai prostituire, a dispetto delle leggi di Dio."
"Le piace,  questo il problema. Le donne restano incinte solo quando gli piace."
"Davvero?"
"Lo sanno tutti."
"Io non lo so."
"Tu non ne sai niente di queste cose, vero? Tu sei un monaco."
Aldred si sforz di mandar gi linsulto come aveva fatto Cristo. " vero" disse, chinando la testa.
Certe volte mostrarsi umili di fronte alle ingiurie sortiva leffetto di far vergognare laltro al punto che non poteva pi continuare, ma Dreng pareva immune alla vergogna. "Prima avevo un ragazzo... Forse quello avrebbe potuto interessarti. Ma  morto."
Aldred distolse lo sguardo. Quellaccusa lo aveva colpito perch anni prima aveva avuto esattamente quel genere di tentazione. Quando era ancora un novizio, allabbazia di Glastonbury, aveva provato una fortissima attrazione per un giovane monaco che si chiamava Leofric. Quello che avevano fatto era una cosa innocua, da ragazzi, ma erano stati scoperti in flagrante delicto, ed era scoppiato il finimondo. Aldred era stato trasferito per separarlo dallamante, e per questo era finito a Shiring.
Non vi erano state ricadute: Aldred era ancora turbato da pensieri peccaminosi, ma riusciva a resistere.
Blod usc dalla taverna e Dreng le ordin, a gesti, di andare a prendere la sella di Aldred. "Io non posso portare pesi, ho male alla schiena" spieg. "Sono stato disarcionato da un vichingo alla battaglia di Watchet."
Aldred and a controllare Dismas, che sembrava ben sistemato al pascolo, quindi entr nella taverna. A parte le dimensioni, era pi simile a una casa normale. Cerano un sacco di suppellettili, tavoli e sgabelli, cassapanche e arazzi. Vide anche altri segni di prosperit: un grosso salmone appeso al soffitto ad affumicare, un barile con uno zipolo posato su una panca, galline che becchettavano tra le canne stese per terra, sul fuoco una pentola che borbottava da cui si levava un allettante profumo di agnellino.
Dreng indic una giovane donna esile che mescolava il contenuto di una pentola. Aldred not che aveva un disco dargento intagliato appeso al collo con un cordino di cuoio. "Quella  mia moglie Ethel" disse Dreng. La donna lanci unocchiata a Aldred senza parlare. Dreng era circondato da giovani donne, pens il monaco, e tutte visibilmente infelici.
"Capitano molti viaggiatori in questo posto?" chiese. Pareva unattivit sorprendentemente prospera per un villaggio cos piccolo, e gli pass per la mente che potesse essere stata avviata con denaro frutto di ruberie.
"Abbastanza" rispose Dreng brusco.
"Non lontano da qui ho incontrato due uomini che sembravano fuorilegge." Osserv attentamente la faccia di Dreng e aggiunse: "Uno dei due indossava un vecchio elmo arrugginito".
"Noi lo chiamiamo Grugno di Ferro" disse Dreng. " un delinquente e un assassino. Deruba i viandanti a sud del fiume, dove il sentiero attraversa la foresta."
"Perch nessuno lo arresta?"
"Ci abbiamo provato, credimi. Offa, il sovrintendente di Mudeford, ha offerto due libbre dargento a chiunque lo catturi. Sicuramente ha un nascondiglio nei boschi, ma non riusciamo a trovarlo. Sono anche venuti gli uomini dello sceriffo."
Era abbastanza plausibile, pens Aldred, per il sospetto restava. Dreng con la sua andatura claudicante non poteva essere Grugno di Ferro - a meno che il suo zoppicare non fosse una finzione -, ma poteva beneficiare in qualche modo dei suoi furti. Forse sapeva dove si trovava il nascondiglio e si faceva pagare per mantenere il silenzio.
"Ha una voce strana" disse Aldred, intenzionato a scoprire qualcosa di pi.
"Probabilmente  irlandese o vichingo. Nessuno lo sa." Dreng cambi argomento. "Faresti meglio a berti un boccale di birra per rinfrescarti dopo il viaggio. Mia moglie ne fa di ottima."
"Magari pi tardi" disse Aldred. Non spendeva il denaro del monastero in birra, se poteva evitarlo. Si volt verso Ethel e le chiese: "Qual  il segreto di una buona birra?".
"Non quella" disse Dreng. "Laltra mia moglie, Leaf.  lei che fa la birra. Adesso  nel capanno."
La Chiesa osteggiava quellusanza. Quasi tutti gli uomini che potevano permetterselo avevano pi di una moglie, oppure una moglie e una o pi concubine, e anche delle giovani schiave. La Chiesa non aveva autorit sul matrimonio. Se due persone si scambiavano le promesse matrimoniali davanti a testimoni, erano sposate. Un prete poteva offrire la sua benedizione, ma non era indispensabile. Non cera niente di scritto, a meno che la coppia non fosse ricca, nel qual caso poteva essere redatto un contratto su eventuali passaggi di propriet.
Lobiezione di Aldred non era soltanto morale. Quando moriva un uomo come Dreng, spesso scaturivano violente dispute sulleredit incentrate su quali figli fossero legittimi. La mancanza di regolarit dei matrimoni lasciava spazio a litigi che potevano spaccare le famiglie.
La famiglia di Dreng non era eccezionale, ma Aldred era sorpreso di trovare una situazione del genere in un piccolo villaggio adiacente a una collegiata. "I chierici della chiesa qui accanto non sarebbero contenti se venissero a sapere come vivi" ribatt con severit.
Dreng si fece una risata. "Dici davvero?"
"Ne sono certo."
"Be, ti sbagli. Loro sanno tutto. Degbert, il decano,  mio fratello."
"Non dovrebbe fare alcuna differenza!"
" quello che pensi tu."
Aldred era troppo arrabbiato per continuare quella discussione. Trovava Dreng detestabile. Per evitare di perdere le staffe, usc. Si diresse lungo largine del fiume, sperando di scacciare il malumore con una passeggiata.
Dove finiva il terreno coltivato cerano una casa e un granaio, due costruzioni vecchie e riparate in pi punti. Aldred vide un gruppo seduto fuori: tre giovani uomini e una donna matura, probabilmente una famiglia senza padre. Esit ad avvicinarsi, nel timore che tutti i residenti di Drengs Ferry potessero essere come Dreng. Stava per tornare indietro quando uno di loro gli rivolse un saluto festoso con la mano.
Se salutavano gli sconosciuti, forse erano brave persone.
Aldred risal il pendio fino alla casa. La famiglia evidentemente non possedeva suppellettili, perch tutti erano seduti per terra a consumare il pasto della sera. I tre ragazzi non erano alti, per avevano le spalle larghe e il torace possente. La madre era una donna sfiancata, ma con unespressione risoluta. I volti dei quattro erano smunti, come se non avessero molto da mangiare. Vicino a loro cera un cane bianco e marrone, magro pure quello.
La donna parl per prima. "Siediti con noi e riposati, se ti va" disse. "Io sono Mildred." Indic i ragazzi, dal maggiore al pi piccolo. "I miei figli si chiamano Erman, Eadbald e Edgar. Il nostro pasto  semplice, ma sei il benvenuto se vuoi dividerlo con noi."
Il pasto in effetti era pi che semplice. Avevano una pagnotta e una grossa pentola in cui erano state bollite delle verdure raccolte nel bosco, probabilmente lattuga, cipolle, prezzemolo e aglio selvatico. Non si vedeva carne. Non cera da meravigliarsi che fossero tanto magri. Aldred era affamato, ma non poteva portare via il cibo a persone cos disperatamente povere. Declin linvito con educazione. "Il profumo  davvero appetitoso, ma non ho fame e i monaci devono evitare il peccato di gola. Vi ringrazio per della vostra accoglienza e mi sieder volentieri con voi."
Si sedette a terra, una cosa che i monaci non facevano spesso, nonostante i voti. Esisteva la povert, riflett Aldred, e poi cera la vera povert.
"Lerba sembra quasi pronta da falciare" disse, per fare conversazione. "Tra pochi giorni avrete un bel raccolto di fieno."
Fu Mildred a rispondere. "Non ero certa che avremmo avuto del fieno da raccogliere, perch il terreno lungo il fiume  troppo paludoso, ma con il caldo si  asciugato. Spero che sia cos anche lanno prossimo."
"Allora siete nuovi di qui?" chiese Aldred.
"S" rispose lei. "Veniamo da Combe."
Aldred non faticava a indovinare perch se ne fossero andati. "Dovete aver sofferto nellincursione vichinga. Ho visto la devastazione quando sono passato per la citt, laltroieri."
Edgar, il pi giovane dei fratelli, parl per tutti. Doveva essere sui diciotto anni, e aveva solo un accenno di peluria adolescenziale sul mento. "Abbiamo perso tutto" disse. "Mio padre costruiva barche... Lo hanno ucciso. La nostra scorta di legname  andata bruciata, i nostri attrezzi distrutti. E cos abbiamo dovuto ricominciare da capo."
Aldred osserv il giovane con interesse. Non era bello, per in lui cera qualcosa di affascinante. Si esprimeva con un linguaggio semplice, ma le sue frasi erano chiare e logiche. Aldred si scopr attratto da quel ragazzo. Controllati si disse. Per il monaco il peccato di lussuria era pi difficile da evitare del peccato di gola.
"E come ve la cavate, in questa nuova vita?" chiese a Edgar.
"Riuscir a vendere il fieno, purch nei prossimi giorni non piova, e allora finalmente avremo un po di denaro. Nei campi pi in alto c lavena che sta maturando. E abbiamo un maialino e un agnello. Dovremmo farcela a superare linverno."
Tutti i contadini vivevano nellincertezza, senza sapere se il raccolto dellanno sarebbe stato sufficiente a tenerli in vita fino a quello successivo. La famiglia di Mildred se la cavava meglio di tante altre. "Forse siete stati fortunati a trovare questo posto."
"Vedremo" rispose Mildred asciutta.
"Come mai siete capitati a Drengs Ferry?" chiese Aldred.
"Il vescovo di Shiring ci ha offerto questo podere."
"Wynstan?" Aldred conosceva il vescovo, ovviamente, e aveva una pessima opinione di lui.
"Il proprietario del nostro terreno  Degbert Testapelata, il decano della collegiata, che  cugino del vescovo."
"Interessante." Aldred stava cominciando a capire come giravano le cose a Drengs Ferry. Degbert e Dreng erano fratelli, e Wynstan era loro cugino. Un terzetto davvero losco. "Il vescovo viene mai qui?"
"Ha fatto visita poco dopo il giorno di mezza estate."
"Due settimane dopo il giorno di mezza estate" puntualizz Edgar.
"Ha regalato un agnello a ogni casa del villaggio.  cos che abbiamo avuto il nostro" aggiunse Mildred.
"Un vescovo munifico" osserv Aldred.
Mildred fu svelta a cogliere il sottinteso. "Sembri scettico" disse. "Non credi nella sua generosit?"
"Non mi risulta che abbia mai fatto del bene senza un secondo fine. Quello che avete davanti non  uno degli ammiratori di Wynstan."
Mildred sorrise. "Su questo non ci sono dubbi."
Un altro dei ragazzi prese la parola. Era Eadbald, quello di mezzo, con la faccia coperta di lentiggini. Aveva una voce profonda e sonora. "Edgar ha ucciso un vichingo" disse.
"Dice di averlo fatto" lo corresse il maggiore, Erman.
"Hai ucciso un vichingo?" chiese Aldred a Edgar.
"Gli sono arrivato da dietro" disse Edgar. "Stava lottando con... una donna. Non mi ha visto finch non  stato troppo tardi."
"E la donna?" Aldred aveva colto lesitazione, e immagin che fosse una persona speciale.
"Il vichingo lha gettata a terra un attimo prima che io lo colpissi. Lei ha sbattuto la testa su uno scalino di pietra. Sono arrivato troppo tardi per salvarla.  morta." I suoi begli occhi color nocciola si riempirono di lacrime.
"Come si chiamava?"
"Sungifu." La risposta fu un sussurro.
"Pregher per la sua anima."
"Grazie."
Era chiaro che Edgar laveva amata. Aldred prov piet per lui, eppure anche sollievo: un ragazzo che riusciva ad amare una donna con tanta intensit difficilmente avrebbe peccato con un altro uomo. Lui poteva anche essere tentato, ma Edgar non lo era. Poteva smettere di preoccuparsi.
Eadbald, quello con le lentiggini, disse: "Il decano odia Edgar".
"Perch?" chiese Aldred.
"Ho discusso con lui" rispose Edgar.
"E hai avuto ragione, suppongo. E questo lo ha infastidito."
"Diceva che siamo nellanno novecentonovantasette, e che quindi Ges ha novecentonovantasette anni. Io gli ho fatto notare che se Ges  nato nellanno uno, il suo primo compleanno devessere stato nellanno due, e quindi il prossimo Natale compirebbe novecentonovantasei anni.  semplice, ma Degbert ha detto che sono un ragazzotto insolente."
Aldred scoppi in una risata. "Degbert si sbaglia, anche se  un errore che commettono in tanti."
"Non si discute con i preti" disse Mildred con aria di rimprovero "neanche se sono nel torto."
"Specialmente quando sono nel torto" ribatt Aldred alzandosi in piedi. "Si sta facendo buio. Sar meglio che torni alla collegiata finch c ancora un po di luce. Non vorrei cadere nel fiume.  stato un piacere conoscervi, tutti quanti."
Si conged e torn indietro costeggiando il corso dacqua. Era un sollievo aver incontrato delle persone simpatiche in un posto cos sgradevole.
Avrebbe passato la notte alla collegiata. Entr nella taverna e prese la sua cassetta e la sella. Parl educatamente con Dreng, ma non si attard a chiacchierare. Condusse Dismas su per la collina.
La prima casa che incontr era una piccola costruzione al centro di un grande appezzamento. Aveva le porte aperte, comera normale in quel periodo dellanno, e Aldred guard dentro. Una donna grassa sulla quarantina era seduta vicino allingresso con un pezzo di pelle in grembo, intenta a cucire una scarpa alla luce della finestra. Alz lo sguardo e disse: "E tu chi sei?".
"Sono Aldred, un monaco dellabbazia di Shiring. Sto cercando il decano Degbert."
"Degbert Testapelata vive dallaltra parte della chiesa."
"Qual  il tuo nome?"
"Bebbe."
Come la taverna, anche quella casa mostrava segni di prosperit. Bebbe aveva una moscaiola, un contenitore per conservare il formaggio, con le pareti di mussola per lasciar circolare laria e tenere alla larga i topi. Su un tavolo vicino a lei cerano una coppa di legno e una brocchetta di coccio che sembrava contenere del vino. A un gancio era appesa una coperta di legno pesante. "Si direbbe che in questo villaggio ve la passiate assai bene" osserv Aldred.
"Non proprio" rispose Bebbe pronta. E dopo un attimo di riflessione aggiunse: "Anche se arriva qualcosa anche a noi dalla ricchezza della collegiata".
"E da dove viene la ricchezza della collegiata?"
"Sei un tipo curioso tu, vero? Chi ti ha mandato a spiarci?"
"Spiarvi?" ripet Aldred, sorpreso. "Chi mai si prenderebbe la pena di spiare un villaggio nel mezzo del nulla?"
"Be, allora non dovresti ficcare il naso in giro."
"Lo terr a mente." Aldred si allontan.
Risal la collina su cui si trovava la chiesa e vide, sul lato orientale, una grande casa che doveva essere la residenza dei chierici. Not che sul retro, contro il muro di fondo, era stata allestita una specie di laboratorio. La porta era aperta e dentro ardeva un fuoco. Sembrava la bottega di un fabbro, ma era troppo piccola: un fabbro aveva bisogno di molto pi spazio.
Curioso, si avvicin alla porta e guard allinterno. Vide un fuoco di carbone in un focolare rialzato, con due mantici ai lati per rendere pi intenso il calore. Un blocco di ferro saldamente inserito in una grossa sezione di tronco dalbero fungeva da incudine. Un chierico era chino al lavoro su di esso, intento a ricavare con un martello e un bulino un disco di quello che sembrava argento. Sopra lincudine era appesa una lampada. L vicino cera un secchio dacqua, di certo per raffreddare il metallo rovente, e un paio di pesanti cesoie, probabilmente per tagliare il metallo. Alle sue spalle cera una porta che presumibilmente portava alla casa principale.
Aldred pens che luomo fosse un gioielliere. Su una rastrelliera erano allineati una serie di attrezzi di precisione: punteruoli, pinze, pesanti coltelli per togliere sbavature dal metallo e tronchesi con lame piccole e manici lunghi. Luomo era sulla trentina, piccoletto e paffuto, con il doppio mento, ed era tutto concentrato sul suo lavoro.
Non volendo spaventarlo, Aldred fece un colpo di tosse.
Precauzione inutile. Luomo sussult, lasci cadere lattrezzo che teneva in mano ed esclam: "Oh, mio Dio!".
"Non intendevo disturbarti" disse Aldred. "Ti chiedo scusa."
Luomo pareva spaventato. "Cosa vuoi?"
"Niente" rispose Aldred nel tono pi rassicurante che pot. "Ho visto la luce del fuoco e ho temuto che stesse bruciando qualcosa." Stava improvvisando perch non voleva sembrare invadente. "Io sono fratello Aldred, dellabbazia di Shiring."
"Io sono Cuthbert, un chierico della collegiata. Ma i visitatori non possono entrare nel mio laboratorio."
Aldred corrug la fronte. "Di cosa ti preoccupi?"
Cuthbert esit. "Ho pensato che fossi un ladro."
"Suppongo che abbiate dei metalli preziosi, qui."
Involontariamente, Cuthbert si volt a guardare dietro di s. Aldred segu il suo sguardo fino a un forziere posato vicino alla porta che dava sulla casa. Doveva essere l che Cuthbert teneva loro, largento e il rame che gli servivano.
Erano molti i chierici che praticavano arti diverse: musica, poesia, pittura murale. Non cera niente di strano nel fatto che Cuthbert facesse il gioielliere. Probabilmente creava ornamenti per la chiesa, e magari aveva una proficua attivit collaterale come gioielliere: non cera nulla di cui vergognarsi se un uomo di chiesa guadagnava vendendo quello che produceva. Ma allora perch si comportava come se avesse qualcosa da nascondere?
"Devi avere la vista buona per realizzare dei lavori cos precisi." Aldred osserv loggetto posato sul banco da lavoro. Sembrava che Cuthbert stesse incidendo su un disco dargento unimmagine complicata raffigurante strani animali. "Che cos?"
"Una spilla."
"Cosa diavolo stai facendo? Perch curiosi qua dentro?" chiese unaltra voce maschile.
Luomo che si era rivolto a Aldred non era parzialmente calvo, come spesso accade, ma del tutto privo di capelli. Doveva essere il decano, Degbert Testapelata. "Mio Dio, come siete ombrosi" disse Aldred, calmo. "La porta era aperta e ho guardato dentro. Che diamine vi prende? Sembra quasi che abbiate qualcosa da nascondere."
"Non essere ridicolo" replic Degbert. "Cuthbert ha bisogno di tranquillit e di solitudine per fare un lavoro molto delicato, tutto qui. Lascialo in pace, per favore."
"Non  questa la versione di Cuthbert. Lui ha detto che era preoccupato per i ladri."
"Anche." Il decano allung una mano davanti a Aldred e tir la porta che si chiuse con un tonfo, lasciandoli entrambi fuori dal laboratorio. "Chi sei?"
"Sono larmarius dellabbazia di Shiring. Mi chiamo Aldred."
"Un monaco" disse Degbert. "Suppongo ti aspetterai che ti offriamo la cena."
"E un posto dove dormire stanotte.  da tanto che sono in viaggio."
Degbert era chiaramente riluttante, ma non poteva rifiutare ospitalit a un uomo di chiesa come lui, non senza un buon motivo. "Be, vedi di tenere per te le tue domande" disse, e si allontan, entrando in casa dalla porta principale.
Aldred rimase l a riflettere per qualche momento, ma non riusc a trovare una ragione per tanta ostilit.
Rinunci a capire e segu Degbert allinterno della casa.
Non era come se laspettava.
Avrebbe dovuto esserci un grande crocifisso esposto, a indicare che ledificio era dedicato a servire Dio. Una collegiata doveva avere un leggio con un libro sacro sopra, in modo che qualcuno potesse leggere dei passaggi ai chierici mentre questi consumavano i loro pasti frugali. Qualunque decorazione appesa alle pareti avrebbe dovuto ritrarre scene bibliche che ricordassero le leggi del Signore.
L non cerano n crocifisso n leggio, e larazzo appeso alla parete raffigurava una scena di caccia. La maggior parte degli uomini presenti aveva la porzione di cranio rasata chiamata tonsura, ma cerano anche delle donne e dei bambini che sembravano abitare l. Pareva la casa di una grande famiglia benestante. "Questa  una collegiata?" chiese, incredulo.
Degbert lo ud. "Chi ti credi di essere per venire qui a criticare?" ribatt.
Aldred non era sorpreso da quella reazione. I chierici lassisti erano spesso ostili ai monaci, pi rigorosi, e li accusavano di avere un atteggiamento farisaico, talvolta a ragion veduta. Quella collegiata cominciava a sembrargli il genere di posto a cui era indirizzato il movimento di riforma. Ma Aldred sospese ogni giudizio. Era possibile che Degbert e il suo gruppo celebrassero impeccabilmente tutte le funzioni previste, e quella era la cosa pi importante.
Aldred pos la cassetta e la bisaccia contro la parete. Dalla bisaccia prese del grano. Usc e lo diede da mangiare a Dismas, poi gli impastoi le zampe posteriori perch lanimale non potesse allontanarsi durante la notte. Quindi torn dentro.
Aveva sperato che la collegiata fosse un angolo di quiete in un mondo caotico. Aveva immaginato di passare la serata a discorrere con uomini che avevano interessi simili ai suoi. Avrebbero potuto discutere di qualche questione di dottrina biblica, per esempio lautenticit della Lettera di Barnaba. Avrebbero potuto parlare dei guai del re inglese, Etelredo lo Sconsigliato, che si trovava in gravi difficolt, o magari di questioni che riguardavano altri paesi, come la guerra tra lIberia musulmana e il Nord cristiano della Spagna. Aveva sperato che fossero ansiosi di sentir raccontare della Normandia, e in particolare dellabbazia di Jumiges.
Ma quegli uomini non conducevano quel genere di esistenza. Parlavano con le loro mogli e giocavano con i figli, bevevano birra e sidro. Uno dei chierici stava fissando una fibbia di ferro a una cintura di pelle, un altro tagliava i capelli a un ragazzino. Nessuno leggeva o pregava.
Non cera niente di male nella vita domestica: un uomo doveva prendersi cura della propria moglie e dei figli. Ma un uomo di Dio aveva anche altri doveri.
La campana della chiesa suon. Gli uomini smisero senza fretta di fare quello che stavano facendo e si prepararono per la funzione serale. Uscirono a passo tranquillo e Aldred li segu. Le donne e i bambini rimasero in casa, e dal villaggio non venne nessuno.
La chiesa era in uno stato di abbandono tale che Aldred non credeva ai propri occhi. Larco di ingresso era tenuto su da un tronco dalbero, e lintero edificio sembrava pendere da un lato. Degbert avrebbe dovuto spendere il suo patrimonio per ripararla. Ma, ovviamente, per un uomo sposato veniva prima la famiglia. Ecco perch i preti dovevano osservare il celibato.
Entrarono.
Aldred not uniscrizione incisa sulla parete. Le lettere erano consumate dal tempo, ma riusc comunque a leggere la scritta. Lord Begmund di Northwood aveva costruito la chiesa ed era sepolto l, diceva, e nel suo testamento aveva lasciato del denaro ai chierici affinch pregassero per la sua anima.
Se Aldred era rimasto sbigottito dallo stile di vita nella collegiata, la funzione lo lasci sgomento. Gli inni erano un canto stonato, le preghiere farfugliate, e due diaconi continuarono a discutere per tutta la funzione se un gatto selvatico potesse uccidere un cane da caccia. Allamen finale, Aldred era furente.
Non cera da stupirsi che Dreng non provasse la minima vergogna per le sue due mogli e la schiava prostituta. Non cera una guida morale in quel villaggio. Come poteva il decano Degbert rimproverare un uomo perch sfidava gli insegnamenti della Chiesa sul matrimonio, quando lui stesso era altrettanto in errore?
Dreng lo aveva disgustato, ma Degbert lo mand su tutte le furie. Quegli uomini non servivano n Dio n la comunit. I chierici ricevevano denaro dai poveri contadini e vivevano negli agi: il minimo che potessero fare in cambio era celebrare con coscienza le funzioni e pregare per le anime delle persone che li mantenevano. Loro, invece, prendevano il denaro della Chiesa e lo usavano per condurre una vita di ozio. Erano peggio che ladri. Quella era blasfemia.
Si disse che non ci avrebbe guadagnato niente a dire a Degbert cosa pensava di lui, e mettersi a litigare.
Ora era davvero incuriosito. Degbert era sfrontato nella sua trasgressione, probabilmente perch poteva contare sulla protezione di un vescovo potente, ma cera dellaltro. Di norma, gli abitanti dei villaggi erano pronti a lamentarsi dei preti indolenti o viziosi; al popolo piaceva che le guide morali avessero la credibilit che veniva dallobbedienza alle regole. Ma nessuna delle persone con cui aveva parlato quel giorno aveva criticato Degbert o i chierici della collegiata. Anzi, alcuni avevano risposto con riluttanza alle sue domande. Soltanto Mildred e i suoi figli erano stati franchi e amichevoli. Aldred sapeva di non avere nessun ascendente - avrebbe voluto essere come la contessina Ragna di Cherbourg, che riusciva a fare amicizia con tutti -, ma non pensava che i suoi modi fossero cos offensivi da giustificare la reticenza degli abitanti di Drengs Ferry. Cera sotto qualcosaltro.
Era deciso a scoprire cosa fosse.


Capitolo 6.

Inizio agosto 997.
Tra i vecchi attrezzi arrugginiti abbandonati dal fittavolo precedente cera una falce fienaia, un attrezzo per la mietitura con un manico lungo che permetteva di tagliare il raccolto senza chinarsi. Edgar pul il metallo, affil la lama e vi attacc un manico nuovo. I fratelli falciavano lerba a turno. Non piovve e lerba si trasform in fieno, che Ma vendette a Bebbe in cambio di un maiale grasso, un barile di anguille, un gallo e sei galline.
Poi raccolsero lavena e venne il momento della trebbiatura. Edgar costru un correggiato con due aste, una lunga e una corta, unite dal legaccio di cuoio che non aveva pi restituito a Bebbe.
Lo prov in una giornata fresca, sotto lo sguardo incuriosito di Brindle. Sparse alcune spighe davena su un tratto di terreno piano e asciutto e cominci a batterle. Non era un contadino e improvvisava strada facendo, con laiuto di Ma. Il correggiato, per, sembrava funzionare: i chicchi nutrienti si separarono dalla pula, che volava via portata dal vento.
I chicchi erano piccoli e secchi.
Edgar si ripos un momento. Cera il sole e lui si sentiva in forma. La carne di anguilla nello stufato gli aveva ridato vigore. Ma ne avrebbe affumicato la maggior parte appendendole alle travi del soffitto. Quando le anguille affumicate fossero finite, forse avrebbero dovuto uccidere il maiale per fare della pancetta. E avrebbero potuto ottenere delle uova dalle galline prima di dover mangiare anche quelle. Forse non era sufficiente a nutrire quattro adulti per un inverno, ma grazie allavena probabilmente non sarebbero morti di fame.
Adesso la casa era abitabile. Edgar aveva riparato tutti i buchi nelle pareti e nel tetto. Il pavimento era coperto di canne pulite, cerano un focolare di pietra e una catasta di rami raccolti nella foresta pronti per il fuoco. Edgar non voleva passare la sua vita cos, ma cominciava a convincersi che lui e la sua famiglia avessero superato lemergenza.
Comparve Ma. "Ho visto Cwenburg poco fa" disse. "Cercava te?"
Edgar si sent subito in imbarazzo. "Certo che no."
"Sembri molto sicuro. Mi ero fatta lidea che lei... be, che fosse interessata a te."
"Lo era, e io ho dovuto spiegarle con franchezza che non ero interessato a lei. Purtroppo si  offesa."
"Mi fa piacere. Temevo potessi fare qualche sciocchezza dopo aver perso Sungifu."
"Non sono stato neppure tentato. Cwenburg non  graziosa e non ha un buon carattere, ma anche se fosse un angelo non potrei mai innamorarmi di lei."
Ma annu con aria di approvazione. "Tuo padre era come te... devoto a una sola donna" disse. "Sua madre mi raccont che lui non aveva mai mostrato alcun interesse per le ragazze a parte me. E dopo che ci siamo sposati era lo stesso, e questo  ancora pi insolito. Tu sei giovane, per, non puoi continuare ad amare per il resto della tua vita una donna che non c pi."
Edgar invece pensava che fosse possibile, ma non voleva mettersi a discutere con Ma. "Vedremo" disse.
"Ci sar qualcunaltra, un giorno" insistette lei. "Probabilmente ti coglier di sorpresa. Magari penserai di essere ancora innamorato di Sungifu, eppure allimprovviso ti accorgerai di avere in testa una ragazza diversa."
"E tu ti risposerai?" replic Edgar.
"Ah" fece lei. "Sei furbo. No, non lo far."
"Perch no?"
Ma rimase a lungo in silenzio. Edgar temeva di averla offesa, invece lei stava solo ragionando. Alla fine rispose: "Tuo padre era una roccia. Quello che diceva lo pensava, e manteneva sempre le promesse. Mi amava, e amava voi tre, e cos  stato per pi di ventanni. Non era bello, e certe volte perdeva la pazienza, per io mi fidavo ciecamente di lui, e non mi ha mai delusa". Le vennero le lacrime agli occhi mentre aggiungeva: "Io non voglio un altro marito e, anche se lo volessi, so che non troverei mai uno come lui". Il suo discorso era cominciato come una riflessione, ma alla fine i sentimenti avevano preso il sopravvento. Alz gli occhi al cielo e disse: "Mi manchi cos tanto, mio adorato".
A Edgar veniva da piangere. Rimasero l, insieme, senza parlare per qualche istante. Alla fine Ma deglut, si asciug gli occhi e disse: "Ora basta".
Edgar colse limbeccata e cambi argomento. "Sto facendo le cose nel modo giusto?"
"Oh, s. E il correggiato funziona bene. Ma ho visto che i chicchi sono un po piccoli. Sar un inverno duro."
"Abbiamo sbagliato qualcosa?"
"No,  il terreno."
"Ma pensi che sopravviveremo."
"S, per  un sollievo che tu non sia innamorato di Cwenburg. Quella ragazza ha laria di mangiare parecchio. Questo podere non riuscirebbe a sfamare un quinto adulto... figuriamoci un eventuale bambino. Moriremmo tutti di fame."
"Magari lanno prossimo andr meglio."
"Concimeremo il campo prima di ararlo di nuovo, e questo dovrebbe aiutare, ma alla fin fine non c modo di ricavare un buon raccolto da un terreno arido."
Ma era sagace ed energica come sempre, per Edgar era preoccupato per lei. Dalla morte del marito era cambiata. Nonostante la sua vitalit, non sembrava pi invulnerabile. Era sempre stata forte, ma ora Edgar si scopriva a correre per aiutarla a sollevare un ceppo pesante per il fuoco, o a portare un secchio pieno dacqua dal fiume. Tuttavia non le manifestava le sue preoccupazioni: lei non avrebbe gradito essere considerata debole. Sotto quellaspetto era pi simile a un uomo. Eppure Edgar non poteva fare a meno di pensare alla triste prospettiva di una vita senza di lei.
Allimprovviso Brindle inizi ad abbaiare nervosamente. Edgar aggrott la fronte: spesso la cagnetta dava lallarme prima che gli umani si accorgessero di un pericolo. Un attimo dopo sent gridare: non era un semplice alterco, ma un urlare furibondo, un ringhiare violento e aggressivo. Erano i suoi fratelli. Sentiva distintamente le loro voci: di certo se le stavano suonando.
Corse verso gli schiamazzi che sembravano provenire da un punto vicino al granaio, sullaltro lato della casa. Brindle lo segu, abbaiando. Con la coda dellocchio Edgar vide Ma chinarsi a raccogliere i chicchi davena battuti per metterli al sicuro dagli uccelli.
Erman e Eadbald si rotolavano per terra davanti al granaio, prendendosi furiosamente a pugni e a morsi, e urlando di rabbia. A Eadbald sanguinava il naso ed Erman aveva unabrasione sulla fronte.
"Smettetela, voi due!" grid, ma quelli lo ignorarono. Che sciocchi pens Edgar. Abbiamo bisogno di tutte le nostre forze per mandare avanti questo maledetto podere.
Il motivo del contendere fu immediatamente chiaro. Cwenburg stava a guardarli sulla soglia del granaio, e rideva di gioia. Era nuda. Nel vederla, Edgar prov una gran ripugnanza.
Erman rotol sopra Eadbald e tir indietro il braccio preparandosi a sferrargli un pugno in faccia. Edgar colse loccasione: afferr Erman da dietro, bloccandogli entrambe le braccia, e lo tir allindietro. Sbilanciato, Erman non pot resistergli e ruzzol a terra, lasciando andare Eadbald.
Lui balz in piedi e sferr un calcio a Erman. Edgar afferr il piede di Eadbald e lo sollev, mandandolo a gambe allaria. Erman si rialz, spingendo Edgar da parte per arrivare a Eadbald. Cwenburg batt le mani, infervorata.
Poi la voce dellautorit si fece sentire. "Smettetela immediatamente, stupidi ragazzi!" disse Ma, girando langolo della casa. Erman e Eadbald si immobilizzarono allistante.
"Hai rovinato tutto il divertimento!" protest Cwenburg.
"Rivestiti, svergognata" disse Ma.
Per un attimo Cwenburg parve tentata di sfidarla, di mandarla al diavolo, ma non ne ebbe il coraggio. Si volt, fece un passo dentro il granaio e si chin a raccogliere la veste. Si mosse lentamente, facendo in modo che tutti potessero vedere bene il suo sedere. Quindi si volt e si infil la veste dalla testa, sollevando le braccia in modo da spingere in fuori i seni. Edgar non pot fare a meno di guardare e not che, da quando laveva vista nuda al fiume, era ingrassata.
Alla fine lei abbass lindumento e come ultimo tocco si dimen finch non fu a posto.
"Che il cielo ci risparmi" mormor Ma.
Edgar si rivolse ai fratelli. "Immagino che uno di voi due se la stesse facendo e che laltro abbia protestato."
"Erman lha costretta!" disse Eadbald, indignato.
"Non lho costretta" ribatt Erman.
"Devessere cos... Lei ama me!"
"Io non lho costretta" ripet Erman. " lei che ha voluto!"
"No, non  vero."
"Cwenburg, Erman ti ha costretta?" chiese Edgar.
Lei assunse unaria civettuola. " stato molto imperioso." Si stava divertendo un sacco.
"Be, Eadbald dice che tu ami lui.  vero?" disse Edgar.
"Oh, s." Cwenburg fece una pausa. "Amo Eadbald. E anche Erman."
Ma si lasci sfuggire unesclamazione schifata. "Ci stai dicendo che hai giaciuto con tutti e due?"
"S." Cwenburg sembrava assai compiaciuta.
"Molte volte?"
"S."
"Da quanto tempo?"
"Da quando siete arrivati."
Ma scosse il capo, disgustata. "Grazie a Dio non ho avuto figlie."
"Non lho fatto da sola!" protest Cwenburg.
"No, bisogna essere in due" convenne Ma con un sospiro.
"Io sono il maggiore" disse Erman. "Dovrei sposarmi per primo."
Eadbald scoppi in una risata beffarda. "Chi te lha detto? Non  mica una regola. Mi sposo quando voglio io, non quando lo dici tu."
"Io per posso mantenere una moglie e tu no. Non hai nulla. Un giorno erediter il podere."
Eadbald era risentito. "Ma ha tre figli" disse. "Quindi il podere verr diviso fra noi tre quando morir, speriamo tra moltissimi anni."
"Non essere stupido, Eadbald" intervenne Edgar. "Questo posto sostiene a malapena la nostra famiglia. Se tutti e tre cercassimo di mantenere unaltra famiglia su un terzo della terra, moriremmo di fame."
"Edgar  lunico che abbia un po di buon senso, come al solito" osserv Ma.
Eadbald sembrava sinceramente offeso. "Questo significa che mi stai cacciando?" disse, rivolto a Ma.
"Non farei mai una cosa del genere, lo sai bene."
"E allora dobbiamo restare casti, come i monaci?"
"Spero di no."
"Cosa possiamo fare, quindi?"
La risposta di Ma colse Edgar di sorpresa. "Andiamo a parlare con i genitori di Cwenburg. Venite."
Edgar non era sicuro che fosse una buona idea. Dreng aveva poco giudizio ed era possibile che cercasse di fare il prepotente. Leaf era pi intelligente, e pure pi gentile. Per Ma aveva in mente qualcosa, anche se lui non avrebbe saputo proprio dire che cosa.
Partirono a passo di marcia lungo il fiume. Dove avevano raccolto il fieno, stava gi ricrescendo lerba. Il villaggio si crogiolava al sole, immerso nel silenzio rotto solo dal mormorio continuo del fiume.
Ethel, la moglie pi giovane, e Blod, la schiava, erano nella taverna. Ethel accolse Edgar con un sorriso: sembrava provare simpatia per lui. Disse che Dreng era alla collegiata dal fratello, e Cwenburg and a chiamarlo. Edgar trov Leaf nel capanno dove preparavano la birra, intenta a mescolare il pastone con un rastrello. Lei fu felice di quella interruzione. Riemp una caraffa di birra e la port alla panca davanti alla taverna. Cwenburg torn insieme al padre.
Sedettero tutti al sole, a godersi il venticello che soffiava dal fiume. Blod vers a tutti una coppa di birra e Ma espose il problema con poche parole.
Edgar osservava le facce intorno a lui. Erman e Eadbald cominciavano a rendersi conto della figura da stupidi che stavano facendo, convinti entrambi di aver ingannato laltro, ma in realt ingannati entrambi. Cwenburg era soddisfatta del potere che aveva su di loro. I suoi genitori non sembravano sorpresi di quello che aveva fatto: forse cerano gi stati incidenti del genere in precedenza. Dreng si irritava a ogni accenno di critica nei confronti della figlia. Leaf sembrava sfinita. Ma era sicura di s, padrona della situazione; alla fine sarebbe stata lei a decidere il da farsi, pens Edgar.
Quando Ma ebbe finito, Leaf disse: "Cwenburg deve sposarsi subito, altrimenti finir che rester incinta di qualche viandante di passaggio che scomparir lasciandoci il bastardo da crescere".
Il bastardo sarebbe tuo nipote? avrebbe voluto chiedere Edgar, ma tenne quel pensiero per s.
"Non parlare in questo modo di mia figlia" disse Dreng.
" anche figlia mia."
"Sei troppo dura con lei. Avr anche le sue colpe..."
Ma li interruppe. "Vogliamo tutti che si sposi, per come vivr? Il mio podere non ce la fa a sfamare unaltra bocca, figuriamoci due."
"Non ho intenzione di darla in moglie a un uomo che non pu mantenerla" ribatt Dreng. "Sono cugino dellaldermanno di Shiring, io. Mia figlia potrebbe anche sposare un nobile."
Leaf scoppi in una risata sarcastica.
"E poi non posso lasciarla andare via" prosegu Dreng. "C un sacco di lavoro da fare, qui. Mi serve una persona giovane e forte per la barca. Blod  incinta e io non posso farlo... Ho male alla schiena. Sono stato disarcionato da un vichingo..."
"S, s, alla battaglia di Watchet" lo interruppe Leaf, spazientita. "Mi risulta che eri ubriaco e che sei caduto mentre cavalcavi una puttana, non un cavallo."
"A questo proposito, Dreng" disse Ma "quando Cwenburg se ne va, puoi prendere Edgar a lavorare con te."
Questa proprio non me laspettavo si stup Edgar.
" giovane e forte, e, cosa pi importante, pu farti una barca nuova per sostituire quel vecchio tronco dalbero destinato ad affondare da un momento allaltro."
Edgar non sapeva cosa pensare. Gli sarebbe piaciuto costruire unaltra barca, ma detestava Dreng.
"Dare lavoro a quel ragazzotto insolente?" ribatt Dreng, sprezzante. "Nessuno vuole un cane che abbaia al suo padrone, e io non voglio Edgar."
Ma lo ignor. "Puoi dargli mezzo penny al giorno. Non avrai mai una barca nuova per meno di cos."
Sul viso di Dreng si dipinse unespressione astuta. Capiva che lei aveva ragione, ma replic: "No, non mi piace".
"Qualcosa dobbiamo fare" disse Leaf.
"Io sono il padre, e io decido" ribatt Dreng, ostinato.
"C unaltra possibilit" intervenne Ma.
Ci siamo pens Edgar. Cosa aveva architettato?
"Su, avanti, sputa il rospo" la esort Dreng. Voleva far vedere che comandava lui, per nessuno ci credeva.
Dopo qualche istante di silenzio, Ma disse: "Cwenburg deve sposare Erman e Eadbald".
Edgar non si aspettava neppure questa.
Dreng era scandalizzato. "E avrebbe due mariti?"
"Be, un sacco di uomini hanno due mogli" osserv Leaf, pungente.
Dreng sembrava indignato, per non riusciva a trovare le parole per spiegare perch Leaf avesse torto.
"Ho sentito parlare di matrimoni del genere" prosegu Ma, calma. "Avvengono quando due o tre fratelli ereditano un podere troppo piccolo per pi di una famiglia."
"Ma... come funziona?" disse Eadbald. "Voglio dire... la notte?"
"I fratelli fanno a turno per giacere con la moglie" rispose Ma.
Edgar era certo di non voler avere a che fare con una situazione del genere, ma per il momento se ne rimase zitto, non intendendo compromettere il piano di Ma. Avrebbe chiarito la sua posizione in seguito. Ora che ci pensava, per, Ma doveva averlo gi capito.
"Io conoscevo una famiglia del genere" disse Leaf. "Quando ero piccola a volte giocavo con una bambina che aveva una mamma e due pap." Edgar non sapeva se crederle o meno. Osserv attentamente il suo volto e comprese che era sincera. "Si chiamava Margaret" aggiunse lei.
" cos che dovrebbe essere" disse Ma. "Quando nasce un bambino, nessuno sa quale dei due fratelli sia il padre e quale lo zio. E se hanno un minimo di buon senso, non dovrebbe interessargli. Allevano tutti i bambini come se fossero i loro."
"E le nozze?" chiese Eadbald.
"Farete le solite promesse davanti a qualche testimone. Io suggerirei solo i membri delle due famiglie."
"Nessun prete benedirebbe un matrimonio del genere" osserv Erman.
"Fortunatamente non ci serve un prete" rispose Ma.
"Se ci servisse, per, sono sicura che il fratello di Dreng si presterebbe" comment Leaf, sferzante. "Degbert ha due mogli."
"Una moglie e una concubina" la corresse Dreng, subito sulla difensiva.
"Ma nessuno sa chi sia luna e chi sia laltra."
"Bene" disse Ma. "Cwenburg, hai qualcosa da dire a tuo padre?"
Cwenburg era perplessa. "Non mi pare."
"A me pare di s."
E adesso? si domand Edgar.
"No." Cwenburg aggrott la fronte.
"Da quando noi siamo arrivati a Drengs Ferry, tu non hai pi avuto il mestruo, vero?"
Questa  la terza volta che Ma mi coglie di sorpresa pens Edgar.
"Come fai a saperlo?" chiese Cwenburg.
"Lo so perch le tue forme sono cambiate. Sei ingrassata intorno alla vita e hai i seni pi grossi. Ti fanno male i capezzoli, giusto?"
Cwenburg si spavent e impallid. "Come fai a sapere tutte queste cose? Devi essere una strega!"
Leaf cap dove voleva arrivare Ma. "Oh, cielo!" esclam. "Avrei dovuto vedere i segnali."
Ma la tua vista  annebbiata dalla birra riflett Edgar.
"Di cosa state parlando?" domand Cwenburg.
"Avrai un bambino" rispose Ma con dolcezza. "Quando smetti di avere il mestruo,  perch sei incinta."
"Davvero?"
Edgar si chiese come una ragazza potesse arrivare a quellet senza saperlo.
Dreng era fuori di s. "Intendi dire che  gi incinta?"
"S" rispose Ma. "Lho capito quando lho vista nuda. E lei non sa se il padre  Erman o Eadbald."
Dreng la fissava con espressione malevola. "Stai dicendo che  una poco di buono!"
"Calmati, Dreng" disse Leaf. "Tu hai due donne... Questo fa di te un poco di buono?"
" da tempo che non ti scopo."
"Un dono per cui ringrazio il cielo ogni giorno."
"Qualcuno deve aiutare Cwenburg con il bambino, Dreng" disse Ma. "E ci sono solo due possibilit. Pu restare qui con voi, e voi laiutate a crescere il vostro nipotino."
"Un bambino ha bisogno del padre." Dreng era insolitamente indulgente. Edgar si era accorto che, quando si trattava di Cwenburg, lui si ammorbidiva.
"Lalternativa  che Erman e Eadbald sposino Cwenburg e crescano il bambino insieme" continu Ma. "In questo caso Edgar deve venire a vivere qui, e ricevere mezzo penny di paga oltre al vitto."
"Non mi piacciono n luna n laltra soluzione."
"Allora suggerisci tu qualcosaltro."
Dreng apr la bocca, ma non disse una parola.
"Cosa ne pensi, Cwenburg?" chiese Leaf. "Vuoi sposare Erman e Eadbald?"
"S" disse Cwenburg. "Mi piacciono tutti e due."
"Allora, quando si terr il matrimonio?" domand Leaf.
"Domani. A mezzogiorno" rispose Ma.
"Dove? Qui?"
"Verranno tutti gli abitanti del villaggio."
"Io non voglio dover offrire birra a tutti" afferm Dreng, burbero.
"Allora al podere" sugger Edgar. "Lo verranno a sapere in seguito."
"Io porter un barilotto di birra" disse Leaf.
Ma guard Ethel, che non aveva ancora aperto bocca.
"Io far i dolcetti al miele" disse lei.
"Oh, bene!" esclam Cwenburg. "Vado matta per i dolcetti al miele!"
Edgar la osservava incredulo. Aveva appena accettato di sposare due uomini, ed era ancora capace di entusiasmarsi per dei dolcetti.
"Allora, Dreng?" chiese Ma.
"Pagher un fardino al giorno a Edgar."
"Affare fatto" disse Ma e si alz. "Vi aspettiamo tutti domani a mezzogiorno."
I tre figli si alzarono e la seguirono.
Non sono pi un contadino pens Edgar.


Capitolo 7.

Fine agosto 997.
Ragna non era incinta.
Per due settimane dopo la partenza di Wilwulf aveva patito le pene dellinferno per lapprensione. Essere ingravidata e abbandonata era lumiliazione somma, specialmente per una fanciulla nobile. La figlia di un contadino che avesse subito la stessa sorte sarebbe stata ugualmente oggetto di scherno, ma alla fine avrebbe potuto trovare qualcuno che se la sposava e si accollava il compito di crescere il figlio di un altro, mentre una nobile sarebbe stata evitata da tutti gli uomini del suo ceto.
In ogni caso, era sfuggita a quel destino. Larrivo del mestruo era stato benvenuto quanto il levar del sole.
Dopo tutto questo avrebbe dovuto odiare Wilwulf, ma scopr che non le era possibile. Lui laveva tradita, eppure lei lo desiderava ancora. Era una sciocca, questo lo sapeva. E comunque non aveva alcuna importanza, perch probabilmente non lo avrebbe mai pi rivisto.
Padre Louis era tornato a Reims senza accorgersi dei primi segni della passione sbocciata tra lei e Wilwulf, e doveva aver riferito che Ragna sarebbe stata una moglie adeguata per il giovane visconte, perch Guillaume in persona era arrivato a Cherbourg per prendere la decisione finale.
Guillaume trovava che Ragna fosse perfetta.
Continuava a ripeterglielo. La osservava, e certe volte le sfiorava il mento per girarle il viso un po da un lato o dallaltro, un po pi su o pi gi, perch cogliesse meglio la luce. "Perfetta" diceva. "Occhi verdi come il mare, di una sfumatura che non ho mai visto prima. Il naso, cos sottile, cos diritto. E gli zigomi, assolutamente simmetrici. E, pi di ogni altra cosa, i capelli." Ragna teneva la chioma quasi sempre coperta, come si conveniva a ogni donna rispettabile, ma lasciava qualche ciocca libera di sfuggire. "Un oro cos brillante... Le ali degli angeli devono avere questo stesso colore."
Ragna era lusingata, ma non poteva fare a meno di pensare che lui la guardava come avrebbe potuto ammirare una spilla smaltata, la pi preziosa delle sua collezione. Wilwulf non le aveva mai parlato del fatto che fosse perfetta. Per tutti gli di, non riesco a tenere le mani lontano da voi aveva detto.
Anche Guillaume era molto attraente. Mentre osservavano dallalto parapetto del castello le navi in rada, la brezza gli scompigliava i capelli lunghi e lucidi, castano scuri con ciocche ramate. Aveva gli occhi verdi e i lineamenti regolari. Era molto pi bello di Wilwulf, ma le fanciulle del castello non arrossivano e non ridacchiavano al suo passaggio. Wilwulf esercitava un fascino magnetico e virile che Guillaume semplicemente non possedeva.
Aveva appena consegnato a Ragna un regalo, uno scialle di seta ricamato da sua madre. Lei lo apr e osserv il disegno, un motivo di foglie intrecciate e uccelli mostruosi. " magnifico" comment. "Deve aver impiegato un anno per ricamarlo."
"Ha buon gusto."
"Com vostra madre?"
" una donna meravigliosa" rispose Guillaume con un sorriso. "Suppongo che ogni ragazzo trovi meravigliosa la propria madre."
Ragna non era certa che fosse davvero cos, ma tenne per s quel pensiero.
"Io credo che una nobildonna debba avere la padronanza di ogni aspetto che riguarda i tessuti" prosegu lui, e Ragna intu che stava per lanciarsi in un discorso preparato a tavolino. "Filatura, tessitura, tintura, ricamo e, ovviamente, lavaggio. Una donna dovrebbe dominare quel campo esattamente come il marito domina i suoi territori." Lo disse come se stesse facendo una generosa concessione.
"Io odio quelle cose" ribatt Ragna in tono secco.
Guillaume rimase sbigottito. "Voi non ricamate?"
Lei resistette alla tentazione di rispondere in modo evasivo. Non voleva che lui fosse vittima di un malinteso. Io sono quello che sono pens e rispose: "Oh, buon Dio, no".
Guillaume era sconcertato. "Perch no?"
"Amo i bei vestiti, come tutti, ma non mi piace cucirli. Mi annoia."
"Vi annoia?" Lui pareva deluso.
Forse era venuto il momento di parlare chiaro. "Non pensate che una donna nobile abbia anche altri doveri? Cosa succede se il marito parte per la guerra? Qualcuno deve fare in modo che gli affitti continuino a essere pagati e la giustizia amministrata."
"Be, certo, in caso di emergenza."
Ragna decise di essere stata abbastanza chiara e di dargli ragione, nella speranza di rasserenare la conversazione. "S,  quello che intendevo" disse, mentendo. "In caso di emergenza."
Lui parve sollevato e cambi argomento. "Che splendido panorama."
Il castello offriva un punto di osservazione sulla campagna circostante, cos che fosse possibile vedere anche da lontano gli eserciti nemici in tempo per poter approntare le difese, o la fuga. Per lo stesso motivo, il castello di Cherbourg guardava anche verso il mare. Guillaume, per, era concentrato sulla citt. Il fiume Divette scorreva serpeggiando tra le costruzioni di legno e paglia per poi gettarsi in mare. Le strade erano affollate di carretti che andavano e venivano dal porto, e le ruote di legno sollevavano nubi di polvere sulle strade asciugate dal sole. I vichinghi non attraccavano pi l, come aveva promesso il conte Hubert a Wilwulf, ma parecchie navi straniere erano ormeggiate e altre ancorate al largo. Una nave francese stava entrando in porto, bassa nellacqua, forse carica di ferro o pietre. Dietro questa, in lontananza, se ne scorgeva una inglese. "Una citt commerciale" osserv Guillaume.
Ragna colse una traccia di disapprovazione. "Che tipo di citt  Reims?" gli chiese.
"Un luogo sacro" rispose lui, senza esitazione. "Clodoveo, il re dei franchi, vi fu battezzato tanto tempo fa dal vescovo Remigio. In quelloccasione, comparve una colomba bianca che portava la Santa Ampolla contenente lolio crismale che da allora  stato usato per molte incoronazioni di reali."
Ragna pens che, oltre a miracoli e incoronazioni, a Reims dovesse esserci anche del commercio, ma ancora una volta si trattenne. Le pareva che con Guillaume fosse sempre necessario trattenersi.
La sua pazienza si stava esaurendo. Si disse che aveva fatto il proprio dovere. "Scendiamo?" chiese a Guillaume, e poi aggiunse in modo insincero: "Non vedo lora di mostrare questo bellissimo scialle a mia madre".
Scesero i gradini di legno ed entrarono nella sala grande. Genevieve non era l e questo forn a Ragna una scusa per lasciare il suo ospite ed entrare nelle stanze private del conte e della contessa. Trov la madre che frugava dentro lo scrigno dei gioielli, intenta a scegliere una spilla per il suo abito. "Buongiorno, mia cara" disse la contessa. "Come ti trovi con Guillaume? Sembra una persona squisita."
" molto affezionato a sua madre."
" una bella cosa."
Ragna le mostr lo scialle. "Ha ricamato questo per me."
Genevieve lo prese e lo ammir. "Gentile da parte sua."
Ragna non ce la fece pi a trattenersi. "Oh, madre, non mi piace."
Genevieve si lasci sfuggire unesclamazione esasperata. "Dagli una possibilit!"
"Io ci ho provato. Davvero."
"Cosa c che non va in lui, santo cielo?"
"Vuole che io mi occupi di tessuti."
"Be, mi sembra normale, quando diventerai la contessa. Non penserai che si cucia gli abiti da solo, no?"
" melenso."
"Non  vero. Tu ti immagini le cose.  perfetto."
"Vorrei essere morta."
"Devi smetterla di struggerti per quellinglese.  del tutto inadatto, e in ogni caso ormai se n andato."
"Un gran peccato."
Genevieve si volt di scatto verso Ragna. "Ascoltami bene. Non puoi restare nubile ancora per molto. Comincer a sembrare una condizione definitiva."
"Forse lo ."
"Non dirlo neppure per scherzo. Non c spazio per una nobildonna nubile.  inutile, ma ha comunque bisogno di abiti, gioielli, cavalli e servitori, e il padre prima o poi si stanca di dover pagare per tutto questo senza avere niente in cambio. Per di pi, le donne sposate la odiano, perch pensano che voglia rubar loro il marito."
"Potrei farmi suora."
"Ne dubito. Non sei mai stata particolarmente devota."
"Le suore cantano, leggono, si prendono cura dei malati."
"E a volte hanno delle relazioni amorose con altre suore, ma io non credo che sia questa la tua inclinazione. Ricordo quella ragazza depravata di Parigi, Constance, per a te non piaceva realmente."
Ragna arross. Non aveva idea che sua madre sapesse di lei e Constance. Si erano baciate e toccate i seni a vicenda, erano rimaste a guardarsi mentre si masturbavano, ma Ragna non faceva sul serio e alla fine Constance aveva rivolto le proprie attenzioni a unaltra ragazza. Cosa aveva intuito Genevieve?
E comunque sua madre aveva ragione: una relazione amorosa con una donna non lavrebbe mai fatta felice.
"Quindi" ricapitol Genevieve "a questo punto Guillaume  probabilmente una scelta vantaggiosa."
Una scelta vantaggiosa pens Ragna. Io volevo una storia damore che mi riempisse il cuore di felicit, e quello che avr  una scelta vantaggiosa.
Ma avrebbe dovuto sposarlo lo stesso, si disse.
Di umore cupo, si conged dalla madre. Attravers la sala grande e usc sotto il sole, sperando che questo le risollevasse il morale.
Al cancello della cittadella cera un piccolo gruppo di visitatori, presumibilmente scesi da una delle due navi che aveva visto entrare in porto poco prima. Al centro cera un nobile con i baffi, ma senza barba, con ogni probabilit un inglese, e per un attimo le si ferm il cuore al pensiero che potesse essere Wilwulf. Era alto, con i capelli chiari, un grosso naso e la mascella forte, e lei fantastic che Wilwulf fosse tornato per sposarla e portarla via con s. Un attimo dopo, per, si accorse che quelluomo aveva la tonsura e portava la tunica lunga e nera dei religiosi. Quando lo raggiunse, Ragna vide che aveva gli occhi ravvicinati, orecchie enormi e il viso coperto di rughe, nonostante sembrasse pi giovane di Wilwulf. Anche landatura era diversa: quella di Wilwulf era risoluta, quella di questuomo arrogante.
Il padre di Ragna non cera, e neppure i suoi alti funzionari, quindi toccava a lei accogliere il visitatore. "Buongiorno a voi, signore. Benvenuto a Cherbourg. Io sono Ragna, la figlia del conte Hubert" gli disse.
La reazione delluomo la spavent. Lui la fiss con uno sguardo penetrante, mentre sotto i baffi gli compariva un sorriso beffardo. "Sareste voi?" chiese, come affascinato. "Davvero?" Parlava un buon francese, ma con accento straniero.
Ragna non sapeva cosa rispondere, ma il suo silenzio non parve turbare il forestiero. La squadr dalla testa ai piedi come si fa con un cavallo, soffermandosi sulle parti pi importanti tanto che il suo sguardo cominci a risultare offensivo.
Poi parl di nuovo. "Io sono il vescovo di Shiring" disse. "Mi chiamo Wynstan. Sono il fratello dellaldermanno Wilwulf."
Ragna era terribilmente agitata. La semplice presenza di Wynstan era eccitante. Era il fratello di Wilwulf! Ogni volta che lo guardava non poteva fare a meno di pensare a quanto lui fosse intimo delluomo che amava. Erano cresciuti insieme. Wynstan doveva conoscere Wilwulf nel profondo dellanimo, doveva ammirarne le qualit, capirne le debolezze, comprendere i suoi stati danimo molto meglio di lei. E gli assomigliava anche un po.
Ragna disse a Cat, la sua vivace cameriera, di fare la civetta con una delle guardie del corpo di Wynstan, un uomo grande e grosso di nome Cnebba. Le guardie parlavano soltanto inglese, per cui era difficile comunicare, ma Cat pensava di aver capito qualcosa della famiglia. Il vescovo Wynstan era in realt il fratellastro dellaldermanno Wilwulf. La madre di Wilwulf era morta, suo padre si era risposato e la seconda moglie gli aveva dato altri due figli, Wynstan e un fratello pi giovane, Wigelm. I tre formavano un terzetto potentissimo nellInghilterra occidentale: un aldermanno, un vescovo e un signore della terra. Erano ricchi, ma la loro prosperit era minacciata dalle incursioni vichinghe.
Ma perch Wynstan si trovava a Cherbourg? Se le guardie del corpo lo sapevano, non lo dicevano.
Era assai probabile che la visita riguardasse il perfezionamento del trattato negoziato tra Wilwulf e Hubert. Forse Wynstan era venuto a controllare che Hubert mantenesse la parola data, e non permettesse ai vichinghi di attraccare nel porto di Cherbourg. O forse la visita riguardava lei.
Quella sera scopr la verit.
Dopo cena, quando il conte Hubert stava per ritirarsi, Wynstan lo prese da parte e gli parl a bassa voce. Ragna si sforz di sentire, ma non riusc a capire le parole. Hubert rispose a voce altrettanto bassa, lo salut con un cenno del capo e prosegu verso le sue stanze private, seguito da Genevieve.
Poco dopo, Genevieve mand a chiamare Ragna.
"Cos successo?" chiese lei senza fiato appena entr nella stanza. "Cosha detto Wynstan?"
La madre sembrava molto arrabbiata. "Chiedilo a tuo padre" rispose.
"Il vescovo Wynstan porta una proposta di matrimonio da parte dellaldermanno Wilwulf" disse Hubert.
Ragna non riusc a nascondere la propria gioia. "Non ci speravo pi!" esclam. Dovette trattenersi dal mettersi a saltare come una bambina. "Pensavo fosse venuto per i vichinghi!"
"Ti prego, non pensare neppure per un momento che acconsentiremo" intervenne Genevieve.
Ragna la sent a malapena. Poteva sfuggire a Guillaume e sposare luomo che amava. "Allora, dopotutto mi ama!"
"Tuo padre ha ascoltato lofferta dellaldermanno, ma niente di pi."
"Non potevo fare altrimenti" spieg Hubert. "Comportarsi diversamente sarebbe stato scortese e avrebbe lasciato intendere che Wilwulf  inaccettabile a qualunque condizione."
"E lo !" sbott Genevieve.
"Probabilmente s" concord Hubert. "Ma  quel genere di cosa che si pensa e non si dice. Non vogliamo offenderlo."
"Dopo aver ascoltato le condizioni, tuo padre educatamente rifiuter" disse Genevieve.
"Padre, mi comunicherete qual  lofferta prima di respingerla, vero?" chiese Ragna.
Hubert esit. Non gli piacevano i rifiuti categorici. "Certamente" rispose.
A Genevieve sfugg unesclamazione disgustata.
Ragna sfid la sorte. "Mi permetterete di assistere allincontro con Wynstan?"
"Sei capace di restare in silenzio fino alla fine?" domand lui.
"S."
"Prometti?"
"Lo giuro."
"Daccordo."
"Va a letto" disse Genevieve a Ragna. "Ne parleremo domani mattina."
Ragna usc e and a stendersi nella sala grande, rannicchiata sul suo letto accostato alla parete. Non riusciva a stare ferma da tanto era eccitata. Lui lamava!
Quando le torce di canne furono spente e la sala piomb nelloscurit, il battito del suo cuore si plac e il suo corpo inizi a rilassarsi. Ragna cominci a ragionare con maggior lucidit. Se lui lamava, perch era partito senza un chiarimento? Wynstan avrebbe offerto una spiegazione per questo? Stabil che, se non lo avesse fatto, glielavrebbe chiesto lei direttamente. Quella decisione la riport con i piedi per terra, e si addorment.
Si svegli alle prime luci dellalba, e il suo primo pensiero fu per Wilwulf. Quale sarebbe stata la sua offerta? Solitamente a una sposa aristocratica doveva essere garantita una rendita sufficiente a mantenerla nel caso in cui il marito fosse morto e lei fosse rimasta vedova. Se i figli avevano qualche probabilit di ereditare denaro o titoli nobiliari, poteva essere necessario che venissero cresciuti nel paese del padre, anche nellevenienza in cui lui fosse morto. Talvolta la proposta era subordinata allapprovazione del re. Un fidanzamento poteva essere complicato quanto un contratto commerciale.
Per Ragna la preoccupazione pi grande era che lofferta di Wilwulf contenesse qualcosa che poteva fornire ai suoi genitori un pretesto per rifiutare.
Quando si fu vestita, si pent di non essere rimasta a letto pi a lungo. I servitori addetti alla cucina e gli stallieri si alzavano sempre molto presto, ma tutti gli altri dormivano ancora della grossa, compreso Wynstan. Dovette resistere alla tentazione di afferrarlo per le spalle e scuoterlo per svegliarlo e fargli tutte le domande che aveva in testa.
And in cucina, bevve una coppa di sidro e mangi un pezzo di focaccina intinta nel miele. Prese una mela non troppo matura, and nelle stalle e la diede ad Astrid, la sua cavalla. Astrid strofin il muso contro la sua mano, grata. "Tu non sai cos lamore" le mormor Ragna allorecchio. Ma non era del tutto vero: cerano delle volte, solitamente in estate, in cui Astrid camminava con la coda sollevata ed era necessario legarla saldamente per tenerla lontana dagli stalloni.
La paglia sul pavimento era umida e puzzolente. Gli stallieri erano dei grandi scansafatiche. Ragna ordin loro di portarne immediatamente di pulita.
La cittadella si stava svegliando. Gli uomini andavano al pozzo per bere, le donne per lavarsi la faccia. I servitori portavano pane e sidro nella sala grande. I cani aspettavano qualche avanzo, i gatti si appostavano per dare la caccia ai topi. Il conte e la contessa uscirono dalle loro stanze e sedettero a tavola, e la colazione ebbe inizio.
Alla fine del pasto il conte invit Wynstan nelle sue stanze private. Genevieve e Ragna li seguirono e tutti si sedettero nellanticamera.
Il messaggio di Wynstan era semplice. "Quando laldermanno Wilwulf  stato qui, sei settimane fa, si  innamorato della contessina Ragna. Ora che  tornato a casa, sente che senza di lei la sua vita non  completa. Domanda il vostro permesso, conte e contessa, di chiederla in moglie."
"Quali disposizioni prenderebbe per garantire la sua agiatezza anche in futuro?"
"Il giorno delle nozze le consegner in dono la valle di Outhen.  una valle fertile con cinque villaggi importanti e un migliaio di abitanti che le pagheranno rendite in contanti o in natura. C anche una cava di pietra calcarea. Posso chiedervi, conte Hubert, cosa porterebbe la contessina Ragna in dote?"
"Qualcosa di comparabile: il villaggio di Saint-Martin e otto villaggi pi piccoli nelle vicinanze, con un numero analogo di abitanti, poco pi di un migliaio."
Wynstan annu ma non fece commenti, e Ragna si chiese se volesse di pi.
"La rendita di entrambi i possedimenti sarebbe sua?" domand Hubert.
"S" rispose Wynstan.
"E manterr entrambi i possedimenti fino alla morte, e potr disporne come crede nel suo testamento?"
"S" rispose di nuovo Wynstan. "E come dote in contanti?"
"Pensavo che Saint-Martin fosse sufficiente."
"Posso suggerire venti libbre dargento?"
"Devo pensarci. Il re Etelredo dInghilterra dar la sua approvazione al matrimonio?"
Per le nozze tra aristocratici era consuetudine chiedere il permesso del re. "Ho preso la precauzione di chiedere anticipatamente il suo consenso" rispose Wynstan. Rivolse un sorriso viscido a Ragna. "Gli ho detto che  una fanciulla molto bella e bene educata che porter grande lustro a mio fratello, a Shiring e allInghilterra. Il re ha prontamente acconsentito."
Genevieve prese la parola per la prima volta. "Vostro fratello vive in una casa come questa?" Lev le mani a indicare le pietre del castello.
"Signora, in Inghilterra nessuno vive in un edificio come questo, e suppongo ve ne siano pochi anche in Normandia e nelle terre dei franchi."
" vero" conferm Hubert con orgoglio. "C un unico edificio come questo in Normandia, e si trova a Ivry."
"In Inghilterra non ve ne sono."
"Forse  per questo che voi inglesi sembrate incapaci di difendervi dai vichinghi" osserv Genevieve.
"Non  cos, mia signora. Shiring  una citt fortificata e ben difesa."
"Ma evidentemente non ha un castello o un mastio in pietra."
"No."
"Raccontatemi qualcosaltro, se volete."
"Qualunque cosa desideriate sapere."
"Vostro fratello  sulla trentina?"
" un quarantenne molto giovanile, mia signora."
"Come mai non  ancora sposato, alla sua et?"
"Era sposato. In verit,  questo il motivo per cui non ha fatto la proposta di matrimonio mentre era qui a Cherbourg. Ma purtroppo sua moglie non  pi con noi."
"Ah."
Dunque si trattava di questo, pens Ragna. A luglio Wilwulf non aveva potuto chiederla in moglie perch era sposato.
Nella sua mente si affoll una ridda di ipotesi. Perch era stato infedele alla moglie? Forse lei era gi ammalata, e ci si aspettava che morisse. Era possibile che il suo declino fosse stato lento, e che non potesse adempiere ai suoi doveri coniugali da un po di tempo... Questo avrebbe spiegato come mai Wilwulf era cos affamato damore. Ragna aveva mille domande, ma aveva promesso di restare in silenzio, e strinse le labbra.
"Posso portare a casa una risposta positiva?" domand Wynstan.
"Vi faremo sapere" rispose Hubert. "Dobbiamo riflettere con attenzione sulle vostre parole."
"Certamente."
Ragna cerc di interpretare lespressione di Wynstan. Aveva limpressione che non fosse entusiasta della scelta del fratello. Si chiese il perch di quellambivalenza. Senza dubbio voleva avere successo nella missione che il suo illustre fratello gli aveva affidato, ma forse cera qualcosa che non lo convinceva. Era possibile che avesse in mente unaltra moglie per Wilwulf: i matrimoni tra aristocratici erano atti squisitamente politici. O forse, pi semplicemente, lei non gli piaceva, anche se questo - Ragna ne era consapevole - era assai improbabile per un uomo normale. Qualunque fosse il motivo, non sembrava troppo costernato per la mancanza di entusiasmo di Hubert.
Wynstan si alz e si conged. Appena la porta si richiuse dietro di lui, Genevieve esclam: "Indecente! Vuole portarla a vivere in una casa di legno dove pu essere preda dei vichinghi. Potrebbe ritrovarsi al mercato degli schiavi di Rouen!".
"Credo che tu stia un po esagerando, mia cara" disse il conte.
"Be, non c dubbio che Guillaume sia un partito migliore."
"Io non amo Guillaume!" sbott Ragna.
"Tu non sai cos lamore" disse la madre. "Sei troppo giovane."
"E non sei mai stata in Inghilterra" aggiunse il padre. "Non  come qui, sai.  fredda e umida."
Ragna era sicura che avrebbe potuto sopportare un po di pioggia pur di stare con luomo che amava. "Io voglio sposare Wilwulf!"
"Parli come una contadina" disse la madre. "Ma sei figlia di nobili, e non hai il diritto di maritarti con chiunque ti aggradi."
"Io non sposer Guillaume!"
"E invece lo farai, se tuo padre e io te lo ordineremo."
"Nei tuoi ventanni di vita non hai mai saputo cosa sia morire di freddo o di fame" aggiunse Hubert. "Ma c un prezzo da pagare per unesistenza di privilegi."
Ragna si zitt. Il ragionamento di suo padre era stato molto pi efficace della sfuriata della madre. Non aveva mai pensato alla propria vita in quei termini. Cap che era tempo di mostrarsi matura.
Ma lei voleva Wilwulf.
"Wynstan ha bisogno di distrarsi" disse Genevieve. "Accompagnalo a fare una cavalcata. Mostragli il circondario."
Forse sua madre sperava che Wynstan dicesse o facesse qualcosa che lavrebbe dissuasa dallandare in Inghilterra. In realt Ragna voleva restare sola con i propri pensieri, ma avrebbe fatto compagnia a Wynstan e scoperto qualcosa di pi su Wilwulf e Shiring. "Ne sar felice" rispose, e usc.
Wynstan accett di buon grado la proposta e andarono insieme verso le stalle, portando Cnebba e Cat con loro. Mentre camminavano, Ragna disse a Wynstan: "Io amo vostro fratello. Spero che lui lo sappia".
"Temeva che la sua partenza da Cherbourg potesse aver mutato i vostri sentimenti per lui."
"Avrei dovuto odiarlo, per non ci sono riuscita."
"Lo rassicurer di questo appena torner a casa."
Ragna aveva molte cose da dire a Wynstan, ma fu interrotta dal clamore di una piccola folla eccitata. Poco oltre la stalla due cani si stavano azzuffando, un bracco nero con le zampe corte e un mastino grigio. Gli stallieri erano usciti a guardare, urlavano per incitare i cani e scommettevano su quale avrebbe vinto.
Irritata, Ragna entr nella stalla per vedere se cera qualcuno che potesse aiutarla a sellare i cavalli. Vide che gli stallieri avevano portato della paglia pulita, come lei aveva ordinato, ma poi lavevano abbandonata l per andare ad assistere al combattimento tra i due cani, ed era rimasta ammucchiata poco oltre la porta.
Stava per uscire a richiamarli quando avvert un pizzicore alle narici. Annus laria e sent odore di bruciato. Allarmata, vide un filo di fumo.
Immagin che qualcuno avesse portato un tizzone dalla cucina per accendere una lampada in un angolo buio e poi, quando era cominciata la lotta tra i cani, avesse accantonato lidea, lasciando il tizzone dove capitava. Qualunque fosse la spiegazione, un po della paglia fresca stava bruciando.
Ragna si guard attorno e vide un barile dacqua che serviva ai bisogni dei cavalli con posato un secchio rovesciato. Afferr il secchio, lo riemp e gett lacqua sulla paglia fumante.
Cap subito che non sarebbe bastato. In quei pochi istanti il fuoco si era propagato, e ora si vedevano gi delle fiammelle qua e l. Porse il secchio a Cat. "Butta dellaltra acqua!" ordin. "Noi andiamo al pozzo."
Si precipit fuori dalla stalla, seguita da Wynstan e Cnebba. Mentre correva grid: "C un incendio nella stalla! Andate a prendere dei secchi e delle pentole!".
Al pozzo ordin a Cnebba di azionare la carrucola: sembrava abbastanza forte da riuscire a farlo senza problemi. Cnebba, ovviamente, non cap ma Wynstan tradusse rapidamente nella lingua inglese dai suoni gutturali. Parecchie persone che si trovavano l intorno presero dei contenitori e Cnebba cominci a riempirli.
Gli stallieri erano cos presi dal combattimento tra i cani che nessuno di loro si era neppure accorto dellemergenza. Ragna si mise a urlare, ma non riusc ad attirare la loro attenzione. Allora si lanci tra la folla, e facendosi largo a spintoni arriv al punto in cui si trovavano i cani. Afferr quello nero per le zampe posteriori e lo sollev da terra. Questo pose fine al combattimento. "C un incendio nella stalla!" grid. "Formate una fila fino al pozzo e passatevi i secchi di mano in mano."
Per qualche istante continu a regnare il caos, ma in men che non si dica gli stallieri si organizzarono.
Ragna torn dentro la stalla. La paglia fresca ardeva con facilit e il fuoco si era propagato. I cavalli nitrivano per la paura, scalciavano e tentavano di spezzare le corde che li tenevano ai loro posti. Ragna and da Astrid, cerc di calmarla, la sleg e la condusse fuori.
Vide Guillaume che osservava la scena. "Non statevene l impalato" lo esort. "Fate qualcosa!"
Lui parve sorpreso. "Non so cosa fare" rispose, vago.
Come poteva essere cos inetto? Esasperata, gli disse: "Idiota, se non vi viene in mente nientaltro, pisciateci sopra!".
Guillaume parve mortalmente offeso e si allontan impettito.
Ragna porse la cavezza di Astrid a una ragazzina e torn dentro di corsa. Sleg tutti i cavalli e li lasci liberi di correre fuori, sperando che non ferissero nessuno scappando nel panico. Per qualche istante gli animali ostacolarono le persone impegnate nello spegnimento dellincendio, ma la loro fuga diede loro pi spazio per agire e poco dopo le fiamme furono domate.
Il tetto di paglia non aveva preso fuoco, la stalla era salva e numerosi cavalli di pregio erano scampati alla morte.
Ragna diede ordine di interrompere la catena. "Complimenti a tutti" grid. "Abbiamo arrestato lincendio in tempo. Non c stato un grosso danno, e uomini e cavalli sono tutti salvi."
"Grazie a voi, contessina Ragna!" url uno degli uomini.
Molti altri si congratularono a gran voce, e la applaudirono.
Ragna incroci lo sguardo di Wynstan. Lui la stava osservando con unespressione simile al rispetto.
Lei si guard intorno in cerca di Guillaume, ma era sparito.
Qualcuno doveva aver udito quello che lei aveva detto a Guillaume, perch per lora di cena pareva che tutti nella cittadella sapessero. Cat le rifer che non si parlava daltro, e Ragna si accorse che quando le persone incrociavano il suo sguardo le sorridevano, e poi si scambiavano qualche parola sottovoce, ridendo come quando si ripensa alla battuta finale di una storiella spiritosa. Per ben due volte sent qualcuno dire: "Se non vi viene in mente nientaltro, pisciateci sopra!".
Guillaume part per Reims la mattina seguente. Era stato insultato ed era diventato lo zimbello di tutti. E questo, un uomo nella sua posizione non poteva tollerarlo. La sua partenza avvenne senza troppe cerimonie. Ragna non aveva avuto lintenzione di umiliarlo, ma non pot fare a meno di gioire nel vederlo allontanarsi in sella al suo cavallo.
I genitori di Ragna capitolarono. A Wynstan fu comunicato che la proposta del fratello era stata accettata, compresa la dote di venti libbre dargento, e il matrimonio fu fissato per il giorno di Ognissanti, il primo di novembre. Wynstan torn in Inghilterra per riferire la buona notizia. Ragna si sarebbe presa qualche settimana di tempo per prepararsi, poi sarebbe partita.
"Hai ottenuto quello che desideravi, come sempre" disse Genevieve a Ragna. "Guillaume non ti vuole pi, io non ho la forza di cercare un altro nobile francese. Se non altro, quellinglese ci liberer di te."
Hubert si dimostr pi comprensivo. "Alla fine lamore trionfa" disse "proprio come in quelle vecchie storie che ti piacciono tanto."
"Gi" comment Genevieve. "Peccato che le storie di solito finiscano in tragedia."


Capitolo 8.

Inizio settembre 997.
Edgar era deciso a costruire una barca che soddisfacesse Dreng.
Era difficile provare simpatia per lui, e infatti erano pochi quelli che lo sopportavano. Era malvagio e taccagno. Adesso che viveva alla taverna, Edgar impar a conoscere la famiglia. La moglie pi anziana, Leaf, generalmente mostrava una gelida indifferenza nei confronti di Dreng. La donna pi giovane, Ethel, sembrava aver paura di lui. Procurava il cibo e lo cucinava, e piangeva quando lui si lamentava per i costi. Edgar si chiedeva se le due donne lo avessero mai amato, ma decise di no. Entrambe provenivano da povere famiglie contadine e probabilmente lo avevano sposato solo per non patire la fame.
Blod, la schiava, lo odiava. Quando non era impegnata a soddisfare le voglie dei forestieri di passaggio, Dreng la teneva occupata a pulire la casa e gli altri edifici, a badare ai maiali e alle galline, e a cambiare le canne sul pavimento. Le parlava sempre con durezza e lei, a sua volta, era perennemente scorbutica e rancorosa. Gli avrebbe reso di pi se non fosse stata cos infelice, ma pareva che lui non se ne rendesse conto.
Le donne si erano affezionate a Brindle, la cagnolina di Edgar, che si era guadagnata il loro favore mettendo in fuga le volpi che giravano intorno al pollaio. Dreng, invece, non le faceva mai una carezza e lei per tutta risposta si comportava come se lui non esistesse.
Dreng, per, sembrava amare sua figlia Cwenburg, e il suo affetto era ricambiato. Con lei sorrideva sempre, mentre alle altre persone riservava un sogghigno o, tuttal pi, un sorriso furbesco. Per Cwenburg era sempre pronto a mollare tutto, e i due si sedevano in disparte a parlottare, talvolta anche per unora.
Questo dimostrava che era possibile relazionarsi normalmente con Dreng, e Edgar era deciso a provarci. Non cercava il suo affetto, ma un rapporto spiccio e pratico che non fosse avvelenato dal rancore.
Edgar allest un laboratorio allaperto sulla riva del fiume e, per fortuna, il bel tempo di agosto prosegu in un tiepido settembre. Lui era felice di costruire di nuovo qualcosa, affilare la lama, sentire lodore del legno appena tagliato, immaginare forme e giunture per poi realizzarle concretamente.
Dopo che ebbe ricavato tutte le parti in legno, le pos a terra, e si cominci a intravedere la forma della barca.
Dreng lo osservava. "In una barca, le assi di solito si mettono luna sullaltra" disse in tono accusatorio.
Edgar si aspettava delle domande, e aveva le risposte pronte, ma con Dreng era necessario essere cauti. Doveva convincerlo senza farci la figura del saccente, pericolo che, nel suo caso, era sempre in agguato. "Quel tipo di scafo si chiama a fasciame sovrapposto, ma questa sar una barca a fondo piatto, quindi avr il fasciame continuo, con le tavole che combaciano luna con laltra. Noi lo chiamiamo fasciame, non assi."
"Assi, fasciame, comunque sia non mi interessa, ma perch il fondo piatto?"
"Principalmente perch cos le persone e le bestie possono stare in piedi, e i cesti e i sacchi possono essere accatastati in maniera sicura. Inoltre, limbarcazione non ondegger troppo e i passeggeri saranno pi tranquilli."
"Se  unidea cos furba, perch tutte le barche non sono costruite in questo modo?"
"Perch la maggior parte delle barche deve affrontare onde e correnti in velocit, per non  il nostro caso. Qui non ci sono onde, la corrente  costante ma non forte, e la velocit non  la cosa pi importante in un tragitto di cinquanta iarde."
Dreng fece un grugnito, poi indic le tavole del fasciame che formavano i fianchi della barca. "Suppongo che il parapetto verr pi alto."
"No. Non ci sono onde, per cui la barca non ha bisogno di bordi alti."
"Ma le barche di solito hanno una punta davanti. Questa sembra tagliata da tutte e due le parti."
"Per lo stesso motivo... non deve fendere le onde in velocit. Con le estremit squadrate  pi facile salire e scendere. Per questo ci sono pure le rampe. Su questa barca pu viaggiare anche il bestiame."
"Ma deve per forza essere cos larga?"
"Per portare un carro s." Nel tentativo di guadagnarsi una parola di approvazione, Edgar aggiunse: "Il barcone che attraversa lestuario a Combe fa pagare un fardino a ruota: un fardino per una carriola, mezzo penny per un carretto, un penny per un carro trainato da un bue".
Sul volto di Dreng pass unespressione avida, ma lui replic: "Non capitano molti carri qui".
"Vanno tutti a Mudeford perch la tua vecchia barca non poteva trasportarli. Adesso ne verranno molti di pi, vedrai."
"Ne dubito" disse Dreng. "E sar dannatamente pesante da muovere con i remi."
"Non ci saranno remi." Edgar indic due lunghe pertiche. "Il fiume  profondo al massimo sei piedi. Limbarcazione pu essere mossa con le pertiche. Un uomo robusto pu farcela da solo."
"Io non posso, ho male alla schiena."
"Potrebbero riuscirci anche due donne.  per questo che ho preparato due pertiche."
Alcuni degli abitanti del villaggio erano scesi al fiume a curiosare. Uno era Cuthbert, il chierico-gioielliere. Era un uomo ingegnoso e intelligente, ma timido e poco socievole, vittima delle prepotenze di Degbert, il suo superiore. Edgar parlava spesso con Cuthbert, ma otteneva solo monosillabi in risposta, tranne quando discutevano di lavoro. "Hai fatto tutto questo con unaccetta vichinga?" chiese Cuthbert.
" tutto quello che ho" rispose Edgar. "La parte posteriore della testa mi serve da martello. E tengo sempre la lama ben affilata, che  la cosa pi importante."
Cuthbert sembrava colpito. "Come farai a fissare le tavole bordo contro bordo?"
"Le inchioder a uno scheletro di legno."
"Con dei chiodi di ferro?"
Edgar scosse la testa. "User dei cavicchi di legno." I cavicchi erano delle spine di legno con le estremit spartite. La spina veniva inserita in un foro, e le estremit spartite venivano allargate con un cuneo finch la spina teneva alla perfezione. A quel punto le estremit che fuoriuscivano venivano tagliate a filo con il fasciame per ottenere una superficie liscia.
"Funzioner" disse Cuthbert "ma come fai a tener fuori lacqua dalle giunture?"
"Dovr andare a Combe a comprare un barile di catrame e un sacco di lana grezza."
Dreng lo sent e assunse unaria indignata. "Ancora soldi? Non serve la lana per fare le barche."
"Bisogna riempire le giunture tra le tavole del fasciame con lana impregnata di catrame per tener fuori lacqua."
Dreng si risent. "Hai sempre la risposta pronta, tu. Sei un furbone."
Detto da lui era quasi un complimento.
Dopo che la barca fu completata, Edgar la spinse in acqua.
Quello era sempre un momento speciale. Quando Pa era ancora vivo, tutta la famiglia si riuniva ad assistere e di solito veniva anche tanta gente della citt.
Questa volta, per, Edgar fece tutto da solo. Non temeva che la barca affondasse, ma non voleva sembrare troppo esultante. Come nuovo arrivato doveva cercare di inserirsi tra gli altri, non di distinguersi.
Dopo aver legato limbarcazione a un albero in modo che la corrente non la trascinasse via, la spinse lontano da riva e osserv come si comportava in acqua. Vide con soddisfazione che era dritta e piana. Dalle giunture non entrava un filo dacqua. Sleg la corda e sal sulla rampa. Il suo peso spost appena lassetto della barca, proprio come doveva essere.
Brindle lo osservava impaziente, ma lui non la voleva a bordo per quel primo viaggio. Gli interessava vedere come procedeva la sua creazione senza passeggeri. "Tu resta l" le ordin, e lei si sdrai a terra con il muso tra le zampe, lo sguardo fisso su di lui.
Le due lunghe pertiche erano posate su delle inforcature di legno, tre per ogni lato. Ne prese una, infil lestremit nellacqua, tocc il fondo del fiume, e spinse. Era pi facile di quanto si aspettasse, e la barca avanz morbidamente.
Si spost allestremit anteriore e mise la pertica in acqua sul lato a valle, dirigendo limbarcazione un po verso monte per contrastare lazione della corrente. Era decisamente fattibile per una donna forte o per un uomo. Blod o Cwenburg ci sarebbero riuscite benissimo da sole, Leaf ed Ethel potevano farcela insieme, se lui avesse insegnato loro come fare.
Mentre attraversava il fiume lanci unocchiata al fogliame lussureggiante di fine estate sullaltra sponda, e vide una pecora. Dal bosco ne sbucarono molte altre, guidate da due cani, e alla fine comparve anche il pastore, un giovane con i capelli lunghi e una barba disordinata.
Edgar aveva i suoi primi passeggeri.
Allimprovviso fu assalito dallagitazione. Aveva ideato limbarcazione perch vi potessero salire anche gli animali, ma lui era esperto di barche, non di pecore. Si sarebbero comportate come previsto? Oppure sarebbero state prese dal panico, dando origine a un fuggifuggi? Le pecore scappavano in branco? Non sapeva neppure quello.
Forse avrebbe avuto modo di scoprirlo.
Raggiunta laltra riva, scese e leg limbarcazione a un albero.
Il pastore puzzava come se non si lavasse da anni. Fiss Edgar per un po e poi disse: "Tu sei nuovo". Sembrava compiaciuto della propria perspicacia.
"S. Io sono Edgar."
"Ah. E hai una barca nuova."
"Bella, vero?"
"Diversa dallaltra." Al termine di ogni frase il pastore faceva una pausa, quasi volesse godersi la soddisfazione del risultato raggiunto. Edgar si chiese se dipendesse dal fatto che normalmente non aveva nessuno con cui parlare.
"Molto diversa" disse Edgar.
"Io sono Saemar, ma tutti mi chiamano Sam."
"Spero che tu stia bene, Sam."
"Sto portando queste pecore al mercato."
"Lavevo immaginato. Per passare dallaltra parte,  un fardino a persona o animale."
"Lo so."
"Per venti pecore, due cani e te, fanno cinque penny e tre fardini."
"Lo so." Saemar apr una sacchetta di pelle che portava appesa alla cintura. "Se ti do sei penny dargento, tu mi devi un fardino."
Edgar non era preparato. Non aveva un posto dove riporre il denaro, monete da dare di resto, n cesoie con cui tagliare le monete a met e in quarti. "Puoi pagare a Dreng" disse. "Dovremmo riuscire a portare tutto il gregge con un viaggio solo."
"Con la barca vecchia dovevamo portare due pecore alla volta. Ci voleva tutta la mattina. E anche cos, puoi starne certo, uno o due di quegli stupidi animali cadevano in acqua, oppure si facevano prendere dal panico e saltavano gi, e bisognava ripescarle. Tu sai nuotare?"
"S."
"Ah. Io no."
"Non penso che le tue pecore cadranno da questa barca."
"Se c un modo per farsi male, puoi stare certo che le pecore lo trovano."
Sam prese una pecora e la port sulla barca. I cani lo seguirono a bordo e si misero a esplorare, tutti eccitati, annusando il legno nuovo. Allora Sam fece un fischio acuto. I cani reagirono allistante. Saltarono gi dalla barca, radunarono le pecore e le guidarono fino a riva.
Quello era il momento pi difficile.
La pecora guida esit, ovviamente intimorita dal piccolo tratto dacqua tra il terreno e il bordo della barca. Guard da una parte e dallaltra, cercando unalternativa, ma i cani le bloccarono la fuga. La pecora sembrava non voler muovere un altro passo, ma poi uno dei cani emise un ringhio sordo, dal profondo della gola, e quella si decise a saltare.
Atterr saldamente allinterno e trotterell felice lungo il fondo piatto della barca.
Il resto del gregge la segu e Edgar sorrise soddisfatto.
I cani salirono a bordo e presero posto alle estremit, simili a due sentinelle. Sam sal per ultimo. Edgar sleg la corda, salt a bordo e afferr la pertica.
Mentre avanzavano verso il centro del fiume, Sam disse: "Questa  meglio della vecchia barca". Annu soddisfatto. Ogni banalit gli usciva dalle labbra come se fosse una perla di saggezza.
"Sono contento che ti piaccia" replic Edgar. "Sei il mio primo passeggero."
"Prima cera una ragazza. Cwenburg."
"Si  sposata."
"Ah. Succede."
Limbarcazione raggiunse la riva settentrionale e Edgar salt gi. Mentre legava la corda, le pecore cominciarono a scendere. Lo fecero con molta pi rapidit di quella dimostrata nel salire. "Hanno visto lerba" disse Sam, a spiegazione del loro comportamento. E infatti si misero subito a brucare accanto al fiume.
Edgar e Sam entrarono nella taverna, lasciando i cani a badare alle pecore. Ethel stava preparando il pasto di mezzogiorno sotto lo sguardo di Leaf e Dreng. Un attimo dopo arriv Blod con una bracciata di legna da ardere.
"Sam non ha ancora pagato" disse Edgar a Dreng. "Deve cinque penny e tre fardini, ma io non avevo un fardino da dargli di resto."
"Fai sei penny tondi e puoi scoparti la ragazza" disse Dreng a Sam.
Sam guard Blod con evidente interesse.
" troppo avanti" disse Leaf. Blod era vicina al nono mese di gravidanza. Erano tre o quattro settimane che nessuno voleva pi farsela.
Sam, per, era impaziente. "A me non importa" disse.
"Non  di te che mi preoccupo" ribatt Leaf con asprezza, ma a Sam sfugg il sarcasmo della donna. "Cos avanti, il bambino potrebbe soffrire."
"Cosa importa? Nessuno vuole il bastardo di una schiava" rispose Dreng e con gesto imperioso fece cenno a Blod di mettersi a terra.
Edgar non riusciva a immaginare come Sam potesse sdraiarsi sul pancione di Blod. Ma lei si mise carponi e sollev il retro della veste lurida. Sam si inginocchi senza indugio dietro di lei e si tir su la tunica.
Edgar usc.
Scese al fiume e finse di controllare la corda che teneva la barca, ma sapeva perfettamente di averla legata ben stretta. Era disgustato. Non aveva mai capito gli uomini che pagavano per andare con le ragazze nella casa di Mags, a Combe. Gli sembrava una cosa triste. Quando ne hai voglia, ne hai voglia aveva detto suo fratello Erman, ma lui non si era mai sentito cos. Con Sunni era stata una gioia per entrambi, e Edgar era convinto che non valesse la pena di avere qualcosa di meno coinvolgente.
Quello che Sam stava facendo era peggio che triste, ovviamente.
Edgar sedette sulla riva del fiume con lo sguardo fisso sulla distesa di acqua grigia e tranquilla. Sperava che arrivasse qualche altro passeggero a distogliere la sua mente da quanto stava succedendo nella taverna. Brindle and a sedersi accanto a lui, aspettando pazientemente di vedere cosa avrebbe fatto. Poco dopo si addorment.
Non pass molto che il pastore usc dalla taverna e guid il gregge su per la collina, lungo la strada che passava tra le case e portava a ovest. Edgar non lo salut.
Blod scese al fiume.
"Mi dispiace per quello che ti  successo" disse Edgar.
Lei non lo guard. Entr nellacqua bassa e si lav tra le gambe.
Edgar distolse lo sguardo. " una cosa crudele."
Sospettava che Blod capisse linglese, anche se lei fingeva di no. Quando qualcosa andava storto, imprecava nella lingua melodiosa del Galles. Dreng le impartiva gli ordini a gesti e grugniti. Talvolta, per, Edgar aveva limpressione che lei seguisse le conversazioni nella taverna, anche se non dava a vederlo.
Ora Blod conferm i suoi sospetti. "Non  niente" disse. Il suo inglese aveva un forte accento straniero, ma era chiaro e la sua voce armoniosa.
"Tu non sei niente, anzi" ribatt lui.
Lei fin di lavarsi e sal sullargine. Edgar incroci il suo sguardo. La ragazza aveva unaria ostile, sospettosa. "Perch sei cos gentile?" chiese. "Credi di potermi sbattere senza pagare?"
Lui distolse di nuovo lo sguardo, spostandolo sugli alberi sullaltra riva, e non rispose. Pensava che lei si sarebbe allontanata, e invece rimase l, in attesa di una risposta.
"Questa cagnetta apparteneva alla donna che amavo" disse Edgar, alla fine.
Brindle apr un occhio. Strano come i cani si accorgano di quando parli di loro pens lui.
"La donna era poco pi grande di me, e sposata" spieg. Blod non mostr alcuna emozione ma sembrava ascoltare attentamente. "Quando suo marito era ubriaco, ci incontravamo nei boschi e facevamo lamore sullerba."
"Lamore" ripet lei, come se non fosse sicura del significato della parola.
"Abbiamo deciso di fuggire insieme." Con sua sorpresa, scopr di avere le lacrime agli occhi, e si rese conto che quella era la prima volta che parlava di Sunni dopo essersi confidato con Ma durante il viaggio da Combe. "Avevo la promessa di un lavoro e una casa in unaltra citt." Stava raccontando a Blod delle cose che neppure la sua famiglia sapeva. "Lei era bella, intelligente e dolce." Sent un groppo alla gola ma, adesso che aveva cominciato, voleva finire la storia. "Io credo che saremmo stati molto felici" disse.
"Cos successo?"
"Il giorno in cui avevamo in mente di fuggire sono arrivati i vichinghi."
"Lhanno presa?"
Edgar scosse la testa. "Lei si  difesa, e lhanno uccisa."
" stata fortunata" disse Blod. "Credimi."
Pensando a quello che Blod aveva appena fatto con Sam, Edgar era quasi propenso a darle ragione. "Si chiamava..." Trovava ancora difficile pronunciare il suo nome. "Si chiamava Sunni."
"Quando?"
"Una settimana prima del giorno di mezza estate."
"Mi dispiace molto, Edgar."
"Grazie."
"Tu la ami ancora."
"Oh, s. Lamer per sempre."
Il tempo vir al brutto. Una notte, nella seconda settimana di settembre, ci fu un violento temporale. Edgar pens che il vento avrebbe fatto crollare la torre della chiesa. Ma le costruzioni del villaggio sopravvissero, tutte tranne una, la pi fragile: il capanno della birra.
Leaf perse ben pi del semplice edificio. Aveva un calderone sul fuoco che si era rovesciato, il fuoco si era spento e la birra era andata persa. Come se non bastasse, i barili pieni di birra appena prodotta erano stati distrutti dalle travi crollate, e i sacchi di malto dorzo si erano inzuppati sotto la pioggia torrenziale e ora erano irrecuperabili.
La mattina seguente, nella calma che segue la tempesta, uscirono a ispezionare i danni, e alcuni abitanti del villaggio - curiosi come sempre - si radunarono intorno a ci che restava delledificio.
Dreng era furibondo e si sfog su Leaf. "Quella baracca stava a malapena in piedi gi prima della burrasca... Avresti dovuto spostare la birra e il malto dorzo in un posto pi sicuro!"
Leaf non si lasci intimidire dalla sua collera. "Avresti potuto spostarli tu, o dire a Edgar di farlo. Non prendertela con me."
Ma lui rimase sordo alla sua logica. "Adesso dovr comprare la birra a Shiring e pagare per farla trasportare fin qui" prosegu.
"La mia birra sar pi apprezzata se dovranno bere quella di Shiring per qualche settimana" ribatt Leaf, compiaciuta.
Lindifferenza di Leaf mand Dreng fuori di senno. "E non  la prima volta! Hai dato fuoco al capanno per ben due volte. Lultima volta eri cos ubriaca che c mancato poco che bruciassi pure tu."
Edgar ebbe unilluminazione. "Dovresti realizzare un capanno di pietra" sugger.
"Non dire stupidaggini" replic Dreng senza neppure guardarlo. "Non si costruisce un palazzo per farci la birra."
Tra i presenti cera anche Cuthbert, il gioielliere corpulento, e Edgar si accorse che scuoteva la testa come se fosse in disaccordo con Dreng. "Tu cosa ne pensi, Cuthbert?" gli chiese.
"Edgar ha ragione" rispose lui. "Dreng, questa  la terza volta in cinque anni che ti tocca ricostruire il capanno della birra. Un edificio di pietra resisterebbe alle tempeste e al fuoco. Alla lunga sarebbe un risparmio."
"E chi se ne occuperebbe, Cuthbert? Tu?" obiett Dreng, sprezzante.
"No. Io sono gioielliere."
"Non possiamo preparare la birra dentro una spilla."
Edgar conosceva la risposta. "Posso farlo io."
Dreng grugn di derisione. "Cosa ne sai tu delle costruzioni di pietra?"
Edgar non ne sapeva nulla, ma era convinto di poter realizzare con le sue mani qualunque tipo di costruzione. E non aspettava altro che unoccasione per dimostrare quello che sapeva fare. Ostentando pi sicurezza di quanta ne provasse realmente, disse: "La pietra  come il legno, solo un po pi dura".
Latteggiamento abituale di Dreng era di sprezzo, ma questa volta si mostr incerto. Il suo sguardo guizz verso il fiume e la solida imbarcazione ormeggiata che gli faceva guadagnare tanti soldi. Si volt verso Cuthbert. "Quanto verrebbe a costare?"
Edgar prov un barlume di speranza. Quando un uomo chiede il prezzo, vuol dire che ha quasi deciso di comprare la barca diceva sempre Pa.
Cuthbert ci pens su un attimo, poi rispose: "Lultima volta che abbiamo riparato la chiesa, la pietra veniva dalla cava di calcare di Outhenham".
"Dove si trova?" chiese Edgar.
"A un giorno di viaggio su per il fiume."
"Dove avete preso la sabbia?"
"C una cava di sabbia nei boschi a circa un miglio da qui. Devi solo scavare e trasportarla."
"E la calcina per la malta?"
"Quella  difficile da fare. Noi labbiamo comprata a Shiring."
"Quanto verrebbe a costare?" ripet Dreng.
"Se ricordo bene, le pietre grezze di dimensioni normali costano un penny luna alla cava" rispose Cuthbert. "E ci hanno fatto pagare un penny a pietra per la consegna."
"Far un disegno e stabilir esattamente quante ne servono, ma direi che ce ne vorranno duecento" disse Edgar.
Dreng si finse indignato. "Ma sono quasi due libbre dargento!"
"Sempre meno che continuare a ricostruire con legno e paglia." Edgar trattenne il respiro.
"Fa un calcolo esatto" gli ordin Dreng.
Edgar part per Outhenham al levar del sole di una giornata fredda, con un gelido vento settembrino che soffiava dal fiume. Dreng aveva acconsentito a tirar fuori i soldi per una costruzione di pietra. Ora Edgar doveva tenere fede alle sue vanterie e realizzarla bene.
Per il viaggio port con s laccetta. Avrebbe preferito farsi accompagnare da uno dei suoi fratelli, ma erano entrambi occupati al podere, e cos dovette correre il rischio di viaggiare da solo. Daltro canto aveva gi incontrato il fuorilegge, Grugno di Ferro, che aveva avuto la peggio e ci avrebbe pensato due volte prima di attaccarlo di nuovo. Per teneva laccetta in mano, pronto a difendersi, ed era felice di avere con s Brindle che lo avrebbe avvisato tempestivamente di qualunque pericolo.
Dopo il bel tempo dellestate, la vegetazione lungo largine del fiume era rigogliosa e in pi punti si faceva fatica ad avanzare. Verso met mattina arriv in un punto in cui fu costretto a deviare verso linterno. Fortunatamente il cielo era quasi del tutto sereno e, potendo vedere sempre il sole, riusc a mantenere lorientamento e ritornare al fiume.
Ogni qualche miglio incontrava un insediamento, piccolo o grande, ma comunque fatto di case di legno con il tetto di paglia raggruppate sulla sponda del fiume oppure pi allinterno intorno a un crocicchio, uno stagno, una chiesa. Avvicinandosi appendeva laccetta alla cintura per far vedere che aveva intenti pacifici, ma appena si ritrovava solo la impugnava di nuovo. Gli avrebbe fatto piacere fermarsi a riposare, bere una coppa di birra e mangiare qualcosa, ma non aveva soldi e cos si limitava a scambiare qualche parola con gli abitanti dei villaggi, si accertava di essere sulla giusta strada e andava avanti.
Aveva pensato che fosse semplice seguire il fiume, ma vi confluivano numerosi ruscelli e talvolta non era chiaro quale fosse il corso dacqua principale e quale laffluente. In unoccasione fece la scelta sbagliata e al villaggio successivo - un posto chiamato Bathford - scopr di dover tornare indietro.
Strada facendo pensava al capanno che avrebbe costruito per Leaf. Forse sarebbe stato meglio dotarlo di due stanze, un po come la navata e il presbiterio di una chiesa, in modo che le merci di valore potessero essere conservate lontano dal fuoco. Il focolare avrebbe dovuto essere di pietre rifilate tenute insieme con la malta, cos da sostenere meglio il peso del calderone senza il rischio di crolli.
Aveva sperato di arrivare a Outhenham per met pomeriggio, ma le continue deviazioni lo avevano rallentato e cos, quando finalmente pens di essere vicino alla fine del viaggio, il sole era ormai basso nel cielo a ovest.
Si trovava in una valle fertile dal terreno argilloso e pesante, che immagin essere la valle di Outhen. Nei campi circostanti i contadini stavano mietendo lorzo, lavorando fino a tardi per approfittare del bel tempo. Nel punto dincontro tra il fiume e un affluente, giunse a un villaggio di un centinaio di case.
Si trovava sulla sponda sbagliata, e non cerano ponti n barche, ma lui attravers a nuoto senza difficolt, tenendo la tunica sopra la testa e usando solo una mano per nuotare. Lacqua era gelida e quando usc cominci a tremare.
Ai margini del villaggio cera un piccolo frutteto dove un uomo con la barba grigia stava raccogliendo della frutta. Edgar si avvicin con una certa trepidazione, temendo di scoprire che la sua destinazione era ancora lontana. "Buongiorno, amico" disse. "Questa  Outhenham?"
"S" rispose luomo, affabile. Era sulla cinquantina, con gli occhi luminosi, un sorriso cordiale e uno sguardo intelligente.
"Grazie al cielo" disse Edgar.
"Da dove vieni?"
"Da Drengs Ferry."
"Un posto senza Dio, ho sentito."
Edgar era sorpreso che il lassismo di Degbert fosse noto anche cos lontano. Non sapendo come rispondere, disse: "Io mi chiamo Edgar".
"E io sono Seric."
"Sono venuto a comprare della pietra."
"Se vai a est al margine del villaggio, vedrai un sentiero ben tracciato. La cava  a un quarto di miglio circa. Troverai Gaberth, che tutti chiamano Gab, e la sua famiglia.  il mastro cavatore."
"Grazie."
"Hai fame?"
"Una fame da lupi."
Seric gli diede una manciata di piccole pere, Edgar lo ringrazi e prosegu. Mangi subito i frutti, con torsolo e tutto.
Il villaggio era relativamente prospero, con case ben fatte e altre costruzioni annesse. Al centro cerano una chiesa di pietra davanti a uno spiazzo erboso in cui pascolavano delle mucche e, sul lato opposto, una taverna.
Un uomo grande e grosso sulla trentina usc dalla taverna, vide Edgar e gli si par davanti in mezzo al sentiero con aria minacciosa. "E tu chi diavolo sei?" disse, quando lui gli si avvicin. Era massiccio, con gli occhi arrossati, e farfugliava.
Edgar si ferm e rispose: "Buongiorno a te, amico. Io sono Edgar e vengo da Drengs Ferry".
"E dove pensi di andare?"
"Alla cava" replic Edgar con tono mite. Non voleva attaccare briga.
Ma luomo prosegu con il suo atteggiamento bellicoso. "Chi ha detto che ci puoi andare?"
Edgar cominciava a perdere la pazienza. "Non credo che serva un permesso."
"A Outhenham serve il mio permesso per fare qualunque cosa, perch io sono Dudda, il capo del villaggio. Perch stai andando alla cava?"
"Per comprare del pesce."
Dudda parve perplesso, poi intu che quel tizio lo stava prendendo in giro, e divent tutto rosso. Edgar si rese conto di aver fatto troppo il furbo - ancora una volta - e si pent della sua battuta di spirito. "Brutto cane impertinente" esclam Dudda e fece per sferrargli un pugno in faccia.
Edgar arretr, lesto.
Mancando il bersaglio, Dudda perse lequilibrio, incespic e cadde a terra.
Edgar si chiese cosa diavolo avrebbe dovuto fare. Non aveva dubbi che sarebbe riuscito a battere Dudda se fossero venuti alle mani, ma cosa ci avrebbe guadagnato? Se si fosse inimicato la gente del posto, quelli avrebbero potuto rifiutarsi di vendergli la pietra e il suo progetto sarebbe fallito ancor prima di cominciare.
Si sent sollevato nelludire la voce calma di Seric dietro di s. "Su, Dudda, lascia che riaccompagni a casa. Sar meglio che ti sdrai per unoretta." Luomo afferr Dudda per un braccio e lo aiut a rimettersi in piedi.
"Quel ragazzo mi ha colpito!" disse Dudda.
"No, sei caduto da solo, perch hai bevuto troppa birra a cena, come sempre." Seric fece un cenno col capo in direzione di Edgar, facendogli capire che era meglio che si togliesse dai piedi, e accompagn via Dudda. Edgar afferr al volo.
Non ebbe difficolt a trovare la cava. Vi lavoravano quattro persone: un uomo pi anziano che era evidentemente il capo, e quindi doveva essere Gab, altri due che avrebbero potuto essere suoi figli e un ragazzo che era lultimo arrivato in famiglia o uno schiavo. La cava risuonava dei colpi di martello, intervallati dai colpi di tosse secca provenienti da Gab. Cera una casa di legno, presumibilmente la loro abitazione, con una donna in piedi sulla soglia che osservava il sole tramontare. Il pulviscolo di pietra restava sospeso nellaria come una foschia, e i granelli brillavano come pagliuzze doro nella luce della sera.
Cera un altro cliente prima di Edgar. In mezzo allo spiazzo cera un robusto carro a quattro ruote. Due uomini vi stavano caricando con cura delle pietre squadrate, mentre una coppia di buoi - presumibilmente l per tirare il carro - brucavano l vicino, muovendo la coda per scacciare le mosche.
Il ragazzo stava spazzando delle schegge di pietra, che probabilmente sarebbero state vendute come pietrisco. Si avvicin a Edgar e gli si rivolse in un inglese dal forte accento. Lui pens che dovesse essere uno schiavo. "Sei venuto a comprare della pietra?"
"S. Me ne serve a sufficienza per costruire un capanno per la birra, ma non c fretta."
Edgar si sedette su una pietra piatta, osserv Gab per un po, e presto cap come lavorava. Inseriva un cuneo di quercia in una piccola fessura nella roccia, poi spingeva dentro il cuneo a martellate, allargando la fessura finch questa diventava una spaccatura e faceva s che si staccasse una porzione di roccia. Quando non trovava delle fessure naturali, Gab ne creava una con lo scalpello. Edgar immaginava che un cavatore imparasse con lesperienza a individuare nella pietra i punti deboli che gli avrebbero facilitato il lavoro.
Gab spaccava le pietre pi grandi in due, a volte tre pezzi, per renderle pi facili da trasportare.
Edgar rivolse la sua attenzione ai compratori. Caricarono dieci pietre sul carro e poi si fermarono. Probabilmente quello era il massimo che i buoi riuscivano a trasportare. Misero gli animali tra le stanghe, preparandosi a partire.
Gab fin quello che stava facendo, toss, guard il cielo e parve decidere che era venuto il momento di smettere. And al carro e confabul per qualche momento con gli acquirenti, poi uno dei due gli porse del denaro.
Gli uomini fecero schioccare la frusta e partirono.
Edgar and da Gab. Il cavatore aveva preso un ramo scortecciato da un mucchietto e vi stava accuratamente incidendo delle tacche in una fila ordinata. Era cos che artigiani e commercianti annotavano le vendite: non potevano permettersi la pergamena e, anche se ne avessero avuta, non avrebbero saputo scrivere. Edgar immaginava che Gab pagasse delle tasse al signore del posto, forse il prezzo di una pietra ogni cinque, e quindi doveva tenere conto di quante ne vendeva.
"Io sono Edgar, di Drengs Ferry" si present. "Dieci anni fa ci hai venduto delle pietre per riparare la chiesa."
"Me lo ricordo" disse Gab, mettendo da parte il legnetto con le tacche. Edgar vide che ne aveva fatte solo cinque, nonostante avesse venduto dieci pietre: forse ne avrebbe aggiunto delle altre in seguito. "Non mi rammento di te, ma dovevi essere ancora un bambino."
Edgar lo osserv. Aveva le mani coperte di vecchie cicatrici, senza dubbio esito di incidenti causati dal suo lavoro. Probabilmente si stava chiedendo come avrebbe potuto approfittarsi di quel giovane sprovveduto. "Il prezzo era di due penny a pietra consegnata" disse Edgar con fermezza.
"Davvero?" chiese Gab fingendosi scettico.
"Se il prezzo  ancora quello, ne vogliamo altre duecento."
"Non sono sicuro di potervi fare lo stesso prezzo. Le cose sono cambiate."
"In questo caso dovr andare a parlarne con il mio padrone." Edgar non aveva nessuna voglia di farlo. Era deciso a tornare a casa con buone notizie. Ma non poteva permettere che Gab gli facesse pagare pi del dovuto. Non si fidava di lui. Forse stava solo negoziando, per Edgar aveva la sensazione che fosse un disonesto.
Il cavatore toss. "Lultima volta ho trattato con Degbert Testapelata, il decano. Non gli piaceva spendere."
"Dreng, il mio padrone,  come lui. Sono fratelli."
"A cosa serve la pietra?"
"Devo costruire un capanno per Dreng. Sua moglie fa la birra e continua a dar fuoco alle baracche di legno."
"Lo costruisci tu?"
"S" rispose Edgar, sollevando il mento.
"Sei giovane. Si vede che Dreng non vuole spendere troppo."
"Gi. E questo vale anche per la pietra."
"Hai portato i soldi?"
Sar giovane pens Edgar ma non sono stupido. "Dreng ti pagher quando arriveranno le pietre."
"Sar meglio."
Edgar pensava che i cavatori avrebbero trasportato le pietre, a mano o su un carro, fino al fiume e l le avrebbero caricate su una zattera per farle scendere fino a Drengs Ferry. Ci sarebbero voluti diversi viaggi, ma dipendeva dalla grandezza della zattera.
"Dove pensi di passare la notte? Alla taverna?" chiese Gab.
"Te lho detto, non ho soldi."
"Allora dovrai dormire qui."
"Grazie" disse Edgar.
La moglie di Gab si chiamava Beaduhild, ma lui la chiamava Bee. Era pi cordiale del marito e invit Edgar a dividere con loro il pasto della sera. Appena ebbe svuotato la sua scodella, Edgar si rese conto di quanto fosse stanco dopo la lunga camminata; si sdrai per terra e si addorment allistante.
La mattina dopo disse a Gab: "Avr bisogno di un martello e di uno scalpello come i tuoi per modellare le pietre secondo le mie esigenze".
"Ah, davvero?" disse Gab.
"Posso dare unocchiata ai tuoi strumenti?"
Gab rispose con una scrollata di spalle.
Edgar prese il martello di legno e lo soppes. Era grosso e pesante, ma per il resto era un attrezzo semplice e rozzo. Non avrebbe avuto difficolt a fabbricarne uno uguale. Il martello pi piccolo, quello con la testa di metallo, era di fattura pi accurata, con il manico bene infisso nella testa. Lattrezzo migliore, per, era lo scalpello di ferro, con una lama larga senza filo e laltra estremit che formava una specie di fiore. Edgar si disse che avrebbe potuto farne uno uguale nel laboratorio di Cuthbert. Non sarebbe stato contento di dover condividere il suo spazio di lavoro, ma Dreng avrebbe convinto Degbert a fare pressioni su di lui, e Cuthbert non avrebbe avuto scelta.
Appesi a dei pioli accanto agli attrezzi cerano diversi rametti con le tacche. "Immagino che tu tenga un legnetto per ogni cliente" disse Edgar.
"Non sono fatti tuoi."
"Scusa." Edgar non voleva apparire invadente, per non pot fare a meno di notare che il rametto pi nuovo aveva solo cinque tacche. Possibile che Gab segnasse soltanto la met delle pietre che vendeva? Questo gli avrebbe fatto risparmiare un sacco di tasse.
Ma non erano fatti suoi se Gab frodava il suo signore. La valle di Outhen faceva parte del territorio di Shiring, e laldermanno Wilwulf era gi abbastanza ricco.
Edgar consum unabbondante colazione, ringrazi Bee e si apprest a tornare a casa.
Pensava che da Outhenham non avrebbe avuto difficolt a trovare la strada, avendo appena compiuto il tragitto nella direzione inversa, ma con suo disappunto si perse di nuovo. Per colpa del ritardo era quasi buio quando arriv a casa, assetato, affamato e stanco.
Nella taverna si stavano preparando ad andare a dormire. Ethel lo accolse con un sorriso, Leaf con un saluto farfugliato, Dreng lo ignor. Blod stava accatastando la legna da ardere. Si interruppe, raddrizz la schiena, si port la mano sinistra sulla parte posteriore dellanca e si stiracchi come per alleviare un dolore. Quando si volt, Edgar vide che aveva un occhio nero.
"Cosa ti  successo?" le disse.
Lei non rispose, fingendo di non aver capito. Edgar, per, credeva di sapere come se lera procurato. Nelle ultime settimane, con il parto che si avvicinava, Dreng era sempre pi arrabbiato con lei. Non cera niente di strano se un uomo picchiava i membri della sua famiglia, ovviamente, e Edgar aveva visto Dreng prendere Leaf a calci nel sedere e schiaffeggiare Ethel, ma nei confronti di Blod manifestava una cattiveria speciale.
" rimasto qualcosa da mangiare?" chiese Edgar.
"No" rispose Dreng.
"Io per ho camminato tutto il giorno."
"Imparerai a non arrivare tardi."
"Ma stavo facendo unincombenza per te!"
"Sei pagato per questo, e ora non  rimasto niente, quindi chiudi quella bocca."
Edgar and a dormire affamato.
La mattina Blod si alz per prima. Si rec al fiume a prendere dellacqua fresca, sempre il suo primo compito della giornata. Il secchio era di legno, con dei chiodi di ferro ribattuti, e pesava parecchio anche da vuoto. Edgar si stava infilando le scarpe quando lei torn. Vide che faticava e fece per prenderle il secchio di mano ma, prima che lui ci riuscisse, Blod inciamp su Dreng, che giaceva a terra mezzo addormentato, e lacqua strarip dal secchio, finendogli sulla faccia.
"Stupida vacca!" url lui e salt in piedi. Blod si allontan terrorizzata. Dreng alz il pugno.
Edgar si mise tra loro. "Dammi il secchio, Blod" disse.
Negli occhi di Dreng cera una furia omicida. Per un attimo Edgar pens che avrebbe colpito lui anzich Blod. Dreng era forte, nonostante il dolore alla schiena di cui si lamentava sempre: era alto, con le spalle larghe. Ci nonostante, Edgar prese una decisione repentina: se lavesse aggredito, lui avrebbe contrattaccato. Sarebbe stato sicuramente punito, ma avrebbe avuto la soddisfazione di stenderlo.
Tuttavia, come la maggior parte degli attaccabrighe, Dreng era un codardo quando si trovava davanti qualcuno pi forte di lui. La rabbia lasci il posto alla paura, e lui abbass la mano.
Blod se la svign.
Edgar porse il secchio a Ethel. Lei vers lacqua nella pentola, la appese sopra il fuoco, aggiunse dellavena e cominci a girare la mistura con un bastone di legno.
Dreng fissava Edgar con sguardo malevolo. Edgar immaginava che non lavrebbe mai perdonato per essersi intromesso tra lui e la sua schiava, ma non riusciva proprio a pentirsi di ci che aveva fatto, anche se probabilmente ne avrebbe pagato le amare conseguenze.
Quando la farinata davena fu pronta, Ethel la vers a mestolate in cinque ciotole. Tagli del prosciutto a pezzetti e laggiunse in una delle ciotole, che porse a Dreng. Poi distribu le altre.
Mangiarono in silenzio.
Edgar fin la sua razione in un attimo. Guard la pentola, poi Ethel. Lei non disse nulla ma scosse la testa senza farsi vedere. Non ce nera altra.
Era domenica, e dopo la colazione andarono in chiesa.
Ma era l, con Erman e Eadbald e la loro moglie in comune, Cwenburg. A quel punto tutti i venticinque abitanti del villaggio sapevano di quel matrimonio poliandrico, ma non se ne parlava molto. Da frammenti di conversazione colti per caso, Edgar aveva capito che era considerato insolito ma non scandaloso. Aveva sentito Bebbe dire la stessa cosa che aveva detto Leaf: Se un uomo pu avere due mogli, una donna pu avere due mariti.
Nel vedere Cwenburg in piedi tra Erman e Eadbald, Edgar fu colpito dalla differenza nelle loro vesti. Le tuniche dei suoi fratelli, lunghe fino al ginocchio e tessute in casa, marroni come era la lana non tinta, erano vecchie, logore e rattoppate; Cwenburg, invece, aveva una veste di tessuto fitto, sbiancato e poi ritinto di un rosso tendente al rosa. Dreng era taccagno con tutti tranne che con lei.
Edgar and a mettersi accanto a Ma. In passato non era mai stata particolarmente interessata alla religione, per ora sembrava prendere pi seriamente le funzioni, chinando la testa e chiudendo gli occhi con una devozione che neppure la fretta e la trascuratezza con cui Degbert e gli altri chierici celebravano i loro riti riusciva a scalfire.
"Sei diventata pi religiosa" le disse quando la funzione termin.
Lei lo guard assorta, quasi si chiedesse se confidarsi con lui, e parve decidere che avrebbe capito. "Penso a tuo padre. Sono convinta che lui sia lass, con gli angeli."
Edgar non capiva. "Ma... puoi pensare a lui ogni volta che vuoi."
"Questi sembrano il luogo e il momento migliori. Mi pare di essere pi vicina a lui. E durante la settimana, quando sento la sua mancanza, aspetto la domenica con impazienza."
Edgar annu. Aveva un senso.
"E tu?" domand Ma. "Ci pensi mai a lui?"
"Quando lavoro, e ho un problema da risolvere, una giunzione che non vuole chiudersi o una lama che non riesco ad affilare come vorrei, mi dico: Chieder a Pa. E poi mi ricordo che non  possibile. Succede quasi ogni giorno."
"E allora cosa fai?"
Edgar esit. Temeva di passare per uno che si vantava di aver avuto esperienze miracolose. Le persone che avevano delle visioni talvolta erano venerate, ma potevano anche essere lapidate come emissari del diavolo. Ma, per, avrebbe capito. "Glielo chiedo comunque" disse. "Nella mia testa gli dico: Pa, come devo fare?." Poi si affrett ad aggiungere: "Non  che veda unapparizione, o cose del genere".
Lei annu, calma, senza sorprendersi. "E poi?"
"Di solito la risposta arriva."
Lei non disse nulla.
"Ti sembra strano?" domand lui, con un po di apprensione.
"Per niente" replic lei. " cos che comunicano gli spiriti." Poi si volt e si mise a parlare di uova con Bebbe.
Edgar era incuriosito.  cos che comunicano gli spiriti. Avrebbe fatto meglio a tenerlo a mente.
Le sue riflessioni, per, vennero interrotte. Erman gli si avvicin e gli disse: "Oggi costruiamo un aratro".
"Oggi?"
"S."
Edgar pass bruscamente dalle riflessioni mistiche alle incombenze quotidiane. Immaginava che avessero scelto di farlo di domenica in modo che lui fosse libero per aiutarli. Nessuno di loro aveva mai costruito un aratro, mentre lui era in grado di realizzare qualunque cosa. "Devo venire ad aiutarvi?"
"Se vuoi." A Erman non andava proprio gi dover ammettere che aveva bisogno di aiuto.
"Avete gi preparato il legname?"
"S."
Pareva che chiunque potesse prendere legname dalla foresta. A Combe, Wigelm si faceva pagare per abbattere una quercia. Ma l, riflett Edgar, era pi facile vigilare sul legname tagliato: per portarlo in citt bisognava passare davanti a tutti. L a Drengs Ferry, invece, non era chiaro se la foresta fosse di competenza di Degbert Testapelata o di Offa, il sovrintendente di Mudeford, e nessuno dei due chiedeva di essere pagato: senza dubbio leventuale ricavato non giustificava gli sforzi per sorvegliare le attivit. In pratica il legname era gratuito per chiunque avesse voglia di mettersi a tagliare un albero.
Tutti stavano uscendo dalla piccola chiesa. "Sar meglio che ci mettiamo al lavoro" disse Erman.
Andarono al podere insieme: Ma, i tre fratelli e Cwenburg. Edgar not che il legame tra Erman e Eadbald era immutato: sembravano fondamentalmente in armonia, nonostante i continui battibecchi. A quanto pareva, il loro matrimonio fuori dal comune funzionava.
Cwenburg continuava a lanciare occhiate trionfanti verso di lui. Mi hai respinta sembrava dire la sua espressione e guarda cosa ho ottenuto in cambio! A Edgar non importava. Lei era felice e cos pure i suoi fratelli.
A dirla tutta, neppure lui era infelice. Aveva costruito una barca e ora stava lavorando a un capanno per la birra. Il suo salario era cos basso che rasentava il ladrocinio, ma era sfuggito a una vita da contadino.
Be, quasi.
Guard il legname che i suoi fratelli avevano impilato davanti al granaio e immagin laratro. Persino chi abitava in citt sapeva come era fatto un aratro. Doveva avere un bastone verticale appuntito per smuovere il terreno e un versoio per rovesciare e frantumare la fetta di terreno tagliata. Entrambi erano attaccati a una struttura portante che poteva essere trainata da davanti e guidata da dietro.
"Eadbald e io tireremo laratro, Ma lo guider" spieg Erman.
Edgar annu. Il terreno limoso era abbastanza morbido da cedere sotto un aratro trainato da un uomo, mentre il terreno argilloso di posti come Outhenham richiedeva la forza di un bue.
Edgar prese il coltello che portava alla cintura, si inginocchi e cominci a segnare il pezzo di legno che Erman e Eadbald avrebbero dovuto sagomare. Il fratello minore aveva assunto il comando, ma gli altri due non protestarono: riconoscevano le sue doti superiori, anche se non lo avrebbero mai ammesso.
Mentre loro si mettevano al lavoro sui legni, Edgar cominci a fare il vomere, una lama fissata sul davanti del versoio per tagliare pi facilmente il terreno. Gli altri avevano trovato nel granaio una vanga di ferro tutta arrugginita. Edgar la scald sul focolare e poi la batt con una pietra per darle la forma desiderata. Il risultato era piuttosto grossolano. Avrebbe potuto fare di meglio con unincudine e un martello.
Affil la lama con una pietra.
Quando avevano sete scendevano al fiume e bevevano con le mani unite. Non avevano birra n coppe.
Erano quasi pronti a unire i vari pezzi quando Ma li chiam per il pasto di mezzogiorno.
Aveva preparato anguilla affumicata con cipolle selvatiche e focaccine. A Edgar venne una tale acquolina in bocca che prov una fitta dolorosa sotto la mascella.
Cwenburg sussurr qualcosa a Erman. Ma si accigli - sussurrare in presenza di altri era considerato maleducazione -, per non disse nulla.
Quando Edgar allung la mano verso un terzo pezzo di pane, Erman sbott. "Vacci piano!"
"Ho fame!"
"Non abbiamo cibo in abbondanza."
Edgar era indignato. "Io ho rinunciato al mio giorno di riposo per aiutarvi a costruire laratro, e tu mi lesini un pezzo di pane!"
Gli animi si accesero in fretta, come accadeva sempre tra fratelli. "Non puoi mangiare tutto il nostro cibo!" esclam Erman, infervorato.
"Ieri sera non ho cenato, e questa mattina ho mangiato solo una piccola ciotola di farinata davena... Ho una fame da lupi."
"Io non posso farci niente."
"Allora non chiedermi di aiutarti, ingrato."
"Laratro  quasi finito... avresti dovuto tornartene a mangiare alla taverna."
"Per quello che mi danno da mangiare l."
Eadbald era pi pacato di Erman. "Il fatto  che Cwenburg deve mangiare di pi, perch  incinta."
Edgar vide Cwenburg soffocare un sorrisetto compiaciuto, cosa che lo irrit ancor di pi. "Allora mangia di meno tu, Eadbald, e lasciami fare il mio pranzo. Non sono stato io a metterla incinta." E poi aggiunse, a voce pi bassa: "Grazie al cielo".
Erman, Eadbald e Cwenburg cominciarono a gridare tutti insieme. Ma batt le mani e loro si zittirono. "Cosa intendevi, Edgar, quando hai parlato di quello che ti danno da mangiare alla taverna? Dreng potr permettersi di sfamarti, no?"
"Dreng  ricco, ma  spilorcio."
"Per hai fatto colazione, stamattina."
"Una piccola ciotola di farinata davena. Lui ci mette dentro la carne, ma noi no."
"E ieri sera, per cena?"
"Niente. Ho camminato tutto il giorno, da Outhenham fino a casa, e sono arrivato tardi. Ha detto che non era rimasto nulla."
Ma sembrava arrabbiata. "Allora mangia tutto quello che vuoi" disse. "Quanto a voi, chiudete la bocca e ricordatevi che, a casa mia, la mia famiglia avr sempre qualcosa da mangiare."
Edgar mangi il suo terzo pezzo di pane.
Erman mise il broncio, e Eadbald chiese: "Quante volte dovremo dare da mangiare a Edgar, allora, se Dreng non lo fa?".
"Non ti preoccupare" rispose Ma a denti stretti. "Di Dreng mi occupo io."
Per il resto della giornata Edgar si chiese come avrebbe fatto Ma a mantenere la promessa di occuparsi di Dreng. Era audace e intraprendente, per Dreng era potente. Edgar non aveva paura del suo padrone a livello fisico - Dreng picchiava le donne, non gli uomini -, ma in casa comandava su tutti: marito di Leaf ed Ethel, padrone di Blod, datore di lavoro di Edgar. Era il secondo uomo pi importante nel piccolo villaggio, e il primo era suo fratello. Poteva fare praticamente tutto quello che voleva. Non era saggio metterselo contro.
Il luned cominci come ogni altro giorno lavorativo. Blod usc a prendere lacqua ed Ethel prepar la farinata davena. Mentre Edgar stava consumando la sua misera colazione, Cwenburg entr come una furia, urlando indignata. "Tua madre  una vecchia strega!" grid, puntando un dito accusatore contro di lui.
Edgar cap che cerano buone notizie in arrivo. "Lho pensato spesso anchio" disse, giovale. "Cosa ti ha fatto?"
"Vuole farmi morire di fame! Dice che posso avere solo una ciotola di farinata davena!"
Edgar intu subito come sarebbe andata a finire, e represse un sorriso.
"Non pu fare questo a mia figlia" sentenzi Dreng con il tono sicuro di chi  abituato a dettare legge.
"Lha appena fatto!"
"E ti ha dato una spiegazione per questo?"
"Ha detto che mi dar da mangiare tanto quanto tu darai da mangiare a Edgar."
Dreng era sbigottito. Chiaramente non aveva previsto una cosa del genere. Parve confuso, e per un istante non disse nulla. Poi si volt verso Edgar. "E cos sei andato a lamentarti da tua madre?" disse con aria di scherno.
Era un attacco fiacco, e Edgar non si preoccup. " a questo che servono le madri, no?"
"Giusto. Ne ho abbastanza" ribatt Dreng. "Vattene da qui, tornatene a casa tua."
Cwenburg per non era daccordo. "Non puoi rimandarlo da noi" disse al padre. " una bocca in pi da sfamare e c a malapena da mangiare per noi."
"Allora tornerai qui." Dreng fingeva di avere il pieno controllo della situazione, ma si capiva che era in difficolt.
"No" rispose Cwenburg. "Sono sposata, e mi piace. E il mio bambino ha bisogno di un padre."
Dreng cap di essere con le spalle al muro. Era furioso.
"Devi soltanto dare pi da mangiare a Edgar" disse Cwenburg. "Te lo puoi permettere."
Dreng si volt verso Edgar con espressione malevola. "Sei un piccolo verme schifoso e subdolo."
"Non  stata unidea mia" ribatt Edgar. "Certe volte vorrei essere furbo come mia madre."
"Ti rammaricherai della furbizia di tua madre, te lo garantisco."
"Voglio qualcosa di buono nella farinata davena" disse Cwenburg. Apr lo stipo in cui Ethel teneva le provviste e afferr un vasetto di burro. Usando il coltello che portava appeso alla cintura ne prese una dose generosa e la mise nella ciotola di Edgar.
Dreng la osservava, impotente.
"Riferisci a tua madre che lho fatto" disse Cwenburg rivolta a Edgar.
"Va bene" rispose lui.
Mangi la farinata davena in fretta, prima che qualcuno potesse impedirglielo. Dopo si sent meglio, ma nella sua mente continuavano a risuonare le parole di Dreng. Ti rammaricherai della furbizia di tua madre, te lo garantisco.
Probabilmente era vero.


Capitolo 9.

Met settembre 997.
Ragna part da Cherbourg con il cuore colmo di felicit e di aspettativa. Aveva avuto la meglio sui suoi genitori e stava andando in Inghilterra a sposare luomo che amava.
Lintera citt si rec al porto per salutarla. La nave su cui avrebbe viaggiato, la Angel, aveva un unico albero con una grande vela multicolore pi sedici paia di remi. La polena intagliata nel legno era un angelo che suonava una tromba, mentre la poppa lunga e ricurva terminava con una testa di leone. Il capitano era un uomo anziano, asciutto e muscoloso di nome Guy, che aveva attraversato molte volte il Canale verso lInghilterra.
Ragna era salita su una nave soltanto una volta, tre anni prima, quando era andata con suo padre a Fcamp, una novantina di miglia attraverso la Baie de Seine, senza mai allontanarsi dalla costa. Il tempo era buono, il mare calmo e i marinai erano felici di avere a bordo una nobildonna giovane e bella. La navigazione era stata piacevole e priva di sorprese.
Per questo era impaziente di intraprendere quel viaggio, la prima di molte nuove avventure. Sapeva che ogni viaggio per mare era potenzialmente pericoloso, ma non poteva fare a meno di provare comunque una grande euforia: era nella sua natura. A preoccuparsi si rovinava tutto.
Era accompagnata dalla sua cameriera, Cat, dalla sua migliore sarta, Agnes, e da altre tre cameriere, pi Bern il Gigante e altri sei armigeri che avevano il compito di proteggerla. Ragna e Bern avevano ognuno il proprio cavallo - lei aveva preso con s Astrid, la sua preferita - e il gruppo si muoveva con quattro pony su cui erano caricati i bagagli. Ragna aveva portato quattro vesti e sei paia di scarpe nuove. Aveva anche un piccolo dono di nozze per Wilwulf, una cintura di morbida pelle con fibbia e puntale dargento custodita in una scatola realizzata appositamente.
A bordo i cavalli furono legati e sistemati sopra un letto di paglia che avrebbe dovuto attutire eventuali cadute provocate dal moto ondoso. Calcolando anche i venti uomini dequipaggio, limbarcazione era affollata.
Quando la nave lev lancora, Genevieve pianse.
Partirono con un bel sole caldo e un vento vivace da sud-ovest che prometteva di farli arrivare a Combe in un paio di giorni. In quel momento, per la prima volta, Ragna cominci a provare una certa trepidazione. Wilwulf la amava, per lui poteva essere cambiato. Lei era impaziente di conoscere la sua famiglia e i suoi sudditi, ma loro come lavrebbero accolta? Sarebbe riuscita a conquistarsi il loro affetto? Oppure avrebbero provato disprezzo per i suoi modi da forestiera, e magari invidia per la sua bellezza e la sua ricchezza? E a lei sarebbe piaciuta lInghilterra?
Per scacciare quelle preoccupazioni, Ragna si esercit a parlare in inglese con le sue cameriere. Aveva preso lezioni ogni giorno da una donna inglese sposata con un uomo di Cherbourg. Ora fece ridere le altre dicendo loro i nomi delle diverse parti del corpo maschili e femminili.
Poi, quasi senza preavviso, la brezza estiva si trasform in una burrasca autunnale, e una pioggia fredda prese a sferzare la nave con tutti i suoi passeggeri.
Non cera alcun riparo. Una volta Ragna aveva visto una zattera fluviale dipinta a colori vivaci con una tenda per riparare le nobildonne dal calore del sole, ma, a parte quella, non si era mai imbattuta in una nave dotata di una copertura di protezione. Quando pioveva, i passeggeri, la ciurma e il carico si bagnavano tutti in egual misura. Ragna e le sue cameriere si strinsero luna allaltra, tirandosi i cappucci dei mantelli sulla testa, cercando di tenere i piedi fuori dalle pozzanghere che si erano formate sul fondo.
Quello, per, fu solo linizio. Quando la burrasca si trasform in una tempesta vera e propria smisero di sorridere. Il capitano Guy sembrava tranquillo, ma ammain la vela per timore che la nave si rovesciasse. Adesso limbarcazione si dirigeva dove la spingeva il vento. Le stelle erano nascoste dietro le nuvole, e neppure lequipaggio sapeva in che direzione stessero andando. Ragna cominci ad avere paura.
La ciurma cal unancora galleggiante a poppa. Si trattava di un grosso sacco che si riempiva dacqua e agiva da zavorra, limitando il movimento della nave e mantenendo la poppa al vento. Ma le onde crescevano. La nave beccheggiava con violenza: langelo puntava la sua tromba verso il cielo nero e un attimo dopo verso gli abissi turbolenti. I cavalli non riuscivano a stare in piedi e cadevano in ginocchio, nitrendo terrorizzati. Gli armigeri cercavano inutilmente di calmarli. Le onde scavalcavano le fiancate. Alcuni uomini dellequipaggio si misero a pregare.
Ragna cominci a pensare che non sarebbe mai arrivata in Inghilterra. Forse non era destino che sposasse Wilwulf e gli desse dei figli. Avrebbe potuto morire e sarebbe andata allinferno per il peccato che aveva commesso facendo lamore con lui prima che fossero marito e moglie.
Fece lerrore di immaginarsi come sarebbe stato annegare. Le torn in mente un gioco che faceva da bambina, quando tratteneva il respiro per vedere quanto sarebbe riuscita a resistere, e prov lo stesso panico che la assaliva allora dopo qualche istante. Immagin il terrore di chi, disperato per la mancanza daria, inala boccate dacqua. Quanto tempo occorreva per morire? Il pensiero la fece star male e vomit il pasto che aveva consumato sotto il sole appena un paio dore prima. Questo non bast a calmarle lo stomaco, ma la nausea scacci la paura: a quel punto stava cos male che non le importava pi neanche di morire.
Le pareva che quel tormento non finisse mai. Quando non riusc pi a veder cadere la pioggia si rese conto che era notte. La temperatura scese bruscamente e lei cominci a tremare negli abiti inzuppati dacqua.
Non aveva idea di quanto fosse durata la tempesta quando questa, finalmente, si plac. Gli scrosci di pioggia diventarono pioviggine e il vento cal. La nave scivolava nel buio: a bordo cerano delle lampade e un orcio dolio in una cassa a prova dacqua, ma non cera un fuoco con cui accenderle. Il capitano Guy disse che avrebbe issato la vela se avesse avuto la certezza di essere lontano da terra, ma, non conoscendo la posizione della nave e non avendo luci per capire se la costa era vicina, era troppo pericoloso. Dovevano aspettare che facesse giorno.
Quando arriv lalba, Ragna cap che la cautela del capitano era stata provvidenziale: si trovavano in vista di alcune scogliere. Il cielo era coperto, ma le nuvole erano pi chiare in una direzione, che doveva essere loriente. La terra a nord era lInghilterra.
Lequipaggio si mise rapidamente al lavoro nonostante continuasse a piovere: i marinai prima issarono la vela, poi distribuirono sidro e pane per colazione e si misero ad aggottare lacqua dal fondo.
Ragna era stupita che potessero riprendere i loro compiti. Cera mancato poco che morissero tutti: come potevano comportarsi normalmente? Lei non riusciva a pensare ad altro se non che era ancora miracolosamente viva.
Navigarono lungo la costa finch videro un piccolo porto con alcune imbarcazioni. Il capitano non conosceva il posto, ma valut che potessero trovarsi a quaranta o cinquanta miglia a est di Combe. Punt la nave verso terra ed entr in porto.
Ragna non vedeva lora di sentire la terraferma sotto i piedi.
La nave venne ormeggiata in acque poco profonde, e Ragna fu portata in braccio su una spiaggia di ciottoli. Con le sue cameriere e le guardie del corpo risal il pendio fino al villaggio ed entr in una taverna. Sperava di trovare un bel fuoco acceso e una colazione calda, ma era ancora presto. Il fuoco era stentato e la locandiera, scorbutica e scarmigliata, si sfregava gli occhi assonnata mentre aggiungeva qualche legnetto alla debole fiamma.
Ragna si sedette, tutta tremante, aspettando che venissero scaricati i bagagli cos da poter indossare indumenti asciutti. La locandiera le serv del pane stantio e della birra che sembrava acqua. "Benvenuta in Inghilterra" le disse.
La sicurezza di Ragna era stata messa a dura prova. In tutta la sua vita non le era mai capitato di essere cos spaventata, e cos a lungo. Quando il capitano Guy disse che avrebbero dovuto aspettare che il tempo migliorasse per riprendere la navigazione verso ovest lungo la costa inglese fino a Combe, lei si oppose con fermezza. Non voleva mai pi mettere piede su una nave. Se laspettavano delle spiacevoli sorprese, intendeva affrontarle sulla terraferma.
Tre giorni dopo, non era pi sicura che fosse stata la decisione giusta. La pioggia non dava segno di smettere. Le strade erano pantani. I cavalli si stancavano ad avanzare nel fango, ed essere perennemente bagnati e infreddoliti metteva tutti di cattivo umore. Le locande in cui si fermavano in cerca di ristoro erano buie e squallide, e offrivano ben poco sollievo al disagio del viaggio; quando le persone udivano il suo accento straniero si mettevano a parlare a voce alta, come se questo potesse aiutarla a capire meglio la loro lingua. Una notte il gruppo fu accolto nella confortevole casa di un piccolo nobile, Thurstan di Lordsborough, ma le altre due le passarono ospiti di monasteri, puliti ma freddi e tetri.
Ragna si stringeva nel mantello, sballottata da Astrid che avanzava a fatica, e si diceva che alla fine del viaggio laspettava luomo pi meraviglioso del mondo.
Il pomeriggio del terzo giorno, un pony scivol su un pendio. Cadde in ginocchio e il carico che portava si spost di lato. Lanimale cerc di rialzarsi, ma il carico sbilanciato gli fece nuovamente perdere lequilibrio. La povera bestia scivol gi per una colata di fango, nitrendo di terrore, e fin in un ruscello. "Oh, no! Correte a salvarlo!" grid Ragna.
Parecchi tra gli armigeri si gettarono in acqua, che aveva una profondit di circa tre piedi, ma non riuscirono a rimettere sulle zampe lanimale. "Dovete togliergli il carico di dosso!" url Ragna.
Funzion. Un uomo afferr la testa del piccolo cavallo nel tentativo di tenerlo fermo, mentre gli altri due slacciavano le cinghie. Scaricarono le borse e le casse e le passarono agli altri, che aspettavano. Quando fu libero dal suo carico, il pony si raddrizz senza bisogno di aiuto.
Osservando i bagagli impilati a lato del ruscello, Ragna chiese: "Dov la cassettina con il regalo di Wilwulf?".
Tutti si guardarono intorno, ma nessuno la vide.
Ragna era sgomenta. "Non possiamo averla persa...  il suo regalo di nozze!"
I gioielli inglesi erano famosi e, immaginando che Wilwulf avesse gusti raffinati, Ragna aveva ordinato la fibbia e il puntale al miglior gioielliere di Rouen.
Gli armigeri che prima erano accorsi in aiuto del pony tornarono in acqua e presero a frugare sul letto del ruscello in cerca della cassettina. Ma fu Cat, che aveva la vista acuta, a individuarla. "Laggi!" grid, indicando col dito.
Ragna vide la cassettina a un centinaio di iarde: scendeva lungo il ruscello, galleggiando.
Una figura sbuc allimprovviso dai cespugli. Quando luomo fece un passo nellacqua e afferr la cassettina, Ragna intravide una testa coperta da una specie di elmo. "Oh, bravo!" esclam.
Luomo si volt a guardarla per un istante e lei vide chiaramente un vecchio elmo da battaglia arrugginito con dei fori per gli occhi e la bocca. Poi, per, con un balzo luomo usc dallacqua e spar tra la vegetazione.
Ragna cap di essere stata derubata.
"Inseguitelo!" grid.
Gli armigeri partirono allinseguimento. Ragna li sentiva chiamarsi a vicenda nel bosco, poi le loro urla furono attutite dagli alberi e dalla pioggia. Dopo un po gli uomini iniziarono a tornare, uno dopo laltro. Spiegarono che la fitta boscaglia li aveva rallentati. Ragna cominci a perdere le speranze. Quando anche lultimo uomo riapparve, Bern disse: "Ci  sfuggito".
Ragna si sforz di fare buon viso a cattiva sorte. "Riprendiamo il cammino" disse, risoluta. "Quel che  stato  stato." Ripresero ad arrancare nel fango.
La perdita del dono per Wilwulf, per, era troppo da sopportare per Ragna, dopo la tempesta in mare e i tre giorni di pioggia e di sistemazioni squallide. I ferali avvertimenti dei suoi genitori erano fondati: quello era un paese orribile e lei si era condannata a viverci con le sue stesse mani. Non riusc a trattenere le lacrime, che presero a scenderle cocenti sulle guance, mescolandosi alla pioggia gelida. Si cal il cappuccio sul viso e chin il capo nella speranza che gli altri non vedessero.
Unora dopo lincidente, il gruppo arriv sulla sponda di un fiume, oltre cui si ergeva un minuscolo villaggio. Stringendo gli occhi sotto la pioggia, Ragna vide alcune case e una chiesetta di pietra. Sulla sponda opposta era ormeggiata unimbarcazione piuttosto grande. A sentire gli abitanti dellultimo villaggio che avevano attraversato, il luogo con la barca per passare il fiume si trovava a due giorni di viaggio da Shiring. Ancora due giorni di tribolazioni, pens affranta.
Gli uomini si misero a urlare e immediatamente comparve un giovane uomo che sleg limbarcazione. Un cane bianco e marrone lo segu e salt a bordo, ma luomo gli disse qualcosa e lanimale scese.
Il giovane sembrava non far caso alla pioggia. Si piazz a prua e usando una pertica spinse limbarcazione attraverso il fiume. Ragna ud Agnes, la sarta, osservare a bassa voce: "Che ragazzo forte".
La barca and a sbattere contro la riva. "Prima di salire, aspettate che labbia legata" disse il giovane. " pi sicuro." Era educato e gentile, ma non sembrava intimorito dallarrivo di una nobildonna con un seguito numeroso. Guard Ragna e le sorrise come se la conoscesse, ma lei non ricordava di averlo mai visto prima.
Quando ebbe assicurato la barca, il giovane disse: " un fardino a testa per persone e animali. Io vedo tredici persone e sei cavalli, quindi in tutto fanno quattro penny e tre fardini, per favore".
Ragna fece un cenno a Cat, che aveva una scarsella appesa alla cintura con una piccola somma di denaro per le spese occasionali. Uno dei pony trasportava un forziere contenente gran parte del denaro, ma quello veniva aperto solo in privato. Cat consegn allinglese cinque penny, piccoli e leggeri, e ricevette un minuscolo quarto di moneta dargento.
"Potete imbarcarvi a cavallo, se fate attenzione" disse il giovane. "Ma se non siete tranquilla, scendete e portate il cavallo a mano. Ah, io sono Edgar."
"E questa  lady Ragna di Cherbourg" disse Cat.
"Lo so" disse il giovane e fece un inchino in direzione di Ragna. "Sono onorato, mia signora."
Lei sal in sella al cavallo, e gli altri la seguirono.
Limbarcazione era straordinariamente stabile, e sembrava costruita a regola darte, con tavole ben accostate le une alle altre. Non cera acqua sul fondo. "Bella barca" osserv Ragna. Evit di aggiungere per un posto squallido come questo, ma era implicito nelle sue parole, e per un attimo si chiese se potesse aver offeso Edgar.
Lui, per, non pareva affatto risentito. "Siete molto gentile" disse. "Lho costruita io."
"Da solo?" chiese lei, scettica.
Ancora una volta il giovane avrebbe potuto sentirsi umiliato. Ragna si rese conto che stava dimenticando i suoi propositi di fare amicizia con gli inglesi, e questo non era da lei: normalmente legava in fretta con gli sconosciuti. Ma il pessimo viaggio e le stranezze del nuovo paese lavevano messa di cattivo umore. Decise di essere gentile.
Edgar, per, non sembrava essersela presa. Con un sorriso rispose: "Non ci possono essere due costruttori di barche in un posto come questo".
"Mi sorprende che ce ne sia uno."
"S, sono sorpreso anchio."
Ragna scoppi a ridere. Quel ragazzo aveva la battuta pronta e non si prendeva troppo sul serio. Le piaceva.
Edgar fece salire passeggeri e animali sullimbarcazione, poi la sleg e cominci a spingerla dallaltra parte. Ragna vide divertita che Agnes la sarta aveva iniziato a conversare con lui nel suo inglese incerto. "La mia padrona sposer laldermanno di Shiring."
"Wilwulf? Credevo fosse gi sposato" rispose Edgar.
"Lo era, ma sua moglie  morta."
"Non lo sapevo. Dunque la tua padrona diventer la padrona di tutti noi."
"A meno che non anneghiamo sotto la pioggia prima di arrivare a Shiring."
"Perch, a Cherbourg non piove?"
"Non in questo modo."
Ragna sorrise. Agnes era nubile e impaziente di sposarsi. Avrebbe potuto trovare di peggio di quel giovane inglese pieno di risorse. Non si sarebbe sorpresa se una o pi tra le sue cameriere avessero trovato marito l in Inghilterra: nei gruppi ristretti di donne il matrimonio era contagioso.
Ragna guard davanti a s. La piccola chiesa sulla collina era di pietra, ma in cattive condizioni. Le finestre, piccolissime e tutte di fogge diverse, sembravano piazzate a caso nelle pareti spesse. Nelle chiese normanne le finestre non erano pi grandi, per di solito avevano tutte la stessa forma ed erano disposte in file regolari. Quella sistemazione rappresentava in maniera pi eloquente lordine con cui Dio aveva creato il mondo, con le sue gerarchie di piante, pesci, animali e persone.
Limbarcazione giunse sulla riva settentrionale. Edgar salt gi e la leg, quindi invit i passeggeri a scendere. Anche questa volta Ragna and per prima, e la sua cavalla diede fiducia agli altri.
Smont di sella davanti alla porta della taverna. Luomo che usc le ricord per un attimo Wilwulf: stessa altezza e corporatura, ma il volto era diverso. "Non posso accogliere tutta questa gente" disse in tono risentito. "Come faccio a dare da mangiare a tutti?"
"Quanto dista il prossimo villaggio?" domand Ragna.
"Forestieri, vero?" chiese lui, notando il suo accento. "Si chiama Wigleigh e non ci arriverete in giornata."
Probabilmente se lo stava inventando per poter chiedere un prezzo vergognoso. Ragna si spazient. "Bene, allora cosa suggerisci?"
Intervenne Edgar. "Dreng, lei  lady Ragna di Cherbourg. Sposer laldermanno Wilwulf."
Dreng divenne immediatamente ossequioso. "Perdonatemi, mia signora, io non avevo idea" si scus. "Entrate, vi prego, e siate la benvenuta. Forse voi non lo sapete, ma sarete mia cugina acquisita."
Ragna rimase sconcertata nellapprendere che sarebbe diventata parente di quelloste. Non accett immediatamente il suo invito ad accomodarsi. "No, non lo sapevo" disse.
"Oh, s. Laldermanno Wilwulf  mio cugino. Con il matrimonio entrerete a far parte della mia famiglia."
Ragna non ne era affatto entusiasta.
"Mio fratello e io governiamo questo piccolo villaggio, sotto lautorit di Wilwulf, ovviamente. Mio fratello Degbert  il decano della collegiata sulla collina."
"Quella chiesetta  una collegiata?"
"Piccola, solo una mezza dozzina di chierici. Entrate, vi prego." Dreng pos il braccio intorno alle spalle di Ragna.
Era davvero troppo. Anche se Dreng le fosse stato simpatico, non gli avrebbe permesso di toccarla. Con un movimento deliberato allontan il suo braccio. "Mio marito non gradirebbe che mi facessi accarezzare da suo cugino" disse con freddezza. Quindi entr in casa, precedendolo.
Dreng la segu. "Oh, il nostro Wilwulf non se ne avrebbe a male" ribatt, ma non os toccarla di nuovo.
Ragna si guard attorno e fu assalita da una sensazione che cominciava a diventare abituale. Come la maggior parte delle taverne inglesi, anche quella era buia, fumosa e maleodorante. Cerano due tavoli, una manciata di sgabelli e qualche panca.
Cat era dietro di lei. Avvicin uno sgabello al fuoco per la padrona, quindi la aiut a togliersi il mantello zuppo. Ragna si sedette accanto al fuoco e allung le mani verso la fiamma per scaldarle.
Vide che cerano tre donne nella taverna. La pi anziana doveva essere la moglie di Dreng. La pi giovane, una ragazza incinta con una faccia smunta, aveva il capo scoperto, solitamente il segno delle prostitute: Ragna immagin che fosse una schiava. La terza donna aveva pi o meno la sua et, e poteva essere la concubina di Dreng.
Le cameriere e le guardie del corpo di Ragna si affollarono dentro la taverna. "Per favore, vuoi offrire della birra ai miei servitori?" disse Ragna a Dreng.
"Mia moglie provveder subito, mia signora." Poi si rivolse alle due donne. "Leaf, servi della birra. Ethel, comincia a preparare la cena."
Leaf apr una cassa piena di coppe e ciotole, e inizi a riempirle da un barile posato su un banco nellangolo. Ethel appese un paiolo di ferro sul fuoco e vi vers dellacqua, quindi tir fuori un bel cosciotto di montone e lo mise nella pentola.
La ragazza incinta port una bracciata di legna da ardere. Ragna rimase sorpresa nel vederla svolgere lavori pesanti, nonostante fosse chiaramente prossima al parto. Non cera da stupirsi che avesse laria cos stanca e immusonita.
Edgar si inginocchi vicino al focolare e prepar il fuoco rametto per rametto. Presto si svilupp una bella fiamma che scald Ragna e le asciug i vestiti.
"Sulla barca, quando la mia cameriera Cat ti ha detto chi ero, tu hai detto: Lo so. Come fai a conoscermi?"
Edgar sorrise. "Voi non potete ricordarvelo, ma ci siamo gi incontrati."
Ragna non si scus per non averlo riconosciuto. Una nobildonna vedeva centinaia di persone e non poteva certo ricordarsele tutte. "Quando  stato?"
"Cinque anni fa. Io avevo solo tredici anni." Edgar prese il coltello che portava appeso alla cintura e lo pos sulle pietre del focolare in modo che la lama si trovasse tra le fiamme.
"Allora io ne avevo quindici. Non sono mai stata in Inghilterra, quindi devi essere venuto in Normandia."
"Il mio povero padre faceva il costruttore di barche a Combe. Eravamo andati a Cherbourg per consegnare una nave.  stato allora che vi ho incontrata."
"Ci eravamo parlati?"
"S." Lui sembrava in imbarazzo.
"Un momento..." Ragna sorrise. "Ricordo vagamente un audace ragazzino inglese che si era intrufolato nel castello senza essere stato invitato."
"Potrei essere stato io."
"Mi aveva detto che ero bella, in un pessimo francese."
Edgar ebbe la buonagrazia di arrossire. "Vi chiedo scusa per la mia insolenza. E per il mio francese." Poi sorrise e aggiunse: "Ma non per i miei gusti".
"E io ti avevo risposto? Non ricordo."
"Mi avevate parlato in un buon inglese."
"Cosa avevo detto?"
"Che ero incantevole."
"Ah,  vero! E allora tu avevi ribattuto che avresti sposato una persona come me."
"Non so come posso essere stato tanto irriguardoso."
"Non vi avevo fatto caso. Ma credo di aver pensato che lo scherzo si fosse spinto troppo in l."
"Gi. Mi avevate suggerito di tornarmene in Inghilterra prima di finire davvero nei guai." Edgar si alz, forse temendo di essere pericolosamente vicino allinsolenza, come cinque anni prima. "Gradite un po di birra tiepida?"
"Mi farebbe piacere." Edgar si fece dare una coppa di birra dalla donna che si chiamava Leaf. Usando le dita per proteggere la mano, prese il coltello dal focolare e immerse la lama dentro la coppa. Il liquido sfrigol e schium. Lui lo mescol e glielo porse. "Non credo sia troppo caldo."
Lei si avvicin la coppa alle labbra e bevve un sorso. "Perfetto" disse e ne prese uno pi lungo. Il liquido le scald lo stomaco e si sent subito meglio.
"Farei meglio a lasciarvi" disse Edgar. "Immagino che il mio padrone voglia parlare con voi."
"Oh, no, ti prego" si affrett a ribattere Ragna. "Non lo sopporto. Resta qui. Siediti e chiacchieriamo."
Lui avvicin uno sgabello, riflett un istante e poi disse: "Deve essere difficile iniziare una nuova vita in un paese straniero".
Non puoi immaginare quanto pens lei, ma non voleva farsi vedere abbattuta. " unavventura" replic con tono vivace.
"Ma  tutto diverso. Quel giorno a Cherbourg mi sentivo frastornato: una lingua sconosciuta, uno strano modo di vestire, persino gli edifici sembravano bizzarri. E io vi rimasi solo un giorno."
" una sfida" ammise lei.
"Ho notato che non sempre le persone sono gentili con i forestieri. Quando vivevo a Combe, capitavano tantissimi stranieri. Alcuni degli abitanti si divertivano a deridere i visitatori francesi o fiamminghi per gli errori commessi."
Ragna annu. "Un uomo ignorante pensa che gli stranieri siano stupidi e non si rende conto che anche lui farebbe la figura dello stupido se andasse in un altro paese."
"Devessere difficile da sopportare. Ammiro il vostro coraggio."
Edgar era il primo inglese a comprendere quello che stava passando. Per assurdo, la compassione di Edgar intacc la forza danimo che lei si sforzava eroicamente di esibire. Con suo grande sgomento, scoppi a piangere.
"Vi chiedo scusa!" esclam lui. "Cosa ho fatto?"
"Sei stato gentile" riusc a rispondere lei. "Da quando sono arrivata in questo paese, tu sei il primo."
Edgar era di nuovo in imbarazzo. "Non era mia intenzione agitarvi."
"No, non  colpa tua." Ragna non voleva lamentarsi di quanto fosse orribile lInghilterra. Attribu il proprio turbamento al furto subito. " che oggi ho perso una cosa preziosa."
"Mi dispiace. Di cosa si trattava?"
"Un dono per il mio futuro marito, una cintura con la fibbia dargento. Ero cos impaziente di dargliela..."
"Che peccato."
"Me lha rubata un uomo che portava un elmo."
"Si direbbe Grugno di Ferro.  un fuorilegge. Ha tentato di rubare un maialino alla mia famiglia, ma il cane ha dato lallarme."
Entr un uomo calvo che si avvicin a Ragna. Come Dreng, assomigliava vagamente a Wilwulf. "Benvenuta a Drengs Ferry, mia signora" disse. "Io sono Degbert, decano della collegiata e signore del villaggio." Poi si rivolse a Edgar e gli ordin, a voce bassa: "Sparisci".
Edgar si alz e usc.
Senza essere stato invitato a farlo, Degbert si sedette sullo sgabello lasciato libero da Edgar. "Il vostro fidanzato  mio cugino" disse.
"Sono felice di fare la vostra conoscenza" rispose Ragna educatamente.
"Per noi  un onore accogliervi qui."
"E per me  un piacere" ribatt Ragna, mentendo. Si chiese quanto tempo ci sarebbe voluto prima che potesse andare a dormire.
Chiacchier con Degbert per un po, una conversazione tediosa, poi Edgar torn accompagnato da un uomo basso ma robusto vestito da chierico che portava una cassetta. Degbert alz lo sguardo verso di loro. "E quello cos?" domand, irritato.
"Ho chiesto a Cuthbert di portare qui qualcuno dei suoi gioielli per mostrarli a lady Ragna. Oggi ha perso un oggetto di valore,  stata derubata da Grugno di Ferro, e forse desidera sostituirlo."
Degbert esit. Si stava chiaramente godendo il privilegio esclusivo della compagnia di quella visitatrice di alto rango, ma decise di piegarsi con bonomia. "Alla collegiata siamo tutti orgogliosi della maestria di Cuthbert" disse. "Spero che troverete qualcosa di vostro gradimento, mia signora."
Ragna era scettica. I gioielli inglesi della miglior foggia erano davvero splendidi e apprezzati in tutta Europa, ma questo non voleva dire che qualunque pezzo prodotto da un inglese fosse di qualit, e le sembrava improbabile che in quel villaggio potesse esserci un gioielliere cos abile da creare oggetti di pregio. Per fu felice di sbarazzarsi di Degbert.
Cuthbert sembrava intimidito. "Posso aprire la cassetta, mia signora?" chiese, nervoso. "Non voglio imporre la mia presenza, ma Edgar ha detto che potevate essere interessata."
"Certamente. Mi piacerebbe dare unocchiata."
"Non vi preoccupate, non dovete comprare a tutti i costi." Cuthbert stese un panno blu per terra e apr la cassetta. Era piena di oggetti avvolti nel tessuto di lana. Li tir fuori a uno a uno, svolgendoli con cura, e li dispose davanti a Ragna, lanciandole occhiate nervose. Lei fu felice di vedere che la qualit dei manufatti era elevata. Luomo aveva creato spille, fermagli, bracciali da braccio e anelli, quasi tutti in argento, e tutti incisi con motivi elaborati, spesso realizzati con una sostanza nera che Ragna pens fosse niello, un composto di metalli.
La sua attenzione fu attratta da un bracciale spesso di foggia virile. Lo prese e not che era molto pesante. Era dargento, decorato con un motivo di serpenti attorcigliati. Le parve gi di vederlo sul braccio muscoloso di Wilwulf.
"Avete scelto il mio pezzo migliore, mia signora" disse Cuthbert, scaltro.
Lei lo osserv. Era sicura che a Wilwulf sarebbe piaciuto e che lo avrebbe indossato con fierezza. "Qual  il prezzo?"
"C molto argento."
" argento puro?"
"Una parte su venti  rame, per robustezza" rispose luomo. "Come per le nostre monete dargento."
"Bene. Quanto costa?"
"Sarebbe per laldermanno Wilwulf?"
Ragna sorrise. Luomo non le avrebbe detto il prezzo finch non vi fosse stato costretto. Per il momento stava cercando di capire quanto era stata disposta a pagare. Cuthbert poteva essere anche timido, ma di certo era astuto. "S" rispose. "Un dono di nozze."
"In questo caso dovr darvelo a non pi di quanto  costato a me: sar il mio modo di onorare le vostre nozze."
"Siete molto gentile. Quanto?"
Cuthbert sospir. "Una libbra."
Era un sacco di denaro: duecentoquaranta penny dargento. Ma il bracciale pesava quasi mezza libbra, quindi era un prezzo ragionevole. E poi, pi Ragna lo guardava pi lo voleva. Immagin quando lo avrebbe infilato intorno alla mano di Wilwulf e lo avrebbe fatto scivolare lungo il suo braccio, e poi avrebbe guardato il suo volto sorridente.
Decise di non mercanteggiare: era poco signorile. Non era una contadina che comprava un mestolo. Ma finse di esitare, per salvare le apparenze.
"Non costringetemi a venderlo per meno di quanto mi  costato, mia cara signora" la esort Cuthbert.
"Daccordo" disse lei. "Una libbra."
"Laldermanno ne sar felicissimo. Far un figurone sul suo braccio possente."
Cat aveva seguito le contrattazioni e Ragna la vide avvicinarsi silenziosa verso il punto in cui era stato depositato il loro bagaglio e aprire, senza farsi notare, una cassetta.
Ragna si infil il bracciale. Era troppo grande per lei, ovviamente, ma le piaceva lincisione.
Cuthbert riavvolse gli altri ornamenti e li ripose con delicatezza.
Cat torn con una sacchetta di pelle. Meticolosa, cont i penny a multipli di dodici. Cuthbert li ricont. Alla fine mise il denaro nella cassetta, la chiuse e se ne and, ma non prima di aver augurato a Ragna uno splendido giorno delle nozze e mille anni di felicit.
Ai due tavoli fu servita la cena. I visitatori mangiarono per primi. Non cerano piatti: sulla tavola furono posate delle spesse fette di pane, e il montone con le cipolle venne servito direttamente sul pane. Attesero tutti che Ragna cominciasse. Lei infilz un pezzo di carne con il suo coltello e se lo port alla bocca, e solo allora gli altri si gettarono sul cibo. Lo stufato era semplice ma gustoso.
Ragna si sentiva rincuorata dal cibo, dalla birra e dal piacere di aver comprato un dono per luomo che amava.
Mentre mangiavano scese la notte e la schiava incinta accese le lampade sparse per la stanza.
Appena ebbe terminato di mangiare, Ragna disse: "Ora sono stanca. Dove dormir?".
"Ovunque vi aggradi, mia signora" rispose Dreng, cordiale.
"Ma dov il mio letto?"
"Purtroppo non abbiamo letti, mia signora."
"Non avete letti?"
"Mi dispiace."
Davvero si aspettavano che lei si avvolgesse nel suo mantello e si sdraiasse sulla paglia insieme a tutti gli altri? Probabilmente quel viscido di Dreng avrebbe cercato di mettersi accanto a lei. Nei monasteri le era stato riservato un semplice letto di legno con un pagliericcio, e Thurstan di Lordsborough le aveva fornito una specie di cassone con delle foglie sul fondo. "Neppure un letto a cassa?" disse.
"A Drengs Ferry nessuno possiede un letto, di nessun genere."
"A parte le suore" si intromise Edgar.
Ragna rimase sorpresa. "Nessuno mi ha detto che cerano delle suore."
"Sullisola" disse Edgar. "C un piccolo convento."
Dreng sembr irritarsi. "Non potete andare l, mia signora. Curano i lebbrosi e i malati di ogni genere.  per questo che si chiama isola dei Lebbrosi."
Ragna era scettica. Molte suore curavano i malati, ma raramente prendevano le infezioni dai loro pazienti. Dreng mirava solo al prestigio che gli sarebbe derivato dallospitarla per la notte.
"I lebbrosi non possono entrare nel convento" disse Edgar.
"Cosa ne sai tu, vivi qui soltanto da qualche mese!" sbott Dreng, arrabbiato. "Chiudi quella bocca." Poi rivolse un sorriso untuoso a Ragna. "Non potrei permettervi di rischiare la vita, mia signora."
"Non sto chiedendo il vostro permesso" ribatt lei gelida. "Decider con la mia testa." Si volt verso Edgar. "Come sono le sistemazioni per la notte al convento?"
"Ci sono stato solo una volta, a riparare il tetto, ma credo che ci siano due stanze, una per la madre superiora e la sua vice, e una camerata per le altre cinque o sei suore. Hanno tutte dei letti di legno con pagliericci e coperte."
"Perfetto. Potresti accompagnarmi l?"
"Certamente, mia signora."
"Cat e Agnes verranno con me. Il resto dei miei servitori rester qua. Se il monastero dovesse rivelarsi inadatto per qualche motivo, torner subito indietro."
Cat prese la borsa di pelle che conteneva le poche cose di cui Ragna aveva bisogno per la notte, tra le quali un pettine e un pezzo di sapone di Spagna. Aveva scoperto che in Inghilterra esisteva soltanto il sapone liquido.
Edgar prese una lampada appesa alla parete e Cat unaltra. Se anche non era daccordo, Dreng non os dire nulla.
Ragna cerc lo sguardo di Bern e gli lanci unocchiata dintesa. Lui annu. Era responsabile della cassa contenente il denaro.
Ragna, Cat e Agnes seguirono Edgar fuori. Andarono al fiume e salirono sullimbarcazione mentre Edgar slegava la corda. Il cane salt a bordo. Edgar afferr la pertica e la barca si mosse.
Ragna sperava tanto che il convento fosse come glielo avevano descritto. Aveva un gran bisogno di una stanza pulita, un letto morbido e una coperta calda. Si sentiva come un assetato la cui gola arde di desiderio nel vedere una brocca di sidro gelato.
"Il monastero  ricco, Edgar?" chiese.
"Moderatamente." Spingeva la barca senza sforzo e non gli mancava il fiato per parlare. "Possiedono delle terre a Northwood e a St-John-in-the-Forest."
"Sei sposato con una delle donne nella taverna, Edgar?" chiese Agnes.
Lui rise. "No. Due di loro sono le mogli di Dreng, e la ragazza incinta  una schiava."
"In Inghilterra gli uomini possono avere due mogli?"
"Non esattamente, ma i preti non possono fare nulla per impedirlo."
"Sei tu il padre del bambino della schiava?"
Unaltra domanda mirata pens Ragna.
"Certo che no." Edgar parve vagamente offeso.
"Chi ?"
"Nessuno lo sa."
"In Normandia non abbiamo schiavi" osserv Cat.
Stava ancora piovendo. Non si scorgevano n luna n stelle. Ragna non riusciva a vedere quasi nulla, ma Edgar sapeva quello che faceva e in breve tempo la barca urt contro una riva sabbiosa. Alla luce delle lanterne Ragna intravide una barchetta a remi legata a un palo. Edgar ormeggi la barca.
"La sponda scende ripidamente" disse alle donne. "Devo portarvi in braccio? Sono solo due passi, ma vi bagnerete le vesti."
Fu Cat a rispondere. "Porta la mia signora, per favore. Agnes e io ce la caveremo."
Agnes fece unesclamazione di disappunto, ma non os mettersi a questionare con Cat.
Edgar scese accanto alla barca. Lacqua gli arrivava alle cosce. Ragna sedette sul bordo della barca volgendogli la schiena, quindi si gir, gli mise un braccio intorno al collo e poi gett le gambe oltre il bordo. Lui la sorresse con entrambe le braccia, senza sforzo.
Ragna scopr di gradire il suo abbraccio, e se ne vergogn: era innamorata di un altro uomo, e stava per sposarlo... Non aveva motivo di stringersi a qualcun altro! Ma aveva una buona scusa e comunque dur solo un attimo. Edgar mosse due passi nellacqua e la deposit sulla riva.
Seguirono un sentiero che risaliva il pendio. In fondo cera un grande edificio di pietra. I contorni non erano chiari, alla luce delle lanterne, ma a Ragna parve di scorgere due frontoni uguali, e immagin che uno fosse la chiesa e laltro il convento. A lato del convento cera una piccola torre.
Edgar buss alla porta di legno.
Dopo un po udirono una voce. "Chi bussa a questora della notte?"
Ragna si ricord che le suore andavano a letto presto.
"Sono Edgar, il costruttore. Ho accompagnato lady Ragna di Cherbourg, che ha bisogno della vostra ospitalit."
La porta venne aperta da una donna esile sulla quarantina con gli occhi azzurri. Dalla cuffia sfuggiva qualche ciocca di capelli grigi. Alz la lanterna e guard i visitatori. Quando vide Ragna, sgran gli occhi e spalanc la bocca in unespressione di stupore. Capitava spesso: ormai Ragna ci aveva fatto labitudine.
La suora arretr di un passo per far entrare le tre donne. "Aspetta qui fuori un po, per favore. Non si sa mai" disse Ragna a Edgar.
La suora chiuse la porta.
Ragna si ritrov in una sala sostenuta da pilastri, buia e vuota, probabilmente il luogo dove le suore stavano quando non erano intente a pregare in chiesa. Intravide le sagome di due scrivanie e ne dedusse che, quando non si occupavano dei lebbrosi, le religiose copiavano e forse miniavano manoscritti.
"Io sono madre Agatha, la badessa" si present la suora che le aveva fatte entrare.
"Come la santa patrona delle infermiere, suppongo?" chiese Ragna, amabile.
"E delle vittime di stupro."
Ragna immagin ci fosse sotto una storia, ma non aveva voglia di sentirla quella notte. "Queste sono le mie cameriere, Cat e Agnes."
"Sono felice di accogliervi qui. Avete cenato?"
"S, grazie, e siamo molto stanche. Potete offrirci un letto?"
"Certamente. Seguitemi, vi prego."
Fece strada lungo una scala di legno. Di tutti gli edifici che Ragna aveva visto in Inghilterra, quello era il primo ad avere un piano superiore. In cima, Agatha entr in una piccola stanza illuminata da una torcia di canne. Cerano due letti. Uno era vuoto, laltro era occupato da una suora pi o meno della stessa et di Agatha, ma pi rotonda, che si tir su a sedere, sorpresa.
"Questa  sorella Frith, la mia coadiutrice" disse Agatha.
Frith fissava Ragna come se non credesse ai propri occhi. Cera qualcosa nel suo sguardo che a Ragna ricord il modo in cui, a volte, la scrutavano gli uomini.
"Alzati, Frith" disse Agatha. "Cederemo i letti alle nostre ospiti."
Frith liber il letto in tutta fretta.
"Lady Ragna, prendete il mio letto, vi prego. Le vostre cameriere possono dormire in quello di Frith."
"Siete molto gentile" disse Ragna.
"Dio  amore" rispose Agatha.
"Ma voi due dove dormirete?"
"Nel dormitorio qui accanto, con le altre suore. C posto in abbondanza."
Ragna scopr con profonda soddisfazione che la stanza era pulitissima. Il pavimento era di assi di legno grezzo spazzato di fresco. Su un tavolo cerano una brocca dacqua e un catino, senza dubbio per lavarsi: le suore si lavavano spesso le mani. Cera anche un leggio su cui era poggiato un libro aperto. Doveva essere un convento di religiose molto colte. Non cerano cassapanche: le suore non possedevano nulla.
" un paradiso" disse Ragna. "Ma ditemi, madre Agatha, come mai c un convento su questisola?"
" una storia damore" rispose Agatha. "Il convento fu costruito da Nothgyth, la vedova di Lord Begmund. Quando lui mor e fu sepolto nella collegiata, Nothgyth non si rispos perch lui era stato lamore della sua vita. Volle farsi suora per vivere vicino alle sue spoglie mortali per il tempo che le restava, cos che potessero ascendere al cielo insieme nel giorno del Giudizio universale."
"Che storia poetica" osserv Ragna.
"Vero?"
"Vorreste dire al giovane Edgar che pu tornare sulla terraferma?"
"Certo. Mettetevi comode. Torner per vedere se avete bisogno di qualcosaltro."
Le due suore uscirono. Ragna si tolse il mantello e sal sul letto di Agatha. Cat appese il mantello di Ragna a un piolo sulla parete. Dalla borsa di pelle che aveva portato, estrasse un boccettino di olio di oliva. Ragna tese le mani e Cat ne vers una goccia su ogni palmo, poi Ragna si sfreg le mani.
Si mise comoda. Il giaciglio era fatto di tela di lino riempita di paglia. Lunico rumore era lo sciabordio del fiume che bagnava le rive dellisola. "Sono cos felice che abbiamo scoperto questo posto" disse.
"Edgar il costruttore  stato un dono del cielo" osserv Agnes. "Ha acceso il fuoco, vi ha portato della birra calda,  andato a chiamare quel piccolo gioielliere, e infine ci ha portate qui."
"Ti piace Edgar, vero?"
" un belluomo. Me lo sposerei domani."
Le tre donne ridacchiarono.
Cat e Agnes si infilarono nel letto che avrebbero condiviso.
Madre Agatha torn. " tutto a posto?" chiese.
Ragna si stiracchi con volutt. " tutto perfetto" rispose. "Siete molto gentile."
Agatha si chin su di lei e le depose un bacio lieve sulle labbra. Era pi di un bacetto frettoloso, ma non abbastanza prolungato da suscitare riprovazione. Madre Agatha si raddrizz, and alla porta e si volt.
"Dio  amore" disse.


Capitolo 10.

Fine settembre 997.
Lunico padrone che Edgar avesse avuto nei primi diciotto anni della sua vita era stato il padre, un uomo che sapeva essere severo ma mai crudele. Dopo lui, Dreng era stato unesperienza terribile. Edgar non aveva mai subito la cattiveria fine a se stessa.
Sunni invece s, da parte del marito. Edgar rifletteva spesso su come si era comportata lei con Cyneric. Il pi delle volte lo lasciava fare ma, nelle rare occasioni in cui si metteva contro di lui, reagiva con coraggio e determinazione. Edgar cercava di fare lo stesso con Dreng. Evitava i confronti, sopportava le sue meschinit e le piccole ingiustizie, per quando proprio non poteva evitare un litigio combatteva per vincere.
In almeno unoccasione aveva impedito a Dreng di picchiare Blod. Aveva indirizzato Ragna al convento contro il volere di Dreng, che invece avrebbe voluto farle passare la notte alla taverna. E con laiuto di sua madre, lo aveva costretto a dargli da mangiare in maniera decente.
Dreng sarebbe stato felice di sbarazzarsi di lui, su questo non cera dubbio. Ma cerano due ostacoli. Uno era che sua figlia Cwenburg ora faceva parte della famiglia di Edgar, e sua madre gli aveva dato una bella lezione: non poteva tiranneggiare Edgar senza che Cwenburg ne subisse le conseguenze. Laltro problema era che Dreng non avrebbe mai trovato un costruttore competente pagandolo solo un fardino al giorno. Un buon artigiano avrebbe chiesto tre o quattro volte tanto. E, rifletteva Edgar, lavarizia di Dreng era pi forte della sua cattiveria.
Edgar sapeva di camminare sullorlo di un precipizio. Dreng non ragionava sempre seguendo la logica e un giorno avrebbe potuto scagliarsi contro di lui senza pensare alle conseguenze. Ma non esisteva un modo sicuro per trattare con lui, a parte accettare supinamente le sue prepotenze senza reagire, e Edgar questo non riusciva a farlo.
E cos andava avanti, ora assecondandolo ora sfidandolo, e intanto stava attento a cogliere i segnali di una tempesta in arrivo.
Il giorno dopo la partenza di Ragna, Blod and da lui e gli disse: "Mi vuoi? Sono troppo grossa per scopare, ma se preferisci posso succhiartelo".
"No!" esclam lui e poi, imbarazzato, si affrett ad aggiungere: "Grazie".
"Perch no? Sono troppo brutta?"
"Ti ho raccontato della mia Sunni, che  morta."
"Allora perch sei cos gentile con me?"
"Non sono gentile con te. Ma sono diverso da Dreng."
"Tu sei gentile con me."
Edgar cambi argomento. "Hai gi pensato a un nome per il tuo bambino?"
"Non so se mi permetteranno di dargli un nome."
"Dovresti dargli un nome gallese. Come si chiamano i tuoi genitori?"
"Mio padre si chiama Brioc."
"Mi piace, d lidea della forza."
" il nome di un santo celtico."
"E tua madre?"
"Eleri."
"Bel nome."
A Blod vennero le lacrime agli occhi. "Mi mancano tanto."
"Ti ho intristito. Scusa."
"Tu sei lunico inglese che mi ha mai chiesto della mia famiglia."
Dalla taverna provenne un urlo. "Blod! Vieni qui!"
Blod si allontan e Edgar riprese il suo lavoro.
La prima consegna di pietra era arrivata via fiume da Outhenham su una zattera manovrata da uno dei figli di Gab, ed era stata scaricata e ammucchiata vicino a ci che restava del vecchio capanno. Edgar aveva preparato le fondamenta della nuova costruzione scavando un fosso e riempiendolo per met di pietre.
Per la profondit delle fondamenta dovette tirare a indovinare. Aveva controllato quelle della chiesa, scavando un piccolo buco lungo la parete del presbiterio, e aveva scoperto che la costruzione ne era sprovvista: dunque era quello il motivo per cui stava cadendo.
Vers della malta sulle pietre e a quel punto si trov davanti a un altro problema: come accertarsi che la superficie della malta fosse piana? Aveva buon occhio, ma non era sufficiente. Aveva visto dei costruttori al lavoro, e ora si pent di non averli osservati pi attentamente. Alla fine si invent un accorgimento. Prepar un bastoncino piatto e sottile lungo una iarda e lo scav nella parte interna per formare una specie di canale. Il risultato era una versione in miniatura della vecchia canoa di Dreng. Poi chiese a Cuthbert di fargli una pallina di ferro liscia. Pos la bacchetta sulla malta, mise la pallina dentro il canale e diede un colpetto alla bacchetta. Se la pallina rotolava tutta da una parte era segno che la malta non era piana e la superficie doveva essere modificata.
Era un procedimento lungo, e Dreng era impaziente. Usc dalla taverna e si mise l, con le mani sui fianchi, a osservarlo. Alla fine disse: " da una settimana che ci lavori e io non vedo neanche un muro".
"Devo assicurarmi che le fondamenta siano in piano."
"Non mi interessa se sono in piano" ribatt Dreng. " un capanno per la birra, non una cattedrale."
"Se non sono in piano, croller."
Dreng guard Edgar, incerto se credergli o meno, ma attento a non rivelare la sua ignoranza. Si allontan dicendo: "Leaf deve riprendere a fare la birra al pi presto. Sto perdendo un sacco di denaro, a comprarla a Shiring. Datti da fare!".
Mentre lavorava, Edgar pensava spesso a Ragna. Era apparsa a Drengs Ferry come una visione paradisiaca. Era cos alta, calma e bella che quando la guardavi era difficile credere che fosse umana. Quando parlava, per, si rivelava deliziosamente umana: alla mano, sensibile, capace di piangere per una cintura rubata. Laldermanno Wilwulf era un uomo fortunato. Sarebbero stati una coppia straordinaria. Ovunque fossero andati avrebbero avuto tutti gli occhi puntati addosso, laffascinante signore e la sua bellissima sposa.
Edgar era lusingato che Ragna si fosse intrattenuta a parlare con lui, anche se lei gli aveva detto chiaro e tondo che lo faceva per tenere lontano Dreng. Era davvero contento di averle trovato un posto dove dormire pi adatto della taverna. Comprendeva il desiderio di lei di non sdraiarsi per terra insieme a tutti gli altri. Nelle taverne anche le donne pi brutte erano esposte alle molestie degli uomini.
La mattina seguente era andato con la barca allisola dei Lebbrosi a prenderla. Madre Agatha aveva accompagnato Ragna, Cat e Agnes al fiume e in quel breve tragitto aveva visto che anche Agatha era incantata da Ragna, pendeva dalle sue labbra e non riusciva a staccarle gli occhi di dosso. La suora era rimasta sulla riva a salutare con la mano finch la barca era arrivata dallaltra parte e Ragna era entrata nella taverna.
Prima della partenza, Agnes aveva detto a Edgar che sperava di rivederlo presto. Gli era venuto il dubbio che lei fosse attratta da lui. Se davvero era cos, avrebbe dovuto confessarle che non poteva innamorarsi, e spiegarle di Sunni. Si chiese quante volte avrebbe dovuto raccontare quella storia.
Verso sera fu messo in allarme da un urlo di dolore proveniente dalla taverna. Sembrava Blod, e Edgar pens che Dreng la stesse picchiando. Moll gli attrezzi e corse dentro.
Ma non era cos. Dreng era seduto al tavolo con aria irritata. Blod era abbandonata a terra con la schiena appoggiata alla parete. Aveva i capelli neri tutti bagnati di sudore. Leaf ed Ethel, in piedi, la osservavano. Quando Edgar arriv, lei lanci un altro grido straziante.
"Dio ci scampi!" disse Edgar. " successo qualcosa di terribile?"
"Ma dove hai la testa, stupido?" ribatt Dreng con tono beffardo. "Non hai mai visto una donna partorire?"
Edgar non laveva mai vista. Aveva visto degli animali figliare, ma era diverso. Era il pi giovane della famiglia e quando i suoi fratelli erano nati lui non cera ancora. Sapeva come si svolgeva il parto, in teoria, per cui sapeva anche che poteva essere doloroso e - ora che ci pensava - gli era capitato di sentire urla di dolore provenire dalle case vicine, e ricordava che Ma aveva detto: Ha finito il tempo. Ma non aveva esperienza diretta.
Lunica cosa che sapeva per certo era che spesso la madre moriva.
Trovava insopportabile veder soffrire una ragazza e non poterla aiutare. "Le diamo un sorso di birra?" propose, disperato. Solitamente le bevande forti aiutavano chi provava dolore.
"Possiamo tentare" disse Leaf. Riemp una coppa a met e la porse a Edgar.
Lui si inginocchi accanto a Blod e le avvicin la coppa alle labbra. Lei la bevve dun fiato e subito dopo fece unaltra smorfia straziata.
" il peccato originale, la causa di tutto. Quello che  successo nel giardino dellEden" sentenzi Dreng.
"Sentitelo, mio marito il prete" disse Leaf con sarcasmo.
" vero" insistette Dreng. "Eva ha disobbedito.  per questo che Dio punisce tutte le donne."
"Immagino che suo marito labbia fatta indiavolare" comment Leaf.
Edgar non vedeva cosaltro potesse fare e pareva che anche gli altri fossero nella stessa situazione. Forse era davvero tutto nelle mani di Dio. Se ne torn fuori e riprese il suo lavoro.
Si chiese come avrebbe affrontato il parto Sunni. Ovviamente a furia di fare lamore ci sarebbe stata una gravidanza, ma lui non aveva mai riflettuto su questo. Ora cap che avrebbe trovato insopportabile vederla stare male in quel modo. Era gi difficile guardare Blod, che era una semplice conoscente.
Quando termin di cementare le fondamenta con la malta, cominciava a far buio. La mattina seguente avrebbe ricontrollato che fossero piane, ma se tutto fosse andato per il verso giusto lindomani avrebbe posato la prima fila di pietre.
Entr nella taverna. Blod era sdraiata a terra e sembrava essersi assopita. Ethel serv la cena, uno stufato di maiale e carote. Quello era il momento dellanno in cui bisognava decidere quali animali dovessero essere macellati e quali sarebbero sopravvissuti allinverno. Parte della carne veniva consumata fresca, il resto affumicato o salato per la stagione fredda.
Edgar mangi di buon appetito. Dreng gli lanciava occhiate malevole, ma non disse nulla. Leaf continuava a bere birra. Si stava ubriacando.
Mentre finivano di mangiare Blod ricominci a lamentarsi, e adesso i dolori sembravano essere pi ravvicinati. "Non manca molto" disse Leaf. Farfugliava, come le accadeva spesso la sera, ma sembrava ragionare ancora. "Edgar, va al fiume e prendi dellacqua pulita per lavare il bambino."
Edgar era sorpreso. "Bisogna lavarlo?"
Leaf scoppi a ridere. "Ma certo... aspetta e vedrai."
Edgar afferr il secchio e scese al fiume. Era buio, ma il cielo era sereno e cera un falcetto di luna. Brindle lo segu, sperando di fare un giretto in barca. Edgar tuff il secchio in acqua e lo port alla taverna. Entrando, vide che Leaf aveva steso dei cenci puliti. "Metti il secchio vicino al fuoco, cos lacqua si scalda un po" gli disse.
Le urla di Blod si erano fatte strazianti. Edgar vide che le canne sotto le sue gambe erano inzuppate di uno strano fluido. Non poteva essere normale. "Devo andare a chiamare madre Agatha?" chiese. Solitamente si richiedeva lintervento della suora quando cera qualche emergenza medica.
"Non posso permettermi di pagarla" rispose Dreng.
"Ma lei non si fa pagare!" ribatt Edgar indignato.
"Ufficialmente no, ma si aspetta una donazione a meno che tu sia povero. Vorr dei soldi da me. La gente pensa che io sia ricco."
"Non ti preoccupare, Edgar" intervenne Leaf. "Andr tutto bene."
"Vuoi dire che tutto questo  normale?"
"S."
Blod cerc di tirarsi su. Ethel la aiut. "Ma non dovrebbe stare sdraiata?" domand Edgar.
"Non adesso."
Leaf apr una cassapanca e tir fuori due striscette di cuoio. Poi gett una manciata di segale secca nel fuoco. Si riteneva che bruciare la segale aiutasse a scacciare gli spiriti maligni. Alla fine prese un grande cencio pulito e se lo drappeggi sulle spalle.
Edgar si rese conto che quello era un rituale di cui lui non sapeva nulla.
Blod stava con le gambe aperte, china in avanti. Ethel le si era messa davanti e Blod le cingeva i fianchi sottili con le mani per sostenersi. Leaf si inginocchi dietro Blod e le sollev la veste. "Il bambino sta per uscire" annunci.
"Oh, che cosa disgustosa" borbott Dreng. Si alz, si gett il mantello sulle spalle, prese il boccale e usc zoppicando.
Blod produsse una serie di rumori ansanti, come se stesse sollevando qualcosa di terribilmente pesante. Edgar osservava, affascinato e inorridito al tempo stesso: come poteva una cosa grande come la testa di un bambino uscire da l? Ma lapertura si allarg. Poi qualcosa si fece strada. "Cos quello?" disse.
"La testa del bambino" rispose Leaf.
Edgar era stupefatto. "Che Dio laiuti."
Il bambino non usc in un unico movimento fluido. Piuttosto, il cranio sembr spingere per qualche momento, allargando lapertura, poi si ferm come per riposarsi. A ogni spinta Blod urlava di dolore.
"Ha i capelli" osserv Edgar.
" normale" rispose Leaf.
Poi, come per un prodigio, usc tutta la testa del bambino.
Edgar fu assalito da unemozione potente a cui non sapeva dare un nome. Provava un timore reverenziale per quello che vedeva. Gli venne un groppo alla gola, come se stesse per piangere, ma non era triste, anzi, provava una grande gioia.
Leaf si tolse il cencio dalle spalle e lo tenne tra le cosce di Blod, sostenendo la testa del bambino con le mani. Poi comparvero le spalle, e quindi la pancia con qualcosa attaccato che, cap immediatamente Edgar, era il cordone ombelicale. Tutto il corpo del bambino era coperto da un liquido viscoso. Finalmente apparvero le gambe. Era un maschio.
"Mi sento strana" mormor Ethel.
Leaf la guard e disse: "Sta per svenire... prendila, Edgar".
Ethel arrovesci gli occhi e si accasci. Edgar la afferr sotto le ascelle, appena in tempo, e la depose a terra.
Il bambino apr la bocca e lanci un grido.
Lentamente Blod si mise a quattro zampe. Leaf avvolse il cencio intorno alla minuscola creatura e la pos delicatamente a terra sulle canne. Poi prese le misteriose striscette di cuoio. Le leg strettamente intorno al cordone, una vicino alla pancia del bambino e laltra a circa due pollici di distanza. Poi impugn il coltello che portava alla cintura e tagli il cordone.
Inzupp un cencio pulito nel secchio e lav il bambino, togliendo con delicatezza il sangue e il muco dalla faccia e dalla testa, poi dal resto del corpo. Al contatto con lacqua, il bambino pianse di nuovo. Lei lo asciug e lo avvolse.
Blod riprese a lamentarsi, come se dovesse partorire ancora, e per un attimo Edgar pens alla possibilit che fossero due gemelli, ma quella che usc era una massa informe e, quando lui la osserv sconcertato, Leaf spieg: "La placenta".
Blod si gir su un fianco e si sedette con la schiena appoggiata alla parete. Aveva perso la sua abituale espressione di guardinga ostilit, era pallida ed esausta. Leaf le porse il bambino e lespressione di Blod cambi ancora, intenerita e rasserenata allo stesso tempo. Guard con amore il corpicino che aveva tra le braccia. Il bambino volt la testa verso di lei, premendole il viso contro il petto. Lei si abbass la veste e avvicin il bambino al seno. Sembrava che lui sapesse cosa fare: la sua bocca si strinse avida intorno al capezzolo e cominci a succhiare.
Blod chiuse gli occhi con unespressione contenta. Edgar non laveva mai vista cos.
Leaf si vers unaltra coppa di birra e la tracann in un sol sorso.
Brindle osservava il piccolo, affascinata. Un piedino sfugg dal fagotto e lei lo lecc.
Buttare via la paglia sporca era normalmente compito di Blod, e Edgar decise che avrebbe fatto meglio a occuparsene lui. Raccolse la paglia insanguinata sotto Blod, compresa la placenta, e la port fuori.
Dreng era seduto su una panca alla luce della luna. "Il bambino  nato" disse Edgar.
Dreng si port il boccale alla bocca e bevve.
" un maschio" aggiunse Edgar.
Dreng non disse nulla.
Edgar gett la paglia vicino al letamaio. Quando fosse stata asciutta, lavrebbe bruciata.
Tornando dentro, vide che Blod e il bambino sembravano essersi appisolati. Leaf era sdraiata con gli occhi chiusi, esausta o ubriaca, o forse tutte e due le cose. Ethel era ancora svenuta.
Dreng entr. Blod apr gli occhi e lo guard con diffidenza, ma lui and al barile a riempirsi il boccale. Blod richiuse gli occhi.
Dreng bevve una lunga sorsata di birra, poi pos il boccale sul tavolo. Con un movimento rapido e deciso si chin sopra Blod e afferr il bambino. Il cencio cadde a terra e lui disse: "E cos  un maschio, il piccolo bastardo".
"Dammelo!" grid Blod.
"Dunque sai parlare inglese!" esclam Dreng.
"Dammi mio figlio."
Ethel non si mosse ma Leaf disse: "Daglielo, Dreng".
"Ha bisogno daria fresca" replic lui. "C troppo fumo qua dentro per un bambino piccolo."
"Ti prego" lo supplic Blod.
Dreng port fuori il neonato.
Leaf gli corse dietro. Blod cerc di alzarsi, ma ricadde a terra. Edgar segu Leaf. "Dreng, cosa stai facendo?" url Leaf, spaventata.
"Ecco" disse Dreng al bambino. "Assapora laria fresca del fiume. Non  meglio?" Scese il pendio fino al margine dellacqua.
Probabilmente laria fresca era meglio per il bambino, riflett Edgar, ma cosa aveva in mente Dreng? Edgar non lo aveva mai visto compiere un gesto gentile nei confronti di qualcuno che non fosse Cwenburg. Forse il tumulto del parto gli aveva ricordato di quando era venuta al mondo sua figlia? Edgar lo osserv da lontano.
Dreng si volt verso di loro. La luce della luna si rifletteva sul corpicino del piccolo. Lestate aveva ceduto il passo allautunno, e laria fredda sulla pelle nuda risvegli il bambino, facendolo piangere.
"Tienilo al caldo!" grid Leaf.
Dreng afferr il piccolo per le caviglie e lo sollev a testa in gi. Il pianto si fece disperato. Edgar non sapeva cosa sarebbe successo ma cap che sarebbe stato qualcosa di brutto e, colto da un improvviso timore, si lanci verso Dreng.
Con un movimento veloce ed energico, Dreng fece roteare il bambino, mulinando le braccia, e lo lanci nel fiume.
Leaf url.
Il pianto del bambino si interruppe bruscamente nellattimo in cui tocc lacqua.
Edgar and a sbattere contro Dreng e caddero entrambi nellacqua bassa.
Edgar si rimise immediatamente in piedi. Si tolse le scarpe e la tunica.
"Hai cercato di annegarmi!" grugn Dreng sputacchiando acqua.
Edgar si tuff nudo nellacqua.
Il corpicino era caduto in mezzo al fiume. Dreng era un uomo grande e grosso, e il mal di schiena di cui si lamentava in continuazione non gli aveva impedito di lanciarlo lontano. Edgar diede qualche vigorosa bracciata, diretto al punto in cui pensava si trovasse il bambino. Non cerano nuvole in cielo e la luna era luminosa, ma guardando avanti vide, con sgomento, che non cera nulla sulla superficie. Il bambino non avrebbe dovuto galleggiare? Normalmente i corpi umani non affondavano, oppure s? Ci nonostante, la gente annegava.
Raggiunse e super il punto che pensava fosse quello giusto senza vedere niente. Agit le braccia sottacqua, sperando di toccare qualcosa, ma non trov nulla.
Limpulso di salvare il piccolo era prepotente. Edgar era disperato. Aveva a che fare con Sunni, ma lui non sapeva in che modo, e non lasci che quel pensiero lo distraesse. Si tenne a galla muovendo le gambe e gir in tondo, sforzandosi di vedere, desiderando che la luna fosse pi luminosa.
La corrente trascinava sempre i relitti verso valle. Nuot in quella direzione, pi veloce che pot, e intanto scrutava la superficie dellacqua a destra e a sinistra. Brindle comparve accanto a lui, muovendo rapida le zampe per stargli dietro. Forse avrebbe colto lodore del bambino prima che Edgar lo vedesse.
La corrente lo port verso il versante settentrionale dellisola dei Lebbrosi ed era logico pensare che avesse fatto lo stesso con il bambino. Certe volte i detriti del piccolo villaggio finivano sulla spiaggia sul lato opposto dellisola, e Edgar decise che la sua unica speranza era di andare a cercare l. Nuot fino a riva. L largine non era chiaramente definito: era un terreno paludoso, disseminato di pozze dacqua, adiacente al terreno coltivato ma non produttivo. Nuot lungo la riva, sforzandosi di vedere alla luce della luna. Scorse una gran quantit di detriti: pezzi di legno, gusci di noce, ossa di animali e un gatto morto. Se il bambino era finito l, avrebbe dovuto distinguere il corpicino candido. Ma rimase deluso.
Sempre pi sconvolto, rinunci a perlustrare quella parte e attravers il fiume fino alla riva dellisola dei Lebbrosi. In quel punto largine era coperto di vegetazione e non si riusciva a vedere il terreno. Usc dallacqua e cammin lungo la riva in direzione del convento, esplorando il bordo dellacqua meglio che pot. Brindle emise un brontolio sordo e Edgar colse un movimento l vicino. Immaginava che i lebbrosi lo stessero osservando: erano persone schive, era risaputo, riluttanti a mostrare le loro deformit. Ma decise di parlare. "Ehi, c qualcuno?" chiese a voce alta. Il rumore cess allistante. " caduto un bambino nel fiume" continu. "Avete visto qualcosa?"
Il silenzio prosegu ancora per qualche istante, poi da dietro un albero sbuc una figura. Luomo era vestito di stracci, ma non sembrava deforme: forse quello che si diceva in giro erano esagerazioni. "Nessuno qui ha visto un bambino" disse.
"Vuoi aiutarmi a cercarlo?" domand Edgar.
Luomo esit, poi annu.
"Potrebbe essere stato portato a riva dalla corrente" spieg Edgar.
Non vi fu risposta, per cui lui si volt e riprese a cercare. Gradualmente si accorse di non essere solo. Qualcuno si muoveva tra i cespugli accanto a lui, e qualcuno alle sue spalle nellacqua bassa. Gli parve di cogliere anche un movimento pi avanti. Era grato per quegli occhi in pi: era facile non vedere un essere cos piccolo.
Ma quando torn indietro in direzione della taverna per chiudere il cerchio, fu preso dallo sconforto. Era esausto e tremante per il freddo: in che stato poteva essere un bambino nudo appena nato? Se non era annegato, era possibile che fosse morto di freddo.
Arriv allaltezza del convento. Cerano delle luci alle finestre e anche fuori. Percep un movimento. Una suora gli si avvicin e lui vide che era madre Agatha. Si ricord che era nudo come un verme, ma lei parve non farci caso.
Stringeva un fagotto tra le braccia. Edgar prov un sussulto di speranza. Le suore avevano trovato il bambino?
Agatha doveva aver colto la sua espressione di speranza perch scosse la testa tristemente, e a quel punto Edgar si allarm.
Lei gli and vicina e gli mostr quello che stringeva tra le braccia. Era il bambino di Blod, avvolto in una coperta di lana bianca. Aveva gli occhi chiusi e non respirava.
"Lo abbiamo trovato sulla riva" spieg Agatha.
"Era...?"
"Morto o vivo? Non lo so. Lo abbiamo portato al caldo, ma era troppo tardi. Per lo abbiamo battezzato, cos adesso  in cielo con gli angeli."
Edgar fu sopraffatto dal dolore. Piangeva e tremava, con gli occhi pieni di lacrime. "Lho visto nascere" disse, tra i singhiozzi. " stato come un miracolo."
"Lo so" disse Agatha.
"E poi lho visto uccidere."
Agatha apr la coperta e consegn il bambino a Edgar. Lui strinse il corpicino gelido contro il petto nudo e pianse ancora.


Capitolo 11.

Inizio ottobre 997.
Pi Ragna si avvicinava a Shiring, pi era assalita dai timori.
Si era imbarcata in quellavventura con entusiasmo, impaziente di godere dei piaceri del matrimonio con luomo che amava, incurante dei pericoli. I ritardi causati dal maltempo lavevano demoralizzata e adesso, a ogni miglio percorso, le era sempre pi chiaro che non aveva la minima idea di cosa laspettasse. Tutti i momenti trascorsi insieme li avevano passati a Cherbourg, dove Wilwulf era uno straniero che cercava di ambientarsi. Lei non lo aveva mai visto muoversi nel suo ambiente, parlare con i familiari, con i vicini, con la sua gente. Lo conosceva appena.
Quando finalmente arriv in vista della citt, si ferm a osservarla: qualche centinaio di case raggruppate ai piedi di una collina, con una foschia bassa che si addensava sopra i tetti di paglia. Era grande, circondata da un bastione di terra, che senza dubbio aveva lo scopo di difenderla dai vichinghi. Nella massa di legno scuro spiccavano due grosse chiese di pietra chiara, con le tegole bagnate. Una sembrava far parte di un gruppo di edifici monastici cinti da un fossato e da una palizzata, e doveva essere labbazia in cui laffascinante fratello Aldred era a capo dello scriptorium. Ragna era impaziente di rivederlo.
Laltra chiesa doveva essere la cattedrale, perch adiacente a questa sorgeva una casa a due piani, sicuramente la dimora del vescovo Wynstan, il fratello di Wilwulf, che presto sarebbe diventato suo cognato. Sperava che si sarebbe comportato con lei come una sorta di fratello maggiore.
Vide una costruzione di pietra senza torre campanaria, presumibilmente la casa di un mastro coniatore, al cui interno era custodita una riserva dargento e che quindi doveva essere difesa dai ladri. Le monete inglesi erano considerate affidabili, aveva scoperto: la purezza dei penny dargento era accuratamente regolamentata dal re, che infliggeva brutali punizioni ai falsari.
Dovevano esserci altre chiese in una citt cos grande, ma con ogni probabilit erano di legno, come le case.
Sulla sommit della collina, a dominare la citt, cera una cittadella con venti o trenta costruzioni cinte da una robusta palizzata. Doveva essere la sede del governo, la residenza dellaldermanno, la casa di Wilwulf.
E dora in avanti anche la mia casa pens Ragna, con apprensione.
L non cerano edifici in pietra, solo di recente i normanni avevano cominciato a utilizzarla per costruire maschi e corpi di guardia, per la maggior parte pi semplici e pi rozzi del castello di suo padre a Cherbourg. Senza dubbio sarebbe stata un po meno al sicuro, l.
Sapeva gi che gli inglesi erano deboli. I vichinghi avevano razziato il paese per la prima volta due secoli prima e lInghilterra non era ancora riuscita a mettere fine a quel problema in maniera definitiva. L la gente eccelleva nellarte del ricamo e della gioielleria, piuttosto che nel combattimento.
Mand avanti Cat e Bern per avvertire del suo arrivo. Li segu lentamente, per dare tempo a Wilwulf di organizzare un benvenuto. Represse limpulso di lanciare Astrid al galoppo. Non vedeva lora di stringere Wilwulf tra le braccia, e si doleva per ogni momento di ritardo, ma voleva fare unentrata signorile, degna di lei.
Nonostante la pioggerella gelida, la citt era animata: gente che comprava pane e birra, cavalli e carretti che consegnavano sacchi e barili, venditori ambulanti e prostitute che affollavano le strade piene di fango. Quando Ragna e il suo seguito si avvicinarono, ogni attivit si interruppe. Erano un gruppo numeroso, riccamente vestito, e gli armigeri esibivano laustero taglio di capelli che li qualificava come normanni. La gente li guardava, indicandoli col dito. Probabilmente avevano indovinato di chi si trattava: tutta la citt doveva essere al corrente delle prossime nozze, e la gente si aspettava da tempo larrivo di Ragna.
La guardavano con diffidenza, e lei immagin che non sapessero come reagire alla sua presenza. La consideravano unusurpatrice straniera, venuta a rubare il miglior partito dellInghilterra occidentale a pi meritevoli fanciulle locali?
Vide che i suoi uomini si erano istintivamente stretti in un cerchio protettivo intorno a lei. Per era un errore. Era necessario che la gente di Shiring vedesse la sua nuova signora. "Cos non va bene, sembriamo troppo sulla difensiva" disse a uno degli armigeri. "Tu e Odo precedetemi di dieci passi, per aprire la strada. Gli altri stiano indietro. Lasciate che la gente mi veda."
Lui era preoccupato, ma cambi la formazione secondo i suoi ordini.
Ragna cominci a cercare gli occhi delle singole persone e quando riusciva a incrociare il loro sguardo sorrideva. I pi trovavano difficile non ricambiare il suo sorriso, ma lei avvert una certa diffidenza. Una donna le rivolse un cenno titubante con la mano, e lei rispose al saluto con un altro cenno. Alcuni uomini che stavano costruendo il tetto di una casa smisero di lavorare e le urlarono qualcosa. Parlavano con un accento marcato e lei non riusc a capire cosa dicessero, per cui non sapeva se i loro commenti fossero di apprezzamento o di scherno, per mand loro un bacio. Alcuni tra i presenti sorrisero, approvando il suo gesto. Un gruppetto di uomini che beveva fuori da una taverna salut agitando i berretti e acclamandola, imitato da altri. "Cos va meglio" disse Ragna, un po meno nervosa.
Il rumore richiamava la gente fuori dalle case e dalle botteghe. Tutti volevano vedere cosa stava succedendo e la folla davanti a lei aument.
I cittadini si unirono al seguito e, quando Ragna risal la collina diretta alla cittadella, il brusio si trasform in clamore. Ragna fu contagiata dal loro entusiasmo. Pi lei sorrideva, pi quelli la osannavano. E pi la osannavano, pi lei si sentiva felice.
La palizzata di legno aveva una grande porta a due battenti, entrambi spalancati. Allinterno si era radunata una piccola folla, presumibilmente servitori e seguaci di Wilwulf. Come la videro, la accolsero con un applauso.
La cittadella non era molto diversa da quella di Cherbourg, a parte la mancanza del castello. Cerano case, stalle e magazzini. Le cucine erano protette da tettoie, ma aperte sui lati. Cera una costruzione grande il doppio delle altre, con piccole finestre su entrambe le estremit: doveva essere la sala grande, dove laldermanno teneva i suoi incontri e i banchetti. Le altre case dovevano essere le residenze degli uomini pi importanti e delle loro famiglie.
La folla si divise in due ali affinch lei potesse passarvi in mezzo per accedere alla sala grande. Ragna avanz lentamente, prendendosi il tempo di guardare in faccia le persone e sorridere a ognuna di esse. Quasi tutti ostentavano unespressione cordiale: solo pochi si mantenevano ostinatamente indifferenti, come se la diffidenza li spingesse a sospendere il giudizio in attesa di ulteriori conferme del fatto che lei fosse la persona giusta.
Wilwulf la aspettava sulla soglia della costruzione pi grande.
Era esattamente come lei lo ricordava, alto e agile, con folti capelli e baffi chiari, ma senza barba. Sfoggiava un mantello rosso chiuso da una spilla smaltata. Il suo sorriso era aperto e rilassato, come se si fossero lasciati soltanto il giorno prima. Stava l, senza berretto, incurante della pioggia. Allarg le braccia in un gesto di benvenuto.
Ragna non riusc pi a trattenersi. Salt gi da cavallo e corse da lui. Gli astanti applaudirono a quella spontanea dimostrazione di affetto. Il sorriso di Wilwulf si fece raggiante. Lei si lanci tra le sue braccia e lo baci con passione. Gli applausi divennero fragorosi. Quando lei gli gett le braccia al collo e con un salto gli strinse le gambe intorno alla vita, la folla impazz.
Ragna baci Wilwulf con passione, per non a lungo, quindi pos i piedi per terra. Certe volte un po di volgarit non guastava.
Rimasero l a guardarsi, sorridendo. Ragna stava pensando a quando avrebbero fatto lamore, e cap che lui aveva intuito cosa le stava passando per la testa.
Lasciarono che la gente li acclamasse ancora per qualche momento, poi Wilwulf la prese per mano ed entrarono insieme nella sala grande.
L li aspettava un gruppetto di persone, e ci furono altri applausi. Quando i suoi occhi si abituarono alla penombra, Ragna ne vide una decina, vestite pi riccamente di quelle allesterno, e immagin che fossero i familiari di Wilwulf.
Uno di loro si fece avanti e lei riconobbe le grandi orecchie e gli occhi ravvicinati. "Vescovo Wynstan" disse "che piacere rivedervi."
Lui le baci la mano. "Sono felice che siate qui, e orgoglioso del modesto ruolo da me svolto nella definizione degli accordi."
"Cosa di cui vi ringrazio."
"Avete fatto un lungo viaggio."
"Di certo ho avuto modo di conoscere il mio nuovo paese."
"E cosa ne pensate?"
" un po umido."
Scoppiarono tutti a ridere, con grande piacere di Ragna, ma lei sapeva che non era quello il momento di essere sinceri e cos aggiunse una menzogna totale. "Gli inglesi sono stati amichevoli e gentili. Li adoro."
"Ne sono lieto" disse Wynstan. Evidentemente le credeva.
Ragna per poco non arross. Da quando aveva messo piede in Inghilterra, era infelice. Le taverne erano sporche, la gente ostile, la birra un mediocre sostituto del sidro, e per di pi era stata derubata. Ma no, si disse, non era del tutto vero. Madre Agatha laveva accolta con calore, e quel giovane barcaiolo era stato premuroso e disponibile. Senza dubbio tra gli inglesi cerano persone gentili e persone sgarbate, proprio come tra i normanni.
E in Normandia non cera nessuno come Wilwulf. Mentre conversava con i suoi familiari, fermandosi spesso per trovare la parola giusta in inglese, lo cercava con lo sguardo, provando un brivido di piacere ogni volta che riconosceva una fattezza nota: la mascella virile, gli occhi grigio-azzurri, i baffi biondi che non vedeva lora di baciare di nuovo. Ogni volta che lo guardava, scopriva che lui la stava fissando con un sorriso orgoglioso dietro cui si nascondeva un ardente desiderio. Era una sensazione piacevole.
Wilwulf le indic un altro uomo alto con folti baffi biondi. "Permettetemi di presentarvi il mio fratellastro pi giovane, Wigelm, il signore di Combe."
Wigelm la squadr dalla testa ai piedi. "Parola mia, siete davvero la benvenuta" disse. Il tono era gentile, ma il suo sorriso la metteva a disagio, nonostante fosse abituata al fatto che gli uomini ammirassero il suo corpo. Wigelm conferm lantipatia spontanea di Ragna. "Sono sicuro che Wilf vi avr spiegato che noi tre fratelli condividiamo tutto, donne comprese."
La battuta suscit una risata fragorosa tra gli uomini. Le donne presenti non la trovarono altrettanto divertente. Ragna decise di ignorarla.
"E lei  Gytha, la mia matrigna" disse Wilwulf.
Ragna si trov di fronte una donna sulla cinquantina che incuteva un istintivo timore. Era bassa: i suoi figli dovevano aver ereditato la statura dal defunto padre, pens. I capelli lunghi e grigi incorniciavano un bel volto dalle sopracciglia marcate. Ragna vi lesse astuzia e una volont di ferro. Intu che quella donna avrebbe giocato un ruolo importante nella sua vita, nel bene o nel male. Le rivolse un complimento esagerato. "Dovete essere molto orgogliosa di aver cresciuto questi tre uomini straordinari."
"Siete molto gentile" rispose Gytha, senza sorridere, e Ragna cap che sarebbe stata un osso duro.
"Gytha vi far visitare la cittadella e poi ceneremo" disse Wilwulf.
"Splendido" disse Ragna.
Gytha fece strada. Il seguito di Ragna attendeva fuori. "Cat, vieni con me" ordin lei. "Gli altri mi aspettino qui."
"Non vi preoccupate, ci prenderemo cura noi di tutto" disse Gytha.
Ragna non era pronta a cedere il controllo. "Dove sono gli uomini?" chiese a Cat.
"Nelle stalle. Si stanno occupando dei cavalli."
"Di a Bern di guardare i bagagli finch non lo mander a chiamare."
"S, mia signora."
Gytha la accompagn in giro per la cittadella. Dalla deferenza che tutti le mostravano era evidente che era lei a comandare e a gestire la vita domestica di Wilwulf. Le cose avrebbero dovuto cambiare, pens Ragna. Non intendeva prendere ordini dalla matrigna di suo marito.
Passarono davanti agli alloggi degli schiavi ed entrarono nella stalla. Il locale era affollato, e Ragna not che gli stallieri inglesi non rivolgevano la parola ai normanni. Non andava bene. Pos il braccio intorno alle spalle di Bern e, alzando la voce, disse: "Inglesi, questo  il mio amico Bern il Gigante.  molto gentile con i cavalli" prese la mano delluomo e la sollev "e con le donne". Dagli uomini si levarono delle risatine. Non facevano che scherzare sulle dimensioni del pene che, si diceva, erano correlate a quelle della mano, e Ben aveva delle mani enormi. " gentile con le donne" ripet, e adesso quelli sorridevano, sapendo che stava per arrivare la battuta. "Deve esserlo" aggiunse con aria maliziosa.
Scoppiarono tutti a ridere. Il ghiaccio era rotto.
"Quando i miei uomini commettono un errore parlando la vostra lingua, siate comprensivi e magari loro vi insegneranno qualche parola di francese normanno" prosegu Ragna. "Cos saprete che cosa dire alle ragazze francesi che potreste incontrare..."
Risero di nuovo e lei cap di aver stabilito un legame. Usc prima che le risate si placassero.
Gytha le mostr una grande costruzione, gli alloggi degli armigeri. "Qui non entro" disse Ragna. L dormivano gli uomini e sarebbe stato impudico accedervi. Era facile scambiare una dama civettuola per una sgualdrina e lei, essendo forestiera, non poteva correre questo rischio.
Not un gran numero di uomini davanti alla baracca, e si ricord che le stalle erano affollate. "Quanti uomini" disse, rivolta a Gytha. "Sta succedendo qualcosa?"
"S. Wilf sta radunando un esercito." Era la seconda volta che Ragna sentiva qualcuno chiamare il suo futuro marito Wilf. Evidentemente era il diminutivo usato dai familiari. "I gallesi del Sud hanno compiuto delle razzie oltre il confine" prosegu Gytha. "Lo fanno spesso in questo periodo dellanno, dopo il raccolto, quando i nostri granai sono pieni. Ma non vi preoccupate, Wilf non partir fino a che non vi sarete sposati."
Ragna prov un brivido di paura. Suo marito sarebbe andato in battaglia subito dopo il matrimonio. Era normale, certo: aveva visto il padre partire molte volte, armato fino ai denti, pronto a uccidere o a essere ucciso, ma non si era mai abituata. Aveva avuto paura quando il conte Hubert andava in guerra, e con Wilwulf sarebbe stato lo stesso. Cerc di scacciare quel pensiero. Aveva altre cose a cui badare.
La sala grande si trovava al centro del complesso recintato. Su un lato cera una serie di costruzioni funzionali allandamento della cittadella: la cucina, il forno, il locale dove si produceva la birra e parecchi magazzini. Sullaltro cerano le residenze.
Ragna entr in cucina. Come di consueto i cuochi erano uomini, ma ad assisterli cerano cinque o sei tra donne e ragazze. Rivolse un saluto educato agli uomini, tuttavia era pi interessata alle donne. Una di loro, robusta, sulla trentina, le parve il tipo di persona che poteva capeggiare le altre. "Che buon profumo!" le disse.
La donna le rivolse un sorriso affabile.
"Come ti chiami?" chiese Ragna.
"Gildathryth, mia signora, abbreviato in Gilda."
Accanto a Gilda cera una ragazzina intenta a lavare via la terra da un enorme mucchio di piccole carote violacee. Assomigliava un po a Gilda, e Ragna domand: "Questa bella figliola  tua parente?". Era una supposizione ragionevolmente verosimile: in una piccola comunit erano quasi tutti parenti, in un modo o nellaltro.
" mia figlia Winthryth" rispose Gilda, tutta orgogliosa. "Ha dodici anni."
"Salve, Winthryth. Quando sarai grande preparerai delle cene deliziose come la mamma?"
Lei era troppo timida per rispondere, ma annu.
"Be, ti ringrazio per le carote che stai pulendo" prosegu Ragna. "Quando ne manger una penser a te."
Winthryth era raggiante.
Ragna usc dalla cucina.
Nei giorni successivi avrebbe fatto in modo di parlare con tutti quelli che vivevano o lavoravano nella cittadella. Sarebbe stato difficile ricordare tutti i nomi, ma avrebbe fatto del suo meglio. Si sarebbe informata sui loro figli e nipoti, sulle loro malattie e le loro paure, le case, i vestiti. Non sarebbe stato necessario fingere: lei era sempre stata interessata alla vita quotidiana di quelli che la circondavano. Cat avrebbe scoperto qualcosa di pi, specialmente quando fosse diventata un po pi padrona della lingua. Come Ragna, anche lei legava in fretta con le persone, e presto le cameriere avrebbero cominciato a raccontarle pettegolezzi: quale lavandaia aveva un amante, quale stalliere preferiva gli uomini alle donne, chi rubava in cucina, quale armigero aveva paura del buio.
Ragna e Gytha andarono verso le altre case. La maggior parte era lunga come la sala grande, ma alcune erano diverse. Tutte avevano robusti pali dangolo e tetti di paglia, e molte avevano pareti di canniccio intrecciato ricoperto di argilla e fango. Le tre migliori si trovavano subito dietro la sala grande. Queste avevano pareti di assi verticali unite con cura e saldamente infisse in una pesante trave orizzontale.
"Qual  quella di Wilwulf?" chiese Ragna.
Gytha le indic la costruzione al centro. Ragna and allingresso. "Forse dovreste aspettare di essere invitata" osserv Gytha.
Ragna sorrise ed entr.
Cat la segu e Gytha, riluttante, entr per ultima.
Ragna vide con piacere che cera un letto basso, ampio abbastanza per due persone, con un grande pagliericcio e uninvitante pila di coperte dai colori vivaci. Per il resto la casa aveva una parvenza virile, con armi appuntite e armature scintillanti appese ai pioli sulle pareti, forse pronte per lincombente conflitto con i gallesi del Sud. I suoi altri averi erano riposti in alcune grandi casse di legno. Cera un arazzo raffigurante una scena di caccia realizzato con maestria. Sembrava non esserci nulla per scrivere o leggere.
Ragna usc e and verso il retro della casa di Wilwulf. Dietro cera unaltra casa costruita con cura. Mentre Ragna si dirigeva verso quella, Gytha disse: "Forse farei meglio a mostrarvi la vostra casa".
Ragna non aveva intenzione di lasciarsi dire cosa doveva fare da Gytha, e sent che era venuto il momento di metterlo in chiaro. "Di chi  quella casa?" chiese, senza fermarsi.
" la mia. Non potete entrare."
Ragna si volt. "Nessun edificio di questa cittadella pu essermi precluso" replic con voce ferma ma calma. "Sto per sposare laldermanno. Solo lui pu dirmi cosa fare. Sar io la padrona, qui."
Entr nella casa.
Gytha la segu.
Lambiente era arredato con opulenza. Cera una comoda sedia imbottita come quelle usate dai re. Su un tavolo cerano un cesto con delle pere e una botticella come quelle che di solito si usavano per il vino. Costose vesti e mantelli di lana erano appesi ai pioli sulle pareti.
"Bene. Il vostro figliastro  molto generoso con voi" osserv Ragna.
"E perch non dovrebbe?" ribatt Gytha sulla difensiva.
"Gi." Ragna usc.
Forse farei meglio a mostrarvi la vostra casa aveva detto Gytha, e questo faceva pensare che lei avrebbe abitato in una casa separata da quella di Wilwulf. Non era una sistemazione insolita, ma per qualche motivo non se laspettava. La moglie di un nobile spesso aveva una seconda abitazione per i bambini e le loro nutrici. Passava alcune notti l e altre con il marito. Ragna per non immaginava di dormire separata da Wilwulf ancor prima che la nascita di un bambino lo rendesse necessario. Le sembrava prematuro. Le dispiaceva che Wilwulf non glielo avesse detto, ma daltro canto non avevano avuto modo di parlare di nulla.
Era a disagio, e ancor di pi perch era stata Gytha a comunicarglielo. Ragna sapeva che le madri potevano essere irragionevolmente ostili alle mogli dei loro figli, e con ogni probabilit questo valeva anche per le matrigne. Ricordava un episodio avvenuto a Cherbourg. Suo fratello Richard era stato sorpreso in intimit con una lavandaia sui bastioni del castello. La loro madre, Genevieve, aveva preteso che la ragazza venisse fustigata. Era naturale che non volesse che una serva portasse in grembo il figlio di suo figlio, ma Richard aveva soltanto accarezzato la ragazza tra le gambe e Ragna era convinta che tutti i maschi adolescenti lo facessero ogni volta che ne avevano loccasione. Chiaramente, la collera di Genevieve era stata provocata da qualcosa di pi della semplice prudenza. Possibile che una madre, o persino una matrigna, fosse gelosa delle amanti del proprio figlio? Gytha le era ostile perch vedeva in lei una rivale con cui contendersi laffetto di Wilwulf?
Ragna era guardinga, ma in definitiva non troppo preoccupata. Sapeva cosa provava Wilwulf per lei ed era sicura che sarebbe riuscita a conservare il suo amore. Se avesse voluto passare tutte le notti nel suo letto lo avrebbe fatto, e si sarebbe assicurata che lui ne fosse felice.
Si avvi verso lultima delle tre case.
"Quella  la casa di Wigelm" disse Gytha, per questa volta non cerc di impedirle di entrare.
Linterno della casa di Wigelm aveva un che di provvisorio, e Ragna immagin che passasse molto tempo a Combe, la citt di cui era signore. Quel giorno, per, era l in compagnia di altri tre giovani, intenti a bere birra, giocare a dadi e scommettere penny dargento. Quando vide Ragna, si alz in piedi. "Entrate, entrate" disse. "La casa  subito pi calda con la vostra presenza."
Ragna si pent immediatamente di averlo fatto, ma non era disposta a battere in ritirata come se avesse paura. Voleva affermare il proprio diritto a essere l. Ignor la battuta di Wigelm e chiese: "Non siete sposato?".
"Mia moglie  a Combe, a sovrintendere alla ricostruzione della nostra casa dopo lincursione vichinga. Ma sar qui per il matrimonio."
"Come si chiama?"
"Mildburg, abbreviato in Milly."
"Non vedo lora di conoscerla."
Wigelm le and vicino e le disse, abbassando la voce fino ad assumere un tono intimo: "Non volete sedervi con me a bere una coppa di birra? Vi insegneremo a giocare a dadi, se volete".
"Non oggi."
Come se fosse la cosa pi naturale del mondo, le mise le mani sui seni e li strinse. "Perbacco, sono belli grossi, eh?"
A Cat sfugg unesclamazione indignata.
Ragna arretr e spinse via le sue mani. "Ma non sono per voi" ribatt.
"Volevo solo controllare la merce prima che mio fratello la compri" rispose lui. Lanci unocchiata maliziosa ai suoi compagni e questi, come se aspettassero il suo segnale, scoppiarono a ridere.
Ragna si volt verso Gytha e vide comparire sulle sue labbra lombra di un sorriso compiaciuto.
"La prossima volta che i vichinghi faranno unincursione, spero che voi uomini valorosi sarete l ad accoglierli" disse Ragna.
Wigelm era stato ridotto al silenzio. Non riusciva a capire se fosse un complimento o una maledizione.
Ragna colse loccasione per uscire da l.
Un uomo poteva essere multato per aver toccato i seni di una donna, ma Ragna non aveva intenzione di portare laccaduto davanti a un tribunale. Giur a se stessa che avrebbe trovato un modo per fargliela pagare.
Fuori, si volt verso Gytha e le chiese: "Dunque, Wilwulf ha preparato una casa per me?".
Aveva formulato con cura la domanda. Era responsabilit di Wilwulf fare in modo che lei avesse una sistemazione comoda. Probabilmente aveva lasciato che fosse Gytha a occuparsi dei dettagli ma, se non fosse stata soddisfatta, Ragna si sarebbe lamentata con lui, non con lei, e voleva che Gytha lo capisse subito.
"Da questa parte" disse lei.
Accanto alla casa di Wigelm cera una costruzione pi semplice, con pareti di canniccio ricoperto di fango e argilla piene di fessure. Gytha entr e Ragna la segu.
Era arredata in modo adeguato, con un letto, un tavolo e delle panche, parecchie cassapanche e una gran quantit di scodelle e coppe di legno. Vicino al focolare cerano una catasta di legno da ardere e un barilotto che presumibilmente conteneva della birra, ma la casa era priva di qualunque traccia di sfarzo.
Era una ben misera accoglienza.
Gytha percep la reazione di Ragna e disse, esitante: "Senza dubbio avrete portato con voi degli arazzi da appendere alle pareti".
Non era cos. Ragna si aspettava di trovare tutto. Aveva il denaro per comprare qualunque cosa le servisse, ma non era quello il punto. "Coperte?" domand.
Gytha si strinse nelle spalle. "A cosa servono? La maggior parte delle persone dorme avvolta nel proprio mantello."
"Ho visto che Wilf ha moltissime coperte nella sua casa."
Gytha non rispose.
Ragna si guard attorno. "Non ci sono abbastanza pioli" disse. "Non avete pensato che una sposa avrebbe avuto un sacco di vesti da appendere?"
"I pioli si possono aggiungere."
"Dovr chiedere in prestito un martello."
Gytha parve sconcertata, poi si rese conto che Ragna voleva essere sarcastica. "Mander un carpentiere."
"Questa casa  troppo piccola. Ho cinque cameriere e sette armigeri."
"Gli uomini possono alloggiare in citt."
"Preferisco averli vicini."
"Potrebbe non essere possibile."
"Vedremo." Ragna era adirata e risentita. Ma doveva pensare a un piano prima di passare allazione. Si volt verso Cat. "Va a chiamare le altre cameriere e di agli uomini di portare i bagagli." Cat usc.
Gytha cerc di riconquistare il vantaggio. Assumendo un tono autoritario, disse: "Vivrete qui, e quando Wilf vorr passare la notte con voi verr qui o vi inviter nella sua casa. Non dovrete mai andare nel suo letto senza essere stata invitata".
Ragna la ignor. Lei e Wilf avrebbero risolto la faccenda senza laiuto della matrigna. Resistette alla tentazione di dirglielo apertamente.
Ne aveva abbastanza di Gytha. "Grazie per avermi accompagnato" disse, congedandola.
Gytha esit. "Spero vada tutto bene."
Probabilmente Gytha si aspettava una fanciulla giovane e inesperta da comandare a bacchetta. E ora, riflett Ragna, doveva suo malgrado ricredersi.
"Vedremo" rispose Ragna, asciutta.
Gytha ci riprov. "Cosa direte a Wilf della vostra sistemazione?"
"Vedremo" ripet Ragna.
Aveva cercato in ogni modo di farle capire che voleva restare sola, eppure Gytha continuava a ignorare i suoi segnali. Per anni era stata la padrona, l, e forse non pensava che unaltra donna potesse impartirle degli ordini. Ragna fu costretta a essere pi esplicita. "Non ho pi bisogno della vostra presenza, matrigna" disse. E quando Gytha non accenn a muoversi, aggiunse alzando la voce: "Potete andare".
Gytha avvamp per limbarazzo e la rabbia, ma alla fine usc.
Cat torn con le altre e con gli uomini che portavano casse e borse. Ammucchiarono i bagagli contro la parete. "Staremo stretti, tutti qui dentro" osserv Cat.
"Gli uomini dovranno dormire altrove."
"Dove?"
"Da qualche parte in citt. Ma non disfare ancora i bagagli. Prendi solo quello che ci serve per una notte."
Il vescovo Wynstan entr dalla porta aperta. "Bene, bene" disse, guardandosi attorno. "Dunque  questa la vostra nuova casa."
"Cos pare" rispose Ragna.
"Non  di vostro gradimento?"
"Ne parler con Wilf."
"Ottima idea. Lui non desidera altro che la vostra felicit."
"Mi fa piacere."
"Sono venuto a prendere la vostra dote."
"Davvero?"
Wynstan le rivolse uno sguardo severo. "Lavete portata con voi?"
"Certamente."
"Venti libbre dargento.  quello che abbiamo concordato con vostro padre."
"S."
"Allora forse dovreste consegnarmela."
Ragna non si fidava di Wynstan, e quella richiesta non fece che confermare i suoi dubbi. "La dar a Wilf quando saremo sposati.  questo laccordo che avete fatto con mio padre."
"Ma io devo contarla."
Ragna non voleva neppure che sapesse in quale cassa era contenuta. "Potrete contarla la mattina del matrimonio. E poi, dopo che ci saremo scambiati i voti, verr consegnata... a mio marito."
Wynstan le lanci unocchiata in cui si mescolavano avversione e rispetto. "Come desiderate, naturalmente" disse, e usc.
La mattina seguente Ragna si alz prima dellalba.
Riflett attentamente su cosa indossare. Il giorno prima era arrivata con una veste color marrone chiaro e un mantello rosso, un bellinsieme, ma gli indumenti erano bagnati e sporchi di fango per cui non si era presentata al meglio. Quel giorno voleva assomigliare a un fiore appena sbocciato. Scelse un abito di seta gialla con ricami intorno allo scollo, allorlo e ai polsi. Cat le lav gli angoli degli occhi e le spazzol i folti capelli rossi, quindi le leg in testa un fazzoletto verde.
Mentre era ancora buio, Ragna mangi un po di pane inzuppato nella birra leggera e si concentr su ci che stava per fare. Aveva passato quasi tutta la notte a elaborare una strategia. Wigelm andava punito, per quello era un problema secondario. La sfida pi grande era dimostrare che adesso era lei, e non pi Gytha, ad avere il comando della vita domestica di Wilf. Ragna non voleva dissidi, ma non poteva permettere che Gytha continuasse a esercitare il suo dominio, perch ogni istante di acquiescenza la rendeva pi debole. Doveva agire immediatamente.
Certo, era rischioso. Poteva dispiacere al suo futuro marito, e questo sarebbe stato abbastanza grave; per, cosa ancora peggiore, poteva perdere la battaglia, e una vittoria di Gytha in quel momento sarebbe potuta diventare permanente.
Cat le porse il bracciale che lei aveva acquistato da Cuthbert a Drengs Ferry, e Ragna lo infil nella scarsella che portava appesa alla cintura.
Usc. Il cielo a oriente era rischiarato da una pallida luce argentea. Durante la notte aveva piovuto e il terreno era fangoso, ma la giornata si preannunciava serena. Gi, nella citt avvolta nelle tenebre, la campana dellabbazia suon lufficio della prima ora canonica. La cittadella cominciava a svegliarsi: vide un giovanissimo schiavo vestito con una tunica consunta che portava della legna da ardere, e poi una cameriera dalle braccia robuste con un secchio di latte appena munto che fumava nellaria del mattino. Tutti gli altri dovevano essere ancora a letto, al calduccio, con gli occhi chiusi, fingendo che non fosse giorno.
Ragna attravers la cittadella per andare da Wilf. Cera solo unaltra persona in piedi, una giovane donna fuori dalla casa di Gytha, che sbadigliava, appoggiata alla parete. Quando vide Ragna drizz la schiena.
Ragna sorrise. Gytha la faceva sorvegliare, non voleva correre rischi. E guarda caso, quel giorno la cosa sarebbe servita al suo scopo.
And alla porta di Wilf sotto lo sguardo vigile della cameriera.
Allimprovviso le venne in mente che forse Wilf la sbarrava durante la notte. Alcuni lo facevano. Questo avrebbe potuto mandare allaria il suo piano.
Quando sollev il saliscendi, la porta si apr e Ragna si rilass. Forse Wilf pensava che chiuderla di notte potesse farlo apparire codardo agli occhi dei suoi uomini.
Intravide la cameriera sgusciare in fretta dentro la casa di Gytha.
Wilf aveva un altro motivo per sentirsi tranquillo. Entrando, Ragna ud un ringhio sommesso. Lui aveva un cane che lo avvertiva se cera un intruso.
Ragna guard verso il punto in cui sapeva che cera il letto. Dalle braci del focolare proveniva un debole chiarore e dalle finestrelle entrava una luce fioca. Vide una figura tirarsi su di scatto e afferrare unarma.
"Chi  l?" chiese la voce di Wilf.
"Buongiorno, mio signore" disse Ragna a voce bassa.
Lo sent ridacchiare. " un bellissimo giorno, ora che siete qui." Wilf torn a sdraiarsi.
Ragna colse un movimento e vide un grosso mastino accucciarsi accanto al fuoco.
Si sedette sul bordo del letto. Quello era un momento delicato. Sua madre laveva ammonita a non giacere con Wilf prima della cerimonia. Lui lo avrebbe voluto, aveva detto Genevieve, e Ragna sapeva bene che lei stessa lo avrebbe desiderato, ma era determinata a resistere alla tentazione. Non avrebbe saputo dire perch fosse cos importante, tanto pi che lo avevano gi fatto una volta. Forse voleva che entrambi provassero la felicit di poter finalmente cedere al desiderio senza timori o sensi di colpa.
Ma lo baci.
Si sporse sul suo petto ampio, afferr lorlo della coperta con tutte e due le mani per tenerla al suo posto e avere unulteriore barriera tra i loro corpi. Poi si abbass lentamente finch le loro labbra si incontrarono.
Wilf si lasci sfuggire un verso gutturale di piacere.
Lei fece correre la lingua intorno alla sua bocca, sentendo le labbra morbide e i peli ispidi dei baffi. Lui le affond una mano tra i capelli, scostando il fazzoletto. Ma quando con laltra mano fece per toccarle il seno, lei si ritrasse. "Ho un dono per voi" disse.
"Ne avete pi duno" ribatt lui con la voce roca per il desiderio.
"Vi avevo portato una cintura da Rouen, con una bellissima fibbia dargento, ma me lhanno rubata durante il viaggio."
"Dove? Dove siete stata derubata?" Wilf era responsabile del mantenimento dellordine e del rispetto della legge, e un furto gettava discredito su di lui.
"Tra Mudeford e Drengs Ferry. Il ladro portava un elmo."
"Grugno di Ferro" disse lui, rabbioso. "Il sovrintendente di Mudeford ha perlustrato la foresta ma non  riuscito a trovare il suo nascondiglio. Gli dir di cercare meglio."
Ragna non aveva in animo di lamentarsi ed era dispiaciuta di averlo fatto innervosire. Si affrett a cambiare argomento. "Vi ho preso unaltra cosa, pi bella" disse. Si alz, si guard attorno e vide una candela. La accese al focolare e la pos su una panca vicina alla testa del letto. Quindi tir fuori il bracciale che aveva comprato da Cuthbert.
"Che cos?" chiese lui.
Lei avvicin la candela in modo che lui potesse osservarlo meglio. Wilf fece correre il dito sulle linee dellintricato decoro inciso nellargento e messo in evidenza dal niello. " un oggetto raffinato" disse lui "eppure trasmette una sensazione di audacia, di virilit." Lo infil al braccio sinistro e lo fece scivolare al di sopra del gomito. Il bracciale aderiva perfettamente al suo braccio muscoloso. "Avete un tale buon gusto!"
Ragna era eccitata. "Vi sta benissimo."
"Tutta lInghilterra mi invidier."
Non era esattamente quello che lei voleva sentirsi dire. Non desiderava essere un simbolo di magnificenza, come un cavallo bianco o una spada costosa.
"Voglio passare tutto il giorno a baciarvi" disse lui.
Cos andava meglio. Ragna si sporse di nuovo sopra di lui. Questa volta Wilf fu pi imperioso. Quando le strinse il seno e lei cerc di ritrarsi, lui glielo imped e la attir a s. Ragna fu presa dallansia. Finch lui era sdraiato, lei era in vantaggio, ma in caso di una vera lotta non avrebbe potuto resistergli.
Ma poi arriv linterruzione che lei aspettava. Il cane ringhi, la porta cigol e la voce di Gytha disse: "Buongiorno, figlio mio".
Ragna non si sciolse subito dallabbraccio: voleva che Gytha vedesse quanto Wilf la desiderava.
"Oh! Ragna! Non sapevo che foste qui" esclam lei.
Bugiarda pens Ragna. La cameriera aveva riferito a Gytha che lei era entrata nella casa di Wilf, e la matrigna si era vestita in tutta fretta per venire a vedere cosa stava succedendo.
Ragna si volt lentamente. Aveva il diritto di baciare il suo promesso sposo e si sforz di non avere unaria colpevole. "Suocera" disse "buongiorno a voi." Fu garbata ma lasci trasparire una minima irritazione. L era Gytha lintrusa, quella che si era avventurata dove non aveva diritto di entrare.
"Devo mandare il barbiere a rasarti il mento, Wilf?" chiese Gytha.
"Non oggi" rispose lui, lievemente spazientito. "Mi rader la mattina delle nozze." Lo disse come se lei avesse dovuto saperlo, ed era ovvio che lei glielo aveva domandato solo perch le serviva un pretesto per essere l.
Ragna si sistem il fazzoletto, mettendoci pi tempo del dovuto, a sottolineare il fatto che Gytha aveva interrotto un momento di intimit. Mentre se lo legava, disse: "Mostrate a Gytha il vostro dono, Wilf".
Wilf indic il bracciale. Il metallo scintillava alla luce della brace.
"Bello" disse Gytha senza entusiasmo. "Largento ha sempre il suo valore." Quello che intendeva dire realmente era che era meno prezioso delloro.
Ragna ignor la frecciata. "E ora, Wilf, devo chiedervi una cosa."
"Tutto quello che volete, mia adorata."
"Mi avete messo in una casa davvero modesta."
Lui ne fu sorpreso. "Dite?"
Il suo stupore non fece che confermare i sospetti di Ragna: aveva lasciato fare a Gytha. "Non ha finestre" prosegu Ragna "e dalle pareti entrano degli spifferi di aria fredda."
Wilf guard Gytha. " vero?"
"Non  poi cos male" rispose lei.
Quelle parole fecero infuriare Wilf. "La mia promessa sposa merita il meglio!" esclam.
" lunica casa disponibile" insistette Gytha.
"Non esattamente" disse Ragna.
"Non ci sono altre case libere" ribad Gytha.
"Wigelm non ha bisogno di una casa per s e per i suoi armigeri" disse Ragna con tono ragionevole e pacato. "Sua moglie non abita qui. La loro casa  a Combe."
"Wigelm  il fratello dellaldermanno!" obiett Gytha.
"E io sono la sposa dellaldermanno." Ragna faceva fatica a reprimere la rabbia. "Wigelm  un uomo, con i semplici bisogni di un uomo, mentre io sono una sposa che si sta preparando alle nozze." Si volt verso Wilf. "Chi desiderate favorire, tra noi due?"
Cera una sola risposta che uno sposo potesse dare. "Voi, ovviamente" disse.
"E dopo le nozze" continu Ragna, guardando Wilf negli occhi "io potr starvi pi vicina, visto che la casa di Wigelm si trova proprio qui accanto."
Lui sorrise. "Allora  stabilito cos."
Wilf aveva preso una decisione e Gytha si arrese. Era troppo furba per continuare a lottare quando sapeva gi di aver perso. "Molto bene" disse. "Scambier Ragna e Wigelm." Non pot trattenersi dallaggiungere: "A Wigelm non piacer".
"Se si lamenta, ricordagli chi tra noi  laldermanno" replic Wilf brusco.
Gytha chin la testa. "Certamente."
Ragna aveva vinto e ora Wilf era irritato con Gytha. Ragna decise di forzare la mano alla fortuna. "Perdonatemi, Wilf, ma io ho bisogno di tutte e due le case."
"E perch mai? Nessuno ha due case" disse Gytha.
"Voglio i miei uomini vicino a me. Al momento alloggiano in citt."
"E perch avete bisogno di armigeri?" insistette Gytha.
Ragna le rivolse unocchiata altezzosa. "Perch preferisco cos. E sto per diventare la moglie dellaldermanno." Si volt a guardare Wilf.
Lui stava per perdere la pazienza. "Gytha, dalle quello che vuole. E ora basta discussioni."
"Molto bene" rispose Gytha.
"Grazie, mio amato" disse Ragna e lo baci di nuovo.


Capitolo 12.

Met ottobre 997.
Il giorno del tribunale della centena, Edgar era nervoso ma determinato.
La centena di Drengs Ferry era formata da cinque piccoli insediamenti sparsi su un ampio territorio. Il villaggio pi grande era Bathford, ma Drengs Ferry era il centro amministrativo, e per tradizione era il decano della collegiata a presiedere il tribunale.
Il tribunale si riuniva ogni quattro settimane, sempre allaperto a prescindere dal clima. Quel giorno era sereno ma freddo. La grande sedia di legno fu collocata davanti al lato ovest della chiesa e accanto a essa fu sistemato un piccolo tavolo. Padre Deorwin, il chierico pi anziano, prese la pisside da sotto laltare. Era un contenitore rotondo dargento con un coperchio imperniato, abbellito da scene della crocifissione incise sulla superficie laterale, realizzato da Cuthbert. Conteneva unostia consacrata che sarebbe stata usata per prestare giuramento.
Arrivarono uomini e donne da tutti e cinque i villaggi, compresi schiavi e bambini, alcuni a cavallo, ma la maggioranza a piedi. Se potevano venivano tutti, perch il tribunale prendeva decisioni che si ripercuotevano sulla loro esistenza quotidiana. Cera persino madre Agatha, ma non le altre suore. Alle donne non era permesso testimoniare, almeno in teoria, ci nonostante persone risolute come la madre di Edgar spesso facevano sentire la loro voce.
A Combe Edgar aveva presenziato parecchie volte al tribunale. In diverse occasioni suo padre era stato costretto a fare causa a clienti che procrastinavano i pagamenti, mentre suo fratello Eadbald si era reso protagonista di intemperanze giovanili e per due volte era stato accusato di essersi azzuffato in strada. Quindi Edgar aveva una certa dimestichezza con la legge e le sue procedure.
Quel giorno cera pi fermento del solito, perch si sarebbe discussa unaccusa di omicidio.
I fratelli di Edgar avevano cercato di dissuaderlo dal fare causa. Non volevano guai. Dreng  nostro suocero aveva detto Eadbald, mentre osservava Edgar che lavorava con martello e scalpello una pietra grezza fino a darle una forma liscia e oblunga.
La rabbia infondeva ancor pi energia ai colpi di Edgar. Questo non significa che pu infrangere la legge.
No, ma significa che mio fratello non pu essere il suo accusatore. Eadbald era il pi intelligente tra i suoi due fratelli, ed era capace di ragionamenti persuasivi.
Edgar aveva posato gli attrezzi per dedicare a Eadbald tutta la sua attenzione. Come posso stare zitto? aveva replicato.  stato commesso un omicidio, qui, nel nostro villaggio. Non possiamo fingere che non sia successo.
Non vedo perch no aveva detto Eadbald. Ci stiamo ambientando, la gente comincia ad accettarci. Perch devi creare dei problemi?
Lomicidio  peccato! Non servono altri motivi.
Eadbald si era allontanato con aria avvilita.
Erman, laltro fratello, aveva avvicinato Edgar quella sera, fuori dalla taverna. Lui aveva usato un approccio diverso. Degbert Testapelata presiede il tribunale della centena aveva detto. Far di tutto perch il tribunale non condanni suo fratello.
Potrebbe non riuscirci aveva replicato Edgar. La legge  legge.
E Degbert  il decano. E il proprietario del nostro podere.
Edgar sapeva che Erman aveva ragione, ma per lui non faceva differenza. Degbert pu fare quello che vuole, e risponderne davanti a Dio nel giorno del Giudizio, per io non posso perdonare lomicidio di un bambino.
Ma non hai paura? Degbert rappresenta il potere.
S. Ho paura.
Anche Cuthbert aveva cercato di dissuaderlo. Edgar era andato nel suo laboratorio, lunica forgia di Drengs Ferry, per costruirsi gli attrezzi di cui aveva bisogno. Aveva scoperto che l ci si aiutava tra vicini pi che a Combe: un posto piccolo aveva attrezzature limitate e capitava a tutti, prima o poi, di avere bisogno di una mano. Mentre Edgar stava modellando i nuovi attrezzi sullincudine di Cuthbert, il chierico gli aveva detto: Degbert  furioso con te.
Edgar sospettava che qualcuno gli avesse ordinato di dirlo; Cuthbert era troppo timido per azzardare una critica di sua iniziativa.
Non posso farci niente aveva risposto.
 un uomo pericoloso da avere come nemico. Dal tono di Cuthbert traspariva una reale paura. Evidentemente era terrorizzato dal decano.
Non ne dubito.
E viene da una famiglia potente. Laldermanno Wilwulf  suo cugino.
Edgar lo sapeva bene. Tu sei un uomo di Dio, Cuthbert aveva ribattuto, esasperato. Come puoi restare in silenzio senza fare niente quando  stato commesso un omicidio?
Cuthbert poteva, eccome. Era un debole. Ma si era offeso per quella domanda. Io non ho assistito a nessun omicidio aveva risposto, stizzito, e si era allontanato.
Man mano che la gente arrivava, padre Deorwin parlava con le persone pi importanti, in particolare con i capi di ogni villaggio. Avendo gi partecipato ad altri tribunali della centena, Edgar sapeva che Deorwin stava chiedendo se avessero delle questioni da sottoporre al tribunale, per poi riferirle a Degbert.
Finalmente Degbert usc dalla casa dei chierici e prese posto sulla sedia.
In teoria, in un tribunale della centena la gente della circoscrizione giungeva a una decisione collegiale. In pratica, il tribunale era spesso presieduto da un ricco nobile o da un religioso di rango elevato che poteva influenzare le procedure. Ma era comunque necessario un certo consenso, perch era difficile che una parte riuscisse a imporre una decisione allaltra. Un nobile poteva rendere la vita complicata ai contadini, per quelli potevano semplicemente rifiutarsi di obbedirgli. Non esisteva un meccanismo per far rispettare le decisioni del tribunale, a parte il consenso generale. Per questo si assisteva spesso a una lotta tra due forze pi o meno pari, come quando un marinaio si trova il vento che spinge la barca in un verso e la marea che la porta nellaltro.
Degbert annunci che come prima cosa il tribunale avrebbe discusso della condivisione della squadra di buoi.
Non esisteva una regola che stabilisse che lui aveva il diritto di definire lordine delle questioni da affrontare. In alcuni posti era il capo del villaggio pi popoloso a rivestire quel ruolo, ma da tempo Degbert si era arrogato il privilegio.
La condivisione della squadra di buoi era fonte di continue dispute. Il terreno di Drengs Ferry non richiedeva lutilizzo di un aratro pesante, ma gli altri quattro insediamenti avevano un suolo argilloso e condividevano una squadra di otto buoi, che doveva essere spostata da un luogo allaltro durante la stagione invernale dellaratura. Il periodo ideale era quando faceva abbastanza freddo da impedire la crescita delle erbacce, ma era umido a sufficienza da permettere al terreno di ammorbidirsi dopo larsura dellestate. Tutti volevano la squadra di buoi per primi, perch i villaggi che aravano pi tardi avrebbero dovuto combattere con un terreno fradicio e melmoso.
Questa volta il capo del villaggio di Bathford, un anziano con la barba grigia di nome Nothelm, aveva trovato un compromesso ragionevole e Degbert, che non aveva il minimo interesse per laratura, non fece obiezioni.
Poi invit a parlare Offa, il sovrintendente di Mudeford. Luomo aveva ricevuto dallaldermanno Wilwulf lordine di cercare nuovamente il nascondiglio di Grugno di Ferro, che aveva avuto la temerariet di derubare la sua futura sposa. Offa era un omone sulla trentina con il naso storto, probabilmente a causa di qualche zuffa. "Ho battuto tutta la sponda meridionale del fiume tra qui e Mudeford, e ho interrogato tutti quelli che incontravo, compreso quel puzzone del pastore Saemar." Dalla folla si lev una risatina: tutti conoscevano Sam. "Pensiamo che Grugno di Ferro viva sulla sponda meridionale, perch  l che compie i suoi furti, ma ho perlustrato anche la sponda settentrionale. Non c traccia di lui, come sempre."
Questo non sorprese nessuno. Erano anni che Grugno di Ferro sfuggiva alla giustizia.
Finalmente giunse il momento di ascoltare Edgar. Prima Degbert lo chiam a prestare giuramento. Edgar pos la mano sulla pisside dargento e disse: "Davanti a Dio onnipotente giuro che Dreng ha ucciso un bambino senza nome appena partorito da Blod la schiava gettandolo nel fiume, dodici giorni fa. Lho visto con i miei occhi e sentito con le mie orecchie. Amen".
Dalla folla si lev un mormorio di raccapriccio. Sapevano gi qual era laccusa, ma forse non erano a conoscenza dei dettagli, oppure li sapevano ma erano rimasti sconvolti nel sentirli descrivere a voce alta. Qualunque fosse il motivo, Edgar fu felice del loro turbamento. Cos doveva essere. E magari quellindignazione avrebbe indotto Degbert a concedere una qualche forma di giustizia.
Prima che il processo proseguisse, Edgar aggiunse: "Decano Degbert, non potete presiedere questo processo. Luomo accusato  vostro fratello".
Degbert si finse oltraggiato. "Stai forse insinuando che potrei giudicare in modo disonesto? Potresti essere punito per questo."
Edgar aveva previsto la sua reazione e aveva gi pronta la risposta. "No, decano, ma a un uomo non si dovrebbe chiedere di condannare il proprio fratello." Vide che alcuni tra i presenti annuivano in segno dassenso. La gente dei villaggi era gelosa dei propri diritti e provava risentimento per la tendenza dei nobili a spadroneggiare sui tribunali locali.
"Io sono un prete, il decano della collegiata e il signore del villaggio" disse Degbert. "E continuer a presiedere questo tribunale della centena."
Edgar insistette, non perch pensasse di poterla avere vinta, ma per sottolineare ancor di pi la faziosit di Degbert agli occhi dei convenuti. "Potrebbe benissimo presiedere Nothelm, il capo del villaggio di Bathford."
"Non  necessario."
Edgar ammise la sconfitta con un cenno del capo. Quello che gli stava a cuore lo aveva dimostrato.
"Vuoi chiamare qualche compurgatore?" chiese Degbert.
Un compurgatore era qualcuno disposto a giurare che qualcun altro stava dicendo la verit, o semplicemente che era un uomo onesto. Il giuramento aveva pi peso se la persona che lo prestava era di rango elevato.
"Chiamo Blod" disse Edgar.
"Una schiava non pu testimoniare" ribatt Degbert.
Edgar aveva visto degli schiavi testimoniare a Combe, anche se non spesso. "La legge non dice questo."
"Lo so io cosa dice o non dice la legge" replic Degbert. "Tu non sai neppure leggere."
Aveva ragione, e Edgar dovette arrendersi. "In questo caso, chiamo Mildred, mia madre."
Mildred pos la mano sulla pisside e disse: "Davanti al Signore, il giuramento fatto da Edgar  onesto e non falso".
"Qualcun altro?" chiese Degbert.
Edgar scosse il capo. Aveva chiesto a Erman e a Eadbald, ma loro si erano rifiutati di giurare contro il suocero. Non si era neppure preso la briga di domandare a Leaf o Ethel, che non potevano testimoniare contro il marito.
"Cosa dice Dreng di questa accusa?" domand Degbert.
Dreng fece un passo avanti e mise la mano sulla pisside.
Rischier la sua anima immortale? si chiese Edgar.
"Davanti al Signore, giuro di essere innocente del compimento e dellistigazione al crimine di cui Edgar mi accusa."
Edgar rest a bocca aperta. Era uno spergiuro, e per di pi pronunciato con la mano posata sulloggetto sacro. Ma Dreng sembrava non curarsi della dannazione che stava rischiando.
"Qualche compurgatore?"
Dreng chiam Leaf, Ethel, Cwenburg, Edith e tutti i chierici della collegiata. Formavano un gruppo autorevole, per erano tutti in un modo o nellaltro dipendenti da Dreng o da Degbert. Che peso avrebbero dato i componenti della centena al loro giuramento? Edgar non avrebbe saputo dirlo.
"Hai altro da aggiungere?" gli domand Degbert.
Edgar si rese conto di avere molto altro da aggiungere. "Tre mesi fa i vichinghi hanno ucciso mio padre e la ragazza che amavo" disse. La folla non si aspettava una cosa del genere e si azzitt, curiosa di sentire come avrebbe continuato. "Non c stata giustizia, perch i vichinghi sono dei selvaggi. Adorano falsi di, e i loro di ridono nel vederli uccidere uomini, violare donne e saccheggiare famiglie oneste."
Ci fu un mormorio di approvazione. Alcuni tra i presenti avevano esperienza diretta delle incursioni vichinghe e gli altri probabilmente conoscevano qualcuno che ne era rimasto vittima. Tutti odiavano i vichinghi.
Edgar prosegu. "Ma noi non siamo come loro, vero? Noi conosciamo il vero Dio e obbediamo alle sue leggi. E lui ci dice: non uccidere. Io chiedo al tribunale di punire questo omicida, secondo il volere di Dio, e dimostrare che noi non siamo dei selvaggi."
" la prima volta che un costruttore di barche di diciotto anni mi fa una lezione sul volere di Dio."
Quella di Degbert era unosservazione ironica, ma gli astanti erano rimasti molto turbati dallorribile crimine, e non erano in vena di ridere delle sue arguzie. Edgar cap di essersi guadagnato il loro appoggio. La gente lo guardava con approvazione.
Ma avrebbero sfidato Degbert?
Il decano invit Dreng a parlare. "Non sono colpevole" ripet. "Il bambino  nato morto. Era morto quando lho preso.  per questo che lho gettato nel fiume."
Edgar era indignato da quella palese bugia. "Non era morto!"
"Invece s. Io ho cercato di dirlo, ma voi non mi ascoltavate. Leaf urlava come una pazza e tu ti sei gettato in acqua."
Il tono convinto di Dreng fece arrabbiare ancor di pi Edgar. "Ha pianto quando tu lo hai lanciato. Lho sentito io! E poi, quando  caduto nellacqua gelida, ha smesso di piangere."
"Oh, povero piccino!" mormor una donna tra la folla. Edgar vide che era Ebba, la donna che faceva il bucato per i chierici. Persino quelli il cui sostentamento dipendeva da Degbert erano profondamente turbati. Ma sarebbe bastato?
Dreng prosegu con lo stesso tono di scherno. "Come potevi sentirlo, con Leaf che urlava?"
Per un attimo Edgar rimase spiazzato dalla domanda. Come poteva aver sentito? Ma poi la risposta che cercava arriv. "Come si sentono due persone che parlano. Le voci sono diverse."
"No, ragazzo." Dreng scosse la testa. "Ti sei sbagliato. Ti  parso di assistere a un omicidio, ma non  cos. E ora sei troppo superbo per ammettere il tuo errore."
La voce di Dreng era fastidiosa e il suo atteggiamento arrogante, ma la sua storia era plausibile, e Edgar temeva che la gente potesse credergli.
"Madre Agatha, quando avete trovato il bambino sulla riva del fiume, era vivo o morto?" chiese Degbert.
"Stava per morire ma era ancora vivo" rispose la suora.
Una voce si lev dalla folla e Edgar la riconobbe come quella di Theodberht Piedetorto, un allevatore di pecore i cui pascoli si trovavano un paio di miglia pi a valle. "Dreng ha toccato il corpo? Intendo dire dopo."
Edgar conosceva il perch di quella domanda. La gente credeva che, se lassassino avesse toccato il cadavere, questo avrebbe ripreso a sanguinare. Edgar non sapeva se fosse vero oppure no.
"No! Non lha toccato!" url Blod. "Ho tenuto il mio piccino lontano da quel mostro."
"Tu cosa dici, Dreng?" domand Degbert.
"Non so se lho toccato o no" disse Dreng. "Lo avrei fatto, se fosse stato necessario, ma non mi pare di aver avuto motivo di farlo."
Era una risposta che non aggiungeva nulla.
Degbert si rivolse a Leaf. "Quando Dreng ha lanciato il bambino, tu eri lunica presente, a parte Dreng e il suo accusatore." Era vero: Ethel era svenuta nella taverna. "Hai urlato, ma ora sei sicura che fosse vivo?  possibile che tu ti sia sbagliata?"
Edgar desiderava solo che Leaf dicesse la verit. Ma ne avrebbe avuto il coraggio?
"Il bambino  nato vivo" rispose lei con aria di sfida.
"Ma  morto prima che Dreng gettasse il suo corpo nel fiume" insistette Degbert. "Tuttavia, allora, tu immaginavi che fosse ancora vivo.  stato un tuo errore, giusto?"
Il decano era sfacciatamente intimidatorio nei confronti di Leaf, per nessuno era in grado di fermarlo.
Con unespressione di panico, Leaf guard Degbert, Edgar e quindi Dreng. Poi abbass gli occhi a terra. Rimase a lungo in silenzio e, quando parl, la sua voce era poco pi di un sussurro. "Io credo..." La folla si zitt. Tutti volevano sentire la risposta. "Io credo che potrei essermi sbagliata" disse.
Edgar perse ogni speranza. Era chiaramente una donna terrorizzata che stava rendendo una falsa testimonianza poich sottoposta a forti pressioni. E aveva dichiarato quello che serviva a Dreng.
Degbert guard la folla. "Le prove sono chiare" annunci. "Il bambino era morto. Laccusa di Edgar non  dimostrata."
Edgar guard gli astanti. Erano insoddisfatti, ma cap subito che non erano abbastanza arrabbiati da mettersi contro i due uomini pi potenti dei dintorni. Prov una sensazione di nausea. Dreng sarebbe rimasto impunito. La giustizia era stata calpestata.
"Dreng  colpevole del crimine di impropria sepoltura" prosegu Degbert.
Una mossa astuta, pens Edgar amareggiato. Ora il bambino era sepolto nel cimitero, ma Dreng, per sua stessa ammissione, si era disfatto di un cadavere in maniera illecita. Sarebbe stato punito per un reato di poco conto, e questo avrebbe reso pi facile accettare che laveva passata liscia per il reato pi grave.
"Lo condanno a unammenda di sei penny" disse Degbert.
Era troppo poco, e gli astanti protestarono, ma erano pi indignati che sediziosi.
"Sei penny?" grid Blod.
Sulla folla scese il silenzio. Tutti la guardavano.
La ragazza aveva il volto rigato di lacrime. "Sei penny per il mio bambino?"
Volt la schiena a Degbert con gesto eloquente e si allontan. Dopo una decina di passi si gir e disse: "Voi inglesi!". Aveva la voce strozzata per il dolore e la rabbia.
Sput per terra.
Poi si allontan.
Dreng aveva vinto, ma qualcosa era cambiato nel piccolo villaggio. Latteggiamento verso di lui, per esempio, rifletteva Edgar mentre consumava il pasto di mezzogiorno alla taverna. Persone come Edith, la moglie di Degbert, e Bebbe, che provvedeva al cibo per la collegiata, in passato si sarebbero fermate a parlare con Dreng quando i loro cammini si incrociavano; ora, invece, scambiavano giusto una parola e proseguivano per la loro strada.
La maggior parte delle sere la taverna era pressoch deserta: certe volte Degbert veniva a bere una coppa di birra, ma gli altri si tenevano alla larga. Le persone erano rispettose verso Degbert e Dreng, quasi deferenti, ma fredde. Era come se gli abitanti del villaggio cercassero di fare ammenda per non aver insistito affinch giustizia fosse fatta. Edgar non pensava che Dio si sarebbe accontentato.
Quando coloro che avevano testimoniato in favore di Dreng passavano accanto a Edgar, impegnato nella costruzione del nuovo capanno per la birra, si vergognavano ed evitavano il suo sguardo. Un giorno, mentre stava consegnando un barile di birra per le suore sullisola dei Lebbrosi, madre Agatha aveva fatto in modo di incrociarlo per dirgli che aveva agito rettamente. Giustizia sar fatta nella prossima vita gli aveva detto. Edgar le era grato per il sostegno morale, ma avrebbe voluto giustizia anche in questa vita.
Alla taverna, Dreng era pi irascibile che mai. Prendeva a schiaffi Leaf se questa gli serviva una coppa di birra con dei bruscolini dentro, mollava pugni nello stomaco a Ethel se la farinata daveva era fredda, gettava a terra Blod colpendola alla testa senza motivo. Ogni volta agiva in fretta perch Edgar non avesse la possibilit di intervenire e dopo gli rivolgeva uno sguardo provocatorio, quasi volesse sfidarlo a fare qualcosa. Non potendo prevenire ci che lui aveva gi fatto, Edgar si limitava a guardare da unaltra parte.
Dreng non si azzardava a picchiarlo, e lui ne era felice. Aveva accumulato dentro di s cos tanta rabbia che, se fosse scoppiata una rissa, avrebbe potuto non fermarsi finch non lo avesse ucciso. Dreng sembrava consapevole di questo, e quindi si tratteneva.
Blod era stranamente calma. Lavorava e obbediva agli ordini senza protestare. Dreng continuava a trattarla con disprezzo. Ma quando lei lo guardava i suoi occhi ardevano dodio, e col passare dei giorni Edgar cap che Dreng aveva paura di Blod. Forse temeva che potesse ucciderlo. Forse lo avrebbe fatto.
Mentre Edgar stava mangiando, Brindle abbai. Si stava avvicinando un estraneo. Poich con ogni probabilit era un viandante da portare al di l del fiume, Edgar si alz e usc. Due uomini vestiti miseramente stavano arrivando da nord con un cavallo da soma. Sulla schiena dellanimale erano impilate delle pelli conciate.
Edgar li salut e chiese: "Volete attraversare il fiume?".
"S" disse il pi anziano dei due. "Stiamo andando a Combe a vendere le nostre pelli a un mercante che le rivende fuori dallInghilterra."
Edgar annu. Gli inglesi uccidevano molte mucche e spesso le pelli venivano vendute in Francia. Ma in quei due cera qualcosa che non lo convinceva. Si chiese se avessero acquisito le pelli onestamente. "Il prezzo  un fardino a persona o animale" disse, temendo che non potessero permetterselo.
"Daccordo, ma prima mangeremo un boccone e berremo un po di birra, se quella  una taverna."
"Lo ."
Scaricarono il cavallo per farlo riposare, e lo lasciarono libero di pascolare mentre loro entravano. Edgar torn al suo pranzo, e Leaf port della birra ai viaggiatori mentre Ethel li serviva dalla pentola dello stufato. Dreng chiese loro se vi fossero notizie.
"La sposa dellaldermanno  arrivata dalla Normandia" disse il pi vecchio.
"Lo sappiamo... Lady Ragna ha passato una notte qui durante il viaggio" ribatt Dreng tutto fiero.
"Quando saranno le nozze?" chiese Edgar.
"Il giorno di Ognissanti."
"Cos presto!"
"Wilwulf  impaziente."
Dreng ridacchi sotto i baffi. "Non mi sorprende. Lei  una vera bellezza."
"S, anche per quello, ma deve dare una lezione a quei predoni dei gallesi, e non partir finch non sono state celebrate le nozze."
"Non posso biasimarlo" comment Dreng. "Sarebbe un peccato morire e lasciarla vergine."
"I gallesi hanno gi approfittato di questo ritardo."
"Ne sono certo, quei barbari."
Per poco Edgar non scoppi a ridere. Avrebbe voluto chiedergli se i gallesi erano cos barbari da uccidere i neonati, ma si trattenne. Lanci unocchiata a Blod, che per sembrava ignara delle frasi offensive pronunciate contro il suo popolo.
Il pi anziano dei due viaggiatori prosegu: "Si sono gi spinti pi avanti di quanto sia mai successo. C parecchio malcontento tra la gente. Certi dicono che il dovere dellaldermanno  prima proteggere la sua gente, e poi sposarsi".
"Non sono fatti loro" disse Dreng. Non gli piaceva che la gente criticasse i nobili. "Ma chi si credono di essere?"
"Abbiamo sentito che i gallesi sono arrivati fino a Trench."
Edgar rimase sbigottito, e cos pure Dreng. "Ma  solo a un paio di giorni da qui!" esclam lui.
"Lo so. Sono felice che stiamo andando nella direzione opposta, visto il carico prezioso che trasportiamo."
Edgar fin di mangiare e torn al suo lavoro. La costruzione procedeva rapidamente, una fila di pietre sopra laltra. Presto avrebbe dovuto tagliare le travi per il tetto.
Drengs Ferry non aveva difese di alcun genere contro le razzie dei gallesi, riflett; e neppure contro le incursioni dei vichinghi, casomai avessero risalito il fiume fin l. Daltro canto, i predoni avrebbero pensato che non cera molto da rubare in un posto come quello, a meno che sapessero di Cuthbert e del suo laboratorio di oreficeria. LInghilterra era un posto pericoloso, si disse Edgar, con i vichinghi a est, i gallesi a ovest, e nel mezzo persone come Dreng.
Unora dopo i viaggiatori caricarono di nuovo il cavallo e Edgar li port al di l del fiume.
Al ritorno trov Blod nascosta dentro il capanno in costruzione. Piangeva e aveva la tunica sporca di sangue. "Cosa  successo?" le chiese.
"Quei due uomini hanno pagato per scoparmi" rispose lei.
Edgar era allibito. "Ma non sono passate neppure due settimane da quando hai avuto il bambino!" Non sapeva per quanto tempo le donne dovessero astenersi dai rapporti sessuali, ma di certo ci sarebbe voluto almeno un mese, se non due, per riprendersi da quello che Blod aveva passato.
" per questo che mi ha fatto cos male" spieg lei. "Il secondo non ha voluto pagare la tariffa intera perch ha detto che ho rovinato tutto piangendo. E cos ora Dreng mi picchier."
"Ges misericordioso" disse Edgar. "Cosa farai?"
"Lo uccider prima che lui uccida me."
Edgar non pensava che fosse una buona soluzione, ma le pose una domanda pratica. "E come?" Blod possedeva un coltello, come chiunque avesse pi di cinque anni, per era piccolo, come quello di un bambino, e non le permettevano di tenerlo troppo affilato. Non avrebbe potuto uccidere nessuno con quello.
"Mi alzer durante la notte, prender la tua accetta appesa al gancio e gliela affonder nel cuore."
"Ti giustizieranno."
"Se non altro, morir soddisfatta."
"Io ho unidea migliore" disse Edgar. "Perch non scappi? Potresti svignartela quando loro vanno a dormire... Di solito quando scende la sera sono ubriachi, non si sveglieranno.  il momento buono: i gallesi sono soltanto a due giorni di cammino da qui. Puoi viaggiare di notte e nasconderti di giorno. Potresti ricongiungerti con la tua gente."
"E la caccia alluomo?"
Edgar annu. La caccia alluomo era il modo con cui venivano arrestati i malfattori. Per legge tutti gli uomini erano obbligati a dare la caccia a chiunque avesse commesso un crimine allinterno della centena. Se si rifiutavano, erano tenuti a rifondere il danno causato da quel crimine, di solito il valore delle merci rubate. Ma capitava raramente: era nel loro interesse catturare i criminali, e comunque la caccia era eccitante. Se Blod fosse fuggita, Dreng avrebbe avviato una caccia alluomo, e con ogni probabilit lei sarebbe stata catturata.
Edgar, per, aveva pensato anche a quello. "Dopo che tu te ne sarai andata, porter la barca a valle, la tirer in secca e torner qui. Quando vedranno che  sparita, penseranno che labbia presa tu per fuggire e daranno per scontato che sei andata verso valle, per viaggiare pi veloce e allontanarti il pi in fretta possibile da qui. Quindi ti cercheranno lungo il fiume, a est. E nel frattempo tu starai andando nella direzione opposta."
Il volto emaciato di Blod si illumin per la speranza. "Pensi davvero che potrei farcela?"
"Non lo so" rispose Edgar.
Soltanto dopo Edgar si rese conto di cosa aveva fatto.
Se avesse aiutato Blod a fuggire avrebbe commesso un crimine. Pochi giorni prima si era presentato davanti al tribunale della centena sostenendo che bisognava obbedire alla legge. Ora stava per infrangerla lui stesso. Se lo avessero scoperto, i suoi vicini non avrebbero avuto piet di lui: gli avrebbero dato dellipocrita, e lui sarebbe stato condannato a pagare a Dreng il prezzo di una nuova schiava. Si sarebbe indebitato per anni. Era persino possibile che dovesse diventare uno schiavo lui stesso.
Ma non poteva rimangiarsi la parola. E neanche lo voleva. Era disgustato dal modo in cui Dreng trattava Blod e sentiva che non poteva pi permetterlo. Forse esistevano principi pi importanti della legge.
Doveva solo stare attento a non farsi scoprire.
Da quando si era riunito il tribunale della centena Dreng beveva pi del solito, e quella sera non fece eccezione. Quando arriv il crepuscolo, farfugliava gi. Le mogli lo incoraggiavano a bere, perch nei momenti in cui era ubriaco spesso i suoi pugni mancavano il bersaglio. Quando scese la notte riusc a malapena a slacciarsi la cintura e ad avvolgersi nel mantello prima di addormentarsi pesantemente sulle canne del pavimento.
Leaf beveva sempre molto. Edgar sospettava che lo facesse per rendersi poco attraente agli occhi di Dreng. Non li aveva mai visti accoppiarsi. Per quello Dreng preferiva Ethel, quando era sufficientemente sobrio, il che non accadeva spesso.
Ethel non si addormentava subito come gli altri, e Edgar rimase ad ascoltare il suo respiro in attesa che assumesse il ritmo regolare del sonno. Gli torn in mente la notte di quattro mesi prima quando era rimasto sveglio nella casa della sua famiglia, a Combe. Prov una fitta di dolore nel ricordare quanto gli era parso eccitante il futuro con Sunni, e quanto si fosse dimostrato tetro senza di lei.
Leaf e Dreng russavano, lei con un rantolo continuo, lui con grandi sbuffi seguiti da grugniti. Alla fine anche il respiro di Ethel si fece regolare. Edgar guard verso Blod, allaltro capo della stanza. Riusciva a vedere la sua faccia alla luce del fuoco. Aveva gli occhi aperti e aspettava un suo segnale.
Quello era il momento della decisione definitiva.
Edgar si tir su a sedere e Dreng si mosse.
Edgar torn a sdraiarsi.
Dreng smise di russare, si gir, respir normalmente per qualche istante, poi si mise in piedi con movimenti goffi. Afferr una tazza, la tuff nel secchio e la riemp dacqua, bevve e torn a sdraiarsi sul pavimento.
Dopo un po riprese a russare.
Non ci sar mai momento migliore di questo pens Edgar. Si rimise a sedere. Blod fece lo stesso.
Si alzarono in piedi entrambi. Edgar tendeva lorecchio per cogliere qualunque variazione nei rumori emessi dai tre che dormivano. Stacc laccetta dal gancio, and a passo leggero fino alla porta e l si volt a guardare.
Blod non laveva seguito. Era china sopra Dreng. Edgar fu assalito dal panico: che volesse uccidere il suo aguzzino? Pensava davvero di potergli tagliare la gola e passarla liscia? Questo lo avrebbe reso complice di unomicida.
Sulle canne accanto a Dreng era posata la sua cintura con il fodero che conteneva il pugnale. Era quello che usava per tutto, anche per tagliare la carne, ma era pi lungo e pi affilato di quello di Blod. Il cuore di Edgar smise di battere. Blod lo estrasse dal fodero senza fare rumore, e Edgar fu certo che avrebbe accoltellato luomo che aveva ucciso il suo bambino. La ragazza si raddrizz con il pugnale stretto in mano. Poi ne assicur lelsa alla cordicella che usava come cintura e si volt verso la porta.
Edgar represse un sospiro di sollievo.
Immaginava che Blod avesse rubato il pugnale a Dreng come precauzione, nel caso avesse incontrato uomini pericolosi durante il viaggio, di notte, una situazione in cui il suo coltellino sarebbe servito a ben poco.
Apr lentamente la porta. Cigol, ma non forte.
La tenne aperta per far passare Blod e lei sgattaiol fuori, seguita da Brindle. Fortunatamente la cagnetta era cos intelligente da capire quando era il caso di fare silenzio.
Edgar lanci unultima occhiata ai tre che dormivano. Con orrore, vide che Ethel aveva gli occhi aperti e lo fissava. Gli parve che il suo cuore si fermasse.
La guard. Cosa avrebbe fatto? Per lunghi istanti i due rimasero a guardarsi, immobili. Forse lei stava cercando il coraggio di mettersi a urlare e svegliare Dreng.
Ma non lo fece.
Edgar usc e richiuse piano la porta dietro di s.
Fuori rimase immobile, in silenzio, in attesa di un urlo, ma non sent altro che il mormorio tranquillo del fiume. Ethel aveva deciso di lasciarli andare. Ancora una volta Edgar si abbandon al sollievo.
Si appese laccetta alla cintura.
Il cielo era parzialmente coperto, e la luna faceva capolino da dietro una nuvola. Il fiume scintillava, ma il piccolo villaggio era immerso nelloscurit. Edgar e Blod risalirono la collina passando tra le case. Edgar temeva che un cane potesse sentirli e mettersi ad abbaiare, ma non accadde nulla: probabilmente i cani del villaggio riconoscevano il loro passo, sentivano lodore di Brindle o tutte e due le cose. Qualunque fosse la ragione, decisero che non era il caso di dare lallarme.
Quando passarono davanti alla chiesa, Blod entr nel camposanto. Edgar si allarm. Cosaveva in mente di fare?
Sulla fossa del suo bambino non era ancora cresciuta lerba. Sulla terra smossa erano stati posati dei ciottoli a formare una croce. Doveva essere stata Blod. Si inginocchi ai piedi della croce con le mani giunte in preghiera, e Edgar si un a lei.
Poi, con la coda dellocchio, vide una persona uscire dalla casa dei chierici.
Tocc il braccio di Blod per metterla in guardia. Era padre Deorwin. Il vecchio mosse qualche passo incerto, poi sollev lorlo della tonaca. Edgar e Blod rimasero immobili. Erano tutto fuorch invisibili, ma lui sperava che le loro figure si confondessero con loscurit e sfuggissero allo sguardo del chierico.
Come a tutti i bambini, a Edgar avevano insegnato che era maleducazione guardare qualcuno mentre si liberava, ma ora osservava Deorwin con attenzione, pregando che non alzasse gli occhi. Il vecchio, per, era assorto in quello che stava facendo, e non aveva interesse a guardarsi attorno. Finalmente lasci ricadere la tunica e si volt lentamente. Per un attimo la sua faccia si trov rivolta verso di loro e Edgar si irrigid, in attesa di una sua reazione. Ma Deorwin parve non vederli e se ne torn dentro.
Ripresero il cammino, ringraziando il cielo per la vista debole del vecchio.
Arrivarono sulla sommit della collina. L la strada si biforcava. Blod era diretta a nord-ovest, verso Trench.
"Addio, Edgar" lo salut. Sembrava triste. Avrebbe dovuto essere felice: stava fuggendo, stava tornando alla libert.
"Buona fortuna" disse lui.
"Non ti rivedr mai pi."
Spero proprio di no pens Edgar. Se ci rivediamo significher che sei stata catturata. "Porta i miei saluti a Brioc ed Eleri."
"Ricordi i nomi dei miei genitori!"
Lui si strinse nelle spalle. "Mi piaceva il loro suono."
"Gli racconter tutto di te." Gli diede un bacio sulla guancia. "Sei stato un amico. Lunico."
Lui laveva semplicemente trattata come un essere umano. "Non ho fatto molto."
"Ha significato tutto per me." Lo abbracci, gli pos la testa sulla spalla e lo strinse forte. Blod mostrava raramente emozioni, e il calore del suo abbraccio sorprese Edgar.
Lei si stacc e, senza dire altro, si allontan lungo la strada. Non si volt.
Edgar rimase a guardarla finch non scomparve in lontananza.
Poi ridiscese la collina, camminando senza far rumore. Sembrava che nessun altro a parte lui fosse sveglio. Era un bene: se qualcuno lo avesse visto, non avrebbe avuto scuse. Era fuggita una schiava, e lui se ne andava in giro nel cuore della notte: la sua complicit era innegabile. Non osava pensare alle conseguenze.
Fu tentato di rientrare e sdraiarsi al sicuro nella taverna, ma aveva promesso a Blod di creare una falsa pista.
And alla sponda del fiume e sleg la barca. Brindle salt a bordo. Edgar sal e afferr la pertica senza far rumore.
Bast un solo colpo per spingere la barca al centro del fiume. La corrente la port verso il lato nord dellisola dei Lebbrosi. Aiutandosi con la pertica, Edgar la tenne lontana da entrambi gli argini.
Pass davanti al podere. Erman e Eadbald avevano arato il campo, e la luna splendeva sui solchi umidi. Dalla casa non proveniva alcuna luce, neppure quella del fuoco, perch non vi erano finestre.
Appena sulla destra la corrente era pi forte. Brindle stava allerta a prua, annusando laria, le orecchie tese a cogliere ogni rumore. Attraversarono boschi fitti intervallati da piccoli villaggi e insediamenti formati da ununica famiglia. Una civetta grid e Brindle rispose con un ringhio.
Dopo circa unora Edgar cominci a studiare la sponda sinistra, cercando un posto dove abbandonare limbarcazione. Doveva trovare un punto in cui la vegetazione lungo largine era cos fitta da giustificare che la barca si fosse impigliata e la ragazza non fosse riuscita a disincagliarla. Era necessario costruire delle prove che raccontassero una storia semplice e chiara. Un minimo errore e i sospetti sarebbero immediatamente caduti su di lui. Non doveva lasciare il minimo spazio al dubbio.
Il luogo che scelse era un piccolo tratto ghiaioso, sovrastato da alberi cadenti e cespugli. Condusse la barca fino allargine e salt gi. Con uno sforzo la trascin parzialmente fuori dallacqua e la spinse tra la vegetazione.
Si allontan di qualche passo per osservare limmagine che aveva creato. Sembrava proprio che una persona inesperta avesse perso il controllo dellimbarcazione, lasciando che andasse ad arenarsi.
La sua parte laveva fatta. Ora doveva tornare a piedi.
Innanzitutto era necessario attraversare il fiume. Si tolse la tunica e le scarpe e ne fece un fagotto. Entr in acqua, tenendo gli indumenti sopra la testa con una mano per non bagnarli, e nuot fino allaltra riva. Appena fu arrivato, si rivest in fretta, tremando per il freddo, mentre Brindle si scrollava energicamente.
Uno accanto allaltra, Edgar e la sua cagnetta si avviarono verso casa.
La foresta non era del tutto disabitata, ma a quellora anche Grugno di Ferro doveva dormire della grossa. Se ci fosse stato qualcuno che si muoveva l vicino, Brindle avrebbe dato lallarme. A ogni buon conto, Edgar estrasse laccetta dalla cintura per essere pronto a tutto.
Il suo stratagemma avrebbe funzionato? Dreng e gli altri abitanti del piccolo villaggio sarebbero giunti allerronea conclusione a cui lui voleva guidarli? Allimprovviso cominci a temere che quella messa in scena non fosse abbastanza convincente. Era torturato dai dubbi: non riusciva neppure a immaginare che Blod venisse catturata, dopo tutto quello che aveva passato.
Super lovile di Theodberht Piedetorto, e il cane di Theodberht si mise ad abbaiare. Edgar aveva il cuore in gola: se luomo lo avesse visto, la sua finzione avrebbe perso ogni credibilit. Allung il passo e il cane si acquiet. Dalla casa non usc nessuno.
Camminando lungo largine, si trovava ogni tanto a doversi aprire faticosamente un varco tra la vegetazione, e si accorse di avanzare molto pi lentamente che con la barca. Impieg quasi due ore a tornare. La luna tramont mentre passava davanti al podere della sua famiglia; ora le stelle erano oscurate dalle nuvole, per cui dovette percorrere il tratto finale nel buio pi assoluto.
Trov la taverna a memoria e a tastoni. E l affront lultimo momento di pericolo. Davanti alla porta si ferm, in ascolto. Dallinterno, si sentiva russare. Sollev delicatamente il saliscendi e apr la porta. Il russare continu indisturbato. Edgar entr. Alla luce del fuoco vide tre figure addormentate: Dreng, Leaf ed Ethel.
Appese laccetta al gancio e si distese sulla paglia senza far rumore. Brindle si allung accanto al fuoco.
Edgar si tolse le scarpe e la cintura e chiuse gli occhi. Dopo tanta tensione pensava che sarebbe rimasto sveglio a lungo, e invece dopo qualche istante si addorment.
Si svegli quando qualcuno lo scosse per la spalla. Apr gli occhi e vide che era giorno. Era Ethel che cercava di ridestarlo. Con una rapida occhiata, Edgar appur che Dreng e Leaf dormivano ancora.
Con un cenno del capo, Ethel gli fece segno di seguirla e usc. Lui obbed.
Chiuse la porta dietro di s e le disse a bassa voce: "Grazie per non averci tradito". Ormai non poteva pi farlo, perch avrebbe dovuto confessare di averli visti uscire e di non aver fatto nulla. Adesso anche lei era complice della fuga di Blod.
"Cos successo?" chiese lei con un filo di voce.
"Blod  andata via."
"Credevo foste scappati insieme!"
"Insieme? E perch dovrei scappare?"
"Non sei innamorato di Blod?"
"Certo che no."
"Ah" fece Ethel, pensierosa, rivedendo le sue convinzioni. "Allora perch sei uscito con lei nel cuore della notte?"
"Per salutarla." Edgar non amava mentire, ma cominciava a rendersi conto che una menzogna portava a unaltra.
"La barca  sparita" not Ethel, sorpresa.
"Ti racconter tutto in un altro momento" le disse Edgar. "Nel frattempo dobbiamo comportarci normalmente. Diciamo che non sappiamo dov Blod, che non comprendiamo la sua scomparsa, ma che non siamo preoccupati perch di sicuro rispunter presto."
"Daccordo."
"Tanto per cominciare, vado a prenderti un po di legna per il fuoco."
Ethel rientr. Quando Edgar torn con la legna, Dreng e Leaf erano svegli. "Dov il mio pugnale?" chiese Dreng.
"Sar dove lhai lasciato ieri sera" rispose Leaf irritata. La mattina non era mai di buon umore.
"Lho lasciato qui, nel fodero attaccato alla cintura. Ora, c la cintura, c il fodero, ma il coltello non c."
"Be, io non lho preso."
Edgar lasci cadere la legna a terra ed Ethel cominci a preparare il fuoco.
"Dov finita quella schiava?" disse Dreng guardandosi attorno.
Nessuno rispose.
Dreng si concentr su Edgar. "Come mai sei andato a prendere la legna?  compito suo."
"Sar andata al camposanto a fare visita alla tomba del suo bambino" rispose Edgar. "Certe volte lo fa, la mattina presto, quando tu dormi ancora della grossa."
"Dovrebbe essere qui!" esclam Dreng indispettito.
Edgar sollev il secchio da terra. "Non ti preoccupare, vado io a prendere lacqua."
"Andare a prendere lacqua  compito suo, non tuo."
Edgar stava per dare unaltra risposta conciliante, quando si rese conto che se si fosse mostrato troppo arrendevole avrebbe destato i sospetti delluomo, e cos non si disturb a nascondere i suoi veri sentimenti. "Sai una cosa, Dreng? Se la vita ti rende cos infelice, perch non ti butti in quel maledetto fiume e ti affoghi?"
Colp nel segno. "Brutto ragazzotto insolente!"
Edgar usc.
Appena si ritrov fuori, si rese conto che avrebbe dovuto mostrarsi sorpreso nel vedere che la barca era sparita.
Riapr la porta. "Dov la barca?" chiese.
"Dov di solito, stupido" rispose Dreng.
"No, non c."
Dreng raggiunse la soglia e si guard attorno. "E allora dov?"
" quello che ti ho appena chiesto."
"Be, dovresti saperlo tu."
"La barca  la tua."
"Si sar allontanata con la corrente. Si vede che non lhai legata bene."
"Io lho legata ben stretta. Come sempre."
"Lavranno slegata i folletti" ribatt Dreng con aria di scherno. " questo che mi stai dicendo?"
"O sono stati loro o  stato Grugno di Ferro."
"Cosa se ne fa Grugno di Ferro di una barca?"
"E i folletti?"
Nella testa di Dreng cominci a farsi strada un sospetto. "Dov quella schiava?"
"Lo hai gi chiesto."
Dreng era malvagio, ma non stupido. "La barca  sparita, il mio pugnale  sparito, e pure la schiava  sparita."
"Cosa stai dicendo, Dreng?"
"Che la schiava  scappata con la barca, stupido.  evidente."
Una volta tanto Edgar non si risent degli insulti di Dreng. Era felice che fosse immediatamente saltato a quella conclusione. "Vado a vedere se  al camposanto" disse.
"Passa da ogni casa... Non ti ci vorr molto. Di a tutti che se non la troviamo in fretta dobbiamo partire con la caccia alluomo."
Edgar finse di andare a cercare Blod. And al camposanto, guard in chiesa, entr nella casa dei chierici. Le madri stavano dando da mangiare ai bambini. Disse agli uomini che probabilmente ci sarebbe stata una caccia alluomo a meno che Blod non fosse ricomparsa di l a poco. I chierici pi giovani cominciarono ad allacciarsi le scarpe e a indossare i mantelli. Edgar guard Deorwin ma il vecchio lo ignor, apparentemente inconsapevole di quanto era accaduto durante la notte.
Edgar and a casa di Bebbe la Grassona, solo per dire che aveva cercato Blod anche l. Bebbe dormiva, e non la svegli. Le donne non erano obbligate a partecipare alla caccia alluomo, e in ogni caso lei sarebbe stata troppo lenta.
Gli altri abitanti del villaggio erano piccole famiglie di servitori che lavoravano per la collegiata e si occupavano della cucina, delle pulizie, del bucato e di altre faccende domestiche. Svegli Cerdic, che li riforniva di legna che prendeva nella foresta, e Hadwine, detto Had, che aveva il compito di cambiare le canne sul pavimento.
Quando torn alla taverna, si era gi riunito un gruppetto di uomini. Degbert e Dreng erano a cavallo. Cerano anche tutti i cani del piccolo villaggio: potevano fiutare la traccia del fuggitivo che si nascondeva tra la vegetazione. Degbert fece notare che sarebbe stato utile far annusare ai cani qualche vecchio indumento di Blod, in modo che sapessero quale odore cercare, ma Dreng disse che Blod possedeva solo gli indumenti che aveva indosso.
"Edgar, va a prendere un pezzo di corda dalla cassapanca, casomai dovessimo legarla" disse Dreng.
Lui fece come gli era stato ordinato.
Quando usc dalla taverna con la corda, Dreng si rivolse a tutti i presenti, alzando la voce. "Ha rubato la barca, ed  una barca pesante da guidare controcorrente, specie per una ragazza, quindi  certo che  andata verso valle."
Edgar era felice che Dreng fosse deciso a seguire la falsa pista. Degbert, per, non era cos ingenuo. "Potrebbe aver slegato la barca lasciandola andare con la corrente per metterci su una falsa pista, e poi essere andata nella direzione opposta."
"Non  cos furba" disse Dreng.
Cera un altro punto debole nellipotesi avanzata da Degbert, ma Edgar non osava farlo notare nel timore che pensassero che era troppo favorevole alla ricerca verso valle. Fu Cuthbert a parlare per lui. "La barca non sarebbe andata lontano, da sola. La corrente lavrebbe portata ad arenarsi sulla riva davanti allisola dei Lebbrosi."
Gli altri annuirono: era l che finiva la maggior parte dei detriti.
"C unaltra barca, quella delle suore. Potremmo prenderla in prestito" propose Cerdic.
"Madre Agatha non ce la dar tanto volentieri" disse Cuthbert. " arrabbiata con noi per la morte del bambino. Probabilmente pensa che Blod dovrebbe essere lasciata libera di andarsene."
Cerdic si strinse nelle spalle. "Potremmo prenderla e basta."
" una barca piccola. Porta solo due persone. Non ci servir a molto" ribatt Edgar.
"Non voglio grane con Agatha" disse Dreng, risoluto. "Ho gi di che preoccuparmi. Muoviamoci. Pi tempo passa, pi la schiava si allontana."
In realt, pens Edgar, probabilmente in quel momento si stava nascondendo nella foresta a nord-ovest, tra il villaggio e Trench. Doveva essersi rintanata nel fitto della boscaglia, e forse ora stava cercando di dormire un po, stesa sul terreno gelido. La maggior parte degli animali della foresta avevano paura delluomo e si sarebbero tenuti alla larga da lei. Neppure un orso o un lupo avrebbe attaccato un umano senza essere provocato, a meno che la persona fosse ferita o visibilmente incapace di difendersi. Il pericolo pi grande erano i fuorilegge come Grugno di Ferro, e Edgar non poteva fare altro che sperare che nessuno di loro la trovasse.
Gli uomini di Drengs Ferry si avviarono lungo la riva destra del fiume, diretti a valle, e Edgar cominci a pensare che il suo piano avrebbe funzionato. Si fermarono al podere, e Erman e Eadbald si unirono al gruppo. Allultimo momento decise di andare anche Cwenburg. Era quasi di quattro mesi, ma non si vedeva ancora, e poi lei era forte.
I cavalli si rivelarono dimpiccio. Finch largine era erboso andavano bene, ma quando la vegetazione era fitta dovevano essere condotti a mano attraverso il groviglio di alberi e arbusti. Quando divenne pi faticoso procedere, lentusiasmo di uomini e cani scem.
"Siamo sicuri che sia andata in questa direzione?" domand Degbert. "La sua terra natia  nella direzione opposta."
Edgar fu preso dallagitazione.
Per buona sorte Dreng non era daccordo con il fratello. " diretta a Combe" rispose. "Penser di passare inosservata, l. In una grande citt ci sono sempre dei forestieri. Non  come un villaggio, dove ogni viandante deve spiegare dove va e perch."
"Mah, non so" disse Degbert.
Fortunatamente nessuno sapeva, riflett Edgar, per cui dovevano affidarsi soltanto alle supposizioni.
Presto arrivarono alla casa di Theodberht Piedetorto. Uno schiavo badava alle pecore con laiuto di un cane. Quello si mise ad abbaiare e Edgar lo riconobbe. Era un bene che i cani non potessero parlare.
Theodberht usc zoppicando, seguito dalla moglie. "Per cos la caccia alluomo?"
"Ieri sera la mia schiava  fuggita" disse Dreng.
"La conosco. Lho notata alla taverna. Una ragazza sui quattordici anni." Sembrava sul punto di aggiungere qualcosaltro, ma poi lanci unocchiata in direzione della moglie e cambi idea. Edgar immagin che avesse fatto ben pi che notarla.
"Non lhai vista nelle ultime dodici ore?" chiese Dreng.
"No, ma qualcuno  passato di qui durante la notte perch il cane si  messo ad abbaiare."
"Doveva essere lei" concluse Dreng, risoluto.
Gli altri convennero con entusiasmo, e il morale si risollev. Edgar era soddisfatto. Il cane di Theodberht gli aveva fatto un favore inaspettato.
"Quando il tuo cane si  messo ad abbaiare, era nella prima parte della notte o verso lalba?"
"Non ne ho idea."
"Era verso la met della notte" disse sua moglie. "Mi sono svegliata anchio."
"A questora potrebbe essere gi lontana" osserv Theodberht.
"Non importa" replic Dreng. "La prenderemo, quella puttana."
"Verrei anchio" disse Theodberht "ma vi farei solo perdere tempo."
Dreng rispose con un grugnito e il gruppo si rimise in cammino.
Poco dopo arrivarono in un posto che a Edgar, col buio, era sfuggito. A poche iarde dal fiume, verso linterno, cera un recinto con tre pony. Accanto al cancello del recinto, sdraiato sotto un riparo rudimentale, cera il pi grosso mastino che Edgar avesse mai visto. Era legato con una corda lunga quel tanto da permettergli di attaccare chiunque cercasse di avvicinarsi ai cavalli. Accanto al recinto cera una catapecchia.
" la capanna dei cacciatori di cavalli" disse Degbert. "Ulf e Gwen." Nella foresta vivevano dei cavallini selvaggi, agili e schivi, difficili da individuare, da catturare e da addomesticare. I cacciatori di cavalli erano gente rude e avvezza alla fatica, violenta con gli animali e scorbutica con gli umani.
Dalla capanna uscirono due persone: un uomo piccolo ma muscoloso e la moglie, pi robusta di lui. Indossavano entrambi vestiti luridi e stivali di cuoio spesso. "Cosa volete?" domand Ulf.
"Hai visto la mia schiava? Una ragazza gallese sui quattordici anni."
"No."
" passato qualcuno di qua, la notte scorsa? Il tuo cane ha abbaiato?"
"Lui non abbaia. Morde."
"Ci daresti una coppa di birra? Te la paghiamo."
"Non ne ho di birra, io."
Edgar represse un sorriso. Dreng aveva incontrato un uomo ancora pi scorbutico di lui.
"Dovresti unirti alla caccia alluomo e aiutarci a trovarla" disse Dreng.
"Io no."
" la legge."
"Io non vivo nella vostra centena."
Con ogni probabilit, pens Edgar, nessuno sapeva in quale centena abitassero Ulf e Gwen. Questo li esentava dal pagare affitto e decime. Vista la miseria in cui sembravano vivere, nessuno aveva interesse a cercare di stabilirlo.
"Dov tuo fratello?" chiese Dreng a Gwen. "Credevo stesse qui con voi."
"Begstan  morto" rispose la donna.
"Dov il suo corpo? Non lo avete seppellito alla collegiata."
"Lo abbiamo portato a Combe."
"Bugiarda."
" la verit."
Edgar supponeva che lo avessero sepolto nel bosco per risparmiare i soldi del prete. Ma non aveva importanza, e Dreng disse, impaziente: "Su, andiamo".
Presto il gruppo arriv nelle vicinanze del punto in cui Edgar aveva tirato in secco la barca. Lui la vide prima degli altri, ma decise di non dire nulla: avrebbe potuto destare sospetti. Aspett che qualcun altro la notasse. Erano tutti concentrati ad avanzare tra la vegetazione e Edgar cominci a pensare che nessuno lavrebbe vista.
Finalmente, suo fratello Erman esclam: "Guardate! Non  la barca di Edgar, quella sullaltra sponda del fiume?".
"Non  la sua barca,  la mia" ribatt Dreng acido.
"Ma cosa ci fa qui?"
"Sembra che la ragazza sia arrivata fin qui con la barca, e poi, per qualche motivo, abbia deciso di proseguire a piedi sullaltro lato" disse Degbert. Aveva abbandonato la teoria che fosse andata nella direzione opposta, not Edgar con soddisfazione.
Cuthbert sudava e ansimava: era troppo grasso per quellimpresa. "Come faremo ad attraversare? La barca  sullaltra sponda" disse.
"Andr Edgar a prenderla. Lui sa nuotare" rispose Dreng.
A Edgar non importava, ma si finse riluttante. Si tolse lentamente scarpe e tunica e poi, nudo, entr tremando nellacqua gelida. Nuot fino allaltra riva, sal sulla barca e la port indietro.
Si rivest mentre gli altri salivano. Attravers di nuovo il fiume e leg la barca. " da questa parte del fiume, tra qui e Combe" disse Degbert.
Combe si trovava a due giorni di viaggio da Drengs Ferry. La caccia alluomo non si sarebbe spinta fin l.
A mezzogiorno si fermarono in un villaggio chiamato Longmede, che segnava il confine sud-orientale della centena. Nessuno aveva visto una schiava in fuga, come Edgar gi sapeva. Comprarono della birra e del pane dagli abitanti del luogo e si sedettero a riposare.
Quando ebbero finito di mangiare, Degbert osserv: "Dopo lovile di Theodberht non c pi stata traccia di lei".
"Temo proprio che abbiamo perso la pista" disse Cuthbert.
Forse voleva solo abbandonare le ricerche e tornarsene a casa, pens Edgar.
"Ma mi  costata un sacco di soldi! Non posso permettermi di comprarne unaltra. Non sono mica ricco, io!" protest Dreng.
" mezzogiorno passato" disse Degbert. "Se vogliamo essere a casa prima che faccia buio, dobbiamo rimetterci in marcia adesso."
"Possiamo tornare alla barca e andare a casa con quella" propose Cuthbert.
"Pu portarci Edgar" disse Dreng.
"No" ribatt Edgar. "Saremmo controcorrente. Ci vorranno due uomini che spingano contemporaneamente, e dopo unora saranno stanchi. Dovremo fare a turno."
"Io non posso. Ho male alla schiena" dichiar Dreng.
"Abbiamo uomini giovani a sufficienza per farcela" disse Degbert deciso. Alz lo sguardo verso il sole. "Ma sar meglio che partiamo."
Il gruppo cominci il viaggio di ritorno.
Blod era fuggita, pens Edgar esultante. Il suo stratagemma aveva funzionato. I partecipanti alla caccia alluomo avevano sprecato energie in un inutile viaggio. Lei doveva essere gi a met strada verso Trench.
Camminando teneva lo sguardo basso per nascondere il sorriso di trionfo che continuava ad affiorargli sulle labbra.


Capitolo 13.

Fine ottobre 997.
Aldred sapeva che il vescovo Wynstan sarebbe andato su tutte le furie.
La tempesta scoppi il giorno prima delle nozze. Quella mattina Aldred fu convocato dallabate. Il novizio che venne a portargli il messaggio aggiunse che era arrivato fratello Wigferth da Canterbury, e Aldred cap subito di cosa si trattava.
Il novizio lo trov nel camminamento coperto che collegava ledificio principale dellabbazia di Shiring alla chiesa dei monaci. Era l che Aldred aveva allestito il suo scriptorium: tre miseri sgabelli e una cassa con dentro il necessario per scrivere. Aldred sognava che un giorno allo scriptorium venisse dedicata unapposita sala riscaldata dal fuoco, con una dozzina di monaci allopera da mattino a sera per copiare e miniare manoscritti. Per il momento aveva solo un assistente, Tatwine, a cui recentemente si era aggiunto un novizio foruncoloso di nome Eadgar. I tre stavano seduti sugli sgabelli e scrivevano su tavolette inclinate che tenevano poggiate sulle ginocchia.
Aldred mise da parte il lavoro perch si asciugasse, lav la punta della penna doca in una ciotola piena dacqua e lasciug sulla manica della veste. And alledificio principale e sal la scala esterna che portava al piano superiore dove si trovava il dormitorio; i servitori dellabbazia stavano sprimacciando i pagliericci e spazzando i pavimenti. Arriv in fondo alla sala ed entr nellalloggio privato dellabate Osmund.
La stanza riusciva a coniugare il rigore monacale con una discreta dose di comodit: un letto stretto addossato alla parete con un pagliericcio spesso e pesanti coperte, una semplice croce dargento sulla parete a est con davanti un inginocchiatoio, un cuscino di velluto posato sul pavimento, logoro e sbiadito ma ben imbottito per proteggere le vetuste ginocchia di Osmund. La brocca di pietra sul tavolo conteneva vino rosso anzich birra, e posato accanto cera uno spicchio di formaggio.
Come chiunque avrebbe capito guardandolo, Osmund non era un sostenitore della mortificazione della carne. Certo, indossava la tonaca nera e ruvida del monastero e portava la consueta tonsura, ma era paffuto e rubizzo, e calzava scarpe confezionate con pellicce di scoiattolo.
Di fianco a Osmund cera il tesoriere Hildred. Quella situazione non era nuova per Aldred: in precedenza si era verificata quando Hildred aveva disapprovato qualcosa che lui stava facendo - solitamente perch comportava un esborso di denaro - e aveva convinto Osmund a muovergli un rimprovero. Aldred osserv il volto affilato di Hildred, con quelle guance scavate che sembravano scure anche quando si era rasato di fresco, e vide che non ostentava lespressione compiaciuta di quando stava per tendergli una trappola. Anzi, aveva unaria quasi benevola.
Il terzo monaco presente nella stanza indossava una veste inzaccherata di fango come se avesse compiuto un lungo viaggio nellautunno inglese. "Fratello Wigferth!" disse Aldred. "Sono lieto di vederti." Erano stati novizi insieme a Glastonbury, ma allora Wigferth era molto diverso: con gli anni il suo viso si era arrotondato, la barba sul mento si era fatta pi folta, e correva voce che avesse unamante nel villaggio di Trench. Era il messaggero del vescovo e riscuoteva gli affitti dovuti ai monaci di Canterbury.
"Wigferth ci ha portato una lettera di Elfric" disse Osmund.
"Bene!" esclam Aldred pur con un brivido di apprensione.
Elfric era larcivescovo di Canterbury, il capo della Chiesa cristiana della parte meridionale dellInghilterra. Tempo addietro era stato vescovo di Ramsbury, non lontano da Shiring, e Osmund lo conosceva bene.
Labate prese un foglio di pergamena dal tavolo e lesse ad alta voce. "Vi ringrazio per il vostro resoconto sullincresciosa situazione a Drengs Ferry."
Era stato Aldred a vergare quel resoconto, anche se lo aveva firmato Osmund. Aldred aveva descritto nel dettaglio la chiesa che cadeva a pezzi, le funzioni frettolose e labitazione sfarzosa dei preti sposati. Aldred aveva poi scritto a Wigferth in privato, raccontandogli che Dreng aveva due mogli e una schiava, che costringeva a prostituirsi, sotto locchio indulgente del fratello, il decano Degbert.
Era questa la lettera che avrebbe fatto infuriare il vescovo Wynstan, quando ne fosse venuto a conoscenza, perch era stato Wynstan a designare Degbert, che era suo cugino. Era per questo motivo che Osmund aveva deciso di portare la cosa direttamente allattenzione dellarcivescovo Elfric: non aveva senso parlare con Wynstan.
Osmund continu a leggere. "Affermate che il problema pu essere risolto al meglio rimuovendo Degbert e i suoi chierici e sostituendoli con dei monaci."
Anche quello era stato un suggerimento di Aldred, ma lidea non era del tutto sua. Elfric aveva preso un provvedimento simile quando era arrivato a Canterbury, allontanando i preti indolenti e chiamando dei monaci decisamente pi disciplinati. Aldred sperava che Elfric acconsentisse a fare la stessa cosa a Drengs Ferry.
"Acconsento alla vostra proposta" lesse Osmund.
"Splendida notizia!" esclam Aldred.
"Il nuovo monastero dipender dallabbazia di Shiring, e avr un priore sottoposto allautorit dellabate di Shiring."
Pure quella era stata una sua proposta: Aldred era soddisfatto. La collegiata a Drengs Ferry era una vergogna, e ora quellabominio era stato condannato.
"Fratello Wigferth porta inoltre una lettera per il nostro fratello in Cristo Wynstan, per informarlo della mia decisione, visto che Drengs Ferry fa parte della sua diocesi."
"La reazione di Wynstan sar interessante" osserv Aldred.
"Non sar contento" disse Hildred.
"A dir poco."
"Ma Elfric  un arcivescovo, e Wynstan deve sottostare alla sua autorit." Per Hildred le regole erano regole, e quello poneva fine alla questione.
"Wynstan  convinto che tutti dovrebbero seguire le regole... tranne lui" comment Aldred.
"Vero, ma ha anche un profondo senso delle gerarchie della Chiesa" ribatt Osmund in tono tranquillo. "Non credo che vorr mettersi a questionare con il suo arcivescovo per un posto squallido e remoto come Drengs Ferry. Se ci fosse in ballo qualcosa di pi importante capirei, ma..."
Aldred sperava tanto che labate avesse ragione. Si rivolse a Wigferth: "Ti accompagno al palazzo del vescovo".
Scesero insieme la scala esterna. "Grazie per aver portato buone notizie!" disse Aldred mentre attraversavano la piazza che era il centro della citt. "Vedere le condizioni in cui versa quellorribile collegiata mi ha fatto infuriare."
"Larcivescovo ha avuto la stessa reazione quando ne  venuto a conoscenza."
Passarono davanti alla cattedrale di Shiring, una tipica chiesa inglese con finestre piccole che si aprivano nella parte alta delle pareti spesse. Accanto cera la residenza del vescovo Wynstan: questa e il monastero erano gli unici edifici a due piani di Shiring. Aldred buss alla porta e venne ad aprirgli un giovane religioso. "Questo  fratello Wigferth, venuto da Canterbury con una lettera per il vescovo Wynstan da parte dellarcivescovo Elfric" disse.
"Il vescovo  fuori, ma puoi consegnare a me la lettera."
Aldred ricordava il nome del giovane. Si chiamava Ithamar, era un diacono e faceva da segretario a Wynstan. Aveva i capelli biondo cenere e la faccia da bambino, ma Aldred era certo che non fosse uno sprovveduto. "Ithamar" lo apostrof con tono severo "questuomo  un messaggero del padrone del tuo padrone. Tu devi dargli il benvenuto, invitarlo a entrare, offrirgli da bere e da mangiare e chiedergli se c qualche altra cosa che puoi fare per lui."
Ithamar gli lanci unocchiata invelenita, ma sapeva che Aldred aveva ragione e dopo un attimo di esitazione disse: "Prego, entra, fratello Wigferth".
Wigferth non si mosse. "Quanto tempo pensi che star via il vescovo Wynstan?" chiese.
"Unora o due."
"Aspetter." Poi Wigferth si rivolse a Aldred. "Torner appena avr consegnato la lettera. Preferisco dormire allabbazia."
Ottima decisione pens Aldred. La vita nella residenza di un vescovo poteva offrire tentazioni contro cui un monaco preferiva non dover lottare.
Si separarono. Aldred fece per avviarsi verso labbazia, poi esit. Era ormai tempo che andasse a far visita alla promessa sposa dellaldermanno Wilwulf. Lady Ragna era stata ospitale con lui a Cherbourg, e lui voleva fare altrettanto con lei a Shiring. Se fosse andato subito, avrebbe potuto farle gli auguri per le nozze.
Prosegu tra le botteghe e i laboratori del centro.
La citt di Shiring era in rapida crescita, e serviva ai bisogni di tre istituzioni: la cittadella dellaldermanno, con i suoi armigeri e luogotenenti, la cattedrale e il palazzo del vescovo, con i preti e i servitori, e labbazia, con i monaci e i conversi. I commercianti vendevano quello che fabbricavano: pentole, secchi, coltelli da tavola e altri attrezzi per la casa; poi cerano tessitori e sarti, sellai, taglialegna e carpentieri, armieri che producevano maglia per armature, spade ed elmi, e fabbricanti di archi e frecce, casari, fornai, birrai e macellai che rifornivano tutti gli altri di carne fresca.
Lattivit pi remunerativa, per, era il ricamo. Una decina di donne passava le giornate a intrecciare fili di lana colorata su teli di lino chiaro. Solitamente i loro lavori raffiguravano storie della Bibbia e scene della vita dei santi, spesso abbellite da strani uccelli e bordure geometriche. Questi pannelli di lino, che talvolta potevano essere anche di tessuto di lana chiara, erano venduti in tutta Europa per essere inseriti nei paramenti sacri e nelle vesti regali.
Aldred era molto conosciuto e per strada lo salutavano tutti. Lungo il cammino, fu costretto a fermarsi a parlare con diverse persone: un tessitore che occupava una casa di propriet dellabbazia e che era indietro con laffitto, il fornitore di vino dellabate Osmund che non riusciva a farsi pagare dal tesoriere Hildred e una donna che chiedeva che i monaci pregassero per la figlia malata, perch lo sapevano tutti che le preghiere dei monaci casti erano pi efficaci di quelle dei comuni preti.
Quando finalmente raggiunse la cittadella, vide che fervevano i preparativi per il matrimonio. Lingresso era intasato di carri che consegnavano barili di birra e sacchi di farina. I servi stavano predisponendo lunghe tavolate allaperto: evidentemente gli ospiti erano troppi per allestire il banchetto nella sala grande. Un macellaio stava preparando gli animali per arrostirli sullo spiedo. A un robusto albero di quercia era appeso un bue appena macellato: dal collo possente uscivano fiotti di sangue ancora fumante che finivano in un barile.
Aldred trov Ragna nella casa occupata in precedenza da Wigelm, il pi giovane dei tre fratelli. La porta era aperta. Lei era allinterno con tre dei servitori che aveva portato con s da Cherbourg: la graziosa cameriera Cat, Agnes la sarta e Bern, la guardia del corpo dalla barba rossa. Cera anche Offa, il sovrintendente di Mudeford, e per un istante Aldred si chiese cosa ci facesse l, ma subito la sua attenzione si pos su Ragna. Stava esaminando con le due cameriere delle pianelle di seta di diversi colori, ma appena alz lo sguardo e riconobbe Aldred gli rivolse un gran sorriso.
"Benvenuta in Inghilterra" le disse lui. "Sono venuto a vedere come vi siete ambientata nella vostra nuova casa."
"C cos tanto da fare!" rispose lei. "Ma  tutto talmente eccitante."
Aldred osserv il suo volto animato. Rammentava di aver pensato che era molto bella, ma il ricordo era solo una pallida resa della realt. La sua mente non aveva serbato il colore dei suoi occhi, di un verde mare mai visto, o la curva aggraziata dei suoi zigomi alti, n il fulgore dei folti capelli rosso oro che adesso facevano capolino da sotto un fazzoletto di seta marrone. A differenza della maggior parte degli uomini, Aldred non si sentiva indotto al peccato di lussuria dai seni delle donne, ma persino lui capiva che Ragna aveva una figura meravigliosa.
"E come vi sentite per il matrimonio?"
"Impaziente!" rispose lei, e subito arross.
Allora  tutto a posto pens Aldred. "Presumo che anche Wilwulf sar impaziente" disse.
"Vuole un figlio" rispose Ragna.
Aldred cambi argomento per evitarle altri motivi di imbarazzo. "Immagino che Wigelm non sia stato felice di essere estromesso dalla sua casa."
"Non poteva certo rivendicare una priorit sulla sposa dellaldermanno" rispose Ragna. "E poi  solo, sua moglie  ancora a Combe, quindi non ne ha realmente bisogno."
Aldred si guard attorno. La casa era ben realizzata, ma non confortevole come avrebbe potuto essere. Dopo una ventina danni le costruzioni di legno necessitavano di importanti interventi di riparazione, e dopo cinquanta cadevano a pezzi. Aldred vide unimposta disallineata, una panca con una gamba rotta e un buco nel tetto. "Vi serve laiuto di un carpentiere" osserv.
Lei si lasci sfuggire un sospiro. "Sono tutti impegnati a costruire panche e tavoli per il matrimonio. E Dunnere, il capo dei carpentieri, al pomeriggio  sempre ubriaco."
Aldred aggrott le sopracciglia. La moglie di un aldermanno veniva prima di tutto il resto. "Non potete sbarazzarvi di Dunnere?"
" nipote di Gytha. Ma s, dare una bella scrollata ai servitori  una delle cose che ho in mente di fare."
"Cera un giovane a Drengs Ferry che sembrava un bravo artigiano. Edgar."
"Mi ricordo di lui. Potrei chiedergli di riparare questa casa?"
"Non c bisogno di chiedere quando potete ordinare. Il padrone di Edgar  Dreng, il cugino di Wilwulf. Baster che diate disposizioni a Dreng di mandarvi il suo servitore."
Lei sorrise. "Non sono ancora sicura di quali siano i miei diritti, qui. Ma seguir il vostro consiglio."
Un pensiero vago tormentava Aldred. Aveva la sensazione che Ragna avesse detto qualcosa di importante, che l per l gli era sfuggito, ma ora non riusciva pi a ricordare cosa fosse.
"Vi piace la famiglia di Wilwulf?" domand.
"Ho parlato con Gytha e lei ha accettato il fatto che diventer io la padrona, qui. Ma ho tanto da imparare e mi piacerebbe poter contare sul suo aiuto."
"Sono sicuro che riuscirete a conquistarvi laffetto di tutti. Vi conosco, so che ne siete capace."
"Spero abbiate ragione."
Ragna era prudente, tuttavia Aldred non era certo che comprendesse in cosa si era cacciata. " insolito che due fratelli ricoprano il titolo di vescovo e di aldermanno dello stesso territorio. Questo d molto potere a ununica famiglia."
"Ma ha senso. Wilf ha bisogno di qualcuno di cui fidarsi, come vescovo."
Aldred esit. "Io non direi che si fidi di Wynstan."
Ragna parve incuriosita.
Aldred doveva misurare bene le parole. Per lui, Wilwulf e la sua famiglia erano dei gatti selvatici chiusi in gabbia, sempre sul punto di azzuffarsi, a cui solo il tornaconto personale impediva di abbandonarsi alla violenza. Per non voleva dirlo apertamente a Ragna per timore di demoralizzarla. Doveva metterla in guardia senza spaventarla. "Intendevo che  improbabile che i suoi fratelli lo colgano di sorpresa, tutto qui."
"Il re deve vedere di buon occhio la famiglia, se le ha assegnato tanto potere."
"Un tempo forse s."
"Cosa volete dire?"
Aldred cap che lei non era al corrente. "Wilwulf  caduto in disgrazia con il re Etelredo per via del trattato che ha stretto con vostro padre. Avrebbe dovuto chiedere il suo permesso."
"Ci aveva detto che gli sarebbe stato accordato senza problemi."
"Non  stato cos."
"Mio padre era preoccupato per questo. Wilf  stato punito?"
" stato multato, ma non ha pagato lammenda. Sostiene che Etelredo  irragionevole."
"Cosa succeder?"
"Attualmente nulla. Se un nobile sfida apertamente il tribunale del re, non c molto che questi possa fare nellimmediato. Ma a lungo termine chi pu dirlo?"
"C qualcuno che possa fare da contrappeso al potere della famiglia? Qualche incarico che Wilf non  riuscito a destinare a una persona di sua scelta?"
Era una domanda azzeccata e la considerazione di Aldred per Ragna crebbe. Aveva imparato tutto quello che suo padre aveva da insegnarle, pens, e vi aveva aggiunto la propria saggezza. "S" rispose. "Lo sceriffo, Den."
"Sceriffo? In Normandia non abbiamo niente del genere."
" lalto magistrato del distretto, il rappresentante locale del re. Wilwulf avrebbe voluto che il posto andasse a Wigelm, ma re Etelredo si  opposto e ci ha messo un suo uomo. Lo chiamano Etelredo lo Sconsigliato, ma non  del tutto stupido."
" un ruolo rilevante?"
"Negli ultimi tempi gli sceriffi hanno acquisito maggiore importanza."
"Come mai?"
"Ha a che fare con i vichinghi. Per ben due volte negli ultimi sei anni Etelredo ha evitato uninvasione vichinga grazie a pagamenti in denaro, ma  una pratica estremamente costosa. Sei anni fa ha versato diecimila libbre dargento, tre anni fa altre sedicimila."
"Ci  giunta voce di questo in Normandia. Mio padre ha detto che era come dar da mangiare a un leone nella speranza che quello non mangi te."
"Sono in molti a pensarla cos anche da noi."
"Ma perch questo ha reso pi potenti gli sceriffi?"
"Hanno dovuto raccogliere il denaro. Questo significa che dovevano avere il potere di far rispettare il volere del re. Adesso ogni sceriffo ha il suo piccolo esercito, pochi uomini ma ben pagati e ben armati."
"E questo gli d un potere che bilancia quello di Wilf."
"Esattamente."
"Ma il ruolo dello sceriffo non si scontra con quello dellaldermanno?"
"Continuamente. Laldermanno deve amministrare la giustizia, per  lo sceriffo a occuparsi dei reati contro il re, e tra questi figura il mancato pagamento delle tasse. Ovviamente ci sono situazioni controverse che causano disaccordo."
"Interessante."
Ragna era come una suonatrice che posava le dita sulle corde di una lira, provandola prima di suonarla, pens Aldred. Sarebbe diventata una figura influente nella regione. Avrebbe potuto fare un sacco di cose buone. Ma avrebbe anche potuto rimanere distrutta.
Se poteva aiutarla, lui lo avrebbe fatto. "Ditemi se c qualcosa che posso fare per voi" replic. "Venite allabbazia." Poi pens che la vista di una donna come Ragna potesse essere pi di quanto i giovani monaci riuscissero a sostenere. "Oppure mandatemi un messaggio."
"Vi ringrazio."
Mentre si voltava verso la porta, gli cadde nuovamente locchio sulla figura massiccia di Offa. Essendo un funzionario minore dellaldermanno, il sovrintendente aveva una casa in citt ma, per quanto ne sapeva Aldred, non aveva motivo di trovarsi l con Ragna.
Lei colse il suo sguardo e chiese: "Conoscete Offa, il sovrintendente di Mudeford?".
"S, certo." Aldred vide Ragna lanciare unocchiata in direzione di Agnes, la quale si affrett ad abbassare lo sguardo. Cap subito che Offa era l per corteggiare Agnes, evidentemente con lapprovazione della sua padrona. Forse Ragna aveva piacere che alcuni dei suoi servitori mettessero radici in Inghilterra.
Aldred si conged e lasci la cittadella. Nel centro della citt, mentre attraversava la piazza tra la cattedrale e la chiesa dellabbazia, si imbatt in Wigferth che usciva dalla residenza del vescovo. "Hai consegnato la lettera a Wynstan?" chiese.
"S, qualche istante fa."
"Ha perso le staffe?"
"Ha preso la lettera e ha detto che lavrebbe letta pi tardi."
"Mmh." Quasi quasi Aldred avrebbe preferito che Wynstan avesse dato in escandescenze: lattesa stava diventando insopportabile.
I due monaci tornarono allabbazia. Il cuciniere stava servendo il pasto di mezzogiorno: anguilla bollita con cipolle e fagioli. Mentre mangiavano, fratello Godleof lesse il prologo della Regola di San Benedetto: Obsculta, o fili, praecepta magistri, et inclina aurem cordis tui, Ascolta, figlio mio, gli insegnamenti del maestro e apri docilmente lorecchio del tuo cuore. Aldred amava lespressione aurem cordis, lorecchio del cuore. Suggeriva un modo di ascoltare pi intenso e consapevole di quello consueto.
Dopo il pasto i monaci si avviarono lungo il camminamento coperto che portava alla chiesa per lufficio dellOra Nona. La chiesa era pi grande di quella di Drengs Ferry, ma pi piccola della cattedrale di Shiring. Era composta da due sale, una navata lunga una dozzina di iarde e un presbiterio pi piccolo, collegati da uno stretto passaggio ad arco. I monaci entrarono da una porticina laterale; i pi anziani andarono nel presbiterio e presero posto sui sedili intorno allaltare, mentre gli altri rimasero in piedi in tre file ordinate nella navata, dove stavano i fedeli, anche se di quelli se ne vedevano ben pochi.
In mezzo ai suoi fratelli, a salmodiare preghiere, Aldred cominci a sentirsi in pace con se stesso, con il mondo e con Dio. Gli era mancato tutto questo, durante il viaggio.
Quel giorno, per, la pace non dur a lungo.
Poco dopo linizio della funzione si ud il cigolio della porta sul lato ovest: era lingresso principale e veniva utilizzato di rado. Tutti i monaci pi giovani si voltarono per vedere chi stava entrando. Aldred riconobbe i capelli biondi del giovane segretario del vescovo Wynstan, il diacono Ithamar.
I monaci pi anziani continuarono risoluti a pregare. Aldred decise che qualcuno doveva andare a vedere cosa volesse Ithamar. Si stacc dai fratelli e gli si avvicin. "Cosa c?" gli chiese con un sussurro.
Il diacono pareva nervoso, ma rispose a voce alta. "Il vescovo Wynstan manda a chiamare Wigferth di Canterbury."
Involontariamente Aldred lanci unocchiata in direzione di Wigferth, il quale si volt con unespressione terrorizzata sul volto paffuto. Anche Aldred era spaventato, ma non avrebbe permesso che Wigferth andasse da solo ad affrontare il vescovo infuriato: cerano ancora uomini che rispondevano a un messaggio malaccetto rispedendo la testa del messaggero in un sacco. Era improbabile che Wynstan facesse una cosa del genere, ma non impossibile.
Aldred ostent una sicurezza che non provava. "Vuoi essere cos gentile da scusarci con il vescovo e riferirgli che fratello Wigferth sta pregando?"
Ithamar non voleva tornare con quella risposta. "Il vescovo non sar contento di dover aspettare."
Aldred lo sapeva. Mantenne un tono calmo e ragionevole. "Sono certo che Wynstan non vorr interrompere la preghiera di un uomo di Dio."
Lespressione di Ithamar lasciava chiaramente intendere che Wynstan non si sarebbe fatto alcuno scrupolo, ma il giovane diacono si guard bene dal dar voce a quel pensiero.
Non tutti i monaci erano preti, ma Aldred era entrambe le cose, ed era superiore rispetto a un semplice diacono, per cui prima o poi Ithamar avrebbe dovuto arrendersi. Dopo una lunga riflessione anche lui giunse a quella conclusione e, seppure con riluttanza, si allontan dalla chiesa.
Primo colpo a favore dei monaci pens Aldred, ma la sensazione di trionfo fu smorzata dalla consapevolezza che non era finita l.
Torn a pregare, per aveva la mente altrove. Cosa sarebbe successo dopo la funzione, quando Wigferth non avrebbe pi avuto scuse? Loro due sarebbero andati insieme al palazzo del vescovo? Lui era poco adatto a rivestire il ruolo di guardia del corpo, ma forse era meglio che niente. Sarebbe riuscito a convincere labate Osmund ad accompagnarli? Wynstan ci avrebbe pensato due volte ad aggredire un abate. Daltro canto, Osmund era tuttaltro che coraggioso. Sarebbe stato capace di affermare che era stato Elfric di Canterbury a scrivere il messaggio e a mandare Wigferth, per cui spettava a Elfric proteggere il suo messaggero.
La situazione, per, precipit ben prima.
La porta principale si spalanc con un tonfo. Il salmodiare cess allistante, e tutti i monaci si voltarono a guardare. Il vescovo Wynstan entr a grandi passi, facendo svolazzare il mantello. Dietro di lui veniva Cnebba, uno dei suoi armigeri. Wynstan era un uomo imponente, ma Cnebba era ancora pi grosso di lui.
Aldred era terrorizzato, per si sforz di non darlo a vedere.
"Chi di voi  Wigferth di Canterbury?" grid Wynstan.
Aldred non avrebbe saputo dire perch lo fece, ma fu lui a farsi avanti per affrontare Wynstan. "Mio signor vescovo" disse "state interrompendo i monaci nellofficio della Nona."
"Io interrompo chi mi pare e piace" sbrait Wynstan.
"Anche Dio?" ribatt Aldred.
Wynstan divent tutto rosso per la rabbia e gli occhi parvero volergli schizzare fuori dalle orbite. Aldred fu l l per fare un passo indietro, ma si costrinse a restare immobile. Vide Cnebba mettere mano alla spada.
La voce dellabate Osmund risuon tremula ma risoluta dallaltare, alle spalle di Aldred. "Farai meglio a non estrarre quella spada in chiesa, Cnebba, se non vuoi che la collera di Dio ricada in eterno sulla tua anima mortale."
Cnebba impallid e ritrasse la mano come se lelsa fosse rovente.
Forse Osmund non era del tutto privo di coraggio, pens Aldred.
Wynstan aveva perso un po del suo impeto. La sua collera era temibile, ma i monaci non avevano ceduto.
Il vescovo, furioso, punt lo sguardo sullabate. "Osmund" disse "come hai osato lamentarti con larcivescovo per una collegiata che ricade sotto la mia autorit? Non ci sei neppure mai stato!"
"Ma io s" intervenne Aldred. "E ho visto con i miei occhi la depravazione e il peccato dei chierici a Drengs Ferry. Era mio dovere denunciare la situazione."
"Chiudi quella bocca, ragazzo" disse Wynstan, anche se era pi vecchio di lui solo di un paio danni. "Sto parlando con il tuo abate.  lui, e non tu, che sta cercando di mettere le mani sulla mia collegiata per annetterla al suo impero."
"La collegiata appartiene a Dio, non agli uomini" ribatt Osmund.
Era unaltra risposta coraggiosa, un altro colpo a Wynstan. Aldred cominci a pensare che forse Wynstan sarebbe stato costretto ad andarsene con la coda tra le gambe.
Invece, la sconfitta dialettica rese Wynstan ancor pi aggressivo. "Dio ha affidato la collegiata a me" url, rabbioso. Mosse un passo verso Osmund e questi fece un balzo allindietro. "E ora ascoltami, abate. Io non ti permetter di impossessarti della chiesa di Drengs Ferry."
La risposta di Osmund fu audace, ma pronunciata con voce tremante. "La decisione  gi stata presa."
"E io la impugner davanti al tribunale del distretto."
Osmund era visibilmente spaventato. "Sarebbe indecoroso" replic. "Una disputa pubblica tra due eminenti uomini di Dio di Shiring."
"Avresti dovuto pensarci prima di scrivere una lettera falsa e subdola allarcivescovo di Canterbury."
"Tu devi sottostare alla sua autorit."
"Ma non lo far. Se necessario, andr a Canterbury e denuncer i tuoi peccati."
"Larcivescovo Elfric  gi a conoscenza dei miei peccati, se cos vogliamo chiamarli."
"Scommetto che me ne verr in mente qualcuno che ancora non conosce."
Osmund non aveva peccati gravi sulla coscienza, Aldred lo sapeva. Ma probabilmente Wynstan si sarebbe inventato qualcosa e avrebbe convinto altri a confermarlo sotto giuramento, se fosse servito al suo scopo.
"Sarebbe sbagliato da parte tua sfidare la volont del tuo arcivescovo" disse Osmund.
"E tu hai sbagliato a costringermi a questa misura estrema."
Quella era la cosa sconcertante, riflett Aldred. Wynstan non era stato costretto a nulla. Drengs Ferry sembrava un luogo privo di importanza. Aldred aveva pensato che non valesse la pena di mettersi a litigare per un posto del genere. Ma si sbagliava: Wynstan era pronto a dichiarare guerra.
Per quale motivo? La collegiata pagava a Wynstan parte dei suoi utili, ma non doveva essere granch. Rappresentava un incarico per Degbert, ma non prestigioso. Degbert non era neppure un parente stretto, e in ogni caso Wynstan avrebbe potuto facilmente trovargli unaltra collocazione.
Quindi cosa cera di tanto importante a Drengs Ferry?
Wynstan stava ancora sbraitando. "Questa battaglia andr avanti per anni... a meno che tu oggi non faccia la cosa pi sensata, Osmund, e rinunci."
"Cosa intendi dire?"
"Scrivi una lettera a Elfric." Il tono di Wynstan divenne quasi una parodia di ragionevolezza. "Digli che, nello spirito cristiano, non desideri litigare con il tuo fratello in Cristo, il vescovo di Shiring, il quale ha sinceramente promesso di sistemare le cose a Drengs Ferry."
Wynstan non aveva promesso niente del genere, riflett Aldred.
Il vescovo prosegu: "Spiega a Elfric che la sua decisione minaccia di causare uno scandalo nel distretto, e che tu non ritieni che una piccola collegiata meriti tanto scompiglio".
Osmund esit.
"Il lavoro di Dio merita sempre scompiglio" ribatt Aldred, indignato. "Nostro Signore non ha esitato a causare uno scandalo quando ha cacciato i mercanti dal tempio. Il Vangelo..."
Questa volta fu Osmund a zittirlo. "Lascia parlare gli anziani" lo interruppe bruscamente.
"S, Aldred, chiudi quella bocca. Hai gi fatto abbastanza danni" osserv Wynstan.
Aldred chin la testa, ma dentro di s era furioso. Osmund non doveva per forza cedere: aveva dalla sua larcivescovo!
"Rifletter con animo pio sulle tue rimostranze" disse Osmund a Wynstan.
A lui per non bastava. "Scriver oggi stesso a Elfric" disse. "Gli comunicher che il suo suggerimento - il suo suggerimento - non  ben accetto, che tu e io abbiamo discusso della faccenda, e che credo che tu sia daccordo con me, dopo una profonda riflessione, sul fatto che in questo momento la collegiata non dovrebbe diventare un monastero."
"Ti ho detto che ci penser" rispose Osmund stizzito.
Wynstan lo ignor, intuendo che Osmund stava per arrendersi. "Fratello Wigferth pu portargli la mia lettera." Fiss le file di monaci, non sapendo quale fosse Wigferth. "E comunque, se la lettera non dovesse giungere al vescovo, taglier personalmente le palle a Wigferth con un coltello arrugginito."
I monaci rimasero sbigottiti nel sentire un simile linguaggio.
"Esci dalla nostra chiesa, vescovo, prima di lordare ulteriormente la casa di Dio" gli ordin labate.
"Scrivi quella lettera, Osmund" replic Wynstan. "Di allarcivescovo Elfric che hai cambiato idea. Altrimenti te ne pentirai." Con quelle parole il vescovo si volt e usc a grandi passi dalla chiesa.
Pensa di aver vinto si disse Aldred. E lo penso anchio.

Capitolo 14.

Primo novembre 997.
Ragna spos Wilf il giorno di Ognissanti, il primo di novembre, una giornata di sole alternato a rovesci di pioggia.
Ragna aveva familiarizzato con la cittadella. Odorava di stallatico, uomini sudati e pesce che bolliva nei pentoloni in cucina. Ed era rumorosa: cani che abbaiavano, bambini urlanti, uomini che sbraitavano e donne che schiamazzavano; il maniscalco raddrizzava i ferri di cavallo e i carpentieri spaccavano tronchi a colpi di accetta. Il vento da ovest sospingeva le nuvole attraverso il cielo e le loro ombre si rincorrevano sui tetti di paglia.
Ragna fece colazione nella sua casa, con solo i suoi servitori presenti. Aveva bisogno di tranquillit per prepararsi alla cerimonia. Voleva presentarsi al meglio e fare bene la propria parte. Voleva che fosse tutto perfetto per Wilf.
Aveva atteso con impazienza quel giorno, e adesso non vedeva lora che finisse. Le cerimonie sfarzose erano per lei eventi normali: quello che desiderava davvero era giacere con suo marito la notte. Aveva resistito alla tentazione di anticipare le nozze, ma era stata dura. Ora, per, era felice di essere stata ferma nel suo proposito, perch il desiderio di Wilf si era fatto di giorno in giorno pi forte. Lo capiva dai suoi sguardi, dal modo in cui la sua mano indugiava quando si posava sul suo braccio, e dallardore del bacio della buonanotte.
Avevano passato molte ore insieme, a parlare. Lui le aveva raccontato della sua infanzia, della morte di sua madre, dello sconcerto quando suo padre si era risposato con Gytha, e dellarrivo di due fratellastri minori.
Per non gli piaceva rispondere alle domande. Ragna lo aveva capito quando gli aveva chiesto del suo contrasto con il re Etelredo. Era stata unoffesa al suo orgoglio sentirsi interrogare come un prigioniero di guerra.
Ragna e Wilf erano andati a caccia insieme una volta, nella foresta tra Shiring e Drengs Ferry. Avevano passato la notte nel capanno di caccia di Wilf, un rifugio remoto e isolato con stalle, canili, magazzini e una grande casa in cui si dormiva tutti insieme, per terra, sulle canne. Quella sera Wilf le aveva parlato a lungo di suo padre, che era stato anche lui aldermanno di Shiring. La carica non era ereditaria, e mentre Wilf le raccontava dello scontro tra poteri seguito alla morte di suo padre, Ragna impar molte cose sulle politiche in Inghilterra.
Ora, nel giorno delle nozze, era felice di conoscere Wilf molto pi a fondo di quando era arrivata a Shiring.
Aveva bisogno di una mattinata tranquilla, ma le cose andarono diversamente. Il primo che arriv a farle visita fu il vescovo Wynstan, col mantello grondante di pioggia. Era accompagnato da Cnebba che portava una stadera, una bilancia ad asta dritta, e una cassettina che probabilmente conteneva dei pesi.
Ragna lo accolse con cortesia. "Buongiorno, mio signor vescovo, spero di trovarvi in buona salute."
Wynstan salt i convenevoli e and dritto al punto. "Sono qui per controllare la vostra dote."
"Molto bene." Ragna se lo aspettava e si prepar a evitare possibili tranelli.
Appese ai travetti cerano diverse corde, usate per gli scopi pi disparati, compreso quello di tenere il cibo fuori dalla portata dei topi. Cnebba appese la stadera a una delle corde.
Lasta di ferro della bilancia aveva due lati diseguali: il pi corto era dotato di un piatto su cui veniva posato loggetto da pesare, mentre il pi lungo sosteneva un peso che poteva essere spostato lungo lasta graduata. Con il piatto vuoto e il peso nella posizione pi interna, i due lati della bilancia stavano in equilibrio e lasta dondolava appena.
Cnebba pos la scatola sul tavolo e lapr. I pesi contenuti allinterno erano tozzi cilindri di piombo, ognuno con una moneta incastonata nella parte superiore a garanzia che il peso era stato verificato dalle autorit. "Li ho presi in prestito dalla zecca di Shiring" spieg Wynstan.
Cat fece per andare a prendere la cassetta che conteneva la dote, ma Ragna alz una mano per fermarla. Non si fidava di Wynstan. Con Cnebba al suo fianco, pronto a difenderlo, Wynstan poteva essere tentato di andarsene con la cassetta sotto il braccio. "Cnebba pu andare, ora."
"Preferisco che resti" disse Wynstan.
"Perch?" chiese Ragna. "Sa pesare le monete meglio di voi?"
" la mia guardia del corpo."
"Di chi avete paura? Di me o della mia cameriera?"
Wynstan spost lo sguardo su Bern, ma decise di non rispondere alla domanda di Ragna. "Bene. Aspetta fuori, Cnebba."
La guardia del corpo usc.
"Controlliamo la bilancia" disse Ragna. Pos un peso da cinque libbre sul piatto, e subito il braccio corto si abbass. Allora spost il peso scorrevole verso lesterno finch i due bracci rimasero in equilibrio. Il peso scorrevole era fermo sulla tacca delle cinque libbre. La bilancia era precisa.
Ragna fece un cenno del capo a Bern, il quale prese la cassetta e la pos sul tavolo. Ragna la apr con una chiave che portava appesa al collo con un laccetto.
La cassetta conteneva quattro piccole borse di pelle. Ragna ne pos una sulla stadera al posto del peso da cinque libbre. I due bracci erano in equilibrio quasi perfetto: la borsa era leggermente pi pesante. "Il peso in eccesso  quello della borsa" spieg Ragna.
Wynstan liquid la questione con un gesto noncurante. Aveva preoccupazioni pi importanti. "Mostratemi le monete" disse.
Ragna rovesci il contenuto della borsa sul tavolo. Ne uscirono centinaia di piccole monete dargento, tutte inglesi, con una croce su un lato e la testa del re Etelredo sullaltro. Il contratto di matrimonio prevedeva espressamente che le monete fossero penny inglesi, che contenevano pi argento dei denari francesi.
Wynstan annu soddisfatto.
Ragna rimise le monete dargento nella borsa e ripet loperazione con le altre tre. Ognuna pesava cinque libbre esatte. La dote corrispondeva a quanto promesso. Ragna rimise le borse nella cassetta.
"Allora la prender adesso" disse Wynstan.
Lei consegn la cassetta a Bern. "Quando sar sposata con Wilf."
"Ma oggi a mezzogiorno sarete sposata!"
"Allora la dote verr consegnata a mezzogiorno."
"Dunque questo controllo  stato inutile. Nelle prossime due ore potreste sottrarre cinquanta monete da ogni borsa."
Ragna chiuse a chiave la cassetta e porse la chiave a Wynstan. "Ecco, tenete. Cos io non potr aprirla e voi non potrete rubarla."
Lui reag come se trovasse ridicole tutte quelle precauzioni. "Gli ospiti stanno gi arrivando!" disse. " tutta la notte che buoi e maiali arrostiscono sugli spiedi. I barili di birra sono stati spillati. I fornai hanno infornato centinaia di pagnotte. Non penserete davvero che Wilf arraffi la vostra dote e annulli il matrimonio?"
Ragna gli rivolse un sorriso disarmante. "Sto per diventare vostra cognata, Wynstan" disse. "Dovete imparare a fidarvi di me."
Borbottando qualcosa, lui se ne and.
Cnebba torn dentro a prendere stadera e pesi. Mentre usciva, arriv Wigelm. Aveva il mento prominente e il naso grosso di famiglia, gli stessi capelli e baffi chiari, ma unespressione perennemente stizzita, come se si sentisse sempre vittima di un qualche sopruso. Indossava gli indumenti del giorno prima, una tunica nera e un mantello marrone, quasi volesse far vedere al mondo intero che per lui quel giorno non era diverso da tutti gli altri. "Allora, sorella mia, oggi perderete la verginit."
Ragna arross perch laveva persa quattro mesi prima.
Fortunatamente Wigelm fraintese la causa del suo imbarazzo. "Su, non siate timida" disse con una risata lasciva. "Vi piacer, ve lo garantisco."
Tu non sai quanto pens Ragna.
Wigelm era in compagnia di una donna bassa e sensuale, sulla trentina come lui. Aveva una figura voluttuosa e landatura provocante di chi sa di piacere. Non si present e Wigelm non si diede pena di spiegare la sua presenza, per cui Ragna le disse: "Non mi pare che ci siamo mai incontrate".
La donna non rispose, ma Wigelm disse: "Mia moglie, Milly".
"Piacere di conoscervi, Milly" la salut Ragna e poi, dimpulso, si fece avanti e le diede un bacio sulla guancia. "Diventeremo sorelle."
La risposta di Milly fu distaccata. " davvero strano, visto che parliamo a malapena luna la lingua dellaltra."
"Oh, tutti possono imparare una nuova lingua" ribatt Ragna. "Ci vuole solo un po di pazienza."
Milly si guard attorno. "Mi avevano riferito che avete chiamato un carpentiere per rinnovare la casa" disse.
"Edgar di Drengs Ferry ha lavorato qui tutta la scorsa settimana."
"A me sembra bella come prima."
Quando era lei la padrona, quel posto era decrepito, e senza dubbio questo spiegava la sua ostilit: doveva essersi offesa quando Ragna aveva insistito per apportare delle migliorie. Ragna si strinse nelle spalle e disse, minimizzando: "Ho fatto fare solo qualche piccola riparazione".
Entr Gytha e Wigelm la salut. "Buongiorno, madre." Gytha indossava una veste nuova, grigio scuro con una fodera rossa che si intravedeva dagli spacchi; i lunghi capelli grigi erano raccolti sulla sommit della testa e fissati sotto un elaborato copricapo.
Ragna si mise immediatamente sulla difensiva. Sapeva, perch glielo aveva riferito Cat, che Gytha faceva ridere i servitori imitando il suo accento. Ragna si era accorta che talvolta le donne sorridevano anche quando lei diceva qualcosa che non avrebbe dovuto essere divertente, e immaginava che il suo modo di parlare fosse diventato fonte di ilarit nella cittadella. Quello poteva sopportarlo, ma era rimasta delusa da Gytha, che avrebbe voluto avere come amica.
E questa volta Gytha la sorprese dicendole qualcosa di gentile. "Avete bisogno di aiuto per vestirvi e pettinarvi, Ragna? Io sono pronta e sarei felice di mandarvi una o due delle mie cameriere, se lo desiderate."
"Non mi serve altro aiuto, ma vi ringrazio per la premura" rispose Ragna, e lo pensava davvero. Quella mattina Gytha era la quarta persona della famiglia acquisita a farle visita, ma la prima a trattarla con cortesia. Ragna non era ancora riuscita a guadagnarsi le simpatie dei parenti del marito, impresa che aveva immaginato pi facile.
Quando vide entrare Dreng, per poco non si lasci sfuggire un gemito.
Luomo indossava un cappello a cono cos alto da risultare ridicolo. "Sono passato a porgere i miei omaggi a lady Ragna in questo fausto giorno" disse, facendo un profondo inchino. "Noi ci siamo gi conosciuti, vero, mia futura cugina acquisita? Avete onorato la mia umile taverna con la vostra visita durante il viaggio. Buongiorno, cugino Wigelm, spero che tu stia bene, e anche tu, cugina Milly. Lady Gytha... Non so mai se chiamarvi cugina o zia."
"Qualcosa di pi lontano" rispose lei, acida.
Ragna not che latteggiamento della famiglia nei confronti di Dreng era gelido, senza dubbio perch lui, per accrescere il proprio prestigio, enfatizzava il legame di parentela con loro.
Dreng finse di equivocare le parole di Gytha. "In effetti il viaggio  stato lungo, siete gentile a chiedermelo, e poi con il mio mal di schiena... un vichingo mi ha disarcionato alla battaglia di Watchet, sapete... ma non potevo certo perdermi questo grande evento."
Entr Wilf e subito Ragna sent che andava tutto bene. Lui la prese tra le braccia e la baci appassionatamente di fronte a tutti. La adorava, e lostilit della sua famiglia non contava nulla.
Ragna si sciolse dallabbraccio, senza fiato, e si sforz di non lasciar trasparire la propria esultanza.
"Il vento ha spazzato via le nuvole e ora il cielo  sereno" disse Wilf. "Temevo che saremmo stati costretti a spostare il banchetto al coperto, ma ora penso che potremo mangiare fuori come previsto."
Dreng non stava pi nella pelle per lentusiasmo. "Cugino Wilf!" esclam, e la sua voce si trasform in un belato stridulo. "Spero di trovarti in buona salute,  un tale piacere essere qua, ti porgo mille congratulazioni, la tua sposa  un angelo, anzi un arcangelo!"
Wilf rispose con un paziente cenno del capo, quasi a indicare che, pur essendo uno stupido, Dreng era comunque un membro della famiglia. "Ti do il benvenuto, Dreng, ma mi sembra che questa casa stia diventando un po affollata. La mia sposa ha bisogno di tempo per prepararsi. Forza, fuori tutti quanti!"
Era esattamente quello che Ragna voleva sentirgli dire, e gli rivolse un sorriso di gratitudine.
La famiglia si allontan. Prima di uscire, Wilf la baci di nuovo, questa volta pi a lungo, finch lei temette che avrebbero iniziato la luna di miele l, sul momento. Alla fine si stacc da lei ansimando. "Vado ad accogliere gli ospiti" le disse. "Sprangate la porta e concedetevi unora di tranquillit." E poi usc.
Ragna fece un sospiro profondo. Che famiglia pens. Un uomo che pareva un dio, con una famiglia che ricordava un branco di cani ringhiosi. Ma lei avrebbe sposato Wilf, non Wigelm o Dreng, o Gytha o Milly.
Si sedette su uno sgabello perch Cat le sistemasse i capelli. Mentre la cameriera pettinava, acconciava e fissava le ciocche, Ragna si costrinse a calmarsi. Sapeva come comportarsi in quelle occasioni: bastava muoversi lentamente, sorridere a tutti, fare quello che ti dicevano e, se nessuno ti diceva niente, stare fermi. Wilf le aveva illustrato come si sarebbe svolta la cerimonia, e lei aveva imparato a memoria ogni parola. Era comunque possibile che commettesse degli errori, non conoscendo nulla dei rituali inglesi, ma se fosse successo avrebbe sorriso e provato di nuovo.
Cat complet lacconciatura con un fazzoletto di seta del colore delle castagne. Le copriva la testa e il collo ed era tenuto fermo da una fascia ricamata. Ora Ragna era pronta per indossare labito. Prima aveva fatto il bagno e indossato il sotano di semplice lino grezzo che nessuno avrebbe visto. Sopra a quello mise una veste di lana tra il verde e il blu che faceva risaltare il colore dei suoi occhi. Aveva maniche svasate, con i bordi ricamati a motivi geometrici con il filo doro. Cat appese una croce dargento a una striscia di seta e gliela mise al collo in modo che poggiasse sopra labito. Infine Ragna indoss un mantello blu foderato di un tessuto color oro.
Quando fu pronta, Cat la guard e scoppi a piangere.
"Cosa c?" chiese Ragna.
"Niente" rispose lei tra i singhiozzi, scuotendo la testa. " che siete cos bella!"
Si sent bussare alla porta e una voce grid: "Laldermanno  pronto".
"Un po prima del previsto" disse Bern, burbero.
"Conosci Wilf.  impaziente" replic Ragna. Poi, a voce pi alta, rispose alluomo fuori. "La sposa  pronta, quando Wilf desidera venire a prenderla."
"Glielo riferir."
Dopo poco si sentirono dei colpi alla porta. "Laldermanno  venuto a prendere la sua sposa!" disse la voce di Wilf.
Bern prese la cassetta che conteneva la dote. Cat apr la porta. Wilf era fermo sulla soglia con un mantello rosso. Ragna usc a testa alta.
Wilf la prese sottobraccio e insieme attraversarono lentamente la cittadella fino alla sala grande. Dalla folla in attesa si lev unovazione. Nonostante gli acquazzoni del mattino, la gente della citt si era vestita a festa. Soltanto i pi ricchi potevano permettersi un abito preso apposta per loccasione, ma molti sfoggiavano un cappello o un fazzoletto nuovo, e il mare di neri e di marroni era ravvivato dagli sprazzi di giallo e di rosso, i colori della festa.
Le cerimonie erano importanti. Ragna aveva imparato dal padre che acquisire il potere era pi facile che mantenerlo. Per conquistarlo bastava uccidere degli uomini ed entrare in una fortezza, ma conservarlo non era cos semplice, e le apparenze erano molto importanti. La gente voleva capi che fossero alti e forti, prestanti e ricchi, con mogli giovani e belle. Wilf questo lo sapeva, come lo sapeva Ragna, e insieme stavano offrendo al suo popolo quello che voleva, e nello stesso tempo consolidando la sua autorit.
La famiglia di Wilf era in prima fila, a semicerchio, davanti alla folla. Ithamar sedeva a un tavolo, su un lato, con un foglio di pergamena, inchiostro e penne. Il matrimonio non era un sacramento religioso, ma era necessario prendere nota davanti a testimoni dei dettagli dei trasferimenti di propriet, e le persone che sapevano scrivere erano principalmente membri della Chiesa.
Wilf e Ragna si misero uno di fronte allaltra, tenendosi le mani. Quando le acclamazioni cessarono, Wilf disse a voce alta: "Io, Wilwulf, aldermanno di Shiring, prendo voi, Ragna di Cherbourg, come mia sposa, e prometto di amarvi, avere cura di voi ed esservi fedele per il resto della mia vita".
Ragna non poteva eguagliare la potenza della sua voce, ma parl in tono fermo e chiaro. "Io, Ragna, figlia del conte Hubert di Cherbourg, prendo voi, Wilwulf di Shiring, come mio sposo, e prometto di amarvi, avere cura di voi ed esservi fedele per il resto della mia vita."
Si baciarono e la folla applaud.
Il vescovo Wynstan benedisse il matrimonio e recit una preghiera, poi Wilf prese una grossa chiave ornamentale che teneva appesa alla cintura. "Vi dono la chiave della mia casa, che ora  la vostra casa, perch diventi il nostro focolare domestico."
Cat porse a Ragna una spada nuova con un fodero riccamente decorato, e lei la consegn a Wilf, dicendo: "Vi dono questa spada perch possiate difendere la nostra casa e proteggere i nostri figli".
Dopo lo scambio dei doni simbolici, passarono a transazioni ben pi importanti.
"Come promesso da mio padre a vostro fratello, il vescovo Wynstan, vi consegno venti libbre dargento" disse Ragna.
Bern fece un passo avanti e pos la cassetta ai piedi di Wilwulf.
Wynstan si stacc dalla folla e annunci: "Dichiaro che la cassa contiene lammontare stabilito". Poi porse la chiave a Wilf.
"Lo scrivano prenda nota che io vi dono la valle di Outhen, con i suoi cinque villaggi e la cava, e tutte le rendite che da essa derivano, che sar vostra e dei vostri eredi fino al giorno del Giudizio."
Ragna non aveva ancora visto la valle di Outhen. Le avevano detto che era un territorio prospero. Era gi proprietaria del distretto di Saint-Martin in Normandia, e con laggiunta della valle di Outhen la sua rendita sarebbe raddoppiata. Qualunque problema le riservasse il futuro, era poco probabile che tra questi figurasse la mancanza di denaro.
Concessioni di territorio come quella erano la valuta usata quotidianamente dalla politica, in Normandia come in Inghilterra. Il sovrano donava terre ai grandi nobili, i quali a loro volta le dividevano tra governanti di rango inferiore - chiamati signori in Inghilterra, e cavalieri in Normandia -, creando cos una rete di individui che restavano fedeli perch avevano acquisito ricchezza e potere e speravano di riceverne ancora. Ogni nobile doveva trovare il giusto equilibrio tra la terra che donava - necessaria a generare sostegno - e quella che teneva per s, necessaria a garantirsi il predominio.
"Un momento" disse Wigelm, tra la sorpresa generale, staccandosi dalla folla.
 proprio da lui rovinarmi il matrimonio pens Ragna.
"La valle di Outhen  di propriet della mia famiglia da generazioni. Mi chiedo se mio fratello Wilf abbia il diritto di donarla."
" nel contratto di matrimonio!" rispose il vescovo Wynstan.
"Questo non significa che sia giusto" ribatt Wigelm. "Appartiene alla famiglia."
"E resta in famiglia" disse Wynstan. "Adesso appartiene alla moglie di Wilf."
"E quando muore, lei la lascer in eredit ai suoi figli."
"Saranno i figli di Wilf, i tuoi nipoti. Perch sollevi questa obiezione proprio oggi? Conosci da mesi i dettagli del contratto."
"La sollevo davanti a testimoni."
"Ora basta" intervenne Wilf. "Wigelm, stai dicendo cose senza senso. Fatti indietro."
"Anzi..."
"Chiudi quella bocca o mi arrabbio."
Wigelm tacque.
La cerimonia prosegu, ma Ragna era perplessa. Wigelm doveva sapere che le sue obiezioni sarebbero state respinte. Perch aveva scelto un momento cos pubblico per andare incontro a un rifiuto? Non poteva certo aspettarsi che Wilf cambiasse idea su Outhen. Perch aveva iniziato una contesa che era destinato a perdere? Mise da parte quel mistero. Ci avrebbe pensato pi tardi.
"Come dono di devozione, in occasione del mio matrimonio cedo il villaggio di Wigleigh alla Chiesa, precisamente alla collegiata di Drengs Ferry, con la condizione che i suoi chierici preghino per la mia anima, e per lanima di mia moglie e dei nostri figli."
Quel genere di dono era frequente. Quando un uomo aveva conseguito ricchezza e potere e decideva di mettere su famiglia, il desiderio di guadagnarsi il favore divino prevaleva su quello di acquisire beni terreni, e lui faceva tutto il possibile per garantirsi la salvezza dellanima nellaldil.
Le formalit stavano per concludersi e Ragna fu felice che la cerimonia si fosse svolta senza intoppi, a parte la strana intromissione di Wigelm. Ithamar stava scrivendo i nomi dei testimoni del matrimonio, cominciando da Wilf stesso e, a seguire, tutte le persone importanti presenti: Wynstan, Osmund, Degbert e lo sceriffo Denewald. Non era un lungo elenco: Ragna si era aspettata larrivo di altri religiosi dalle zone vicine, magari i vescovi di Winchester, Sherborne e Northwood, e dei monaci pi importanti, come labate di Glastonbury. Ma evidentemente in Inghilterra le usanze erano diverse.
Era dispiaciuta che non ci fosse nessuno della sua famiglia, ma non aveva parenti in Inghilterra, e il viaggio da Cherbourg poteva essere lungo: lei aveva impiegato due settimane. Non era facile per un conte allontanarsi cos tanto dal suo dominio, eppure lei aveva sperato che almeno sua madre facesse uno sforzo e magari portasse anche suo fratello Richard. La madre, per, era stata contraria a quel matrimonio e forse era restia a darle la sua benedizione.
Ragna scacci quei pensieri.
"E ora, amici e vicini, festeggiamo!" disse Wilf alzando la voce. La folla applaud e i servitori cominciarono a portare dalla cucina grandi vassoi di carne, pesce, verdure e pane, oltre a caraffe di birra per il popolo e idromele per gli ospiti di riguardo.
Ragna non desiderava altro che infilarsi a letto con suo marito, per sapeva che dovevano presenziare al banchetto. Non avrebbe mangiato molto, ma era importante che parlasse con pi persone possibile. Quella era loccasione per fare buona impressione sulla gente della citt, e lei la colse con entusiasmo.
Aldred la present allabate Osmund, e Ragna sedette accanto a lui per un po, facendogli delle domande sul monastero. Ne approfitt anche per lodare Aldred, dicendo che condivideva la sua idea che Shiring potesse diventare un importante centro di erudizione, ovviamente sotto la sua guida. Osmund ne fu lusingato.
Ragna parl con quasi tutte le persone pi importanti della citt: Elfwine, il mastro coniatore; Ymma, la vedova che commerciava in pellicce; la proprietaria della Abbey Alehouse, la taverna pi frequentata della citt; luomo che produceva la pergamena; il gioielliere, il tintore. Erano grati per la sua attenzione, perch li rendeva importanti agli occhi dei vicini.
Con laiuto della birra, il compito di chiacchierare amabilmente con degli sconosciuti divenne pi facile. Ragna si present allo sceriffo Denewald, che era chiamato Den, un uomo sulla cinquantina con i capelli grigi e laspetto severo. Sulle prime lui mostr una certa diffidenza e Ragna comprese il perch: essendo un rivale di Wilf, si aspettava che lei gli fosse ostile. Ma seduta accanto a lui cera la moglie, e Ragna le chiese dei loro figli. Scopr che era appena nato il loro primo nipotino; da quel momento lo sceriffo severo si trasform in un nonno affettuoso a cui venivano gli occhi lucidi quando parlava del piccolo.
Quando Ragna si allontan dallo sceriffo Den, Wynstan le si avvicin e le chiese con tono di sfida: "Di cosa stavate parlando?".
"Gli ho promesso di raccontargli tutti i vostri segreti" rispose lei e fu ricompensata da un lampo di inquietudine nei suoi occhi prima che lui capisse che stava scherzando. "In realt ho parlato con Den del suo nipotino appena nato. E ora ho una domanda per voi. Raccontatemi della valle di Outhen, adesso che  mia."
"Oh, non dovete preoccuparvi" rispose Wynstan. "Riscuotevo le rendite per Wilf e continuer a farlo anche per voi. Non dovrete fare altro che prendere il denaro quando arriva, quattro volte allanno."
Lei lo ignor. "Ci sono cinque villaggi e una cava, giusto?"
"S." Wynstan non aggiunse ulteriori informazioni.
"Qualche mulino?" azzard lei.
"Be, c una macina in ogni villaggio."
"E nessun mulino ad acqua?"
"Due, mi pare."
Lei gli rivolse un sorriso ammaliante, come se lui le fosse stato di grande aiuto. "Miniere? Minerali di ferro, argento?"
"Di certo non metalli preziosi. Potrebbero esserci uno o due gruppi di fonditori che lavorano nei boschi."
"Siete piuttosto vago" osserv lei in tono amabile, tenendo a freno lirritazione. "Se non sapete cosa c, come potete essere sicuro che vi paghino il giusto?"
"Hanno paura di me" rispose lui, pratico. "Non oserebbero mai imbrogliarmi."
"Io non credo che la soluzione stia nellincutere paura."
"Non preoccupatevi. Lasciate fare a me" disse Wynstan e si allontan.
Questa conversazione non  ancora finita pens Ragna.
Quando gli ospiti furono pieni da scoppiare e i barili di birra completamente vuoti, la gente inizi ad andarsene. Finalmente Ragna cominci a rilassarsi e si sedette a mangiare maiale arrosto e cavoli. A quel punto le si avvicin Edgar il costruttore, che la salut educatamente e le fece un inchino. "Credo che il lavoro nella vostra casa sia finito, mia signora. Con il vostro permesso, domani torner a Drengs Ferry insieme a Dreng."
"Grazie per quello che hai fatto" disse lei. "Lhai resa molto pi confortevole."
"Ne sono onorato."
Ragna indic a Edgar Dunnere il carpentiere, che si era addormentato con la testa sul tavolo. " quello il mio problema" disse.
"Mi dispiace."
"Ti  piaciuta la cerimonia, oggi?"
Lui ci pens su e rispose: "No, non molto".
"Perch?" chiese lei, sorpresa.
"Perch sono invidioso."
Lei inarc le sopracciglia. "Di Wilf?"
"No..."
"Di me?"
Edgar sorrise. "Per quanto ammiri laldermanno, non desidero sposarlo. Aldred, magari..."
Ragna ridacchi.
Edgar torn serio. "Sono invidioso di chiunque riesca a sposare la persona che ama. A me questa possibilit  stata negata. E ora i matrimoni mi intristiscono."
Ragna si sorprese, ma non troppo, per la sua schiettezza. Capitava spesso che gli uomini si confidassero con lei, e li incoraggiava: era affascinata dalle vicende di amore e odio degli altri. "Qual  il nome della donna che amavi?"
"Sungifu, detta Sunni."
"La ricordi, e ricordi tutte le cose che avete fatto insieme."
"Quello che mi fa pi male sono le cose che non abbiamo fatto. Non abbiamo mai cucinato insieme, lavato le verdure, gettato le erbe nella pentola, messo le ciotole sulla nostra tavola. Non lho mai portata a pescare sulla mia barca... La barca che avevo costruito era bellissima,  per questo che i vichinghi se la sono portata via. Abbiamo fatto lamore molte volte, ma non siamo mai rimasti a parlare tutta la notte luno tra le braccia dellaltra."
Ragna osserv il suo volto, con la barba rada e gli occhi color nocciola, e pens che era terribilmente giovane per portarsi dentro tanto dolore. "Credo di capirti" gli disse.
"Ricordo che, quando eravamo piccoli, in primavera i nostri genitori ci portavano a tagliare le canne fresche al fiume. I miei dovevano avere dei bei ricordi legati a quella sponda del fiume, con le sue canne. Forse avevano fatto lamore l, prima di essere sposati. Allora non ci avevo mai pensato, ero troppo giovane, ma sapevo che avevano un dolce segreto che a loro piaceva rammentare." Il suo sorriso era triste. "Le cose come quella... le metti insieme e fanno una vita."
Ragna rimase sorpresa nello scoprire di avere le lacrime agli occhi.
Edgar parve improvvisamente in imbarazzo. "Non so perch vi ho raccontato tutto questo."
"Troverai unaltra donna da amare."
"Certo, potrei. Ma io non voglio unaltra. E lei non c pi."
"Mi dispiace."
" stato scortese da parte mia raccontarvi storie tristi nel giorno delle vostre nozze. Non so cosa mi  preso. Vi chiedo scusa." Con un inchino, si allontan.
Ragna riflett su quanto le aveva detto. La perdita di Edgar la fece sentire fortunata ad avere Wilf.
Vuot la coppa di birra, si alz da tavola e torn nella sua casa. Allimprovviso si sent stanca. Non sapeva perch, non aveva fatto niente di fisicamente faticoso. Forse era la tensione di stare per ore sotto gli sguardi di tutti.
Si tolse il mantello e la veste e si sdrai sul pagliericcio. Cat mise la spranga alla porta in modo che non potessero entrare estranei. Ragna pens alla serata che laspettava. A un certo punto sarebbe stata invitata a casa di Wilf. Strano, si sentiva un po nervosa. Che sciocca. Aveva gi avuto un rapporto sessuale con lui: cosa cera da essere nervosa?
Era anche curiosa. Quando si erano intrufolati di nascosto nel granaio al castello di Cherbourg al crepuscolo, tutto si era svolto in fretta, furtivamente, al buio. Dora in avanti avrebbero fatto lamore con comodo. Voleva passare il tempo a guardare il corpo di Wilf, esplorarlo con la punta delle dita, sentire i suoi muscoli, i capelli, la pelle, le ossa delluomo che adesso era suo marito. Mio pens tutto mio.
Doveva essersi appisolata perch i colpi alla porta la svegliarono di soprassalto.
Sent uno scambio di parole sottovoce, poi Cat disse: " ora". Sembrava eccitata come se fosse la sua prima notte di nozze.
Ragna si alz. Bern si gir di spalle mentre lei si toglieva il sotano e indossava la camicia da notte nuova, color ocra scuro, cucita espressamente per quelloccasione. Si mise le scarpe perch non voleva infilarsi nel letto di Wilf con i piedi sporchi di fango. Per ultimo si avvolse nel mantello.
"Voi due restate qui" disse. "Non voglio schiamazzi."
Ma laspettava una sorpresa.
Quando usc, vide che Wigelm e gli armigeri la attendevano fuori, in fila, per acclamarla. Quasi tutti ubriachi dopo la festa, lanciavano fischi e battevano pentole e padelle. Cnebba, la guardia del corpo di Wynstan, saltellava di qua e di l a cavalcioni di una scopa che gli spuntava tra le gambe come un enorme pene di legno, e gli altri si sbellicavano dalle risate.
Ragna era mortificata, ma cerc di non darlo a vedere: una protesta da parte sua sarebbe stata interpretata come unammissione di debolezza. Si avvi, lenta e solenne, tra due ali di uomini sghignazzanti. Davanti alla sua alterigia, quelli diventarono ancor pi volgari, ma lei sapeva di non doversi abbassare al loro livello.
Finalmente arriv alla porta di Wilf, la apr e poi si volt verso gli uomini. Il rumore diminu: erano curiosi di vedere cosa avrebbe detto, o fatto. Lei rivolse loro un sorrisetto, lanci un bacio con la mano ed entr rapida, chiudendosi la porta alle spalle.
Li sent acclamare e cap di aver fatto la cosa giusta.
Wilf laspettava in piedi accanto al letto.
Anche lui indossava una camicia da notte nuova. Era dello stesso azzurro delle uova di storno. Ragna lo osserv e vide che era sorprendentemente sobrio per uno che in teoria aveva fatto baldoria tutto il giorno. Immagin che fosse stato attento a limitarsi nel bere.
Impaziente, Ragna lasci cadere a terra il mantello, scalci via le scarpe, si sfil la camicia da notte dalla testa e rimase nuda davanti a lui.
Lui se la mangiava con gli occhi. "Per la mia anima immortale" disse. "Sei ancora pi bella di quanto ricordassi."
"Adesso tocca a te" disse lei, indicando la sua camicia da notte. "Voglio guardarti."
Lui se la tolse.
Ragna vide le cicatrici sulle braccia, la peluria chiara sul ventre, i muscoli lunghi delle cosce. Senza vergognarsi, contempl il suo membro che stava diventando sempre pi grosso.
Poi si stanc di guardare. "Sdraiamoci" disse.
Non voleva preamboli, carezze, sussurri, baci: lo voleva dentro di s, subito. Lui parve intuirlo perch, anzich sdraiarsi al suo fianco, le and immediatamente sopra.
Quando la penetr, Ragna si lasci sfuggire un sospiro profondo e disse: "Finalmente".


Capitolo 15.

31 dicembre 997.
La maggior parte dei servitori e degli armigeri di Ragna sarebbero dovuti tornare in Normandia. Dopo il matrimonio li tenne con s finch fu possibile, ma poi arriv il momento in cui dovette arrendersi, e lultimo giorno di dicembre partirono.
Portarono le borse nelle stalle e caricarono i cavalli da soma sotto una tipica pioggerella inglese. Sarebbero rimasti solo Cat e Bern: fin dallinizio laccordo era stato quello.
Ragna non poteva fare a meno di sentirsi triste e inquieta. Pur essendo follemente felice con Wilf, temeva quella circostanza. Ora era diventata una donna inglese, circondata da persone che conosceva solo da qualche settimana. Sentiva la mancanza dei suoi genitori come quando si perde un arto, e dei parenti, dei vicini e dei servitori che la conoscevano fin da quando lei aveva memoria.
Diceva a se stessa che migliaia di nobildonne dovevano aver provato il suo stesso smarrimento. Accadeva di frequente che una fanciulla aristocratica si sposasse e andasse a vivere molto lontano da casa. Le pi sagge si gettavano nella nuova vita con energia ed entusiasmo, e questo era ci che Ragna cercava di fare.
Quel giorno, per, le era di poca consolazione. Aveva affrontato momenti in cui le pareva di avere tutto il mondo contro, e quando fosse successo di nuovo a chi avrebbe potuto rivolgersi?
A Wilf, naturalmente. Sarebbe diventato il suo amico e consigliere, oltre che il suo amante.
Facevano lamore la sera e spesso di nuovo al mattino, e talvolta anche nel cuore della notte. Dopo una settimana lui aveva ripreso le sue normali attivit e ogni giorno usciva a cavallo per visitare questa o quella parte dei suoi possedimenti. Fortunatamente non cerano scontri: i predoni gallesi se nerano tornati a casa di propria iniziativa, e Wilf disse che li avrebbe puniti al momento opportuno.
Ma non tutti i viaggi potevano essere compiuti in giornata e lui cominci a passare delle notti fuori. Ragna avrebbe voluto accompagnarlo, ma ora era lei la responsabile della casa e, non essendo ancora riuscita a imporre del tutto la propria autorit, decise di restare. Cera per un aspetto positivo: quando tornava da quei viaggi, lui era ancor pi affamato del suo amore.
A Ragna fece piacere che quasi tutti i residenti della cittadella venissero a salutare i normanni in partenza. In un primo momento gli inglesi si erano mostrati diffidenti nei confronti dei forestieri, ma presto erano nate delle amicizie.
Mentre si preparavano a intraprendere il lungo viaggio verso casa, Agnes, la sarta, si present in lacrime da Ragna. "Madame, sono innamorata di Offa, linglese, e non voglio partire" disse, tra i singhiozzi.
Ragna era sorpresa che Agnes ci avesse messo tanto tempo a decidersi. I segni del loro idillio erano evidenti. Ragna si guard attorno e incroci lo sguardo di Offa. "Venite qua" gli ordin.
Offa rimase in piedi davanti a lei. Ragna non avrebbe mai scelto un uomo cos. Aveva il fisico pesante e lincarnato paonazzo di chi mangia e beve troppo. Il naso rotto forse non era colpa sua, ma a Ragna pareva comunque una persona poco affidabile. Era Agnes per a dover scegliere, non lei.
Agnes era minuta e Offa grande e grosso. In piedi, uno accanto allaltra, avevano un che di comico e Ragna fu costretta a reprimere un sorriso.
"Avete qualcosa da dirmi, Offa?" chiese.
"Mia signora, vi domando il permesso di chiedere Agnes in sposa."
"Siete il sovrintendente di Mudeford."
"Ma ho una casa a Shiring. Agnes potr continuare a occuparsi dei vostri vestiti."
"Sempre che lo desideriate, mia signora" si affrett ad aggiungere Agnes.
"Certo" rispose Ragna. "E sono felice di dare il mio consenso a questo matrimonio."
I due non smettevano pi di ringraziarla. Certe volte, riflett Ragna, era facile far felici le persone.
Alla fine il gruppo part. Ragna continu a salutarli con la mano finch non sparirono.
Probabilmente non li avrebbe mai pi rivisti.
Decise di non abbandonarsi alla tristezza. Aveva delle cose da fare. Avrebbe affrontato Dunnere, il carpentiere. Non aveva intenzione di tollerare oltre la sua indolenza, anche se era nipote di Gytha.
Torn nella propria casa e mand Bern a chiamare Dunnere e i suoi uomini. Per riceverli sedette su un sedile simile a quello che usava suo padre per le occasioni formali, uno sgabello a quattro gambe a forma di ampio rettangolo, con un cuscino per renderlo pi confortevole.
I carpentieri erano tre: Dunnere, Edric e suo figlio Hunstan. Non li invit a sedersi. "Dora in avanti, una volta alla settimana andrete nella foresta a tagliare alberi."
"E perch?" chiese Dunnere, astioso. "Il legno lo andiamo a prendere quando ci serve."
"Preparerete una scorta. Servir a ridurre i ritardi."
Dunnere sembrava sul punto di ribellarsi, ma Edric disse: " una buona idea".
Ragna dedusse che fosse pi coscienzioso di Dunnere.
"Inoltre, lo farete sempre lo stesso giorno della settimana, il venerd."
"Perch?" disse Dunnere. "Un giorno vale laltro."
"Vi aiuter a ricordarvelo." In realt era per sorvegliarli meglio.
Dunnere non era ancora pronto a capitolare. "E se qualcuno ha bisogno di una riparazione di venerd? Diciamo Milly, o Gytha?"
"Partirete da qui cos presto che non avrete modo di saperlo. Potete portare la colazione con voi. Ma se qualcuno un venerd vi chiedesse di fare qualcosa di diverso, Milly, Gytha o chiunque altro, voi risponderete che vengano a parlare con me, perch io sono responsabile di voi e non potete prendere ordini da altri senza il mio permesso.  chiaro?"
Dunnere si incup, ma Edric rispose: "Molto chiaro, padrona, grazie".
"Ora potete andare."
Uscirono.
Ragna sapeva che la sua mossa avrebbe suscitato malumori, ma era necessaria. Avrebbe fatto bene a difendersi da possibili contromosse. Era possibile che Gytha si lamentasse di questo con Wilf alle sue spalle. Lei doveva essere certa della reazione del marito.
Usc, diretta alla casa di Wilf. Pass davanti alla costruzione in cui i suoi armigeri avevano vissuto nelle ultime dodici settimane. Adesso era vuota. Doveva pensare a come utilizzarla.
Rimase sorpresa nel veder uscire una donna che non riconobbe. Non aveva ancora incontrato tutti gli abitanti di Shiring, ma quella donna non passava inosservata. Sulla trentina, indossava abiti attillati e scarpe rosse, e da sotto il grande capello floscio usciva una massa di capelli indisciplinati. Le donne rispettabili non mostravano cos tanti capelli in pubblico: qualche ciocca che sfuggiva al controllo era tollerata, ma la donna con le scarpe rosse stava oltrepassando i limiti della decenza. Eppure non sembrava in imbarazzo, e camminava a testa alta. Ragna era curiosa, avrebbe voluto parlarle, ma in quel momento vide Wilf. Rinunci a fermarla e segu il marito dentro casa.
Come sempre, lui la baci con passione. Poi le disse: "Oggi devo andare a Wigleigh. Devo sincerarmi che abbiano pagato le giuste rendite al decano Degbert".
"Ho ordinato ai nostri carpentieri di andare nella foresta a tagliare un albero ogni venerd" gli rifer lei. "Devono avere sempre una scorta di legname, in modo da poter fare subito le riparazioni."
"Ottima idea" comment Wilf con una traccia di impazienza. Non amava essere importunato con problemi domestici.
"Te ne ho parlato solo perch Dunnere  un problema" disse lei. " indolente ed  sempre ubriaco."
"Faresti meglio a dargli una bella strigliata."
Nonostante levidente impazienza di Wilf, Ragna prosegu imperterrita. Voleva portarlo a dire quello che lei voleva sentire. "Non pensi che meriti un occhio di riguardo perch  il nipote di Gytha?"
"No! Non importa chi : mi deve comunque una giornata di lavoro ben fatta."
"Sono daccordo e mi fa piacere avere il tuo sostegno." Lo baci con la bocca aperta, e lui, dimenticando lirritazione, rispose con ardore. "Ora devo andare" disse lei.
Uscirono insieme. Gli armigeri si stavano preparando per il viaggio, e lei rimase a guardare Wilf che si univa a loro, scambiando qualche parola e una battuta con alcuni. Mentre erano sul punto di partire, al gruppo si un un ragazzo di circa sedici anni, e Ragna rimase sorpresa nel vedere che Wilf lo baciava con affetto. Prima che lei potesse chiedere chi fosse, gli uomini montarono a cavallo e partirono.
Appena Wilf si fu allontanato, arriv Gytha. Ecco, ci siamo pens Ragna. Sar arrabbiata per i carpentieri. Dunnere non doveva aver perso tempo ed era andato a lamentarsi con la zia.
Gytha per la stup parlando di qualcosaltro. "La casa che era occupata dai vostri armigeri ora  vuota" disse.
"S."
"Posso avanzare un suggerimento?"
Gytha era insolitamente cortese. Quella fu la seconda sorpresa. "Certamente" rispose.
"Forse potremmo lasciare che la usino Wigelm e Milly."
Ragna annu. "Buona idea... a meno che non ci sia qualcun altro che possa averne bisogno?"
"Non direi."
"Ho visto una persona che la guardava, prima... Una donna con le scarpe rosse."
" Inge, la sorella di Milly. Potrebbe badare alla casa quando Wigelm e Milly sono a Combe."
"Mi sembra una disposizione ragionevole."
"Grazie" disse Gytha, ma il suo tono non era di gratitudine. A Ragna parve, piuttosto, trionfante.
Gytha si allontan e Ragna se ne torn a casa, perplessa. Come mai era inquieta per quella conversazione? Diffidava di Gytha. Sentiva che lapparente cortesia nascondeva unostilit di fondo.
Il suo intuito le diceva che cera qualcosa che non andava.
Linquietudine di Ragna crebbe nel corso della giornata. Chi era quel ragazzo che suo marito aveva baciato? Poteva essere un parente stretto, magari un nipote a cui era particolarmente affezionato, ma allora perch non era presente al matrimonio? Il bacio non poteva essere lussurioso: Ragna era pi che certa che Wilf non nutrisse quel tipo di interesse per gli uomini. E cosa stava tramando Gytha, con la sua finta cortesia?
Ragna decise di chiederlo a Wilf appena fosse tornato a casa. Ma col passare delle ore i suoi propositi cominciarono a vacillare. Stava succedendo qualcosa che le sfuggiva, e ci la poneva in svantaggio. Suo padre non sarebbe mai andato a un incontro importante senza sapere con certezza cosa poteva essere detto. Lei si trovava in un paese straniero le cui usanze non le erano ancora del tutto chiare. Avrebbe dovuto agire con cautela.
Wigleigh non era lontana, e Wilf torn a met pomeriggio. Ma era fine dicembre, le giornate erano brevi e la luce stava gi svanendo. Un servitore stava accendendo delle torce di canne montate su pali fuori dagli edifici principali. Ragna entr con Wilf nella sua casa e gli vers una coppa di birra.
Lui la mand gi dun fiato e poi la baci con il sapore della birra ancora sulla lingua. Odorava di sudore, di cavallo e di cuoio. Lei aveva fame del suo amore, forse anche per via dellinquietudine che laveva tormentata tutto il giorno. Gli prese la mano e se la port tra le cosce. Wilf non aveva bisogno di incoraggiamento e fecero subito lamore.
Dopo lui cadde in un sonno leggero, con le braccia muscolose distese e le lunghe gambe allargate, un uomo vigoroso che si riposava dopo una giornata impegnativa.
Ragna lo lasci. And in cucina a controllare i preparativi per la cena; guard nella sala grande per accertarsi che fosse tutto pronto per il pasto della sera, poi fece un giro della cittadella per vedere chi era al lavoro e chi batteva la fiacca, chi era sobrio e chi ubriaco, quali cavalli avevano ricevuto cibo e acqua e quali non erano ancora stati dissellati.
Alla fine delle sue peregrinazioni, vide Wilf parlare con la donna con le scarpe rosse.
Qualcosa nel loro atteggiamento la costrinse a bloccarsi. Si ferm a osservarli da lontano. Erano illuminati dalla torcia accesa fuori dalla porta di Wilf.
Non cera motivo per cui non dovessero parlare: Inge era una specie di cognata per Wilf, e potevano semplicemente trovarsi simpatici a vicenda. Ci nonostante, Ragna rimase sconcertata dallintimit che traspariva dal loro modo di fare: stavano vicini, e lei lo tocc diverse volte, afferrandolo per lavambraccio per sottolineare quello che diceva, dandogli un colpetto sul petto con il dorso della mano in modo confidenziale, come per dirgli non essere sciocco. Gli mise persino la punta dellindice sulla guancia in un gesto molto affettuoso.
Ragna non riusciva a muoversi, non riusciva a distogliere lo sguardo.
Poi vide il ragazzo che Wilf aveva baciato. Era giovane, senza barba, e bench fosse alto dava limpressione di non essere del tutto cresciuto, come se gli arti lunghi e le spalle larghe non si fossero ancora armonizzati a formare il corpo di un uomo. Il ragazzo si avvicin a Wilf e Inge, e i tre rimasero a parlare per un po, tranquilli e rilassati.
Queste persone devono fare parte della famiglia di mio marito da molti anni pens Ragna. E allora perch io non ho idea di chi siano?
Finalmente si separarono, senza essersi accorti della sua presenza. Wilf si diresse verso la stalla, senza dubbio per accertarsi che gli stallieri si fossero presi cura del suo cavallo. Inge e il ragazzo entrarono nella casa che lei aveva accettato di assegnare a Wigelm, Milly e sua sorella.
Ragna non poteva vivere nel dubbio un istante di pi, ma non voleva affrontare Wilf. Con chi poteva parlare?
Cera ununica possibilit: Gytha.
Odiava lidea di doverlo fare. Avrebbe tradito la propria ignoranza, la propria debolezza, lasciando che Gytha facesse la figura della persona saggia e accorta, proprio quando lei sembrava aver accettato il fatto di non essere pi la padrona della casa di Wilf.
Ma con chi altri poteva parlare? Wynstan era ancor peggio di Gytha. Aldred doveva essere intento a pregare, in quel momento. Lo sceriffo Den? Non lo conosceva abbastanza bene. E non poteva cadere cos in basso da chiedere a Gilda, la cameriera della cucina.
And a casa di Gytha.
Fu felice di trovarla sola. Gytha le offr una coppa di vino e lei accett: aveva bisogno di coraggio. Sedettero su due sgabelli vicino al fuoco, una di fronte allaltra. Gytha aveva unespressione guardinga, ma Ragna percep unaltra cosa: sapeva perch lei era l, conosceva gi le domande che le avrebbe fatto, e aspettava quel momento.
Ragna mand gi un sorso di vino e cerc di assumere un tono naturale. "Ho notato una persona nuova nella cittadella, un ragazzo alto, sui sedici anni."
Gytha annu. "Devessere Garulf."
"Chi ? Cosa ci fa qui?"
Gytha sorrise e Ragna vide con orrore che quel sorriso era carico di cattiveria. "Garulf  il figlio di Wilf" rispose Gytha.
Ragna rest senza fiato. "Figlio? Wilf ha un figlio?"
"S."
Questo, se non altro, spiegava il bacio.
"Wilf ha quarantanni" aggiunse Gytha. "Pensavate di aver sposato un uomo illibato?"
"Ovviamente no." Ragna si sforz di pensare in fretta. Sapeva che Wilf era gi stato sposato, ma non che avesse un figlio. "Ce ne sono altri?"
"Che io sappia, no."
Dunque aveva un figlio. Era un colpo per lei, ma sarebbe riuscita a sopportarlo. Cera ancora unaltra domanda, per. "Che legame c tra Garulf e la donna con le scarpe rosse?"
Gytha le rivolse un gran sorriso, e Ragna cap che quello era il suo momento di trionfo. "Inge  la prima moglie di Wilf" rispose.
Ragna era cos sconvolta che balz in piedi, facendo cadere a terra la coppa. La lasci dovera. "La sua prima moglie  morta!"
"Chi ve lha detto?"
"Wynstan."
"Ne siete sicura?"
Ragna se lo ricordava bene. "Ha detto: Purtroppo sua moglie non  pi con noi. Ne sono certissima."
"Lo immaginavo" replic Gytha. Vedete, non  pi con noi non significa affatto  morta."
Ragna era incredula. "Ha ingannato me, mio padre e mia madre?"
"Non c stato alcun inganno. Dopo che Wilf ha conosciuto voi, Inge  stata messa da parte."
"Messa da parte? E questo cosa vorrebbe dire, in nome del cielo?"
"Che non  pi sua moglie."
"Dunque c stato un divorzio?"
"Per cos dire."
"E allora perch lei  qui?"
"Solo perch non  pi sua moglie, questo non significa che lui non possa vederla. Dopotutto, hanno un figlio insieme."
Ragna era sconvolta. Luomo che aveva appena sposato aveva gi una famiglia: una moglie - da molti anni - da cui aveva per cos dire divorziato, e un figlio che era quasi uomo. Ed era evidentemente affezionato a entrambi. E ora si erano trasferiti allinterno della cittadella.
Le pareva che il mondo si fosse spostato sotto i suoi piedi, e adesso faticava a mantenere lequilibro. Continuava a pensare che non poteva essere vero. Era impossibile che tutto quello che aveva pensato di Wilf fosse sbagliato.
No, non poteva averla ingannata in quel modo.
Sent che doveva sottrarsi allo sguardo compiaciuto di Gytha. Non poteva pi sopportare su di s gli occhi esultanti di quella donna. And alla porta, poi si gir. Le era passato per la mente un pensiero ancora peggiore.
"Ma Wilf non pu continuare ad avere rapporti coniugali con Inge" disse.
"Credete?" Gytha si strinse nelle spalle. "Mia cara, questa  una cosa che dovete chiedere a lui."


SECONDA PARTE.
IL PROCESSO.
998.


Capitolo 16.

Gennaio 998.
Era ormai notte fonda quando Ragna riusc finalmente a smettere di piangere.
Rimase nella sua casa. Non se la sentiva neppure di parlare con Wilf. Ordin a Cat di dirgli che non poteva dormire con lui perch aveva il mestruo. Questo le permise di guadagnare un po di tempo.
I servitori la osservavano spauriti alla luce del fuoco, ma lei non trovava la forza di spiegare cosa la tormentasse. "Domani" continuava a dire. "Ve lo racconto domani."
Pensava che non sarebbe mai pi stata in grado di dormire ma, quando le lacrime si esaurirono come una fonte inaridita, scivol in un sonno tormentato. In sogno rievoc la tragedia che le aveva distrutto la vita e si risvegli di soprassalto, in preda allorrore, e ricominci a piangere.
In quel periodo dellanno la cittadella si ridestava ben prima dellalba, che si faceva attendere. I rumori del mattino svegliarono del tutto Ragna: le grida degli uomini, labbaiare dei cani, il canto degli uccelli e il clangore di una grande cucina che si preparava a nutrire un centinaio di persone.
 un nuovo giorno pens Ragna e io non so proprio cosa fare.
Se solo avesse scoperto la verit un giorno prima, avrebbe potuto tornarsene a Cherbourg con i suoi armigeri, riflett, ma si rese conto subito che non era cos. Wilf avrebbe mandato un esercito a cercarla e lei sarebbe stata catturata e riportata a Shiring. Nessun nobile avrebbe mai permesso alla sua sposa di lasciarlo: sarebbe stata unumiliazione troppo grande.
Poteva svignarsela senza farsi vedere, e guadagnare qualche giorno di vantaggio? No, impossibile. Era la moglie dellaldermanno: la sua assenza sarebbe stata notata nel giro di qualche ora, se non prima. E lei non conosceva il paese abbastanza bene da eludere eventuali inseguitori.
Non solo. Scopr con sgomento che non voleva realmente andarsene. Amava Wilf e lo desiderava. Laveva ingannata, tradita, ma lei non riusciva a sopportare lidea di vivere senza di lui. Maledisse la propria debolezza.
Aveva bisogno di qualcuno con cui parlare.
Si tir a sedere e scost la coperta. Cat, Agnes e Bern la guardavano con apprensione, in attesa di vedere cosa avrebbe detto o fatto.
"Il vescovo Wynstan ci ha ingannati tutti" disse. "La prima moglie di Wilf non  morta. Si chiama Inge ed  stata messa da parte, che a quanto pare  una strana specie di divorzio, perch ora lei si  installata nella casa lasciata libera ieri dai nostri armigeri."
"Nessuno ce lha detto!" esclam Bern.
"Avranno pensato che lo sapessimo. Gli inglesi non sembrano scandalizzarsi troppo se un uomo ha due mogli. Ricordate Dreng, il barcaiolo?"
Cat aveva laria assorta. "A me Edgar in un certo senso laveva detto" disse.
"Davvero?"
"La prima volta che lo abbiamo incontrato, quando ci ha portati sullaltra sponda del fiume, io gli ho raccontato che la mia signora stava per sposare laldermanno e lui ha ribattuto Credevo fosse gi sposato. Lo era ho spiegato io ma sua moglie  morta. E Edgar ha risposto che non lo sapeva."
"Laltra cosa che non ci hanno detto  che Inge ha avuto un figlio da Wilf, un ragazzo di nome Garulf, che  venuto a vivere qui con la madre" prosegu Ragna.
"A me continua a sembrare strano che nessuno ci abbia parlato della prima moglie" osserv Bern.
" pi che strano" rispose Ragna. "E non si sono limitati a mantenere il silenzio. Hanno tenuto nascosti Inge e Garulf fin dopo le nozze, finch i miei uomini non sono partiti per tornare a casa. Non  un caso. Questa  opera di Wynstan." Rimase in silenzio per un momento e poi diede voce al pi terribile dei pensieri: "E Wilf deve essere coinvolto in questo complotto".
Gli altri non dissero nulla, e Ragna cap che erano daccordo con lei.
Ragna doveva parlare con qualcuno che non fosse un suo servitore. Aveva bisogno di un punto di vista pi distaccato che la aiutasse a valutare la portata di quel disastro. Le venne in mente Aldred. Ditemi se c qualcosa che posso fare per voi. Venite allabbazia le aveva detto.
"Andr a parlare con fratello Aldred" annunci.
Poi si ricord che lui aveva aggiunto, come per un ripensamento: Oppure mandatemi un messaggio.
"Bern, va allabbazia" ordin. "No, aspetta. Fammi pensare." Non voleva che il monaco venisse l, alla cittadella. Qualcosa le diceva che non era il caso. Riflettendo sul motivo della sua riluttanza, cap che non voleva che Gytha e Inge venissero a conoscenza dei suoi possibili alleati.
Dove poteva incontrarsi con Aldred?
Alla cattedrale.
"Chiedi a Aldred di venire alla cattedrale" ordin. "Digli che lo aspetto." Le porte della grande chiesa non erano quasi mai chiuse. "No, anzi. Accompagnami l."
Si asciug gli occhi e si mise un poco dolio sul viso. Agnes and a prenderle il mantello. Ragna lo indoss e si tir il cappuccio sulla testa.
Scortata da Bern usc dalla cittadella e scese la collina. Lungo il cammino continu a tenere la testa bassa e non rivolse la parola a nessuno: non ce lavrebbe fatta a sostenere una normale conversazione. Arrivati in piazza, Bern and verso il monastero e Ragna entr nella cattedrale.
Era gi stata l molte altre volte per le funzioni. Era la chiesa pi grande che avesse visto in Inghilterra fino a quel momento, con una navata lunga venti o trenta iarde e larga almeno otto. In occasioni speciali, come il Natale, era gremita di gente. Ed era sempre gelida. Le pareti di pietra erano spesse e Ragna immagin che fosse fredda anche destate. Quel giorno era ghiacciata. Si ferm accanto a un fonte battesimale di pietra scolpita e si guard attorno. La poca luce che entrava dalle piccole finestre rischiarava un interno ricco di colore: il pavimento di mattonelle rosse e nere a motivi geometrici, gli arazzi alle pareti con scene bibliche, e una grande scultura di legno dipinto raffigurante la Sacra Famiglia. Sbirciando attraverso larco che portava al presbiterio, vide un altare di pietra coperto da una tovaglia di lino bianco e, dietro laltare, una pittura murale della crocifissione con azzurri e gialli sgargianti.
Pian piano il tumulto del suo cuore si plac. Loscurit e il freddo allinterno delle massicce pareti di pietra le comunicavano una sensazione di eternit. Le afflizioni terrene, anche le peggiori, sono passeggere sembrava dire la chiesa. Il suo cuore riprese a battere normalmente. Scopr che riusciva a respirare senza ansimare. Sapeva che il suo volto era ancora arrossato, nonostante lolio, ma ora aveva gli occhi asciutti e non arrivarono altre lacrime.
Sent la porta aprirsi e richiudersi, e un attimo dopo Aldred era accanto a lei. "Avete pianto" le disse.
"Tutta la notte."
"Cosa diamine  successo?"
"Mio marito ha unaltra moglie."
Aldred rimase a bocca aperta. "Non sapevate di Inge?"
"No."
"E io non ve ne ho mai parlato. Credevo preferiste non affrontare largomento." Poi Aldred fu colpito da un pensiero. "Vuole un figlio!"
"Come?"
"Parlando di Wilf, voi mi avete detto: Vuole un figlio. Sentivo che cera qualcosa di strano in quella conversazione, ma non riuscivo a capire cosa fosse. Adesso lo so. Wilf ha gi un figlio, ma voi non lo sapevate. Che sciocco sono stato!"
"Non sono venuta qui per biasimarvi." Nel lato nord cera una panca di pietra incassata nella parete: durante la funzione di Natale, quando lintera citt si era accalcata l dentro, i cittadini pi anziani che non riuscivano a stare in piedi a lungo si erano sistemati uno vicino allaltro sulla stretta mensola di pietra. Ragna accenn col capo alla panca. "Sediamoci."
Quando si furono accomodati, Aldred disse: "Inge  il motivo per cui re Etelredo si  rifiutato di riconoscere il vostro matrimonio".
Quelle parole la turbarono moltissimo. "Ma Wynstan ci aveva assicurato di avere gi lapprovazione del re!" esclam, indignata.
"O Wynstan ha mentito o Etelredo ha cambiato idea. Ma sono convinto che Inge sia solo un pretesto. Etelredo era in collera con Wilf perch non ha pagato lammenda."
" per questo che i vescovi non sono venuti alle mie nozze... perch il re disapprovava il matrimonio."
"Temo di s. E allora Etelredo ha inflitto a Wilf unaltra ammenda di sessanta libbre per avervi sposata. Wilf, per, non lha pagata. E ora  caduto ancor pi in disgrazia."
Ragna era sgomenta. "Ma Etelredo non pu fare qualcosa?"
"Potrebbe saccheggiare Shiring.  quello che ha fatto a Rochester una quindicina danni fa, in seguito a un dissidio con il vescovo Elfstan, ma  stata una decisione estrema di cui in seguito si  pentito."
"Quindi un nobile pu sfidare il re e passarla liscia?"
"Non allinfinito" rispose Aldred. "Questo mi ricorda il famoso caso di Wulfbald, un signore della terra che ignor ripetutamente le decisioni del tribunale reale, si rifiut di pagare le ammende e la pass liscia. Alla fine le sue terre passarono nelle mani del re, ma solo dopo la sua morte."
"Non avevo capito che mio marito fosse cos ai ferri corti con il re..."
"Io supponevo che ne foste informata ma che non voleste parlarne. Wynstan avr dato ordine ai familiari di non dirvi niente. La servit probabilmente non ne  al corrente, anche se prima o poi queste cose si vengono a sapere."
"Ma il mio matrimonio con Wilf  valido?"
"S. Inge  stata messa da parte e Wilf ha sposato voi. La Chiesa disapprova che un uomo allontani la moglie per sposarne unaltra, ma la legge inglese non lo vieta."
"Cosa devo fare?"
"Contrattaccate."
"Non si tratta solo di Inge. Ci sono Wynstan e Gytha, Wigelm e Milly, e anche Garulf."
"Lo so. Insieme formano un gruppo potente. Ma voi possedete unarma magica in grado di sconfiggerli tutti."
Ragna si chiese se si sarebbe messo a parlarle di religione. "Vi riferite a Dio?"
"No, anche se  sempre prudente chiedere il suo aiuto."
"E allora quale sarebbe questa mia arma speciale?"
"Lamore di Wilf."
Ragna gli rivolse unocchiata scettica. Cosa ne sapeva lui, dellamore?
Aldred le lesse nel pensiero. "Oh, mi rendo conto che tutti pensano che i monaci ignorino le logiche dellamore e del matrimonio, ma non  proprio vero. Inoltre, chiunque non sia del tutto cieco capisce quanto Wilf vi ama.  francamente imbarazzante. Vi mangia con gli occhi. Le sue mani fremono dalla voglia di toccarvi."
Ragna annu. Da quando si erano sposati, in qualche modo lei aveva smesso di provare imbarazzo per quello.
"Lui vi adora, vi venera" aggiunse Aldred. "E questo vi rende pi potente di tutti gli altri messi insieme."
"Non vedo come possa essermi utile. Wilf ha persino portato la sua prima moglie a vivere accanto a me."
"Questa non  la fine,  solo linizio."
"Non capisco cosa volete che faccia."
"Innanzitutto, non alienatevi il suo amore. Io non posso dirvi come conservarlo, ma sono certo che voi lo sappiate."
Lo so eccome pens Ragna.
"Imponete la vostra volont" prosegu Aldred. "Provocate piccoli scontri con Gytha e Wynstan e Inge, e assicuratevi piccole vittorie, e poi delle vittorie pi grandi. Fate in modo che tutti sappiano che, in caso di conflitto, Wilf prender istintivamente le vostre parti."
Come la discussione in merito alla casa di Wigelm pens lei o a Dunnere il carpentiere.
"E accrescete il vostro potere. Costruitevi delle alleanze. Avete me, ma vi servono altri alleati... tutti quelli che riuscirete a trovare. Uomini potenti."
"Come lo sceriffo Den."
"Ottimo. E il vescovo Elfheah di Winchester: lui detesta Wynstan, per cui vi suggerisco di farvelo amico."
"Sembra che stiate parlando di una guerra, non di un matrimonio."
Aldred si strinse nelle spalle. "Ho vissuto ventanni tra i monaci. Un monastero  come una grande, potente famiglia: rivalit, gelosie, litigi, lotte gerarchiche... e amore. Ed  difficile sfuggirvi. Quando vedo guai in arrivo sono felice, perch almeno so che devo affrontarli. Il vero pericolo sono le sorprese."
Rimasero qualche minuto in silenzio, poi Ragna disse: "Siete un buon amico".
"Lo spero."
"Vi ringrazio." Ragna si alz e Aldred fece lo stesso.
"Avete parlato con Wilf di Inge?" chiese lui.
"No. Non so come comportarmi."
"Qualunque cosa decidiate, non fatelo sentire in colpa."
Ragna si sent avvampare per lindignazione. "Perch no, in nome del cielo? Lui merita di sentirsi in colpa."
"Non dovete essere la persona che lo rende infelice."
"Ma  vergognoso. Lui dovrebbe sentirsi male per quello che mi ha fatto."
"Certo, dovrebbe. Ma farglielo notare non vi sar di alcun aiuto."
"Non ne sono cos sicura."
Uscirono dalla cattedrale e si avviarono in direzioni opposte. Assorta nei suoi pensieri, Ragna risal la collina che portava alla cittadella. Cominciava a capire il senso delle ultime osservazioni di Aldred. Non avrebbe dovuto sentirsi triste, sconfitta. Era lei quella che Wilf aveva scelto, la sua sposa, la donna che amava. Doveva camminare a testa alta, comportarsi da vincitrice.
Torn nella sua casa. Presto sarebbe stata lora del pasto di mezzogiorno. Chiese a Cat di pettinarle e sistemarle i capelli, poi scelse il suo abito preferito, una veste di seta del colore caldo delle foglie autunnali, e indoss una collana dambra. Quindi and nella sala grande e sedette al suo solito posto, alla destra di Wilf.
Per tutto il pasto convers nel modo che le era abituale, chiedendo alle persone sedute intorno a lei cosa avessero fatto quella mattina, scherzando con gli uomini e spettegolando con le donne. Si accorse che parecchi la guardavano con sorpresa: erano quelli che sapevano quale duro colpo avesse subito il giorno prima. Si aspettavano di vederla distrutta dal dolore. Lei era distrutta dal dolore, ma non lo dava a vedere.
Terminato il pasto usc con Wilf, camminando al suo fianco fino alla casa. Come al solito, lui non ebbe bisogno di incoraggiamento per fare lamore. Inizialmente lei finse il solito entusiasmo, ma presto scopr che non era necessario simulare e alla fine si sent appagata come sempre.
Ma non aveva dimenticato.
Quando Wilf rotol via da lei, non lasci che si appisolasse come suo solito. "Non sapevo che avessi un figlio" disse, come se niente fosse.
Lo sent irrigidirsi, ma Wilf rispose con tono noncurante. "S. Garulf."
"E non sapevo che Inge fosse ancora viva."
"Io non ho mai detto che era morta" ribatt Wilf, secco. Sembrava una risposta preparata, che lui teneva l, pronta per levenienza.
Ragna la ignor. Non voleva innescare uninutile contesa sul fatto che lui le avesse mentito o avesse semplicemente omesso qualcosa. "Io voglio sapere tutto di te" disse.
Lui la osservava guardingo. Non sapeva cosa aspettarsi, questo era evidente. Si stava chiedendo se dovesse prepararsi a essere rimproverato o tenersi pronto a farle le proprie scuse.
Lascia che si arrovelli si disse Ragna. Non aveva intenzione di accusarlo, ma non le sarebbe dispiaciuto che provasse qualche rimorso. "Le vostre usanze sono diverse da quelle dei normanni" continu. "Dovrei farti molte pi domande."
A quello lui non poteva opporsi. "Daccordo." Sembrava sollevato, come se avesse temuto di peggio.
"Non voglio altre sorprese" disse lei, e avvert il tono aspro della propria voce.
Wilf evidentemente non sapeva come reagire. Con ogni probabilit aveva pensato di dover affrontare la sua collera, o le sue lacrime, ma questo era diverso e lui non aveva una risposta pronta. "Capisco" replic, sconcertato.
Nelle ultime ore le preoccupazioni di Ragna si erano ridotte a due domande cruciali, e lei decise di fargliele subito. Sentiva che Wilf sarebbe stato disposto a concederle ci che voleva.
Ragna intrecci le dita per impedire alle mani di tremare. "Ho un paio di cose da chiederti."
"Parla."
"Da dove viene Inge? Da che ambiente proviene?"
"Suo padre era un prete. In realt era il segretario di mio padre."
Ragna non faceva fatica a immaginare la situazione: la figlia e il figlio di due uomini che lavoravano a stretto contatto, che passavano moltissimo tempo insieme, un amore adolescenziale, forse una gravidanza non voluta e poi un matrimonio in giovane et. "Quindi Inge non ha sangue nobile."
"No."
"Quando mio padre ha dato il suo consenso alle nostre nozze, si aspettava che i miei figli sarebbero diventati tuoi eredi."
"E lo saranno" ribatt lui senza esitazione.
Quello era importante. Significava che lei era la moglie ufficiale dellaldermanno, e non una tra svariate donne la cui condizione non era chiara. Non sarebbe diventata la numero due.
Ma doveva esserne certa, e lo incalz. "Non Garulf."
"No!" rispose lui, infastidito nel sentirselo chiedere due volte.
"Ti ringrazio. Sono felice di avere la tua parola donore su questo."
Era soddisfatta di avergli strappato una promessa cos importante. Forse lui non aveva mai avuto intenzioni diverse, ma da quel momento in poi lei non avrebbe dato pi nulla per scontato.
Wilf era irritato per essere stato messo alle strette. "C altro?" chiese, con un tono che lasciava intendere che la sua pazienza si stava esaurendo.
"S, unultima domanda. Intendi continuare a scoparti Inge?"
Lui fece una risatina chioccia. "Se me ne resta la forza."
"Non sto scherzando" ribatt Ragna.
Lespressione di Wilf si indur. "Una cosa su cui non devi avere dubbi" replic " che non mi dirai mai chi posso o non posso portare nel mio letto."
Per Ragna fu come se lui lavesse schiaffeggiata.
"Sono un uomo, un inglese, laldermanno di Shiring, e non prendo ordini da una donna."
Ragna si volt per nascondere il suo avvilimento. "Capisco."
Lui le afferr il mento e le gir la testa in modo che lei fosse costretta a guardarlo. "Io mi scopo chiunque mi va.  chiaro?"
"Chiarissimo" rispose Ragna.
La ferita allorgoglio di Ragna era dolorosa ma sopportabile. La ferita al cuore era pi grave.
Lorgoglio lo cur tenendo la testa alta e nascondendo la propria pena. Ricordandosi del consiglio di Aldred, cerc subito unoccasione per affermare la propria autorit. Ma niente poteva lenire la ferita al suo cuore. Si limit a conviverci nella speranza che col tempo guarisse.
Garulf aveva ricevuto in dono una palla, un pezzo di cuoio cucito con uno spago robusto e imbottito di stracci, e in gennaio i ragazzi della cittadella cominciarono a dedicarsi a un gioco piuttosto violento in cui due squadre si sfidavano cercando di portare la palla nel castello avversario, che era un quadrato tracciato sul terreno. Ovviamente Garulf era il capitano di una squadra, mentre laltra era capeggiata dal suo amico Stigand, detto Stiggy. Giocavano tra la stalla e lo stagno, fastidiosamente vicini al cancello principale.
Gli schiamazzi disturbavano gli adulti, ma Garulf era il figlio dellaldermanno e poteva contare su una certa indulgenza. Con il passare dei giorni, per, Ragna not che il gioco si faceva sempre pi violento, e che i ragazzi non si curavano del disagio che arrecavano a chi passava di l. Le cose peggioravano quando Wilf era assente, e Ragna inizi a considerarla unaperta sfida alla sua autorit.
Poi, un giorno in cui Wilf era lontano, la palla colp alla testa la domestica della cucina, Gilda, mandandola lunga distesa a terra.
Per caso Ragna vide tutto. Afferr la palla per fermare il gioco e si inginocchi accanto a Gilda.
La donna aveva gli occhi aperti e dopo un momento si tir su a sedere, tenendosi la testa. "Che male!" disse.
I ragazzi le stavano attorno, ansanti per il gran correre. Ragna not che Garulf non mostrava il minimo rincrescimento per lincidente n alcuna preoccupazione per Gilda. Sembrava semplicemente irritato che il divertimento fosse stato interrotto. Questo la fece infuriare.
"Resta qui ferma per qualche minuto" ordin Ragna a Gilda. "Riprendi fiato."
Ma Gilda era impaziente di tornare al suo lavoro. "Mi sento una stupida a starmene seduta qui nel fango" rispose, e si mise faticosamente in ginocchio.
Ragna la aiut ad alzarsi. "Vieni da me. Ti dar un sorso di vino per riprendere le forze."
Andarono insieme verso la casa di Ragna.
Garulf le segu. "Voglio la mia palla."
Ragna si rese conto di averla ancora tra le mani.
Spinse dentro Gilda poi, tenendo la porta, si volt verso Garulf e gli disse: "Quello che vuoi  una bella lezione". Poi entr, richiuse la porta sbattendola e gett la palla in un angolo.
Convinse Gilda a sdraiarsi sul suo letto, e Cat port un po di vino in una coppa. Presto Gilda si sent meglio. Stabilito che la donna non aveva capogiri e riusciva a camminare senza bisogno di aiuto, Ragna le permise di tornare in cucina.
Un attimo dopo entr Gytha. "Ho regalato una palla a mio nipote" disse con fare altezzoso.
In realt Garulf era il figlio del figliastro di Gytha, ma Ragna non voleva star l a sottilizzare. "Dunque il regalo viene da voi" replic.
"Sostiene che glielavete presa."
"Infatti."
Gytha si guard attorno, vide la palla nellangolo e si affrett a raccoglierla rivolgendo a Ragna unocchiata trionfante.
"Vi ha spiegato perch glielho presa?" chiese Ragna.
"Ha accennato a un piccolo incidente."
"Hanno fatto cadere a terra una domestica della cucina. Questo gioco sta diventando pericoloso."
"Sono ragazzi."
"Allora devono fare i ragazzi fuori dalla cittadella. Non permetter che giochino allinterno della palizzata."
"Sono io la responsabile del comportamento di mio nipote" ribatt Gytha, e usc con la palla in mano.
Poco dopo il gioco riprese.
Ragna mand a chiamare Bern e insieme uscirono a guardare. I ragazzi li videro e cercarono di tenersi alla larga da loro, ma non riuscirono a mantenere lazione entro i limiti - era quello il problema - e poco dopo la palla rotol di nuovo verso Ragna.
Lei la prese.
Garulf e Stiggy si precipitarono da Ragna. Stiggy era un ragazzone che sopperiva con la prepotenza alla propria stupidit.
"Quella  la mia palla" disse Garulf.
"Non potete giocare a palla dentro la cittadella" ribatt Ragna.
Stiggy si mosse con rapidit. Scatt in avanti e tir un pugno sul braccio di Ragna per costringerla a lasciare la palla. Il colpo le fece male e lei perse la presa, ma acchiapp la palla con laltra mano e arretr per allontanarsi da Stiggy.
Bern sferr a Stiggy un violento pugno alla tempia e il ragazzo stramazz a terra.
Bern fiss Garulf con aria minacciosa e domand: "Qualcun altro vuole provare a mettere le mani addosso alla moglie dellaldermanno?".
Garulf ci pens su. Il suo sguardo si spost dalla mole di Bern al corpo inviolabile della moglie dellaldermanno. Poi si allontan.
"Dammi il tuo coltello" ordin Ragna a Bern.
Bern portava alla cintura un grosso pugnale dalla lama affilata. Ragna pos la palla a terra, inser la punta del coltello sotto la cucitura e tagli lo spago.
Garulf lanci un urlo di protesta e si fece avanti.
Ragna punt il coltello contro di lui.
Bern mosse un passo verso il ragazzo.
Ragna continu a tagliare le cuciture finch riusc ad aprire la palla quel tanto da tirare fuori tutta limbottitura.
Alla fine si rialz e lanci il pezzo di cuoio martoriato in mezzo allo stagno.
Restitu il coltello a Bern, tenendolo per la lama, e lo ringrazi.
Con Bern accanto, se ne torn nella sua casa. Le faceva male il braccio dove Stiggy laveva colpita, ma il suo cuore cantava vittoria.
Wilf torn nel pomeriggio e poco dopo Ragna venne convocata nella sua casa. Non fu sorpresa di trovarvi Gytha.
Wilf sembrava di cattivo umore. "Cos questa faccenda della palla?" chiese.
Ragna sorrise. "Mio adorato marito, non dovresti preoccuparti di un bisticcio da niente."
"La mia matrigna si  lamentata per il fatto che hai sottratto un dono che lei aveva fatto a mio figlio."
Ragna era compiaciuta, ma non lo diede a vedere. Gytha aveva permesso al risentimento di prevalere sul buon senso. Laspettava una sconfitta. Questa volta non lavrebbe avuta vinta.
Rispose con un tono leggero, appropriato a una questione di cos poco conto. "Il gioco era diventato troppo violento. Una delle domestiche  stata ferita dalla palla, oggi."
Gytha fece unesclamazione di scherno. " scivolata nel fango."
" stata colpita alla testa. Potevano esserci incidenti peggiori. Ho detto ai ragazzi di andare a giocare fuori dalla cittadella, ma loro mi hanno disubbidito, e cos ho interrotto il gioco e distrutto la palla. Davvero, Wilf, mi dispiace che ti abbiano importunato per questo."
Lui sembrava perplesso. " andata realmente cos?"
"Be, no." Ragna tir su la manica per mostrargli il livido fresco. "Stiggy mi ha sferrato un pugno" disse "e cos Bern lo ha steso."
Wilf lanci unocchiataccia a Gytha. "Un ragazzo ha osato mettere le mani addosso alla moglie di un aldermanno? Questo non me lavevi detto, madre."
"Ha soltanto cercato di riprendersi la palla!" rispose Gytha. Ma il livido parlava da solo, e Gytha era sulla difensiva.
"E Garulf cosha fatto?" domand Wilf.
" rimasto a guardare" rispose Ragna.
"E non ha difeso la moglie di suo padre?"
"Temo di no."
Wilf era furibondo, come Ragna aveva previsto. "Stiggy verr fustigato" disse. "Una punizione infantile per un uomo infantile. Dodici frustate. Ma non so cosa fare con Garulf. Mio figlio dovrebbe rendersi conto di cosa  giusto e cosa  sbagliato."
"Posso darti un suggerimento?"
"Sentiamo."
"Ordina che sia Garulf a infliggere le frustate."
"Perfetto" disse Wilf, annuendo.
Stiggy fu denudato e legato con la faccia rivolta verso un palo. Lumiliazione faceva parte della punizione.
Garulf si mise dietro di lui stringendo in mano una frusta di cuoio con lestremit divisa in tre strisce in cui erano state conficcate piccole pietre aguzze. Aveva laria risentita e abbattuta.
Erano presenti tutti gli abitanti della cittadella: uomini, donne e bambini. La punizione aveva lo scopo di educare tutti, non soltanto il trasgressore.
"Stiggy ha messo le mani addosso a mia moglie. Questa  la punizione" annunci Wilf.
La folla rimase in silenzio. Lunico rumore era il salmo vespertino degli uccelli.
"Comincia. Una" ordin Wilf.
Garulf alz la frusta e colp la schiena nuda di Stiggy. Il colpo produsse un rumore secco e Stiggy sussult.
Ragna rabbrivid. Non avrebbe voluto essere costretta ad assistere. Ma, se se ne fosse andata adesso, avrebbe dato limpressione di essere debole.
Wilf scosse la testa. "Non era abbastanza forte. Ricomincia. Una."
Garulf colp Stiggy con pi decisione. Questa volta Stiggy emise un grido soffocato. La frusta lasci dei segni rossi sulla pelle candida.
Tra la folla cera una donna che piangeva sommessamente, e Ragna riconobbe la madre di Stiggy.
Wilf non si lasci commuovere. "Ancora troppo piano. Ricomincia. Una."
Garulf sollev la frusta e la cal con tutta la forza che aveva. Stiggy lanci un urlo di dolore e sulla sua schiena comparvero delle goccioline di sangue nei punti in cui le pietruzze avevano lacerato la pelle.
Il grido del ragazzo zitt gli uccelli.
"Due" disse Wilf.


Capitolo 17.

Febbraio 998.
Edgar non sopportava lidea che Ragna venisse truffata dalla sua gente.
Quando Gab, il mastro cavatore, aveva rubato allaldermanno Wilwulf, la cosa non gli aveva dato cos fastidio. Wilwulf aveva un sacco di denaro, e comunque non erano fatti suoi. Con Ragna per era diverso, forse perch lei era una forestiera e quindi vulnerabile, o forse, pens con una certa ironia, perch era bella.
Era stato l l per avvertirla, il giorno delle nozze, ma poi aveva deciso di non farlo. Prima voleva esserne assolutamente certo. Non voleva causare un falso allarme.
A ogni modo doveva tornare a Outhenham. I muri del capanno erano finiti, le travi di legno montate, ma lui voleva completare il tetto con delle sottili tegole di pietra che non fossero attaccabili dal fuoco. Disse a Dreng che avrebbe potuto procurarsi il materiale a met prezzo se lo avesse trasportato lui stesso, il che era vero, e Dreng acconsent, sempre pronto a risparmiare piuttosto che a spendere.
Edgar costru una semplice zattera di tronchi, lunga e larga. Lultima volta che si era recato a Outhenham aveva risalito il fiume camminando lungo la riva, e ora sapeva che non vi erano grossi ostacoli per la zattera, a parte due punti in cui lacqua era molto bassa e poteva essere necessario trainare limbarcazione per qualche iarda aiutandosi con delle corde. Spingerla controcorrente, per, sarebbe stato faticoso e trainarla ancora di pi, e cos convinse Dreng a pagare a Erman e Eadbald un penny ciascuno perch lasciassero il podere per due giorni e lo aiutassero.
Dreng consegn a Edgar una sacchetta di pelle dicendogli: "Qui dentro ci sono dodici penny. Dovrebbero essere pi che sufficienti". Ethel diede loro del pane e del prosciutto per il viaggio, e Leaf vi aggiunse una caraffa di birra per placare la sete.
Partirono di buonora. Mentre si imbarcavano, Brindle sal a bordo con un balzo. Nella sua mente canina era sempre meglio andare da qualche parte piuttosto che essere lasciata indietro. Edgar si chiese se quello non fosse anche il suo pensiero, ma non avrebbe saputo dare una risposta.
Erman e Eadbald erano magrissimi, probabilmente quanto lui. Un anno prima, quando vivevano ancora a Combe, nessuno li avrebbe definiti neppure un tantino grassi, ma durante linverno avevano perso parecchio peso. Erano ancora forti, per asciutti, con le guance scavate, i muscoli simili a corde, i fianchi stretti.
Era una fredda mattinata di febbraio, eppure loro sudavano mentre spingevano la zattera controcorrente con le pertiche. Una persona da sola poteva anche farcela a spingere limbarcazione, ma era pi facile in due, uno per parte, mentre il terzo si riposava. Di solito non parlavano molto, per non cera nientaltro da fare durante il viaggio. "Come ve la cavate con Cwenburg?" chiese Edgar.
Fu Eadbald a rispondere. "Erman sta con lei il luned, il mercoled e il venerd, io il marted, il gioved e il sabato." E poi aggiunse, con un sorriso: "La domenica  il suo giorno di riposo".
Sembravano entrambi soddisfatti e Edgar concluse che quel loro strano matrimonio doveva funzionare sorprendentemente bene.
"Adesso, per, dormiamo soltanto con lei...  troppo grossa per scopare" aggiunse Erman.
Edgar calcol quando sarebbe dovuto nascere il bambino. Erano arrivati a Drengs Ferry tre giorni prima di San Giovanni, e Cwenburg doveva essere rimasta incinta quasi subito. "Il bambino dovrebbe nascere tre giorni prima della festa dellAnnunciazione" disse. Erman lo guard con astio. La sua dimestichezza con i numeri sembrava quasi miracolosa, e i suoi fratelli non glielo perdonavano.
"In ogni caso, Cwen non potr aiutarci per laratura, in primavera" disse Erman. "Dovr essere Ma a guidare laratro mentre noi lo tiriamo."
Il terreno a Drengs Ferry era asciutto e leggero, ma la loro madre non era pi giovane. "Come sta Ma?" chiese.
"Il lavoro nei campi  faticoso."
Edgar vedeva la madre una volta alla settimana, mentre i fratelli stavano con lei ogni giorno. "Dorme bene?" chiese. "Ha appetito?"
Loro non facevano caso a quelle cose. Eadbald si strinse nelle spalle ed Erman rispose secco: "Senti, Edgar,  vecchia e un giorno morir, e solo Dio sa quando verr quel giorno".
Dopo questo, smisero di parlare.
Pensando a cosa lo aspettava, Edgar riflett che poteva non essere facile stabilire con certezza se Gab imbrogliava. Doveva scoprirlo senza suscitare la sua ostilit. Se si fosse mostrato troppo curioso, il mastro cavatore avrebbe potuto mettersi sulla difensiva. E se gli avesse rivelato i suoi sospetti, si sarebbe arrabbiato. Era strano, ma un malfattore che veniva scoperto spesso reagiva con indignazione, quasi che il crimine consistesse nella scoperta piuttosto che nella trasgressione originaria. Cosa ancor pi importante, se Gab avesse subodorato che non ci si fidava di lui, avrebbe avuto modo di nascondere le proprie malefatte.
La zattera procedeva pi veloce di quanto avesse fatto Edgar camminando lungo largine, e a mezzogiorno arrivarono al villaggio di Outhenham. L il terreno era argilloso, e una squadra di otto buoi tirava un aratro pesante nel campo pi vicino, con le grandi zolle che si alzavano e ricadevano simili a onde di fango che si infrangono su una spiaggia. In lontananza uomini intenti a seminare arrancavano faticosamente nei solchi spargendo i semi, seguiti da bambini che tenevano lontani gli uccelli con le loro urla stridule.
I tre fratelli tirarono la zattera in secco sulla spiaggia e, per essere doppiamente sicuro, Edgar la leg a un albero. Quindi si avviarono verso il villaggio.
Anche quel giorno Seric era nel frutteto, questa volta impegnato a potare gli alberi. Edgar si ferm a parlare con lui. "Devo aspettarmi ancora guai con Dudda?" gli chiese.
Seric alz gli occhi al cielo per capire che ora fosse. "Adesso no" rispose. "Dudda non si  ancora seduto a tavola."
"Bene."
"Bada, non  un tipo gioviale neanche da sobrio."
"Lo immagino."
Proseguirono e un minuto dopo si imbatterono in Dudda, fuori dalla taverna. "Buongiorno a voi, ragazzi" disse. "Che ci fate qui?" Senza dubbio la sua aggressivit era mitigata dalla vista di tre uomini giovani e forzuti. Brindle, per, si mise a ringhiare: doveva aver avvertito lostilit delluomo.
"Questo  Dudda, il capo del villaggio di Outhenham" disse Edgar ai fratelli. E poi, rivolto a Dudda: "Sono qui per comprare della pietra alla cava, come la volta scorsa".
Dudda aveva unespressione assente. Chiaramente non ricordava la precedente visita di Edgar. "Andate a est del villaggio e seguite il sentiero verso nord."
Edgar conosceva la strada, ma lo ringrazi comunque e riprese il cammino.
Gab e la sua famiglia erano al lavoro nella cava come la volta precedente. In mezzo alla radura cera una grossa pila di pietre, e questo faceva pensare che gli affari non andassero a gonfie vele, una buona cosa per Edgar che era l per comprare. Accanto alla pila cera un carretto a mano.
Devo semplicemente guardare quanti segni Gab fa sul legnetto dopo che ho comprato le pietre che mi servono pens Edgar. Se il numero  giusto, vuol dire che i miei sospetti sono infondati. Se non corrisponde, avr la prova che  colpevole.
La lastra su cui Gab stava lavorando cadde a terra con un tonfo, sollevando una nuvola di polvere. Gab toss, pos gli attrezzi e si avvicin ai tre giovani. Riconobbe Edgar e gli disse: "Drengs Ferry, giusto?".
"Io sono Edgar, e questi sono i miei fratelli Erman e Eadbald."
"Li hai portati perch ti proteggessero da Dudda?" chiese Gab in tono scherzoso. Evidentemente aveva saputo dellalterco tra Edgar e il capo del villaggio.
Edgar non lo trov affatto divertente. "Non ho bisogno di protezione da un vecchio ciccione ubriaco" rispose, secco. "Sono qui a Outhenham per comprare delle pietre. Questa volta intendo trasportarle io stesso, e sono venuti i miei fratelli ad aiutarmi. In questo modo risparmieremo un penny per ogni pietra."
"Ah, davvero?" fece Gab con espressione scaltra. Non gli andava che Edgar conoscesse i prezzi in anticipo. "E chi te lha detto?"
Era stato Cuthbert, ma Edgar decise di ignorare la domanda. "Mi servono dieci pietre" disse. Apr la borsa che gli aveva consegnato Dreng. Con sua sorpresa, vide che dentro cerano pi dei dodici penny di cui aveva parlato Dreng. Gli bast unocchiata per capire che ce nerano ventiquattro. Erman e Eadbald si accorsero del suo stupore ed entrambi videro le monete, ma Edgar non diede loro la possibilit di fare commenti. Non voleva sembrare titubante agli occhi di Gab. Rinvi ogni riflessione su quel mistero e cont in fretta dieci penny.
Gab li ricont e si affrett a riporli ma, con disappunto di Edgar, non fece alcuna tacca sul legnetto. Si limit a indicare il cumulo di pietre. "Servitevi pure" disse.
Edgar non aveva ancora un piano preciso. Decise di spostare le pietre mentre rifletteva sul da farsi. "Dobbiamo portarle al fiume" disse a Gab. "Possiamo usare la tua carriola?"
"No" rispose lui con un sorrisetto maligno. "Avete voluto risparmiare. Portatevele da soli." E si allontan.
Edgar si strinse nelle spalle. Prese laccetta che portava appesa alla cintura e la porse a Erman. "Voi due andate nel bosco e procuratevi due pali robusti" disse. "Io dar unocchiata alle pietre."
Rimasto da solo, studi il cumulo. Aveva gi provato a tagliare una pietra in lastre sottili, e aveva scoperto che non era per niente facile. Lo spessore doveva essere quello giusto: se erano troppo sottili si spezzavano, se erano troppo spesse le travi non avrebbero retto il peso. Ma era fiducioso di riuscire a fare meglio.
Quando i fratelli tornarono con i tronchi, Edgar li ripul dai rami e li pos a terra paralleli. Lui e Erman sollevarono una pietra e la posarono di traverso sui pali. Quindi si inginocchiarono a terra, uno davanti alla pietra e laltro dietro, afferrarono i pali e si alzarono sollevando il tutto allaltezza dei fianchi.
Si avviarono lungo il sentiero che portava al fiume. "Vieni con noi" grid Edgar a Eadbald. "Ci serve qualcuno che faccia la guardia alla zattera."
Facevano a turno a trasportare, mentre quello che si riposava restava sullargine casomai un viaggiatore intraprendente avesse deciso di svignarsela con la zattera e qualche pietra. Quando la luce del giorno cominci a calare, avevano spalle e gambe doloranti e cera ancora una pietra da spostare.
Edgar, per, non aveva raggiunto laltro scopo che si era prefisso. Non era riuscito ad avere conferma della disonest di Gab.
La cava era deserta. Gab e i suoi figli erano spariti, probabilmente erano in casa. Edgar buss alla porta ed entr. La famiglia stava consumando il pasto della sera. Gab alz lo sguardo, infastidito.
"Possiamo passare la notte qui?" chiese Edgar. "Laltra volta sei stato cos gentile da darmi un posto dove dormire."
"No" rispose Gab. "Siamo troppi. E poi nella sacchetta hai degli altri penny... Potete permettervi di dormire alla taverna."
Edgar non rimase sorpreso da quella risposta. La sua richiesta era irragionevole. Era solo un pretesto per introdursi in casa del mastro cavatore.
"La taverna  chiassosa, ma il cibo  buono" disse Bee, la moglie di Gab.
"Grazie." Edgar si volt lentamente, prendendosi il tempo di osservare per bene i legnetti appesi al muro. Not che ce nera uno tagliato di fresco, chiaro e nuovo.
Vide immediatamente che aveva cinque tacche.
Era la riprova.
Senza lasciar trasparire la propria soddisfazione ma, anzi, mostrandosi deluso e vagamente risentito per essersi visto rifiutare una sistemazione per la notte, salut e usc.
Si sentiva esultante mentre insieme a Eadbald portava lultima pietra al fiume. Non avrebbe saputo spiegare perch, ma era compiaciuto di poter fare un favore a Ragna. Non vedeva lora di raccontarle tutto.
Quando anche lultima pietra si aggiunse alla pila, Edgar disse: "Credo che le pietre saranno al sicuro per un po, se lascio qui Brindle, specialmente ora che si sta facendo buio. Possiamo cenare alla taverna. Voi due potrete dormire l, ma io passer la notte sulla zattera. Non fa troppo freddo".
Dopo aver legato Brindle con una corda lunga, i tre fratelli andarono alla taverna, dove mangiarono scodelle di stufato di montone con una gran quantit di pane di segale, e un boccale di birra a testa. Edgar vide Gab che conversava fitto con Dudda in un angolo.
"Ho visto che cerano troppe monete in quella borsa" disse Eadbald.
Edgar si era chiesto quando sarebbe venuto il discorso. Non rispose.
"Cosa ne facciamo delle monete in pi?" chiese Erman.
A Edgar non sfugg luso del noi ma non fece commenti. "Be, io credo che abbiamo diritto di pagarci la cena e un letto per la notte, ma il resto devessere restituito a Dreng, ovviamente."
"Perch?" disse Erman.
A Edgar la domanda non piacque. "Perch il denaro  suo!"
"Ha detto che ti dava dodici penny. Quanti ce nerano?"
"Ventiquattro."
"E ne avanzano?" Erman non era bravo con i numeri.
"Dodici."
"Si  sbagliato. I dodici che crescono ce li possiamo tenere. A testa fa... un bel po."
"Quattro a testa" disse Eadbald, che era pi sveglio di Erman.
"Dunque mi state chiedendo di rubare dodici penny e di consegnarne otto a voi!"
"Ci siamo dentro tutti insieme" ribatt Erman.
"E se Dreng si accorge dellerrore che ha commesso?"
"Giureremo che nella sacchetta cerano soltanto dodici penny."
"Ha ragione Erman" disse Eadbald. " unoccasione."
Edgar scosse la testa con fermezza. "Gli restituir il denaro in eccesso."
"Non aspettarti che Dreng ti ringrazi" osserv Erman con tono beffardo.
"Dreng non mi ringrazia mai."
"Se potesse, ruberebbe lui a te" disse Eadbald.
"S, ma io non sono come lui, grazie al cielo."
I fratelli si arresero.
Edgar non era un ladro, ma Gab s. Cerano soltanto cinque tacche sul legnetto, mentre lui aveva comprato dieci pietre. Se Gab annotava soltanto la met di quello che vendeva, pagava a Ragna la met del dovuto. Ma doveva avere la collaborazione del capo del villaggio, che aveva il compito di accertarsi che chi viveva l versasse correttamente le tasse. Dudda avrebbe dovuto denunciare la truffa di Gab, a meno che questi lo pagasse per tenere la bocca chiusa. E in quel momento, davanti ai suoi occhi, Gab e Dudda bevevano insieme e parlottavano assorti, come se stessero discutendo di qualcosa di importante che riguardava entrambi.
Edgar decise di parlarne con Seric. Seric era alla taverna, e stava chiacchierando con un uomo con la testa rasata e una veste nera che doveva essere il prete del villaggio. Edgar attese che Seric se ne andasse e lo segu, dicendo ai fratelli: "Ci vediamo allalba".
Segu Seric fino a una casa adiacente al frutteto. Arrivato alla porta luomo si volt e disse: "Dove te ne vai?".
"Passer la notte sulla riva del fiume. Devo fare la guardia alle pietre."
Seric si strinse nelle spalle. "Probabilmente non  necessario, ma non sar io a dissuaderti. E poi  una serata mite."
"Posso chiederti una cosa in confidenza?"
"Entra."
Seduta accanto al fuoco cera una donna con i capelli grigi intenta a imboccare un bambino piccolo con un cucchiaio. Edgar inarc le sopracciglia: Seric e la moglie sembravano troppo vecchi per essere i genitori. "Mia moglie, Eadgyth, e il nostro nipotino Ealdwine" disse Seric. "Nostra figlia  morta nel darlo alla luce e suo marito  andato a Shiring a fare larmigero per laldermanno."
Questo spiegava la strana composizione della famiglia.
"Volevo chiederti..." Edgar lanci unocchiata in direzione di Eadgyth.
"Puoi parlare liberamente" disse Seric.
"Gab  onesto?"
Seric non si sorprese della domanda. "Non saprei dirlo. Ha cercato di imbrogliarti?"
"No, non me. Ma ho comprato dieci pietre e ho notato un legnetto nuovo con soltanto cinque tacche."
"Mettiamola cos: se mi chiedessero di giurare sullonest di Gab, mi rifiuterei."
Edgar annu. Era sufficiente. Seric non poteva dimostrare nulla, ma non aveva dubbi. "Grazie" disse, e si conged.
La zattera era tirata in secco sulla riva. I fratelli non lavevano ancora caricata: sarebbe stato troppo facile rubare le pietre. Edgar si sdrai sulla zattera e si avvolse nel mantello. Forse non avrebbe dormito, ma poteva essere un bene visto che doveva fare la guardia a quella merce di valore.
Brindle prese a uggiolare e Edgar la attir vicino a s sotto il mantello. Gli avrebbe tenuto caldo e lo avrebbe avvertito se si fosse avvicinato qualcuno.
Adesso Edgar doveva informare Ragna che Gab e Dudda la defraudavano. Poteva andare a Shiring lindomani, pens. Erman e Eadbald erano in grado di guidare la zattera nel viaggio verso valle, e lui sarebbe tornato a casa a piedi, passando per la citt. Aveva bisogno di calce per la malta: poteva comprarla a Shiring e trasportarla sulle spalle fino a casa.
Edgar dorm un sonno agitato e si svegli alle prime luci dellalba. Poco dopo comparvero Erman e Eadbald. Portavano la brocca di Leaf riempita con la birra acquistata a Outhenham e una grossa pagnotta di pane di segale da mangiare lungo la strada. Edgar li inform che sarebbe andato a Shiring a comprare della calce.
"Ci toccher portare indietro la zattera senza il tuo aiuto!" esclam Erman indignato.
"Non dovrete faticare molto" rispose Edgar paziente. "Scenderete con la corrente. Non dovete fare altro che tenere la zattera lontana dagli argini."
Spinsero limbarcazione in acqua, ancora legata, poi vi caricarono le pietre. Edgar insistette per impilarle ordinatamente in modo che il carico non si spostasse durante il viaggio, ma il fiume era cos calmo che quella precauzione non era necessaria.
"Farete meglio a scaricare la zattera prima di trascinarla nel punto dove lacqua  pi bassa" sugger Edgar. "Altrimenti potreste restare impantanati."
"E poi caricarla di nuovo... ma  un sacco di lavoro" si lament Erman.
"E dovremo scaricare di nuovo le pietre dallaltra parte!" aggiunse Eadbald.
"E sar meglio! Siete pagati per questo."
"Daccordo, daccordo."
Edgar sleg la zattera e i tre salirono a bordo. "Portate la zattera sullaltra riva e fatemi scendere" ordin Edgar.
Attraversarono il fiume e Edgar scese nellacqua bassa. I fratelli riportarono limbarcazione al centro del fiume e lentamente la corrente la port via.
Edgar rimase a guardarla finch scomparve, quindi si avvi lungo la strada per Shiring.
La citt era in fermento. I maniscalchi ferravano i cavalli, i sellai avevano esaurito i finimenti, due uomini affilavano le lame sulle mole e i fabbricanti di frecce non facevano in tempo a realizzarle che gi le avevano vendute. Edgar scopr presto il motivo di tanta animazione: laldermanno Wilwulf si preparava ad attaccare i gallesi.
In autunno i selvaggi dellOvest avevano compiuto scorrerie nel territorio di Wilf; allora lui era occupato con il matrimonio e non aveva fatto rappresaglie. Ma non aveva dimenticato, e ora stava radunando un piccolo esercito per punirli.
Un attacco da parte degli inglesi sarebbe stato devastante per i gallesi perch avrebbe interrotto il ciclo dellagricoltura. Uomini e donne sarebbero rimasti uccisi, per cui ci sarebbero state meno persone per arare e seminare. Gli adolescenti, sia maschi sia femmine, sarebbero stati catturati e venduti come schiavi, procurando grossi guadagni allaldermanno e ai suoi armigeri e lasciando poche coppie feconde e di conseguenza, nel lungo periodo, un numero minore di gallesi in grado di compiere nuove razzie. Questo in teoria.
Le rappresaglie avevano lo scopo di scoraggiare le razzie ma, poich i gallesi di solito compivano scorrerie solo quando erano affamati, la punizione era un debole deterrente, riflett Edgar. No, il vero motivo era la vendetta.
Si diresse verso labbazia, dove aveva in mente di passare la notte. Era un edificio di pietra pallida, un monumento alla pace in mezzo a una citt che si preparava alla guerra. Aldred parve felice di vederlo. I monaci stavano per recarsi in processione nella chiesa per la funzione pomeridiana dellOra Nona, ma a lui era consentito saltarla.
Edgar aveva camminato a lungo nellaria fredda di febbraio e Aldred gli disse: "Hai bisogno di riscaldarti. C un fuoco acceso nella stanza di Osmund, andiamo a sederci l". Edgar accett di buon grado la proposta.
Tutti gli altri monaci si erano allontanati e il monastero era silenzioso. Edgar prov un momento di disagio: le attenzioni di Aldred nei suoi confronti erano un po eccessive. Sperava che quello non fosse il preludio di una scena imbarazzante. Non intendeva offenderlo, per non voleva neppure trovarsi a doverlo respingere.
Ma non era il caso di preoccuparsi: Aldred aveva altri pensieri per la mente. "A quanto pare Ragna non sapeva di Inge, la prima moglie di Wilf" disse.
Edgar si ricord di una conversazione avuta con Agnes, la sarta. "Loro pensavano fosse morta" disse.
"E hanno continuato a pensarlo fino a dopo le nozze, quando la maggior parte dei servitori di Ragna  tornata a Cherbourg. A quel punto Wilf ha riportato Inge nella cittadella, insieme al loro figlio Garulf."
Edgar sent la paura posarsi come un masso sulla bocca dello stomaco. "Lei come sta?" chiese.
" sconvolta."
Edgar provava una gran pena per Ragna, una straniera lontana dalla propria casa e dalla famiglia, crudelmente ingannata dagli inglesi. "Povera ragazza" disse, tuttavia quelle parole gli parvero inadeguate.
"Ma non  per questo che sono cos impaziente di parlare con te. Si tratta di Drengs Ferry."
Edgar si sforz di non pensare a Ragna.
Aldred prosegu: "Dopo aver visto lo stato in cui versa la collegiata, ho proposto che passasse sotto la cura dei monaci, e larcivescovo ha acconsentito. Wynstan, per, ha scatenato un finimondo, e labate Osmund ha desistito".
"Come mai a Wynstan importa cos tanto?" domand Edgar, perplesso.
"Questo  il punto. Non  una chiesa ricca, e per lui Degbert  poco pi che un lontano parente."
"Perch mai Wynstan dovrebbe mettersi a questionare con il suo arcivescovo per una faccenda di cos scarsa importanza?"
" quello che stavo per chiedere a te. Tu vivi alla taverna, ti occupi della barca, vedi tutti quelli che vanno e vengono. Sai bene cosa succede l."
Edgar avrebbe voluto aiutarlo ma non conosceva le risposte alle sue domande. Scosse il capo. "Non riesco a immaginare cosa possa avere in mente Wynstan." Poi gli pass un pensiero per la testa. "Per viene spesso in visita."
"Davvero?" disse Aldred, incuriosito. "Quanto spesso?"
"Due volte da quando sono l. La prima volta  stato una settimana dopo la festa di San Michele, la seconda pi o meno sei settimane fa."
"Sei bravo con le date. Dunque entrambe le visite sono avvenute dopo il giorno dei pagamenti delle rendite. A che scopo?"
"Che io sappia nessuno in particolare."
"Be, cosa ci viene a fare l?"
"A Natale ha regalato un maialino a ogni famiglia."
"Strano. Di solito non  cos generoso, anzi, semmai lopposto."
"E poi lui e Degbert sono andati a Combe. Tutte e due le volte."
Aldred si gratt la testa rasata. "C sotto qualcosa, ma non riesco a immaginare cosa."
Edgar unidea ce laveva, ma si vergognava a esprimerla. "Wynstan e Degbert potrebbero essere... voglio dire, potrebbero avere una qualche..."
"Una relazione amorosa?  possibile, ma non credo. Io ho una certa esperienza di queste cose, e nessuno dei due mi sembra il tipo."
Edgar dovette convenire con lui.
"Potrebbero fare delle orge con le schiave alla collegiata" ipotizz Aldred. "Questo sarebbe gi pi credibile."
Stavolta fu Edgar a mostrarsi dubbioso. "Non vedo come potrebbero tenere segreta una cosa del genere. Dove le nasconderebbero, le schiave?"
"Hai ragione. Potrebbero celebrare dei riti pagani, per: per quelli non servono le schiave."
"Riti pagani? E cosa ci guadagnerebbe Wynstan?"
"Cosa ci guadagnano gli altri? Eppure sono pagani."
Edgar non era convinto. "In Inghilterra?"
"No, forse no."
A Edgar venne in mente una cosa. "Ricordo le visite di Wynstan a Combe quando vivevamo l. I giovani non sono molto interessati al clero, e io non gli prestavo grande attenzione, ma lui stava sempre a casa di suo fratello Wigelm... e ricordo che mia madre diceva che un vescovo dovrebbe alloggiare al monastero."
"E come mai veniva a Combe?"
" il posto giusto per soddisfare le proprie passioni. Perlomeno, lo era prima che i vichinghi la mettessero a ferro e fuoco, ma probabilmente si  ripresa in fretta. C una donna, Mags, che ha un bordello, e so di diverse case in cui gli uomini giocano dazzardo con forti somme, e ci sono pi taverne che chiese."
"La perdizione di Babilonia."
Edgar sorrise. "Ci sono anche un sacco di persone normali come me che svolgono la loro attivit. Per s, la citt ha molti visitatori, pi che altro marinai, e questo le d un certo carattere."
Ci fu un momento di pausa nella conversazione, ed entrambi udirono un rumore lieve fuori dalla stanza. Aldred balz in piedi e spalanc la porta.
"Hildred!" esclam. "Credevo fossi alla funzione. Stavi origliando?"
"Sono dovuto tornare per prendere una cosa."
"Cosa?"
Hildred ebbe un attimo di esitazione.
"Lascia perdere" disse Aldred, e gli chiuse la porta in faccia.
La cittadella dellaldermanno era ancor pi animata della citt. Lesercito sarebbe partito allalba, e tutti gli uomini si stavano preparando, affilando le punte delle frecce, lucidando gli elmi, riempiendo le bisacce con pesce affumicato e formaggio stagionato.
Edgar not che alcune delle donne erano vestite con cura, e si chiese quale fosse il motivo; ma poi gli venne in mente che forse temevano che quella potesse essere lultima notte che passavano con i loro mariti, e volevano che restasse memorabile.
Ragna sembrava cambiata. Lultima volta che Edgar laveva vista era stato per il suo matrimonio, e in quelloccasione lei risplendeva di gioia e speranza. Era sempre bella, per in modo diverso. Adesso la luce che irradiava era pi quella di una luna piena, luminosa ma fredda. Era posata e composta come al solito, e meravigliosamente vestita con quellintenso color marrone che tanto le si addiceva. Il suo entusiasmo fanciullesco si era trasformato in una grande fermezza.
Edgar la osserv attentamente - compito mai gravoso - e decise che non era incinta. Era sposata da poco pi di tre mesi, per cui era ancora presto.
Lei lo accolse nella sua casa e gli offr del pane con del formaggio morbido e una coppa di birra. Edgar avrebbe voluto chiederle di Wilf e Inge, ma non osava farle domande cos personali. "Sono appena stato a Outhenham" disse, invece.
"Cosa sei andato a fare l?"
"A comprare delle pietre per il nuovo capanno della birra che sto costruendo a Drengs Ferry."
"Io sono il nuovo signore della valle di Outhen."
"Lo so.  per questo che volevo vedervi. Credo che vi stiano imbrogliando."
"Continua, ti prego."
Edgar le raccont di Gab e dei suoi legnetti. "Non posso dimostrarlo, ma sono certo che vi stiano derubando" disse. "Fareste bene a controllare."
"Lo far di sicuro. Se Dudda il capo del villaggio mi sta imbrogliando in quel modo, probabilmente lo star facendo in altri dieci modi."
Edgar non ci aveva pensato. Ragna aveva un istinto innato per lamministrazione, proprio come lui aveva occhio per le strutture in legno e in pietra. Lammirazione che provava per lei aument ulteriormente.
"Come sono gli altri abitanti del villaggio?" chiese Ragna, pensierosa. "Non ci sono mai stata."
"C un anziano di nome Seric che sembra pi avveduto degli altri."
"Buono a sapersi, ti ringrazio. E tu come stai?" Il suo tono si fece leggero e in un certo qual modo nervoso. "Sei abbastanza maturo per prendere moglie. C una ragazza nella tua vita?"
Edgar rimase sconcertato. Dopo la loro conversazione il giorno delle nozze, dopo quello che lui le aveva raccontato di Sungifu, come poteva fargli una domanda cos superficiale sullamore? "Non ho nessuna intenzione di prendere moglie" rispose, brusco.
Lei percep il suo fastidio e disse: "Mi dispiace. Per un attimo ho dimenticato quanto tu sia serio, per un giovane della tua et".
"Credo sia una caratteristica che abbiamo in comune."
Ragna ci riflett su. Edgar temeva di essere stato insolente, ma lei si limit a rispondere: "S".
Era un momento intimo e Edgar trov il coraggio di dire: "Aldred mi ha raccontato di Inge".
Sul bellissimo viso di Ragna si dipinse unespressione ferita. " stato un colpo durissimo per me."
Edgar immaginava che lei non parlasse cos apertamente con chiunque, e si sent privilegiato. "Mi dispiace molto. Sono mortificato che siate stata ingannata dagli inglesi." Dentro di s, per, sapeva che non era triste come avrebbe dovuto. Per qualche motivo, lidea che Wilf si fosse dimostrato un marito manchevole non gli dispiaceva poi tanto. Allontan quel pensiero meschino dalla mente. " per questo che sono cos arrabbiato con Gab, il mastro cavatore. Ma voi sapete che noi inglesi non siamo tutti cos, vero?"
"Certo. Io per ne ho sposato solo uno."
Edgar azzard una domanda sfrontata. "Lo amate ancora?"
"S" rispose Ragna senza esitazione.
Edgar era sorpreso.
Il suo stupore doveva essere evidente, perch lei aggiunse: "Lo so. Mi ha ingannata e mi  stato infedele, ma io lo amo".
"Capisco" disse lui, anche se in realt non capiva.
"Non dovresti sorprenderti, proprio tu che ami una donna morta" osserv lei.
Erano parole dure, ma quello era un colloquio franco. "Suppongo abbiate ragione" concord lui.
Allimprovviso Ragna parve decidere che la conversazione si era spinta troppo oltre. "Ho molte cose da fare" disse, alzandosi in piedi.
"Sono felice di avervi visto. Grazie per il formaggio." Edgar fece per andarsene.
Lei lo ferm posandogli una mano sul braccio. "Grazie per avermi detto del mastro cavatore a Outhenham. Te ne sono riconoscente."
Edgar era raggiante.
Con sua grande sorpresa, lei gli diede un bacio sulla guancia. "Addio" gli disse. "Spero di rivederti presto."
La mattina dopo, Aldred e Edgar uscirono a vedere lesercito che partiva.
Aldred stava ancora rimuginando sul mistero di Drengs Ferry. Quel posto nascondeva qualcosa. In effetti si era chiesto come mai gli abitanti del villaggio fossero cos ostili verso gli estranei. Era perch custodivano un segreto... Tutti tranne Edgar e la sua famiglia, che non erano coinvolti.
Aldred era deciso ad andare a fondo della cosa.
Edgar aveva con s il sacco di calce che avrebbe dovuto portare per i due giorni successivi. " un bene che tu sia cos forte" osserv Aldred. "Io non riuscirei a portarlo neppure per due ore."
"Mi arranger" rispose Edgar. "Ne  valsa la pena, per avere lopportunit di parlare con Ragna."
"Sei affezionato a lei."
Gli occhi color nocciola di Edgar scintillarono in un modo che fece palpitare il cuore di Aldred. "Non nel modo che voi sembrate insinuare" rispose Edgar. "Il che  una fortuna, visto che le figlie dei conti non sposano i figli dei costruttori di barche."
Aldred conosceva bene lamore impossibile. Fu l l per dirlo, ma poi si morse la lingua. Non voleva che la tenerezza che provava per Edgar diventasse fonte di imbarazzo per entrambi. Avrebbe potuto mettere fine alla loro amicizia, e lamicizia era tutto ci che aveva.
Lanci unocchiata verso Edgar e, con sollievo, vide che la sua espressione era serena.
Si sent un frastuono provenire dalla cima della collina, rumori di zoccoli e acclamazioni. Il clamore crebbe quando comparve lesercito. Alla sua testa cera un grosso stallone grigio ferro dallo sguardo folle. Luomo che lo cavalcava, avvolto in un mantello rosso, era sicuramente Wilf, ma la sua identit era celata da un elmo scintillante sormontato da una piuma che gli copriva tutto il volto. Guardando meglio, Aldred vide che lelmo era fatto con diversi tipi di metallo ed era decorato da incisioni elaborate, difficili da distinguere in lontananza. Era un oggetto decorativo, immagin il monaco, pensato per stupire: probabilmente in battaglia Wilf ne avrebbe indossato uno meno prezioso.
Poi venivano suo fratello Wigelm e suo figlio Garulf, che cavalcavano uno accanto allaltro, e dietro a questi gli armigeri, con abiti meno sontuosi ma comunque di colori sgargianti. Li seguiva a piedi una folla di giovani, contadini e poveracci di citt, vestiti con le solite tuniche marroni, i pi armati con lance di legno fatte in casa, gli altri con un coltello da cucina o unaccetta, tutti che speravano di cambiare il proprio destino in battaglia e tornare a casa con una borsa piena di gioielli razziati o un paio di prigioniere da vendere come schiave.
Attraversarono la piazza, salutando con la mano i cittadini che applaudivano e li acclamavano, quindi scomparvero verso nord.
Edgar sarebbe andato a est. Si mise il sacco in spalla e si conged.
Aldred torn allabbazia. Era quasi lora della funzione per la Terza, ma fu convocato dallabate Osmund.
Come sempre, con lui cera Hildred.
E adesso cosa c? si chiese Aldred.
"Andr dritto al punto, fratello Aldred" esord Osmund. "Non voglio che tu ti metta contro il vescovo Wynstan."
Aldred comprese allistante, ma non lo diede a vedere. "Certo, il vescovo  nostro fratello in Cristo."
Osmund era troppo intelligente per lasciarsi incantare da unaffermazione cos banale. "Ti hanno sentito parlare con quel giovane di Drengs Ferry."
"S. Ho sorpreso fratello Hildred a origliare."
"E per fortuna!" esclam Hildred. "Stavi complottando contro il tuo abate!"
"Stavo solo facendo delle domande."
"Ascoltami" disse Osmund. "Abbiamo avuto una divergenza di opinioni con Wynstan in merito a Drengs Ferry, ma la questione  risolta.  chiusa."
"In realt no. La collegiata resta un abominio agli occhi del Signore."
"Pu anche essere, per io ho deciso di non litigare con il vescovo. Aldred, nonostante le parole veementi di Hildred non ti accuso di aver complottato contro di me, ma tu non devi indebolire la mia autorit."
Aldred prov un misto di vergogna e indignazione. Non aveva alcun desiderio di offendere il suo superiore, mite e al contempo pavido. Daltro canto era sbagliato per un uomo di Dio tollerare lempiet. Osmund avrebbe fatto di tutto per il quieto vivere, per un monaco aveva il dovere di fare qualcosa di pi che cercare il quieto vivere.
Ma non era quello il momento di impuntarsi. "Mi dispiace, mio signor abate" si scus. "Mi impegner di pi per ricordare il voto di obbedienza."
"Sapevo che avresti capito" disse Osmund.
Hildred aveva unespressione dubbiosa. Non credeva che Aldred fosse sincero.
E aveva ragione.
Edgar arriv a Drengs Ferry il pomeriggio del giorno seguente. Era stanco morto. Era stato un errore portare quel sacco di calce per un tragitto cos lungo. Lui era forte, ma non sovrumano, e ora aveva la schiena a pezzi.
La prima cosa che vide fu una pila di pietre sullargine del fiume. I suoi fratelli avevano scaricato la zattera ma non avevano portato le pietre al cantiere. In quel momento sent che avrebbe potuto ucciderli.
Era troppo stanco anche solo per arrivare fino alla taverna. Lasci cadere il sacco vicino alle pietre e si sdrai per terra.
Dreng usc e lo vide. "Allora sei tornato" disse.
"Sono qui."
"Le pietre sono arrivate."
"Lo vedo."
"Coshai portato?"
"Un sacco di calce. Ti ho fatto risparmiare il costo del trasporto, ma non lo far mai pi."
"C altro?"
"No."
Dreng sorrise con una strana espressione tra il maligno e il soddisfatto.
"A parte una cosa" aggiunse Edgar, prendendo la sacchetta. "Mi hai dato troppo denaro."
Dreng parve sorpreso.
"Le pietre costavano un penny luna. Abbiamo pagato un penny alla taverna di Outhenham per la cena e i letti. La calce  costata quattro penny. Sono avanzati nove penny."
Dreng prese la sacchetta e cont le monete. "Ah,  cos? Bene, bene."
Edgar era sconcertato. Un pidocchioso come Dreng avrebbe dovuto inorridire scoprendo di aver consegnato pi denaro del necessario. Lui, invece, era solo vagamente sorpreso.
"Bene, bene" ripet Dreng, e torn dentro.
Edgar rimase a pensare sdraiato a pancia in su, aspettando che il dolore alla schiena passasse. Era come se Dreng sapesse di avergli dato pi soldi del dovuto e fosse sorpreso di riaverli indietro.
Ma certo, pens Edgar. Doveva essere cos.
Dreng lo aveva messo alla prova, tentandolo per vedere cosa avrebbe fatto.
I suoi fratelli avrebbero abboccato allamo. Si sarebbero tenuti il denaro e sarebbero stati scoperti. Lui, invece, laveva restituito.
Su una cosa, per, Erman e Eadbald avevano visto giusto. Gli avevano detto di non aspettarsi neppure un grazie da Dreng. E infatti neppure un grazie fu quanto ricevette.


Capitolo 18.

Marzo 998.
Per Ragna avrebbe dovuto essere semplice recarsi nella valle di Outhen.
Ne aveva parlato con Wilf il giorno prima che partisse per il Galles e lui si era subito detto daccordo. Dopo che lesercito era partito, per, Wynstan si era presentato nella sua casa.
"Non  un buon momento per andare a visitare Outhen" le disse, usando la voce soave e il sorriso falso a cui ricorreva quando fingeva di essere ragionevole. " il periodo dellaratura primaverile. Non vorrete distogliere i contadini dal loro lavoro."
Ragna si insospett. Wynstan non aveva mai mostrato interesse per le questioni legate allagricoltura. "Ovviamente non voglio fare nulla che interferisca con il loro lavoro" rispose per prendere tempo.
"Bene. Rimandate il vostro viaggio. Nel frattempo, riscuoter io le vostre rendite e vi consegner il ricavato, come a Natale."
Era vero che Wynstan le aveva consegnato una grossa somma di denaro qualche giorno dopo Natale, ma non le aveva fornito alcun resoconto, per cui lei non aveva modo di sapere se avesse ricevuto tutto quello che le spettava. Allepoca era ancora troppo sconvolta per la questione di Inge per curarsene, ma non intendeva permettere che quella mancanza di chiarezza diventasse unabitudine. Mentre lui si voltava per andarsene, gli pos una mano sul braccio. "Quando mi suggerite di andare?"
"Fatemici pensare."
Ragna sospettava di essere molto pi addentro alle faccende dellagricoltura di quanto lo fosse lui. "Vedete, c sempre qualcosa di urgente da fare, nei campi" gli disse.
"S, ma..."
"Dopo laratura viene la semina."
"S..."
"E poi la sarchiatura, la mietitura, la trebbiatura, e quindi la macina."
"Lo so."
"E poi viene il periodo dellaratura invernale."
Wynstan si irrit. "Vi far sapere io quando  il momento adatto."
Ragna scosse la testa con fermezza. "Io ho unidea migliore. Far visita a Outhen per lAnnunciazione.  un giorno di festa, quindi non lavoreranno comunque."
Lui parve esitare, ma non riusc a trovare una risposta. "Molto bene" ribatt secco e, mentre si allontanava, Ragna cap che la faccenda non era finita l.
Ma non si lasci intimidire. Il giorno dellAnnunciazione avrebbe riscosso le rendite a Outhenham. E l avrebbe teso una trappola a Gab, il cavatore.
Voleva portare Edgar con s per quel confronto. Invi un messaggero a Drengs Ferry per convocarlo con la scusa di ulteriori lavori di falegnameria da fare.
Un altro motivo per allontanarsi da l era che, con i mariti altrove, nella cittadella regnava unatmosfera fastidiosa. Gli unici maschi rimasti erano o troppo giovani per combattere o troppo vecchi. Ragna scopr che, quando i loro uomini non potevano vederle, le donne si comportavano male. Bisticciavano, urlavano, sparlavano una dellaltra in un modo che i mariti avrebbero trovato ridicolo. Senza dubbio anche gli uomini si comportavano male quando non cerano le mogli a deriderli. Avrebbe dovuto chiedere a Wilf.
Decise che sarebbe rimasta nella valle di Outhen per una settimana dopo il giorno dellAnnunciazione. Era intenzionata a fare un giro delle sue propriet e a scoprire nel dettaglio cosa era suo. Si sarebbe presentata ai suoi fittavoli e avrebbe fatto la loro conoscenza. Avrebbe tenuto udienza in ogni villaggio, facendosi apprezzare per lequit dei suoi giudizi.
Quando ne parl con Wignoth, il capo degli stallieri, lui scosse la testa risucchiando laria tra i denti anneriti. "Non abbiamo abbastanza cavalli" le fece notare. "Sono stati requisiti tutti per la rappresaglia contro i gallesi."
Ragna non poteva presentarsi a piedi. La gente giudicava dalle apparenze, e un nobile senza cavallo sarebbe stato considerato poco autorevole. "Ma Astrid  ancora qui" obiett.
"Porterete parecchie persone con voi, ovviamente" disse Wignoth.
"S."
"A parte Astrid, sono rimasti una vecchia giumenta, un pony con un occhio solo e un cavallo da soma che non  mai stato sellato."
Cerano altri cavalli in citt: sia il vescovo sia labate ne avevano un certo numero, e pure lo sceriffo aveva una grossa stalla. Ma ne avevano bisogno per le loro attivit. "Quelli che abbiamo qui dovranno bastare" disse Ragna con fermezza. "Non  lideale, ma me li far andar bene."
Mentre si allontanava dalla stalla vide due giovani della citt che bighellonavano nei pressi della cucina e parlavano con Gilda e le altre domestiche. Ragna si ferm, infastidita. Non cera niente di male in un innocuo corteggiamento - anche lei faceva la civetta quando serviva -, ma con i mariti lontani, in battaglia, quegli amoreggiamenti erano pericolosi. Di solito le relazioni illecite non restavano segrete a lungo e i soldati che tornavano dopo aver combattuto non ci pensavano due volte a ricorrere alla violenza.
Ragna cambi direzione e si avvicin ai due uomini.
Una cuoca che si chiamava Eadhild stava pulendo del pesce con un coltello affilato. Nessuna delle donne vide Ragna avvicinarsi. Eadhild stava dicendo ai due giovani di andarsene, ma con un tono scherzoso che lasciava intendere che non lo pensava seriamente. "Non li vogliamo qui, quelli come voi" esclam, poi per rise.
Ragna si accorse che Gilda la guardava con aria di disapprovazione.
"Le donne dicono sempre cos... ma dopo cambiano idea!" ribatt uno dei due.
"Oh, levati di torno" disse Eadhild.
"Chi siete?" chiese brusca Ragna.
I due si scambiarono unocchiata perplessa e ammutolirono.
"Ditemi i vostri nomi o vi faccio frustare" ordin Ragna.
Gilda li indic con uno spiedo. "Lui  Wiga, e quellaltro  Tata. Lavorano alla Abbey Alehouse."
"E cosa pensate che succeder, Wiga e Tata, quando i mariti di queste donne torneranno a casa, con le spade insanguinate come il coltello di Eadhild, e scopriranno quello che avete detto alle loro mogli?" chiese Ragna.
Wiga e Tata sembravano imbarazzati e non risposero.
"Vi ammazzeranno" prosegu Ragna. "Ecco cosa succeder. E adesso tornatevene alla vostra taverna, e non fatevi pi vedere in questa cittadella finch laldermanno Wilf non torner a casa."
I due si diedero precipitosamente alla fuga.
"Grazie, mia signora" disse Gilda. "Sono proprio contenta di vederli andare via."
Ragna torn nella sua casa e si mise a pensare alla valle di Outhen. Decise di partire alla vigilia dellAnnunciazione. A cavallo era un viaggio di mezza giornata. Avrebbe passato il pomeriggio a parlare con gli abitanti del villaggio e poi, la mattina dopo, avrebbe tenuto udienza.
Il giorno prima di quello stabilito per la partenza, Wignoth si present nella casa di Ragna, portandosi dietro un forte odore di stallatico. "La strada per Outhenham  stata spazzata via da uninondazione" annunci con aria contrita, ma si capiva che fingeva.
Ragna lo fiss con durezza. Era un uomo grande e grosso eppure facile allimbarazzo. " del tutto impraticabile?" gli chiese.
"S" rispose Wignoth. Non sapeva mentire e aveva lo sguardo sfuggente.
"Chi te lha detto?"
"Ehm, lady Gytha."
Ragna non si sorprese. "Io andr a Outhenham. Se la strada  inondata trover un modo per aggirarla."
Wynstan sembrava deciso a impedirle di partire, riflett. Era ricorso allaiuto di Gytha e Wignoth per farla recedere dalla sua decisione. E questo non fece che accrescere la sua determinazione.
Quel giorno Ragna aspettava larrivo di Edgar da Drengs Ferry, ma lui non si fece vedere. Rimase delusa: sapeva di aver bisogno di Edgar per rendere attendibili le sue accuse. Poteva accusare Gab senza la sua testimonianza? Non ne era sicura.
Il giorno seguente Ragna si alz di buonora.
Indoss indumenti di tessuti pregiati dai colori scuri, nero e marrone, per darsi un contegno pi severo. Era tesa. Si disse che stava semplicemente andando a conoscere la sua gente, cosa che aveva fatto decine di altre volte, ma mai in Inghilterra. Niente sarebbe stato esattamente come se lo aspettava: l era cos, lo aveva imparato a sue spese. Ed era importante fare una buona impressione fin dal primo incontro. I contadini avevano la memoria lunga, accidenti a loro. Ci volevano anni per rimediare a un passo falso.
Fu felice quando Edgar arriv. Lui si scus per non essersi presentato il giorno prima, ma le spieg che aveva fatto tardi ed era andato direttamente allabbazia per passare l la notte. Ragna si sent sollevata di non dover affrontare Gab da sola.
Andarono alla stalla. Bern e Cat stavano caricando il cavallo da soma e sellando la vecchia giumenta e il pony con un occhio solo. Ragna fece uscire Astrid dalla sua posta e si accorse subito che cera qualcosa che non andava.
A ogni passo, la cavalla muoveva la testa su e gi in modo strano. Le bast osservarla per un momento per capire che sollevava la testa e il collo quando la zampa anteriore sinistra toccava il terreno. Ragna sapeva che i cavalli facevano cos per ridurre il carico su una parte dolorante.
Si inginocchi accanto alla cavalla e le tast la parte inferiore della zampa con entrambe le mani. La palp dapprima delicatamente, poi facendo una maggiore pressione. Quando schiacciava forte, Astrid si ritraeva e cercava di liberare la zampa dalla stretta di Ragna.
Non poteva montarla in quelle condizioni.
Ragna era furibonda. Si alz e lanci a Wignoth unocchiata severa. "La mia cavalla  ferita" disse, sforzandosi di controllare la rabbia.
Wignoth aveva laria spaventata. "Una delle altre bestie deve averle mollato un calcio."
Ragna guard gli altri cavalli. Erano uno spettacolo penoso. "Quale di queste bestie selvagge potrebbe essere stata?" chiese, sarcastica.
"Tutti i cavalli scalciano." La voce delluomo aveva assunto un tono supplice.
Ragna si guard attorno e le cadde lo sguardo su una cassetta piena di attrezzi. Gli zoccoli dei cavalli erano protetti da ferri fissati con dei chiodi. Tra gli attrezzi cera un mazzuolo di legno, corto e pesante. Listinto le diceva che Wignoth aveva colpito la zampa di Astrid con quello, ma non poteva dimostrarlo.
"Povera la mia cavalla" sussurr ad Astrid. Poi si volt verso Wignoth. "Se non riesci a garantire la sicurezza degli animali, non puoi restare a capo delle stalle" gli disse con tono gelido.
Quello assunse unaria risentita, come se avesse subito un torto.
Ragna aveva bisogno di tempo per riflettere. "Tu resta qua" ordin a Bern. "Non scaricare i cavalli." Si allontan dalla stalla e si diresse verso casa.
Edgar la segu.
Mentre passavano accanto allo stagno, lei gli disse: "Quel porco di Wignoth ha deliberatamente azzoppato la mia cavalla. Deve averla colpita con il mazzuolo che usa per ferrare i cavalli. Losso non  fratturato, ma  stato un colpo violento".
"Perch mai Wignoth dovrebbe fare una cosa del genere?"
" un codardo. Qualcuno gli ha ordinato di farlo e lui non ha avuto il coraggio di rifiutarsi."
"Chi potrebbe averglielo ordinato?"
"Wynstan non vuole che io vada a Outhen. Mi sta mettendo i bastoni tra le ruote. Ha sempre riscosso le rendite per Wilf e vuole continuare a farlo per me."
"E tenere qualcosa per s, suppongo."
"S. Sospetto che sia gi in viaggio."
Entrarono in casa di Ragna, ma lei non si sedette. "Non so cosa fare" disse. "Non sopporto lidea di arrendermi."
"Chi potrebbe aiutarvi?"
Ragna ripens alla conversazione con Aldred in cui lui le aveva consigliato di farsi degli alleati. "Se potesse, Aldred mi aiuterebbe. E anche lo sceriffo Den."
"Labbazia possiede dei cavalli, e pure Den."
Ragna ci riflett su. "Se vado a Outhen adesso, ci sar una prova di forza. Wynstan  molto determinato: temo che si rifiuter di lasciarmi riscuotere le rendite e io dovr trovare un modo per far rispettare la legge."
"In quel caso dovrete appellarvi al tribunale del distretto."
Ragna scosse la testa. In Normandia talvolta i legami di sangue contavano pi della legge, e non le pareva che il sistema legale in Inghilterra fosse molto meglio. "Il tribunale del distretto  presieduto da Wilf."
"Vostro marito."
Ragna pens a Inge e si strinse nelle spalle. Wilf avrebbe preso le sue difese o quelle del fratello? Non ne era certa. Il pensiero la rattrist per un momento, ma si scroll di dosso quella sensazione. "Detesto lagnarmi" disse.
"Allora dovete fare in modo di ricevere voi le rendite e non Wynstan, e lasciare che sia lui a lamentarsi" ribatt Edgar con un ragionamento logico.
Era un consiglio perfetto. "Avr bisogno del sostegno dellautorit."
"Potrebbe venire Aldred con noi. Un monaco ha autorit morale."
"Non so se labate glielo permetter. Osmund  un uomo timoroso. Non vuole scontri."
"Lasciate che parli io con Aldred. Gli piaccio."
"Vale la pena di tentare. Ma lautorit morale potrebbe non bastare. Mi servono degli armigeri. E ho solo Bern."
"E lo sceriffo Den? Lui ha i suoi uomini. Se vi appoggiasse non farebbe altro che far rispettare la legge del re... che  il suo dovere."
Era una possibilit, pens Ragna. Come aveva scoperto, ahim troppo tardi, Wilf e Wynstan avevano sfidato il re con il trattato di Cherbourg e con il suo matrimonio. Magari lo sceriffo era ancora risentito per questo. "Probabilmente Den non aspetta altro che unoccasione per limitare lo strapotere del vescovo Wynstan."
"Ne sono certo."
Ragna cominciava a intravedere una soluzione. "Tu va a parlare con Aldred. Io vado da Den."
"Sar meglio che usciamo separatamente, in modo che non sembri che stavamo tramando qualcosa."
"Ottima osservazione. Uscir io per prima."
Ragna usc a passo deciso dalla casa e attravers la cittadella. Non rivolse la parola a nessuno. Voleva che gli altri si interrogassero sulle conseguenze della sua collera.
Scese la collina e si avvi verso i margini della citt dove viveva Den.
Era profondamente amareggiata dal fatto che Wynstan fosse riuscito a mettere Wignoth contro di lei. Si era data un gran daffare per guadagnarsi la lealt dei servitori della cittadella, e pensava di esserci riuscita. Gilda era stata la prima a parteggiare per lei, e tutte le altre domestiche lavevano seguita. Gli armigeri adoravano Garulf - quando parlavano di lui sorridevano e dicevano che era un ragazzo fantastico -, e non cera niente che lei potesse fare al riguardo. Ma aveva fatto di tutto per ingraziarsi gli stallieri, e invece evidentemente non ne era stata capace. La gente trovava pi simpatica lei di Wynstan, ma temeva di pi lui.
Adesso aveva bisogno di tutto il sostegno possibile. Den sarebbe venuto in suo aiuto? Cerano buone possibilit. Lui non aveva motivo di aver timore di Wynstan. E Aldred? Le avrebbe dato una mano, se avesse potuto. Ma se loro le avessero voltato le spalle, si sarebbe ritrovata sola.
La residenza fortificata dello sceriffo era imponente almeno quanto la cittadella dellaldermanno, e Ragna era certa che fosse frutto di un calcolo ben preciso. Era circondata da palizzate e ospitava baracche, stalle, una sala grande e diverse costruzioni pi piccole.
Den si era rifiutato di unirsi allesercito di Wilf, affermando che la sua responsabilit era mantenere lordine nel distretto di Shiring, e che cera ancor pi bisogno di lui quando laldermanno era assente, come in effetti dimostrava il comportamento di Wynstan.
Ragna trov Den nella sala grande. Lo sceriffo si mostr felice di vederla, come facevano di solito tutti gli uomini. Con lui cerano la moglie e la figlia, e pure il nipotino di cui andava cos fiero. Ragna dedic qualche minuto a vezzeggiare il bambino, che le sorrise e rispose con un balbettio alle sue moine. Poi pass alle cose serie.
"Wynstan sta cercando di derubarmi delle rendite della valle di Outhen."
La risposta di Den la riemp di esultanza.
"Davvero?" fece lui con un sorriso compiaciuto. "Allora dobbiamo prendere provvedimenti."
Ragna e i suoi alleati fecero attenzione a non rivelare i loro piani, per cui la loro partenza allalba fu inaspettata e nessuno ebbe la possibilit di correre ad avvisare Wynstan. Lo attendeva una brutta sorpresa.
LAnnunciazione cadeva il 25 marzo, lanniversario dellannuncio del concepimento miracoloso fatto dallarcangelo Gabriele a Maria. Laria era fredda ma splendeva il sole. Ragna sentiva che era il momento perfetto per comunicare alla gente della valle che era lei il loro nuovo signore.
Lasci Shiring in sella a una giumenta grigia che apparteneva a Den. Lo sceriffo la accompagnava a cavallo, seguito da una dozzina di armigeri agli ordini di Wigbert, il loro capitano. Ragna era entusiasta di avere lappoggio dello sceriffo. Era la conferma che lei non era una donna debole e succube della famiglia del marito. Il conflitto non era ancora risolto, ma aveva dimostrato di non essere un avversario facile.
Bern, Cat e Edgar camminavano accanto ai cavalli. Fuori citt si incontrarono con Aldred, che si era allontanato di nascosto dallabbazia senza avvertire Osmund.
Ragna esult dentro di s: aveva superato ogni problema, ogni ostacolo che era stato posto sul suo cammino. E non aveva ceduto allo sconforto.
Ripens allintervento cos inopportuno di Wigelm il giorno delle nozze. Si era opposto al fatto che le venisse donata la valle di Outhen ed era stato subito messo a tacere da Wilf. Allora lei si era chiesta perch mai Wigelm si fosse preso la briga di esprimere una protesta cos immotivata, ma ora pensava di averlo capito. Wigelm intendeva creare un precedente. Lui e Wynstan avevano un piano a lungo termine per portarle via la valle di Outhen, e volevano poter affermare di non aver mai riconosciuto la legittimit di quel dono.
Doveva essere stata unidea di Wynstan, Wigelm non era abbastanza scaltro. Ragna prov un moto di repulsione nei confronti del vescovo. Quelluomo abusava della veste sacerdotale per soddisfare la propria cupidigia. Era nauseante.
Fino a quel momento li aveva tenuti a bada, ma sapeva che non era ancora il momento di cantare vittoria. Aveva vanificato gli sforzi di Wynstan per costringerla a restare a casa, ma era solo linizio.
Cominci a pensare a ci che avrebbe dovuto ottenere con quella visita. Accattivarsi la benevolenza della gente non era pi lobiettivo principale. Prima doveva assicurarsi che capissero che era lei il loro signore, e non Wynstan. Forse non le si sarebbe mai pi presentata unoccasione altrettanto favorevole. Lo sceriffo non lavrebbe accompagnata ogni volta.
Chiese a Edgar informazioni sugli abitanti di Outhenham e memorizz i nomi delle persone pi importanti. Poi gli disse di tenersi in fondo al gruppo, quando fossero entrati nel villaggio, e di non farsi notare finch lei non lo avesse chiamato.
Quando arrivarono, Ragna not con piacere che il villaggio era prospero. Quasi tutte le case avevano un porcile, un pollaio, una stalla, se non addirittura tutti e tre. Dove cera prosperit cera commercio, e Ragna immagin che, trovandosi allimbocco della valle, Outhenham fosse la sede naturale del mercato del distretto.
Sarebbe stata sua responsabilit mantenere e accrescere quella prosperit, per il bene suo e della sua gente. Suo padre diceva sempre che i nobili avevano dei doveri, oltre che dei privilegi.
Le zone pi esterne del villaggio erano quasi deserte e poco dopo Ragna vide che la maggior parte degli abitanti si era radunata nello spiazzo erboso al centro dellabitato, tra la chiesa e la taverna.
In mezzo allo spiazzo cera Wynstan, seduto su un ampio sgabello a quattro gambe sormontato da un cuscino, il tipo di sedile che veniva usato nelle occasioni importanti. Al suo fianco, in piedi uno per lato, cerano due uomini. Quello con la testa rasata doveva essere il prete che, ricordava Ragna dalla conversazione avuta con Edgar, si chiamava Draca. Laltro, un omone dalla faccia paonazza, doveva essere Dudda, il capo del villaggio.
Erano circondati da merci di ogni tipo. Nelle campagne circolava qualche moneta, ma molti contadini pagavano laffitto in natura. Cerano due grossi carri su cui venivano caricati barili e sacchi, polli in gabbia, carne e pesce salati o affumicati. Maialini e agnelli erano rinchiusi in recinti temporanei ricavati contro il muro della chiesa.
Su un tavolo poggiato su cavalletti erano posati dei bastoncini con sopra incise delle tacche e diversi mucchietti di monete dargento. Al tavolo sedeva Ithamar, lassistente di Wynstan, che stringeva in mano un lungo foglio di pergamena, vecchio, macchiato e logoro sui bordi, scritto in righe fitte e ordinate, forse in latino. Doveva essere lelenco dei pagamenti dovuti da ciascuno. Ragna decise che si sarebbe impossessata di quella pergamena.
Era una scena abituale, non dissimile da quelle a cui le era capitato di assistere in Normandia, e le bast uno sguardo per coglierla nella sua interezza. Dopodich si concentr su Wynstan.
Lui si alz dallo sgabello e rimase a fissare a bocca aperta il gruppo che si avvicinava, impressionato dalla sua autorevolezza. Lespressione sul volto del vescovo tradiva tutto il suo sgomento. Senza dubbio aveva pensato che facendo azzoppare Astrid avrebbe impedito a Ragna di lasciare Shiring. Ora, per, cominciava a rendersi conto di quanto lavesse sottovalutata. "Come diavolo...?" disse, ma poi ci ripens e lasci la domanda in sospeso.
Ragna avanz verso di lui, e la folla si apr per farla passare. Teneva le redini con la mano sinistra e nella destra stringeva un frustino.
Wynstan, uomo dai riflessi pronti, cambi subito atteggiamento. "Lady Ragna, benvenuta nella valle di Outhen" disse. "Siamo sorpresi, ma onorati di vedervi qui." Parve sul punto di afferrare le briglie della cavalla, per Ragna non glielo permise: sollev appena il frustino, quasi volesse calarlo sulla sua mano. Lei appariva cos determinata che Wynstan lasci il gesto a met.
Ragna gli pass accanto.
Le era capitato spesso di parlare a gruppi di persone allaperto, e sapeva come far sentire la propria voce. "Popolo della valle di Outhen" disse. "Io sono lady Ragna, e sono il vostro signore."
Ci fu un momento di silenzio. Ragna aspett. Un uomo in mezzo alla folla si pieg su un ginocchio, presto imitato da tutti gli altri.
Ragna si rivolse al gruppo che la accompagnava. "Prendete possesso di quei carri" ordin.
Lo sceriffo fece un cenno ai suoi armigeri.
Wigbert, il capitano, era un uomo piccoletto e asciutto, malevolo e teso come la corda di un arco. Il suo vice, Godwine, invece era alto e massiccio. La gente era intimidita dalla mole di Godwine, ma dei due era il meno pericoloso. Era Wigbert quello di cui avere paura.
"Quei carri sono miei" disse Wynstan.
"E li riavrete, ma non oggi" rispose Ragna.
Gli uomini che accompagnavano Wynstan erano servitori, non armigeri e, appena Wigbert e Godwine mossero qualche passo verso di loro, si allontanarono dai carri.
"Un momento!" grid Wynstan. "Non vi farete mettere sotto da una donna!"
Dagli abitanti del villaggio non si lev una parola. Erano ancora in ginocchio, ma stare in ginocchio non costava niente. La vera questione non era davanti a chi si inginocchiavano, ma a chi pagavano laffitto.
Ragna aveva una risposta pronta per Wynstan. "Non conoscete la storia della grande principessa Ethelfled, figlia di re Alfredo e signore di tutta la Mercia?" Aldred le aveva detto che tutti dovevano aver sentito parlare di quella donna eccezionale, che era morta soltanto otto anni prima. " stata una dei migliori governanti che lInghilterra abbia mai avuto!"
"Era inglese" ribatt Wynstan. "Voi non lo siete."
"Ma, vescovo Wynstan, siete stato proprio voi a negoziare il mio contratto di matrimonio. Avete stabilito voi che mi venisse donata la valle di Outhen. Quando eravate a Cherbourg, a prendere accordi con il conte Hubert, non vi siete accorto che eravate in Normandia, e che stavate trattando con un nobile normanno per chiedergli la mano della figlia normanna?"
La folla scoppi a ridere e Wynstan avvamp per la collera. "La gente  abituata a pagare il dovuto a me" ribatt. "Padre Draca ve lo confermer." Wynstan guard il prete con aria minacciosa.
Luomo era terrorizzato. "Quello che dice il vescovo  vero" riusc a farfugliare.
"Padre Draca, chi  il signore della valle di Outhenham?" chiese Ragna.
"Mia signora, io sono solo un povero prete di campagna..."
"Ma sai chi  il signore del vostro villaggio."
"S."
"Allora rispondi alla mia domanda."
"Mia signora, ci hanno detto che ora siete voi il signore di Outhen."
"E quindi la gente a chi deve pagare laffitto?"
"A voi" bofonchi Draca.
"A voce pi alta, per favore, cos che tutti ti possano sentire."
Draca cap di non avere scelta. "Devono pagare laffitto a voi, mia signora."
"Grazie." Ragna fece correre lo sguardo sulla folla, aspett un momento e poi disse: "Tutti in piedi".
Gli abitanti del villaggio si alzarono.
Ragna era soddisfatta. Aveva preso il controllo della situazione. Ma non era ancora finita.
Scese da cavallo e and verso il tavolo. Tutti osservavano in silenzio, chiedendosi cosa avrebbe fatto adesso. "Tu sei Ithamar, giusto?" disse lei, rivolgendosi allassistente di Wynstan. Luomo le rivolse uno sguardo nervoso. Ragna gli strapp la pergamena di mano. Colto di sorpresa, lui non pot opporsi. Il documento specificava, in latino, quanto doveva pagare ogni uomo del villaggio, con molte modifiche scarabocchiate sopra. Era vecchio e i fittavoli attuali dovevano essere i figli o i nipoti di quelli che figuravano in origine.
Decise di fare colpo sugli abitanti con la sua erudizione. "Fin dove sei arrivato questa mattina?" chiese a Ithamar.
"A Wilmund il fornaio."
Ragna fece scorrere il dito lungo lelenco. "Wilmundus Pistor" lesse, a voce alta. "Qui c scritto che deve trentasei penny ogni trimestre." Dalla folla si lev un mormorio di stupore: non solo sapeva leggere, ma conosceva pure il latino. "Fatti avanti, Wilmund."
Il fornaio era un uomo grassottello con striature bianche di farina nella barba scura. Si fece avanti insieme alla moglie e al figlio adolescente. Tutti e tre stringevano in mano una piccola borsa. Wilmund cont lentamente venti penny in monete intere, poi la moglie ne cont altri dieci in mezze monete.
"Come ti chiami?" chiese Ragna alla moglie del fornaio.
"Regenhild, mia signora" rispose la donna, nervosa.
"E questo  tuo figlio?"
"S, mia signora, lui  Penda."
" un bel ragazzo."
Regenhild si rilass appena. "Grazie, mia signora."
"Quanti anni hai, Penda?"
"Quindici, mia signora."
"Sei alto, per la tua et."
Penda arross. "S."
Il ragazzo cont sei penny in quarti di moneta, e a quel punto laffitto della famiglia fu pagato. Tornarono tra la folla, sorridenti per lattenzione ricevuta da una nobildonna. Ragna non aveva fatto altro che mostrare interesse per loro in quanto persone, non solo fittavoli, ma se lo sarebbero ricordato per anni.
Ragna si volt verso Dudda, il capo del villaggio. Fingendo di non saperlo, domand: "Che cosa sono quei legnetti con le tacche?".
"Sono di Gab, il mastro cavatore" rispose Dudda. "Tiene un legnetto diverso per ogni uomo che compra pietre da lui. Una pietra su cinque appartiene al signore."
"Che sono io."
"Cos ci hanno detto" rispose Dudda ingrugnito.
"Chi di voi  Gab?"
Si fece avanti un uomo magro con le mani coperte di cicatrici.
Cerano sette legnetti, e solo uno recava cinque tacche. Lei lo prese con noncuranza. "Dunque, Gab, a chi si riferisce questo legnetto?"
"Quello  di Dreng, il barcaiolo." Gab aveva la voce roca, senza dubbio per colpa della polvere di pietra che respirava.
"Quindi Dreng ha comprato cinque pietre da te" disse Ragna, come se stesse cercando di capire come funzionava il sistema.
"S, mia signora." Si vedeva che Gab era sulle spine. Si stava chiedendo dove sarebbe andata a parare. "E io devo a voi il prezzo di una pietra" aggiunse.
Ragna si volt verso Dudda. " corretto?"
Il capo del villaggio sembrava preoccupato, quasi temesse un trabocchetto ma non sapesse immaginare in cosa potesse consistere. "S, mia signora."
"Il costruttore di Dreng  qui con me, oggi" annunci Ragna.
Sent qualche esclamazione di sorpresa, subito soffocata, e immagin che qualcuno tra gli abitanti del villaggio fosse al corrente della frode messa in atto da Gab. Lui sbianc e pure il faccione rubizzo di Dudda impallid.
"Vieni avanti, Edgar" ordin Ragna.
Edgar si stacc dal gruppo degli armigeri e dei servitori, e and a mettersi accanto a Ragna. Dudda gli lanci uno sguardo carico dodio.
"Quante pietre hai comprato alla mia cava, Edgar?" chiese Ragna.
"Erano cinque, vero, giovane?" disse Gab, pronto.
"No. Cinque pietre non bastano a coprire il tetto di un capanno. Ne ho prese dieci" rispose Edgar.
A quel punto Gab era in preda al panico. "Si  trattato di un errore innocente, mia signora, lo giuro."
"Non esistono errori innocenti" ribatt Ragna in tono volutamente gelido.
"Ma, mia signora..."
"Silenzio!" Ragna si sarebbe sbarazzata volentieri di Gab, ma le serviva un cavatore e non aveva nessuno con cui rimpiazzarlo. Decise di fare di necessit virt. "Non ti punir" dichiar. "Ti dir quello che ha detto nostro Signore alladultera: va e non peccare pi."
La folla rimase sorpresa da quelle parole, tuttavia parve approvare. Ragna sperava di essersi dimostrata una padrona accorta ma clemente.
Si volt verso Dudda. "Tu, invece, non sei perdonato. Era tuo dovere accertarti che il tuo signore non venisse truffato, e non lhai fatto. Non sarai pi a capo del villaggio."
Ancora una volta Ragna ascolt la folla. Sembravano stupiti, per non ud parole di protesta e ne dedusse che non erano dispiaciuti per la destituzione di Dudda.
"Seric faccia un passo avanti."
Dalla folla usc un uomo sulla cinquantina con unespressione sveglia, che le fece un inchino.
Ragna guard gli abitanti del villaggio e disse: "Mi risulta che Seric sia un uomo onesto".
Non era una domanda - non voleva dare limpressione che la scelta spettasse a loro -, ma prest attenzione alla reazione. Parecchi annuirono, altri si lasciarono sfuggire un cenno di assenso. A quanto pareva, Edgar aveva visto giusto sul conto di Seric.
"Seric, tu sarai il nuovo capo del villaggio."
"Vi ringrazio, mia signora. Sar onesto e sincero."
"Bene." Ragna guard lassistente di Wynstan. "Ithamar, non c pi bisogno di te. Padre Draca, puoi prendere il suo posto."
Draca sembrava nervoso, ma sedette al tavolo e Seric and a mettersi in piedi accanto a lui.
Wynstan si allontan impettito, e i suoi uomini si precipitarono dietro di lui.
Ragna si guard attorno. La gente la osservava in silenzio, aspettando di vedere cosa avrebbe fatto. Aveva tutta la loro attenzione, ed erano pronti a eseguire i suoi ordini. Aveva preso il comando. Era soddisfatta.
"Bene" disse. "Proseguiamo."


Capitolo 19.

Giugno 998.
Aldred lasci Shiring in sella al suo pony Dismas, diretto a Combe. Era pi sicuro viaggiare in compagnia e si un a Offa, il sovrintendente, che stava andando a Mudeford. Aldred portava una lettera dellabate Osmund al priore Ulfric. La lettera affrontava questioni di ordinaria amministrazione riguardo a una certa terra che, stranamente, era propriet comune di due monasteri. Nella bisaccia, avvolto con cura in un pezzo di lino, cera un prezioso volume dei Dialoghi di papa Gregorio Magno, copiato e miniato nello scriptorium di Aldred, un dono per il priorato di Combe. Il monaco sperava di ricevere in regalo un altro libro che sarebbe andato ad accrescere la biblioteca di Shiring. Talvolta i libri erano oggetto di compravendita, ma era pi frequente che venissero scambiati come doni. Il vero motivo per cui Aldred stava andando a Combe, per, non era n la lettera n il libro. Lui stava indagando sul vescovo Wynstan.
Voleva trovarsi a Combe immediatamente dopo il giorno di mezza estate, quando Wynstan e Degbert si sarebbero recati in citt, sempre che seguissero le loro abitudini. Era deciso a scoprire cosa facessero l i due empi cugini e se questo avesse qualche collegamento con il mistero di Drengs Ferry. Aveva ricevuto lordine perentorio di lasciar perdere, ma era determinato a disobbedire.
La collegiata di Drengs Ferry era per lui fonte di profonda inquietudine. Lo faceva sentire sporco. Era difficile andare fiero dessere un uomo di Dio quando altri che indossavano la veste tenevano un comportamento dissoluto. Gli pareva che Degbert e la sua conventicola gettassero unombra su tutto ci che lui faceva, ed era pronto a infrangere il voto di obbedienza se questo significava mettere fine alla collegiata.
Una volta in viaggio, per, fu assalito dai dubbi. Come avrebbe fatto a scoprire cosa combinavano Wynstan e Degbert? Poteva seguirli, ma loro avrebbero potuto accorgersene. Peggio, cerano delle case a Combe in cui un uomo di Dio non avrebbe dovuto mettere piede. Era possibile che Wynstan e Degbert vi si recassero con discrezione, o magari anche senza curarsi di essere visti, ma per lui sarebbe stato impossibile comportarsi come un frequentatore abituale e si sarebbe fatto scoprire. E allora s che si sarebbe trovato nei guai.
Il suo itinerario passava per Drengs Ferry e decise di chiedere aiuto a Edgar.
Arrivato nel piccolo villaggio si rec subito alla collegiata. Entr a testa alta. Se un tempo era stato malaccetto, adesso era odiato. Non cera da sorprendersi. Aveva cercato di far cacciare i chierici, di privarli della loro vita agiata e oziosa, e questo loro non lavrebbero mai dimenticato. Il perdono e la clemenza erano tra le molte virt cristiane di cui erano privi. Tuttavia insistette perch gli venisse offerta lospitalit che era dovuta a ogni uomo del clero. Non si sarebbe rinchiuso nella taverna. Non era lui quello che doveva vergognarsi. Con il loro comportamento, Degbert e i suoi chierici avevano arrecato una tale offesa alla Chiesa che larcivescovo aveva convenuto di espellerli: sarebbero dovuti andare in giro a capo chino per sempre. Si trovavano ancora l solo perch erano di qualche utilit al vescovo Wynstan - qualcosa di losco - e quello era il segreto che lui era determinato a scoprire.
Aldred non voleva rivelare di essere in viaggio verso Combe, n che pensava di giungervi contemporaneamente a Wynstan e Degbert, e cos ricorse a una bugia innocente e disse che stava andando a Sherborne, che si trovava a parecchi giorni di viaggio da Combe.
Dopo una cena rancorosa e una collatio frettolosa, Aldred and in cerca di Edgar. Lo trov fuori dalla taverna, che faceva giocare un bambino sulle ginocchia nellaria tiepida della sera. Non si erano pi incontrati dopo il loro trionfo a Outhenham, e lui parve felice di vederlo.
Aldred, per, rimase sorpreso dalla presenza del bambino. " tuo?" chiese.
Edgar sorrise e scosse la testa. " dei miei fratelli. Si chiama Wynswith. Noi la chiamiamo Winnie. Ha quasi tre mesi. Non  un amore?"
A Aldred sembrava come ogni altro neonato: viso tondo, testa pelata come quella di un prete, mento coperto di bava. Insignificante. "S,  un amore" disse. Era la seconda bugia che diceva quel giorno. Avrebbe dovuto pregare per chiedere perdono.
"Cosa vi porta qui?" chiese Edgar. "Non pu essere il piacere di fare visita a Degbert."
"C un posto in cui possiamo parlare senza che qualcuno ci senta?"
"Venite, vi mostro il mio capanno per la birra" rispose Edgar con entusiasmo. "Solo un momento." Entr nella taverna e un attimo dopo usc senza la bambina.
Il capanno era vicino al fiume, cos lacqua non doveva essere trasportata per un lungo tratto, e si trovava nella parte a monte. In tutti i villaggi costruiti sui fiumi gli abitanti prendevano lacqua pulita a monte e gettavano quella sporca a valle.
La nuova costruzione aveva un tetto di scandole di quercia. "Credevo volessi fare un tetto di pietra" osserv Aldred.
"Mi sbagliavo" rispose Edgar. "Ho scoperto che non sarei riuscito a tagliare la pietra per ricavarne delle lastre. Venivano o troppo spesse o troppo sottili. Ho dovuto cambiare i miei piani." Sembrava leggermente in imbarazzo. "In futuro dovr ricordarmi che non tutte le idee brillanti che mi vengono sono realizzabili."
Allinterno cera un grosso calderone di bronzo sospeso sopra un focolare quadrato di pietra da cui proveniva un odore pungente di fermentazione. In un locale separato erano accatastati barili e sacchi. Il pavimento di pietra era pulitissimo. "Ma  un piccolo palazzo!" esclam Aldred.
Edgar sorrise. " stato pensato per resistere al fuoco. Perch volevate parlarmi in privato? Sono curioso."
"Sto andando a Combe."
Edgar comprese allistante. "Wynstan e Degbert saranno l tra qualche giorno."
"E io voglio vedere cosa combinano. Ma ho un problema. Non posso seguirli senza farmi notare, specialmente se entrano in case di malaffare."
"Qual  la soluzione?"
"Voglio che tu mi aiuti a tenerli docchio. Attirerai meno lattenzione."
Edgar sorrise. "Un monaco mi sta davvero chiedendo di entrare nella casa di Mags?"
"Non riesco a crederci neppure io" rispose Aldred con una smorfia disgustata.
Edgar torn serio. "Potrei andare a Combe a fare rifornimento. Dreng si fida di me."
Aldred era sorpreso. "Davvero?"
"Mi ha teso una trappola. Mi ha consegnato pi denaro del dovuto per le pietre, pensando che mi sarei tenuto la parte in eccesso, e quando glielho restituita  rimasto senza parole. Adesso  felice di lasciar fare a me, e risparmiare la sua famosa schiena malandata."
"Dovete comprare qualcosa a Combe?"
"Ci servono delle corde nuove, e a Combe costano meno. Potrei partire domani."
" meglio se non viaggiamo insieme. Non voglio che la gente capisca che collaboriamo."
"Allora partir il giorno dopo quello di San Giovanni e prender la zattera."
"Perfetto" disse Aldred, grato.
Uscirono dal capanno. Il sole stava tramontando. "Quando arriverai, mi troverai al priorato" disse il monaco.
"Fate buon viaggio."
Cinque giorni dopo San Giovanni, Edgar stava mangiando del formaggio nella taverna The Sailors quando sent dire che quella mattina Wynstan e Degbert erano arrivati a Combe e alloggiavano a casa di Wigelm.
Wigelm aveva ricostruito la cittadella distrutta dai vichinghi un anno prima. Non era difficile tenere docchio lunico ingresso, tanto pi che cera una taverna a un tiro di sasso.
Era un compito noioso, e Edgar pass il tempo facendo congetture sul segreto di Wynstan. Non ebbe difficolt a ipotizzare ogni genere di nefandezze in cui il vescovo poteva indulgere, ma non riusciva a immaginare cosa potesse centrare Drengs Ferry, e tutto quel gran pensare non port a nulla.
La prima sera Wynstan, il fratello e il cugino la passarono gozzovigliando a casa. Edgar sorvegli il cancello finch nella cittadella cominciarono a spegnersi le luci, quindi se ne torn allabbazia per la notte, e disse a Aldred che non aveva nulla da riferire.
Temeva di essere notato. A Combe lo conoscevano in tanti e non ci sarebbe voluto molto perch cominciassero a chiedersi cosa ci facesse l. Aveva comprato della corda e altre merci, aveva bevuto birra con un gruppetto di vecchi amici, aveva fatto un giro per la citt ricostruita, e ora gli serviva un pretesto per stare ancora l.
Era giugno e si ricord di un posto nel bosco in cui crescevano le fragole. In quel periodo dellanno erano una vera prelibatezza, difficili da trovare ma deliziose. Quando i monaci si levarono per la funzione dellalba usc dalla citt e si addentr per un miglio nella foresta. Fu fortunato: le fragole erano mature al punto giusto. Ne raccolse una bella quantit, torn in citt e si mise a venderle davanti al cancello della cittadella di Wigelm. L cera un gran viavai, quindi era il posto pi adatto per chi voleva vendere qualcosa. Chiedeva un fardino per due dozzine di fragole.
Quando arriv il pomeriggio, le aveva vendute tutte e aveva un bel gruzzolo di monetine. Torn a sedersi davanti alla taverna e ordin una coppa di birra.
Il comportamento di Brindle a Combe era bizzarro. La cagnolina sembrava disorientata nel trovarsi in un luogo che conosceva cos bene ma che era cambiato. Correva per le strade, rinnovando la consuetudine con i cani di citt e annusando sconcertata le case ricostruite da poco. Quando si erano avvicinati al capanno dei formaggi che era sopravvissuto al fuoco poich costruito in pietra, si era messa a uggiolare tutta felice; poi se nera rimasta mezza giornata seduta fuori, quasi aspettasse il ritorno di Sungifu.
Come ti capisco le aveva detto Edgar.
Quella sera sul presto, Wynstan, Wigelm e Degbert uscirono dalla residenza di Wigelm. Edgar fece attenzione a non incrociare lo sguardo di Wynstan: il vescovo avrebbe potuto riconoscerlo.
Wynstan, per, aveva altro per la mente. Il fratello e il cugino erano vestiti con colori sgargianti e anche il vescovo aveva smesso la lunga veste nera in favore di una tunica corta su cui aveva indossato un mantello leggero fermato da una spilla doro. La testa rasata era occultata da un berretto vivace. I tre uomini si avviarono zigzagando per le strade polverose nella luce della sera.
Entrarono al The Sailors, la taverna pi grande e pi fornita della citt. Il luogo era sempre affollato e Edgar si sent tranquillo a seguirli allinterno e a prendere una coppa di birra mentre Wynstan ordinava una brocca di idromele, il forte liquore fermentato, e pagava pescando i penny da una scarsella rigonfia di monete.
Edgar sorseggi la sua birra lentamente. Wynstan non faceva niente di eccezionale. Beveva, rideva, ordin un piatto di gamberetti, infil la mano sotto la sottana di una servetta. Non cercava di tenere nascosti i suoi bagordi ma neanche li ostentava.
La luce del giorno stava scemando e Wynstan era sempre pi ubriaco. Quando i tre uscirono dalla taverna Edgar continu a seguirli, contando sul fatto che adesso le possibilit di essere scoperto fossero minori, tenendosi comunque a una certa distanza.
Gli venne in mente che, se lo avessero scorto, avrebbero potuto far finta di niente e poi tendergli un agguato. Lo avrebbero massacrato di botte e lui non sarebbe stato in grado di difendersi contro tre avversari. Si sforz di non avere paura.
Andarono alla casa di Mags e lui li segu dentro.
Mags aveva ricostruito il bordello e laveva arredato con un tale lusso che ora sembrava un palazzo: arazzi alle pareti, pagliericci per terra, cuscini sui sedili.
Due coppie stavano scopando sotto le coperte e cerano dei paraventi per nascondere quelli le cui pratiche erano troppo imbarazzanti o perverse per essere viste. Sembrava ci fossero otto o dieci ragazze e un paio di ragazzi; alcuni parlavano con accento straniero, e Edgar immagin che fossero quasi tutti schiavi comprati da Mags al mercato di Bristol.
Wynstan fu immediatamente al centro dellattenzione, in quanto cliente di rango pi elevato della casa. Mags in persona gli port una coppa di vino, lo baci sulle labbra e rimase in piedi al suo fianco, indicandogli i punti di forza delle diverse ragazze: una aveva i seni grossi, una era bravissima a succhiarlo, unaltra si era rasata tutti i peli del corpo.
Per qualche minuto nessuno si accorse di Edgar ma, alla fine, una graziosa ragazza irlandese gli mostr i seni rosati e gli chiese cosa gli sarebbe piaciuto fare, al che lui rispose borbottando che era entrato nella casa sbagliata e si affrett a uscire.
Wynstan stava facendo delle cose che un vescovo non avrebbe dovuto fare, e i suoi tentativi di discrezione erano puramente formali eppure, anche cos, Edgar non riusciva a immaginare quale potesse essere il grande mistero.
Quando i tre gaudenti uscirono barcollando dalla casa di Mags era ormai completamente buio, ma la loro serata non era ancora conclusa. Edgar li segu, senza pi timore di essere scoperto. Entrarono in una casa vicino alla spiaggia che Edgar riconobbe: era quella di Cynred, il commerciante di lana, probabilmente luomo pi ricco di Combe dopo Wigelm. La porta era aperta allaria della sera.
Edgar non poteva seguirli allinterno di unabitazione. Sbirciando attraverso la porta spalancata li vide sedersi intorno a un tavolo e chiacchierare con fare amabile e rilassato. Wynstan tir fuori la scarsella.
Edgar si nascose in un vicolo buio di fronte alla casa.
Presto si avvicin un uomo di mezza et, ben vestito, che Edgar non riconobbe. Evidentemente luomo non era sicuro di trovarsi nel posto giusto, perch prima di entrare mise dentro la testa. Alla luce che proveniva dallinterno Edgar vide che i suoi vestiti erano costosi e forse di foggia straniera. Chiese qualcosa, che Edgar non riusc a comprendere. "Venite, venite!" grid qualcuno, e lui si fece avanti.
A quel punto la porta venne chiusa.
Edgar riusciva comunque a sentire qualcosa, e presto il volume della conversazione aument. Colse il rumore inconfondibile dei dadi che vengono scossi in una coppa. Ud delle urla.
"Dieci penny!"
"Doppio sei!"
"Ho vinto, ho vinto!"
"In quei dadi c il diavolo!"
Evidentemente Wynstan ne aveva avuto abbastanza di bere e andare a puttane, e alla fine era passato al gioco dazzardo.
Dopo una lunga attesa nel vicolo, Edgar ud la campana del monastero battere la veglia della mezzanotte, la prima funzione del nuovo giorno. Poco dopo il gioco parve terminare. Gli uomini uscirono in strada, stringendo in mano dei rami accesi al fuoco del camino per farsi luce lungo la strada. Nel suo vicolo, Edgar si appiatt contro il muro, ma ud distintamente Wynstan dire: "Siete stato fortunato, stasera, Monsieur Robert!".
"Sapete perdere con il sorriso" rispose una voce dallaccento straniero e Edgar ne dedusse che lultimo arrivato fosse un mercante francese o normanno.
"Dovete darmi loccasione di una rivincita, prima o poi!"
"Con piacere."
Edgar riflett mestamente che aveva seguito Wynstan tutta la sera soltanto per scoprire che il vescovo sapeva perdere.
Wynstan, Wigelm e Degbert svoltarono verso la casa di Wigelm, Robert and nella direzione opposta. Dimpulso, Edgar lo segu.
Lo straniero and alla spiaggia. L si tir su la tunica e prese ad avanzare nellacqua bassa. Edgar rimase a guardarlo seguendo la fiamma, finch quello sal a bordo di una nave. Alla luce della torcia, Edgar vide che era unimbarcazione dallo scafo largo e profondo, quasi certamente una nave da carico normanna.
Poi la luce si spense e Edgar perse di vista luomo.
La mattina seguente, di buonora, Edgar si incontr con Aldred e gli confess di non essere riuscito a scoprire granch. "Wynstan sperpera il denaro della Chiesa in vino, donne e dadi, ma non c niente di misterioso in questo."
Aldred, per, rimase incuriosito da un dettaglio che a Edgar era parso di scarso rilievo. "Hai detto che Wynstan non sembrava dispiaciuto di aver perso del denaro?"
Edgar si strinse nelle spalle. "Se era dispiaciuto, non lo ha dato a vedere."
Aldred scosse la testa poco convinto. "Ai giocatori dispiace sempre perdere" disse. "Altrimenti non proverebbero neppure leccitazione del gioco."
"Ha salutato cordialmente luomo e gli ha detto che aspettava loccasione per la rivincita."
"C qualcosa che non quadra."
"Non riesco a immaginare cosa possa essere."
"E dopo, monsieur Robert  salito su una nave, probabilmente di sua propriet." Aldred tamburell le dita sul tavolo. "Devo parlare con quelluomo."
"Vi porter da lui."
"Bene. Dimmi, c un cambiamonete a Combe? Devesserci,  un porto."
"Wyn, il gioielliere, acquista monete straniere e le fonde."
"Un gioielliere? Avr sicuramente una bilancia accurata con cui pesare le piccole quantit di metallo prezioso."
"Ne sono certo."
"Potrebbe venirci utile pi avanti."
Edgar era incuriosito. Non riusciva a seguire il ragionamento di Aldred. "Perch?" chiese.
"Porta pazienza. Non  chiaro neppure a me, per adesso. Andiamo a parlare con questo Robert."
Uscirono dal monastero. Fino a quel momento non si erano fatti vedere insieme a Combe, ma quella mattina Aldred sembrava troppo euforico per preoccuparsene. Edgar fece strada fino alla spiaggia.
Anche lui era euforico. Nonostante le sue perplessit, sentiva che erano vicini alla soluzione del mistero.
Erano in corso le operazioni di carico della nave normanna. Sulla spiaggia cera una montagnetta di minerale di ferro. Degli uomini riempivano i barili di minerale, li trasportavano sulla nave e li svuotavano nella stiva. Monsieur Robert sovrintendeva alle operazioni da terra. Edgar not che portava appesa alla cintura una sacchetta di pelle rigonfia di monete. " lui" disse.
Aldred si avvicin alluomo, si present e gli disse: "Devo discutere con voi di una faccenda importante e confidenziale, monsieur Robert. Credo che ieri sera siate stato truffato".
"Truffato?" ribatt Robert. "Ma... io ho vinto."
Edgar era disorientato quanto Robert. Come poteva essere stato truffato quando se nera andato con una sacchetta piena di monete?
"Se volete venire con me a casa del gioielliere, vi spiegher tutto. Vi garantisco che non sar tempo sprecato."
Robert fiss Aldred a lungo, poi parve decidere che poteva fidarsi di lui. "Daccordo."
Edgar li condusse da Wyn in una casa di pietra che era sopravvissuta allincendio appiccato dai vichinghi. Trovarono il gioielliere impegnato a fare colazione con la famiglia. Wyn era un ometto stempiato sulla cinquantina. Aveva una moglie giovane - era la seconda, si ramment Edgar - e due bambini piccoli.
"Buongiorno, signore" disse Edgar. "Spero di trovarvi in buona salute."
Wyn rispose con tono affabile. "Salve, Edgar. Come sta tua madre?"
"A dire la verit, comincia a sentire il peso degli anni."
"Ah, quello lo sentiamo tutti. Sei tornato a Combe?"
"Solo per una visita. Questo  fratello Aldred, larmarius dellabbazia di Shiring, che si trova ospite al priorato di Combe per qualche giorno."
"Sono lieto di fare la vostra conoscenza, fratello Aldred" disse Wyn, educato. Era perplesso, ma attese pazientemente di scoprire cosa stava succedendo.
"E questo  Monsieur Robert, il proprietario di una nave che sta in porto."
"Felice di conoscervi, monsieur."
A quel punto Aldred prese in mano la situazione. "Wyn, volete essere cos gentile da pesare alcuni penny inglesi che Monsieur Robert ha ricevuto?"
Edgar cominci a capire dove voleva andare a parare Aldred e a quel punto la sua attenzione divenne totale.
Wyn esit solo un istante. Fare un favore a un monaco importante era un investimento che un giorno avrebbe potuto dare i suoi frutti. "Certamente" rispose. "Venite nella mia bottega."
Fece strada e gli altri lo seguirono; Robert era sconcertato, ma non si tir indietro.
La bottega di Wyn era simile a quella di Cuthbert alla collegiata, con un focolare, unincudine e una serie di piccoli utensili, e un robusto forziere che probabilmente conteneva metalli preziosi. Sul banco da lavoro era posata una bilancia dallaspetto fragile, unasta a forma di T con due piatti appesi alle estremit della traversa.
"Monsieur Robert" disse Aldred "possiamo pesare i penny che avete vinto a casa di Cynred la scorsa notte?"
"Ah" fece Edgar. Ora era chiaro come Robert poteva essere stato truffato.
Robert prese la borsa dalla cintura e la apr. Conteneva monete inglesi e straniere mescolate insieme. Gli altri attesero pazientemente che lui separasse le monete inglesi, tutte con una croce su un lato e la testa del re Etelredo sullaltro. Richiuse accuratamente la borsa e la attacc di nuovo alla cintura, quindi cont i penny. Erano sessantatr.
"Le avete vinte tutte la scorsa notte?" chiese Aldred.
"Quasi, non tutte" rispose Robert.
"Per favore, mettete sessanta penny su un piatto" disse Wyn "non ha importanza quale." Mentre Robert eseguiva, Wyn scelse alcuni piccoli pesi da una scatola. Avevano la forma di dischi e a Edgar parve che fossero fatti di piombo. "Sessanta penny dovrebbero pesare esattamente tre once" spieg il gioielliere. Pos tre pesi sullaltro piatto, che subito si abbass fino a toccare il banco. Edgar rest a bocca aperta per lo stupore. "I vostri penny sono piuttosto leggeri" osserv Wyn, rivolto a Robert.
"Cosa significa?" chiese il mercante.
Edgar conosceva gi la risposta, ma se ne rimase zitto mentre Wyn glielo spiegava.
"La maggior parte delle monete dargento contiene un po di rame che le rende meno facili allusura" disse Wyn. "I penny inglesi hanno diciannove parti dargento e una di rame. Solo un momento." Tolse un peso da unoncia dal piatto e lo sostitu con dei pesi pi piccoli. "Il rame  pi leggero dellargento." Quando i due piatti furono in equilibrio, prosegu: "I vostri penny contengono circa dieci parti di rame e dieci dargento. La differenza  cos piccola da risultare impercettibile nelluso comune. Ma queste monete sono false".
Edgar annu. Ecco la soluzione del mistero: Wynstan era un falsario e giocare dazzardo era un modo per scambiare le monete false con quelle buone. Se lui vinceva ai dadi, vinceva veri penny dargento, ma se perdeva sacrificava soltanto delle monete false. Alla lunga era sicuro di uscirne comunque in vantaggio.
Il volto di Robert era paonazzo per la rabbia. "Non vi credo" disse.
"Ve lo dimostrer. Qualcuno ha un penny buono?"
Edgar aveva i soldi consegnatigli da Dreng. Porse un penny a Wyn. Questi estrasse il coltello che portava alla cintura e cerc di incidere la moneta sul lato che riportava la testa di Etelredo. Il graffio era a malapena visibile.
"Il materiale di questa moneta  uniforme per tutto lo spessore" spieg Wyn. "Anche se andate a fondo, il colore sar sempre quello dellargento. Adesso, incidiamo una delle vostre."
Il gioielliere restitu il penny a Edgar, prese una moneta tra quelle posate sul piatto e ripet la prova. Questa volta il segno lasciato era marrone.
"Miscelando parti uguali di argento e di rame si ottiene un metallo di colore marrone. I falsari riescono a far sembrare dargento le loro monete passandole in un bagno di spirito di vetriolo, che rimuove il rame dalla superficie. Sotto, per, il metallo resta marrone."
"Quei maledetti inglesi giocavano con monete false!" esclam Robert furioso.
"Be, perlomeno uno di loro" disse Aldred.
"Vado subito da Cynred a chiedere spiegazioni!"
"Il colpevole potrebbe non essere lui. In quanti eravate seduti al tavolo?"
"Cinque."
"Secondo voi chi  stato?"
Robert cap il problema. "Quindi il truffatore la passer liscia?"
"No, se posso impedirlo" rispose Aldred con tono risoluto. "Ma se voi adesso accusate qualcuno a caso, negheranno tutti. Peggio ancora, il colpevole star attento e sar pi difficile assicurarlo alla giustizia."
"Cosa devo farne di tutte queste monete false?"
Aldred non mostr molta comprensione. "Le avete ottenute giocando dazzardo, Robert. Fatele fondere in un anello che vi rammenti di non giocare pi. Ricordate che i soldati romani si sono giocati la veste del Signore ai dadi ai piedi della Croce."
"Ci penser" ribatt Robert scuro in volto.
Edgar dubitava che il mercante avrebbe fatto fondere le monete contraffatte. Era pi probabile che le spendesse poche per volta perch non si notasse la differenza di peso. In realt, cap Edgar, questo avrebbe fatto gioco a Aldred. Robert non avrebbe rivelato a nessuno delle monete false, se aveva in animo di spenderle. E Wynstan non sarebbe venuto a sapere che il suo segreto era stato scoperto.
Aldred si rivolse a Wyn. "Posso chiedervi di tenere per voi tutto questo, per lo stesso motivo?"
"Daccordo."
"Vi assicuro che  mia ferma intenzione assicurare il colpevole alla giustizia."
"Mi fa piacere sentirlo" rispose Wyn. "Buona fortuna."
"Amen" disse Robert.
Aldred era esultante ma presto si rese conto che la battaglia non era ancora vinta. "Tutti i chierici della collegiata devono esserne al corrente" disse con aria meditabonda, mentre Edgar spingeva la zattera risalendo il fiume. "Non  una cosa che si possa nascondere. Ma se ne stanno zitti, e in cambio del loro silenzio possono condurre una vita agiata e oziosa."
Edgar annu. "E anche gli abitanti del villaggio. Probabilmente hanno capito che l dentro succede qualcosa di losco, ma Wynstan se li compra con i doni che porta loro quattro volte allanno."
"E questo spiega perch era cos furibondo per la mia proposta di trasformare la sua collegiata corrotta in un monastero timorato di Dio. Dovrebbe ricreare quella situazione in qualche altro villaggio isolato, e non  una cosa facile da fare ripartendo da zero."
"Il falsario deve essere Cuthbert.  lunico in grado di incidere i coni per battere le monete." Edgar era dispiaciuto. "Non  un cattivo soggetto, ma  un debole. Non ha la forza di opporsi a un prepotente come Wynstan. Mi fa quasi pena."
Si separarono a Mudeford Crossing, sempre attenti a non richiamare lattenzione sulla loro frequentazione. Edgar prosegu verso monte mentre Aldred mont in sella a Dismas e si diresse a Shiring seguendo una via traversa. Ebbe la fortuna di potersi unire a due minatori che guidavano un carro contenente qualcosa che sembrava carbone, ma che in realt era il minerale da cui si estraeva il preziosissimo stagno. Se quel fuorilegge, Grugno di Ferro, era nelle vicinanze, Aldred era certo che la vista di due robusti minatori armati di mazze di ferro avrebbe agito da deterrente.
Ai viaggiatori piaceva conversare, ma i minatori non avevano molto da dire e Aldred ebbe tutto il tempo per pensare a come trascinare Wynstan davanti a un tribunale e farlo condannare per il suo crimine. Anche con quello che aveva scoperto, non sarebbe stato facile. Il vescovo poteva contare su uninfinit di persone pronte a giurare che era un uomo onesto e che diceva la verit.
Quando due testimoni erano in disaccordo, cera una procedura per risolvere la questione: uno dei due doveva sottoporsi a unordalia, afferrando una barra di ferro arroventata e portarla per dieci passi o tuffando le mani nellacqua bollente per tirare fuori una pietra. In teoria, Dio avrebbe dovuto proteggere un uomo che diceva la verit. In pratica, Aldred non aveva mai conosciuto una persona disposta ad affrontare quella prova.
Spesso era facile capire chi diceva la verit, e il tribunale dava ascolto ai testimoni pi credibili. Il caso di Wynstan, per, doveva essere discusso davanti al tribunale del distretto, che era presieduto da suo fratello. Laldermanno Wilwulf sarebbe stato spudoratamente parziale nei confronti di Wynstan. Lunica possibilit per Aldred era fornire prove cos schiaccianti, e sostenute dal giuramento di uomini dalto rango, che neppure il fratello di Wynstan avrebbe potuto fingere di credere alla sua innocenza.
Si chiese cosa spingesse un uomo come Wynstan a diventare un falsario. Il vescovo conduceva una vita di agi e piaceri: cosaltro poteva volere? Perch rischiare di perdere tutto? Probabilmente la cupidigia di Wynstan era insaziabile. Per quanto denaro e potere avesse, ne avrebbe desiderato sempre di pi. I peccatori erano fatti cos.
Arriv allabbazia di Shiring nella tarda serata del giorno successivo. Il monastero era silenzioso e lui sent provenire dalla chiesa il salmodiare di Compieta, la funzione che segnava la fine della giornata. Mise il cavallo nella stalla e se ne and dritto nel dormitorio.
Nella bisaccia aveva un dono dellabbazia di Combe, una copia dei vangeli di san Giovanni, con le sue profonde parole iniziali: In principio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum, et Deus erat Verbum; In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Aldred era convinto che avrebbe potuto passare tutta la vita a cercare di comprendere quel mistero.
Decise che avrebbe donato il nuovo libro allabate Osmund alla prima occasione. Stava svuotando la bisaccia quando fratello Godleof usc dalla stanza di Osmund, che si trovava in fondo al dormitorio.
Godleof aveva pi o meno la stessa et di Aldred, la carnagione scura e un fisico asciutto ma robusto. Sua madre era una povera mungitrice che era stata stuprata da un nobile di passaggio. Godleof non conosceva il nome delluomo e aveva lasciato intendere che neppure sua madre lo aveva mai saputo. Come la maggior parte dei monaci pi giovani, Godleof condivideva le opinioni di Aldred e mal sopportava la prudenza di Osmund e la parsimonia di Hildred.
Aldred rimase colpito dalla sua espressione preoccupata. "Cos successo?" chiese. Cap che Godleof era turbato per qualcosa, ma riluttante a parlarne. "Sputa il rospo."
"Mi stavo prendendo cura di Osmund." Prima di entrare in monastero Godleof aveva fatto il vaccaio ed era di poche parole.
"Perch?"
"Lo hanno messo a letto."
"Mi dispiace sentirlo" disse Aldred "ma non  del tutto una sorpresa.  da tempo che  malato e ultimamente aveva dei problemi a scendere le scale, e ancor di pi a salirle." Fece una pausa e osserv Godleof. "C dellaltro, vero?"
"Sar meglio che tu lo chieda a Osmund."
"Daccordo. Far cos." Aldred prese il libro che aveva portato da Combe ed entr nella stanza di Osmund.
Trov labate seduto a letto con una pila di cuscini dietro la schiena. Non aveva una bella cera ma sembrava tranquillo, e Aldred immagin che sarebbe stato contento di passare a letto il resto della sua vita, lunga o breve che fosse. "Mi dispiace vedervi indisposto, mio signore abate."
Osmund sospir. "Dio nella sua saggezza non mi ha concesso la forza di andare avanti."
Aldred non era sicuro che fosse stata soltanto una decisione di Dio, ma si limit a rispondere: "Il Signore  saggezza".
"Devo fare affidamento su uomini pi giovani" prosegu Osmund.
Pareva vagamente imbarazzato. Come Godleof, sembrava portare il peso di qualcosa di cui avrebbe preferito non parlare. Aldred fu assalito da un brutto presentimento. "State forse pensando di nominare un abate facente funzione che mandi avanti il monastero durante la vostra malattia?" Era una questione importante. Il monaco che fosse stato nominato abate facente funzione avrebbe avuto grandi probabilit di diventare abate alla morte di Osmund.
Il religioso non rispose alla domanda, e questo fu gi di per s inquietante. "Il problema con i giovani  che causano un sacco di problemi" disse. Era unosservazione sarcastica, ovviamente indirizzata a lui. "Sono dei sognatori" prosegu. "Mancano di rispetto alle persone."
Era venuto il momento di andare dritti al punto. "Avete gi nominato qualcuno?" chiese Aldred, brusco.
"Hildred" rispose Osmund, distogliendo lo sguardo.
"Vi ringrazio, mio signore abate" disse Aldred. Gett il libro sul letto di Osmund e usc dalla stanza.


Capitolo 20.

Luglio 998.
Wilf rimase assente tre mesi pi del previsto, un terzo del tempo intercorso dalle sue nozze con Ragna. Sei settimane prima aveva inviato un messaggio in cui diceva che stava penetrando nel Galles pi a fondo di quanto avesse inizialmente pianificato, e che era in buona salute.
Ragna sentiva la sua mancanza. Le piaceva avere accanto un uomo con cui parlare, discutere dei problemi, e con cui giacere la notte. La sconvolgente scoperta dellesistenza di Inge aveva gettato unombra su quel piacere, e tuttavia aspettava con ansia il ritorno di Wilf.
Ragna vedeva Inge in giro per la cittadella quasi ogni giorno. Lei era la moglie ufficiale, quindi procedeva a testa alta ed evitava di rivolgere la parola alla rivale, ma la sua presenza era unumiliazione costante.
Spesso si chiedeva quali sarebbero stati i sentimenti di Wilf nei suoi confronti quando fosse tornato. Probabilmente era stato con altre donne durante quel periodo. Era stato brutalmente chiaro - non prima del matrimonio, ma dopo - sul fatto che il suo amore per lei non escludeva rapporti con altre. Aveva incontrato ragazze pi giovani e pi belle di lei in Galles? Oppure sarebbe stato affamato del suo corpo? O tutte e due le cose?
Ragna fu avvisata del suo rientro con un giorno danticipo. Wilf mand avanti un messaggero in sella a un cavallo veloce per farle sapere che lindomani sarebbe arrivato a casa. Lei mise al lavoro lintera cittadella. La cucina allest un banchetto: fu macellato un giovane bue e venne approntato un fuoco per cuocerlo allo spiedo, furono preparati barili di birra e una gran quantit di pagnotte. Chi non serviva in cucina fu spedito a pulire le stalle, mettere paglia e canne fresche per terra, battere i pagliericci e arieggiare le coperte.
Ragna entr nella casa di Wilf, vi bruci della segale per scacciare gli insetti, fece togliere le imposte per cambiare laria e rese il letto pi invitante cospargendolo di lavanda e petali di rose. Mise della frutta in un cesto e prepar una brocca con del vino, un barilotto di birra, del pane, del formaggio e del pesce affumicato.
Tutte quelle attivit la aiutavano a tenere a bada lagitazione.
La mattina seguente chiese a Cat di scaldare dellacqua e si lav da capo a piedi, prestando particolare attenzione alle parti intime. Poi si massaggi con lolio profumato la pelle del collo, i seni, le cosce e i piedi. Indoss una veste lavata di fresco e scarpe nuove di seta, e fiss il fazzoletto con cui copriva i capelli con una fascia ricamata in oro.
Wilf arriv a mezzogiorno. Ragna fu messa sullavviso dalle urla di acclamazione che si levavano mentre attraversava la citt alla testa del suo esercito, e corse a prendere posizione davanti alla sala grande per affermare il proprio dominio.
Lui varc il cancello al piccolo galoppo, con il mantello rosso svolazzante e i suoi luogotenenti che lo seguivano dappresso. La vide subito e punt dritto verso di lei a unandatura pericolosamente veloce. Ragna dovette farsi forza per non scostarsi di lato: sapeva di dover dimostrare a lui - e alla folla - di avere una fiducia cieca nelle sue doti di cavaliere. In quellistante not che i capelli e i baffi di Wilf non venivano tagliati da diverso tempo, e il mento solitamente ben rasato ora era coperto da una barba incolta. Cera anche una nuova cicatrice sulla fronte. Allultimo momento lui tir le redini, facendo impennare il cavallo a pochissima distanza da lei, che aspettava con il cuore in subbuglio e un sorriso di benvenuto impresso sul volto.
Wilf salt gi da cavallo e la prese tra le braccia, proprio come lei aveva sperato. La gente applaud e rise: il popolo adorava quelle manifestazioni di passione. Ragna sapeva che era unostentazione a beneficio dei suoi uomini, perch questo si aspettavano da un capo, ma non cerano dubbi sulla sincerit di quellabbraccio. Lui la baci con trasporto, infilandole la lingua in bocca, e lei ricambi.
Dopo un minuto Wilf si stacc da lei, si chin e la sollev mettendole un braccio dietro le spalle e uno a sostenere le cosce. Ragna rise di gioia. Wilf la port oltre la sala grande fino alla sua dimora, e dalla folla si lev un boato di approvazione. Lei fu doppiamente contenta di aver pulito la casa e averla resa accogliente.
Wilf armeggi con il saliscendi, spalanc la porta e la condusse dentro. Poi la pos a terra e richiuse la porta con un tonfo.
Lei si sleg il fazzoletto, sciogliendo i capelli, quindi si tolse la veste con un unico, rapido movimento e si sdrai nuda sul letto.
Wilf fissava il suo corpo con gioia e desiderio. Sembrava un assetato che si accinge a bere da un ruscello di montagna. Si gett su di lei con ancora indosso la corazza di pelle e le brache di tela.
Lei lo circond con le gambe e le braccia e lo attir dentro di s.
Fin in fretta. Wilf rotol via da lei e qualche istante dopo dormiva gi.
Lei rimase sdraiata a osservarlo. Le piaceva con la barba, ma sapeva che lindomani se la sarebbe tagliata: i nobili inglesi non la portavano. Sfior la nuova cicatrice sulla fronte. Partiva dalla tempia destra, allattaccatura dei capelli, e procedeva zigzagando fino al sopracciglio sinistro. La segu con la punta del dito e lui si mosse nel sonno. Mezzo pollice pi in l e... Doveva essere stato un valoroso gallese a procurargliela. E probabilmente aveva pagato con la vita.
Ragna si vers una coppa di vino e mangi un boccone di formaggio. La appagava anche solo guardarlo, ed era felice che fosse ancora vivo. I gallesi non erano guerrieri formidabili ma neppure degli inetti, e Ragna era certa che nella cittadella qualche moglie ora stesse piangendo il marito che non sarebbe pi tornato.
Appena Wilf si svegli fecero di nuovo lamore. Questa volta fu pi lento. Lui si tolse i vestiti. Lei ebbe il tempo di assaporare ogni sensazione, di far scorrere le mani sulle sue spalle e sul petto, di affondargli le dita tra i capelli e mordicchiargli le labbra.
Quando finirono, lui disse: "Per tutti gli di, ho una fame che divorerei un bue".
"E io te ne ho arrostito uno per cena. Ma per adesso, lascia che ti porti qualcosa." Gli serv il vino, il pane fresco e languilla affumicata, che lui mangi di gusto.
Poi Wilf disse: "Ho incontrato Wynstan lungo la strada".
"Ah" fece lei.
"Mi ha raccontato cosa  successo a Outhenham."
Ragna si irrigid. Se lo aspettava. Wynstan non avrebbe mai accettato la sconfitta senza reagire: avrebbe cercato di vendicarsi seminando zizzania tra lei e suo marito. Quello che Ragna non aveva previsto era la rapidit con cui si era mosso. Doveva essere partito per andare incontro a Wilf il giorno prima, subito dopo larrivo del messaggero, allo scopo di raccontargli per primo la sua versione dei fatti, e costringere lei a difendersi.
Ragna, per, aveva gi pronta una strategia. Lintera faccenda era colpa di Wynstan, non sua, e non aveva alcuna intenzione di scusarsi. Si affrett a spostare il terreno della discussione. "Non essere arrabbiato con Wynstan" disse. "Non dovrebbero esserci contrasti tra fratelli."
Wilf non si aspettava quelle parole. "Ma Wynstan  arrabbiato con te" ribatt.
"Naturale. Ha cercato di derubarmi mentre tu eri lontano, pensando di potersi approfittare di me in tua assenza. Per non preoccuparti, non glielho permesso."
" andata davvero cos?" Chiaramente Wilf non aveva considerato lincidente come unaggressione da parte di un uomo potente ai danni di una donna indifesa.
"Non c riuscito e questo lo ha fatto arrabbiare. Comunque sono in grado di occuparmi di Wynstan, e non voglio che ti dia pena per me. Non rimproverarlo, ti prego."
Wilf stava ancora cercando di farsi unidea di quanto era accaduto. "Ma Wynstan dice che lo hai umiliato davanti a tutti."
" normale che un ladro colto con le mani nel sacco si senta umiliato."
"Suppongo di s."
"Il rimedio  smettere di rubare, giusto?"
"Giusto." Wilf sorrise e Ragna cap di aver superato con successo una conversazione difficile. "Wynstan ha trovato pane per i suoi denti. Finalmente" aggiunse.
"Ah, io non sono sua rivale" replic Ragna, sapendo bene che era il contrario della verit. Ma il discorso era durato anche troppo e si era concluso per il meglio, per cui si affrett a cambiare argomento. "Raccontami delle tue avventure. Hai dato una bella lezione ai gallesi?"
"S, e ho portato un centinaio di prigionieri da vendere come schiavi. Ci frutteranno una fortuna."
"Bene" disse Ragna, ma non lo pensava. La schiavit era un aspetto della vita inglese che trovava difficile da accettare. In Normandia era ormai quasi scomparsa, ma l era la normalit. A Shiring cerano pi di cento schiavi, e parecchi di questi vivevano ed erano impiegati nella cittadella. Molti erano costretti a compiti ingrati, come svuotare i letamai e pulire le stalle, o pi pesanti, per esempio scavare fossi e trasportare legname. Le schiave pi giovani lavoravano nei bordelli della citt, anche se questo Ragna non lo sapeva per esperienza personale, non avendo mai messo piede in una di quelle case. Di solito gli schiavi non erano tenuti in catene. Potevano scappare, e alcuni lo facevano, ma erano facilmente identificabili, vestiti comerano di stracci, senza scarpe, e per via della strana lingua che parlavano. La maggior parte dei fuggitivi veniva catturata e riportata indietro, e il proprietario pagava una taglia.
"Non mi sembri contenta" osserv Wilf.
Ragna non aveva intenzione di intavolare una discussione sulla schiavit in quel momento. "Sono entusiasta per i tuoi successi" rispose lei. "E mi chiedevo se fossi abbastanza uomo da scoparmi tre volte in un pomeriggio."
"Abbastanza uomo?" ripet lui con finta indignazione. "Mettiti a quattro zampe che te lo dimostro subito."
I prigionieri vennero esposti il giorno successivo sulla piazza cittadina, allineati sul terreno polveroso tra la cattedrale e labbazia, e Ragna usc, accompagnata da Cat, per andare a vederli.
Erano sporchi e sfiniti dal viaggio, e alcuni avevano lievi ferite, probabilmente per aver opposto resistenza. Ragna immagin che quelli che avevano riportato ferite pi serie fossero stati abbandonati sul campo a morire. Nella piazza cerano uomini e donne, ragazzi e ragazze, di unet compresa tra gli undici e i trentanni. Era estate e il sole batteva forte, ma non cera ombra sotto cui potessero trovare riparo. Erano legati in diverse maniere: molti avevano i piedi impastoiati in modo che non potessero scappare; altri erano incatenati a due a due; altri ancora erano legati a chi li aveva catturati, che ora stava loro accanto in attesa di contrattare un buon prezzo. I soldati ne avevano da vendere uno o due, ma Wigelm e Garulf e gli altri capitani ne avevano parecchi.
Ragna cammin tra gli schiavi allineati. Era uno spettacolo deprimente. La gente diceva che gli schiavi dovevano aver fatto qualcosa per meritare quella sorte e forse certe volte era vero, ma non sempre. Quale crimine potevano aver commesso dei fanciulli per meritare di essere condannati alla prostituzione?
Gli schiavi facevano quello che veniva loro ordinato, ma di solito svolgevano il proprio lavoro senza impegno, almeno finch gli era permesso, e, poich era necessario dargli vitto, alloggio e un minimo per vestirsi, alla fine venivano a costare quanto i manovali meno pagati. Ma non era tanto laspetto economico a infastidire Ragna, quanto quello spirituale. Possedere una persona doveva far male allanima. La crudelt era normale: esistevano delle leggi contro il maltrattamento degli schiavi, per erano applicate senza troppa convinzione e le punizioni erano lievi. Avere la possibilit di picchiare, violentare e persino uccidere qualcuno tirava fuori il peggio dalla natura umana.
Mentre scrutava i volti nella piazza, riconobbe Stigand, lamico di Garulf con cui si era scontrata per quella palla. Il ragazzo le fece un inchino troppo esagerato per essere sincero, ma non abbastanza insolente da meritare disapprovazione. Lei lo ignor e guard i suoi tre schiavi.
Rimase sorpresa nel vedere una ragazza che conosceva.
Aveva una quindicina danni, i capelli neri e gli occhi azzurri tipici della gente gallese: i bretoni, sullaltro lato del Canale, avevano caratteri simili. Una volta lavato via lo sporco dalla faccia, avrebbe potuto essere graziosa. La ragazza ricambi lo sguardo, e quella sua espressione vulnerabile, celata solo in parte dallaria di sfida, risvegli la memoria di Ragna. "Tu sei la ragazza di Drengs Ferry."
La prigioniera non disse nulla.
Ragna si ricord il suo nome. "Blod."
La ragazza rimase in silenzio, ma la sua espressione si ammorbid.
"Avevano detto che eri fuggita. Devi essere stata catturata una seconda volta" prosegu Ragna, abbassando la voce per non farsi sentire da Stiggy. Era una vera sventura, riflett, e prov un moto di compassione per una persona che aveva subito quella triste sorte per ben due volte.
Ricordava anche altro. "Ho saputo che Dreng..." Si rese conto della frase che era sul punto di pronunciare e si ferm, portandosi una mano alla bocca.
Blod sapeva che cosa stava per dire. "Dreng ha ucciso il mio bambino."
"Mi dispiace tanto. Nessuno ti ha aiutata?"
"Edgar si  tuffato nel fiume per salvarlo, ma nel buio non  riuscito a trovarlo."
"Conosco Edgar.  un bravuomo."
"Lunico inglese buono che ho mai conosciuto" disse Blod, amareggiata.
Ragna colse una luce particolare nei suoi occhi. "Sei innamorata di lui?"
"Lui ama unaltra."
"Sungifu."
Blod le rivolse unocchiata enigmatica, ma non disse nulla.
"La ragazza uccisa dai vichinghi" aggiunse Ragna.
"S, lei." Blod si guard attorno, nervosa.
"Sei preoccupata di chi ti comprer questa volta?"
"Ho paura di Dreng."
"Sono abbastanza sicura che non sia in citt. Se fosse qui, sarebbe venuto a farmi visita. Gli piace pensare che siamo parenti." Sullaltro lato della piazza, Ragna not il vescovo Wynstan in compagnia di Cnebba, la sua guardia del corpo. "Ma ci sono altri uomini crudeli."
"Lo so."
"Forse dovrei comprarti io."
Il volto di Blod si illumin. "Lo fareste?"
Ragna si rivolse a Stiggy. "Quanto speri di ricavare da questa schiava?"
"Una libbra. Ha quindici anni.  giovane."
" troppo. Potrei darti la met."
"No, vale molto di pi."
"Ci veniamo incontro a met strada?"
Stiggy corrug la fronte. "E quanto sarebbe?" Conosceva il significato dellespressione, ma non era capace di fare il conto.
"Centottanta penny."
Allimprovviso apparve Wynstan. "State comprando una schiava, lady Ragna? Credevo che voi normanni di nobili sentimenti disapprovaste."
"Come un vescovo di alti principi morali che disapprova la fornicazione, mi ritrovo a farlo comunque."
"Avete sempre la risposta pronta." Era da un po che osservava Blod con curiosit, e ora le disse: "Io ti conosco, vero?".
"Mi avete scopato, se  questo che intendete" rispose Blod a voce alta.
Wynstan sembrava in imbarazzo, fatto davvero insolito per lui. "Non dire assurdit."
"Lo avete fatto due volte.  successo prima che restassi incinta, e avete pagato a Dreng tre penny a botta."
Wynstan fingeva, e neppure con troppa convinzione, di praticare le virt sacerdotali, tuttavia quellaccusa lampante di violazione del voto di castit lo lasci sconcertato. "Sciocchezze. Te lo stai inventando. Tu sei fuggita da Dreng, me lo ricordo."
"Lui ha ucciso il mio bambino."
"A chi importa? Il figlio di una schiava..."
"Poteva essere vostro figlio."
Wynstan impallid. Evidentemente a quello non aveva pensato. Si sforz di recuperare un minimo di dignit. "Dovresti essere fustigata per essere scappata."
Ragna intervenne. "Stavo contrattando per lacquisto di questa schiava, mio signor vescovo. Vogliate scusarmi se interrompo la vostra conversazione."
Wynstan le rivolse un sorriso malevolo. "Non potete comprarla."
"Prego?"
"Non pu essere venduta."
"S che pu!" esclam Stiggy.
"No, non pu.  una fuggitiva. Deve essere restituita al legittimo proprietario."
"No, vi prego" sussurr Blod.
"Non  una mia decisione" rispose Wynstan in tono gioviale. "Anche se la schiava non mi avesse rivolto parole tanto irrispettose, il risultato sarebbe stato comunque lo stesso."
Ragna avrebbe voluto obiettare, per sapeva che Wynstan aveva ragione. Non ci aveva pensato, ma una schiava fuggita apparteneva al proprietario originario, anche dopo mesi di libert.
"Devi riportare questa ragazza a Drengs Ferry" ordin Wynstan a Stiggy.
Blod si mise a piangere.
Stiggy non aveva capito nulla. "Ma  la mia schiava."
"Dreng ti dar la consueta ricompensa per chi riporta uno schiavo fuggito, quindi non ci perderai."
Stiggy non era ancora persuaso.
Ragna credeva nel rispetto della legge. Poteva essere crudele, ma era sempre meglio della mancanza di regole. In quel caso, per, se avesse potuto lavrebbe sfidata. Ed era ironico che fosse proprio Wynstan a difenderla.
"Prender io la ragazza, e ricompenser Dreng" propose Ragna, disperata.
"No, no" replic Wynstan. "Non potete farlo, non a mio cugino. Se Dreng vuole vendervela, bene, ma la schiava deve essere prima restituita a lui."
"La porter a casa con me e mander un messaggio a Dreng."
Wynstan si rivolse a Cnebba. "Prendi la prigioniera e chiudila nella cripta della cattedrale." Torn a girarsi verso Stiggy. "Potrai riprenderla quando sei pronto a portarla a Drengs Ferry." Infine, parl a Ragna. "Se non vi va bene, protestate con vostro marito."
Cnebba cominci a slegare Blod.
Ragna cap che era stato un errore uscire senza Bern. Se lui fosse stato presente avrebbe agito da contrappeso a Cnebba, e lei avrebbe potuto perlomeno far rimandare qualunque decisione sul destino di Blod. Ma cos, anche quello era impossibile.
Cnebba afferr Blod saldamente per un braccio e la trascin via. "Direi che laspetta una bella dose di frustate quando Dreng le metter le mani addosso" disse Wynstan. Sorrise, le fece un inchino e si avvi dietro a Cnebba.
Ragna avrebbe voluto urlare per lumiliazione e la rabbia, ma represse i propri sentimenti e, a testa alta, si allontan dalla piazza e risal la collina fino alla cittadella.
Luglio era il mese della fame, riflett Edgar osservando il podere dei suoi fratelli. La maggior parte del cibo messo da parte per linverno era stata consumata e tutti aspettavano la raccolta dei cereali in agosto e settembre. In quella stagione le mucche davano latte e le galline facevano le uova, quindi chi aveva animali non soffriva la fame. Altri mangiavano i primi frutti e gli erbaggi della foresta, foglie, bacche e cipolle, una dieta povera. Le persone che avevano grandi poderi potevano permettersi di piantare dei fagioli in primavera per raccoglierli a giugno e a luglio, ma non erano molti i contadini che avevano dei campi in pi di cui poter disporre.
I fratelli di Edgar stavano patendo la fame, per non sarebbe durata a lungo. Per il secondo anno di fila potevano contare su un buon raccolto di fieno nella parte bassa del podere, quella lungo il fiume. Nelle tre settimane prima del giorno di mezza estate aveva piovuto sempre e ora il livello del fiume era alto, ma il tempo si era miracolosamente rasserenato e loro avevano falciato i lunghi steli derba. Quel giorno Edgar si era spinto una cinquantina di iarde verso valle per lavare una pentola lontano dal punto in cui prendeva lacqua pulita, e da l riusciva a vedere parecchi acri di erba tagliata e lasciata ad asciugare. Stava diventando gialla sotto il sole cocente. Presto i suoi fratelli avrebbero venduto il fieno, ricavandone denaro per comprare del cibo.
Vide in lontananza un cavallo scendere la collina che portava al piccolo villaggio e si chiese se potesse essere Aldred in sella a Dismas. Poco prima di separarsi a Mudeford Crossing, gli aveva chiesto cosa intendesse fare per la contraffazione messa in atto da Wynstan e lui aveva risposto che ci stava ancora pensando. Edgar si chiese se avesse escogitato un piano.
Ma luomo a cavallo non era Aldred. Quando si avvicin, Edgar vide che cera unaltra persona che lo seguiva a piedi. Se ne torn alla taverna, casomai fosse stato necessario muovere la barca. Qualche istante dopo not che la persona che camminava era legata alla sella. Era una donna, scalza e vestita di stracci. Poi si rese conto, con orrore, che si trattava di Blod.
Era sicuro che fosse riuscita a fuggire. Come poteva essere stata catturata unaltra volta, dopo cos tanto tempo? Si ricord che laldermanno Wilwulf era partito per una spedizione punitiva contro i gallesi: doveva averla riportata indietro insieme agli altri prigionieri. Che destino crudele, liberarsi ed essere fatta prigioniera una seconda volta!
Lei alz il volto e lo vide, ma sembrava non avere neppure la forza di salutarlo. Aveva le spalle curve e i piedi sanguinanti.
Il giovane a cavallo aveva pi o meno let di Edgar, per era pi robusto e portava una spada. "Sei tu il barcaiolo?" chiese, quando lo vide.
Edgar ebbe limpressione che il ragazzo non fosse particolarmente sveglio. "Io lavoro per Dreng, il padrone della barca."
"Gli ho riportato la sua schiava."
"Lo vedo."
Dreng usc dalla taverna. Riconobbe luomo a cavallo. "Salve, Stiggy, cosa vuoi? Per tutti gli di, ma quella... non  quella lurida puttana di Blod?"
"Se avessi saputo che era tua lavrei lasciata in Galles e avrei preso unaltra ragazza" disse Stiggy.
"Ma si d il caso che sia mia."
"Devi pagarmi perch te lho riportata."
A Dreng lidea non piaceva. "Davvero?"
"Lha detto il vescovo Wynstan."
"Ah. E ha detto quanto?"
"Met di quello che vale."
"Ah, non vale granch, quella miserabile puttana."
"Io chiedo una libbra e lady Ragna me ne ha offerta met."
"Quindi stai dicendo che ti devo la met di mezza libbra, cio sessanta penny."
"Ragna avrebbe potuto darmene centottanta."
"Ma non lha fatto. Su, slega quella sgualdrina e vieni dentro."
"Prima voglio i miei soldi."
"Non ti andrebbero una ciotola di stufato e un bel boccale di birra?" gli domand Dreng con voce suadente, fingendosi ospitale.
"No.  solo mezzogiorno. Voglio tornare subito indietro." Stiggy non era del tutto stupido e probabilmente conosceva le astuzie dei tavernieri. Se si fosse ubriacato e avesse passato la notte l, chiss quanto gli sarebbe stato dedotto dai suoi sessanta penny, la mattina seguente.
"Daccordo" disse Dreng ed entr. Stiggy smont da cavallo e sleg Blod. Lei si sedette per terra ad aspettare.
Dopo un bel po, Dreng torn fuori con un mucchietto di monete avvolte in uno straccio e le porse a Stiggy, che se le infil nella scarsella.
"Non le conti?" chiese Dreng.
"Mi fido di te."
Edgar soffoc una risata. Soltanto uno stupido poteva fidarsi di Dreng. Ma probabilmente Stiggy non era capace di contare fino a sessanta.
Il giovane risal a cavallo.
"Sei sicuro che non possiamo tentarti con la famosa birra di mia moglie?" insistette Dreng. Sperava ancora di riprendersi qualche penny.
"No." Stiggy gir il cavallo e se ne torn per la strada da cui era venuto.
"Vieni dentro" disse Dreng a Blod.
Mentre lei gli passava davanti le sferr un calcio nel sedere. Blod lanci un urlo di dolore e inciamp, ma poi ritrov lequilibrio. "Questo  solo linizio" disse lui.
Edgar li segu ma, arrivato sulla soglia, Dreng si gir e gli intim: "Tu resta fuori". Entr e chiuse la porta con violenza.
Edgar si volt a guardare al di l del fiume. Un attimo dopo sent Blod gridare di dolore. Era inevitabile, si disse, che una schiava venisse punita per essere scappata. E poich non possedeva nulla, non poteva pagare unammenda, e quindi lunica punizione possibile erano le botte. Era una pratica comune, ed era legale.
Blod url di nuovo e scoppi in singhiozzi. Edgar sentiva Dreng grugnire per lo sforzo di sferrare colpi e allo stesso tempo imprecare contro la sua vittima.
Dreng stava solo facendo quello che era nel suo diritto, si disse. Ed era anche il suo padrone. Lui non aveva alcuna facolt di intervenire.
Blod cominci a implorare piet. Edgar ud le voci di Leaf ed Ethel che gridavano e protestavano, ma inutilmente.
Poi Blod lanci un urlo straziante.
Edgar apr la porta e si precipit dentro. Blod era a terra e si contorceva per il dolore, con il volto coperto di sangue. Dreng la stava massacrando di calci. Quando lei si proteggeva la testa, lui la colpiva allo stomaco, e quando si proteggeva il corpo, lui la colpiva alla testa. Leaf ed Ethel lo tiravano per le braccia, cercando di fermarlo, ma era troppo forte.
Se avesse continuato cos, Blod sarebbe morta.
Edgar afferr Dreng da dietro e lo tir via.
Dreng si liber dalla presa di Edgar, si volt rapidissimo e lo colp in piena faccia. Era un uomo robusto e gli fece molto male. Lui reag distinto e gli sferr un pugno sul mento. La testa di Dreng scatt allindietro, come il coperchio di una cassa, e lui stramazz a terra.
Da l, punt un dito contro Edgar. "Esci da questa casa" url. "E non farti mai pi vedere!"
Lui, per, non aveva ancora finito. Si lasci cadere in ginocchio sul petto di Dreng, gli mise entrambe le mani intorno alla gola e strinse. Dreng rimase senza fiato. Agitava scompostamente le braccia, cercando di allontanare le mani di Edgar.
Leaf url.
Edgar si chin finch il suo volto fu vicinissimo a quello di Dreng. "Se la tocchi unaltra volta, torno" gli disse. "E giuro su Dio che ti ammazzo."
Poi moll la presa. Dreng boccheggiava e rantolava. Edgar guard le sue due mogli che osservavano la scena, in disparte, spaventate. "Dico sul serio."
Si rimise in piedi e usc.
Si avvi verso il podere camminando lungo il fiume. Intanto si massaggiava lo zigomo sinistro: gli sarebbe venuto un occhio nero. Si chiese se quello che aveva fatto sarebbe servito a qualcosa. Dreng avrebbe potuto ricominciare a picchiare Blod appena avesse ripreso fiato. Lui poteva solo sperare che dopo quella minaccia ci pensasse due volte.
Edgar aveva perso il lavoro. Probabilmente Dreng avrebbe messo Blod a governare la barca. Quando si fosse ripresa dalle botte, avrebbe potuto farlo benissimo. Forse questo avrebbe dissuaso Dreng dal picchiarla fino a storpiarla. Era lunica speranza.
Erman e Eadbald non erano nei campi e, poich era mezzogiorno, Edgar immagin che stessero consumando il pasto a casa. Quando si avvicin, li vide: avevano appena finito di mangiare, seduti fuori sotto il sole a un tavolo che lui stesso aveva costruito. Ma teneva tra le braccia la piccola Winnie, che ora aveva quattro mesi, e le cantava una canzoncina che a Edgar sembrava familiare. Si chiese se fosse un ricordo dinfanzia. Ma si era arrotolata le maniche della veste e Edgar rimase colpito nel vedere quanto fossero sottili le sue braccia. Lei non si lamentava mai, per era evidente che era malata.
"Coshai fatto alla faccia?" chiese Eadbald.
"Ho litigato con Dreng."
"Per cosa?"
"Blod, la schiava,  stata ricatturata. Lui la stava ammazzando di botte e io lho fermato."
"E perch? Il proprietario  lui. Se vuole, pu ucciderla."
Non era del tutto vero. Chi uccideva uno schiavo senza motivo doveva pentirsi ed espiare con il digiuno, ma era facile inventarsi una giustificazione, e il digiuno non era poi quella gran punizione.
Edgar, per, la pensava diversamente. "Non permetter che la uccida davanti ai miei occhi."
I fratelli avevano parlato a voce alta, disturbando Winnie, che si mise a frignare.
"Sei un maledetto stupido" disse Erman. "Se non stai attento, Dreng ti mander via."
"Lo ha appena fatto." Edgar si sedette a tavola. La pentola dello stufato era vuota, ma cera una pagnotta dorzo e lui ne strapp un tozzo. "Non ci torno alla taverna" disse, e cominci a mangiare.
"Spero solo che tu non pensi che ti sfameremo noi" ribatt Erman. "Se sei stato cos stupido da perdere il lavoro, sono fatti tuoi."
Cwenburg prese la bambina dalle braccia della suocera dicendo: "Ho gi poco latte cos". Si scopr un seno e attacc la bambina al capezzolo, rivolgendo a Edgar uno sguardo provocante dal basso in alto.
Edgar si alz. "Se non sono il benvenuto, me ne vado."
"Non essere sciocco. Siediti" ribatt Ma e poi guard gli altri. "Siamo una famiglia. Ognuno dei miei figli - o dei miei nipoti - trover qualcosa da mangiare a questa tavola finch in casa ci sar una crosta di pane. E vedete di non dimenticarlo mai."
Quella notte ci fu un temporale. Il vento scuoteva le tavole della casa e scrosci di pioggia si abbattevano sulla paglia del tetto. Si svegliarono tutti, compresa la piccola Winnie, che si mise a piangere e venne allattata.
Edgar socchiuse appena la porta e sbirci fuori, ma la notte era buia. Non riusc a vedere altro che una cortina di pioggia simile a uno specchio rigato che rifletteva il bagliore rosso del fuoco alle sue spalle. Richiuse la porta con forza.
Winnie si riaddorment e gli altri parvero appisolarsi. Edgar, per, rimase sveglio. Era preoccupato per il fieno. Se fosse rimasto umido a lungo sarebbe marcito. Cera ancora una possibilit che si asciugasse, se il tempo fosse cambiato e lindomani mattina ci fosse stato il sole? Non era abbastanza esperto di agricoltura per capirlo.
Alle prime luci del giorno il vento si plac e la pioggia cal un poco, ma senza cessare del tutto. Edgar riapr la porta. "Vado a controllare il fieno" disse, gettandosi il mantello sulle spalle.
I suoi fratelli e Ma andarono con lui, lasciando Cwenburg in casa con la bambina.
Appena raggiunsero il terreno pi in basso accanto al fiume, videro subito che era successo un disastro. Il campo era allagato. Il fieno non era semplicemente umido, galleggiava nellacqua.
Rimasero a fissare la scena alla luce dellalba, inorriditi e attoniti.
" perso. Non ci si pu fare nulla" disse Ma. Si volt e se ne torn verso casa.
"Se Ma dice che non c speranza, vuol dire che non c speranza" ribad Eadbald.
"Vorrei capire come  successo" disse Edgar.
"A che pro?" ribatt Erman.
"Ha piovuto troppo forte perch il terreno riuscisse ad assorbire lacqua, suppongo, e cos la pioggia  scesa lungo il pendio e ha formato una pozza nella parte bassa del podere."
"Sentitelo, il genio."
Edgar lo ignor. "Se lacqua fosse defluita, il fieno si sarebbe salvato."
"E allora? Tanto non lha fatto."
"Quanto ci vorr per scavare un canale di scolo dalla sommit del pendio attraverso il campo fino allargine per convogliare lacqua che scende e portarla al fiume?"
"Ormai  tardi!"
Il campo era lungo e stretto; Edgar calcol che fosse largo duecento iarde circa. Un uomo forte avrebbe potuto farlo in una settimana, al massimo due se avesse incontrato difficolt. "Verso la met del campo c una leggera depressione" disse, socchiudendo gli occhi per vedere attraverso la pioggia. "Potrebbe essere il posto migliore per scavare."
"Non possiamo metterci a scavare fossati, adesso" obiett Erman. "Dobbiamo togliere le erbacce dallavena e poi raccoglierla. E in questi giorni Ma non lavora."
"Scaver io il canale di scolo."
"E nel frattempo cosa mangeremo, adesso che siamo in sei?"
"Non lo so" rispose Edgar.
Se ne tornarono verso casa, arrancando sotto la pioggia. Edgar vide che la madre non cera. "Dov andata Ma?" chiese a Cwenburg.
Lei si strinse nelle spalle. "Pensavo fosse con voi."
"Se n andata. Credevo fosse tornata a casa."
"No."
"Dove potrebbe essere andata, con questo tempo?"
"E io come faccio a saperlo?  tua madre."
"Vado a dare unocchiata nel granaio."
Edgar usc sotto la pioggia. Nel granaio, Ma non cera. Fu assalito da un brutto presentimento.
Guard oltre il campo. Con il maltempo non riusciva a vedere fino alle case, e comunque lei non era andata in quella direzione e, anche se avesse cambiato idea, sarebbe dovuta passare davanti a loro.
Dovera andata?
Edgar represse unondata di panico. Arriv fino al margine della foresta. Perch Ma avrebbe dovuto addentrarsi nel bosco con quel tempaccio? Scese verso il fiume. Non poteva essere passata dallaltra parte: non sapeva nuotare. Edgar perlustr con lo sguardo largine pi vicino.
Ebbe limpressione di vedere qualcosa a qualche centinaio di iarde pi a valle, e il suo cuore perse un battito. Sembrava un fagotto di stracci zuppi per, guardando meglio, vide spuntare quella che gli parve, con orrore, una mano.
Corse lungo largine, scostando smanioso cespugli e rami bassi. Quando giunse pi vicino il cuore gli si riemp di terrore. Il fagotto era un essere umano. Giaceva per met dentro lacqua. Le logore vesti color marrone erano femminili. La faccia era rivolta allingi, ma la forma del corpo era spaventosamente familiare.
Non si muoveva.
Edgar si inginocchi accanto al corpo e ruot piano la testa. Come temeva, il volto era quello di Ma.
Non respirava. Le pos una mano sul petto. Non sent alcun battito.
Edgar chin la testa sotto la pioggia, con la mano ancora posata sul corpo immobile della madre, e pianse.
Dopo un po si mise a pensare. Era annegata... ma perch? Non aveva alcun motivo di scendere al fiume. A meno che...
A meno che la sua morte non fosse stata intenzionale. Si era uccisa perch i figli avessero abbastanza da mangiare? Edgar si sent male.
Aveva un peso dentro, come un blocco di piombo gelido sul cuore. Ma era morta. Non faticava a immaginare il suo ragionamento: era malata, non poteva pi lavorare, le restava poco tempo su questa terra, e non faceva altro che consumare del cibo necessario alla famiglia. Si era sacrificata per loro, forse soprattutto per la nipotina. Se gliene avesse parlato, lui lavrebbe dissuasa, ma lei aveva meditato tutto da sola e aveva preso quella terribile, logica decisione.
Edgar decise che avrebbe mentito sulle cause della sua morte. Se qualcuno avesse sospettato un suicidio, avrebbero potuto negare a Ma una sepoltura cristiana. Doveva dire di averla trovata nella foresta. Gli abiti potevano essersi bagnati per la pioggia. Era malata, forse stava perdendo la ragione, si era allontanata e la pioggia aveva dato il colpo di grazia a un corpo gi indebolito. Si sarebbe attenuto a quella versione anche con i fratelli, e lei avrebbe potuto riposare nel cimitero accanto alla chiesa.
Quando Edgar la prese in braccio, le usc dellacqua dalla bocca. Era leggera... Dopo il loro trasferimento a Drengs Ferry era dimagrita. Il suo corpo era ancora caldo.
Le diede un bacio sulla fronte.
Poi la riport a casa.
I tre fratelli scavarono la fossa nel cimitero fradicio di pioggia e seppellirono Ma il giorno successivo. Cerano tutti gli abitanti del piccolo villaggio tranne Dreng. Con la sua saggezza e la sua determinazione, Ma si era guadagnata il rispetto della gente.
In poco pi di un anno i tre fratelli avevano perso tutti e due i genitori. "In quanto figlio maggiore, adesso sono io il capofamiglia" dichiar Erman. Nessuno lo pensava. Era Edgar quello in gamba, pieno di risorse, che trovava sempre una soluzione a ogni problema. Non lo avrebbe mai detto, ma in pratica era lui il capofamiglia, una famiglia che ora comprendeva anche quellodiosa di Cwenburg e la sua figlioletta.
Allindomani del funerale la pioggia cess e Edgar cominci a lavorare al canale di scolo. Non sapeva se la sua idea avrebbe funzionato. Sarebbe fallita allatto pratico, come quella di costruire un tetto di tegole di pietra per il capanno della birra? Non poteva fare altro che provarci e vedere.
Si serv di una vanga arrugginita. Non voleva che il canale avesse sponde troppo alte - sarebbe stato contrario al suo scopo -, e cos dovette trasportare la terra di scavo gi al fiume. La us per innalzare largine in quel punto.
La vita al podere era quasi intollerabile senza Ma. Erman continuava a fissarlo quando mangiava, seguendo con gli occhi ogni boccone dalla ciotola alla sua bocca. Cwenburg proseguiva nella sua campagna volta a farlo pentire di non averla sposata. Eadbald si lamentava che strappando le erbacce gli veniva il mal di schiena. Soltanto la piccola Winnie era una gioia.
Lo scavo richiese due settimane. Fin da subito vi si raccolse dellacqua, un rigagnolo che scendeva lentamente verso valle. Un buon segno, pens Edgar. Apr un varco nellargine del fiume per far defluire lacqua. Dietro la sponda si form un laghetto la cui superficie era allo stesso livello di quella del fiume, e Edgar si rese conto che doveva esserci una legge naturale per cui il livello dellacqua tendeva a disporsi alla stessa altezza.
Si trovava a piedi nudi dentro il laghetto, intento a rinforzare largine con delle pietre, quando sent qualcosa muoversi sotto le dita. Cerano dei pesci! Aveva messo i piedi su delle anguille. Comera potuto accadere?
Osserv quello che aveva creato, immaginando la vita di quelle creature acquatiche. Sembrava nuotassero a caso, ed evidentemente alcune erano passate dal fiume al laghetto attraverso il varco che lui aveva praticato nellargine. Ma come avrebbero fatto a tornare nel fiume? Sarebbero rimaste intrappolate almeno per un po.
Cominci a intravedere una soluzione al problema del cibo.
La pesca con amo e lenza era un metodo lento e poco affidabile per procurarsi da mangiare. I pescatori di Combe costruivano grosse reti e con le loro grandi barche si spostavano in luoghi dove i pesci nuotavano in banchi di migliaia di esemplari. Ma cera anche un altro modo.
Edgar aveva visto delle trappole per pesci fatte con il giunco intrecciato e riteneva di poterne costruire una. And nella foresta e stacc dei rametti lunghi e flessibili dai cespugli e dagli arboscelli. Quindi si sedette davanti a casa e cominci a intrecciarli, cercando di riprodurre la forma che ricordava.
Erman lo vide e disse: "Quando hai finito di giocare, potresti darci una mano nei campi".
Edgar costru un cesto capiente con limboccatura stretta. Avrebbe catturato i pesci secondo lo stesso principio con cui li catturava lo stagno: facile entrare, difficile uscire. Sempre che avesse funzionato.
Lo fin quella sera stessa.
La mattina si rec al letamaio della taverna in cerca di qualcosa da usare come esca. Trov la testa di una gallina e due zampe di coniglio in decomposizione e le mise sul fondo del cesto.
Vi aggiunse una pietra, per stabilit, quindi cal la trappola nel laghetto.
Si costrinse a lasciarla dovera, senza controllarla, per ventiquattro ore.
La mattina seguente, mentre usciva di casa, Eadbald gli chiese: "Dove stai andando?".
"A controllare la mia trappola per pesci."
" quello che stavi costruendo?"
"Non so se funzioner."
"Vengo a vedere."
Lo seguirono tutti, Eadbald, Erman e pure Cwenburg con la bambina.
Edgar entr nello stagno con lacqua che gli arrivava alle cosce. Non ricordava esattamente dove aveva calato la trappola e fu costretto a chinarsi e a cercarla tastoni nel fango. Era anche possibile che si fosse spostata durante la notte.
"Lhai persa!" lo sbeffeggi Erman.
Non poteva averla persa: lo stagno non era abbastanza grande. Unaltra volta, per, avrebbe marcato la posizione con una specie di boa, magari un pezzo di legno legato al cesto con uno spago sufficientemente lungo da permettere al legno di galleggiare in superficie.
Sempre che ci fosse unaltra volta.
Finalmente le sue mani si posarono sul cesto.
Disse una preghiera silenziosa.
Trov limboccatura della trappola e la rivolse verso lalto, poi la sollev.
Sembrava pesante, e lui temette che si fosse incagliata.
Con uno sforzo la tir su oltre la superficie, con lacqua che sgorgava dai piccoli fori tra i ramoscelli intrecciati.
Quando tutta lacqua fu uscita, pot vedere bene dentro la trappola. Era piena di anguille.
"Guardate!" esclam Eadbald felice.
Cwenburg batt le mani. "Siamo ricchi!"
"Ha funzionato" disse Edgar con profonda soddisfazione. Quella pesca avrebbe permesso loro di mangiare in abbondanza per una settimana o pi.
"Ho visto anche un paio di trote l dentro e dei pesci pi piccoli che non conosco" osserv Eadbald.
"I pesciolini serviranno da esca per la prossima volta" disse Edgar.
"La prossima volta? Pensi di poterlo fare tutte le settimane?"
"Non ne sono sicuro, ma non vedo perch no. Anche ogni giorno. Ci sono uninfinit di pesci nel fiume."
"Avremo pi pesce di quanto riusciremo a mangiarne!"
"Allora ne venderemo una parte e compreremo della carne."
Se ne tornarono alla casa. Edgar portava il cesto su una spalla. "Mi chiedo perch nessuno labbia mai fatto prima" disse Eadbald.
"Il precedente fittavolo non ci avr pensato" rispose Edgar. Ci riflett e aggiunse: "E in questo posto nessun altro  tanto affamato da provare nuove idee".
Misero i pesci in un grande catino pieno dacqua. Cwenburg ne pul uno bello grosso e lo spell, quindi lo arrost sul fuoco per colazione. Brindle mangi la pelle.
Decisero che avrebbero consumato le trote per cena e preparato gli altri pesci per laffumicatura. Le anguille sarebbero state appese alle travi del tetto e tenute da parte per linverno.
Edgar mise i pesci piccoli nel cesto come esca e lo riport al laghetto. Si chiese quanti ne avrebbe tirati su questa volta. Se fossero stati anche la met di quelli pescati la mattina, ne avrebbe avuto qualcuno da vendere.
Si sedette a osservare il canale di scolo, largine del fiume e lo stagno. Aveva risolto il problema degli allagamenti e forse aveva fatto in modo che la famiglia avesse da mangiare nellimmediato futuro. E allora perch non era felice?
Non impieg molto a capire il motivo.
Lui non voleva fare il pescatore, e neanche il contadino. Quando aveva immaginato la vita che lo aspettava, non aveva mai pensato che la sua pi grande conquista sarebbe stata una trappola per pesci. Si sentiva come una delle sue anguille, che nuotavano in tondo dentro il cesto senza trovare una via duscita.
Sapeva di avere talento. Alcuni uomini erano bravi a combattere, altri riuscivano a recitare un poema per ore intere, altri ancora sapevano governare una nave orientandosi con le stelle. Il suo dono aveva a che fare con le forme, e anche con i numeri, con la capacit di intuire la relazione tra peso e carico, pressione e sforzo e quella torsione per la quale non esisteva parola.
Cera stato un tempo in cui non si rendeva conto di quel suo eccezionale talento e senza volere aveva arrecato offesa, specialmente agli uomini pi anziani, dicendo:  ovvio, no?.
Il punto era che lui certe cose le vedeva. Aveva immaginato lacqua in eccesso che correva lungo il campo fino al canale di scolo e da l al fiume. E quella immagine era diventata realt.
Poteva fare ancora di pi. Aveva costruito unimbarcazione vichinga, un capanno di pietra e un canale, ma quello era solo linizio. Il suo dono doveva essere impiegato per imprese pi grandi. Lo sapeva, cos come aveva saputo che i pesci sarebbero finiti nella trappola.
Era il suo destino.


Capitolo 21.

Settembre 998.
Aldred stava facendo un gioco pericoloso, cercando di rovesciare un vescovo. Tutti i vescovi erano potenti, ma Wynstan era anche spietato e brutale. Labate Osmund aveva ragione a temerlo. Arrecargli offesa era come infilare la testa nelle fauci di un leone.
Ma i cristiani certe cose dovevano farle.
Pi ci pensava, pi si convinceva che luomo giusto per perseguire Wynstan era lo sceriffo Den. Innanzitutto, lo sceriffo rappresentava il re, e la falsificazione di monete era un crimine contro il re, che aveva il dovere di garantire la solidit della moneta. Secondariamente, lo sceriffo e i suoi uomini formavano un gruppo in grado di tenere testa a Wilwulf e ai suoi fratelli: uno limitava il potere dellaltro, e questo causava malanimo in entrambe le fazioni. Aldred era certo che Den odiasse Wilf. E poi, perseguire con successo un falsario di rango cos elevato sarebbe stata una vittoria personale per lo sceriffo. Avrebbe fatto cosa gradita al re, il quale lo avrebbe ricompensato generosamente.
Aldred parl con Den la domenica, dopo la messa. Fece in modo che sembrasse un incontro casuale tra due uomini importanti che si scambiano cortesie: voleva evitare a ogni costo di dare limpressione che stessero cospirando. Sorridendo amabilmente gli disse, a voce bassa: "Ho bisogno di parlarvi in privato. Posso venire alla vostra residenza domani?".
Gli occhi di Den si spalancarono per la sorpresa. Era dotato di unintelligenza pronta e aveva capito che non si trattava di una visita di cortesia. "Certamente" rispose, con lo stesso tono garbato con cui ci si scambierebbero dei convenevoli. "Sar un piacere."
"Nel pomeriggio, se vi aggrada." Era il momento in cui gli impegni religiosi dei monaci erano minori.
"Certamente."
"Meno persone ne sono a conoscenza, meglio ."
"Capisco."
Lindomani Aldred usc di soppiatto dallabbazia dopo il pasto di mezzogiorno, quando gli abitanti della citt stavano ancora digerendo il montone e la birra, insonnoliti, e cera poca gente per le strade. Ora che stava per raccontare ogni cosa allo sceriffo, cominci a preoccuparsi della sua reazione. Den avrebbe avuto il coraggio di mettersi contro il potentissimo Wynstan?
Lo trov nella sala grande, da solo. Stava affilando la sua spada preferita con una pietra. Aldred cominci il racconto partendo dalla sua prima visita a Drengs Ferry: lostilit degli abitanti, latmosfera di immoralit diffusa alla collegiata, e la sensazione che l si celasse un segreto inconfessabile. Den si mostr incuriosito dalle visite trimestrali di Wynstan e dai suoi doni, e divertito allidea che il monaco avesse mandato qualcuno a seguire Wynstan nelle case di malaffare di Combe. Ma quando Aldred gli spieg di aver pesato le monete, pos la spada e la pietra e gli dedic tutta la sua attenzione.
"Senza dubbio Wynstan e Degbert vanno a Combe per spendere parte delle monete false e cambiare le altre con monete autentiche: in una grande citt dove c un sacco di commercio,  meno probabile che ci si accorga dei falsi."
Den annu. "Mi pare sensato. In una citt, i penny passano rapidamente di mano in mano."
"Le monete, per, devono essere coniate a Drengs Ferry. Per fare delle copie perfette dei coni usati nelle zecche reali  necessaria labilit di un gioielliere... e alla collegiata di Drengs Ferry c un gioielliere. Si chiama Cuthbert."
Den era inorridito e al tempo stesso impaziente di saperne di pi. Sembrava sinceramente sconvolto dallenormit di quel crimine. "Un vescovo!" esclam con un sussurro infervorato. "Che falsifica le monete del re!" Ma era anche eccitato. "Se riesco a smascherare questo crimine, re Etelredo non dimenticher mai il mio nome!"
Quando si fu calmato, Aldred lo costrinse a concentrarsi su come colpire.
"Dobbiamo coglierli sul fatto" disse Den. "Devo vedere i materiali, gli utensili, il procedimento. Devo vederli mentre le forgiano, quelle monete false!"
"Io credo si possa fare" replic Aldred, mostrandosi pi fiducioso di quanto fosse in realt. "Lo fanno a cadenze regolari, sempre qualche giorno dopo che sono state pagate le rendite. Wynstan riscuote il dovuto, porta le monete autentiche a Drengs Ferry, e l le trasforma in monete false pari al doppio della quantit originaria."
" diabolico! Ma, se vogliamo prenderli, non devono sospettare di nulla." Den si mise a riflettere. "Dovrei partire da Shiring prima di Wynstan, cos che non gli venga il dubbio di essere seguito. Mi servir un pretesto: potrei fingere di andare a cercare Grugno di Ferro, diciamo... nei boschi intorno a Bathford."
"Ottima idea. Ho sentito dire che qualche settimana fa da quelle parti sono state rubate delle capre."
"A quel punto dovremmo nasconderci nella foresta vicino a Drengs Ferry, ben lontano dalla strada. Per ci servirebbe qualcuno che ci avverta quando Wynstan arriva alla collegiata."
"A quello penso io. Ho un alleato nel villaggio."
"Fidato?"
"Sa gi tutto.  Edgar il costruttore."
"Ottima scelta. Ha dato un grosso aiuto a lady Ragna a Outhenham. Giovane, ma sveglio. Dovr avvisarci appena cominciano a coniare le monete. Pensate che sia disposto a farlo?"
"S."
"Direi che questo  il nostro piano a grandi linee, ma devo ragionarci meglio. Ne riparleremo pi avanti."
"Quando vi aggrada, sceriffo."
Il ventinove di settembre, festa di San Michele, il vescovo Wynstan era nella sua residenza di Shiring a riscuotere le rendite.
Il denaro continu a riversarsi nelle casse per tutto il giorno, procurandogli un piacere che non aveva nulla da invidiare al sesso. I capi dei villaggi vicini si presentarono la mattina, conducendo bestiame, spingendo carri stracarichi di merci, portando borse e casse piene di penny dargento. I tributi dovuti da luoghi pi lontani arrivarono nel pomeriggio. In qualit di vescovo Wynstan era anche signore di villaggi disseminati in altri distretti, e quei pagamenti sarebbero arrivati da l a uno o due giorni. Lui annotava tutto con scrupolo, come un contadino affamato conta i pulcini nel pollaio. Pi di tutto gli piacevano i penny dargento perch li poteva portare a Drengs Ferry, dove si sarebbero miracolosamente raddoppiati.
Al capo del villaggio di Meddock mancavano dodici penny. Il moroso era Godric, il figlio del prete, che era venuto con lui per fornire una spiegazione. "Mio signor vescovo, imploro la vostra clemenza" disse Godric.
"Lascia perdere, dove sono i miei soldi?" rispose Wynstan.
" piovuto tantissimo, prima e dopo il giorno di San Giovanni. Ho moglie e due figli e non so come riuscir a sfamarli questinverno."
La situazione era diversa dalla calamit dellanno precedente, quando ogni cittadino di Combe era caduto in miseria. "Gli altri abitanti di Meddock hanno pagato il dovuto" obiett Wynstan.
"La mia terra si trova su un versante rivolto a ponente, e il raccolto se l portato via lacqua. Vi pagher il doppio lanno prossimo."
"No, non lo farai, e verrai a raccontarmi unaltra frottola."
"Lo giuro."
"Se accettassi giuramenti al posto degli affitti, io sarei povero e voi sareste ricchi."
"Cosa devo fare?"
"Fatteli prestare."
"Ho chiesto a mio padre, il prete, ma lui non li ha."
"Se persino tuo padre si  rifiutato di aiutarti, perch dovrei farlo io?"
"Quindi cosa posso fare?"
"Procurati il denaro in qualche modo. Se non riesci a fartelo prestare, vendi te e la tua famiglia come schiavi."
"Ci prendereste come schiavi, mio signore?"
"La tua famiglia  qui?"
Godric la indic: una donna e due bambini che aspettavano nervosamente in disparte.
"Tua moglie  troppo vecchia per valere qualcosa, e i bambini sono troppo piccoli. Non mi servite. Prova con qualcun altro. La vedova Ymma, la commerciante di pellicce,  ricca."
"Mio signore..."
"Sparisci dalla mia vista." Poi si rivolse al capo del villaggio: "Se Godric non paga entro oggi, trova un altro fittavolo per il terreno esposto a ponente. E accertati che il nuovo capisca limportanza dei solchi di drenaggio. Siamo nellovest dellInghilterra, in nome del cielo... da noi piove sempre".
Arrivarono altri nella situazione di Godric, quel giorno, e Wynstan riserv a tutti lo stesso trattamento. Se si permetteva ai contadini di saltare un pagamento, la volta dopo si sarebbero presentati tutti quanti a mani vuote e con qualche storia lacrimevole.
Wynstan riscuoteva le rendite anche per Wilwulf. Ithamar, seduto accanto a lui, faceva due conteggi separati. Il vescovo teneva per s una modesta quota del denaro dovuto a Wilf. Era ben consapevole che la sua ricchezza e il suo potere erano accresciuti dallo stretto legame di parentela con laldermanno, e non avrebbe messo a repentaglio quella relazione.
Alla fine del pomeriggio, Wynstan convoc i servitori perch trasportassero alla cittadella i pagamenti in natura dovuti a Wilf, ma del denaro si occup direttamente: gli piaceva consegnarlo di persona, cos che sembrasse quasi un dono venuto da lui. Trov Wilf nella sala grande. "Le rendite sono calate rispetto a qualche tempo fa, prima che tu donassi la valle di Outhen a lady Ragna" disse.
"Lei  l, adesso" rispose Wilf.
Wynstan annu. Era la terza volta che Ragna riscuoteva personalmente le rendite. Dopo lo scontro avvenuto il giorno dellAnnunciazione, non aveva fretta di delegare il compito a un subalterno. " straordinaria" disse, come se la trovasse irresistibile. "Cos bella, cos intelligente. Capisco perch chiedi spesso il suo parere... anche se  una donna."
Era un complimento velenoso. Gli uomini succubi delle mogli erano oggetto di feroci battute, per lo pi oscene. A Wilf non sfugg lallusione. "Chiedo anche il tuo parere" ribatt "e tu non sei che un prete."
"Vero." Wynstan sorrise, accusando il colpo. Si sedette e un servitore gli vers una coppa di vino. "Ha fatto fare la figura dello sciocco a tuo figlio, per quella palla."
Wilf fece una smorfia. "Mi dispiace dirlo, ma Garulf  davvero uno sciocco. Lo ha dimostrato in Galles. Non  un codardo, anzi,  pronto a combattere anche nelle circostanze pi avverse, ma non  neppure un buon comandante. La sua idea di strategia  lanciarsi contro il nemico urlando con quanta voce ha in corpo. Per gli uomini lo seguono."
Passarono a parlare dei vichinghi. Quellanno le incursioni erano avvenute pi a est, nellHampshire e nel Sussex, e Shiring laveva scampata, a differenza dellanno precedente quando Combe e altre citt sotto il dominio di Wilf erano state devastate. Shiring, per, aveva patito per le forti piogge fuori stagione. "Forse Dio  arrabbiato con la gente di Shiring" osserv Wilf.
"Sar perch non dona abbastanza denaro alla Chiesa" ribatt Wynstan e Wilf rise.
Prima di tornare alla sua residenza, Wynstan and a fare visita a sua madre Gytha. Le diede un bacio e sedette accanto a lei vicino al fuoco. "Fratello Aldred  andato a parlare con lo sceriffo Den" disse lei.
"Davvero?" Wynstan era incuriosito.
" andato da solo e in gran segreto. Probabilmente  convinto che nessuno lo abbia visto. Per io sono venuta comunque a saperlo."
" una gattamorta. Si  rivolto allarcivescovo di Canterbury, alle mie spalle, per portarmi via la collegiata di Drengs Ferry."
"Non ha qualche punto debole?"
"C stato un incidente quandera ragazzo, una relazione amorosa con un altro giovane monaco."
"E da allora pi nulla?"
"No."
"Potrebbe tornare utile ma, se la cosa non si  pi ripetuta, non  sufficiente a farlo cadere. Considerato che vivono senza donne, direi che met di quei monaci passano il tempo a trastullarsi luno con laltro nel dormitorio."
"Aldred non mi preoccupa. Lho messo a tacere una volta, posso farlo di nuovo."
Questo non bast a rassicurare Gytha. "Non capisco" prosegu, preoccupata. "Cosa pu volere un monaco dallo sceriffo?"
"A me preoccupa di pi la puttana normanna."
Gytha annu. "Ragna  audace e intelligente."
"A Outhenham si  dimostrata pi furba di me. Non sono molte le persone che ci riescono."
"E ha convinto Wilf a scacciare Wignoth, il capo degli stallieri, che su mia richiesta le aveva azzoppato la cavalla."
" stato un grosso errore permettere che Wilf la sposasse" disse Wynstan con un sospiro.
"Quando hai negoziato il matrimonio, speravi di rafforzare il trattato con il conte Hubert."
" che Wilf la voleva a ogni costo."
"Avresti potuto impedire il matrimonio."
"Lo so" rispose Wynstan, abbattuto. "Avrei potuto tornare da Cherbourg dicendo che era troppo tardi, e che lei era gi stata promessa a Guillaume di Reims." Riflett su quanto aveva appena detto. Di solito con sua madre poteva essere sincero: lei era sempre e comunque dalla sua parte. "Wilf mi aveva appena nominato vescovo e la triste verit  che io non ne ho avuto il coraggio. Temevo scoprisse quello che avevo fatto. Pensavo che si sarebbe arrabbiato tantissimo. In realt, ora sono quasi certo che avrei potuto passarla liscia. Ma allora non lo sapevo."
"Non ti preoccupare per Ragna" disse Gytha. "Riusciremo a tenerla a bada. Lei non sa contro chi si  messa."
"Non ne sono tanto sicuro."
"A ogni modo, non avrebbe senso agire contro di lei adesso. Lo tiene in pugno." Gytha fece un sorriso furbesco. "Ma lamore di un uomo non dura per sempre. Dagli tempo e Wilf si stancher di lei."
"Quanto tempo?"
"Non lo so. Ci vuole pazienza. Verr il momento, vedrai."
"Ti voglio bene, madre."
"Anchio, figlio mio."
Certe mattine la trappola per i pesci era piena, certe altre era piena a met, altre ancora era vuota a parte qualche pesciolino, ma ogni settimana cerano pi pesci di quanti la famiglia potesse consumare. Li appesero ad affumicare alle travi del tetto e arriv un momento in cui sembrava che piovessero anguille. Un venerd, quando ritir la trappola e vide che era piena, Edgar decise di venderne un po.
Cerc un bastone lungo pi o meno una iarda e usando dei ramoscelli verdi vi appese dodici anguille belle grasse, quindi and alla taverna. Trov Ethel, la moglie pi giovane di Dreng, seduta fuori al sole di fine estate, intenta a spennare dei piccioni da mettere in pentola. Le sue mani ossute erano tutte rosse e imbrattate di grasso. "Vuoi delle anguille?" le disse. "Te ne do due per un fardino."
"Dove le hai prese?"
"Nel nostro campo di fieno che si  allagato."
"Bravo. Sono belle grasse. Ne comprer due."
Entr per chiedere il denaro a Dreng, e questi usc insieme a lei. "Dove le hai prese?" chiese anche lui a Edgar.
"Ho trovato un nido di anguille su un albero."
"Impertinente come sempre" disse Dreng, ma gli diede un quarto di penny dargento e Edgar se ne and.
Ne vendette due a Ebba, la lavandaia, e quattro a Bebbe la Grassona. Elfburg, che faceva le pulizie alla collegiata, disse che non aveva soldi, ma siccome suo marito Hadwine era andato nella foresta a raccogliere noci lei aveva in mente un modo per pagarlo in natura. Edgar declin lofferta.
Con quattro fardini nella sacchetta, Edgar port le anguille rimaste ai preti.
Edith, la moglie di Degbert, stava allattando un bambino davanti alla casa. "Sono belle" disse.
"Con mezzo penny te le do tutte e quattro" rispose lui.
"Sar meglio che chiedi a lui" rispose la donna, accennando col capo alla porta aperta.
Sentendo delle voci, Degbert usc. "Dove le hai prese, quelle?" chiese.
Edgar si trattenne dal dare unaltra risposta pungente. "Con linondazione si  formato uno stagno nel nostro campo di fieno."
"E chi ha detto che potevi prendere le anguille?"
"I pesci non hanno chiesto il permesso di nuotare fino al nostro podere."
Degbert guard il bastone a cui erano appesi i pesci. "Si direbbe che tu ne abbia gi vendute delle altre."
"Ne ho vendute otto" rispose Edgar con riluttanza.
"Dimentichi che qui il padrone sono io. Voi avete in affitto il podere, non il fiume. Se vuoi fare un laghetto per i pesci ti serve la mia autorizzazione."
"Davvero? Credevo fossi il padrone della terra, non del fiume."
"Tu sei un contadino ignorante e non sai niente. La collegiata ha un documento che riconosce a me i diritti di pesca."
"Ma da quando sono qui non ti ho mai visto prendere un solo pesce."
"Non ha importanza. Quello che  scritto  scritto."
"Dov questo documento?"
Degbert sorrise. "Aspetta qui." Entr e poco dopo torn stringendo in mano un foglio di pergamena piegato. "Ecco,  scritto qui" disse, indicando un paragrafo. "Chiunque prenda pesci dal fiume, dovr al decano un pesce ogni tre" concluse, con un sorriso trionfante.
Edgar non guard neppure la pergamena. Non sapeva leggere e Degbert ne era al corrente. Sul documento poteva esserci scritta qualunque cosa. Si sent umiliato perch era la verit: lui era solo un contadino ignorante.
"Hai preso dodici anguille, quindi me ne devi quattro" disse Degbert soddisfatto.
Edgar gli consegn il bastone con appesi i pesci.
Poi sent un rumore di zoccoli.
Alz lo sguardo verso la collina, imitato da Degbert e Edith. Cinque cavalieri scesero il pendio al galoppo e vennero a fermarsi alla collegiata. Edgar riconobbe luomo alla testa del gruppo: era il vescovo Wynstan.
Mentre Degbert dava il benvenuto allillustre cugino, Edgar ne approfitt per svignarsela. Pass davanti alla taverna e attravers il campo. I suoi fratelli stavano legando le spighe di avena, ma lui non si ferm a parlare con loro. Oltrepass il podere ed entr nella foresta.
Conosceva la strada. Segu un sentiero appena visibile tracciato dal passaggio dei cervi tra boschetti di querce e carpini, e dopo un miglio arriv a una radura. Lo sceriffo Den era l con fratello Aldred e una ventina di uomini, pi i cavalli. Formavano un gruppo impressionante, gli uomini armati di spade, scudi ed elmi, i cavalli nervosi e possenti. Vedendolo arrivare, due uomini estrassero la spada. Edgar li riconobbe: quello basso e minaccioso era Wigbert, quello grosso Godwine. Alz le mani per far vedere che non era armato.
" tutto a posto, lui  la nostra spia al villaggio" disse Aldred e gli uomini rinfoderarono le armi.
Edgar fece una smorfia. Non gli piaceva pensare a se stesso come a una spia.
Si era tormentato a lungo sulla questione. I falsari sarebbero stati scoperti e la loro punizione sarebbe stata crudele. Degbert se la meritava tutta, ma Cuthbert? Era soltanto un debole che obbediva agli ordini. Era stato costretto con le minacce a commettere un crimine.
Edgar, per, aveva orrore dellillegalit. Ma era sempre stata pronta a discutere con i rappresentanti della legge, ma non li avrebbe mai ingannati. Lillegalit era rappresentata dai vichinghi che avevano ucciso Sunni, e da Grugno di Ferro il fuorilegge, e dalle persone come Wynstan e Degbert che rubavano ai poveri fingendo di prendersi cura delle loro anime. Le persone migliori erano quelle che facevano rispettare la legge, i religiosi come Aldred e i nobili come Ragna.
"S, sono la spia" rispose con un sospiro. "E il vescovo Wynstan  appena arrivato."
"Bene" fece Den. La porzione di cielo visibile tra gli alberi era ridotta, ma la luminosit accecante del mezzogiorno aveva lasciato il posto alla luce morbida del tardo pomeriggio.
Edgar rispose alla tacita domanda di Den. "Non concluderanno molto alla forgia oggi. Ci vorr del tempo per accendere il fuoco e fondere i penny."
"Quindi cominceranno domani."
"Direi che a met mattinata saranno nel pieno dellattivit."
Den era inquieto. "Non possiamo correre rischi. Potresti verificare come procedono e avvisarci quando  il momento pi adatto per fare irruzione?"
"S."
"Ti lasceranno entrare nel laboratorio?"
"No, ma  da quello che capir. Certe volte chiacchiero con il gioielliere mentre  al lavoro. Parliamo di attrezzi, di metalli..."
"Come farai a capirlo?" chiese Den spazientito, interrompendolo.
"Lunico momento in cui Cuthbert chiude la porta  quando c Wynstan. Busser e chieder di Cuthbert. Se mi mandano via, significa che sono allopera."
Den annu. "Bene" disse. "Tu avvertici. Noi ci teniamo pronti."
Quella sera Wynstan fece il giro del villaggio e consegn un bel pezzo di pancetta a ogni famiglia.
La mattina seguente, prima di colazione, Cuthbert and nel suo laboratorio ad accendere il fuoco. Us il carbone di legna, che produceva maggior calore rispetto al legno o al carbone estratto nelle miniere.
Wynstan si accert che la porta che dava sullesterno fosse chiusa e sbarrata, e mise Cnebba di guardia fuori. Quindi consegn a Cuthbert una cassa rinforzata con bande di ferro piena di monete dargento.
Cuthbert prese un grande crogiolo di argilla e lo affond nel carbone fino al bordo. Riscaldandosi, il crogiolo assunse lentamente il colore rosso del sole allalba.
Mischi cinque libbre di rame in scaglie sottili ottenute da una verga cilindrica con un peso uguale di penny dargento, mescolando il tutto scrupolosamente, quindi rovesci lamalgama nel crogiolo. Ravviv le fiamme con due mantici e poi, mentre il miscuglio si fondeva, lo gir con un grosso mestolo. Il legno immerso nel metallo bollente cominci a bruciare, ma quello non era un problema. Il crogiolo di argilla continu a cambiare colore, diventando di un giallo acceso, il colore del sole a mezzogiorno. Il metallo fuso aveva assunto un color giallo scuro.
Sul banco da lavoro Cuthbert aveva preparato dieci stampi di creta in fila. Ognuno di questi, quando fosse stato riempito fino allorlo, avrebbe contenuto una libbra di metallo fuso; Wynstan e Cuthbert lo avevano stabilito tempo prima a furia di tentativi.
Alla fine Cuthbert tolse il crogiolo dal fuoco usando due paia di tenaglie con i manici lunghi, e vers il metallo fuso negli stampi di creta.
La prima volta che Wynstan aveva assistito a quel procedimento aveva provato una gran paura. La falsificazione di monete era un reato gravissimo. Qualunque azione che interferisse con il conio era considerata un tradimento contro il re. La punizione prevista, in teoria, era lamputazione della mano, ma potevano essere inflitte condanne anche pi severe.
Quella prima volta - Wynstan era ancora un semplice arcidiacono - aveva camminato a lungo su e gi per la collegiata, entrando e uscendo dalla forgia, continuando a guardare fuori per vedere se si stesse avvicinando qualcuno. Si era comportato proprio come un uomo colpevole, ora se ne rendeva conto, ma nessuno aveva osato fargli domande.
Ben presto aveva capito che la maggior parte delle persone preferiva non essere al corrente dei crimini commessi dai superiori, perch la consapevolezza poteva metterle nei guai. E lui rafforzava quel tacito accordo con dei doni. Dubitava che i residenti del piccolo villaggio immaginassero cosa accadeva realmente quattro volte allanno nella forgia di Cuthbert.
Wynstan sperava di non essere diventato incauto, ma soltanto pi sicuro di s.
Quando il metallo si fu raffreddato e indurito, Cuthbert rovesci gli stampi e fece uscire gli spessi dischi ottenuti. Quindi cominci a martellare ogni disco rendendolo pi largo e sottile, fino a coprire una grande traccia circolare incisa con precisione sul bancone e ripartita da divisori. Da ogni disco di miscela di rame e argento si sarebbero ricavate duecentoquaranta monete vergini.
Cuthbert aveva fabbricato un punzone del diametro esatto di un penny, e con quello procedette a ritagliare le monete vergini dalla placca di metallo. Quindi raccolse con cura i frammenti avanzati per poi fonderli nuovamente.
Posati sul banco cerano tre pesanti strumenti di ferro di forma cilindrica. Due erano matrici, accuratamente incise da Cuthbert con degli stampi per le due facce dei penny di re Etelredo. La matrice inferiore, chiamata conio di incudine, mostrava la testa del re vista di profilo, con la scritta re degli inglesi in latino. Cuthbert la posizion saldamente nellintaglio sullincudine. La matrice superiore, chiamata conio di martello, riportava una croce oltre alla menzognera iscrizione coniata da Elfwine di Shiring, anche questa in latino. Lanno precedente il disegno era stato cambiato allungando i bracci della croce, una modifica che complicava il lavoro dei falsari, che era poi il motivo per cui il re laveva apportata. Il lato opposto del conio di martello era deformato a furia dei continui colpi di mazza. Il terzo oggetto era un cilindro che teneva perfettamente allineate le due matrici.
Cuthbert pos un tondello vergine sul conio di incudine, vi fece scivolare sopra il cilindro e vi inser il conio di martello fino a farlo poggiare sul tondello. Quindi impugn la mazza con la testa di ferro e sferr un colpo violento sul conio di martello.
Sollev il conio e tolse il cilindro. La faccia superiore del tondello ora recava impressa limmagine della croce. Con un coltello spuntato fece leva per staccare il tondello dal conio di incudine, quindi lo gir per controllare limmagine del volto del re sullaltro lato.
Non era del colore giusto, perch il metallo era marrone anzich argento. Ma quello era un problema facilmente risolvibile. Servendosi delle tenaglie, Cuthbert scald la moneta sul fuoco e poi la immerse in un vaso contenente spirito di vetriolo. Sotto gli occhi di Wynstan, lacido asport il rame dalla superficie della moneta, lasciando uno strato di argento puro.
Wynstan sorrise. Monete a volont per quattro soldi. Pochi spettacoli gli procuravano un piacere come quello.
Erano due le cose che gli davano gioia: il denaro e il potere. Che poi erano la stessa cosa. A lui piaceva esercitare potere sulle persone e il denaro gli permetteva di farlo. Per lui denaro e potere non erano mai abbastanza. Era un vescovo, ma voleva essere nominato arcivescovo, e quando vi fosse riuscito avrebbe fatto di tutto per diventare un alto funzionario del re, e poi magari re. Anche allora, per, avrebbe desiderato ancor pi potere e denaro. La vita era cos, riflett: la sera potevi mangiare fino a scoppiare e il mattino dopo ti svegliavi comunque affamato.
Cuthbert rimise il crogiolo di creta sul focolare e lo riemp con unaltra dose della miscela di monete dargento e scaglie di rame.
Mentre la miscela si fondeva, sferr un colpo sul conio di martello e tir fuori unaltra moneta.
"Intatte come le tette di una vergine" disse Wynstan, ammirato.
Cuthbert immerse la moneta nello spirito di vetriolo.
Si sent un rumore allesterno.
Cuthbert e Wynstan si immobilizzarono e rimasero in ascolto, in silenzio.
Udirono Cnebba che diceva: "Vattene".
"Sono qui per vedere Cuthbert" ribatt la voce di un giovane.
" Edgar il costruttore" sussurr Cuthbert.
Wynstan si rilass.
Fuori, Cnebba chiese: "Cosa vuoi da Cuthbert?".
"Volevo dargli unanguilla."
"Puoi darla a me."
"Posso darla anche al diavolo, ma  per Cuthbert."
"Lui ha da fare. E adesso sparisci."
"Buona giornata anche a voi, signore."
"Maledetto impertinente."
Attesero in silenzio, ma la conversazione era cessata, e dopo qualche secondo Cuthbert si rimise allopera. Cerc di accelerare, infilando i tondelli nel cilindro, picchiando sul conio ed estraendo le monete con la stessa velocit con cui una cuoca sguscia i piselli. Il mastro coniatore, Elfwine di Shiring, lavorando con due aiutanti riusciva a produrre qualcosa come settecento monete allora. Cuthbert immergeva i penny marroni nellacido, riprendeva quello che stava facendo e dopo qualche minuto si interrompeva per recuperare le monete argentate.
Wynstan lo osservava affascinato senza rendersi conto del passare del tempo. La parte pi difficile, riflett, era spenderlo, quel denaro. Poich il rame pesava meno dellargento, le monete false non potevano essere usate per transazioni importanti in cui il denaro doveva essere pesato. Lui usava i penny di Cuthbert nelle taverne, nei bordelli e nelle bische, dove si divertiva a spendere e spandere.
Stava osservando Cuthbert che per la seconda volta sollevava dal braciere il crogiolo pieno di metallo fuso, quando le sue fantasticherie vennero nuovamente interrotte da un altro rumore proveniente da fuori. "Cosa c, adesso?" mormor, seccato.
Questa volta il tono di Cnebba era diverso. Prima, mentre parlava con Edgar, era sprezzante; ora, invece, sembrava spaventato e intimidito e questo allarm Wynstan. "Chi siete?" domand Cnebba a voce alta e preoccupata. "Da dove siete spuntati? Cosa vi viene in mente di arrivare di soppiatto alle spalle di un poveraccio?"
Cuthbert pos il crogiolo sul banco e disse: "Oh, Ges, salvatemi. Chi sar?".
Qualcuno scosse la porta, ma era sbarrata.
Wynstan ud una voce che gli parve di conoscere. "C un altro ingresso. Attraverso la casa principale."
Chi era? Un attimo dopo gli venne in mente: fratello Aldred, dellabbazia di Shiring.
Wynstan si ricord di aver detto alla madre che Aldred non costituiva una minaccia.
"Io lo faccio crocifiggere" disse a denti stretti.
Cuthbert era immobile, pietrificato dalla paura.
Wynstan si guard attorno. Ovunque cerano prove che lo incriminavano: metallo adulterato, coni illegali, monete false. Era impossibile nascondere tutto: un crogiolo rovente che conteneva metallo fuso non si poteva infilare dentro una cassa. La sua unica speranza era impedire ai visitatori di entrare nel laboratorio.
Usc dalla porta interna che comunicava con la collegiata. La grande stanza era affollata dai chierici e dalle loro famiglie, gli uomini intenti a chiacchierare, le donne a preparare le verdure, i bambini a giocare. Quando udirono sbattere la porta, alzarono tutti lo sguardo di scatto.
Un attimo dopo lo sceriffo Den fece irruzione dallingresso principale.
Den e Wynstan rimasero a fissarsi per un istante. Wynstan era sbigottito. Senza dubbio era stato Aldred a portarlo l, e poteva esserci solo una ragione.
Mia madre mi aveva avvertito pens e io non le ho dato ascolto.
Con uno sforzo ritrov il sangue freddo. "Sceriffo Den!" esclam. "Che sorpresa! Entrate, sedetevi, prendete una coppa di birra."
Aldred segu Den e indic la porta alle spalle di Wynstan. "Il laboratorio  da quella parte."
Dopo di loro entrarono due uomini armati che Wynstan riconobbe come Wigbert e Godwine.
Wynstan aveva con s quattro armigeri. Cnebba era di guardia davanti alla porta esterna del laboratorio, gli altri tre avevano passato la notte nelle stalle. Doverano finiti?
Altri uomini dello sceriffo entrarono nella collegiata e Wynstan cap che non aveva importanza dove fossero finiti i suoi armigeri: sarebbero stati comunque in minoranza. Quei vigliacchi probabilmente avevano gi deposto le armi.
Aldred attravers la stanza a grandi passi ma Wynstan rimase davanti alla porta del laboratorio, bloccandogli la strada. Aldred si rivolse a Den senza distogliere gli occhi da Wynstan. " l dentro."
"Fatevi da parte, mio signor vescovo" disse Den.
Wynstan sapeva di non avere altra arma a parte il suo rango. "Andate via di qui! Questa  una comunit di preti."
Den si guard attorno, osservando i chierici e le loro famiglie che assistevano in silenzio al confronto. "A me non sembra una comunit di preti" obiett.
"Ne risponderete davanti al tribunale del distretto" ribatt Wynstan.
"Oh, non vi preoccupate, davanti al tribunale del distretto ci finiremo di sicuro" disse Den. "E ora scostatevi."
Aldred spinse da parte Wynstan e pos la mano sulla porta. Wynstan, furioso, gli sferr un violento pugno in faccia. Aldred barcoll allindietro. A Wynstan dolevano le nocche: non era abituato alle scazzottate. Si massaggi la mano destra con la sinistra.
Den fece un cenno ai suoi armigeri.
Wigbert si avvicin a Wynstan. Il vescovo era pi grosso, ma Wigbert sembrava pi pericoloso.
"Non azzardatevi a mettere le mani addosso a un vescovo!" grid Wynstan, furioso. "La maledizione di Dio si abbatter su di voi."
Gli uomini esitarono.
"Un uomo malvagio come Wynstan non pu invocare la collera di Dio neanche se  un vescovo" disse Den.
Il suo tono sprezzante fece infuriare Wynstan.
"Prendetelo" ordin Den.
Wynstan mosse un passo, ma Wigbert fu pi veloce. Prima che il vescovo potesse scansarsi, lo afferr, lo sollev e lo spost di peso. Wynstan oppose una vana resistenza: i muscoli di Wigbert parevano le funi di una nave.
Wynstan divenne rosso in volto come il metallo nel crogiolo di Cuthbert.
Con uno scatto Aldred si infil nel laboratorio, con Den e Godwine alle calcagna.
Wynstan era ancora trattenuto da Wigbert e per il momento non accennava a reagire. Essere strattonato da un uomo dello sceriffo lo aveva scosso nel profondo. Wigbert allent appena la presa.
Il vescovo sent Aldred che diceva: "Guardate qui: rame per adulterare largento, coni per falsificare le monete del re e monete appena coniate sparpagliate sul banco da lavoro. Cuthbert, amico mio, cosa ti  preso?".
"Mi hanno costretto" rispose Cuthbert. "Io volevo solo fare ornamenti per la chiesa."
Maledetto bugiardo pens Wynstan. Eri ben contento di farlo e ti sei arricchito con i profitti.
Sent la voce di Den. "Da quanto tempo quel vescovo empio ti obbliga a svilire le monete del re?"
"Cinque anni."
"Be, adesso  finita."
Wynstan vide un fiume di monete dargento cambiare direzione e allontanarsi da lui, e divenne una furia. Con uno strattone si liber dalla presa di Wigbert.
Aldred osservava meravigliato la zecca clandestina in cui era stato trasformato il laboratorio di Cuthbert: il martello e le cesoie, il crogiolo sul fuoco, i coni e gli stampi, e il mucchio di scintillanti penny falsi. Nel frattempo, continuava a massaggiarsi la faccia nel punto in cui Wynstan lo aveva colpito, subito sopra lo zigomo sinistro. Poi ud lurlo di rabbia di Wynstan, seguito da unimprecazione di sorpresa da parte di Wigbert, e vide Wynstan entrare nel laboratorio come una furia.
Era paonazzo e schiumava di rabbia, come certi cavalli quando stanno male. Urlava oscenit come un pazzo.
Aldred lo aveva gi visto arrabbiato, per mai cos: sembrava avesse perso ogni controllo. Gridando parole incoerenti si lanci sullo sceriffo Den, il quale, colto di sorpresa, and a sbattere con la schiena contro il muro. Ma Den, che doveva avere esperienza di queste cose, alz una gamba e sferr un calcio violento, colpendo Wynstan al petto e spingendolo lontano.
Allora Wynstan rivolse la propria rabbia verso Cuthbert, che arretr facendosi piccolo piccolo. Wynstan afferr lincudine e la rovesci, facendo cadere a terra attrezzi e monete.
Poi prese il martello con la testa di ferro e lo lev in alto. Cera una furia omicida nei suoi occhi, e per la prima volta in vita sua Aldred credette di trovarsi al cospetto del diavolo.
Dando prova di coraggio Godwine and verso di lui. Wynstan cambi posizione, tir indietro il braccio e cal il martello sul crogiolo di metallo fuso che stava sul banco da lavoro. Largilla and in frantumi, schizzando metallo incandescente.
Aldred vide un getto bollente colpire Godwine in pieno viso. Lurlo di terrore e di dolore delluomo si interruppe un istante dopo essere iniziato. Poi qualcosa colp Aldred dietro il ginocchio. Avvert un dolore come mai gli era capitato di provare e perse i sensi.
Rinvenendo, Aldred url e continu a farlo per parecchi minuti. Alla fine le sue grida si tramutarono in mugolii. Qualcuno gli diede del vino forte da bere, ma questo riusc solo a farlo sentire confuso, oltre che terrorizzato.
Quando alla fine il panico si plac e il monaco fu tornato in s, si guard la gamba. Nel polpaccio aveva un buco grande come un uovo di tordo e la carne era carbonizzata. Gli faceva un male dellinferno. Immaginava che il metallo che gli aveva procurato quella ferita fosse caduto a terra, solidificandosi.
Una delle mogli dei preti port un unguento per la ferita, ma lui lo rifiut: chi poteva sapere quali magici ingredienti pagani ci fossero dentro? Cervelli di pipistrello, vischio pestato, escrementi di merlo? Gli cadde locchio sul fidato Edgar e gli chiese di scaldare un po di vino da versare sulla ferita per pulirla e di cercare un cencio pulito.
Un attimo prima di perdere i sensi, Aldred aveva visto un grosso schizzo di metallo fuso colpire al volto Godwine. Ora lo sceriffo Den gli disse che Godwine era morto e Aldred non fece fatica a immaginare come. Se una piccola goccia di metallo incandescente gli aveva provocato allistante quel buco nella gamba, la quantit che aveva colpito Godwine alla faccia doveva aver scavato la carne fino ad arrivare al cervello in un baleno.
"Ho arrestato Degbert e Cuthbert" disse Den. "Li terr in prigione fino al processo."
"E Wynstan?"
"Sono restio ad arrestare un vescovo. Non voglio mettermi contro tutta la Chiesa. E poi non  necessario:  improbabile che Wynstan tenti la fuga, e se dovesse farlo lo riprender."
"Spero che abbiate ragione. Io lo conosco da anni e non lho mai visto cos alterato. Non si tratta di semplice cattiveria. Sembra posseduto."
"Lo credo anchio" rispose Den. "Questo  un livello di malvagit mai visto. Ma non vi preoccupate. Lo abbiamo preso in tempo."


Capitolo 22.

Ottobre 998.
Ci sarebbero state delle ripercussioni, Edgar lo sapeva. Wynstan non avrebbe tollerato laccaduto. Avrebbe contrattaccato e non avrebbe avuto piet per quanti erano coinvolti nello smascheramento del suo crimine. Edgar sentiva crescere dentro la paura come una piccola escrescenza dura. Quanto era grave il pericolo che correva?
Aveva giocato un ruolo importante, ma sempre restando nellombra. Durante lirruzione nel laboratorio si era tenuto alla larga, e solo quando lagitazione si era placata aveva osato avvicinarsi alla collegiata insieme a un gruppetto di altri curiosi. Wynstan non poteva averlo notato, ne era certo.
Si sbagliava.
Ithamar, il segretario di Wynstan, il giovane con il volto rotondo e i capelli chiarissimi, arriv a Drengs Ferry una settimana dopo lirruzione. Successivamente alla messa fece un annuncio: in assenza di Degbert, il prete pi anziano tra quelli rimasti alla collegiata, padre Deorwin, era stato nominato decano ad interim. Non sembrava una notizia tale da giustificare un viaggio fin l, quando sarebbe bastata una lettera.
Mentre i fedeli uscivano dalla chiesetta, Ithamar si avvicin a Edgar, che era in compagnia di Erman, Eadbald, Cwenburg e la piccola Winnie. Ithamar non si perse in convenevoli. "Tu sei un amico di fratello Aldred di Shiring" gli disse a muso duro.
Era quello il vero motivo del viaggio di Ithamar? Edgar prov un brivido di paura. "Perch dici una cosa del genere?"
"Perch lo sei, idiota" si intromise quello stupido di Erman.
Edgar gli avrebbe mollato volentieri un pugno in faccia. "Nessuno ha parlato con te, Erman, quindi chiudi quella maledetta boccaccia" gli intim e poi si volt verso il giovane segretario. "Certo, conosco il monaco."
"Gli hai lavato la ferita dopo che si  bruciato."
"Come avrebbe fatto chiunque. Perch me lo chiedi?"
"Sei stato visto in compagnia di Aldred qui a Drengs Ferry, a Shiring e a Combe. E io ti ho visto con i miei occhi insieme a lui a Outhenham."
Ithamar stava solo dicendo che Edgar conosceva Aldred, tutto l. Sembrava non sapesse che era proprio lui la spia del monaco. E allora coserano tutti quei discorsi? Edgar decise di domandarglielo apertamente. "Che cosa vuoi dire, Ithamar?"
"Sarai uno dei compurgatori di Aldred?"
Ecco di cosa si trattava. Ithamar era l per scoprire chi sarebbero stati i compurgatori di Aldred. Edgar si sent sollevato. Sarebbe potuta andare molto peggio.
"Nessuno me lha chiesto" rispose.
Era vero, ma non del tutto. Edgar si aspettava che glielo chiedessero. Quando un compurgatore aveva una conoscenza diretta dei fatti, il suo giuramento aveva pi peso. Lui era stato nel laboratorio, aveva visto i metalli, i coni e le monete coniate di fresco, quindi il suo giuramento sarebbe stato utile a Aldred... e dannoso per Wynstan.
Ithamar lo sapeva. "Te lo chiederanno di sicuro" ribatt. Il suo volto fanciullesco si contorse in una smorfia di cattiveria. "E quando lo faranno, io ti consiglio di rifiutare."
Erman si intromise di nuovo. "Ha ragione, Edgar" disse. "La gente come noi dovrebbe restare fuori dalle beghe dei preti."
"Tuo fratello  saggio" osserv Ithamar.
"Vi ringrazio entrambi per il consiglio" disse Edgar "ma resta il fatto che io non sono stato chiamato a comparire per il processo al vescovo Wynstan."
Ithamar non era soddisfatto. "Ricordati" lo ammon, agitando un dito contro di lui "che il decano Degbert  il vostro padrone."
Edgar fu colto alla sprovvista. Non si aspettava di ricevere minacce. "Cosa intendi dire?" Si avvicin a Ithamar. "Esattamente?"
Ithamar parve intimorito e fece un passo indietro, ma assunse unespressione minacciosa e rispose con aria di sfida: "I nostri fittavoli devono sostenere la Chiesa, non cercare di indebolirla".
"Io non cercherei mai di indebolire la Chiesa. Per esempio, non fabbricherei mai monete false in una collegiata."
"Non fare il furbo con me. Ti sto dicendo che se ti metti contro il tuo padrone lui vi caccer dal podere."
"Dio ci salvi. Non possiamo perdere il podere" disse Erman. "Ci stavamo appena rimettendo in sesto. Edgar, ascolta le sue parole. Non essere stupido."
Edgar fiss Ithamar incredulo. "Siamo in chiesa e tu hai appena assistito alla messa" disse. "Siamo circondati da angeli e santi, invisibili ma reali. Loro sanno cosa stai facendo. Tu stai provando a evitare che si sappia la verit, stai proteggendo un uomo malvagio dalle conseguenze dei suoi crimini. Cosa pensi che stiano sussurrando gli angeli, tra loro, mentre ti vedono commettere questi peccati, con il vino del sacramento ancora sulle labbra?"
"Edgar,  lui il prete, non tu!" protest Eadbald.
Ithamar impallid e gli ci volle qualche istante per trovare una risposta. "Io proteggo la Chiesa e gli angeli lo sanno" replic, anche se a guardarlo sembrava che non ci credesse neppure lui. "E tu dovresti fare altrettanto. Altrimenti subirai lira dei sacerdoti di Dio."
"Devi fare come dice, Edgar, altrimenti ci ritroveremo come eravamo quindici mesi fa, senza una casa e senza un soldo." Il tono di Erman era disperato.
"Ho capito il messaggio" rispose Edgar, brusco. Era confuso, sconcertato e non voleva darlo a vedere.
"Dicci che non testimonierai, Edgar, ti prego" si intromise Eadbald.
"Pensa alla mia bambina" fece Cwenburg.
"Ascolta la tua famiglia, Edgar" disse Ithamar, quindi si allontan con laria di chi sente di aver fatto tutto il possibile.
Edgar si chiese cosa avrebbe detto la loro madre. Gli sarebbe servita la sua saggezza, in quel momento. Gli altri non gli erano di alcun aiuto. "Perch non ve ne tornate tutti al podere? Vi raggiungo."
"Cosa vuoi fare?" chiese Erman, insospettito.
"Vado a parlare con Ma" rispose Edgar e si allontan.
Usc dalla chiesa e attravers il camposanto fino al punto in cui riposava sua madre. Lerba sulla fossa era tenera e di un verde brillante. Edgar si ferm ai piedi della tomba e un le mani in un gesto di preghiera. "Non so cosa fare, Ma" disse.
Chiuse gli occhi e immagin che lei fosse viva, l accanto a lui, e lo ascoltasse con aria pensosa.
"Se giuro, ci cacceranno dal podere."
Sapeva che la madre non poteva rispondergli, ma lei viveva nel suo ricordo, e il suo spirito doveva essere l vicino: gli avrebbe parlato nella sua immaginazione, se solo lui le avesse aperto la mente.
"Proprio quando cominciavamo ad avere qualcosa da parte" disse. "Denaro per coperte, scarpe e carne... Erman e Eadbald hanno lavorato sodo... Si meritano una ricompensa."
Sapeva che lei era daccordo su quello.
"Per, se mi piego a Ithamar, aiuter un vescovo malvagio a sfuggire alla giustizia. Wynstan potr continuare come ha sempre fatto. So che tu non lo vorresti."
Gli pareva di aver esposto la situazione con chiarezza.
Nella sua mente, lei gli rispose con altrettanta chiarezza. La famiglia viene prima di tutto. Prenditi cura dei tuoi fratelli.
"Allora mi rifiuter di aiutare Aldred."
S.
Edgar apr gli occhi. "Sapevo che lo avresti detto."
Si volt per andarsene, ma in quel momento Ma gli parl di nuovo.
Oppure potresti giocare dastuzia aggiunse.
"E come?"
Non ci fu risposta.
"In che modo potrei giocare dastuzia?"
Ma lei non disse altro.
Laldermanno Wilwulf fece visita allabbazia di Shiring.
Aldred fu convocato in tutta fretta da un novizio trafelato mentre si trovava nello scriptorium. "Laldermanno  qui!"
Aldred fu assalito dalla paura.
"Ha chiesto dellabate Osmund e di te!" aggiunse il novizio.
Aldred era gi allabbazia quando il padre di Wilwulf ricopriva la carica di aldermanno, e non ricordava che n lui n il figlio avessero mai messo piede nel monastero. La faccenda era seria. Si concesse un momento perch il respiro si calmasse e il battito del cuore tornasse normale.
Non faceva fatica a immaginare la causa di quella visita insolita. In tutto il distretto, se non addirittura in tutta la parte ovest dellInghilterra, non si parlava daltro che dellirruzione dello sceriffo alla collegiata di Drengs Ferry. Un attacco a Wynstan era un affronto personale a suo fratello Wilwulf.
E probabilmente, agli occhi di Wilwulf, era Aldred il responsabile di quel guaio.
Come tutti gli uomini potenti, Wilwulf avrebbe fatto qualunque cosa pur di mantenere il potere. Ma sarebbe arrivato al punto di minacciare un monaco?
Un aldermanno doveva essere percepito come un giudice equo, altrimenti perdeva la sua autorit morale. E a quel punto avrebbe avuto difficolt a far rispettare le sue decisioni, compito arduo gi di per s. Poteva ricorrere alla guardia del corpo privata formata dai suoi armigeri per punire piccole trasgressioni occasionali, e poteva radunare un esercito - anche se con considerevoli costi e difficolt - per combattere i vichinghi o compiere incursioni contro i gallesi, ma sarebbe stato difficile per lui fronteggiare la persistente, velata insubordinazione delle persone che avevano perso fiducia nel loro signore. Lui aveva bisogno del rispetto della gente. Sarebbe stato disposto ad attaccare un monaco, a dispetto di tutto?
Aldred fu assalito da unondata di nausea e la ricacci indietro a fatica. Quando aveva cominciato a indagare su Wynstan, sapeva che si stava mettendo contro uomini spietati, e si era detto che era suo dovere farlo. Ma era facile correre dei rischi in teoria. Nella realt era tutta unaltra cosa.
Sal le scale zoppicando. Gli doleva ancora la gamba, specialmente quando camminava. Il metallo fuso aveva fatto pi danni di una coltellata.
Wilwulf non era uomo da far attendere fuori dalla porta, ed era gi stato ammesso nella stanza di Osmund. Nel suo mantello giallo era una presenza sfarzosa e mondana nel monastero dominato dal grigio e dal bianco. Se ne stava ai piedi del letto a gambe divaricate e mani sui fianchi, in una tipica posa aggressiva.
Labate era ancora costretto a letto. Stava seduto, con un berretto da notte in testa e laria spaventata.
Aldred si mostr pi tranquillo di quanto fosse in realt. "Buongiorno a voi, aldermanno" disse con vivacit.
"Entra, monaco" rispose Wilwulf, come se quella fosse casa sua e i monaci dei visitatori. E poi aggiunse con un certo compiacimento: "Credo che sia stato mio fratello a farti quellocchio nero".
"Non vi preoccupate" rispose Aldred con sussiego deliberato. "Se il vescovo Wynstan confessa e chiede perdono, il Signore avr piet di lui per questo gesto di violenza indegno di un sacerdote."
" stato provocato!"
"Dio non accetta questa scusa, aldermanno. Ges ci ha insegnato a porgere laltra guancia."
Wilwulf si lasci sfuggire un grugnito esasperato e cambi atteggiamento. "Sono sommamente contrariato per quanto  successo a Drengs Ferry."
"Anchio" rispose Aldred, passando alloffensiva. "Un crimine cos odioso contro il re! Per non parlare dellomicidio delluomo dello sceriffo, Godwine."
"Sta zitto, Aldred, lascia parlare laldermanno" disse Osmund timoroso.
La porta si apr ed entr Hildred.
Wilwulf era seccato per entrambe le interruzioni. "Non ti ho mandato a chiamare" disse, rivolto a Hildred. "Chi sei tu?"
Fu Osmund a rispondere alla domanda. "Questo  il tesoriere Hildred, che ho nominato mio facente funzione per il periodo della mia malattia. Dovrebbe ascoltare tutto quello che voi avete da dire."
"Va bene." Wilwulf riprese il discorso. " stato commesso un crimine, ed  un crimine obbrobrioso" ammise. "Ora, per, la questione  cosa si debba fare."
"Giustizia" rispose Aldred. "Ovviamente."
"Sta zitto" ordin Wilwulf.
"Aldred, stai soltanto peggiorando la tua situazione" disse Osmund con tono supplice.
"La mia situazione?" ribatt Aldred indignato. "Non sono io a trovarmi nei guai. Non sono stato io a contraffare la moneta del re.  stato il fratello di Wilwulf."
Wilwulf era in una posizione di debolezza. "Non sono qui per discutere del passato" disse, evasivo. "La questione , come ho detto un momento fa, cosa si debba fare adesso." Si volt verso Aldred. "E non dire di nuovo giustizia o ti stacco quella testa rapata dal collo."
Aldred non apr bocca. Non era neppure il caso di far notare che era quantomeno poco dignitoso per un nobile minacciare un monaco di violenza fisica.
Wilwulf parve rendersi conto di essersi svilito e cambi tono. "Il nostro dovere, abate Osmund" disse, cercando di ingraziarselo mettendosi sul suo stesso piano " fare in modo che questo incidente non danneggi lautorit della nobilt n della Chiesa."
"Vero" disse Osmund.
Aldred lo trov preoccupante. Per Wilwulf la prepotenza era normale, ma il tono conciliante era sinistro.
"La falsificazione  cessata" disse Wilwulf. "I coni sono stati confiscati dallo sceriffo. Che scopo ha fare un processo?"
Aldred rest a bocca aperta. La sfrontatezza di quelluomo era stupefacente. Non fare un processo? Era uno scandalo.
"Il processo non servir a nulla, se non a gettare disonore su un vescovo che  anche il mio fratellastro" prosegu Wilwulf. "Riflettete se non sarebbe meglio che non si parlasse pi di questo incidente."
Meglio per quel criminale di tuo fratello pens Aldred.
"Capisco il vostro ragionamento, aldermanno" rispose Osmund, evasivo.
"State sprecando il vostro fiato, qui, Wilwulf" disse Aldred. "Qualunque cosa possiamo dirci tra noi, lo sceriffo non accetter mai la vostra proposta."
"Forse" rispose Wilwulf. "Ma potrebbe scoraggiarsi se tu ritirassi il tuo sostegno."
"Cosa intendete dire, esattamente?"
"Immagino ti vorr come suo compurgatore. Ti sto chiedendo di rifiutare... per il bene della Chiesa e della nobilt."
"Io devo dire la verit."
"Ci sono volte in cui la verit  meglio tacerla. Persino un monaco dovrebbe capirlo."
"Aldred, quello che afferma laldermanno  sensato" intervenne Osmund con tono di supplica.
Aldred fece un respiro profondo. "Immaginiamo che Wynstan e Degbert siano dei preti coscienziosi e dediti che consacrano la propria vita al servizio di Dio e si astengono dai peccati della carne, ma hanno commesso uno stupido errore che minaccia di mettere fine alla loro carriera. In questo caso s che dovremmo chiederci se la punizione non farebbe pi danno che bene. Loro, per, non sono questo genere di preti, no?" Aldred fece una pausa, quasi si aspettasse che Wilwulf rispondesse alla sua domanda, per laldermanno tenne saggiamente la bocca chiusa. Allora Aldred prosegu: "Wynstan e Degbert spendono il denaro della Chiesa nelle taverne, nelle bische, nei bordelli, e un sacco di persone ne sono al corrente. Se fossero spretati domani, sarebbe solo un bene per lautorit della nobilt e della Chiesa".
Wilwulf and in collera. "Non vorrai metterti contro di me, fratello Aldred."
"Certo che no" rispose Aldred, con maggior sincerit di quanto potesse sembrare.
"E allora fa come ti dico e ritira il tuo sostegno."
"No."
"Prenditi un po di tempo per rifletterci, Aldred" sugger Osmund.
"No."
Hildred si intromise per la prima volta nella conversazione. "Non vuoi sottometterti allautorit, come dovrebbe fare ogni monaco, e mostrare obbedienza al tuo abate?"
"No" rispose Aldred.
Ragna era incinta.
Non lo aveva ancora detto a nessuno, per ne era sicura. Probabilmente Cat lo aveva intuito, ma nessun altro sapeva. Ragna si teneva stretto il segreto di quella nuova vita che cresceva dentro di lei. Non faceva che pensarci mentre girava per la cittadella, ordinando alle persone di pulire, rassettare, riparare, accertandosi che non ci fosse nulla che potesse infastidire Wilf.
Portava male raccontarlo in giro troppo presto, lo sapeva. Molte gravidanze si concludevano con aborti spontanei. Nei sei anni tra la sua nascita e quella di suo fratello, sua madre ne aveva avuti diversi. Ragna decise che non lo avrebbe annunciato finch la pancia non fosse diventata troppo grossa per nasconderla sotto le pieghe della veste.
Era emozionata. A differenza di molte altre ragazze, lei non aveva mai sognato di avere un bambino, ma adesso che era successo scopr che non vedeva lora di amare e stringere tra le braccia un esserino indifeso.
Era contenta anche perch avrebbe adempiuto alla propria funzione nella societ inglese. Era una nobildonna sposata con un nobile e aveva il dovere di dargli degli eredi. Avrebbe lasciato sgomenti i suoi nemici e rafforzato il legame con Wilf.
Ma era anche spaventata. Il parto era doloroso e pericoloso, lo sapevano tutti. Quando una donna moriva giovane, di solito era a causa di un parto difficile. Lei avrebbe avuto Cat al suo fianco, ma Cat non aveva mai partorito. Ragna avrebbe tanto voluto che sua madre fosse l con lei. Ma cera una brava levatrice a Shiring - Ragna laveva conosciuta -, una donna con i capelli grigi, tranquilla e competente di nome Hildithryth, che tutti chiamavano Hildi.
Per intanto, era contenta che finalmente Wynstan fosse chiamato a rispondere dei propri peccati. Senza dubbio, la contraffazione era soltanto uno dei suoi crimini, ma era lunico a essere stato scoperto e lei sperava che ricevesse una punizione esemplare. Forse quellesperienza avrebbe fatto perdere un po della sua arroganza al vescovo. Buon per Aldred che lo aveva scoperto.
Sarebbe stato il primo processo importante a cui assisteva in Inghilterra, ed era impaziente di scoprire qualcosa di pi sulle leggi del paese. Sapeva che erano diverse da quelle della Normandia. L non valeva il principio biblico dellocchio per occhio, dente per dente. La punizione per aver commesso un omicidio di solito era una unammenda da pagarsi alla famiglia della vittima. Il risarcimento si chiamava guidrigildo, e variava a seconda della ricchezza e della posizione sociale della persona uccisa: un signore della terra valeva sessanta libbre dargento, un comune contadino ne valeva dieci.
Scopr qualcosa di pi quando Edgar and a trovarla. Stava separando delle mele su un tavolo, eliminando quelle guaste che non sarebbero durate fino allinverno con lidea di insegnare a Gilda a fare il sidro, quando vide Edgar entrare dal cancello principale e attraversare la cittadella, il fisico possente e landatura decisa.
"Siete cambiata" disse lui con un sorriso, appena la vide. "Cos successo?"
Aveva spirito di osservazione, specialmente per le forme. "Ho mangiato troppo miele inglese" rispose lei. Ed era vero: aveva sempre fame.
"Vi ha fatto bene." E poi, ricordandosi delle buone maniere aggiunse: "Se posso permettermi di dirlo, mia signora".
Si posizion allaltro lato del tavolo e la aiut a scegliere le mele, maneggiando con cura quelle sane e gettando le altre in un barile. Ragna intu che cera qualcosa che lo preoccupava. "Dreng ti ha mandato a comprare provviste?"
"Non sono pi al suo servizio. Mi ha cacciato."
Forse era l per chiedere lavoro a lei. Lidea non le dispiaceva per niente. "Perch ti ha cacciato?"
"Quando gli hanno riportato Blod, lui lha picchiata cos forte che credevo lammazzasse, e io sono intervenuto."
Edgar cercava sempre di fare la cosa giusta, riflett Ragna. Ma quanto era grave la sua situazione? "Puoi tornare al podere?" Forse era questo che lo angustiava. "Se non ricordo male, non  molto fertile."
"No, non lo . Ma ho costruito uno stagno per i pesci e ora abbiamo abbastanza da mangiare e anche qualcosa da vendere."
"E Blod sta bene?"
"Non lo so. Ho detto a Dreng che se osa ancora farle del male lo ammazzo, e forse ci penser due volte prima di picchiarla."
"Tu sai che ho cercato di comprarla, per salvarla da lui? Ma Wynstan me lo ha impedito."
Edgar annu. "A proposito di Wynstan..."
Ragna vide che si era istintivamente irrigidito, e pens che stesse per rivelarle la vera ragione di quella visita. "S?"
"Ha mandato Ithamar a minacciarmi."
"Di cosa ti ha minacciato?"
"Se testimonio al processo, la mia famiglia sar sfrattata dal podere."
"Per quale motivo?"
"La Chiesa ha bisogno di fittavoli che sostengano il clero."
"Ma  vergognoso! Cosa intendi fare?"
"Intendo sfidare Wynstan e testimoniare per Aldred. Ma la mia famiglia ha bisogno di un podere. Ora ho anche una cognata e una nipotina a cui pensare, oltre ai miei fratelli."
Ragna comprese che era combattuto, e prov pena per lui. "Capisco."
" per questo che sono venuto da voi. In tutta la valle di Outhen capiter spesso che si liberi una terra."
"Parecchie volte allanno. Di solito c un figlio o un genero pronto a subentrare, ma non sempre."
"Se sapessi di poter contare sul fatto che darete un podere alla mia famiglia, potrei essere uno dei compurgatori di Aldred e sfidare Wynstan."
"Se verrete sfrattati, vi dar un podere" rispose lei senza esitare. "Certo che lo far."
Ragna vide le spalle di Edgar abbassarsi per il sollievo. "Grazie. Non avete idea di quanto..." Con sua grande sorpresa, gli occhi castani del giovane si riempirono di lacrime.
Ragna allung il braccio sul tavolo e gli prese la mano. "Su di me puoi contare" gli disse. Trattenne la sua mano ancora un istante, poi la lasci andare.
Durante lassemblea capitolare, Hildred tese un tranello a Aldred.
Il capitolo era il momento del giorno in cui i monaci ricordavano le loro origini egualitarie. L erano tutti fratelli, uguali agli occhi di Dio e nella conduzione dellabbazia. Questo confliggeva con il voto di obbedienza, per cui nessuno dei due principi era pienamente rispettato. Nella pratica quotidiana i monaci facevano quello che ordinava labate, ma allassemblea del capitolo sedevano in cerchio e decidevano da pari su importanti questioni di principio, compresa lelezione di un nuovo abate quando il vecchio moriva. Se non emergeva un parere unanime, si ricorreva al voto.
Hildred cominci dicendo che doveva portare allattenzione dei monaci una faccenda che rattristava sia lui sia il povero abate Osmund, che giaceva infermo nel suo letto. Quindi pass a riferire della visita di Wilwulf. Mentre lui parlava, Aldred si guardava attorno, studiando i volti dei monaci. Nessuno tra i pi anziani pareva sorpreso, e Aldred cap che Hildred si era assicurato il loro appoggio in anticipo. I pi giovani sembravano stupiti e scandalizzati. Loro non erano stati preavvisati, nel timore che questo desse a Aldred la possibilit di imbastire una difesa.
Hildred concluse dicendo che aveva sollevato largomento durante il capitolo perch il ruolo di Aldred nelle indagini su Wynstan e limminente processo erano una questione di principio. "Perch esiste labbazia?" disse. "Qual  il nostro ruolo? Siamo qui per prendere parte alla lotta per il potere tra i nobili e le gerarchie ecclesiastiche? Oppure il nostro dovere  quello di ritirarci dal mondo e adorare Dio in pace, ignorando le tempeste della vita terrena che imperversano intorno a noi? Labate ha chiesto a Aldred di non intervenire in questo processo, ma lui si  rifiutato. Io credo che i fratelli qui riuniti abbiano il diritto di valutare quale sia la volont del Signore riguardo al nostro monastero."
Aldred vide che cera un certo consenso. Anche quelli che non erano stati convinti in precedenza da Hildred pensavano che i monaci non dovessero farsi coinvolgere in manovre politiche. I pi preferivano Aldred a Hildred, ma soprattutto preferivano una vita tranquilla.
Aspettavano che lui parlasse. Era come un incontro tra due gladiatori, riflett Aldred. Lui e Hildred erano i due monaci pi influenti a parte labate. Prima o poi, uno dei due avrebbe preso il posto di Osmund e quella discussione poteva fare la differenza nella battaglia finale.
Avrebbe esposto il suo punto di vista, ma temeva che molti dei confratelli avessero gi preso la loro decisione. Il ragionamento poteva non bastare.
Decise di alzare la posta.
"Concordo con quasi tutto quello che ha detto fratello Hildred." In una discussione era sempre bene mostrare rispetto per lavversario: le persone astiose non riscuotevano simpatie. "Questa  effettivamente una questione di principio, un problema che riguarda il ruolo dei monaci nel mondo. E io so che Hildred  sincero nellesprimere le sue preoccupazioni per labbazia." Forse stava esagerando con la generosit, e decise che era venuto il momento di smetterla. "Per, lasciate che vi esponga un punto di vista leggermente diverso."
Nella sala regnava il silenzio e tutti pendevano dalle sue labbra.
"I monaci devono occuparsi di questo mondo oltre che di quello che verr. Ci dicono di accumulare tesori in cielo, ma noi lo facciamo con le buone azioni che compiamo su questa terra. Viviamo in un mondo di crudelt, ignoranza e dolore, ma cerchiamo di renderlo migliore. Quando davanti ai nostri occhi viene commessa una malvagit, noi non possiamo restare in silenzio. Perlomeno... io non posso." Fece una pausa a effetto.
"Mi  stato chiesto di ritirarmi dal processo. Mi rifiuto. Per me questa non  la volont del Signore. E chiedo a tutti voi, fratelli miei, di rispettare la mia decisione. Ma se riterrete di espellermi da questa abbazia, io me ne andr." Si guard attorno. "Per me sarebbe un giorno triste."
Erano allibiti. Non si aspettavano che lui la mettesse in questi termini, prospettando di lasciare labbazia. Nessuno voleva che si arrivasse a tanto, tranne Hildred, forse.
Segu un lungo silenzio. A Aldred serviva che uno dei suoi amici suggerisse un compromesso, ma non aveva avuto modo di predisporre una strategia, e non gli rest che sperare che qualcuno ne elaborasse una al posto suo.
Alla fine fu fratello Godleof, il taciturno ex bovaro, ad arrivarci. "Non c nessun bisogno di espulsioni" disse con la sua caratteristica stringatezza. "Un uomo non dovrebbe essere costretto a fare ci che ritiene sbagliato."
"E il voto di obbedienza?" ribatt Hildred, indignato.
Godleof era parco di parole ma non mancava di intelligenza, ed era in grado di tenere testa a Hildred. "Esistono dei limiti" disse semplicemente.
Aldred vide che molti monaci erano daccordo. La loro obbedienza non era assoluta. Sent che il consenso si spostava a suo favore.
Aldred rimase sorpreso nel vedere il vecchio Tatwine, il suo compagno nello scriptorium, alzare la mano. Aldred non ricordava che avesse mai preso la parola nel capitolo prima di allora. "Io non esco dai confini dellabbazia da quasi ventitr anni" disse. "Ma Aldred  stato a Jumiges. Che si trova fuori dallInghilterra! E ha portato dei libri bellissimi, libri che non avevamo mai visto prima. Meravigliosi. Non esiste un solo modo per fare il monaco, capite?" Sorrise e annu, come se convenisse con se stesso. "Non esiste un solo modo."
I monaci pi anziani si commossero per quellintervento, tanto pi perch era cos raro. E poi Tatwine lavorava quotidianamente con Aldred e questo dava maggior peso alla sua opinione.
Hildred cap di essere stato battuto e decise di non spingere affinch la questione venisse messa ai voti. "Se il capitolo  disposto a perdonare la disobbedienza di Aldred" disse, cercando di nascondere la propria irritazione sotto una parvenza di indulgenza "sono sicuro che labate Osmund non vorr procedere diversamente."
La maggior parte dei monaci annu.
"Allora passiamo ad altro" prosegu Hildred. "Mi risulta che qualcuno si  lamentato per il pane ammuffito..."
Il giorno prima del processo, Aldred e Den bevvero una coppa di birra insieme e riesaminarono le loro possibilit. "Wynstan ha fatto tutto ci che era in suo potere per indebolire i nostri compurgatori, ma non credo ci sia riuscito."
Aldred annu. "Ha mandato Ithamar a minacciare Edgar di sfratto, ma Edgar ha convinto Ragna ad assegnargli un podere, se necessario, quindi adesso siamo tranquilli."
"E ho saputo che avete avuto la meglio nel capitolo."
"Wilwulf ha cercato di intimorire labate Osmund, ma alla fine il capitolo ha appoggiato me, anche se  stata dura."
"Wynstan non  amato nella comunit religiosa... getta discredito su tutti coloro che vi appartengono."
"C molto interesse per questo caso, e non solo a Shiring. Saranno presenti diversi vescovi e abati, e mi aspetto che ci sostengano."
Den gli offr dellaltra birra. Aldred rifiut e lo sceriffo ne vers una coppa per s.
"In che modo sar punito Wynstan?" chiese Aldred.
"Una legge stabilisce che al falsario venga tagliata la mano, che poi va inchiodata sulla porta della zecca. Unaltra prescrive la pena di morte per i falsari che operano nei boschi, che potrebbe essere il caso di Drengs Ferry. Ma comunque non sempre i giudici leggono i libri della legge. Spesso fanno come pare a loro, specialmente i tipi come Wilwulf. Ma prima dobbiamo riuscire a far condannare Wynstan."
Aldred aggrott la fronte. "Non vedo come un tribunale possa evitare di condannarlo. Lanno scorso re Etelredo ha costretto tutti gli aldermanni a giurare insieme ai dodici notabili pi importanti. Hanno dovuto impegnarsi a non nascondere alcun colpevole."
Den si strinse nelle spalle. "Wilwulf infranger il giuramento. E anche Wigelm."
"I vescovi e gli abati no."
"E non c motivo perch altri signori della terra, non legati da vincoli di parentela con Wilwulf, debbano mettere in pericolo le loro anime immortali per salvare Wynstan."
"Sia fatta la volont di Dio" disse Aldred.


Capitolo 23.

Primo novembre 998.
Durante la funzione del Mattutino, che si svolgeva prima dellalba, la mente di Aldred continuava a vagare. Lui si sforzava di concentrarsi sulle preghiere e sul loro significato, ma non riusciva a pensare ad altro che a Wynstan. Aveva afferrato un leone per la coda e, se non lo avesse ucciso, la bestia feroce avrebbe ucciso lui. Se avesse fallito al processo, quel giorno, sarebbe stata una catastrofe. La vendetta di Wynstan sarebbe stata spietata.
Dopo il Mattutino i monaci tornarono a letto, ma poco pi tardi si alzarono nuovamente per le Lodi. Attraversarono il cortile nellaria gelida di novembre ed entrarono in chiesa battendo i denti per il freddo.
Aldred scopr che in ogni inno, ogni salmo, ogni lettura cera qualcosa che gli ricordava il processo. Uno dei salmi di quel giorno era il numero 7, e Aldred salmodi le parole con trasporto: Salvami da chi mi perseguita e liberami, perch non mi sbrani come un leone.
A colazione mangi poco ma scol la coppa di birra, e avrebbe voluto berne ancora. Prima della funzione dellOra Terza, che trattava della crocifissione, lo sceriffo Den buss alla porta dellabbazia e Aldred, indossato il mantello, usc.
Den era accompagnato da un servo che portava un cesto. " tutto l dentro" disse. "I coni, il metallo adulterato, le monete false."
"Bene." Le prove materiali potevano essere importanti, specialmente se qualcuno era pronto a giurare sulla loro autenticit.
Si diressero verso la cittadella dellaldermanno, dove solitamente Wilwulf teneva udienza, davanti alla sala grande. Mentre passavano di fronte alla cattedrale, per, vennero bloccati da Ithamar. "Il processo si svolger qui" disse quello con aria compiaciuta. "Alla porta ovest della chiesa."
"Chi lo ha deciso?" chiese Den indignato.
"Laldermanno, ovviamente."
Den si volt verso Aldred. "Qui c lo zampino di Wynstan."
Aldred annu. "Rammenter a tutti il suo rango elevato di vescovo. Saranno riluttanti a condannarlo davanti alla cattedrale."
Den guard Ithamar. " colpevole e noi possiamo dimostrarlo."
"Rappresenta Dio sulla terra" ribatt Ithamar e si allontan.
"Potrebbe non essere del tutto un male che il processo si tenga qui" osserv Aldred. "Probabilmente ci saranno pi cittadini ad assistere, e loro di certo saranno contro Wynstan: chiunque falsifichi le monete  impopolare perch sono i commercianti del posto che si ritrovano con le monete false in saccoccia."
Den sembrava poco convinto. "Non penso che gli umori della folla possano fare molta differenza."
Aldred temeva che avesse ragione.
La gente della citt cominci a riunirsi, e i primi arrivati si assicurarono i posti con la visuale migliore. Alcuni erano curiosi di sapere cosa ci fosse dentro il cesto di Den. Aldred lo esort a lasciarli guardare. "Wynstan potrebbe cercare di impedirci di mostrare le prove durante il procedimento" disse. "Meglio se tutti le vedono prima."
Presto intorno a loro si radun un gruppo e Den rispose alle domande. Tutti avevano sentito parlare della falsificazione, ma vedere i coni, le monete perfettamente imitate e i blocchi di metallo marrone rendeva pi reale lintera vicenda, e i presenti rimasero molto scossi.
Wigbert, il capitano degli uomini dello sceriffo, condusse l i due prigionieri, Cuthbert e Degbert, con le mani e le caviglie legate in modo che non venisse loro in mente di tentare la fuga.
Arriv un servo che portava il seggio dellaldermanno con il suo bel cuscino rosso imbottito. Lo piazz proprio davanti alla grande porta di quercia. Accanto a questo, un prete sistem un tavolino e vi pos sopra un reliquiario - un contenitore in argento inciso che custodiva le reliquie di un santo - su cui le persone potevano prestare giuramento.
La folla si ingross e laria divenne greve dellodore di corpi non lavati. Di l a poco la campana della torre batt i suoi rintocchi, annunciando linizio del processo, e arrivarono i notabili della regione - i signori della terra e lalto clero -, che presero posto intorno al seggio dellaldermanno ancora vuoto, costringendo la gente comune ad arretrare. Vedendola arrivare, Aldred salut Ragna con un inchino e rivolse un cenno del capo a Edgar che era di fianco a lei.
Quando i cupi rintocchi si spensero, dentro la chiesa un coro inizi a cantare un inno. Den era furioso. "Questo  un tribunale, non una funzione religiosa!" sbott. "Cosa crede di fare Wynstan?"
Aldred sapeva esattamente cosa aveva in mente Wynstan. Un istante dopo il vescovo usc dalla grande porta sulla facciata ovest. Indossava una veste bianca ricamata con scene bibliche e un alto capello a cono bordato di pelliccia. Stava facendo limpossibile perch la gente non lo considerasse un criminale.
Wynstan and verso il seggio dellaldermanno e si ferm l accanto, con gli occhi chiusi e le mani giunte in preghiera.
" uno scandalo!" Den era furioso.
"Non funzioner" disse Aldred. "La gente lo conosce troppo bene."
Finalmente arriv Wilwulf con una nutrita scorta di armigeri. Per un attimo Aldred si chiese perch mai avesse con s cos tante guardie del corpo. La folla si zitt. Da qualche parte risuon un colpo di martello sul metallo: evidentemente cera un maniscalco molto indaffarato che continuava a lavorare nonostante il richiamo di un processo importante. Wilwulf attravers la folla a falcate decise, salutando con un cenno del capo i notabili riuniti, quindi si mise comodo sul cuscino. Era lunica persona seduta.
Il procedimento si apr con i giuramenti. Tutti - accusati, accusatori o compurgatori - dovevano posare la mano sul contenitore dargento e promettere a Dio di dire la verit, di condannare i colpevoli e liberare gli innocenti. Wilwulf aveva laria annoiata, ma Wynstan seguiva la procedura con attenzione, quasi pensasse di poter sorprendere qualcuno a pronunciare un giuramento in modo impreciso. Solitamente era poco interessato ai rituali, Aldred lo sapeva, ma quel giorno fingeva di essere scrupoloso.
Conclusi i giuramenti, Aldred percep la tensione dello sceriffo Den, pronto a cominciare il suo discorso daccusa. Ma Wilwulf si gir verso Wynstan e, con grande stupore del monaco, questi si rivolse al tribunale. " stato commesso un terribile crimine" disse con voce tonante e pervasa da profonda afflizione. "Un crimine, e un orrendo peccato."
Den mosse un passo avanti. "Aspettate!" grid. "Cos non va bene!"
"Non c niente che non vada, Den" ribatt Wilwulf.
"Io sono lo sceriffo e sono qui per presentare questo caso. La contraffazione  un crimine contro il re."
"Verr il tuo momento di parlare."
Aldred si preoccup. Non riusciva a capire cosa avessero in mente i due fratelli, ma era sicuro che non fosse niente di buono.
"Insisto! Io parlo a nome del re, e il re deve essere ascoltato!"
"Anchio parlo a nome del re, che mi ha nominato aldermanno" ribatt Wilwulf. "E ora chiudi la bocca, Den, o te la chiudo io."
Den pos la mano sullelsa della spada.
Gli armigeri di Wilwulf si irrigidirono.
Aldred si volt e cont dodici armigeri. Adesso capiva perch erano cos numerosi. Lo sceriffo, che non si aspettava reazioni violente, aveva portato con s soltanto Wigbert.
Den fece lo stesso calcolo e allontan la mano dalla spada.
"Va avanti, vescovo Wynstan" disse Wilwulf.
Quello era il motivo per cui re Etelredo voleva che i tribunali seguissero determinate procedure, riflett Aldred; cos i nobili non potevano prendere decisioni arbitrarie come aveva appena fatto Wilwulf. Coloro che si opponevano alla riforma di Etelredo sostenevano che le regole non facevano alcuna differenza e che la giustizia era garantita soltanto dal giudizio di un nobile assennato. Di solito chi lo affermava era un nobile.
Wynstan indic Degbert e Cuthbert. "Slegate quei preti" disse.
"Sono miei prigionieri!" protest Den.
"Sono prigionieri del tribunale" ribatt Wilwulf. "Slegateli."
Den fu costretto a cedere. Fece un cenno a Wigbert, il quale sciolse i legacci.
Adesso i due avevano unaria meno colpevole.
Wynstan alz di nuovo la voce in modo che tutti potessero sentirlo. "Il crimine, e il peccato,  la falsificazione della moneta del re." Punt un dito in direzione di Wigbert, che si spavent. "Fatti avanti" ordin. "Mostra alla corte cosa c in quel cesto."
Wigbert guard Den, e questi si strinse nelle spalle.
Aldred era sconcertato. Si aspettava che Wynstan cercasse di nascondere le prove materiali, e invece pretendeva che venissero mostrate. Cosaveva in mente? Aveva fatto di tutto per apparire innocente, e ora sembrava volersi accusare da solo.
Il vescovo tir fuori gli oggetti dalla cesta uno per uno. "Il metallo adulterato!" disse con enfasi. "Il conio di incudine. Il conio di martello. Il cilindro. E infine le monete, met argento e met rame."
I notabili convenuti sembravano perplessi quanto Aldred. Perch Wynstan stava attirando lattenzione sulle prove della sua malvagit?
"E, cosa peggiore in assoluto" grid Wynstan "tutto questo apparteneva a un prete!"
S pens Aldred apparteneva a te.
A quel punto Wynstan alz un dito accusatore e tuon: "Cuthbert!".
Tutti si voltarono verso di lui.
Wynstan prosegu. "Immaginate la mia sorpresa... immaginate il mio orrore quando sono venuto a sapere che questo crimine nefando veniva perpetrato proprio sotto il mio naso!"
Aldred rimase a bocca aperta per lo stupore.
Sulla folla era sceso un silenzio attonito: erano tutti sbalorditi. Avevano creduto che fosse Wynstan il colpevole.
"Avrei dovuto capirlo" continu lui. "S, sono colpevole di negligenza. Un vescovo deve vigilare e io non lho fatto."
Aldred ritrov la voce. "Ma siete stato voi a istigarlo!" grid, rivolgendosi a Wynstan.
"Ah, lo sapevo che uomini malvagi avrebbero cercato di coinvolgermi" disse il vescovo afflitto. " colpa mia. Io ho offerto loro lopportunit di farlo."
"Siete stato voi a dirmi di falsificare le monete" disse Cuthbert. "Io volevo solo fare ornamenti per la Chiesa. Voi mi avete costretto a farlo." Piangeva.
Wynstan mantenne lespressione dolente. "Figliolo, tu pensi di far sembrare meno grave il tuo crimine fingendo di essere stato convinto a commetterlo dai tuoi superiori..."
" la verit!"
Wynstan scosse il capo con aria triste. "Non funzioner. Hai fatto quello che hai fatto. Non aggiungere lo spergiuro al novero dei tuoi crimini."
Cuthbert si volt verso Wilwulf. "Confesso" disse, affranto. "Ho falsificato monete. So che sar punito. Ma  stato il vescovo a escogitare tutto. Non permettete che sfugga alla sua colpa."
"Ricorda che una falsa accusa  un crimine grave, Cuthbert" rispose Wilwulf, poi si gir verso Wynstan. "Prosegui, vescovo."
Wynstan si rivolse al gruppo dei notabili che lo osservavano rapiti. "Il crimine  stato abilmente occultato" disse. "Neppure il decano Degbert aveva idea di cosa combinasse Cuthbert nel suo piccolo laboratorio annesso alla collegiata."
"Degbert sapeva tutto!" esclam Cuthbert avvilito.
"Fa un passo avanti, Degbert" disse Wynstan.
Degbert obbed e Aldred not che ora si trovava in mezzo ai notabili, come se fosse uno di loro anzich un criminale in attesa del loro giudizio.
"Il decano ammette la sua colpa" prosegu Wynstan. " stato negligente, come me... ma nel suo caso la colpa  maggiore perch lui era alla collegiata ogni giorno, mentre io vi facevo visita solo occasionalmente."
"Degbert vi dava una mano a spendere il denaro!" disse Aldred.
Wynstan lo ignor. "In quanto vescovo, mi sono assunto la responsabilit di punire Degbert. Sar espulso dalla collegiata e spogliato del suo titolo di decano. Oggi  un semplice, umile prete e io lho preso sotto la mia personale supervisione."
E cos passa dalla collegiata alla cattedrale pens Aldred. Non  una grande privazione.
Possibile che stesse davvero accadendo una cosa del genere?
"Questa non  la punizione per un falsario!" grid Den.
"Sono daccordo" rispose Wynstan. "Degbert non  un falsario." Si guard attorno. "Nessuno qui nega che sia stato Cuthbert a forgiare le monete false."
Era la verit, pens Aldred afflitto. Non era tutta la verit, neanche lontanamente, ma non era proprio una menzogna.
Vide che i notabili cominciavano a conformarsi alla versione degli eventi fornita da Wynstan. Forse non gli credevano - dopotutto lo conoscevano bene -, per la sua colpevolezza non poteva essere provata. E poi era un vescovo.
Il colpo da maestro di Wynstan era stato quello di portare egli stesso il caso davanti alla corte, privando lo sceriffo della possibilit di esporre in maniera convincente tutta la storia: le visite di Wynstan a Drengs Ferry ogni tre mesi, dopo il giorno di pagamento delle rendite, i suoi doni ai residenti, i suoi viaggi a Combe in compagnia di Degbert e le loro serate di sperpero nelle taverne e nei bordelli della citt. Niente di tutto questo era emerso, e se fosse stato sollevato adesso sarebbe apparso fiacco e non probante.
Wynstan aveva giocato dazzardo usando monete false, ma nessuno era in grado di dimostrarlo. La sua vittima, Monsieur Robert, era il capitano di una nave che ora poteva trovarsi in qualunque porto dEuropa.
Lunico punto debole della storia di Wynstan era che lui non aveva scoperto il crimine di Cuthbert finch lo sceriffo non aveva fatto irruzione alla collegiata. Era una coincidenza troppo strana perch i notabili se la bevessero.
Aldred stava per farlo notare quando Wynstan lo anticip. "Io vedo la mano di Dio in tutto questo" disse il vescovo, con voce sempre pi altisonante. "Devessere stato per volere divino che, proprio mentre io scoprivo il crimine di Cuthbert, lo sceriffo Den arrivava a Drengs Ferry, giusto in tempo per arrestare il perfido prete! Sia lodato il cielo!"
Aldred era allibito per limpudenza di Wynstan. La mano di Dio! Davvero quelluomo non si preoccupava di come si sarebbe giustificato nel giorno del Giudizio? Wynstan si trasformava in continuazione. A Combe era parso schiavo del piacere, un uomo di Chiesa che aveva perso lautodisciplina; poi, quando era stato scoperto a Drengs Ferry sembrava posseduto, urlante, con la schiuma alla bocca; adesso era di nuovo sano di mente, e pi scaltro che mai, ma sempre pi immerso nel male. Doveva essere cos che il demonio si impossessava degli uomini, riflett Aldred: per gradi, con un peccato che conduceva a uno ancora peggiore.
La logica di Wynstan e la sicurezza con cui raccontava la sua storia ingannevole erano cos travolgenti che Aldred stesso si trov a chiedersi se potesse essere vera; e dalle facce dei notabili cap che erano propensi ad accettare la versione del vescovo, anche se dentro di loro nutrivano delle riserve.
Wilwulf percep il cambio di atmosfera e si affrett ad approfittarne. "Adesso che ci siamo occupati di Degbert, non ci resta che emettere la condanna per Cuthbert."
"Non va bene!" url lo sceriffo Den. "Dovete occuparvi delle accuse contro Wynstan."
"Nessuno ha accusato Wynstan."
"Cuthbert s."
Wilwulf si finse allibito. "Stai forse insinuando che il giuramento di un umile prete vale pi di quello di un vescovo?"
"Allora sar io ad accusarlo. Quando sono arrivato alla collegiata ho trovato Wynstan nel laboratorio con Cuthbert, mentre lopera di falsificazione era in corso!"
"Il vescovo Wynstan ha spiegato di aver scoperto proprio in quel momento il crimine... senza dubbio grazie alla divina Provvidenza."
Den si guard attorno, cercando gli occhi dei notabili. "Qualcuno di voi ci crede davvero?" disse. "Wynstan era nel laboratorio accanto a Cuthbert mentre questi fabbricava monete false dal vile metallo, ma aveva scoperto solo in quel momento cosa stava succedendo?" Si volt di scatto verso il vescovo. "E non veniteci a raccontare che  stata la mano di Dio.  qualcosa di molto pi terreno:  una bugia bella e buona."
"Credo che possiamo convenire che laccusa contro il vescovo Wynstan  falsa e dolosa" disse Wilwulf rivolto ai notabili.
Aldred fece un ultimo tentativo. "Il re verr informato di questo. Pensate davvero che creder alla storia del vescovo? E cosa dir dei notabili che hanno scagionato Wynstan e Degbert, e punito soltanto un umile prete?"
Gli altri sembravano in imbarazzo, ma nessuno disse una parola a sostegno di Aldred, e Wilwulf concluse: "Allora la corte conviene che Cuthbert  colpevole. A causa del suo malvagio tentativo di far ricadere la colpa su due uomini dellalto clero, la sua punizione sar pi severa del solito. Condanno Cuthbert a essere accecato e castrato".
"No!" grid Aldred, ma era inutile protestare.
A Cuthbert cedettero le gambe e lui si accasci a terra.
"Procedi, sceriffo!" disse Wilwulf.
Den esit, poi con riluttanza fece un cenno a Wigbert, che tir su Cuthbert e lo port via.
Wynstan prese di nuovo la parola. Aldred pensava che avesse gi ottenuto tutto quello che voleva, ma non era ancora finita. "Accuso me stesso!" grid il vescovo.
Wilwulf non parve sorpreso, e Aldred ne dedusse che, come tutto quanto era accaduto fino a quel momento, anche questo era stato organizzato in anticipo.
"Quando ho scoperto il crimine ero cos furibondo che ho distrutto gran parte degli attrezzi del falsario. Con il suo martello ho mandato in frantumi un crogiolo e il metallo fuso  schizzato ovunque, uccidendo un uomo innocente di nome Godwine.  stato un incidente, ma me ne assumo la colpa."
Ancora una volta, riflett Aldred, Wynstan traeva un vantaggio autoaccusandosi. Riusciva a mettere persino lomicidio in una luce migliore.
"Quello che hai fatto  comunque un crimine" disse Wilwulf con tono grave. "Sei colpevole di omicidio."
Wynstan chin la testa in un gesto di umilt. Aldred si chiese quanti si sarebbero fatti ingannare.
"Devi pagare un risarcimento alla vedova della vittima."
Dalla folla si stacc una giovane donna attraente che stringeva tra le braccia un bambino. Sembrava intimidita.
"Il prezzo per luccisione di un armigero  cinque libbre dargento" ordin Wilwulf.
Ithamar si fece avanti e porse una cassetta di legno a Wynstan.
Wynstan chin di nuovo il capo davanti alla vedova, le consegn la cassetta e disse: "Prego costantemente che Dio e tu mi perdoniate per quello che ho fatto".
Intorno a lui, molti dei notabili annuivano in segno di approvazione. Aldred avrebbe voluto mettersi a urlare. Conoscevano Wynstan! Come potevano credere che fosse sinceramente pentito? La sua ostentazione di rimorso cristiano li aveva spinti a dimenticare la vera natura di quelluomo. E lammenda ingente era una punizione severa, che distoglieva anchessa lattenzione dal modo in cui lui era riuscito a evitare unaccusa ben pi grave.
La vedova prese la cassetta e si allontan senza dire una parola.
E cos pens Aldred i potenti possono peccare impunemente mentre gli umili vengono brutalmente puniti. Quale poteva essere lo scopo di Dio in quella parodia di giustizia? Ma forse si poteva ottenere qualche piccolo vantaggio. Aldred pens che avrebbe dovuto agire subito, finch Wynstan ostentava una rettitudine morale. Quasi senza riflettere, disse: "Aldermanno Wilwulf, dopo quello che abbiamo sentito oggi,  chiaro che la collegiata di Drengs Ferry debba essere chiusa". Era il momento di ripulire quel covo di canaglie, ma non era necessario dirlo: limplicazione era ovvia.
Vide un lampo di rabbia attraversare il volto di Wynstan. Ma dur solo un attimo, lasciando il posto a unespressione di devota benevolenza.
Aldred prosegu. "Larcivescovo ha gi dato la sua approvazione acciocch la collegiata venga trasformata in una dipendenza dellabbazia di Shiring gestita da monaci. Poi il piano  stato accantonato, ma questo sembra un buon momento per riprenderlo in considerazione."
Wilwulf guard Wynstan in attesa di unimbeccata.
Aldred non faceva fatica a immaginare cosa stesse pensando Wynstan. La collegiata non era mai stata ricca, e adesso che lattivit di contraffazione era stata interrotta ne avrebbe tratto ben poco vantaggio. Era stata una comoda sinecura per suo cugino Degbert, ma ora era stato necessario rimuoverlo. Privarsene gli sarebbe costato poco o niente.
Senza dubbio, riflett Aldred, Wynstan non era contento di concedergli neppure una piccola vittoria, per doveva pensare allimpressione che avrebbe fatto se avesse cercato di proteggere la collegiata. Si era finto sgomento e inorridito dalla contraffazione, e la gente si aspettava che fosse felice di voltare le spalle al luogo in cui era avvenuta. Se si fosse nuovamente dimostrato contrario alla proposta di Aldred, le persone che non erano del tutto convinte della sua innocenza avrebbero potuto sospettare che volesse riprendere lattivit del laboratorio.
"Sono daccordo con fratello Aldred" disse Wynstan. "Tutti i chierici verranno assegnati ad altri compiti e la collegiata diventer un monastero."
Aldred ringrazi il cielo. Almeno una buona notizia!
Wilwulf si volt verso il tesoriere Hildred. "Fratello Hildred,  sempre questo il desiderio dellabate Osmund?"
Aldred non era certo di cosa avrebbe risposto Hildred. Di solito il tesoriere si opponeva a tutto quello che lui proponeva. Questa volta, per, era daccordo. "S, aldermanno" rispose. "Labate  impaziente di portare a compimento questo piano."
"Allora, cos sia" disse Wilwulf.
Hildred, per, non aveva ancora finito. "Inoltre..."
"S, fratello Hildred?"
" stata unidea di Aldred quella di trasformare la collegiata in un monastero, e ora lha riproposta. Fin dal principio, labate Osmund  stato convinto che la persona pi adatta a ricoprire la carica di priore di questa nuova istituzione fosse... proprio fratello Aldred."
Aldred fu colto di sorpresa. Non se laspettava. E non lo voleva. Non aveva alcun desiderio di guidare un minuscolo monastero nel mezzo del nulla. Lui voleva diventare abate di Shiring e creare un centro di erudizione e apprendimento di primordine.
Quello era un modo per sbarazzarsi di lui. Cos, Hildred sarebbe certamente subentrato a Osmund nella carica di abate.
"No, grazie, tesoriere Hildred, non sono degno di tale incarico."
Wynstan si intromise con malcelata esultanza. "Ma certo che ne sei degno, Aldred" disse.
Anche tu mi vuoi fuori dai piedi pens Aldred.
"E in quanto vescovo sono lieto di dare la mia immediata approvazione alla tua promozione" prosegu Wynstan.
"Non  affatto una promozione... io sono gi armarius dellabbazia."
"Oh, non essere ingrato" disse Wilwulf con un sorriso. "Potrai dare libero sfogo alle tue doti di capo."
"Spetta allabate Osmund nominare il priore. Questo tribunale sta cercando di usurpare la sua prerogativa?"
"Certo che no" rispose Wynstan in tono viscido. "Per possiamo approvare la proposta del tesoriere Hildred."
Aldred cap di essere stato superato in astuzia. Adesso che la nomina era stata avallata da tutte le persone pi importanti di Shiring, Osmund non avrebbe avuto il coraggio di andare contro la loro decisione. Era in trappola. E io che pensavo di essere furbo riflett.
"Dovrei fare unosservazione... se mi  concesso, fratello Wilf" disse Wynstan.
E adesso cosaltro c ancora? si chiese Aldred.
"Parla" rispose Wilwulf.
"Nel corso degli anni, uomini pii hanno donato delle terre per il mantenimento della collegiata di Drengs Ferry."
Aldred fu assalito da un brutto presentimento.
Wynstan prosegu. "Quelle terre sono state donate alla diocesi di Shiring e restano di propriet della cattedrale."
Aldred era indignato. Quando Wynstan diceva la diocesi e la cattedrale intendeva se stesso. " assurdo!" protest.
"Il villaggio di Drengs Ferry resta assegnato al nuovo monastero, come segno della mia buona volont" disse Wynstan con tono di sufficienza "ma il villaggio di Wigleigh donato da te, fratello, nel giorno delle tue nozze, e le altre terre che hanno finora contribuito al mantenimento della collegiata restano di propriet della diocesi."
"Non  corretto" obiett Aldred. "Quando larcivescovo Elfric ha trasformato Canterbury in un monastero, i preti che se ne sono andati non si sono portati via i beni della cattedrale!"
"Sono circostanze completamente diverse" ribatt Wynstan.
"Non sono daccordo."
"Allora decider laldermanno."
"No" insistette Aldred. "La questione  di competenza dellarcivescovo."
"Con il mio dono il giorno delle nozze ho inteso arrecare beneficio alla collegiata, non a un monastero, e credo che questo fosse anche lintendimento degli altri benefattori" disse Wilwulf.
"Voi non potete sapere quale fosse lintendimento degli altri benefattori."
Wilwulf sembrava arrabbiato. "Il mio giudizio  a favore del vescovo Wynstan."
"Deve decidere larcivescovo, non voi" ribad Aldred.
Wilwulf si offese nel sentirsi dire che la questione non rientrava nelle sue competenze. "Questo lo vedremo" disse, adirato.
Aldred sapeva gi come sarebbe andata a finire. Larcivescovo avrebbe ordinato a Wynstan di restituire le terre al nuovo monastero, ma lui lo avrebbe ignorato. Wilwulf aveva gi sfidato il re per due volte, prima con il trattato con il conte Hubert e poi sposando Ragna, e adesso Wynstan avrebbe accolto la decisione dellarcivescovo con lo stesso disprezzo. E cera poco che un re o un arcivescovo potessero fare quando un notabile si rifiutava di obbedire agli ordini.
Vide Wigbert parlare sottovoce con Den. Anche Wilwulf se ne accorse e chiese: " tutto pronto per la punizione?".
"S, aldermanno" rispose Den con riluttanza.
Wilwulf si alz in piedi. Circondato dai suoi armigeri avanz tra la folla e and al centro della piazza. I notabili lo seguirono.
L in mezzo era infisso un palo alto per occasioni come quella. Mentre tutti guardavano Wilwulf seduto sul suo seggio e ascoltavano la discussione, il povero Cuthbert era stato denudato e legato saldamente al palo cos che non potesse muovere alcuna parte del corpo, neppure la testa. Si affollarono tutti intorno a lui. La gente della citt si fece largo a gomitate per vedere meglio.
Wigbert prese un grosso paio di cesoie. Dovevano essere state affilate di fresco perch le lame scintillavano. Dalla folla si lev un mormorio. Guardando i volti delle persone intorno a s, Aldred vide con disgusto che molti erano assetati di sangue.
"Procedi" ordin lo sceriffo Den. "Esegui la condanna dellaldermanno."
Lo scopo di quella punizione non era uccidere il malfattore, ma condannarlo a unesistenza da mezzo uomo. Wigbert armeggi con le cesoie e le posizion in modo che le due lame si chiudessero sul sacco testicolare senza amputare il pene.
Cuthbert gemeva, pregando e piangendo allo stesso tempo.
Aldred si sent male.
Wigbert tagli i testicoli di Cuthbert con un movimento deciso. Cuthbert lanci un urlo e il sangue prese a colargli lungo le gambe.
Dal nulla comparve un cane che afferr i testicoli tra i denti e scapp via. La folla scoppi in una risata.
Wigbert appoggi le cesoie insanguinate. Si mise di fronte a Cuthbert e pos le mani sulle tempie del chierico, posizion i pollici sulle palpebre e poi, con un altro movimento esperto, gli ficc i pollici nelle orbite. Cuthbert lanci un altro urlo e il fluido dei bulbi oculari scoppiati gli gocciol sulle guance.
Wigbert sciolse le corde che tenevano Cuthbert legato al palo e questi croll a terra.
Aldred intravide la faccia di Wynstan. Il vescovo era accanto a Wilwulf ed entrambi osservavano luomo sanguinante.
Wynstan sorrideva.


Capitolo 24.

Dicembre 998.
Soltanto una volta in tutta la sua vita Aldred si era sentito totalmente sconfitto, umiliato e demoralizzato. Era stato quando, ancora novizio a Glastonbury, era stato sorpreso a baciare Leofric nellorto. Fino a quel momento era stato il pi brillante tra i giovinetti: il migliore nella lettura, nella scrittura, nel canto e nello studio della Bibbia. Allimprovviso la sua debolezza era diventata largomento di ogni conversazione: se nera discusso persino in capitolo. Invece di parlare in toni ammirati del suo brillante futuro, i monaci si chiedevano cosa fare con un ragazzo cos depravato. Aldred si era sentito come un cavallo che non pu essere cavalcato o come un cane che ha morso il suo padrone. Avrebbe voluto nascondersi in una buca e dormire centanni.
E ora quellimpressione era tornata. Il suo promettente operato come armarius di Shiring, il gran parlare che si era fatto della sua possibile nomina ad abate... era finito tutto in niente. Le sue ambizioni - la scuola, la biblioteca, lo scriptorium di primordine - adesso non erano che sogni a occhi aperti. Era stato esiliato nel remoto villaggio di Drengs Ferry e messo a capo di un priorato privo di mezzi, e questo avrebbe segnato la fine della storia della sua vita.
Labate Osmund gli aveva detto che era troppo impetuoso. Un monaco dovrebbe sviluppare un atteggiamento di accettazione aveva spiegato, salutandolo. Non possiamo porre rimedio a tutti i mali del mondo. Notte dopo notte Aldred era rimasto sveglio a rimuginare, amareggiato, su quel giudizio. Erano state due passioni a rovinarlo: prima lamore per Leofric, poi la rabbia verso Wynstan. Dentro di s, per, non riusciva a dare ragione a Osmund. I monaci non dovevano accettare il male. Dovevano combatterlo.
Lo sconforto che lo opprimeva non gli imped di darsi da fare. Aveva affermato che la vecchia collegiata era unindecenza, e ora poteva dedicare le sue energie a fare del nuovo priorato un fulgido esempio della vita degli uomini di Dio. La chiesetta aveva gi un altro aspetto: il pavimento era stato spazzato e le pareti imbiancate a calce. Il vecchio amanuense Tatwine, uno dei monaci che avevano scelto di trasferirsi a Drengs Ferry con Aldred, aveva cominciato una pittura muraria della Nativit, una scena di nascita per la chiesa rinata.
Edgar aveva riparato lingresso. Aveva tolto le pietre dellarco una per una, le aveva rifilate fino a ottenere la forma corretta, e le aveva ricollocate in modo che poggiassero esattamente sui raggi di una ruota immaginaria. Bastava quello a renderlo pi forte, aveva detto. Lunica consolazione per Aldred a Drengs Ferry era che adesso vedeva pi spesso il giovane ingegnoso e affascinante che aveva catturato il suo cuore.
Anche la casa aveva un aspetto diverso. Ovviamente, quando Degbert e la sua combriccola se nerano andati, si erano portati via tutte le cose di valore, gli arazzi, gli ornamenti e le coperte. Adesso il luogo era semplice e spoglio, come avrebbe dovuto essere unabitazione di monaci. Ma Edgar aveva accolto Aldred con un dono, un leggio di quercia fatto da lui, cos che, mentre i monaci mangiavano, potevano ascoltare un confratello che leggeva dalla Regola di san Benedetto o dalle vite dei santi. Era stato realizzato con amore e, anche se si trattava di un amore diverso da quello che Aldred talvolta sognava - un amore fatto di baci e carezze nella notte -, lo aveva commosso.
Aldred sapeva che il lavoro era la migliore consolazione. Disse ai fratelli che la storia di un monastero cominciava di norma con i monaci che si rimboccavano le maniche e disboscavano il terreno, e l a Drengs Ferry avevano gi cominciato a tagliare gli alberi sulla collinetta boscosa che sovrastava la chiesa. Un monastero aveva bisogno di terra per un orto, un frutteto, un laghetto per le anatre e un prato dove far pascolare qualche capra e una o due mucche. Edgar aveva costruito delle accette martellando le lame sullincudine nel laboratorio di Cuthbert e aveva insegnato a Aldred e agli altri monaci ad abbattere gli alberi senza troppo sforzo e in sicurezza.
Gli affitti che Aldred riscuoteva come proprietario del piccolo villaggio non erano neppure sufficienti a sfamare i monaci, e labate Osmund aveva acconsentito a pagare al priorato un sussidio mensile. Ovviamente Hildred aveva insistito per una cifra che era del tutto inadeguata. Se non basta, puoi tornare e ne discutiamo aveva detto, ma Aldred sapeva che, una volta fissata una somma, il tesoriere non avrebbe mai accettato di aumentarla. Il risultato era stato un contributo che sarebbe servito a non far morire di fame i monaci e a far funzionare la chiesa, ma niente di pi. Se Aldred avesse voluto comprare dei libri, piantare alberi da frutto o costruire una stalla, avrebbe dovuto trovare i soldi da solo.
Quando i monaci erano arrivati e si erano guardati attorno, il vecchio Tatwine aveva detto a Aldred con buon modo: Forse Dio vuole insegnarti la virt dellumilt. Aldred pensava che Tatwine potesse avere ragione. Lumilt non era mai stata uno dei suoi punti di forza.
Domenica Aldred celebr la messa nella chiesetta, davanti allaltare nel piccolo presbiterio, mentre i sei monaci che erano andati con lui - tutti volontari - formavano due file ordinate al pianterreno della torre che fungeva da navata. Gli abitanti del villaggio si raccolsero dietro i monaci, pi silenziosi del solito, intimoriti dal nuovo senso di disciplina e riverenza.
Durante la funzione si sent lo scalpiccio di un cavallo allesterno, e poco dopo entr in chiesa il vecchio amico di Aldred, Wigferth di Canterbury. Wigferth faceva frequenti visite nellOvest dellInghilterra per riscuotere gli affitti. Secondo i pettegolezzi dellambiente monastico, la sua amante a Trench aveva partorito da poco. Sotto ogni altro aspetto Wigferth era un bravo monaco, e Aldred gli era rimasto vicino, limitandosi a un cenno di dissenso ogni tanto, quando Wigferth era cos indelicato da parlare della sua famiglia illecita.
Terminata la funzione, Aldred and da lui. " un piacere vederti. Spero che tu abbia il tempo di fermarti a pranzo."
"Certo."
"Non siamo ricchi, per cui il nostro cibo ti salver dal peccato di gola."
Wigferth sorrise e si diede un colpetto sulla pancia. "Ho proprio bisogno di quella salvazione."
"Che novit porti da Canterbury?"
"Due. Larcivescovo Elfric ha ordinato a Wynstan di restituire il villaggio di Wigleigh alla chiesa di Drengs Ferry, vale a dire a te."
"Bene!"
"Aspetta prima di gioire. Ho gi portato il messaggio a Wynstan, il quale ha sostenuto che la questione esula dalla competenza dellarcivescovo."
"In altre parole, ignorer la sua decisione."
"Questa e unaltra. Wynstan ha nominato Degbert arcidiacono della cattedrale di Shiring."
"In pratica, il suo vice e il suo probabile successore."
"Esattamente."
"Bella punizione." La promozione, cos rapida dopo il processo e la rimozione di Degbert, diceva a tutti che ai sostenitori di Wynstan sarebbe sempre andata bene, mentre chi gli si opponeva - come Aldred - avrebbe sofferto.
"Larcivescovo si  rifiutato di ratificare la nomina... e Wynstan lo ha ignorato."
Aldred si gratt la testa rasata. "Wynstan sfida larcivescovo e Wilwulf sfida il re. Quanto ancora potr andare avanti cos?"
"Non lo so. Forse fino al giorno del Giudizio."
Aldred si guard attorno. Due fedeli lo aspettavano. "Ne discutiamo a pranzo" disse a Wigferth. "Devo parlare con questa gente. C molto malcontento."
Wigferth si allontan e Aldred si avvicin alla coppia che aspettava.
Ebba, una donna con le mani screpolate, disse: "I chierici mi pagavano perch gli facessi il bucato. Perch voi no?".
"Il bucato?" ripet Aldred. "Ce lo facciamo da soli." Non cera granch da lavare. Solitamente i monaci lavavano i sai due volte allanno. Le altre persone talvolta avevano dei copripudende, delle strisce di tessuto che giravano intorno alla vita, passavano tra le gambe e si legavano sul davanti. Le donne li usavano quando avevano il mestruo e dopo li lavavano, mentre gli uomini li mettevano per andare a cavallo e probabilmente non li lavavano mai. Anche i bambini talvolta erano fasciati in strisce di tessuto. I monaci, per, non sapevano che farsene.
Il marito della donna, Cerdic, disse: "Io raccoglievo la legna per i preti e le canne da mettere sul pavimento, e gli portavo lacqua pulita dal fiume ogni giorno".
"Io non ho denaro per pagarti" spieg Aldred. "Il vescovo Wynstan si  preso tutta la ricchezza di questa chiesa."
"Il vescovo era un uomo molto generoso" ribatt Cerdic.
S, con i proventi della falsificazione delle monete pens Aldred, ma era inutile farlo notare agli abitanti del villaggio. O credevano allinnocenza di Wynstan o fingevano di crederci: ogni altra posizione li avrebbe resi complici. Aveva perso quella disputa in tribunale e non aveva intenzione di tornarci sopra per il resto della sua vita. E cos si limit a rispondere: "Un giorno il monastero diventer prospero e porter occupazione e commercio a Drengs Ferry, ma ci vorr tempo, pazienza e duro lavoro, perch io non ho nientaltro da offrire".
Si allontan dalla coppia. Quello che aveva detto loro lo intristiva. Non era la vita che aveva sognato, lottare per rendere autosufficiente un nuovo monastero. Lui voleva libri, penne e inchiostro, non un orto e uno stagno per le anatre.
Si avvicin a Edgar, che aveva ancora il potere di rallegrargli la giornata. Edgar aveva dato vita a un mercato settimanale del pesce. Non cerano grossi villaggi vicino a Drengs Ferry, ma tanti piccoli poderi e insediamenti isolati come lovile di Theodberht Piedetorto. Ogni venerd si presentava una manciata di persone, per lo pi donne, a comprare il pesce di Edgar. Degbert aveva affermato di avere diritto a un pesce ogni tre catturati da Edgar. "Mi hai chiesto dellatto costitutivo di Degbert" disse Aldred. " allegato a quello del nuovo monastero, visto che alcuni diritti sono gli stessi."
"E Degbert ha detto la verit?" chiese Edgar.
Aldred scosse la testa. "Nello statuto non si parla di pesci. Non aveva il diritto di tassarti."
"Lo sospettavo" rispose Edgar. "Quel ladro bugiardo."
"Temo proprio che lo sia."
"Tutti vogliono qualcosa in cambio di niente" si lament Edgar. "Mio fratello Erman ha detto che dovrei dividere il denaro con lui. Io ho creato lo stagno, ho costruito le trappole, le svuoto ogni mattina e do alla mia famiglia tutto il pesce che riesce a mangiare. Ma loro pretendono pure i soldi."
"Gli uomini sono avidi."
"Anche le donne. Probabilmente  stata mia cognata Cwenburg a istigare Erman. Lasciamo perdere. Posso mostrarvi una cosa?"
"Certo."
"Venite con me al camposanto."
Uscirono dalla chiesa e girarono intorno alla costruzione andando verso il lato nord. "Mio padre mi ha insegnato che in una barca ben fatta le giunture non dovrebbero mai essere troppo strette. Un piccolo gioco tra le tavole assorbe parte dei colpi ripetuti causati dal vento e dalle onde. Ma in una costruzione di pietra questo non  possibile." Indic il punto in cui il piccolo presbiterio era unito alla torre. "Vedete quella crepa?"
Aldred la vedeva, eccome. Tra la torre e il presbiterio cera una fessura in cui passava un pollice. "Buon Dio" disse.
"Gli edifici si muovono, ma non c possibilit di movimento tra le pietre murate con la malta, e cos si formano le crepe. In un certo senso sono utili perch ci dicono cosa sta succedendo nella struttura e ci avvisano di eventuali problemi."
"Puoi riempire la fessura con la malta?"
"Certo, ma non basta. Il problema  che la torre si sta lentamente inclinando verso valle, lasciandosi dietro il presbiterio. Posso riempire lo spazio vuoto, ma la torre continuer a muoversi e la fessura ricomparir. Ma questo  il minore dei vostri problemi."
"Qual  il problema maggiore?"
"La torre croller."
"Tra quanto tempo?"
"Questo non so dirlo."
A Aldred venne da piangere. Come se le sue tribolazioni non fossero gi pi di quanto un uomo poteva sopportare, adesso pure la chiesa che stava per crollare.
Edgar vide lespressione sul suo volto, gli sfior il braccio e disse: "Non disperate".
Quel tocco gentile rincuor Aldred. "I cristiani non disperano mai."
"Bene, perch io posso impedire alla torre di cadere."
"E come?"
"Costruendo dei contrafforti che la sostengano sul lato a valle."
Aldred scosse il capo. "Non ho soldi per comprare la pietra."
"Forse potrei riuscire a procurarmene un po senza pagarla."
Aldred si illumin. "Davvero?"
"Non sono certo" rispose Edgar "ma posso provarci."
Edgar and a chiedere aiuto a Ragna. Era sempre stata gentile con lui. Alcuni la dipingevano come una persona autoritaria, una specie di arpia, una donna che sapeva esattamente cosa voleva ed era determinata a ottenerlo. Ma sembrava avere un debole per lui. Questo, per, non significava che gli avrebbe concesso tutto quello che le chiedeva.
Era impaziente di vederla, e si chiese perch. Ovviamente voleva aiutare Aldred a uscire dal pantano della disperazione. Ma sospettava di avere anche lui un debole che trovava disprezzabile negli altri, e cio essere amico di nobili. Pens a come si comportava Dreng in loro presenza, adulando senza ritegno Wilwulf e Wynstan, e ricordando continuamente agli altri che erano suoi parenti. Sperava che il suo desiderio di parlare con Ragna non dipendesse da una simile, vergognosa ambizione.
And con la zattera fino a Outhenham, dove pass la notte a casa di Seric, il nuovo capo del villaggio, con sua moglie e il nipotino. Forse era la sua immaginazione, ma quel posto gli sembrava pi calmo, pi felice sotto la guida di Seric.
La mattina affid la zattera a Seric e si avvi a piedi verso Shiring. Se il suo piano avesse funzionato, sarebbe tornato a Drengs Ferry con un carico di pietre.
Faceva freddo. La pioggia gelida si tramut in nevischio. Le scarpe di pelle gli si inzupparono e cominciarono a dolergli i piedi. Se mai avr i soldi pens mi comprer un pony.
Il suo pensiero and a Aldred. Era dispiaciuto per il monaco, un uomo che voleva solo fare del bene. Era stato coraggioso a mettersi contro un vescovo. Forse troppo coraggioso: la giustizia non era di questo mondo, ma dellaltro.
Le strade di Shiring erano quasi deserte: con quel tempaccio i pi se ne stavano al chiuso, stretti intorno al fuoco. Ma vide che si era radunata una piccola folla davanti alla casa di pietra di Elfwine, dove venivano coniati i penny con lautorizzazione del re. Elfwine, il mastro coniatore, era in strada, con accanto la moglie in lacrime. Cera lo sceriffo Den con i suoi uomini, e Edgar vide che stavano portando in strada gli attrezzi di Elfwine per distruggerli.
"Cosa succede?" chiese Edgar a Den.
"Re Etelredo mi ha ordinato di chiudere la zecca" rispose lo sceriffo. " contrariato per la contraffazione avvenuta a Drengs Ferry ed  convinto che il processo sia stato fasullo, e questo  il suo modo per dimostrarlo."
Edgar non laveva previsto, e chiaramente neppure Wilwulf e Wynstan. Tutte le citt pi importanti dellInghilterra avevano una zecca. La chiusura sarebbe stata un duro colpo per Wilwulf. Era una perdita di prestigio, ma non solo: la zecca attirava il commercio in citt, commercio che ora si sarebbe svolto altrove. Un re non aveva molti modi per far rispettare la sua volont, per il sistema monetario era sotto il suo controllo, e la chiusura della zecca era una punizione che lui poteva infliggere. Edgar immaginava che questo non sarebbe stato sufficiente a modificare il comportamento di Wilwulf.
Edgar trov Ragna in un pascolo vicino alla cittadella dellaldermanno. Aveva deciso che il clima era troppo inclemente per lasciare i cavalli allaperto e stava sorvegliando gli stallieri impegnati a radunare gli animali per condurli al riparo. Indossava una veste di pelliccia di volpe, di un rosso dorato come i suoi capelli, e sembrava una donna selvaggia della foresta, bellissima e pericolosa. Edgar si scopr a chiedersi se anche i peli del suo corpo fossero dello stesso colore, ma si affrett ad allontanare quel pensiero: era sciocco per un uomo comune come lui formulare simili pensieri su una nobildonna.
Lei gli sorrise e disse: "Sei venuto fin qui a piedi con questo tempaccio? A vederlo, si direbbe che il tuo naso rischi di staccarsi da un momento allaltro! Vieni a bere un po di birra calda".
Entrarono nella cittadella. Anche l erano quasi tutti al riparo, ma cera un gruppetto di persone indaffarate che correvano da una costruzione allaltra con i mantelli tirati sopra la testa. Ragna fece strada dentro la sua casa. Quando si tolse la veste di pelliccia, a Edgar parve che fosse un po ingrassata.
Sedettero vicino al fuoco. Cat, la sua cameriera, scald un ferro e lo immerse in un boccale di birra. Lo offr a Ragna, che disse: "Dallo a Edgar... ha pi freddo di me".
Cat porse il boccale a Edgar con un sorriso affabile. Forse dovrei sposare una ragazza come lei pens Edgar. Adesso che ho lo stagno per pescare potrei mantenere una moglie, e sarebbe bello avere qualcuno con cui dormire. Appena formul quel pensiero, per, cap che era sbagliato. Cat era una donna assai piacevole, ma lui non provava per lei quello che aveva provato per Sungifu. Ebbe un istante di imbarazzo e nascose il volto dietro la coppa. La birra gli scald lo stomaco.
"Avevo scelto un bel podere per te nella valle di Outhen, ma alla fine non ne hai avuto bisogno" disse Ragna. "Adesso il tuo padrone  Aldred, e dovresti essere tranquillo."
Ragna sembrava un po assente e Edgar si chiese se ci fosse qualcosa che la preoccupava. "Vi sono comunque grato" replic. "Mi avete dato il coraggio di presentarmi come compurgatore per Aldred."
Lei annu, ma chiaramente non era interessata a tornare sugli eventi del processo. Edgar decise di andare dritto al punto: non voleva farla spazientire. "Sono qui per chiedervi un favore" disse.
"Sentiamo."
"La chiesa di Drengs Ferry cade a pezzi, per Aldred non ha il denaro necessario per le riparazioni."
"In che modo posso essere daiuto?"
"Potreste lasciarci prendere le pietre senza pagarle. Potrei cavarle io stesso, per cui non vi costerebbero niente. E sarebbe unopera caritatevole."
"Va bene."
"Lo farete?"
Lei lo guard negli occhi. Il suo viso esprimeva divertimento e qualcosaltro che lui non avrebbe saputo decifrare. "Certo che lo far."
Si sent commosso fino alle lacrime dal suo rapido assenso e prov una gratitudine cos forte da assomigliare allamore. Perch non cerano pi persone come lei al mondo? "Grazie" le disse.
Ragna si spost allindietro, spezzando lincantesimo, e chiese in tono spiccio: "Quanta pietra ti serve?".
Edgar mise da parte le proprie emozioni e ridivent pratico. "Direi cinque carichi di zattera tra pietre e pietrisco. I contrafforti dovranno avere fondamenta profonde."
"Ti dar una lettera per Seric in cui si dice che puoi prendere tutta la pietra che vuoi."
"Siete cos gentile..."
Lei si strinse nelle spalle. "In realt a Outhenham c tanta pietra da bastare per centanni."
"Be, io vi sono molto grato."
"C una cosa che potresti fare per me."
"Tutto quello che volete." Non cera nulla che desiderasse di pi che esserle daiuto.
"Ho ancora Gab come mastro cavatore."
"Perch tenete una persona che vi ha imbrogliato?"
"Perch non riesco a trovare nessun altro. Ma forse tu potresti diventare mastro cavatore e sorvegliarlo."
Lidea di lavorare per Ragna era eccitante. Ma come avrebbe potuto fare? "E nel frattempo riparare la chiesa?"
"Pensavo che potresti passare met del tuo tempo a Outhenham e laltra met a Drengs Ferry."
Lui annu lentamente. Poteva funzionare. "Dovrei comunque andare spesso a Outhenham per prendere la pietra." Ma avrebbe dovuto affidare lo stagno ai fratelli, e avrebbe perso i guadagni derivanti dalla vendita del pesce.
Un attimo dopo Ragna risolse il problema. "Ti pagher sei penny a settimana, pi un fardino per ogni pietra venduta."
Era molto pi di quanto Edgar guadagnava con il pesce. "Siete generosa."
"Voglio che ti assicuri che Gab non torni ai suoi vecchi trucchi."
" abbastanza facile. Mi baster unocchiata alla cava per capire quanta pietra ha estratto."
"E poi  pigro. Outhenham potrebbe produrre pi pietra se ci fosse qualcuno disposto a fare la fatica di venderla."
"E quel qualcuno sarei io?"
"Tu sei in grado di fare qualsiasi cosa... Sei una persona speciale."
Edgar rimase sorpreso. Anche se non era vero, era felice di sentirglielo dire.
"Non arrossire!" esclam lei.
Lui rise. "Grazie per la fiducia che riponete in me. Spero di essere allaltezza."
"E ora ho una notizia."
Ah riflett lui devessere il motivo per cui prima era cos sovrappensiero.
"Avr un bambino" disse lei.
"Oh!" Lannuncio lo lasci senza fiato, il che era strano, perch non cera da sorprendersi che una giovane sposa in salute restasse incinta. E poi, si era accorto che era un po ingrassata. "Un bambino" ripet come uno scimunito. "Santo cielo!"
"Nascer a maggio."
Edgar non sapeva cosa dire. Che domande si potevano fare a una donna incinta? "Sperate che sia un maschio o una femmina?"
"Un maschio, per fare contento Wilf. Lui vuole un erede."
"Naturale." I nobili volevano sempre un erede.
"Sei felice per me?" chiese Ragna con un sorriso.
"S" rispose Edgar. "Felicissimo."
Per si chiese come mai suonasse come una bugia.
La vigilia di Natale quellanno cadeva di sabato. La mattina presto Aldred ricevette un messaggio da madre Agatha, che gli chiedeva di andare da lei. Si gett un mantello sulle spalle e scese al fiume.
Trov Edgar intento a scaricare pietre dalla zattera. "Ragna ha accettato di darci la pietra senza farci pagare" annunci con un sorriso trionfante.
"Splendida notizia! Bravo."
"Non posso ancora cominciare a lavorare, di notte la malta potrebbe gelare anzich rapprendersi. Per posso preparare tutto il necessario."
"Ma io non ho modo di pagarti."
"Non morir di fame."
"C qualcosa che posso fare per sdebitarmi, che non richieda denaro?"
Edgar si strinse nelle spalle. "Se mi viene in mente, chieder."
"Bene." Aldred guard verso la taverna. "Devo andare al convento. Hai visto Blod?"
"Vi ci porto io." Edgar sleg la zattera mentre Aldred saliva a bordo, poi prese la pertica e la spinse attraverso lo stretto canale che li separava dallisola.
Edgar attese lungo largine mentre Aldred bussava alla porta del convento. Ne usc Agatha, avvolta in un mantello. Non permetteva agli uomini di mettere piede dentro il convento, ma visto che faceva cos freddo condusse Aldred nella chiesa, che era deserta.
Allestremit orientale, vicino allaltare, cera un seggio ricavato da un blocco di pietra, con lo schienale arrotondato e il sedile piatto. "Un seggio della pace" osserv lui. Per tradizione, chiunque si sedesse su un seggio di quel genere in una chiesa era immune dallessere punito, a prescindere dal crimine commesso, e coloro che non rispettavano quella regola, e catturavano o uccidevano chi aveva cercato rifugio l, erano soggetti loro stessi alla pena capitale.
Agatha annu. "Ovviamente, non  facile accedervi qui sullisola. Ma un fuggitivo che  innocente  anche determinato."
" stato utilizzato spesso?"
"Tre volte negli ultimi ventanni, sempre da una donna che aveva deciso di farsi monaca contro il volere della famiglia."
Sedettero su una gelida panca di pietra contro la parete nord, e Agatha disse: "Vi ammiro. Ci vuole molto coraggio a prendere posizione contro un uomo come Wynstan".
"Per sconfiggerlo, per, il coraggio non basta" osserv Aldred con un sorriso mesto.
"Dobbiamo provarci.  la nostra missione."
"Concordo."
Il tono di lei si fece pratico. "Ho una proposta per voi" disse. "Un modo per risollevarci lo spirito in pieno inverno."
"Cosa avete in mente?"
"Mi piacerebbe portare le suore in chiesa domani per la messa di Natale."
Aldred era incuriosito. "Da dove vi  venuta questa idea?"
Agatha sorrise. "Dal fatto che  stata una donna a mettere al mondo nostro Signore."
"Vero. Quindi avremo delle voci femminili che si uniscono a noi per gli inni di Natale."
"Lidea era quella."
"Inoltre, le donne potrebbero rendere migliore il canto."
"Potrebbero" concord Agatha "specialmente se lascio in convento sorella Frith."
Aldred rise. "No, non fatelo. Portatele tutte."
"Sono molto felice che lidea vi piaccia."
"Mi piace moltissimo."
Agatha si alz in piedi, subito imitata da Aldred. Era stata una conversazione breve, ma lei non era tipo da perdersi in chiacchiere inutili. Uscirono dalla chiesa.
Aldred vide che Edgar stava parlando con un uomo che indossava una veste lurida. Era a piedi nudi, nonostante il freddo. Doveva essere uno dei poveri disgraziati di cui si occupavano le suore.
"Oddio, il povero Cuthbert si  di nuovo perso" disse Agatha.
Aldred rimase sconvolto. Avvicinandosi vide lo straccio lurido che copriva gli occhi delluomo come una benda. Cuthbert doveva essere stato portato l da Shiring da qualche anima buona, perch si unisse alla comunit di lebbrosi e altri disperati che facevano affidamento sulle suore, pens Aldred. E subito si sent in colpa per non essere stato lui quellanima buona. Era stato troppo preso dai suoi problemi personali per pensare ad aiutare il prossimo come si addiceva a un buon cristiano.
Cuthbert stava parlando con Edgar a voce bassa e concitata. " colpa tua se sono ridotto cos" disse. "Colpa tua!"
"Lo so" rispose Edgar.
"Cuthbert, sei di nuovo entrato nella zona dedicata alle suore. Lascia che ti riaccompagni" intervenne Agatha, alzando la voce.
"Aspettate" disse Edgar.
"Cosa c?" chiese Agatha.
"Aldred, qualche minuto fa mi avete chiesto se cera qualcosa che potevate fare per me, in cambio dei contrafforti per la chiesa."
"S."
"Mi  venuta in mente una cosa. Voglio che prendiate Cuthbert al priorato."
Cuthbert si lasci sfuggire unesclamazione sorpresa.
Aldred era commosso, e per qualche istante non riusc neppure a parlare. Dopo un po, disse con voce strozzata: "Vorresti diventare un monaco, Cuthbert?".
"S, ti prego, fratello Aldred" rispose Cuthbert. "Sono sempre stato un uomo di Dio...  lunica vita che conosco."
"Dovrai imparare le nostre abitudini. Un monastero non  esattamente una collegiata."
"Ma Dio vorr uno come me?"
"A lui stanno a cuore proprio le persone come te."
"Io, per, sono un criminale."
"Ges ha detto: Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi."
"Non  uno scherzo, vero? Un inganno per tormentarmi? Certe persone sono molto crudeli con i ciechi."
"Nessun inganno, amico mio. Vieni con me, sali sulla zattera."
"Adesso?"
"Adesso."
Cuthbert era scosso dai singhiozzi. Aldred gli mise un braccio intorno alle spalle, ignorando il tanfo insopportabile. "Vieni, saliamo."
"Grazie, Aldred, grazie."
"Ringrazia Edgar. Mi vergogno per non averci pensato io stesso."
Salutarono Agatha con la mano e lei disse: "Dio vi benedica".
Mentre attraversavano il fiume, Aldred riflett che, se anche non fosse riuscito a soddisfare le sue grandi ambizioni in quello sperduto priorato, avrebbe comunque potuto fare del bene.
Sbarcarono e Edgar leg la zattera. "Questo non conta, Edgar" disse Aldred. "Ti sono comunque debitore."
"Be, c una cosa che vorrei..." Sembrava in imbarazzo.
"Sputa il rospo."
"Tempo fa parlavate di aprire una scuola."
" il mio sogno."
Dopo un attimo di esitazione, Edgar chiese tutto dun fiato: "Mi insegnereste a leggere?".


TERZA PARTE.
LASSASSINIO
1001-1003.


Capitolo 25.

Gennaio 1001.
Ragna stava partorendo il suo secondo figlio, e le cose stavano andando male. Il vescovo Wynstan sentiva le sue urla fin dalla casa della madre. La pioggia che cadeva incessante non bastava ad attutirle. Le grida di Ragna davano speranza a Wynstan. "Se morissero madre e bambino, tutti i nostri problemi sarebbero risolti" disse.
Gytha prese in mano una caraffa. "A me  successo lo stesso con te" disse. "Ci sono voluti un giorno e una notte per farti uscire. Nessuno pensava che saremmo sopravvissuti."
Suonava come unaccusa. "Non  colpa mia" ribatt lui.
Gytha gli vers dellaltro vino. "E poi sei nato, strillando e agitando i pugni."
Wynstan non si sentiva a suo agio a casa della madre. Cerano sempre del vino dolce e della birra forte, scodelle di prugne e di pere, quando era stagione, un piatto di prosciutto e formaggio, e coperte spesse per le notti pi fredde, ma nonostante tutto lui non riusciva mai a rilassarsi completamente. "Ero un bravo bambino" afferm con enfasi. "Studioso."
"S, quando eri costretto. Ma se ti toglievo gli occhi di dosso anche solo per un attimo, ne approfittavi subito per sgattaiolare via e andare a giocare."
Wynstan fu colpito da un ricordo dinfanzia. "Non mi lasciasti andare a vedere lorso."
"Quale orso?"
"Qualcuno aveva portato un orso alla catena. Erano andati tutti a vederlo. Ma padre Aculf voleva che prima finissi di copiare i Dieci comandamenti, e tu gli desti manforte." Wynstan era rimasto l, con la sua lavagnetta e il chiodo, a sentire gli altri ragazzi che ridevano e gridavano, fuori. "Continuai a fare errori e, quando finalmente scrissi tutto giusto, lorso non cera pi."
Gytha scosse la testa. "Non me lo ricordo."
Wynstan, invece, se lo ricordava benissimo. "Ti ho odiato per questo."
"Ma io lho fatto per amore."
"S, suppongo di s."
A Gytha non sfugg la sua esitazione. "Dovevi diventare prete. Il gioco era per i figli dei contadini."
"Perch eri cos sicura che dovessi diventare prete?"
"Perch eri il secondo figlio, e io la seconda moglie. Wilwulf avrebbe ereditato il patrimonio di tuo padre e probabilmente anche la carica di aldermanno, e tu rischiavi di diventare una persona di poco conto, utile soltanto se Wilf fosse morto. E io ero decisa a non permettere che questo ci accadesse. La Chiesa  stata la strada che ti ha condotto al potere, alla ricchezza e al tuo rango elevato."
"E tu con me."
"Io non sono nulla" ribatt lei.
La sua modestia era del tutto falsa e lui la ignor. "Dopo di me non hai avuto figli per cinque anni.  stato intenzionale, per via della mia nascita difficile?"
"No" rispose lei, indignata. "Una nobildonna non si sottrae al parto."
"Certo."
"Ho avuto due aborti tra te e Wigelm, per non parlare del bambino nato morto dopo di lui."
"Ricordo quando  arrivato Wigelm" disse Wynstan quasi tra s e s. "Avevo cinque anni e avrei voluto ucciderlo."
"I fratelli maggiori nutrono spesso questi sentimenti.  indice di forte volont. Accade raramente che lo facciano, ma io ti tenevo comunque lontano dalla culla di Wigelm."
"Com stato il parto, con lui?"
"Non cos brutto, anche se non  mai unesperienza facile. Di solito la nascita del secondo figlio  meno dolorosa della prima." Lanci unocchiata nella direzione da cui provenivano le urla. "Anche se, evidentemente, per Ragna non  cos. Qualcosa potrebbe andare storto."
"La morte per parto  abbastanza comune" osserv Wynstan tutto allegro. Poi colse locchiataccia di Gytha e cap di essersi spinto troppo oltre. Lei era dalla sua parte, qualunque cosa facesse, ma era pur sempre una donna. "Chi c ad assistere Ragna?" chiese.
"Una levatrice di Shiring di nome Hildi."
"Una donna del posto... che usa rimedi pagani, suppongo."
"S. Ma se Ragna e il bambino dovessero morire, resta comunque Osbert."
Il primo figlio di Ragna andava per i due anni, un piccolo normanno dai capelli rossi a cui era stato dato il nome Osbert in onore del padre di Wilwulf. Osbert era lerede legittimo di Wilf, e lo sarebbe stato anche se il nuovo nato fosse morto quel giorno. Wynstan liquid la cosa con un gesto della mano. "Un bambino senza madre non costituisce una grossa minaccia" disse. Stava pensando che non era difficile sbarazzarsi di un bambino di due anni, ma non lo disse, ripensando allocchiataccia che aveva ricevuto poco prima.
Lei si limit ad annuire.
Wynstan osserv il suo volto. Trentanni prima quello stesso volto lo avrebbe terrorizzato. Adesso Gytha aveva passato la cinquantina, e i suoi capelli erano grigi ormai da anni. Ultimamente, per, le sopracciglia scure erano diventate due archi argentei, sul labbro superiore erano comparse delle piccole rughe verticali, mentre la sua figura da formosa si era fatta pesante. Ma non aveva perso il potere di incutergli paura.
Se ne stava tranquilla, in silenzio. Le donne ci riuscivano, lui no: continuava a battere il piede per terra, a muoversi sulla sedia. Dopo un po disse: "Buon Dio, quanto tempo ci vorr, ancora?".
"Se il bambino rimane incastrato, di solito muoiono sia lui sia la madre."
"Prega perch accada. Ci serve che Garulf erediti da Wilf.  lunico modo per mantenere quello che abbiamo."
"Certo, hai ragione." Gytha fece una smorfia. "Anche se Garulf non  la persona pi assennata di questa terra. Fortunatamente possiamo controllarlo."
" benvoluto. Gli armigeri lo adorano."
"Mi chiedo perch."
" sempre pronto a offrir loro un barile di birra e lasciare che stuprino le prigioniere a turno."
La madre gli lanci unaltra delle sue occhiate, ma Wynstan sapeva che i suoi scrupoli erano sacrificabili. Alla fine avrebbe fatto ci che era necessario per la famiglia.
Le urla si chetarono. Wynstan e Gytha rimasero in silenzio ad aspettare, tesi. Wynstan cominci a pensare che i suoi desideri si fossero avverati.
Poi udirono linconfondibile vagito di un neonato. " vivo" disse Wynstan. "Accidenti."
Un minuto dopo la porta si apr e Winthryth, una domestica di quindici anni, figlia di Gilda, mise dentro la testa, grondante di pioggia. " un maschio" annunci con un gran sorriso, tutta felice. "Forte come un vitello e con un mento bello come quello di suo padre." Poi scomparve.
"Al diavolo lui e il suo maledetto mento" borbott Wynstan.
"Dunque la sorte non ci  stata amica."
"Questo cambia tutto."
"S." Gytha era pensierosa. " necessario un approccio totalmente diverso."
"In che senso?" Wynstan era stato colto alla sprovvista.
"Abbiamo sempre considerato la situazione nel modo sbagliato."
A Wynstan non sembrava, per solitamente sua madre aveva ragione. "Va avanti" le disse.
"Il nostro vero problema non  Ragna."
Wynstan inarc le sopracciglia. "No?"
" Wilf il nostro problema."
Wynstan scosse la testa. Non capiva dove volesse arrivare. Ma non era una stupida, e lui aspett pazientemente che si spiegasse.
Dopo un attimo, lei disse: "Wilf  molto attratto da lei. Non si  mai innamorato cos di una donna. La adora, e lei sembra sapere come farlo felice dentro e fuori dal letto".
"Questo non gli impedisce di sbattersi Inge ogni tanto."
Gytha si strinse nelle spalle. "Lamore di un uomo non  mai esclusivo. Ma Inge non costituisce una minaccia per Ragna. Se Wilf dovesse scegliere tra le due, sceglierebbe Ragna senza pensarci un momento."
"Suppongo sia troppo sperare che Ragna si invaghisca di qualcun altro e lo tradisca?"
Gytha scosse il capo. "A lei piace quel ragazzo sveglio di Drengs Ferry, per non ne uscir nulla. Lui  troppo inferiore a lei."
Wynstan si ricord del costruttore di barche di Combe che aveva spinto a trasferirsi nel podere di Drengs Ferry. Era una persona che non contava niente. "No" concord, sprezzante. "Se si innamora, sar di un bel ragazzo di citt che le si infila sotto la sottana mentre Wilf  lontano a combattere i vichinghi."
"Ne dubito.  troppo furba per mettere a repentaglio la sua posizione per unavventura."
"Purtroppo devo darti ragione."
Winthryth li sorprese ricomparendo sulla soglia, pi fradicia di prima ma ancor pi raggiante. "Un altro maschio!" annunci.
"Gemelli!" esclam Gytha.
"Questo  pi piccolo e con i capelli scuri, ma sta bene." Winthryth scapp via.
"Dio li maledica entrambi" disse Wynstan.
"Adesso Garulf ha tre maschi sulla sua strada, anzich uno" osserv Gytha.
Rimasero in silenzio per un po. Era un grande cambiamento nei giochi di potere del distretto. Wynstan riflett sulle conseguenze. Era certo che sua madre stesse facendo lo stesso.
Alla fine sbott. "Deve pur esserci qualcosa che possiamo fare per allontanare Wilf da Ragna. Non  lunica donna sensuale al mondo."
"Forse arriver unaltra ragazza a fargli girare la testa. Pi giovane di Ragna, ovviamente, e pi focosa."
"Possiamo fare in modo che accada?"
"Magari."
"Pensi che funzionerebbe?"
"Potrebbe. E comunque non mi viene in mente nulla di meglio."
"Dove possiamo trovarla, una donna cos?"
"Non lo so" rispose Gytha. "Forse potremmo comprarla."
Dopo un Natale tranquillo, Grugno di Ferro colp di nuovo in gennaio.
Era una mattinata fredda e serena, e Edgar stava scaricando delle pietre dalla zattera davanti al podere. Si stava preparando a costruire un affumicatoio per la famiglia. Spesso avevano pi pesce di quanto riuscissero a venderne e il soffitto della loro casa cominciava a sembrare una foresta dinverno capovolta, con le anguille simili ad alberelli spogli che crescevano allingi dalla paglia. Un affumicatoio in pietra avrebbe offerto pi spazio e ci sarebbero stati meno rischi che prendesse fuoco.
Edgar aveva acquisito una maggior sicurezza come muratore. Aveva finito da tempo i contrafforti per la chiesa, che ora era pi stabile. Da due anni si prendeva cura della cava a Outhenham, che vendeva pi pietra che mai, facendo guadagnare lui e Ragna. In inverno, per, cera poca richiesta di pietra e lui ne aveva approfittato per fare una scorta per s.
Comparve suo fratello Eadbald, che faceva rotolare un barile vuoto sul sentiero accidentato che correva lungo largine del fiume. "Ci serve dellaltra birra" spieg. Ora potevano permettersela, grazie allo stagno.
"Ti do una mano" disse Edgar. Un uomo ce la faceva benissimo a spostare un barile vuoto, ma ne occorrevano due per spingerne uno pieno sul terreno sconnesso.
I due fratelli portarono il barile vuoto alla taverna, con Brindle che trotterellava dietro di loro. Mentre pagavano Leaf, arrivarono dei passeggeri per la barca. Edgar li riconobbe. Erano Odo e Adelaide, marito e moglie, i corrieri che venivano da Cherbourg. Erano passati da Drengs Ferry un paio di settimane prima, diretti a Shiring, accompagnati da due armigeri, a portare lettere e denaro per Ragna.
Edgar li salut e chiese: "State tornando a casa?".
Odo parlava con accento francese. "S, speriamo di trovare una nave a Combe." Era un uomo robusto, sulla trentina, con i capelli chiari tagliati alla maniera normanna, rasati sulla nuca. Portava una spada dallaspetto robusto.
Non avevano guardie del corpo, ma questa volta non trasportavano una grossa somma di denaro.
"Andiamo di fretta" disse Adelaide tutta eccitata "perch abbiamo una bella notizia da riferire. Lady Ragna ha partorito... due gemelli maschi!" Era una biondina esile, e indossava un ciondolo fatto con il filo dargento e una goccia dambra. Starebbe bene a Ragna pens Edgar.
Era contento per i due gemelli. Adesso, lerede di Wilwulf sarebbe stato uno dei figli di Ragna, anzich il figlio di Inge, Garulf, che era stupido e crudele. "Sono felice per Ragna" disse.
Dreng, che aveva sentito lannuncio, intervenne: "Sono sicuro che tutti vorranno brindare ai principini!". Lo disse come se la birra la offrisse lui, ma Edgar sapeva che era uno dei suoi trucchi.
I normanni non ci cascarono. "Vogliamo arrivare a Mudeford Crossing prima che faccia notte" rispose Odo, e i due si rimisero in cammino.
Edgar e Eadbald fecero rotolare il barile pieno fino alla casa del podere, quindi Edgar torn a scaricare la zattera, legando le pietre per trascinarle su per il pendio fino al punto dove sarebbe sorto laffumicatoio. Il sole invernale era alto e lui stava per portare a terra lultima pietra quando sent delle urla provenire dallaltra parte del fiume. "Aiutatemi, vi prego!"
Guard la riva opposta e vide un uomo che portava una donna tra le braccia. Erano entrambi nudi e la donna sembrava priva di sensi. Schermando gli occhi dalla luce, vide che erano Odo e Adelaide.
Salt sulla zattera e attravers il fiume. I due dovevano essere stati derubati di tutto, vestiti compresi.
Quando arriv sullaltra riva, Odo sal a bordo, sempre tenendo Adelaide tra le braccia, e si lasci cadere sullunica pietra che restava da scaricare. Aveva del sangue sulla faccia, un occhio mezzo chiuso e una ferita alla gamba. Adelaide aveva gli occhi chiusi e i capelli chiari macchiati di sangue rappreso, ma respirava.
Edgar prov un moto di compassione per la giovane, e un impeto dodio verso chi laveva aggredita. "C un convento sullisola. Madre Agatha sa come curare le ferite. Vuoi che vi porti l?"
"S, per favore. Fa in fretta."
Edgar si mise a spingere con forza controcorrente. "Cosa  successo?" chiese.
" stato un uomo con un elmo."
"Grugno di Ferro" disse Edgar e poi aggiunse, borbottando: "Il figlio del demonio".
"E aveva almeno un complice. Mi hanno colpito e ho perso i sensi. Ci hanno lasciati l pensando che fossimo morti. Quando mi sono risvegliato eravamo nudi."
"Hanno bisogno di armi. Potrebbe essere stata la tua spada ad attirarli. E il ciondolo di Adelaide."
"Se sapete che questi uomini si nascondono nella foresta, perch non li catturate?" Il tono di Odo era provocatorio, quasi pensasse che Edgar giustificasse i ladri.
Lui finse di non accorgersi di quellaccusa velata. "Credimi, ci abbiamo provato. Abbiamo perlustrato largine sud palmo a palmo. Ma quelli si nascondono nel sottobosco come donnole."
"Avevano una barca. Lho vista un attimo prima che ci attaccassero."
Edgar rimase sorpreso. "Che tipo di barca?"
"Una piccola, a remi."
"Non lo sapevo." Tutti avevano sempre dato per scontato che Grugno di Ferro si nascondesse sulla riva sud, perch era l che commetteva i furti, ma se aveva una barca il suo nascondiglio poteva benissimo trovarsi sulla riva nord.
"Tu lo hai mai visto?" chiese Odo.
"Gli ho piantato unaccetta nel braccio una notte in cui ha cercato di rubarci un maialino, ma lui  scappato. Eccoci arrivati." Edgar tir la zattera in secco sullisola dei Lebbrosi e rimase l tenendo la corda, mentre Odo scendeva con Adelaide tra le braccia.
La port fino alla porta del convento, e madre Agatha venne ad aprire. Ignor la sua nudit e guard la donna ferita.
"Mia moglie..." esord Odo.
"Poveretta" disse Agatha. "Cercher di aiutarla." Si protese verso la donna priva di sensi.
"La porto dentro."
Agatha scosse la testa in silenzio.
Odo lasci che la suora sollevasse Adelaide dalle sue braccia. Agatha la prese senza sforzo e torn dentro. Una mano invisibile richiuse la porta.
Odo rimase a fissare la porta per lunghi istanti, poi si volt.
Risalirono sulla zattera. "Farei meglio ad andare alla taverna" disse Odo.
"Non sarai il benvenuto, ora che non hai soldi" ribatt Edgar. "Ma il monastero ti ospiter. Il priore Aldred ti dar un saio e delle scarpe, ti pulir le ferite e ti sfamer finch ne avrai bisogno."
"Grazie al cielo esistono i monaci."
Edgar spinse la zattera sullaltra riva e la leg. "Vieni con me."
Nello scendere, Odo inciamp e cadde in ginocchio. "Scusa" disse. "Mi hanno ceduto le gambe. Lho portata per un tratto molto lungo."
Edgar lo aiut a rialzarsi. "Ancora qualche passo" gli disse. Accompagn Odo alledificio che era stata la casa dei chierici e che era diventata un monastero. Sollev il chiavistello e port dentro Odo quasi di peso. I monaci stavano pranzando intorno al tavolo, tutti tranne Aldred, che leggeva a voce alta in piedi davanti al leggio costruito da Edgar.
Quando vide entrare Edgar e Odo, si interruppe di colpo. "Cos successo?"
"Sulla via di casa verso Cherbourg, Odo e sua moglie sono stati picchiati, derubati, denudati e lasciati a terra dati per morti" rispose Edgar.
Aldred chiuse il libro e prese Odo per un braccio con dolcezza. "Vieni a sdraiarti accanto al fuoco" disse. "Fratello Godleof, portami del vino per pulirgli le ferite." Quindi aiut Odo a sdraiarsi.
Godleof port una ciotola di vino e un cencio pulito, e Aldred cominci a lavare il volto insanguinato delluomo.
"Ora ti lascio" disse Edgar a Odo. "Sei in buone mani."
"Grazie, amico" disse Odo.
Edgar sorrise.
Ragna chiam il gemello pi grande Hubert, in onore di suo padre, e il pi giovane Colinan. Non erano identici, ed era facile distinguerli perch uno era grosso e biondo, e laltro pi piccolo e scuro. Ragna aveva latte a sufficienza per allattarli tutti e due: si sentiva i seni gonfi e pesanti.
E non le mancava laiuto per badare a loro. Cat era stata presente al parto e stravedeva per i bambini. Cat aveva sposato Bern il Gigante, e aveva una figlia della stessa et di Osbert, il primogenito di Ragna. Sembrava felice con Bern, anche se aveva confidato alle altre donne che lui aveva una pancia cos grossa che lei doveva stargli sempre sopra. Avevano riso tutte, e Ragna si era chiesta come si sarebbero sentiti gli uomini se avessero saputo cosa dicevano di loro le donne.
Anche Agnes, la sarta, era affezionata a loro. Aveva sposato un inglese, Offa, il sovrintendente di Mudeford, ma non avevano figli, e lei riversava il desiderio di maternit insoddisfatto sui bambini di Ragna.
Ragna si allontan dai piccoli per la prima volta quando venne a sapere cosera successo a Odo e Adelaide.
Era terribilmente preoccupata. I corrieri erano venuti in Inghilterra in missione per lei, e si sentiva responsabile. Il fatto che fossero anche loro normanni, poi, la portava a immedesimarsi ancora di pi. Doveva assolutamente vederli, capire quanto fossero gravi le ferite riportate e se poteva fare qualcosa per aiutarli.
Affid i bambini a Cat e a due balie per essere sicura che non soffrissero la fame. Si fece accompagnare da Agnes, che le avrebbe fatto da cameriera, e da Bern come guardia del corpo. Sapendo che erano stati anche denudati, port con s degli indumenti per Odo e Adelaide. Usc dalla cittadella con il cuore pesante: come poteva lasciare i suoi piccolini? Ma aveva dei doveri.
Sent la loro mancanza in ogni istante dei due giorni di viaggio fino a Drengs Ferry.
Arriv nel tardo pomeriggio e prese subito la barca per lisola dei Lebbrosi, dopo aver lasciato Bern alla taverna. Madre Agatha la accolse con un bacio e un abbraccio ossuto.
"Come sta Adelaide?" chiese Ragna senza preamboli.
"Si sta riprendendo in fretta" rispose Agatha. "Si rimetter."
"Grazie al cielo." Ragna si sent quasi mancare per il sollievo.
"Amen."
"Che ferite aveva?"
"Ha ricevuto un brutto colpo alla testa, ma  giovane e forte e sembra che non ci siano conseguenze."
"Mi farebbe piacere parlarle."
"Certamente."
Adelaide era nel dormitorio. Aveva una benda pulita legata intorno alla testa e indossava una sottoveste di un colore smorto, ma era seduta a letto e quando vide Ragna le sorrise felice. "Mia signora! Non avreste dovuto darvi la pena di fare tanta strada."
"Dovevo accertarmi che ti stessi riprendendo."
"Ma... i bambini?"
"Torner subito da loro, ora che ho visto che stai bene. Ma chi avrebbe potuto portarti dei vestiti puliti?"
"Siete cos gentile."
"Sciocchezze. Come sta Odo? Mi hanno detto che le sue ferite erano meno gravi delle tue."
"Pare che stia bene, ma io non lho visto... qui gli uomini non possono entrare."
"Dir a Bern il Gigante di scortarvi fino a Combe, quando vi sentirete abbastanza in forze da riprendere il cammino."
"Posso andare gi domani. Non mi sento male."
"In ogni caso, vi prester un cavallo."
"Grazie."
"Tu puoi salire sul cavallo di Bern, e lui lo riporter a Shiring dopo avervi messo su una nave per Cherbourg."
Ragna consegn a Adelaide del denaro e qualche oggetto di prima necessit: un pettine, un vasetto di olio per pulirsi le mani e un copripudende di lino. Quindi si conged - ricevendo un altro bacio da Agatha - e torn sulla terraferma.
Odo era al priorato con Aldred. Aveva il volto coperto di lividi e quando si alz per farle un inchino si appoggi solo sulla gamba sinistra, ma sembrava su di morale. Lei gli porse gli indumenti maschili che aveva portato da Shiring. "Adelaide vuole partire domani" gli disse. "Come ti senti?"
"Mi sono ristabilito del tutto, credo."
"Fatevi consigliare da madre Agatha. Lei si  presa cura di molti feriti."
"S, mia signora."
Ragna usc dal monastero e scese al fiume. Avrebbe preso la barca per tornare allisola e passare la notte al convento.
Edgar era fuori dalla taverna. "Mi dispiace moltissimo per quello che  accaduto ai vostri corrieri" disse, anche se era ovvio che non era colpa sua.
"Pensi che siano stati attaccati dagli stessi ladri che hanno rubato il mio dono di nozze per Wilf tre anni fa?"
"Ne sono certo. Odo ha parlato di un uomo con un elmo di ferro."
"E mi sembra di capire che tutti gli sforzi per catturarlo siano falliti." Ragna aggrott la fronte. "Quando rubano del bestiame, lui e i suoi complici lo mangiano. Le armi e il denaro se li tengono. Ma i vestiti e i gioielli devono venderli. Mi chiedo come facciano."
"Forse Grugno di Ferro porta la refurtiva a Combe" rispose Edgar con fare pensoso. "Ci sono diversi mercanti che vendono indumenti usati, e due o tre gioiellieri. I gioielli possono essere fusi o modificati perch non siano facilmente identificabili, mentre i vestiti di tessuti particolari possono essere disfatti e usati per farne degli altri."
"Ma i fuorilegge hanno unaria losca."
"Deve esserci della gente disposta a comprare gli oggetti senza fare troppe domande."
Ragna aggrott la fronte. "Penso che i banditi non passino inosservati. Le rare volte in cui mi  capitato di vederne, sembravano degli straccioni, sporchi e malmessi. Tu hai abitato a Combe. Ricordi di aver visto degli uomini che vivevano alladdiaccio nella foresta venire in citt per vendere delle cose?"
"No. E non ricordo neppure che qualcuno abbia mai parlato di gente del genere. Pensate che Grugno di Ferro possa servirsi di un tramite?"
"S. Qualcuno di rispettabile che ha un valido motivo per recarsi a Combe."
"Ma parliamo di centinaia di persone.  una grossa citt. Vanno tutti l per vendere e comprare."
"C qualcuno di cui sospetteresti, Edgar?"
"Dreng, il proprietario della taverna,  un furfante e potrebbe benissimo fare una cosa del genere, ma non ama viaggiare."
Ragna annu. " un problema che va affrontato. Vorrei mettere fine a questi misfatti, e anche lo sceriffo Den lo vuole."
"Lo vogliamo tutti."
Ragna e Cat stavano mettendo i gemelli nelle culle per il riposino pomeridiano quando sentirono un gran trambusto fuori: le urla di una ragazza infuriata e poi grida, risate e motteggi di uomini. I gemelli chiusero gli occhi, incuranti del rumore, e si addormentarono nel giro di qualche istante. Allora Ragna usc per vedere quale fosse il motivo di quello scompiglio.
Faceva freddo. Il vento da nord spazzava la cittadella con le sue raffiche gelide. Si era radunata una piccola folla intorno a un barile dacqua. Avvicinandosi, Ragna vide che al centro del gruppo cera una ragazza nuda che dava in escandescenze. Gytha e due o tre donne cercavano di lavarla con spazzole e stracci, olio e acqua, mentre altre cercavano di tenerla ferma. Quando le versavano addosso lacqua fredda, lei era scossa da un tremito incontrollabile e si metteva a urlare una sequela di quelli che dovevano essere insulti in gallese.
"Chi ?" chiese Ragna.
Wuffa, il nuovo capo degli stallieri, che si trovava davanti a Ragna, rispose senza girare la testa: " la nuova schiava di Gytha" e poi, rivolto alle donne, grid: "Lavatele le poppe!" e gli uomini intorno a lui ridacchiarono divertiti.
Ragna avrebbe potuto impedire maltrattamenti ai danni di una giovane qualsiasi, ma non di una schiava. La gente aveva il diritto di trattare gli schiavi con crudelt. Esistevano alcune leggi che ne punivano luccisione in mancanza di un motivo valido, ma erano inefficaci, difficili da far rispettare, e comunque le punizioni erano blande.
La ragazza doveva avere sui tredici anni e, tolto lo sporco, aveva la pelle candida. I capelli e i peli tra le gambe erano scuri, quasi neri. Aveva braccia e gambe slanciate e seni piccoli e perfetti. Anche distorto dalla collera, il viso era molto grazioso.
"Cosa se ne fa Gytha di una schiava?" chiese Ragna.
Wuffa si volt per rispondere, sorridendo, ma quando vide con chi stava parlando ci ripens. Il sogghigno spar e lui borbott: "Non lo so".
E invece lo sapeva, questo era evidente, ma aveva vergogna a dirlo.
Wilf usc dalla sala grande e si avvicin alla folla, curioso come lo era stata lei. Lei lo osserv, chiedendosi come avrebbe reagito a quello spettacolo. Gytha ordin alle donne di interrompersi e di tenere ferma la ragazza perch Wilf potesse guardarla.
La folla si apr rispettosa per far passare laldermanno. Adesso la ragazza era pi o meno pulita. I capelli neri le ricadevano bagnati ai lati del volto, e la pelle era arrossata per il troppo sfregare. Il broncio la rendeva ancora pi seducente. Wilf fece un gran sorriso. "Chi  questa?" domand.
Fu Gytha a rispondere. "Si chiama Carwen.  un dono per te da parte mia, per ringraziarti di essere stato il miglior figliastro che una donna potesse desiderare."
Ragna soffoc un grido di protesta. Non era giusto! Lei aveva fatto limpossibile per rendere felice Wilf e tenerlo legato a s, e nei tre anni in cui erano stati sposati lui le era stato pi fedele di molti nobili inglesi. Dormiva con Inge, ogni tanto, in ricordo dei vecchi tempi, e probabilmente giaceva con qualche contadinella quando era lontano da casa, ma mentre si trovava l non degnava quasi di uno sguardo le altre donne. E ora tutta la sua fatica stava per essere vanificata da una giovane schiava, regalo di Gytha! Ragna cap subito che lintenzione di Gytha era quella di seminare zizzania tra lei e suo marito.
Wilf avanz a braccia aperte, come se volesse stringere a s Carwen.
Lei gli sput in faccia.
Lui si ferm di colpo e la folla si zitt.
Una schiava poteva essere giustiziata per quello. Wilf avrebbe potuto estrarre il coltello e tagliarle la gola allistante.
Si asciug il volto con la manica, quindi pos le dita sullelsa del pugnale che portava alla cintura e rimase a fissarla a lungo. Ragna non avrebbe saputo dire che cosa avesse intenzione di fare.
Dopo un po, Wilf tolse la mano dal pugnale.
Avrebbe potuto semplicemente rifiutarla. Chi voleva in dono una schiava che ti sputava in faccia? Ragna pens che quella potesse essere la sua salvezza.
Poi Wilf si rilass. Sorrise e si guard attorno. Dalla folla si lev un timido risolino. E lui scoppi a ridere.
I presenti risero con Wilf, e in quel momento Ragna cap che quella era la fine.
Wilf torn serio e la folla si acquiet.
Tir uno schiaffo alla ragazza, uno solo, ma violento. Aveva mani grandi e forti. Carwen lanci un urlo e si mise a piangere. La sua guancia divenne paonazza e dal labbro scese un rivoletto di sangue che le col sul mento.
Wilf si rivolse a Gytha. "Legala e mettila nella mia casa" ordin. "Per terra."
Rimase a guardare mentre le donne legavano i polsi della schiava dietro la schiena, con una certa difficolt perch lei continuava a divincolarsi. Fatto quello, le bloccarono anche le caviglie.
Gli uomini erano sempre intenti a fissare la ragazza nuda, ma le donne lanciavano occhiate di sottecchi in direzione di Ragna. Lei cap che erano curiose di vedere come avrebbe reagito. Si sforz di mantenere unespressione neutra e dignitosa.
Le aiutanti di Gytha sollevarono la schiava legata e la portarono di peso dentro la casa di Wilf.
Ragna si volt e si allontan a passo lento, ma dentro di s era sconvolta. Il padre dei suoi tre figli avrebbe passato la notte con una giovane schiava. Lei cosa avrebbe dovuto fare?
Decise che non avrebbe permesso che questo rovinasse il suo matrimonio. Gytha poteva farla soffrire, ma non distruggerla. In un modo o nellaltro, lei avrebbe tenuto Wilf legato a s.
Entr nella sua casa. Le domestiche non le rivolsero la parola. Avevano saputo cosera successo, e videro lespressione sul suo volto.
Ragna si sedette a riflettere. Sarebbe stato un errore cercare di impedire a Wilf di giacere con Carwen, questo lo cap subito. Non avrebbe dato ascolto alle sue richieste - gli uomini come lui non prendevano ordini da una donna, neppure dalla donna che amavano - e le sue pretese avrebbero soltanto inasprito i suoi sentimenti. Doveva fingere di non curarsene? No, quello sarebbe stato troppo. Latteggiamento giusto poteva essere quello di una dolente accettazione dei desideri di un uomo. Se necessario, avrebbe finto anche in quello.
Si stava avvicinando lora di cena. A nessun costo doveva mostrarsi triste e sconfitta. Doveva farsi bella, cos bella da fargli rimpiangere di aver deciso di passare la notte con unaltra donna.
Scelse una veste giallo scuro che a lui piaceva molto. Era un po stretta sul seno, ma meglio cos. Chiese a Cat di raccoglierle i capelli sotto un fazzoletto di seta color castagna. Indoss un mantello di lana rosso scuro per proteggere le spalle dagli spifferi gelidi che si infilavano tra le assi della sala grande. Come ultimo tocco, si fece appuntare una spilla di smalto color oro.
A cena sedette alla destra di Wilf, come al solito. Lui era di umore allegro, e scherzava con gli uomini; ogni tanto, per, lei lo scopriva a osservarla con uno sguardo che la incuriosiva. Non era esattamente paura, ma qualcosa di pi della semplice ansia, e lei cap che era nervoso.
Come doveva reagire? Se avesse mostrato il proprio dolore, lui si sarebbe sentito manipolato e si sarebbe arrabbiato, e avrebbe deciso di darle una lezione, magari riservando pi attenzioni a Carwen. No, doveva esserci un modo pi subdolo.
Per tutto il pasto Ragna si sforz di essere pi affascinante che mai, anche se dentro di s era avvilita. Rideva alle battute di Wilf, e ogni volta che lui faceva qualche allusione allamore o al sesso gli rivolgeva uno sguardo ammiccante, sapendo che questo non mancava mai di eccitarlo.
Finito di mangiare, quando gli uomini cominciavano a essere ubriachi, lei si alz da tavola insieme a quasi tutte le altre donne. Se ne torn nella sua casa con una torcia di canne per farsi luce. Non si tolse il mantello e rimase sulla soglia, scrutando i movimenti appena visibili nelloscurit della cittadella, riflettendo, ipotizzando diversi approcci.
"Cosa state facendo?" chiese Cat.
"Aspetto un momento tranquillo."
"Perch?"
"Non voglio che Gytha mi veda entrare nella casa di Wilf."
" dove hanno portato la schiava" ribatt Cat con voce impaurita. "Cosa volete farle?"
"Non lo so ancora. Ci sto pensando."
"Non fate arrabbiare Wilf."
"Vedremo."
Qualche istante dopo Ragna vide unombra passare dalla casa di Gytha a quella di Wilf. Portava una candela. Immagin che Gytha stesse andando a controllare la ragazza, per accertarsi che fosse ancora presentabile.
Ragna attese pazientemente. Poco dopo Gytha usc dalla casa di Wilf e torn nella propria. Ragna aspett un minuto. Una donna e il marito ubriaco uscirono dalla sala grande e attraversarono barcollando la cittadella. Quando vide che il campo era libero, Ragna percorse a passo svelto la breve distanza ed entr nella casa di Wilf.
Carwen era ancora legata mani e piedi, ma era in grado di stare seduta. Essendo nuda aveva freddo, e con qualche contorsione era riuscita ad avvicinarsi al fuoco. Sul lato sinistro del volto spiccava un grosso livido viola dove Wilf laveva colpita.
Ragna si sistem su uno sgabello. "Mi dispiace per quello che ti  capitato" disse, chiedendosi se la schiava parlasse inglese.
Carwen non mostr alcuna reazione.
"Io sono sua moglie" aggiunse Ragna.
"Ah!" fece Carwen.
Dunque capiva.
"Non  un uomo crudele" prosegu Ragna. "Perlomeno, non pi crudele degli altri uomini."
Carwen parve rilassarsi appena, forse per il sollievo.
"Non mi ha mai picchiata come ha fatto con te oggi. Intendiamoci, io sono sempre stata attenta a non farlo arrabbiare." Sollev una mano quasi a prevenire ogni obiezione. "Non ti sto giudicando, ti sto solo spiegando com."
Carwen annu.
Era gi un progresso.
Ragna prese una coperta dal letto di Wilf e la drappeggi sulle spalle bianche e scarne di Carwen. "Ti farebbe piacere un po di vino?"
"S."
Ragna and al tavolo e vers del vino da una brocca in una coppa di legno. Si inginocchi accanto a Carwen e le avvicin la coppa alle labbra. Carwen bevve. Ragna si aspettava quasi che glielo risputasse in faccia, ma la ragazza lo mand gi, riconoscente.
In quel momento entr Wilf.
"Cosa diavolo ci fai qui?" esclam.
Ragna si alz. "Sono qui per parlarti di questa schiava."
Wilf incroci le braccia.
"Gradisci una coppa di vino?" chiese Ragna e, senza attendere la risposta, ne vers due coppe, gliene porse una e si sedette.
Wilf sorseggi il vino e si mise di fronte a lei. La sua espressione diceva che, se sua moglie cercava uno scontro, lui lavrebbe accontentata.
Un pensiero appena abbozzato prese forma nella mente di Ragna. "Non credo che Carwen dovrebbe vivere nella casa degli schiavi."
Wilf parve sorpreso. Non sapeva cosa rispondere. Era lultima cosa che si sarebbe aspettato da lei. "Perch?" disse. "Perch la casa degli schiavi  sporca?"
Ragna si strinse nelle spalle. " sporca perch li chiudiamo dentro la notte e non possono uscire per pisciare. Ma non  questo che mi preoccupa."
"Cosa, allora?"
"Se passa la notte l dentro, finir che uno o pi uomini se la faranno, e chiss quali disgustose infezioni ti passer."
"Non ci avevo mai pensato. Dove dovrebbe stare?"
"Non abbiamo case vuote nella cittadella, al momento, e comunque una schiava non pu abitare da sola.  stata Gytha a comprarla, quindi forse dovrebbe vivere con lei... quando non sta con te."
"Ottima idea" concord lui. Era visibilmente sollevato. Si aspettava grane, e invece era soltanto un problema pratico di facile soluzione.
Gytha sarebbe andata su tutte le furie, per una volta presa la decisione Wilf non avrebbe cambiato idea. Per Ragna era una piccola ma gratificante vendetta.
Si alz. "Divertiti" disse, anche se in cuor suo si augurava esattamente il contrario.
"Grazie."
Arrivata sulla porta, si ferm. "E quando ti stancherai della ragazza e avrai di nuovo voglia di una donna vera, potrai tornare da me." Apr la porta. "Buonanotte" disse, e usc.


Capitolo 26.

Marzo 1001.
Le cose non andarono come si aspettava Ragna. Wilf dorm con Carwen ogni notte per otto settimane di fila, poi part per Exeter.
Sulle prime Ragna rimase sconcertata. Come poteva passare cos tanto tempo con una tredicenne? Di cosa parlavano, lui e Carwen? Cosa poteva avere da dire unadolescente che risultasse di qualche interesse per un uomo dellet e dellesperienza di Wilf? Quando dormiva con la moglie, la mattina si confrontavano sui problemi legati al governo del territorio: la riscossione delle tasse, la cattura dei criminali, e soprattutto come difendere la regione dagli attacchi vichinghi. Di certo non discuteva di queste faccende con Carwen.
Parlava ancora con Ragna, ma non a letto.
Gytha era compiaciuta per quel cambiamento e non perdeva occasione per nominare Carwen in presenza di Ragna. Lei si sentiva umiliata, ma nascondeva le sue pene dietro un sorriso.
Inge, che odiava Ragna perch le aveva portato via Wilf, era felicissima nel vedere che era stata soppiantata e, come Gytha, non mancava mai di mettere il dito nella piaga. Per non era subdola come lei. "Ragna, sono settimane che non passi una notte con Wilf!" le disse un giorno.
"Neanche tu" rispose Ragna e questo bast a tapparle la bocca.
Ragna faceva del proprio meglio per adattarsi a quella nuova vita, per il suo cuore era colmo di amarezza. Invit poeti e musici a Shiring. Raddoppi le dimensioni della sua casa, trasformandola in una seconda sala grande per accogliere chi andava a farle visita... Tutto questo con il permesso di Wilf, che era ansioso di tenerla buona mentre si scopava la sua schiava.
Ragna temeva che, come la passione di Wilf per lei era calata, anche la sua posizione politica potesse indebolirsi, e per compensare aveva rinsaldato i rapporti con uomini potenti: il vescovo di Norwood, labate di Glastonbury, lo sceriffo Den e altri. Labate Osmund di Shiring era ancora vivo ma costretto a letto, e cos lei si fece amico il tesoriere Hildred. Li invitava nella sua casa ad ascoltare musica e poemi. A Wilf piaceva lidea che la cittadella stesse diventando un centro di cultura, perch questo aumentava il suo prestigio. Ma nella sua sala grande continuavano a esibirsi giullari e saltimbanchi, e le discussioni dopo cena vertevano su spade, cavalli e navi da battaglia.
Poi arrivarono i vichinghi.
Lestate precedente lavevano trascorsa tranquilli in Normandia. In Inghilterra nessuno sapeva perch, ma tutti ne erano felici e il re Etelredo si era sentito abbastanza fiducioso da spingersi a nord per sferrare unoffensiva contro i britanni di Strathclyde. Quella primavera, per, i vichinghi tornarono pi agguerriti che mai, con un centinaio di imbarcazioni dalla prua ricurva come spade, e risalirono rapidi il fiume Exe. Scoperto che la citt di Exeter era efficacemente difesa, devastarono senza piet le campagne tutto attorno.
Tutto questo la gente di Shiring lo apprese dai messaggeri venuti a chiedere aiuto. Wilf non esit. Se i vichinghi avessero preso il controllo dellarea intorno a Exeter, si sarebbero garantiti una base facilmente accessibile dal mare da cui attaccare a piacimento qualunque zona dellInghilterra occidentale. Da l a conquistare lintera regione e impossessarsi anche del suo distretto il passo era breve. Era gi accaduto in gran parte del Nord-est dellInghilterra. Era impossibile prevedere quale potesse essere lesito finale, e Wilf radun un esercito.
Discusse della strategia con Ragna. Lei disse che non avrebbe dovuto semplicemente precipitarsi l con un piccolo esercito reclutato a Shiring e attaccare i vichinghi appena li avesse trovati. Rapidit e sorpresa erano importanti, ma con un nemico cos numeroso cera il rischio di venire subito sconfitti e umiliati. Wilf era daccordo e disse che prima avrebbe fatto un giro della West Country per reclutare uomini con cui ingrossare le fila del suo esercito nella speranza di poter contare su una forza schiacciante quando avesse incontrato i vichinghi.
Ragna sapeva che quello sarebbe stato un periodo pericoloso per lei. Prima che Wilf lasciasse la cittadella, era necessario affermare pubblicamente che lei lo avrebbe sostituito. Una volta che lui fosse partito, i rivali di Ragna avrebbero cercato di screditarla mentre lui non era l a difenderla. Wynstan non sarebbe andato con Wilf a combattere i vichinghi perch, in quanto uomo di Dio, gli era proibito spargere sangue e quella era una regola che di solito rispettava, pur infrangendone molte altre. Sarebbe rimasto a Shiring e avrebbe cercato di prendere il posto del fratello con lappoggio di Gytha. Ragna avrebbe dovuto stare in guardia ogni singolo giorno.
Ragna pregava che Wilf passasse una notte con lei prima di partire, ma non accadde e questo non fece che accrescere la sua amarezza.
Il giorno della partenza, Ragna era con lui sulla soglia della sala grande quando Wuffa gli port il suo cavallo preferito, Cloud, uno stallone grigio scuro. Carwen non cera: senza dubbio Wilf laveva gi salutata in privato, un gesto di riguardo da parte sua.
Davanti a tutti, Wilf baci Ragna sulle labbra... Il primo bacio da due mesi.
"Ti prometto, marito mio, che governer bene sul tuo territorio in tua assenza" disse lei a voce alta in modo che tutti potessero sentire, sottolineando la parola governer. "Amministrer la giustizia come faresti tu, protegger il tuo popolo e le tue ricchezze, e non permetter a nessuno di impedirmi di svolgere il mio dovere."
Era unaperta sfida a Wynstan, e Wilf lo cap. Il senso di colpa lo spingeva ancora a concedere a Ragna tutto quello che lei chiedeva. "Grazie, moglie mia" disse, anche lui a voce alta. "So che governerai come farei io se fossi qui." Anche lui sottoline la parola governerai. "Chiunque sfidi lautorit di Ragna, sfida me."
"Ti ringrazio" disse Ragna, abbassando la voce. "E torna da me sano e salvo."
Ragna divenne taciturna. Immersa nei suoi pensieri, smise quasi di parlare con le persone che le stavano accanto. A poco a poco cap che doveva prendere atto della dolorosa realt: Wilf non lavrebbe mai amata come lei voleva.
Provava affetto per lei, la rispettava, e prima o poi avrebbe ricominciato a passare qualche notte nel suo letto. Ma Ragna sarebbe stata sempre e soltanto una delle giumente che occupavano la sua stalla. Non era la vita che sognava quando si era innamorata di lui. Sarebbe mai riuscita ad abituarsi?
Quellinterrogativo le faceva venir voglia di piangere. Durante il giorno, quando era in compagnia di altre persone, teneva a freno i suoi sentimenti, ma la notte piangeva, udita solo dalla servit pi stretta che condivideva la sua casa. Era come un lutto: aveva perso il marito, non per colpa della morte, ma di unaltra donna.
Decise di fare la solita visita a Outhenham per il giorno dellAnnunciazione, nella speranza che questo la distogliesse dal pensare al fallimento della sua vita. Lasci i bambini con Cat e port con s Agnes, che le avrebbe fatto da cameriera personale.
Fece il suo ingresso a Outhenham con un sorriso sulle labbra e un peso sul cuore. Il villaggio, per, le tir su il morale. Negli ultimi tre anni era diventato pi prospero. Gli abitanti della valle la chiamavano Ragna la Giusta. Nessuno aveva vissuto bene finch tutti rubavano e imbrogliavano. Ora, con Seric alla guida, la gente era pi propensa a pagare le tasse, con la certezza di non essere derubata, e lavorava di pi sapendo che avrebbe raccolto i frutti delle proprie fatiche.
Ragna dorm a casa di Seric e la mattina dopo tenne udienza. A mezzogiorno consum un pasto leggero perch pi tardi ci sarebbe stato un banchetto. Aveva disposto di far visita alla cava nel pomeriggio e quando fu pronta trov Edgar che la aspettava, avvolto in un mantello azzurro. Adesso aveva un cavallo, una robusta giumenta nera chiamata Buttress. "Posso mostrarvi una cosa, strada facendo?" le chiese mentre lei montava in sella.
"Certo."
Le parve che Edgar fosse stranamente nervoso. Qualunque cosa avesse da dirle, doveva stargli molto a cuore. Tutti avevano cose importanti da dire alla moglie dellaldermanno, ma Edgar era speciale e Ragna si incurios.
Cavalcarono insieme fino al fiume, poi imboccarono una carraia che portava alla cava. Su un lato si vedeva il retro delle case, ognuna con il suo piccolo pezzo di terreno occupato da un orticello, qualche albero da frutto, uno o due ricoveri per animali da cortile e un letamaio. Sullaltro lato si estendeva uno dei grandi campi comuni, quello orientale, arato solo in parte, con i solchi di terra umida e argillosa che scintillavano ancora. Per non cera nessuno al lavoro, perch quello era un giorno di festa.
"Vedete quanto  ampio lo spazio tra il campo comune e gli orti del villaggio?"
"Molto pi ampio del necessario, sufficiente per due strade."
"Esatto. Ora, per portare un carico di pietre dalla cava al fiume lungo questo sentiero, due uomini impiegano quasi una giornata di lavoro. Questo fa s che la nostra pietra sia pi costosa. Se usano un carro  pi facile, ma ci vuole pi o meno lo stesso tempo."
Ragna immaginava che Edgar volesse dimostrare qualcosa di importante, che a lei sfuggiva ancora. " questo che volevi farmi vedere?"
"Quando ho cercato di vendere della pietra al monastero di Combe, mi hanno detto che hanno cominciato a comprarla a Caen, in Normandia, perch costa di meno."
Ragna era stupita. "Come pu essere?"
"Compie tutto il viaggio su una nave, lungo il fiume Orne fino al mare e poi attraverso il Canale fino al porto di Combe."
"E il nostro problema  che la nostra cava non si trova su un fiume."
"Non esattamente."
"Cosa vuoi dire?"
"Il fiume  a solo mezzo miglio di distanza."
"Ma non possiamo far scomparire questo mezzo miglio."
"Io credo di s."
Ragna sorrise. Cap che lui si stava godendo quel graduale svelamento. "E come?"
"Scaviamo il nostro canale."
"Cosa?" Ragna era sorpresa.
"A Glastonbury lhanno fatto" ribatt lui con laria di chi sta per calare la carta vincente. "Me lha detto Aldred."
"Scavare un fiume?"
"Lo scavo  la parte pi facile. Potrebbe essere necessario rinforzare gli argini strada facendo, a seconda della consistenza del terreno, ma posso occuparmene da solo. La cosa pi difficile  azzeccare la profondit. Ovviamente il canale deve essere abbastanza profondo per essere sicuri che lacqua defluisca dal fiume. Ma credo di poter trovare una soluzione."
Quelluomo era pi intelligente di Wilf e forse anche di Aldred, pens Ragna, ma si limit a rispondere: "Quanto costerebbe?".
"Supponendo di non usare schiavi..."
"Preferirei di no."
"Mezzo penny al giorno per ogni uomo pi un penny al giorno per un caposquadra, per un totale di centoventi penny, che  mezza libbra, e in pi dobbiamo dar loro da mangiare, perch molti sarebbero lontani da casa."
"E alla lunga ci farebbe risparmiare denaro."
"Un sacco di denaro."
Ragna era entusiasta del progetto di Edgar. Sarebbe stata una grande novit. Costosa, certo, ma lei poteva permetterselo.
Arrivarono alla cava. Adesso cerano due case. Edgar ne aveva costruita una per s, cos da non doversi far ospitare da Gab e dalla sua famiglia. Era una bella casa, con pareti di assi verticali unite a incastro. Aveva due finestre chiuse da imposte e la porta era fatta da ununica tavola di quercia. Aveva anche una serratura: Edgar inser una chiave e la gir per aprire.
Linterno era un ambiente mascolino, con il posto donore dedicato ad attrezzi, rotoli di corda, gomitoli di cavi e imbragature. Cera un barile di birra ma non vino, una forma di formaggio stagionato ma n frutta n fiori.
Ragna not un foglio di pergamena appeso a un chiodo sulla parete. Guardando meglio, vide che era un elenco dei clienti, con annotato il numero di pietre che avevano ricevuto e il denaro che avevano pagato. La maggior parte degli artigiani teneva il conto facendo delle tacche sui legnetti. "Sai scrivere?" chiese a Edgar.
"Mi ha insegnato Aldred" rispose lui, orgoglioso.
Lo aveva tenuto segreto. "E ovviamente sai anche leggere."
"Potrei, se avessi un libro."
Ragna decise di regalargliene uno quando avesse terminato lo scavo del canale.
Lei sedette su una panca e lui le vers una coppa di birra. "Sono contento che non vogliate servirvi di schiavi per scavare" le disse.
"Perch?"
"C qualcosa nel possedere degli schiavi che tira fuori il peggio dalle persone. I proprietari di schiavi diventano dei selvaggi. Picchiano, uccidono, stuprano come se fosse normale."
Ragna fece un sospiro. "Vorrei che tutti gli uomini fossero come te."
Lui rise.
"Cosa c?" domand Ragna.
"Ricordo di aver pensato esattamente la stessa cosa di voi. Quando in passato vi ho chiesto aiuto siete stata subito disponibile, senza esitare, e io mi sono detto: Perch non sono tutti come lei?."
Ragna sorrise. "Mi hai rincuorato. Ti ringrazio." Dimpulso si alz in piedi e lo baci.
Lintenzione era quella di dargli un bacio sulla guancia, ma senza sapere come lo baci sulla bocca. Le sue labbra lo sfiorarono soltanto, e lei non vi avrebbe dato alcun peso se non fosse stato per il fatto che lui parve allarmarsi. Fece un balzo allindietro, allontanandosi, e divent tutto rosso.
Ragna cap subito di aver commesso un errore. "Scusami. Non avrei dovuto.  che ti sono riconoscente perch mi hai fatto stare meglio."
"Non sapevo che vi sentiste male" ribatt lui. Cominciava a riacquistare la padronanza di s, ma Ragna vide che si sfiorava le labbra con la punta delle dita.
Non gli avrebbe raccontato di Carwen. "Mi manca mio marito" disse. "Sta radunando un esercito per combattere i vichinghi. Stanno risalendo il fiume Exe. Wilf  molto preoccupato." Vide unombra passare sul volto di Edgar quando menzion i vichinghi, e si ricord che avevano ucciso la sua amata. "Scusami" ripet.
Lui scosse il capo. " tutto a posto. Ma c unaltra cosa di cui dovrei parlarvi."
Ragna era felice di poter cambiare argomento. "Dimmi."
"La vostra cameriera Agnes ha un anello nuovo."
"S. Glielha regalato suo marito."
" fatto di fili dargento intrecciati, con un pezzo dambra al centro."
" molto grazioso."
"Mi ha fatto venire in mente il ciondolo che  stato rubato a Adelaide, uno dei vostri corrieri. Era fatto con filo dargento e ambra."
Ragna era sorpresa. "Non lavevo notato!"
"Ricordo di aver pensato che lambra vi avrebbe donato."
"Ma come avrebbe potuto Agnes farsi fare un anello con il ciondolo di Adelaide?"
"Il ciondolo  stato rubato e rimodellato per renderlo meno riconoscibile. La domanda  come lo ha avuto suo marito."
" sposata con Offa, il sovrintendente di Mudeford." Ragna cominci a vedere il nesso. "Probabilmente lo ha acquistato da un gioielliere a Combe. Il gioielliere conosce lintermediario, e lintermediario sa dove trovare Grugno di Ferro."
"Esatto" disse Edgar.
" necessario che lo sceriffo interroghi Offa."
"S."
"Offa potrebbe aver comprato lanello senza sapere nulla."
"S."
"Non voglio rischiare di mettere nei guai il marito di Agnes."
"Dovete farlo" disse Edgar.
Edgar riaccompagn Ragna al centro del villaggio. Quando lei fu circondata dalla folla, si allontan e se ne torn alla cava. Lasci Buttress a brucare lerba ai margini del bosco. Poi, finalmente, si sdrai nella sua casa e ripens a quel bacio.
Era rimasto sorpreso e sconcertato. Sapeva di essere arrossito. E aveva fatto un salto allindietro. Ragna si era accorta di tutto questo e si era scusata per averlo messo in imbarazzo. Ma quello che lei aveva visto era soltanto la superficie. Era successo qualcosaltro, dentro di lui, nel profondo, che era riuscito a tenere nascosto. Quando le labbra di Ragna avevano sfiorato le sue, Edgar era stato travolto da un amore improvviso e assoluto.
Il bagliore di un fulmine, un tuono, un uomo colpito in un istante...
No, gli era solo sembrato che fosse cos. Sdraiato sulle canne accanto al focolare, da solo, con gli occhi chiusi, guard dentro la propria anima e cap di essersi innamorato di lei tanto tempo prima. Per quattro anni si era detto che il suo cuore era morto con Sungifu, e che nessuna avrebbe potuto prendere il suo posto. Ma a un certo punto - non avrebbe saputo dire quando - aveva cominciato ad amare Ragna. Allora non laveva capito, ma adesso gli sembrava ovvio.
Rivisse nella mente quegli ultimi quattro anni e si rese conto che Ragna era diventata la persona pi importante della sua vita. Si aiutavano a vicenda. Non cera nulla che amasse di pi che conversare con lei... Da quanto tempo quella era la sua occupazione preferita? Ammirava la sua intelligenza e la sua determinazione e, specialmente, il modo in cui riusciva a conciliare unassoluta autorevolezza con unumanit che conquistava il cuore della sua gente.
La amava, la ammirava, e lei era bellissima. Non era come il fuoco della passione, ma piuttosto come una catasta di legna secca pronta a incendiarsi alla prima scintilla, e il bacio di quel giorno era stato la scintilla. Voleva baciarla di nuovo, voleva baciarla tutto il giorno e tutta la notte...
Non sarebbe mai successo. Lei era la figlia di un conte: anche se non fosse stata sposata, non sarebbe mai diventata la moglie di un semplice costruttore. E lei era sposata. Era sposata con un uomo che non avrebbe mai dovuto venire a sapere di quel bacio, perch se lo avesse scoperto lo avrebbe ucciso allistante. Peggio ancora, lei mostrava di amare il marito. E se non fosse stato abbastanza, aveva avuto tre figli da lui.
C qualcosa di sbagliato in me? si chiese Edgar. Ho continuato ad amare una ragazza morta, e ora amo una donna che potrebbe anche essere morta, viste le possibilit che ho di stare con lei.
Pens ai suoi fratelli, felici di dividersi una moglie volgare, egoista e neppure intelligente. Perch non posso essere come loro e prendermi la prima donna che mi capita a tiro? Come posso essere cos stupido da innamorarmi di una nobildonna, e per giunta sposata? E io sarei quello pi intelligente della famiglia.
Apr gli occhi. Quella sera ci sarebbe stato un banchetto nel villaggio. Avrebbe potuto stare vicino a Ragna tutta la sera. E lindomani avrebbe cominciato a lavorare al canale. Questo gli avrebbe dato mille ragioni per parlare con lei nelle settimane successive. Lei non lo avrebbe mai pi baciato, ma sarebbe stata parte della sua vita.
Doveva farselo bastare.
Appena tornata a Shiring, Ragna parl con lo sceriffo Den. Era impaziente di catturare Grugno di Ferro, che era una vera maledizione per lintero distretto. E Wilf sarebbe stato contento di tornare a casa e scoprire che lei aveva risolto quel problema, una cosa che Carwen non avrebbe mai potuto fare.
Anche lo sceriffo era ansioso di arrestarlo, e aveva convenuto con lei che Offa avrebbe potuto fornire qualche indizio su dove si trovasse il fuorilegge. Decisero di interrogarlo il giorno successivo.
Ragna sperava tanto di non scoprire che Agnes e Offa erano colpevoli di qualcosa, magari di possesso di beni rubati.
Allalba dellindomani Ragna si incontr con Den fuori dalla casa di Offa e Agnes. Era piovuto tutta la notte e il terreno era fradicio. Den era accompagnato dal capitano Wigbert, da due armigeri e da due servi armati di vanghe. Ragna si domand a cosa servissero.
Agnes venne ad aprire la porta. Quando vide lo sceriffo e i suoi uomini, si spavent.
"Offa  in casa?" chiese Ragna.
"Cosa mai potete volere da Offa, mia signora?"
Ragna provava pena per lei, ma doveva essere rigorosa. Ora governava lei il distretto e non poteva mostrare indulgenza nella ricerca di un criminale cos pericoloso. "Sta zitta, Agnes, e parla quando ti viene richiesto. Scoprirai presto di cosa si tratta. E adesso facci entrare."
Wigbert ordin ai due armigeri di restare fuori, ma fece segno ai servi di seguirlo.
Ragna vide che la casa era arredata con ogni comodit: tendaggi alle pareti per bloccare gli spifferi, un letto con un pagliericcio, una serie di ciotole e coppe di legno con il bordo di metallo sul tavolo.
Offa si tir su a sedere, scost la pesante coperta di lana e si alz dal letto. "Cosa succede?"
"Agnes, fa vedere allo sceriffo lanello che portavi a Outhenham" ordin Ragna.
"Lo porto ancora" rispose lei mostrando la mano sinistra a Den.
"Offa, dove lo hai preso?" chiese Ragna.
Lui ci pens su, grattandosi il naso tutto storto, come se si sforzasse di ricordare, o magari di escogitare una storia plausibile. "Lho comprato a Combe."
"Chi te lha venduto?" Ragna sperava di sentire il nome di un gioielliere, ma rimase delusa.
"Da un marinaio francese" rispose Offa.
Se era una bugia, era una bugia intelligente, pens Ragna. Sarebbe stato facile interrogare un particolare gioielliere di Combe, ma un marinaio straniero era impossibile da trovare.
"Il suo nome?" domand lei.
"Richard di Parigi."
Era un nome che ci si poteva inventare su due piedi. Probabilmente esistevano centinaia di uomini che si chiamavano in quel modo. Cominciava a nutrire sospetti sul conto di Offa, ma sperava per il bene di Agnes che si dimostrassero infondati. "E perch un marinaio francese dovrebbe vendere gioielli da donna?"
"Be, mi ha detto che lo aveva comprato per sua moglie, ma poi si era pentito dopo aver perso tutto ai dadi."
Solitamente Ragna si accorgeva quando le persone mentivano, per con Offa non riusciva a capirlo. "Dove ha comprato lanello questo Richard di Parigi?"
"Ho pensato che lavesse preso da un gioielliere di Combe, ma lui non lha detto. Perch tutte queste domande? Ho pagato sessanta penny per quellanello. C qualcosa che non va?"
Ragna immaginava che Offa sapesse o quantomeno sospettasse che lanello era merce rubata, e che volesse proteggere chi glielo aveva venduto. Non aveva idea di cosaltro chiedergli e dopo poco Den pass allazione. Si volt verso i due servi e disse brusco: "Perquisite la casa".
Ragna non era certa che fosse la mossa giusta. Dovevano sciogliere la lingua a Offa, non perquisirgli la casa.
Cerano due bauli chiusi a chiave e parecchie casse in cui era contenuto il cibo. Ragna osserv pazientemente i servi che frugavano dappertutto. Tastarono gli indumenti appesi ai ganci, controllarono in fondo a un barile di birra, alzarono le canne da terra. Lei non sapeva cosa stessero cercando, ma comunque non trovarono nulla di interessante.
Era sollevata. Sperava tanto che Offa fosse innocente, per il bene di Agnes.
"Il focolare" ordin Den.
Ragna cap a cosa servivano i badili. I servi li usarono per raccogliere la brace dal fuoco e gettarla fuori dalla porta. I tizzoni sibilavano al contatto con il terreno freddo.
Presto la terra sotto il focolare venne scoperta, e a quel punto i servi presero a scavare.
Qualche pollice sotto il livello della casa, i badili urtarono contro del legno.
Offa si precipit fuori dalla porta. Fu cos veloce che nessuno dentro la casa pot fermarlo, ma cerano i due armigeri allesterno. Ragna ud un urlo di rabbia e il rumore di un corpo che cadeva a terra. Un attimo dopo gli armigeri riportarono indietro Offa, tenendolo saldamente per le braccia.
Agnes cominci a singhiozzare.
"Continuate a scavare" ordin Den ai servi.
Dopo qualche minuto, tirarono fuori dalla buca una cassa di legno lunga un piede. Da come la maneggiavano, Ragna cap che era pesante.
Non era chiusa a chiave. Den sollev il coperchio. Allinterno cerano migliaia di penny dargento e qualche gioiello.
"Il ricavato di anni di furti... pi qualche ricordo" osserv Den.
Sopra a tutto, cera una cintura di pelle morbida con la fibbia e il puntale dargento. Ragna rimase senza fiato.
"Avete riconosciuto qualcosa?" chiese Den.
"La cintura. Doveva essere il mio regalo di nozze per Wilf... ma mi  stata rubata da Grugno di Ferro."
Den si volt verso Offa. "Qual  il vero nome di Grugno di Ferro, e dove si nasconde?"
"Non lo so" rispose Offa. "Quella cintura lho comprata. So che non avrei dovuto, mi dispiace."
Den fece un cenno del capo a Wigbert, che and a mettersi davanti a Offa. I due armigeri aumentarono la presa sulle braccia.
Wigbert sfil dalla cintura un pesante randello di quercia reso lucido dalluso. Con un movimento rapido lo cal sulla faccia di Offa. Ragna lanci un urlo, ma Wigbert la ignor. Con una rapida serie di percosse ben assestate colp Offa alla testa, alle spalle e alle ginocchia. Il rumore secco del legno che urtava contro le ossa disgust Ragna.
Quando Wigbert si ferm, Offa aveva il viso coperto di sangue. Non si reggeva in piedi, ma i due armigeri lo tenevano su. Agnes gemeva come se fosse lei a provare dolore.
"Qual  il vero nome di Grugno di Ferro, e dove si nasconde?"
"Giuro che non lo so" rispose Offa. Tra le labbra insanguinate e i denti rotti, faticava a parlare.
Wigbert lev di nuovo il randello.
"No, vi prego!" url Agnes. "Grugno di Ferro  Ulf! Non picchiatelo pi, per favore!"
Den si volt verso Agnes. "Il cacciatore di cavalli?"
"S, lo giuro."
"Ti conviene dirmi la verit."
Edgar non credeva che Ulf, il cacciatore di cavalli, fosse Grugno di Ferro. Lo aveva incontrato qualche volta e ricordava un uomo piccolino ma forte ed energico, come doveva essere chi addomesticava i pony selvaggi della foresta. Edgar aveva un ricordo vivido di quando si era imbattuto in Grugno di Ferro, ed era certo che luomo fosse di altezza e corporatura media. "Agnes potrebbe essersi sbagliata" disse a Den, quando lo sceriffo pass per Drengs Ferry per andare a arrestare Ulf.
"Potresti sbagliarti tu" ribatt Den.
Edgar si strinse nelle spalle. Era anche possibile che Agnes avesse mentito. Oppure poteva aver fatto un nome a caso, solo per mettere fine alle torture, senza avere idea di chi si nascondesse in realt dietro quellelmo di ferro arrugginito.
Edgar e gli altri uomini del villaggio si unirono a Den e al suo gruppo. Den non aveva bisogno di rinforzi, ma la gente del villaggio non voleva perdersi il divertimento, e poi aveva la scusa di dover sostenere la legge nella propria centena.
Strada facendo, passarono a prendere i fratelli di Edgar.
Quando si avvicinarono allovile di Theodberht Piedetorto un cane cominci ad abbaiare. Theodberht e sua moglie chiesero cosa stesse succedendo e Den rispose: "Stiamo cercando Ulf, il cacciatore di cavalli".
"In questo periodo dellanno lo trovate a casa" rispose Theodberht. "I cavalli selvaggi hanno fame. Lui mette fuori il fieno e loro vengono a mangiarlo."
"Grazie."
Un miglio pi avanti arrivarono al recinto di Ulf. Il mastino legato vicino al cancello non abbai, ma i cavalli si misero a nitrire, e subito Ulf e sua moglie Gwen uscirono dalla casa. Come Edgar rammentava, Ulf era un uomo piccoletto con muscoli come corde, pi basso della moglie. Entrambi avevano faccia e mani sporchissime.
Edgar si ricordava pure che Gwen un tempo aveva un fratello, chiamato Begstan, che era morto pi o meno quando lui e la sua famiglia erano arrivati a Drengs Ferry. Dreng aveva espresso dei sospetti su quella morte, perch il corpo non era stato sepolto alla collegiata.
Gli uomini dello sceriffo li circondarono e Den disse a Ulf: "Mi hanno riferito che tu sei Grugno di Ferro".
"Ti hanno riferito male" ribatt Ulf. Edgar cap che luomo stava dicendo la verit, ma anche che nascondeva qualcosa.
Den ordin agli uomini di perquisire la casa.
"Ti conviene legare quel mastino pi vicino al recinto, perch se si avventa contro i miei uomini lo passo da parte a parte con la lancia" disse Wigbert a Ulf.
Lui accorci la catena in modo che il mastino non potesse muoversi.
Frugarono dentro la catapecchia. Wigbert usc portando un baule. "Ha pi soldi di quanto si penserebbe... Qua dentro devono esserci quattro o cinque libbre dargento."
"I risparmi di una vita" replic Ulf. "Ventanni di duro lavoro."
Poteva essere vero, pens Edgar. In ogni caso quella somma di denaro non bastava a dimostrare che era stato commesso un crimine.
Due uomini armati di badili girarono intorno al recinto, perlustrando il terreno con gli occhi in cerca di una traccia che indicasse dove Ulf potesse aver sepolto qualcosa. Scavalcarono il recinto e fecero lo stesso sulla parte interna, facendo arretrare i cavalli selvaggi che si erano impauriti. Non trovarono nulla.
Den aveva laria avvilita. "Io non credo che Ulf sia innocente" disse a voce bassa, rivolto a Wigbert e a Edgar.
"No. Innocente no. Ma non  lui Grugno di Ferro. Adesso che lho rivisto ne sono certo" rispose Edgar.
"Allora perch sostieni che non  innocente?"
" solo una sensazione. Forse lui sa chi  Grugno di Ferro."
"Io intendo arrestarlo comunque. Ma avrei preferito trovare qualcosa che lo incriminasse."
Edgar si guard attorno. La casa era un rudere, con il tetto sfondato e buchi nelle pareti fatte di canne e fango, ma Gwen sembrava ben nutrita e aveva una veste bordata di pelliccia. Quei due non erano poveri, erano solo trascurati.
Edgar osserv il riparo del mastino. "Ulf vuole bene al suo cane" disse. Non erano molte le persone che si preoccupavano di proteggere dalla pioggia un cane da guardia. Si avvicin, incuriosito. Il mastino fece un ringhio minaccioso, ma era ben legato. Edgar prese laccetta vichinga dalla cintura.
"Cosa vuoi fare?" chiese Ulf.
Edgar non rispose. Con pochi colpi daccetta demol il riparo. Poi, servendosi della lama, dissod il terreno sottostante. Dopo qualche minuto laccetta urt contro qualcosa di metallico.
Si inginocchi accanto alla buca e cominci a scavare con le mani. Lentamente emerse un oggetto di ferro tondeggiante. "Ah!" esclam, riconoscendo la forma.
"Che cos?" domand Den.
Edgar estrasse loggetto dalla buca e lo alz, trionfante. "Lelmo di Grugno di Ferro" annunci.
"Questo risolve la questione" disse Den. "Ulf  Grugno di Ferro."
"Non sono io, lo giuro!" esclam Ulf.
" vero" disse Edgar. "Non  lui."
"Allora a chi appartiene lelmo?" chiese Den.
Ulf esit.
"Se non dici di chi , significa che  tuo."
Ulf indic la moglie. " suo! Lo giuro. Gwen  Grugno di Ferro!"
"Una donna?" fece Den.
Gwen scapp via, sgattaiolando tra gli uomini dello sceriffo che le stavano vicino. Questi si voltarono per inseguirla e andarono a sbattere luno contro laltro. Altri le corsero dietro, ma troppo tardi. Quei pochi istanti erano stati cruciali e sembrava che lei sarebbe riuscita a scappare. Poi Wigbert scagli la sua lancia. Colp Gwen alla coscia e lei cadde a terra.
La donna rimase a faccia in gi, gemendo per il dolore. Wigbert le si avvicin ed estrasse la lancia dalla carne.
Nella caduta, una manica della veste era risalita, scoprendo il braccio. Sulla pelle pallida e morbida, nella parte posteriore del braccio, si vedeva una cicatrice.
Edgar si ricord di una notte di luna al podere, pochi giorni dopo che lui e la sua famiglia erano arrivati a Drengs Ferry. Il podere era silenzioso, finch Brindle si era messa ad abbaiare. Lui aveva visto scappare una persona con un elmo di ferro, con il loro maialino sotto il braccio, e aveva abbattuto il ladro con laccetta vichinga.
E Ma aveva tagliato la gola a uno degli altri due. Doveva essere Begstan, il fratello di Gwen.
Edgar si inginocchi accanto a Gwen e confront la cicatrice con la lama dellaccetta. Erano esattamente della stessa lunghezza.
"Questo chiarisce tutto" disse, rivolto a Den. "Sono stato io a procurarle quella cicatrice.  lei Grugno di Ferro."
Ragna si sentiva terribilmente in colpa. Era stata lei a portare l Agnes da Cherbourg, e aveva acconsentito di buon grado che sposasse Offa. Adesso doveva sovrintendere a un processo che avrebbe potuto concludersi con una condanna a morte per suo marito. Desiderava tanto graziarlo, ma doveva far rispettare la legge.
Questa volta il tribunale del distretto si svolse a ranghi ridotti. Molti dei signori della terra e degli altri notabili che vi partecipavano di solito erano partiti con Wilwulf per combattere i vichinghi. Ragna prese posto sotto un baldacchino improvvisato. Sembrava che il mondo fosse in attesa di una primavera che non voleva proprio arrivare: era una giornata fredda e nuvolosa, con piogge intermittenti, senza il minimo accenno di sole.
Il grande evento era il processo di Gwen che, ora si sapeva, era Grugno di Ferro. Offa era accusato, insieme a Ulf, di essere suo complice. Rischiavano tutti la condanna a morte.
Ragna non riusciva a capire fino a che punto Agnes fosse al corrente dei crimini commessi dal marito. In un momento di disperazione, aveva urlato che Ulf era Grugno di Ferro, quindi doveva aver sospettato qualcosa. Ma aveva indicato la persona sbagliata, e questo faceva pensare che non conoscesse la verit. Esisteva un principio legale universalmente riconosciuto secondo il quale una moglie non era colpevole dei crimini commessi dal marito, a meno che non fosse sua complice, e, a conti fatti, Ragna e lo sceriffo Den avevano deciso di non accusare Agnes.
Ci nonostante, Ragna era combattuta: poteva condannare a morte Offa e fare di Agnes una vedova?
Sapeva che quello era il suo dovere. Aveva sempre sostenuto il rispetto della legge. Aveva fama di essere una persona equa e scrupolosa. In Normandia la chiamavano Debora, come la donna giudice della Bibbia, e a Outhenham era Ragna la Giusta. Credeva che la giustizia dovesse essere obiettiva, e non era accettabile che uomini potenti influenzassero la corte affinch emettesse una sentenza favorevole ai loro parenti. E lei si era sempre battuta con fermezza per questo. Si era indignata quando Wilwulf aveva condannato Cuthbert per falsificazione e aveva lasciato che Wynstan la passasse liscia. Adesso non poteva certo fare una cosa simile.
I tre accusati stavano in fila, uno accanto allaltro, legati mani e piedi per scoraggiare qualunque tentativo di fuga: Ulf e Gwen sudici e vestiti di stracci, Offa tutto impettito e ben vestito. Lelmo arrugginito di Gwen era posato su un tavolo basso di fronte al sedile di Ragna, accanto alle reliquie sacre su cui i testimoni avrebbero dovuto giurare.
Lo sceriffo Den era laccusatore, e tra i suoi compurgatori figuravano il capitano Wigbert, Edgar il costruttore e Dreng il barcaiolo.
Gwen e Ulf ammisero la loro colpa e dichiararono che Offa aveva comprato da loro parte del bottino per poi venderlo a Combe.
Offa neg ogni cosa, ma il suo unico compurgatore era Agnes. Tuttavia una piccolissima parte della mente di Ragna sperava che lui inventasse una scusa a propria difesa che le permettesse di dichiararlo innocente, o perlomeno di comminargli una condanna pi lieve.
Lo sceriffo Den raccont come si era svolto larresto, quindi elenc coloro che erano stati derubati - e in qualche caso anche uccisi - dalla persona che indossava lelmo. I notabili che assistevano al processo, per la gran parte membri dellalto clero e signori della terra troppo anziani o malati per combattere, espressero con un mormorio indignato tutta la loro rabbia verso chi aveva seminato il terrore sulla strada per Combe, che tutti loro usavano.
Offa si difese con vigore. Disse che Gwen e Ulf mentivano. Giur che le merci rubate trovate nella sua casa erano state comprate in buona fede nelle botteghe dei gioiellieri. Aveva cercato di scappare, afferm, solo perch era in preda al panico. Disse che quando sua moglie aveva fatto il nome di Ulf aveva scelto una persona a caso.
Nessuno gli credette.
Ragna annunci che secondo lopinione prevalente i tre accusati erano colpevoli, e non vi fu alcun dissenso.
In quel momento, Agnes si gett ai piedi di Ragna, sul terreno fradicio, singhiozzando. "Mia signora,  un uomo buono e io lo amo!"
Ragna si sentiva come se avesse un coltello piantato nel cuore, per rispose con voce ferma. "Ogni uomo che abbia rubato, stuprato, ucciso aveva una madre, e molti avevano una moglie che li amava, dei figli che dipendevano da loro. Per hanno ucciso i mariti di altre donne, venduto i figli di altri uomini per farne degli schiavi, hanno preso i risparmi di altre persone per spenderli nelle taverne e nei bordelli. Devono essere puniti."
"Io, per, lavoro per voi da dieci anni! Dovete aiutarmi! Dovete graziare Offa, altrimenti verr impiccato!"
"Io sono al servizio della giustizia" replic Ragna. "Pensa a tutte le persone che sono state ferite e derubate da Grugno di Ferro! Come si sentirebbero se lo lasciassi libero solo perch  sposato con la mia sarta?"
"Ma voi siete mia amica!" esclam Agnes con voce stridula.
Ragna avrebbe tanto voluto poter dire: Daccordo, Offa non aveva cattive intenzioni. Non lo condanno a morte, eppure non poteva. "Io sono la tua padrona e la moglie dellaldermanno. Non violer la legge per te."
"Vi prego, signora, vi imploro!"
"La risposta  no, Agnes, e la questione  chiusa. Qualcuno la porti via."
"Come potete farmi questo?" Mentre gli uomini dello sceriffo afferravano Agnes, il suo volto si contorse in una smorfia dodio. "Voi state uccidendo mio marito, siete unassassina!" Aveva la bava alla bocca. "Strega, demonio!" Sput, e la saliva cadde sulla gonna della veste verde di Ragna. "Spero tanto che anche vostro marito muoia!" url, prima che la trascinassero via.
Wynstan osserv lalterco tra Ragna e Agnes con grande interesse. Agnes era in preda a una rabbia irrefrenabile, e Ragna si sentiva in colpa. Il vescovo avrebbe potuto sfruttarlo a proprio vantaggio, anche se al momento non sapeva come.
I colpevoli furono impiccati allalba del giorno successivo. Pi tardi Wynstan diede un modesto banchetto per i notabili che avevano partecipato al processo. Marzo non era un buon mese per i banchetti, perch gli agnelli e i vitelli di quellanno non erano ancora nati, e cos la tavola nella residenza del vescovo fu imbandita con pesce affumicato e carne salata, pi diversi piatti di fagioli insaporiti da noci e frutta secca. Wynstan compens la scarsit di cibo con una notevole quantit di vino.
Durante il pasto parl poco e ascolt molto. Gli piaceva sapere chi prosperava e chi era a corto di soldi, quale nobile nutriva rancore verso un altro, e quali brutte voci giravano, vere o false che fossero. Continu a rimuginare sulla faccenda di Agnes. Diede un unico contributo significativo alla conversazione, e riguardava il priore Aldred.
Cenbryht, il signore di Trench, troppo vecchio e malandato per combattere, accenn al fatto che Aldred era andato da lui per chiedergli una donazione per il priorato di Drengs Ferry, o in denaro o - preferibilmente - con una concessione di terreni.
Wynstan sapeva che il priore Aldred stava cercando donazioni. Purtroppo aveva ottenuto alcuni successi, per quanto ridotti: adesso il priorato era proprietario di cinque piccoli villaggi oltre a Drengs Ferry. Wynstan faceva tutto il possibile per scoraggiare i benefattori. "Spero non siate stato troppo generoso" disse.
"Sono troppo povero per essere generoso" ribatt Cenbryht. "Ma perch dite questo?"
"Be..." Wynstan non perdeva mai occasione di sminuire Aldred. "Ho sentito delle voci spiacevoli" rispose, fingendosi riluttante a parlare. "Forse non dovrei dire altro perch si tratta solo di pettegolezzi, ma si mormora di orge con gli schiavi." Non erano neppure pettegolezzi: Wynstan se lo stava inventando di sana pianta.
"Santo cielo!" esclam Cenbryht. "Io gli ho dato solo un cavallo, ma adesso mi pento di averlo fatto."
Wynstan finse di rimangiarsi tutto. "Be, potrebbe non essere vero... anche se Aldred ha tenuto un comportamento poco consono anni fa, quando era novizio a Glastonbury. Vero o falso che sia, io avrei subito preso provvedimenti, anche solo per mettere a tacere quelle voci, ma Drengs Ferry non  pi sotto la mia autorit."
"Purtroppo" aggiunse larcidiacono Degbert, seduto allaltra estremit del tavolo.
Deglaf, il signore di Wigleigh, inizi a parlare delle notizie che arrivavano da Exeter, e largomento Aldred venne accantonato, ma Wynstan era soddisfatto. Aveva piantato il seme del dubbio, e non era la prima volta. La capacit di Aldred di raccogliere fondi era fortemente limitata dalla continua diffusione di voci maligne. Il monastero di Drengs Ferry doveva restare relegato nellisolamento, con Aldred condannato a passare il resto dellesistenza l dentro.
Quando gli ospiti si congedarono, Wynstan si ritir nella sua stanza privata con Degbert, e l discussero di come era andato il processo. Ragna aveva amministrato la giustizia con rapidit e correttezza, questo era innegabile. Sapeva riconoscere istintivamente i colpevoli e gli innocenti. Aveva dimostrato grande piet per gli sventurati e nessuna per i malvagi. Nella sua inesperienza, per, non aveva pensato di sfruttare la legge per il proprio interesse, favorendo gli amici e punendo i nemici.
Al contrario, si era inimicata Agnes... Uno stupido errore a giudizio di Wynstan, ma di cui lui avrebbe potuto approfittare.
"Dove pensi che potrei trovare Agnes a questora?" chiese a Degbert.
Lui si sfreg la pelata con il palmo della mano. " in lutto, non uscir di casa senza un motivo impellente."
"Potrei andare a farle visita." Wynstan si alz.
"Devo venire con te?"
"No. Sar una chiacchierata confidenziale tra la vedova inconsolabile e il suo vescovo, andato a offrirle conforto spirituale."
Degbert gli disse dove abitava Agnes, e Wynstan si mise il mantello e usc.
Trov Agnes seduta al tavolo davanti a una ciotola di stufato che sembrava fosse diventato freddo senza essere stato toccato. Lei rimase sbigottita nel vederlo e si alz di scatto. "Mio signor vescovo!"
"Siediti, siediti, Agnes" disse Wynstan a voce bassa e pacata. La osserv con interesse. Non le aveva mai dedicato particolare attenzione prima. Aveva vivaci occhi azzurri e il naso a punta, e unespressione scaltra che lui trov attraente. "Sono venuto a offrirti il conforto di Dio in questo momento di dolore."
"Conforto?" ribatt lei. "Io non voglio conforto... io voglio mio marito."
Era arrabbiata e Wynstan cominci a intuire come sfruttare quella rabbia. "Non posso restituirti Offa, ma potrei darti qualcosaltro" le disse.
"Cosa?"
"Vendetta."
"Dio mi offre vendetta?" rispose lei, diffidente. Era sveglia. E questo la rendeva ancora pi utile al suo scopo.
"Le vie del Signore sono misteriose." Wynstan si sedette e diede un colpetto sulla panca accanto a s.
Agnes si mise vicino a lui. "Vendetta verso lo sceriffo che ha accusato Offa? O verso Ragna che lo ha condannato a morte? O verso Wigbert, che lo ha impiccato?" chiese lei.
"Chi odi di pi?"
"Ragna. Vorrei cavarle gli occhi con le mie mani."
"Cerca di restare calma."
"Io lammazzo."
"No, non lo farai." Nella mente di Wynstan andava prendendo forma un piano, e ora lo vide nella sua interezza. Ma avrebbe funzionato? "Farai qualcosa di molto pi sottile" le disse. "Ti vendicherai di lei in un modo che non scoprir mai."
"Ditemi, ditemi" lo incalz Agnes, con il fiato sospeso. "Qualunque cosa, pur di farle del male."
"Tornerai nella sua casa, alla tua vecchia occupazione di sarta."
"No!" protest Agnes. "Questo mai!"
"Oh, s. Diventerai la mia spia nella casa di Ragna. Mi racconterai tutto quello che succede l dentro, comprese quelle cose che dovrebbero restare segrete... Specialmente quelle."
"Non mi riprender mai con s. Sospetter di me."
Era quello che Wynstan temeva, Ragna non era una stupida. Ma la sua natura la spingeva a vedere sempre il meglio nelle persone, non il peggio. E poi era molto dispiaciuta per quello che era accaduto ad Agnes, era emerso chiaramente al processo. "Io credo che Ragna si senta terribilmente in colpa per aver condannato a morte tuo marito. Cercher disperatamente un modo per rimediare."
"Dite?"
"Potrebbe esitare, ma lo far." Mentre lo diceva, si chiese se fosse vero. "E tu la tradirai, proprio come lei ha tradito te. Le rovinerai lesistenza. E lei non lo verr mai a sapere."
Il volto di Agnes si illumin. Sembrava una donna nellestasi di un rapporto sessuale. "S!" esclam. "S, lo far!"
"Brava" disse Wynstan.
Ragna guardava Agnes, e si sentiva assalita dagli scrupoli di coscienza.
Eppure era Agnes che continuava a scusarsi. "Vi ho fatto un terribile torto, mia signora" diceva.
Ragna era seduta su uno sgabello accanto al fuoco. Le pareva di essere stata lei a fare un torto ad Agnes. Le aveva ucciso il marito. Era stata la decisione giusta, ma lei la percepiva come una crudelt atroce.
Esitava a mostrare i propri sentimenti. Lasci che Agnes restasse in piedi, e intanto si chiedeva: Cosa dovrei fare?.
"Avreste potuto farmi frustare per le cose che vi ho detto" prosegu Agnes "e invece non avete reagito, mostrando pi gentilezza di quanta meritassi."
Ragna fece un gesto con la mano per minimizzare. Gli insulti pronunciati in preda alla collera erano lultima delle sue preoccupazioni.
Cat, che ascoltava l vicino, la pensava diversamente. " stata molto pi gentile di quanto meritassi, Agnes" disse con severit.
"Basta cos, Cat. So difendermi da sola" disse Ragna.
"Vi domando scusa, mia signora."
"Sono venuta a chiedere il vostro perdono, mia signora, anche se so bene di non meritarlo" disse Agnes.
Ragna pensava che entrambe avessero bisogno di perdono.
"Sono rimasta sveglia tutta la notte a pensare" prosegu Agnes "e ora capisco che voi avete fatto la cosa giusta, lunica cosa che potevate fare. Mi dispiace tanto."
A Ragna non piaceva sentir chiedere scusa. Quando si creava una frattura tra due persone, non la si poteva aggiustare pronunciando delle semplici parole. Ma lei voleva aggiustarla, quella frattura.
"In quel momento non ragionavo" continu Agnes. "Ero troppo sconvolta."
Anchio potrei maledire chi ha permesso che mio marito venisse giustiziato, anche se se lo meritava riflett Ragna.
Non sapeva cosa dire. Poteva riconciliarsi con Agnes? Wilf avrebbe riso allidea, ma lui era un uomo.
Da un punto di vista pratico, le avrebbe fatto piacere che Agnes tornasse. Per Cat era difficile occuparsi dei tre figli di Ragna e delle sue due bambine. Da quando Agnes se nera andata, Ragna cercava qualcuno per rimpiazzarla, ma non aveva ancora trovato la donna giusta. Se Agnes fosse tornata, il problema si sarebbe risolto da solo. E poi, i bambini le volevano bene.
Poteva fidarsi di lei, dopo tutto quello che era successo?
"Voi non potete capire, mia signora, come ci si sente a scoprire di aver scelto luomo sbagliato."
Ah, lo capisco, eccome pens Ragna, e poi si rese conto che quella era la prima volta che lo ammetteva anche con se stessa.
Prov un moto di compassione. Qualunque peccato Agnes avesse commesso, era stato compiuto sotto il forte ascendente di Offa. Agnes aveva sposato un uomo disonesto, ma questo non faceva di lei una donna disonesta.
"Significherebbe molto per me se diceste una parola gentile prima che io me ne vada" aggiunse Agnes, e vederla cos faceva davvero pena. "Ditemi soltanto Il Signore ti benedica, vi prego, mia signora."
Ragna non poteva rifiutarsi. "Il Signore ti benedica, Agnes."
"Posso dare un bacio ai gemelli? Mi mancano tanto."
Agnes non aveva figli, riflett Ragna. "Daccordo."
Lei li prese entrambi in braccio con gesto esperto, uno da una parte e uno dallaltra. "Vi voglio bene" disse.
Colinan, il pi giovane dei gemelli di qualche minuto, era il pi precoce. Incroci lo sguardo di Agnes, emise un gorgoglio e sorrise.
Ragna sospir. "Agnes, vuoi tornare qui?"


Capitolo 27.

Aprile 1001.
Il priore Aldred riponeva grandi speranze in Deorman, il signore di Norwood. Deorman era ricco. A Norwood si svolgeva un mercato, e i mercati erano sempre fonte di guadagno. Un mese prima, dopo molti anni di matrimonio, la moglie di Deorman era morta. Questo avrebbe dovuto farlo riflettere sullaldil. La morte di una persona cara spingeva spesso i nobili a fare donazioni come opere di carit.
Aldred aveva un disperato bisogno di donazioni. Il priorato non era pi poverissimo come tre anni prima - ora aveva tre cavalli, un gregge di pecore e un piccolo armento di mucche da latte -, ma lui aveva grandi ambizioni. Si era rassegnato allidea che non avrebbe mai assunto il comando dellabbazia di Shiring, per era convinto di poter trasformare il priorato in un centro di cultura. Per questo gli serviva ben pi di qualche misero paesino. Doveva mettere le mani su qualcosa di grosso, un villaggio prospero o una piccola citt, oppure unattivit lucrosa tipo un porto, o i diritti di pesca di un fiume.
La sala grande di Deorman era arredata con sfarzo: arazzi alle pareti, coperte e cuscini. I servitori stavano preparando la tavola per un lauto pranzo e nellaria si spandeva un forte odore di carne arrosto. Deorman era un uomo di mezza et debole di vista, e non aveva potuto unirsi a Wilwulf per combattere i vichinghi. Malgrado ci, era in compagnia di due donne vestite con abiti sgargianti che sembravano troppo affezionate a lui per essere semplici domestiche, e Aldred si chiese, non senza disapprovazione, quale fosse esattamente il loro ruolo. Cerano almeno sei bambini piccoli che correvano dentro e fuori dalla casa, impegnati in un gioco che comportava un gran strillare.
Deorman ignorava i bambini cos come le attenzioni e i sorrisi delle donne, ma mostrava tutto il suo affetto a un grosso cane nero seduto accanto a lui.
Aldred and dritto al punto. "Mi ha molto addolorato apprendere della morte della vostra cara moglie Godgifu. Possa la sua anima riposare in pace."
"Grazie" disse Deorman. "Ho altre due donne, ma Godgifu  stata con me per trentanni, e mi manca."
Aldred non fece commenti sulla poligamia di Deorman. Si sarebbe presentata unaltra occasione per discuterne. Quel giorno doveva concentrarsi sul suo obiettivo. "I monaci di Drengs Ferry sarebbero lieti di recitare ogni giorno solenni preghiere per lanima immortale della cara defunta, se desideraste commissionarcele" disse con voce profonda e solenne.
"Ho una cattedrale piena di preti che pregano per lei qui a Norwood."
"In questo caso siete davvero fortunato, o meglio lo  vostra moglie. Ma sono sicuro sappiate che le preghiere dei monaci casti hanno pi peso, nel mondo che ci attende, di quelle dei preti sposati."
"Cos dicono" convenne Deorman.
Aldred pass a un tono pi pratico. "Oltre che di Norwood, voi siete signore anche del villaggio di Southwood, dove si trova la miniera di ferro." Fece una pausa. Era venuto il momento di formulare una richiesta specifica. Dopo una preghiera silenziosa, si lanci. "Sareste disposto a fare un gesto di carit e donare Southwood e la sua miniera al priorato, in memoria di lady Godgifu?"
Trattenne il fiato. Deorman avrebbe accolto in modo sprezzante le sue parole? Sarebbe scoppiato a ridere per la sua sfrontatezza? Si sarebbe offeso?
La risposta di Deorman fu pacata. Sembrava sorpreso, ma anche divertito. " una richiesta ardita" comment, senza sbilanciarsi.
"Chiedete e vi sar dato ci ha detto Ges. Cercate e troverete, bussate e vi sar aperto." Aldred ricorreva spesso a quel verso del Vangelo di Matteo quando sollecitava donazioni.
"Su questa terra non si ottiene molto se non si chiede" osserv Deorman. "Ma quella miniera mi frutta un sacco di denaro."
"Cambierebbe le sorti del priorato."
"Non ne dubito."
Deorman non aveva detto di no, ma cera una sfumatura negativa nelle sue parole, e Aldred attese di scoprire quale fosse il problema.
"Quanti monaci ci sono al priorato?" chiese Deorman dopo un momento.
Stava cercando di guadagnare tempo, pens Aldred. "Otto, compreso me."
"E sono tutti uomini retti?"
"Senza alcun dubbio."
"Perch, vedete, girano delle voci."
Ci siamo si disse Aldred. Sent la rabbia montargli dentro, ma si costrinse a restare calmo. "Delle voci" ripet.
"A essere sinceri, ho sentito dire che voi monaci fate delle orge con gli schiavi."
"E io so da chi lo avete sentito" ribatt Aldred. Non riusc del tutto a soffocare la rabbia, ma si sforz di parlare con tono pacato. "Alcuni anni fa ho avuto la sfortuna di scoprire che un uomo potente aveva commesso un terribile crimine, e ancora oggi vengo punito per questo."
"Voi venite punito?"
"S, con queste maldicenze."
"Mi state dicendo che la storia delle orge  una bugia bella e buona?"
"Vi sto dicendo che i monaci di Drengs Ferry seguono la Regola di san Benedetto alla lettera. Non abbiamo schiavi, n concubine, n cinedi. Noi osserviamo la castit."
"Mmh."
"Ma non dovete credere alle mie parole. Venite a farci visita, vi prego... Meglio se senza preavviso. Coglieteci di sorpresa, e ci vedrete come siamo ogni giorno. Lavoriamo, preghiamo, dormiamo. Vi inviteremo a condividere il nostro umile pasto fatto di pesci e verdure. Constaterete che noi non abbiamo servitori, n animali da compagnia, o lussi di alcun genere. Le nostre preghiere non potrebbero essere pi pure."
"Vedremo." Sembrava che Deorman stesse riconsiderando la sua posizione, ma era davvero convinto? "Ora, per, mangiamo."
Aldred sedette a tavola con la famiglia di Deorman e i servitori pi importanti. Una giovane donna attraente si accomod accanto a lui e avvi una conversazione scherzosa. Aldred fu cortese, ma fermamente insensibile alle sue allusioni maliziose. Immagin che lo stessero mettendo alla prova. Era la prova sbagliata, per: se gli avessero piazzato accanto un giovincello affascinante, allora s che avrebbe potuto mostrare qualche debolezza.
Il cibo era buono - maialino con cavolo cappuccio - e il vino corposo. Aldred mangi poco e bevve soltanto un sorso, come sempre.
A fine pasto, mentre i servitori sparecchiavano, Deorman annunci la sua decisione. "Non vi doner Southwood" disse. "Ma vi dar due libbre dargento affinch preghiate per lanima di Godgifu."
Aldred sapeva di non doversi mostrare deluso. "La vostra gentilezza  molto apprezzata e potete stare certo che Dio ascolter le nostre preghiere" replic. "Ma potreste fare cinque libbre?"
Deorman scoppi a ridere. "Ve ne dar tre, per premiare la vostra perseveranza, a condizione che non chiediate altro."
"Vi sono estremamente grato" disse Aldred, ma in cuor suo era arrabbiato e risentito. Avrebbe potuto ottenere molto di pi, ma le calunnie di Wynstan glielo avevano impedito. Anche se Deorman non credeva realmente a quelle menzogne, gli avevano offerto una scusa per essere meno generoso.
Il tesoriere di Deorman prese il denaro da un forziere e Aldred lo nascose nella bisaccia. "Non voglio viaggiare da solo con tutto questo denaro" spieg. "Andr alla taverna The Oak a cercare un compagno per partire domani."
Si conged. Il centro della citt si trovava a pochi passi dalla cittadella di Deorman, perci Aldred non sal in sella a Dismas, e lo condusse a mano fino alla stalla della taverna, rimuginando sul suo insuccesso. Aveva sperato che linfluenza malefica di Wynstan non si fosse spinta fin l, visto che Norwood aveva la sua cattedrale e il suo vescovo, ma era rimasto deluso.
Arrivato alla taverna pass davanti alla sala, da cui proveniva il rumore di un gruppo chiassoso, e and direttamente alla stalla. Quando arriv, rimase sorpreso nel vedere la figura snella e familiare di fratello Godleof che stava togliendo la sella a un cavallo pezzato. Sembrava nervoso e affannato. "Cosa c?" chiese Aldred.
"Pensavo volessi esserne informato il prima possibile."
"Di cosa?"
"Labate Osmund  morto."
Aldred si fece il segno della croce. "Che la sua anima riposi in pace."
"Hildred  stato nominato abate."
"Hanno fatto presto."
"Il vescovo Wynstan ha insistito perch lelezione si tenesse immediatamente, e lha presieduta."
Wynstan aveva fatto in modo che vincesse il suo candidato preferito e poi aveva ratificato la decisione dei monaci. In teoria, sia larcivescovo sia il re avevano voce in capitolo per la nomina, ma ora sarebbe stato difficile capovolgere il fatto compiuto.
"Come fai a saperlo?" chiese Aldred.
"Larcidiacono Degbert ha portato la notizia al priorato. Ho idea che sperasse di comunicartelo di persona. Specialmente la parte che riguarda il denaro."
Aldred ebbe un brutto presentimento. "Dimmi."
"Hildred ha revocato il sussidio dellabbazia al priorato. Dora in poi dobbiamo cavarcela con quanto riusciamo a racimolare... altrimenti chiudiamo."
Era un brutto colpo. Dun tratto Aldred prov unenorme gratitudine per le tre libbre dargento donategli da Deorman. Significava che il priorato non correva un immediato pericolo.
"Va a prendere qualcosa da mangiare" disse a Godleof. "Dobbiamo partire appena possibile."
Si sedettero a terra sotto lalbero di quercia che dava il nome alla taverna. Mentre Godleof mangiava pane e formaggio e beveva un boccale di birra, Aldred riflett sugli avvenimenti. Cerano dei vantaggi in quel nuovo assetto. Il priorato sarebbe diventato di fatto indipendente: labate non poteva pi condizionare la sua gestione minacciando di tagliargli i fondi... quella era una freccia che poteva essere scagliata una sola volta. Aldred avrebbe chiesto allarcivescovo di Canterbury una carta che rendesse ufficiale lindipendenza del priorato.
La donazione di Deorman, per, non sarebbe durata per sempre, ed era urgente garantirsi una sicurezza economica. Cosa poteva fare?
La maggior parte dei monasteri dipendeva dalle ricchezze accumulate grazie alle elargizioni. Alcuni possedevano grandi greggi di pecore, altri traevano reddito da villaggi e citt, altri ancora erano proprietari di cave e diritti di pesca. Erano tre anni che lui si dava da fare per ottenere qualche donazione, ma i risultati erano stati meno che modesti.
Il suo pensiero and a Winchester e a san Svitino, che era stato suo vescovo nel Nono secolo. Svitino aveva operato un miracolo sul ponte che attraversava il fiume Itchen. Impietosito da una povera donna che aveva lasciato cadere un cesto con delle uova, le aveva fatte tornare integre. La sua tomba allinterno della cattedrale era una popolare meta di pellegrini. I malati riportavano guarigioni miracolose. I pellegrini donavano denaro alla cattedrale. Compravano anche ricordi, alloggiavano nelle birrerie di propriet dei monaci, e in generale portavano prosperit alla citt. I monaci utilizzavano i profitti per ingrandire la chiesa cos che potesse accogliere pi pellegrini, i quali portavano pi denaro.
Molte chiese possedevano reliquie sacre: le ossa sbiancate di un santo, un frammento ligneo della Vera Croce, un logoro quadrato di stoffa su cui era miracolosamente impresso il volto di Cristo. Purch i monaci conducessero i loro affari con accortezza - facendo in modo che i pellegrini fossero bene accolti, sistemando gli oggetti sacri in una teca di pregevole fattura e rendendo noti i miracoli -, le reliquie avrebbero attratto pellegrini che avrebbero portato prosperit alla citt e al monastero.
Purtroppo Drengs Ferry non possedeva reliquie.
Si potevano comprare, ma Aldred non aveva denaro sufficiente. Poteva esserci qualcuno disposto a cedergli qualcosa di tanto prezioso? Gli venne in mente labbazia di Glastonbury.
Era stato novizio l e gli era ben noto che labbazia aveva una collezione cos vasta di reliquie che fratello Theodric, lobedientario, non sapeva cosa farsene.
Cominci a provare un certo entusiasmo.
Labbazia aveva la tomba di san Patrizio, santo patrono dellIrlanda, e ventidue scheletri completi di altri santi. Labate non gli avrebbe mai ceduto uno scheletro completo - il valore era inestimabile -, ma labbazia possedeva anche parecchie ossa assortite e brandelli di stoffa, una delle frecce insanguinate che avevano ucciso san Sebastiano e un recipiente sigillato contenente il vino delle nozze di Cana. I suoi vecchi amici avrebbero avuto piet di lui? Certo, aveva lasciato Glastonbury per uno scandalo, per era successo tanto tempo prima. Di solito i monaci parteggiavano per i monaci contro i vescovi, e Wynstan non era simpatico a nessuno: cera una possibilit, decise Aldred con crescente ottimismo.
E comunque, non aveva unidea migliore.
Godleof fin di mangiare e riport dentro il boccale di legno. Uscendo, chiese: "Allora, torniamo a Drengs Ferry?".
"C stato un cambio di programma" rispose Aldred. "Ti far compagnia per un tratto di strada e poi andr a Glastonbury."
Non era preparato allintensa ondata di nostalgia che lo travolse quando arriv in vista del luogo in cui aveva passato ladolescenza.
Superata la cima di una collinetta, si ferm a osservare una pianura paludosa, verdeggiante per il fogliame primaverile e inframmezzata da stagni e ruscelletti che scintillavano sotto il sole. A nord, un canale largo cinque piedi attraversava dritto come una freccia il leggero pendio e terminava con un pontile nel punto in cui si teneva un mercato che era un tripudio di colori: balle di tessuto rosso, forme di formaggio giallo e pile di cavoli verdi.
Prima di iniziare la costruzione del canale di Outhenham, Edgar gli aveva fatto un sacco di domande su quello di Glastonbury e lui aveva dovuto fare uno sforzo di memoria per rispondere.
Oltre il villaggio si ergevano due edifici di pietra grigio chiaro, una chiesa e un monastero. Intorno a questi si affollavano una dozzina e pi di costruzioni di legno: ricoveri per animali, magazzini, cucine e alloggi per la servit. Aldred riusciva a vedere anche lorto in cui era stato scoperto a baciare Leofric, attirando su di s una nube di vergogna che non si era mai pi dissipata.
Mentre si avvicinava pens a Leofric, che non incontrava da ventanni. Rivide un ragazzo alto e magrissimo, pieno di energia adolescenziale, con il volto roseo e qualche pelo biondo sul labbro superiore. Ma Leo doveva essere cambiato. Anche lui era diverso: pi lento e dignitoso nei movimenti, solenne nel contegno, con lombra scura della barba anche quando si era appena rasato.
Fu assalito dalla tristezza. Piangeva la scomparsa del giovane instancabile che era stato un tempo, il giovane che passava ore a leggere, imparare, assorbire nozioni mentre la pergamena si imbeveva di inchiostro, e poi, quando le lezioni erano terminate, ritrovava la stessa energia per infrangere tutte le regole. Venire a Glastonbury era come far visita alla tomba della sua giovinezza.
Cerc di scrollarsi di dosso quella sensazione mentre attraversava il villaggio che risuonava dei colpi di carpentieri e fabbri, richiami di mercanti, grida di uomini e risate di donne. Si diresse verso la stalla del monastero, che odorava di paglia pulita e cavalli ben curati. Lev la sella a Dismas e lasci che la povera bestia affaticata si dissetasse allabbeveratoio.
Il suo passato gli sarebbe stato daiuto o sarebbe risultato un ostacolo per la sua missione? Le persone lo avrebbero accolto con affetto e avrebbero fatto il possibile per aiutarlo, oppure lo avrebbero trattato come un reietto che era stato cacciato per cattiva condotta e il cui ritorno non era gradito?
Non conosceva nessuno degli stallieri, che non erano monaci ma servitori alle dipendenze del monastero, e chiese al pi anziano se labate fosse sempre Elfweard. "S, e pure in buona salute, ringraziando il cielo" rispose quello.
"E Theodric  sempre lobedientario?"
"S, anche se comincia ad avere i suoi anni."
"E fratello Leofric?" chiese Aldred con noncuranza.
"Il cuciniere? S, sta bene."
Il cuciniere era una figura importante in un monastero, perch era responsabile dellacquisto delle provviste.
"Perlomeno, lappetito non gli manca" osserv uno dei ragazzi, e gli altri scoppiarono a ridere.
Aldred ne dedusse che doveva essere ingrassato.
Lo stalliere pi anziano, incuriosito, domand: "Posso accompagnarvi in qualche parte dellabbazia, o da qualcuno dei monaci?".
"Prima dovrei rendere omaggio allabate Elfweard. Lo trovo nella sua casa, giusto?"
"Pi che probabile. Il pasto di mezzogiorno  terminato, e passeranno una o due ore prima che suoni la campana per la Nona." La Nona era la funzione di met pomeriggio.
"Grazie." Aldred si allontan senza soddisfare la curiosit dello stalliere.
Si diresse non verso la casa dellabate, ma verso la cucina.
In un monastero cos grande, il cuciniere non se ne andava in giro trasportando sacchi di farina o quarti di bue; piuttosto se ne stava seduto a un tavolo con la penna in mano. Un cuciniere avveduto, tuttavia, avrebbe svolto il suo lavoro vicino ai cuochi, per tenere docchio cosa entrava e usciva dalla cucina, e scoraggiare i furti.
Dalla cucina giungeva il rumore di pentole sbattute mentre i servitori rassettavano.
Aldred ricordava che ai suoi tempi il cuciniere lavorava sotto una tettoia adiacente alla cucina. Adesso, per, vide che al suo posto cera una costruzione pi solida, con un locale annesso in muratura usato senza dubbio come dispensa.
Si avvicin col cuore in gola, pieno di trepidazione per come lo avrebbe accolto Leo.
Si ferm sulla soglia. Leo sedeva su una panca davanti a un tavolo posizionato di lato rispetto allingresso, in modo che la luce cadesse direttamente sul suo lavoro. Stava annotando qualcosa con uno stilo su una tavoletta cerata. Non alz subito lo sguardo e Aldred ebbe qualche istante per osservarlo. Non era realmente grasso, anche se non era pi il ragazzo pelle e ossa che ricordava. La corona di capelli intorno alla tonsura era ancora chiara e, se possibile, il suo volto ancora pi roseo. Il cuore di Aldred manc un battito nel ripensare a quanto appassionatamente aveva amato quelluomo. E adesso, ventanni dopo?
Prima che potesse interrogarsi nel profondo, Leo alz gli occhi.
Inizialmente non lo riconobbe. Gli rivolse un sorriso di circostanza - un uomo impegnato che reagisce con cortesia a uninterruzione indesiderata - e chiese: "Cosa posso fare per voi?".
"Ricordarti di me, stupido" disse Aldred, ed entr.
Leo si alz, con la bocca spalancata per la sorpresa e la fronte corrugata per lincertezza. "Sei Aldred?"
"In carne e ossa" rispose Aldred, andando verso di lui a braccia aperte.
Leo alz le mani come a proteggersi, e Aldred cap che Leo non voleva essere abbracciato. Probabilmente era pi saggio: le persone che conoscevano la loro storia avrebbero potuto sospettare che la vecchia relazione fosse ricominciata. Aldred si blocc e fece un passo indietro, ma continu a sorridere e disse: " un vero piacere rivederti".
Leo si rilass appena. "Anche per me."
"Potremmo almeno stringerci la mano."
"S."
Lo fecero attraverso il tavolo. Aldred prese la mano di Leo tra le sue, solo per un istante, e poi la lasci andare. Nutriva un profondo affetto per Leo ma, adesso se ne rendeva conto, aveva perso ogni desiderio di contatto fisico. Ebbe lo stesso moto di tenerezza che provava talvolta per il vecchio Tatwine, lo scrivano, o per il povero Cuthbert, o per madre Agatha, ma non pi quellirresistibile desiderio della carne.
"Prendi uno sgabello" disse Leo. "Posso offrirti una coppa di vino?"
"Preferirei la birra" rispose Aldred. "Meglio se leggera."
Leo and nella dispensa e torn con un grosso boccale di legno pieno di birra scura.
Aldred la bevve avidamente. "Il viaggio  stato lungo, e la strada polverosa."
"E pericolosa, se incontri i vichinghi."
"Sono passato da nord. I combattimenti sono al sud, mi pare di capire."
"Cosa ti porta qui dopo tutti questi anni?"
Aldred gli raccont ogni cosa. Leo sapeva gi della contraffazione - tutti ne erano al corrente -, per non era a conoscenza della campagna diffamatoria del vescovo Wynstan ai danni di Aldred. Mentre questi parlava, Leo si rilass, rassicurato dal fatto che Aldred non aveva alcun desiderio di riprendere la loro relazione.
" un fatto che abbiamo molte pi vecchie ossa di quelle che ci servono" disse Leo quando Aldred termin il suo racconto. "Che Theodric sia disposto a separarsene, per,  unaltra faccenda."
Leo era affabile, ma non del tutto. Era come se gli nascondesse qualcosa, magari un segreto. Pazienza pens Aldred non ho bisogno di sapere tutto della sua vita, adesso. Mi basta che stia dalla mia parte.
"Quando ero qui Theodric era un vecchio brontolone contrario a ogni innovazione" disse Aldred. "Sembrava avercela soprattutto con i giovani."
"Ed  peggiorato. Ma andiamo a parlare con lui, prima della Nona. Dopo aver mangiato potrebbe essere un po pi di buon umore."
Aldred era contento: aveva in Leo un alleato.
Mentre Leo si alzava, comparve un altro monaco. Era pi giovane di Aldred e di Leo di una decina danni, molto bello, con sopracciglia scure e labbra carnose. Entr parlando. "Vogliono farci pagare quattro forme di formaggio, ma ce ne hanno consegnate solo tre" disse, poi si accorse della presenza di Aldred e si blocc. "Oh!" fece, inarcando le sopracciglia. "Questo chi ?" Gir intorno al tavolo e and a mettersi accanto a Leo.
"Ti presento il mio assistente, Pendred" disse Leo.
"Io sono Aldred, il priore di Drengs Ferry."
"Lui e io eravamo novizi insieme, qui" spieg Leo.
Aldred cap allistante, dal modo in cui Pendred stava vicino a Leo, e dalla traccia di nervosismo nella voce del cuciniere, che i due erano amici intimi... Quanto intimi, non avrebbe saputo dirlo e non voleva saperlo.
Senza dubbio era quello il segreto che Leo aveva sperato di tenere nascosto.
Aldred cap che Pendred poteva costituire un pericolo. Se si fosse ingelosito, avrebbe potuto cercare di dissuadere Leo dallaiutarlo. Doveva fargli capire immediatamente che non costituiva una minaccia. Gli rivolse uno sguardo aperto e disse: "Sono felice di conoscerti, Pendred". Parl in tono serio, in modo che Pendred capisse che non era semplicemente cortese.
"Aldred e io eravamo grandi amici" prosegu Leo.
"Ma  stato tanto tempo fa" si affrett ad aggiungere Aldred.
Pendred annu lentamente, tre volte, e poi disse: "Sono lieto di fare la tua conoscenza, fratello Aldred".
Aveva capito lantifona e Aldred si sent sollevato.
"Io accompagno Aldred da Theodric" disse Leo. "Tu paga tre forme al casaro, e digli che pagheremo la quarta quando la riceveremo." Fece uscire Aldred.
Un alleato confermato, e un potenziale avversario neutralizzato pens Aldred. Fin qui, tutto bene.
Mentre attraversavano i terreni, lo sguardo di Aldred si pos sul canale. "Scorre attraverso un terreno argilloso per tutto il tracciato?" chiese.
"Quasi" rispose Leo. "Solo a questa estremit il terreno  un po sabbioso. Deve essere rivestito con un composto di argilla, e gli argini rinfiancati con delle assi. Lo so perch ho ordinato io il legname, lultima volta che  stato sostituito. Perch me lo chiedi?"
"Un costruttore di nome Edgar mi ha fatto un sacco di domande sul canale di Glastonbury perch ne sta scavando uno a Outhenham.  un giovane di grande talento, ma non si  mai cimentato con unimpresa del genere."
Entrarono nella chiesa dellabbazia. Alcuni giovano monaci stavano cantando, forse stavano imparando un nuovo inno o si stavano esercitando in uno che gi conoscevano. Leo fece strada fino allestremit orientale del transetto sud, dove cera una pesante porta rinforzata da bande di ferro con due serrature. Adesso era spalancata. Era la tesoreria, si ricord Aldred. Si spostarono in una stanza priva di finestre, buia e fredda, che odorava di polvere e di vecchio. Man mano che i suoi occhi si adattarono alloscurit, appena rischiarata da una torcia di canne, Aldred vide che le pareti erano interamente occupate da scaffali su cui era riposta una gran variet di contenitori doro, dargento e di legno.
In fondo alla stanza - lestremit pi a est, e quindi la zona pi sacra -, scorse un monaco inginocchiato davanti a un altare piccolo e disadorno. Su di esso era posata unelaborata cassetta dargento e avorio intagliato, senza dubbio un reliquiario.
"La settimana prossima ricorre la festivit di san Savann. Le ossa verranno portate in processione dentro la chiesa per la celebrazione. Immagino che Theodric stia chiedendo perdono al santo per il fatto che lo disturberemo" spieg Leo, sussurrando.
Aldred annu. In un certo senso i santi continuavano a vivere in quei resti ed erano molto presenti nelle istituzioni sacre che ne conservavano le ossa. Avevano piacere di essere ricordati e venerati, ma dovevano essere trattati con grande cautela e rispetto. Ogni spostamento a cui erano soggetti era accompagnato da elaborati rituali. "Non  il caso di contrariarlo" mormor Aldred.
Nonostante parlassero sottovoce, Theodric li ud. Si alz con una certa difficolt, si volt, li scrut, quindi si avvicin con andatura malferma. Era prossimo alla settantina, calcol Aldred, e aveva la pelle del volto cascante e grinzosa. Era calvo e non doveva pi radersi la tonsura.
"Ci dispiace aver disturbato le tue preghiere, fratello Theodric" disse Leo.
"Non preoccupatevi per me, sperate solo di non aver irritato il santo" rispose Theodric, brusco. "E ora uscite, prima di dire altro."
Aldred rimase dovera e indic un cofanetto di legno di tasso giallognolo e rossastro, usato normalmente per costruire gli archi lunghi. Gli pareva di averlo gi visto. "Cosa c l dentro?"
"Qualche osso di santAdolfo di Winchester. Solo il teschio, un braccio e una mano."
"Mi sembrava di ricordarlo.  stato ucciso da un re sassone, giusto?"
"S, perch possedeva un libro cristiano. E ora fuori, per favore."
Uscirono nel transetto e Theodric richiuse la porta alle loro spalle.
"Fratello Theodric, non so se ti ricordi di fratello Aldred" disse Leo.
"Io non dimentico mai nulla" rispose lui.
Aldred finse di credergli. "Sono felice di rivederti" disse.
"Ah, sei tu!" esclam Theodric, riconoscendo la voce. "Aldred, ma certo. Eri un piantagrane."
"E ora sono priore a Drengs Ferry... dove mi occupo con severit dei piantagrane."
"E come mai non sei l, adesso?"
Aldred sorrise. Leo aveva ragione, let non aveva reso la sua lingua meno tagliente. "Ho bisogno del tuo aiuto" disse Aldred.
"Cosa vuoi?"
Aldred raccont unaltra volta la storia di Wynstan e Drengs Ferry, e spieg che gli serviva di qualcosa che attirasse i pellegrini.
Theodric finse di indignarsi. "Vuoi che ti dia delle reliquie preziose?"
"Il mio priorato non ha un santo che lo protegga. Glastonbury ne ha pi di venti. Ti chiedo di avere piet per un tuo confratello pi povero."
"Sono stato a Drengs Ferry, cinque anni fa" disse Theodric. "La chiesa cadeva a pezzi."
"Ho fatto rinforzare lestremit orientale. Adesso  solida."
"Come hai potuto permettertelo? Hai appena detto che sei senza un soldo." Theodric era molto compiaciuto. Pensava di aver smascherato la sua bugia.
"Lady Ragna mi ha dato la pietra gratuitamente, e un giovane costruttore di nome Edgar ha eseguito il lavoro. In cambio, io gli ho insegnato a leggere e scrivere. Cos ho fatto eseguire il lavoro senza spendere neppure un penny."
Theodric cambi tattica. "Quella chiesa non  degna di accogliere le reliquie di un santo."
Era vero. Aldred improvvis. "Se mi consegni quello che chiedo, fratello Theodric, amplier la chiesa, sempre con laiuto di lady Ragna e Edgar."
"Non fa differenza" ribatt Theodric con fermezza. "Labate non mi permetterebbe mai di cedere delle reliquie, anche se volessi."
"Forse hai ragione, Theodric" intervenne Leo "ma domandiamolo a lui, daccordo?"
Theodric si strinse nelle spalle. "Se insisti."
Uscirono dalla chiesa e si diressero verso la casa dellabate. Un alleato e un nemico pens Aldred. Adesso la decisione spetta allabate Elfweard.
Mentre camminavano, Leo gli chiese: "Com questo Edgar, Aldred?".
"Un meraviglioso amico del priorato. Perch me lo chiedi?"
"Lo hai menzionato almeno tre volte."
Aldred gli rivolse unocchiata penetrante. "Gli sono affezionato, come hai intuito. E lui, a sua volta,  devoto a lady Ragna." Aldred stava spiegando a Leo, senza dirlo esplicitamente, che Edgar non era il suo amante.
Lui colse il messaggio. "Certo, capisco."
Labate Elfweard viveva in una sala grande. La costruzione aveva due porte sullo stesso lato, e questo suggeriva lesistenza di due stanze separate. Aldred immagin che labate dormisse in una e ricevesse nellaltra. Era un lusso dormire da solo, ma labate di Glastonbury era un maggiorente.
Leo li condusse in quella che era chiaramente la stanza destinata a ricevere i visitatori. Non vi era focolare e laria era piacevolmente fresca. A una parete era appeso un grande arazzo raffigurante lAnnunciazione, con la Vergine Maria che indossava una veste azzurra rifinita da una bordura realizzata in costoso filo doro. "Vado a dirgli che siete qui" disse un giovane che doveva essere lassistente dellabate. Qualche minuto dopo Elfweard entr nella stanza.
Era abate da un quarto di secolo e ora era un vecchio che camminava appoggiandosi a un bastone stretto nella mano tremante. Aveva unespressione severa, ma i suoi occhi erano animati da una vivace intelligenza.
Leo gli present Aldred. "Mi ricordo di te" disse Elfweard con tono severo. "Ti sei macchiato del peccato di Sodoma. Ho dovuto mandarti via, per separarti dal tuo compagno di empiet."
Era un pessimo inizio. "Mi diceste che la vita  dura e che essere un monaco la rende ancor pi dura" rispose Aldred.
"Sono lieto che te lo ricordi."
"Ho passato ventanni a ricordarlo, mio signor abate."
"Hai svolto un buon lavoro da quando ci hai lasciati" disse Elfweard, ammorbidito. "Devo dartene atto."
"Grazie."
"Non che questo ti abbia tenuto lontano dai guai."
"Ma era per una buona causa."
"Forse." Elfweard non sorrise. "Cosa ti porta qui, oggi?"
Aldred raccont la sua triste storia per la terza volta.
Quando ebbe finito, Elfweard si volt verso Theodric. "Cosa dice il nostro obedientario?"
"Non credo proprio che un santo ci ringrazierebbe per aver mandato i suoi resti in un piccolo priorato in mezzo al nulla."
Leofric intervenne a favore di Aldred. "Daltro canto, un santo che gode di poca attenzione qui potrebbe essere felice di compiere miracoli altrove."
Aldred guard Elfweard, ma labate rimase impassibile.
"Ricordo che, quando vivevo qui, molti tesori non venivano mai portati nel corpo principale della chiesa, mostrati ai monaci e tanto meno ai fedeli."
"Qualche osso, qualche pezzo di stoffa insanguinato, una ciocca di capelli" disse Theodric, con un tono denigratorio. "Preziosi, s, ma insignificanti in confronto a uno scheletro completo."
Il disprezzo di Theodric fu un errore. "Appunto!" esclam Aldred, cogliendo loccasione. "Insignificanti qui a Glastonbury, come afferma fratello Theodric, ma a Drengs Ferry compirebbero miracoli!"
Elfweard guard Theodric con aria interrogativa.
"Io non ho detto insignificanti, sono sicuro" ribatt Theodric.
"Hai detto proprio cos" lo sment labate.
Theodric cominciava ad avere unaria sconfitta. Cerc di rimangiarsi tutto. "Allora non avrei dovuto pronunciare quella parola, e ritiro ci che ho detto."
Aldred sentiva di essere vicino alla vittoria, e sfrutt il vantaggio anche a rischio di apparire avido. "Labbazia ha alcune ossa di santAdolfo... il teschio e un braccio."
"Adolfo?" disse Elfweard. "Martirizzato perch possedeva il Vangelo di san Matteo, se ricordo bene."
"S" rispose Aldred, compiaciuto. " stato ucciso per un libro.  per questo che mi ricordo di lui."
"Dovrebbe essere il santo patrono dei bibliotecari."
Aldred sent di essere a un passo dal successo. "Il mio pi grande desiderio  quello di creare una grande biblioteca a Drengs Ferry" disse.
"Unambizione meritevole" osserv Elfweard. "Bene, Theodric, i resti di santAdolfo non costituiscono di certo il tesoro pi importante di Glastonbury."
Aldred rimase in silenzio, temendo di rompere lincantesimo.
"Immagino che nessuno si accorger della loro assenza" rispose Theodric immusonito.
Aldred si sforz di non far trapelare la propria contentezza.
Lassistente di Elfweard riapparve portando un piviale, unampia veste liturgica a forma di mantello in tessuto di lana bianco ricamato con delle scene bibliche in rosso. " ora della Nona" disse.
Elfweard si alz in piedi e lassistente gli mise il piviale sulle spalle e lo ferm sul petto. Vestito per la funzione, Elfweard si volt verso Aldred. "Di certo ti rendi conto che non  importante tanto la natura delle reliquie quanto luso che se ne fa. Tu devi creare le circostanze in cui possano verificarsi dei miracoli."
"Vi prometto che utilizzer al meglio le ossa di santAdolfo."
"E dovrai trasportarle a Drengs Ferry con tutte le dovute cerimonie. Non vorrai che il santo ti prenda in antipatia fin dal primo momento."
"Non temete" rispose Aldred. "Ho in mente grandi cose."
In piedi davanti a una finestra del primo piano del suo palazzo di Shiring, il vescovo Wynstan osservava il monastero silenzioso sullaltro lato della piazza affollata in cui si teneva il mercato. Non cerano vetri alla finestra - il vetro era un lusso che solo i re potevano permettersi - e limposta era stata spalancata per lasciar entrare un bel venticello primaverile.
Un carro trainato da un bue si stava avvicinando lungo la strada di Drengs Ferry. Era scortato da un piccolo gruppo di monaci guidati dal priore Aldred.
Era incredibile che il priore squattrinato di un remoto monastero riuscisse a suscitare in lui tanto fastidio. Quelluomo proprio non capiva quando veniva sconfitto. Wynstan si volt verso larcidiacono Degbert, che si trovava l con sua moglie Edith. Degbert e Edith raccoglievano tutti i pettegolezzi che circolavano in citt. "Cosa diavolo ha in mente, ora, quel monaco?" chiese.
"Esco a dare unocchiata" disse Edith e si allontan.
"Io tiro a indovinare" disse Degbert. "Due settimane fa  stato a Glastonbury. Labate gli ha dato uno scheletro parziale di santAdolfo."
"Adolfo?"
"Fu martirizzato da un re sassone."
"S, adesso ricordo."
"Aldred sta andando di nuovo a Glastonbury, questa volta per compiere i riti necessari al trasferimento delle reliquie. Ma  solo una scatola con dentro qualche osso. Non capisco a cosa gli serva un carro."
Wynstan osserv il carro fermarsi allingresso dellabbazia di Shiring. Si era radunata una piccola folla di curiosi. Vide Edith avvicinarsi a loro. "Dove li ha trovati Aldred i soldi per un carro e un bue?"
Degbert conosceva la risposta anche a quello. "Deorman, il signore di Norwood, gli ha dato tre libbre dargento."
"Che sciocco."
Adesso la gente si accalcava intorno al carro. Aldred scost una protezione di qualche genere, ma Wynstan non riusc a vedere cosa ci fosse dietro. Poi la copertura fu rimessa al suo posto, il carro entr nellabbazia e la folla si disperse.
Edith torn un minuto dopo. " uneffigie a grandezza naturale di santAdolfo!" annunci, tutta eccitata. "Ha un volto bellissimo, santo e triste allo stesso tempo."
"Un idolo per gli ignoranti. Immagino che sia pure pitturato..."
"La faccia  bianca, e anche le mani e i piedi. La veste  grigia. Ma gli occhi sono cos azzurri che sembra che ti guardi!"
Lazzurro era il colore pi costoso, perch realizzato con gemme di lapislazzuli frantumate. "Io lo so cosha in mente quel furbacchione di un demonio" disse Wynstan lentamente.
"Perch non lo spieghi anche a me?" domand Degbert.
"Porter le reliquie in giro per tutte le chiese tra Glastonbury e Drengs Ferry. Ha bisogno di denaro, adesso che Hildred gli ha tolto il sussidio, e vuole servirsi del santo per raccogliere fondi."
"Probabilmente ci riuscir" osserv Degbert.
"No, se posso impedirlo" replic Wynstan.


Capitolo 28.

Maggio 1001.
Arrivati al limitare del villaggio di Trench, i monaci iniziarono a cantare.
Erano presenti tutti e otto i confratelli del priorato di Drengs Ferry, compreso Cuthbert il cieco, pi Edgar che azionava il meccanismo. Avanzavano in solenne processione ai due lati del carro, con Godleof che guidava il bue tirandolo per lanello da naso.
Leffigie del santo e la cassetta in legno di tasso contenente le ossa si trovavano sul carro, coperte da drappi che servivano anche a impedire che si spostassero.
Gli abitanti del villaggio erano al lavoro nei campi. Avevano da fare ma era il periodo della sarchiatura, e quello era un compito che si abbandonava volentieri. Quando sentirono cantare si tirarono su dai germogli verdi di orzo e segale, restando eretti a massaggiarsi la schiena, videro la processione e attraversarono il campo fino alla strada per scoprire cosa stava succedendo.
Aldred aveva dato ordine ai monaci di non parlare con nessuno, se non in un secondo tempo. Continuarono a cantare con espressione solenne, guardando dritto davanti a s. I contadini del villaggio si unirono alla processione, seguendo il carro, parlottando tra loro a bassa voce, tutti infervorati.
Aldred aveva pianificato tutto con cura, ma quella era la prima volta che metteva in pratica la sua idea. Preg che funzionasse.
Il carro pass tra le case, richiamando in strada quelli che non erano al lavoro nei campi: vecchi, donne e bambini troppo piccoli per riuscire a distinguere la differenza tra le piantine buone e le erbacce, un pastore con un agnellino malato tra le braccia, un carpentiere con martello e scalpello ancora in mano, e una mungitrice con una zangola che continuava ad agitare mentre seguiva il carro. Vennero anche i cani, che annusavano eccitati le vesti dei forestieri.
Arrivarono al centro del villaggio: uno stagno, un pascolo comune non recintato in cui brucavano alcune capre, una taverna e una chiesetta di legno. Cera anche una casa pi grande: doveva essere di Cenbryht, il vecchio signore del villaggio, ma lui non si fece vedere e Aldred immagin non fosse in casa.
Godleof fece girare il carro in modo che la parte posteriore venisse a trovarsi in linea con la porta della chiesa, quindi stacc il bue e lo lasci libero di pascolare nel campo.
A quel punto i monaci avrebbero potuto sollevare le reliquie e leffigie senza difficolt e portarle dentro la chiesa: si erano esercitati in quella manovra ed erano fiduciosi di riuscire a compierla con la dovuta solennit.
Quello era il piano di Aldred, ma si trov il prete del villaggio fermo sulla porta della chiesa a braccia conserte. Era giovane, e aveva unaria spaventata ma anche risoluta.
Era strano.
"Continuate a cantare" mormor Aldred rivolto agli altri, quindi si avvicin al prete. "Buongiorno, padre."
"Buongiorno anche a te."
"Sono il priore Aldred di Drengs Ferry, e porto le sacre reliquie di santAdolfo."
"Lo so" rispose il prete.
Aldred rimase sorpreso. Come faceva a saperlo? Lui non aveva parlato con nessuno dei suoi piani. Ma decise di non avventurarsi in quella discussione. "Il santo desidera passare la notte in chiesa."
Laltro sembrava in difficolt, tuttavia rispose: "Be, non  possibile".
Aldred lo guard meravigliato. "Sei disposto a suscitare la collera del santo con le sue sacre ossa qui, davanti a te?"
Il prete deglut a fatica. "Devo rispettare gli ordini."
"Tu rispetti la volont di Dio, ovviamente."
"La volont di Dio come mi viene spiegata dai miei superiori."
"Chi fra i tuoi superiori ti ha ordinato di negare a santAdolfo rifugio temporaneo nella tua chiesa?"
"Il mio vescovo."
"Wynstan."
"S."
Wynstan aveva dato ordine al prete di comportarsi cos e, cosa ancor peggiore, probabilmente aveva inviato lo stesso messaggio a ogni chiesa tra Glastonbury e Drengs Ferry. Doveva aver agito in fretta, per diffondere la voce tanto rapidamente. A che scopo? Per impedirgli di raccogliere denaro? Cera un limite alla malvagit del vescovo?
Aldred volt la schiena al prete. Quel poveruomo aveva pi paura di Wynstan che di santAdolfo, e Aldred non poteva dargli torto. Ma non era disposto ad arrendersi. Gli abitanti del villaggio si aspettavano qualcosa di spettacolare e lui non li avrebbe delusi. Se non era possibile farlo in chiesa, lo avrebbe fatto fuori.
"Il meccanismo funziona anche con leffigie sul carro, vero?" chiese a Edgar a voce bassa.
"S. Funziona ovunque."
"Allora tieniti pronto."
Aldred si mise davanti al carro, rivolto verso gli abitanti del villaggio, e si guard attorno mentre questi pian piano si zittivano, quindi cominci a pregare. Attacc in latino. La gente non capiva, ma cera abituata: anzi, il latino avrebbe convinto anche i pi diffidenti che quella era una vera funzione religiosa.
Poi pass allinglese. "O Dio onnipotente ed eterno, che attraverso i meriti di santAdolfo ci hai rivelato la tua misericordia e compassione, possa il tuo santo intercedere per noi."
Recit il Padre Nostro e la gente del villaggio si un a lui.
Terminate le preghiere, Aldred raccont la storia della vita e della morte del santo. Erano noti soltanto i fatti salienti, ma lui li infiorett a suo piacimento. Dipinse il re sassone come un uomo prepotente e collerico, e Adolfo come una persona dal temperamento mite e dal cuore puro, cosa che non doveva essere poi troppo lontana dalla verit. Attribu a Adolfo numerosi miracoli di sua invenzione, certo che il santo avesse compiuto prodigi simili, se non proprio quelli. La folla ascoltava rapita.
Alla fine si rivolse direttamente al santo, rammentando cos ai fedeli che Adolfo era davvero presente l, nel villaggio di Trench, si muoveva tra loro, li osservava, li ascoltava. "O santissimo Adolfo, se c qualcuno in questa comunit cristiana di Trench che oggi soffre, ti imploriamo di portargli conforto."
Era il segnale che Edgar aspettava. Aldred avrebbe voluto voltarsi a guardare, ma resistette alla tentazione, certo che Edgar avrebbe fatto quanto stabilito.
"Se c qualcuno, qui, che ha perso qualcosa di prezioso, ti imploriamo, santissimo Adolfo, di restituirglielo" prosegu Aldred con voce tonante.
Sent un cigolio alle sue spalle, segno che Edgar, dietro il carro, aveva cominciato a tirare una robusta corda.
"Se c qualcuno, qui, che  stato derubato o imbrogliato, rendigli giustizia."
Allimprovviso vi fu la reazione che aspettava. Alcuni, tra la folla, presero a indicare il carro. Altri arretrarono, mormorando sorpresi. Aldred conosceva il motivo: leffigie, sdraiata sulla schiena sul piano del carro, aveva cominciato ad alzarsi emergendo dai drappi.
"Se c qualche malato, portagli la guarigione."
Tutti i presenti fissavano turbati quanto stava accadendo alle spalle di Aldred. Lui sapeva cosa guardavano. Lo avevano provato molte volte, con Edgar. I piedi delleffigie restavano sul carro, ma il corpo saliva verso lalto. Si vedeva Edgar che tirava una corda, ma il meccanismo restava nascosto. A quei poveri contadini che non avevano mai visto leve e pulegge, sembrava che la statua si stesse sollevando di propria volont.
Dalla folla si lev unesclamazione di meraviglia e Aldred pens che doveva essere comparso il volto.
"Se c qualcuno tormentato dai demoni, scacciali!"
Aldred aveva concordato con Edgar che leffigie si alzasse dapprima lentamente per poi accelerare. Quando il santo si ritrov in piedi con un ultimo sobbalzo, si videro gli occhi. Una donna url e due bambini scapparono via. Qualche cane si mise ad abbaiare impaurito. Met dei presenti si fece il segno della croce.
"Se c qualcuno che ha commesso peccato, volgi il tuo sguardo su di lui, santissimo, e dagli il coraggio di confessare!"
Una giovane tra le prime file si gett in ginocchio, gemendo, lo sguardo rivolto verso la statua dagli occhi azzurri. "Sono stata io a rubarlo" disse, con le lacrime che le scendevano copiose sulle guance. "Ho rubato io il coltello di Abbe. Mi dispiace, perdonami, mi dispiace!"
Dal fondo della folla giunse la voce indignata di unaltra donna. "Frigyth! Sei stata tu!"
Aldred non se lo aspettava. Aveva sperato in una guarigione miracolosa, ma santAdolfo gli aveva dato qualcosa di diverso, e lui fu costretto a improvvisare. "Il santo ha toccato il tuo cuore, sorella" annunci. "Dov il coltello rubato?"
"Nella mia casa."
"Vallo a prendere e portamelo."
Frigyth si alz in piedi.
"Svelta, corri!"
La donna attravers la folla in fretta ed entr in una casa vicina.
"Credevo di averlo perso" disse Abbe.
Aldred riprese a pregare: "O santissimo, ti ringraziamo per aver toccato il cuore di questa peccatrice e averla aiutata a confessare!".
Frigyth ricomparve stringendo in mano un coltello lucente con un elaborato manico dosso. Lo porse a Aldred. Lui chiam Abbe e questa fece un passo avanti. Aveva unespressione dubbiosa: era pi anziana di Frigyth e forse non altrettanto pronta a credere nei miracoli.
"Perdoni la tua vicina?" chiese Aldred.
"S" rispose la donna senza entusiasmo.
"Allora dalle il bacio del perdono."
Abbe baci Frigyth sulla guancia.
Aldred porse il coltello ad Abbe e disse: "Tutti in ginocchio!".
Cominci a pregare in latino. Era il segnale per i monaci, che a quel punto dovevano girare tra la folla con le ciotole per lelemosina. "Un dono per il santo" dicevano a voce bassa agli abitanti che, essendo in ginocchio, non potevano allontanarsi facilmente. Alcuni scossero la testa dicendo: "Non ho denaro, mi dispiace". I pi misero mano alla sacchetta e tirarono fuori qualche fardino e qualche mezzo penny. Due uomini andarono a casa e tornarono con delle monete dargento. Il taverniere diede un penny.
I monaci li ringraziavano uno per uno dicendo: "SantAdolfo ti d la sua benedizione".
Il morale di Aldred era alto. Gli abitanti del villaggio erano rimasti sbalorditi. Una donna aveva confessato un furto. E la maggior parte dei presenti aveva donato del denaro. Levento aveva raggiunto il suo scopo, nonostante Wynstan ce lavesse messa tutta per impedirlo. E se aveva funzionato a Trench avrebbe funzionato ovunque. Forse, nonostante tutto, il priorato sarebbe sopravvissuto.
Lidea iniziale di Aldred era stata che i monaci passassero la notte in chiesa, vegliando le reliquie, ma questo non era possibile. Prese una rapida decisione. "Usciremo dal villaggio in processione, e troveremo un altro posto dove fermarci" disse a Godleof.
Aldred aveva un ultimo messaggio per gli abitanti del villaggio. "Potrete vedere di nuovo il santo" disse. "Venite alla chiesa di Drengs Ferry la domenica di Pentecoste. Portate i malati, i derelitti, gli afflitti." Pens di dire loro di spargere la voce ma poi si rese conto che non era necessario: tutti avrebbero parlato di quellevento per i mesi a venire. "Non vedo lora di accogliervi."
I monaci tornarono con le ciotole. Edgar abbass lentamente leffigie e la copr con i drappi. Godleof riport il bue tra le stanghe.
La bestia si mise in movimento. I monaci ricominciarono a cantare e lentamente uscirono dal villaggio.
La domenica di Pentecoste, prima dellalba, Aldred guid come sempre i monaci in chiesa per il Mattutino. Era una domenica di maggio senza una nuvola in cielo. Quella era la stagione della speranza, delle promesse, quando il mondo era pieno di germogli verdi, maialini grassi, giovani cervi e vitelli da crescere. La speranza di Aldred era che il suo giro per i villaggi avesse raggiunto lo scopo di attirare pellegrini a Drengs Ferry.
Aldred aveva in mente di ampliare la chiesa con una nuova ala in pietra, ma non cera stato il tempo per realizzarla e cos Edgar ne aveva costruita una provvisoria in legno. Nella navata si apriva un ampio arco a tutto sesto che conduceva a una cappella laterale dentro la quale leffigie di Adolfo giaceva su un piedistallo. I fedeli riuniti nella navata avrebbero potuto seguire la funzione che si svolgeva nel presbiterio e, nel momento culminante del rito, voltarsi per vedere il santo che si alzava miracolosamente e li fissava con quei suoi occhi azzurri.
E allora, sperava Aldred, avrebbero messo mano alla sacchetta.
Per due settimane i monaci avevano arrancato di villaggio in villaggio, con il carro e leffigie del santo, lui aveva ripetuto il suo trascinante sermone, e il santo aveva riempito di meraviglia il cuore della gente. Cera stato persino un miracolo, anche se piccolo: unadolescente che soffriva di forti dolori allo stomaco si era improvvisamente ristabilita nel vedere il santo levarsi.
La gente aveva donato denaro, per lo pi fardini e mezzi penny, ma sommando tutto Aldred era tornato a casa con quasi una libbra dargento. Era stato daiuto, per i monaci non potevano passare la vita girando di villaggio in villaggio. Era necessario che la gente andasse da loro.
Aldred aveva sempre esortato i fedeli a far visita al monastero la domenica di Pentecoste. Adesso era tutto nelle mani di Dio. Pi di tanto un uomo non poteva fare.
Dopo il Mattutino, Aldred si ferm davanti alla chiesa a osservare il piccolo villaggio alle prime luci dellalba. Da quando si era trasferito l era cresciuto. Il primo ad arrivare era stato Bucca Pesce, il terzo figlio di un pescivendolo di Combe e vecchio amico di Edgar. Lui lo aveva convinto a mettere su un banco di pesce fresco e affumicato. Aldred aveva caldeggiato il progetto nella speranza che una fornitura costante di pesce aiutasse la gente del posto a osservare con maggior rigore le regole della Chiesa in fatto di digiuno: non avrebbero dovuto mangiare carne il venerd, nei dodici giorni di festa degli apostoli e in altre occasioni speciali. Cera una forte richiesta e Bucca riusciva a vendere tutto il pesce catturato con le trappole di Edgar.
Aldred e Edgar avevano dibattuto a lungo su dove dovesse costruire Bucca, e questo li aveva spinti a tracciare un piano del villaggio. Aldred aveva suggerito un reticolato di quadrati per gruppi familiari, come si faceva di solito. Edgar, per, aveva proposto unidea nuova, una strada principale che risaliva la collina e incrociava ad angolo retto unaltra strada che correva lungo il crinale. A est della strada principale individuarono un sito per una nuova chiesa, pi grande, e un monastero. Probabilmente era solo un sogno a occhi aperti, pens Aldred, ma era un bel sogno.
Edgar aveva passato una giornata intera a segnare la posizione delle case lungo la strada principale, e Aldred aveva stabilito che chiunque desiderasse costruire su uno di quei lotti poteva prendere il legname nel bosco e godere di un anno di affitto gratuito. Edgar si stava costruendo una casa: passava molto tempo a Outhenham, ma nei giorni in cui si trovava a Drengs Ferry preferiva non dormire dai fratelli, dove spesso era costretto a sorbirsi i rumorosi accoppiamenti di Cwenburg con uno di loro.
Seguendo lesempio di Bucca, a Drengs Ferry erano arrivati altri tre forestieri: un fabbricante di corde, che usava tutto il terreno sul retro della sua abitazione per intrecciarle, un tessitore, che si fece una casa lunga e sistem il telaio a una estremit, e moglie e figli allaltra, e un calzolaio che costru una casa accanto a quella di Bucca.
Aldred aveva edificato una piccola scuola. Allinizio il suo unico allievo era stato Edgar, ma ora ogni sabato tre ragazzini, figli di uomini ricchi che abitavano nelle campagne circostanti, venivano al priorato - ognuno con mezzo penny dargento stretto nella mano lurida - a imparare lettere e numeri.
Tutto bene, ma non bastava ancora. Di quel passo Drengs Ferry avrebbe potuto s diventare un grande monastero, ma da l a centanni. Aldred era andato avanti come meglio aveva potuto, finch non era morto Osmund e Wynstan aveva spinto Hildred a tagliare i fondi.
Guard al di l del fiume e si rincuor nel vedere sullaltra sponda un gruppetto di pellegrini seduti sullargine in attesa della barca. Era un buon segno, vista lora. Sembrava che Dreng dormisse ancora perch non cera nessuno a occuparsi della barca. Aldred scese la collina per andare a svegliarlo.
La porta della taverna era chiusa e le finestre sbarrate. Aldred buss forte, ma non ebbe risposta. Non essendoci serratura, alz il saliscendi ed entr.
La casa era deserta.
Aldred rimase sulla soglia, guardandosi attorno sconcertato. Le coperte erano ordinatamente piegate, la paglia sul pavimento rastrellata. I barili e le brocche erano stati messi via, probabilmente nel capanno della birra, che si poteva chiudere a chiave. Cera odore di ceneri fredde: il fuoco era spento.
Gli abitanti se nerano andati.
Non cera nessuno a manovrare la barca. Era un brutto colpo.
Be pens Aldred ce ne occuperemo noi. Dobbiamo portare qui quei pellegrini. I monaci si daranno il turno. Possiamo farcela.
Perplesso ma deciso a risolvere la cosa, torn fuori. Fu allora che si accorse che la barca non era al suo approdo. Guard in su e in gi lungo la riva, poi perlustr con lo sguardo la riva opposta, con il cuore stretto. La barca era sparita.
Dreng se nera andato, con le sue due mogli e la schiava, e aveva preso la barca.
Dove poteva essersi diretto? A Dreng non piaceva viaggiare. Si allontanava dal villaggio soltanto una volta allanno, di solito per andare a Shiring, e l non ci si arrivava via fiume.
Aveva risalito il fiume verso Bathford e Outhenham? Oppure era sceso in direzione di Mudeford e Combe? Nessuno di quei posti aveva molto senso, tanto pi che aveva portato la famiglia con s.
Aldred avrebbe potuto capire dovera andato se avesse saputo il perch. Che motivo poteva avere Dreng per allontanarsi?
Intu che non si trattava di una coincidenza. Dreng sapeva di santAdolfo e della cerimonia prevista per la domenica di Pentecoste. E se nera andato proprio il giorno in cui lui contava che centinaia di persone sarebbero venute nella sua chiesa. Dreng sapeva che lassenza della barca avrebbe mandato a monte i suoi piani.
Laveva fatto di proposito.
Capito questo, gli fu evidente che era stato Wynstan a ordinarglielo.
Aldred li avrebbe strangolati entrambi con le sue stesse mani.
Ma si affrett a reprimere sentimenti cos irreligiosi. Era inutile arrabbiarsi. Cosa poteva fare?
La risposta arriv allistante. La barca era sparita, ma Edgar aveva una zattera. Non era ormeggiata vicino alla taverna, per Aldred sapeva che a volte lui la lasciava accanto al podere.
Il suo morale si risollev. Si avvi su per la collina a passo spedito.
Edgar aveva deciso di realizzare la sua casa di fronte alla nuova chiesa, anche se questa non era ancora stata costruita e forse non lo sarebbe mai stata. Le pareti erano terminate, ma mancava ancora il tetto. Edgar era seduto su una balla di paglia, intento a scrivere con una pietra su una lavagnetta inserita in una cornice di legno. Stava facendo dei conti, con la fronte corrugata e la lingua stretta tra i denti: forse stava calcolando i materiali necessari a ricostruire in pietra la cappella del santo.
"Dov la tua zattera?" chiese Aldred.
"Lungo largine del fiume, vicino alla taverna.  successo qualcosa?"
"La zattera non c."
"Dannazione." Edgar usc a vedere e Aldred lo segu. Dalla collina guardarono gi verso il fiume. Non si vedeva nessuna imbarcazione. " strano" disse Edgar. "Non possono essersi slegate tutte e due accidentalmente."
"No. Non  successo accidentalmente."
"Chi...?"
"Dreng  sparito. La taverna  deserta."
"Deve aver preso la barca... e anche la mia zattera, per impedirmi di usarla."
"Esatto. Lavr lasciata andare alla deriva lontano da qui. Dir che non ha idea di cosa sia successo." Aldred era avvilito. "Senza barca e senza zattera non possiamo portare i pellegrini al di qua del fiume."
Edgar fece schioccare le dita. "Madre Agatha ha una barca" disse. " piccola... con una persona che rema e due passeggeri  gi carica, ma galleggia."
Aldred sent ritornare la speranza. "Una barchetta  meglio di niente."
"Andr allisola a nuoto e gliela chieder in prestito. Agatha sar felice di aiutarci, specialmente quando verr a sapere cosa stanno cercando di fare Dreng e Wynstan."
"Se cominci tu a trasportare i pellegrini, tra unora mander un monaco a darti il cambio."
"Vorranno anche comprare cibo e birra alla taverna."
"Non  rimasto niente l dentro, ma possiamo vendergli quello che c al priorato. Abbiamo birra, pane e pesce. Ce la caveremo."
Edgar si precipit gi dalla collina, diretto al fiume, mentre Aldred si avviava a passo svelto verso la casa dei monaci. Era ancora presto: cera tempo per portare tutti i pellegrini al di qua del fiume e trasformare il monastero in una taverna.
Fortunatamente era una bella giornata. Aldred ordin ai monaci di allestire dei tavoli allaperto usando dei cavalletti e di radunare tutte le coppe e le ciotole che si trovavano nel villaggio. Mise insieme tutti i barili di birra conservati nei magazzini e le pagnotte, sia fresche sia rafferme. Sped Godleof a comprare tutte le scorte di pesce di Bucca. Accese un bel fuoco, infilz dei pesci sullo spiedo e cominci a cuocerli. Non sapeva pi dove mettere le mani, ma era felice.
Ben presto i pellegrini iniziarono a risalire la collina dal fiume. Altri arrivarono dalla direzione opposta. I monaci cominciarono a vendere. Ci fu qualche lamentela da parte di quelli che si aspettavano di trovare carne e birra forte, ma i pi si adattarono volentieri allemergenza.
Quando Edgar ricevette il cambio, rifer che la coda per la barca si stava allungando, e che alcuni piuttosto che aspettare se ne tornavano da doverano venuti. Aldred sent montare di nuovo la rabbia verso Dreng, ma si sforz di mantenere la calma. "Non possiamo farci niente" disse, continuando a versare la birra nelle coppe di legno.
Unora prima di mezzogiorno i monaci radunarono i pellegrini dentro la chiesa. Aldred aveva sperato che la navata si riempisse, ed era pronto a ripetere la funzione per una seconda infornata, ma non fu necessario.
Con uno sforzo si costrinse a non pensare ai problemi organizzativi e si dispose a dire messa. Presto le familiari espressioni latine placarono la sua anima. Ebbero lo stesso effetto anche sui fedeli, che rimasero stranamente in silenzio.
Alla fine Aldred raccont la storia della vita di santAdolfo, che ormai sapeva a memoria, e i fedeli videro leffigie sollevarsi. A quel punto la maggior parte di loro sapeva cosa aspettarsi e pochi rimasero davvero atterriti, ma era comunque uno spettacolo impressionante e meraviglioso.
Dopodich vollero tutti mangiare.
Parecchi chiesero di passare l la notte. Aldred disse loro che potevano dormire nella casa dei monaci. In alternativa potevano trovare rifugio nella taverna, anche se il proprietario era assente e non avrebbero trovato n da bere n da mangiare.
Ma nessuna delle due opzioni era allettante. Un pellegrinaggio era una festa, e loro si aspettavano di passare una serata conviviale con altri pellegrini, a bere e cantare e, magari, a innamorarsi.
Alla fine se ne tornarono quasi tutti a casa.
Quando si fece sera, Aldred si sedette per terra tra la chiesa e la casa dei monaci a guardare verso valle il sole rosso che incontrava il proprio riflesso nellacqua. Qualche minuto dopo lo raggiunse Edgar. Rimasero in silenzio per un po, poi Edgar disse: "Non ha funzionato, vero?".
"Ha funzionato, ma non abbastanza. Lidea  buona, per  stata ostacolata."
"Ci riproverete?"
"Non lo so. Dreng  il proprietario della barca, e questo rende le cose difficili. Tu cosa ne pensi?"
"Ho unidea."
Aldred sorrise. Edgar era pieno di idee e di solito tutte valide. "Dimmi."
"Se avessimo un ponte, non avremmo pi bisogno della barca."
Aldred lo fiss. "Non ci avevo mai pensato."
"Volete che la vostra chiesa diventi meta di pellegrinaggi e il fiume  un grosso ostacolo, specialmente con Dreng che gestisce la barca. Un ponte renderebbe questo posto pi facile da raggiungere."
Era stato un giorno di alti e bassi e ora in un attimo lumore di Aldred pass dal pessimismo pi nero alla speranza pi sfrenata. "Si pu fare?" chiese con entusiasmo.
Edgar si strinse nelle spalle. "Abbiamo un sacco di legname."
"Pi di quanto ce ne serva. Ma tu sai come si costruisce un ponte?"
" tanto che ci rifletto. La parte pi difficile sar conficcare saldamente i piloni nel letto del fiume."
"Devessere possibile, perch esistono un sacco di ponti!"
"S. Si deve fissare lestremit inferiore del pilone in una grossa struttura piena di pietre sul letto del fiume. Questa struttura deve avere angoli acuti che puntano a monte e a valle, e deve essere ben ancorata al letto del fiume, in modo che la corrente non possa trascinarla via."
"Come fai a sapere tutte queste cose?"
"Ho osservato le strutture esistenti."
"Ma non  la prima volta che ci pensi."
"Ho un sacco di tempo per pensare. Non ho una moglie con cui parlare."
"Dobbiamo farlo!" disse Aldred eccitato. Poi gli venne in mente che cera una difficolt. "Non posso pagarti."
"Non mi avete mai pagato. Ma continuate a farmi lezione."
"Quanto ci vorrebbe per costruire il ponte?"
"Datemi un paio di monaci giovani e forti che mi aiutino e potrei farcela in sei mesi. Massimo un anno."
"Prima della prossima domenica di Pentecoste?"
"S."
Il tribunale della centena si riun il sabato successivo. E per poco non si trasform in una rivolta.
I pellegrini non erano le uniche persone a cui lassenza di Dreng aveva arrecato disagio. Sam il pastore aveva cercato di attraversare il fiume con delle pecore da vendere a Shiring, ma era stato costretto a tornare indietro e a riportare il gregge a casa. Alcuni che abitavano sullaltra sponda del fiume non avevano potuto portare i loro prodotti al mercato. Altri ai quali piaceva venire a Drengs Ferry in determinati giorni sacri se nerano tornati a casa delusi. Tutti si sentivano danneggiati dalla persona su cui invece avrebbero dovuto poter fare affidamento. I capi dei vari villaggi rimproverarono aspramente Dreng.
"Cosa sono, prigioniero in casa mia?" protest lui. "Mi  proibito andarmene?"
Aldred presiedeva, seduto davanti alla chiesa sul grande sgabello di legno. "Dove sei andato?" chiese a Dreng.
"Non sono fatti vostri" rispose Dreng. Si sentirono delle urla di protesta e lui cambi atteggiamento. "E va bene, sono andato a Mudeford Crossing con tre barili di birra da vendere."
"Proprio il giorno in cui sapevi che ci sarebbero state centinaia di persone da portare dallaltra parte del fiume?"
"Nessuno me laveva detto."
"Bugiardo!" gridarono parecchi dei presenti.
Avevano ragione: era impossibile che un taverniere non sapesse della funzione speciale che si sarebbe tenuta la domenica di Pentecoste.
"Quando vai a Shiring, di solito lasci la tua famiglia a badare alla barca e alla taverna" disse Aldred.
"Mi serviva la barca per trasportare la birra e mi servivano le donne per aiutarmi a scaricare i barili. Ho male alla schiena, io."
In molti si lasciarono sfuggire una risata di scherno: tutti sapevano dei dolori alla schiena di Dreng.
"Hai una figlia e due generi robusti. Avrebbero potuto tenere aperta la taverna" disse Edgar.
"Non ha senso aprire la taverna se non c la barca."
"Avrebbero potuto usare la mia zattera. Peccato che  scomparsa lo stesso giorno in cui sei sparito tu. Non lo trovi strano?"
"Io non ne so niente."
"Era legata accanto alla tua barca quando sei partito?"
Dreng aveva laria di chi si sente in trappola. Non riusciva a capire se fosse il caso di rispondere s oppure no. "Non me lo ricordo."
"Hai visto la zattera scendendo lungo il fiume?"
" possibile."
"Sei stato tu a slegare la mia zattera e a farla andare alla deriva?"
"No."
Ancora una volta si sentirono delle urla. "Bugiardo!"
"Sentite, non sta scritto da nessuna parte che devo far andare la barca ogni giorno. Lincarico me lha dato il decano Degbert. Era il signore di questo posto e non ha mai parlato di un servizio quotidiano" ribatt Dreng.
"Adesso sono io il signore del villaggio" intervenne Aldred "e dico che  essenziale che le persone possano attraversare il fiume ogni giorno. Ci sono una chiesa, e un pescivendolo, e il villaggio si trova sulla strada tra Shiring e Combe. Il tuo servizio  inaffidabile e inaccettabile."
"State dicendo che dovrei affidarlo a qualcun altro?"
"S!" gridarono in parecchi.
"Vedremo cosa ne pensano i miei parenti di Shiring" replic Dreng.
"No, non ho intenzione di affidare il servizio a qualcun altro" spieg Aldred.
Si sentirono dei mormorii di protesta e qualcuno chiese: "Perch no?".
"Perch ho unidea migliore." Aldred fece una pausa. "Voglio costruire un ponte."
La folla rimase allibita.
Dreng fu il primo a reagire. "Non potete farlo. Danneggereste i miei affari."
"Non te li meriti, i tuoi affari" ribatt Aldred. "Ma si d il caso che ne trarrai vantaggio anche tu. Il ponte porter pi gente al villaggio e pi clienti alla tua taverna. Probabilmente diventerai ricco."
"Io non lo voglio il ponte" disse lui, ostinato. "Io sono un barcaiolo."
Aldred guard la folla. "Cosa ne pensano gli altri? Volete il ponte?"
Vi fu un coro di acclamazioni. Naturale che volevano il ponte. Avrebbe fatto risparmiare un sacco di tempo. E poi, Dreng non stava simpatico a nessuno.
Aldred guard Dreng. "Tutti gli altri vogliono il ponte. E io lo costruir."
Dreng si volt e si allontan imbestialito.


Capitolo 29.

Agosto e settembre 1001.
Ragna stava guardando i suoi tre bambini quando ud il rumore.
I gemelli dormivano uno accanto allaltro in una culla di legno. Avevano sette mesi: Hubert era cicciottello e pacioso, Colinan pi piccolino e sempre in movimento. Osbert, che aveva due anni e aveva imparato a camminare, adesso se ne stava seduto per terra e girava un cucchiaio di legno in una ciotola vuota, imitando Cat che preparava la farinata davena.
Nel sentire quel rumore, Ragna lanci unocchiata attraverso la porta aperta. Era un pomeriggio destate: i cuochi sudavano in cucina, i cani sonnecchiavano allombra e i bambini sguazzavano ai margini dello stagno delle anatre. Appena visibili in lontananza oltre il limitare della citt, i campi gialli di grano maturavano al sole.
Sembrava tutto tranquillo, ma dalla citt si levava una confusione crescente, urla, grida, nitrire di cavalli, e Ragna cap immediatamente che lesercito era tornato. Il suo cuore prese a battere pi forte.
Indossava una veste leggera color verde acqua: si vestiva sempre con cura, unabitudine per la quale ora ringrazi il cielo, perch non avrebbe avuto tempo di cambiarsi. Usc e rimase davanti alla sala grande per accogliere il marito. Presto anche altri si unirono a lei.
Il ritorno dellesercito era un momento di straziante attesa per le donne. Erano impazienti di vedere i loro uomini, ma sapevano che non tutti i combattenti rientravano dai campi di battaglia. Si guardavano lun laltra, chiedendosi chi di loro avrebbe presto pianto lacrime di dolore.
Ragna provava emozioni ancor pi contrastanti. Nei cinque mesi in cui lui era stato lontano, i suoi sentimenti per Wilf si erano inaspriti, passando dalla tristezza e delusione alla rabbia e ripulsa. Si era sforzata di non odiarlo, aveva cercato di ricordare quanto si erano amati un tempo, ma poi era accaduto qualcosa che aveva spostato lago della bilancia. Durante la sua assenza Wilf non le aveva inviato alcun messaggio, ma un soldato ferito era tornato a Shiring con un bracciale razziato ai vichinghi, dono di Wilf alla sua schiava Carwen. Ragna aveva pianto, urlato e inveito, e infine si era sentita come svuotata.
Eppure temeva che fosse morto. Era il padre dei suoi tre figli e loro avevano bisogno di lui.
Gytha, la matrigna di Wilf, vestita con eleganza nel suo colore abituale, il rosso, venne a mettersi a pochi passi da Ragna. Inge, la sua prima moglie, e Carwen, la sua schiava, arrivarono poco dopo. Inge aveva preso la brutta abitudine di vestirsi con trascuratezza quando gli uomini non cerano, e ora aveva un aspetto trasandato. La giovane Carwen, che si sentiva costretta nella veste delle donne inglesi lunga fino a terra, indossava una tunica incolore corta come quelle degli uomini e aveva i piedi nudi tutti sporchi: povera ragazza, sarebbe stata pi a suo agio insieme ai bambini che giocavano nello stagno.
Se Wilf era vivo, Ragna era sicura che avrebbe salutato lei per prima: diversamente sarebbe stato un grave insulto verso la moglie ufficiale. Ma con chi avrebbe passato la notte? Senza dubbio se lo stavano chiedendo anche le altre. Quel pensiero non fece altro che peggiorare ulteriormente il suo umore.
Allinizio il frastuono proveniente dalla citt aveva fatto pensare a dei festeggiamenti, urla maschili di benvenuto e gridolini femminili di esultanza, ma ora Ragna si rese conto che non si udiva nessun suono di corno o rullo di tamburi, e cera un che di mesto nel rumore degli zoccoli dei cavalli. I saluti di esultanza si trasformarono in esclamazioni di sconforto.
Ragna aggrott la fronte, preoccupata. Qualcosa era andato storto.
Lesercito comparve allingresso della cittadella. Ragna vide un carro trainato da un bue, accompagnato da quattro uomini a cavallo, due per lato. Sul davanti del carro era seduto un uomo che lo guidava. Dietro di lui, sul piano, si vedeva una figura supina. Era un uomo, e Ragna riconobbe i capelli e la barba biondi di Wilf. Le sfugg un urlo. Era morto?
Il seguito si muoveva lento e Ragna non poteva aspettare. Si lanci di corsa attraverso la cittadella e sent le altre donne che la seguivano. Tutto il risentimento nei confronti di Wilf per la sua infedelt scomparve, e lei non prov altro che unapprensione straziante.
Arriv al carro e il corteo si ferm. Ragna guard Wilf: aveva gli occhi chiusi.
Si tir su la gonna e salt sul carro. Inginocchiata accanto a Wilf, gli sfior il volto e osserv i suoi occhi chiusi. Era mortalmente pallido. Ragna non riusciva a capire se respirasse. "Wilf" disse. "Wilf."
Non ci fu risposta.
Wilf giaceva su una barella posata su una pila di coperte e di cuscini. Ragna lo esamin. Sulle spalle della tunica cerano delle vecchie macchie di sangue. Guard pi attentamente la testa e vide che sembrava deformata. Il cranio presentava un rigonfiamento, o forse pi di uno. Aveva riportato una ferita al capo. Un brutto segno.
Guard gli uomini a cavallo che stavano ai lati del carro, ma loro non dissero nulla e lei non riusc a decifrarne le espressioni. Forse non lo sapevano neppure loro se fosse vivo o morto.
"Wilf" lo chiam. "Sono io, Ragna."
Gli angoli della bocca di Wilf furono sfiorati dallombra di un sorriso. Apr le labbra e mormor: "Ragna".
"S, sono io. Sei vivo, grazie a Dio!"
Lui apr la bocca per parlare di nuovo. Ragna si avvicin per sentire. "Sono a casa?"
"S" rispose lei, piangendo. "Sei a casa."
"Bene."
Ragna alz lo sguardo. Sembrava che tutti stessero aspettando. Cap che stava a lei decidere il da farsi.
E in quello stesso istante cap anche unaltra cosa: mentre Wilwulf era inabile, chiunque detenesse il suo corpo deteneva anche il suo potere.
"Portate il carro da me" ordin.
Il carrettiere fece schioccare la frusta e il bue ripart lentamente. Il carro fu trainato fino alla casa di Ragna. Cat, Agnes e Bern erano sulla porta, con Osbert che si nascondeva tra le sottane di Cat. La scorta smont da cavallo e i quattro uomini sollevarono delicatamente la barella con Wilf.
"Fermi!" disse Gytha.
I quattro uomini si immobilizzarono e la guardarono.
"Deve essere portato nella mia casa" disse lei. "Mi occuper io di lui."
Era giunta alla stessa conclusione di Ragna, ma ci aveva impiegato un po pi di tempo.
"Voi avete troppe cose da fare" disse a Ragna con un sorriso falso.
"Non siate ridicola" ribatt Ragna. Avvert lastio nella propria voce. "Io sono sua moglie." Poi si volt verso i quattro uomini. "Portatelo dentro."
Obbedirono a lei e Gytha non disse altro.
Ragna li segu allinterno. Posarono la barella per terra, sulle canne. Ragna si inginocchi accanto a Wilf e gli pos una mano sulla fronte: era troppo caldo. "Portatemi un catino dacqua e una pezzuola pulita" disse, senza alzare lo sguardo.
Sent il piccolo Osbert chiedere: "Chi  quelluomo?".
" tuo padre" rispose. Wilf era stato lontano da casa per quasi sei mesi e Osbert lo aveva dimenticato. "Ti darebbe un bacio, ma  ferito."
Cat pos un catino accanto a Wilf e porse una pezzuola a Ragna. Lei la intinse nellacqua e inumid il volto di Wilf. Dopo qualche momento le parve che lui provasse sollievo, ma poteva essere soltanto unimpressione.
"Agnes, va in citt a chiamare Hildi, la levatrice che mi ha assistito quando ho partorito i gemelli" ordin Ragna. In tutta Shiring, Hildi era la persona pi pratica di malattie.
Agnes si allontan in fretta.
"Bern, va a parlare con i soldati e trova qualcuno che sia al corrente di cosa  successo allaldermanno."
"Subito, mia signora."
Entr Wynstan. Non disse una parola e rimase a fissare la figura supina.
Ragna si concentr sul marito. "Wilf, riesci a sentirmi?"
Lui apr gli occhi e impieg qualche istante prima di fissare lo sguardo su di lei, poi fu evidente che laveva riconosciuta. "S" rispose.
"Come sei stato ferito?"
Lui aggrott la fronte. "Non me lo ricordo."
"Senti dolore?"
"Mi fa male la testa." Le parole uscivano lentamente, per erano chiare.
"Tanto male?"
"No."
"Altro?"
Lui sospir. "Molto stanco."
" una cosa seria" disse Wynstan e usc.
Bern torn con un soldato che si chiamava Bada. "Non era neppure una battaglia, piuttosto una scaramuccia" disse luomo in tono di scuse, quasi che il suo comandante non avesse dovuto restare ferito in qualcosa di meno glorioso di una battaglia campale.
"Raccontami come  successo" disse Ragna.
"Laldermanno Wilwulf era in sella a Cloud, come al solito, e io ero subito dietro di lui." Era conciso, come un soldato che fa rapporto a un superiore, e Ragna lo apprezz. "Ci siamo imbattuti in un gruppo di vichinghi allimprovviso, sulle rive del fiume Exe, qualche miglio a monte di Exeter. Avevano appena razziato un villaggio e stavano caricando il bottino sulla loro nave - polli, birra, denaro, un vitello - prima di tornare allaccampamento. Wilf  saltato gi da cavallo e ha infilzato un vichingo con la spada, uccidendolo. Poi  scivolato sul terreno fangoso vicino al fiume, ed  caduto. Cloud gli ha schiacciato la testa con uno zoccolo, e Wilf  rimasto l come morto. Non ho potuto controllare... Mi stavo difendendo da un attacco. Ma abbiamo ucciso quasi tutti i vichinghi e gli altri sono fuggiti a bordo della nave. Allora sono tornato da Wilf. Respirava, e dopo un po ha ripreso i sensi."
"Grazie, Bada."
Ragna vide Hildi che ascoltava, in disparte, e le fece segno di avvicinarsi.
Era sulla cinquantina, piccola di statura e con i capelli grigi. Si inginocchi accanto a Wilf e lo osserv, prendendosi tutto il tempo. Tast delicatamente con la punta delle dita il rigonfiamento sulla testa. Quando premette un po pi forte, Wilf fece una smorfia di dolore senza aprire gli occhi. "Scusate" disse lei. Studi la ferita da vicino, scostando i capelli per scoprire la pelle. "Guardate" disse a Ragna.
Ragna vide che Hildi aveva sollevato un lembo di pelle, rivelando unincrinatura nel cranio. Sembrava che fosse saltata via una scheggia dosso.
"Questo spiega tutto quel sangue sulla tunica" disse Hildi. "Ma ha smesso di sanguinare parecchio tempo fa."
Wilf apr gli occhi.
"Sapete come siete stato ferito?" chiese Hildi.
"No."
Gli mostr la mano destra con tre dita aperte. "Quante dita sono?"
"Tre."
La donna alz la mano sinistra con quattro dita aperte. "Quante sono in tutto?"
"Sei."
Ragna era sgomenta. "Wilf, non ci vedi bene?"
Lui tacque.
"La vista  a posto, ma il resto non so" disse Hildi.
"Dio, salvalo."
"Wilwulf, come si chiama vostra moglie?" chiese Hildi.
"Ragna" rispose lui. E sorrise.
Fu un sollievo.
"Come si chiama il re?"
Ci fu una lunga pausa, poi Wilf rispose: "Re".
"E sua moglie?"
"Lho dimenticato."
"Mi sapete dire il nome di uno dei fratelli di Ges?"
"San Pietro..."
Tutti sapevano che i fratelli di Ges erano Giacomo, Giuseppe, Giuda e Simeone.
"Che numero viene dopo il diciannove?"
"Non lo so."
"Adesso riposatevi, aldermanno Wilwulf."
Wilf chiuse gli occhi.
"La ferita guarir?" disse Ragna.
"La pelle ricrescer e coprir il buco, ma non so se losso ricrescer. Deve restare fermo il pi possibile, per parecchie settimane."
"Mi assicurer che lo faccia."
"Sarebbe utile legargli una benda intorno alla testa, per ridurre il movimento. Dategli da bere del vino annacquato e della birra leggera. E da mangiare, solo brodo."
"Lo far."
"Il segno pi preoccupante  la perdita della memoria, ed  difficile capire quanto sia grave la situazione. Ricorda il vostro nome, ma non quello del re. Riesce a contare fino a tre, ma non fino a sette, e di certo non fino a venti. Non ci si pu fare niente, a parte pregare. Dopo una ferita alla testa, certe volte le persone recuperano tutte le facolt mentali, altre no. Non posso dirvi di pi." Alz lo sguardo, vedendo che stava entrando una persona, e aggiunse: "Nessuno pu".
Ragna segu il suo sguardo. Era Gytha con padre Godmaer, un prete della cattedrale che aveva studiato medicina. Era un uomo grande e grosso, con la testa rasata. Con lui cera un giovane prete. "Cosa ci fa qui la levatrice?" disse Godmaer. "Fatti da parte, donna. Lasciami esaminare il paziente."
Ragna fu l l per dirgli di andarsene. Aveva pi fiducia in Hildi, ma una seconda opinione non poteva nuocere. Arretr, imitata dagli altri, lasciando che Godmaer si inginocchiasse accanto a Wilf.
Non era delicato come Hildi e, quando tocc il gonfiore sulla testa, Wilf gemette per il dolore. Era troppo tardi per protestare.
Wilf apr gli occhi e chiese: "Chi sei?".
"Mi conoscete" rispose Godmaer. "Ve lo siete dimenticato?"
Wilf richiuse gli occhi.
Godmaer volt la testa di Wilf da un lato ed esamin linterno di un orecchio, poi la gir e fece lo stesso con laltro. Hildi aggrott la fronte, preoccupata, e Ragna disse: "Con delicatezza, padre, per favore".
"So quello che faccio" ribatt Godmaer con aria altezzosa, ma i suoi movimenti si fecero meno bruschi. Apr la bocca di Wilf e vi guard dentro, poi gli sollev le palpebre e infine gli annus lalito.
Si alz in piedi e annunci: "Il problema  un eccesso di bile nera, specialmente nella testa. Questo sta causando spossatezza, torpore e perdita di memoria. La cura  una trapanatura per far uscire la bile. Passami il trapano ad arco".
Il giovane che lo accompagnava gli porse lattrezzo, che veniva usato dai carpentieri per praticare piccoli fori. La corda dellarco girava intorno allasta appuntita in ferro che, pressata con forza contro una tavola, veniva fatta ruotare velocemente muovendo avanti e indietro larchetto, e forava il legno.
"Adesso praticher un foro nel cranio del paziente per permettere alla bile accumulata di uscire."
Hildi si lasci sfuggire unesclamazione esasperata.
"Un momento" disse Ragna. "C gi un foro nel cranio. Se cera un eccesso di qualche fluido, a questo punto  sicuramente uscito."
Godmaer parve preso alla sprovvista e Ragna cap che non aveva sollevato il lembo di pelle e quindi non sapeva che sotto ci fosse una frattura. Ma il prete ritrov in fretta il controllo, raddrizz la schiena e assunse unaria indignata. "Spero che non stiate mettendo in discussione il giudizio di un uomo che ha fatto studi di medicina."
Ragna stette al gioco. "In quanto moglie dellaldermanno, io metto in discussione il giudizio di chiunque tranne quello di mio marito. Vi ringrazio per essere venuto, padre, anche se non sono stata io a invitarvi, e terr a mente il vostro consiglio."
"Io lho invitato perch  il pi erudito nelle pratiche mediche di tutta Shiring" disse Gytha. "Non avete diritto di negare allaldermanno la cura raccomandata."
"Vi dir una cosa, suocera" ribatt Ragna con rabbia. "Io far un buco nella gola a chiunque cercher di fare un altro buco nella testa a mio marito. E ora portate il vostro pretucolo fuori dalla mia casa."
Godmaer rimase senza fiato. Ragna cap di aver esagerato - chiamare Godmaer il vostro pretucolo era quasi un sacrilegio -, ma non le importava. Godmaer era arrogante, e questo lo rendeva pericoloso. Nella sua esperienza, i preti esperti di medicina raramente curavano qualcuno, anzi, spesso riuscivano soltanto a far stare peggio chi stava gi male.
Gytha disse qualcosa a Godmaer a bassa voce e questi annu, alz la testa e usc impettito, sempre con il trapano in mano. Il suo assistente si affrett a seguirlo.
Cera ancora troppa gente l attorno, gente inutile. "Chiedo a tutti di andarsene, a parte i miei servitori" disse Ragna. "Laldermanno ha bisogno di silenzio e tranquillit per riprendersi."
Uscirono tutti.
Ragna si chin di nuovo su Wilf. "Mi prender cura di te" disse. "Far quello che ho fatto negli ultimi sei mesi e governer il tuo territorio come faresti tu."
Non ci fu alcuna reazione.
"Pensi di poter rispondere a unultima domanda?" chiese lei.
Lui apr gli occhi e le sue labbra si contrassero nellombra di un sorriso.
"Qual  la cosa pi importante che devo fare, come tua sostituta?"
Le parve di vedere un lampo di lucidit attraversare il suo volto. "Nominare un nuovo comandante dellesercito" disse lui, poi chiuse gli occhi.
Ragna sedette su uno sgabello imbottito e rimase a osservarlo, pensosa. Le aveva dato unistruzione chiara in un momento di lucidit. Da quello dedusse che il compito dellesercito non era ancora concluso, e che i vichinghi non erano stati scacciati. Gli uomini di Shiring dovevano riorganizzarsi e attaccare di nuovo. E per questo avevano bisogno di un nuovo capo.
Wynstan avrebbe voluto che quel ruolo andasse a suo fratello Wigelm, ma lei temeva le conseguenze: pi potere acquisiva Wigelm, pi avrebbe sfidato la sua autorit. Lei avrebbe scelto lo sceriffo Den, un uomo di grande esperienza e capacit.
Al tribunale del distretto, dove la maggior parte delle decisioni veniva presa allunanimit, Ragna riusciva spesso a ottenere ci che voleva grazie alla sua personalit, ma per quella decisione prevedeva un problema. Gli uomini avevano opinioni forti e non ci avrebbero pensato due volte a liquidare il parere di una donna, che non poteva saperne molto di guerra. Avrebbe dovuto ricorrere allastuzia.
Era sera. Le ore erano passate in fretta. "Va dallo sceriffo Den e chiedigli di venire subito da me" ordin ad Agnes. "Non farti vedere insieme a lui... Non voglio che la gente sappia che lho mandato a chiamare. Deve sembrare che abbia appreso la notizia e sia venuto a trovare laldermanno, come chiunque altro."
"Daccordo" rispose Agnes e si allontan.
"Vediamo se Wilf riesce a bere un po di brodo. Tiepido, non caldo" disse Ragna a Cat.
Sul fuoco cera una pentola che conteneva delle ossa di montone messe a bollire. Cat vers un mestolo di brodo in una ciotola di legno e Ragna sent il profumo di rosmarino. Strapp qualche pezzo di mollica dallinterno di una pagnotta e li fece cadere dentro il brodo, quindi si inginocchi accanto a Wilf con un cucchiaio. Prese un pezzo di pane inzuppato, vi soffi sopra e glielo avvicin alle labbra. Lui lo mand gi come se gli facesse piacere e apr la bocca in attesa di un altro.
Quando Ragna ebbe finito di imboccarlo, Agnes era di ritorno e dopo qualche minuto arriv anche Den. Guard Wilf e scosse la testa con aria sconsolata. Ragna gli rifer quello che aveva detto Hildi, poi gli disse dellordine di Wilf di nominare un nuovo comandante dellesercito. "O voi o Wigelm, e io voglio voi" concluse.
"Io sarei meglio di Wigelm" osserv Den. "E in ogni caso lui non pu."
Ragna era sorpresa. "Perch no?"
" indisposto. Sono due settimane che non prende parte ad alcuna azione.  per questo che non  qui...  rimasto gi a Exeter."
"Cosha?"
"Emorroidi, aggravate da mesi di campagne. Gli fanno cos male che non riesce a stare in sella."
"Come fate a saperlo?"
"Ho parlato con gli altri signori."
"Be, questo rende le cose pi facili" disse Ragna. "Finger di appoggiare Wigelm e poi, quando si verr a sapere della sua infermit, voi accetterete con riluttanza di sostituirlo."
Den annu. "Wynstan e i suoi amici si opporranno, ma la maggior parte dei signori della terra mi sosterr. Non mi amano, ovviamente, perch li costringo a pagare le tasse, per sanno che sono competente."
"Terr udienza domani mattina dopo colazione" stabil Ragna. "Voglio sia chiaro fin dallinizio che comando ancora io."
"Bene" disse Den.
Lindomani faceva caldo, anche di mattina presto, ma la cattedrale era fredda come sempre quando Wynstan celebr la prima messa. Offici con la massima solennit. Gli piaceva fare quello che ci si aspettava da un vescovo: era importante mantenere le apparenze. Quel giorno preg per le anime degli uomini che erano morti combattendo i vichinghi e implor la guarigione dei feriti, in special modo dellaldermanno Wilwulf.
Tuttavia la sua mente era altrove. Linabilit di Wilwulf aveva alterato lequilibrio dei poteri a Shiring, e lui aveva un disperato bisogno di scoprire le intenzioni di Ragna. Quella poteva essere loccasione per indebolire la sua posizione o addirittura per liberarsi di lei. Doveva tenersi pronto a ogni eventualit e scoprire cosa stava tramando.
I fedeli erano pi numerosi del solito, per un giorno feriale: erano presenti anche le famiglie degli uomini che non erano tornati dai campi di battaglia. Guardando la navata, Wynstan not Agnes, piccola ed esile nelle sue vesti scialbe di domestica. Aveva un aspetto insignificante, ma quando Wynstan incroci il suo sguardo il messaggio che ricevette fu chiaro: era l per parlare con lui. Le sue speranze si rafforzarono.
Erano passati diversi mesi da quando Ragna aveva condannato a morte il marito di Agnes, sei mesi da quando la sarta aveva accettato di diventare la sua spia dentro la casa di Ragna. In tutto quel tempo lei non gli aveva portato alcuna informazione utile. Tuttavia lui aveva continuato a parlarle almeno una volta al mese, certo che prima o poi i suoi sforzi sarebbero stati ricompensati.
Temendo che il desiderio di vendetta di Agnes potesse affievolirsi, aveva instaurato con lei un legame emotivo trattandola pi come unamica intima che come una domestica, parlandole con tono cospiratorio, ringraziandola per la sua lealt. Stava subdolamente prendendo il posto del defunto marito, rapportandosi a lei con affetto ma anche con fermezza, aspettandosi che gli obbedisse senza discutere.
Quel giorno, forse, la sua pazienza sarebbe stata premiata.
Quando termin la funzione, Agnes si attard in chiesa e, non appena gli altri fedeli uscirono, Wynstan le fece cenno di entrare nel presbiterio, le mise un braccio sulle spalle ossute e la condusse in un angolo. "Grazie per essere venuta a farmi visita, mia cara" le disse a voce bassa ma calorosa. "Speravo che lo avresti fatto."
"Ho pensato che vi avrebbe fatto piacere sapere cosa sta tramando."
"Certo, certo che mi fa piacere." Wynstan cerc di mostrarsi entusiasta ma non disperato. "Tu sei il mio topolino, che entra di soppiatto con le sue zampette silenziose nella mia camera, la notte, sale sul mio cuscino e mi sussurra i segreti allorecchio."
Agnes arross di piacere. Wynstan si scopr a chiedersi come avrebbe reagito se le avesse infilato una mano sotto la veste, l, in chiesa. Non lavrebbe mai fatto, ovviamente: lei era mossa dal desiderio di ci che non poteva avere, la pi forte delle motivazioni umane.
Lo fiss a lungo, intensamente, e Wynstan pens fosse venuto il momento di spezzare lincantesimo. "Dimmi" la esort.
Agnes ritrov la padronanza di s. "Ragna terr udienza oggi, dopo colazione" disse.
"Si  mossa in fretta" osserv Wynstan. "Tipico suo. Di cosa si discute?"
"Nominer un nuovo comandante dellesercito."
"Ah." Wynstan non ci aveva pensato.
"Dir che vuole Wigelm."
"Al momento non pu cavalcare.  per questo che non  qui."
"Lei lo sa, ma finger di non saperlo."
"Scaltra."
"A quel punto qualcuno suggerir che lunica alternativa  lo sceriffo Den."
"Il suo pi potente alleato. Buon Dio, con lei a capo del tribunale e Den a capo dellesercito, la famiglia di Wilf sar praticamente privata di qualunque potere."
" quello che pensavo."
"Ma ora io sono stato preavvisato."
"Cosa farete?"
"Non lo so ancora." Non si sarebbe confidato con lei, in ogni caso. "Ma penser a qualcosa, grazie a te."
"Ne sono felice."
" un momento pericoloso. Dovrai riferirmi nei dettagli tutto quello che fa.  molto importante."
"Potete contare su di me."
"Tornatene alla cittadella e tieni le orecchie aperte."
"Lo far."
"Grazie, topolino mio." Le diede un bacio sulle labbra e la accompagn alla porta.
Il tribunale era formato da un gruppo ridotto di persone. Non era una sessione regolare, e cera stata solo unora di preavviso. Ma i signori pi importanti erano gi l, arrivati con lesercito. Ragna tenne udienza davanti alla sala grande, seduta sullo sgabello imbottito solitamente usato da Wilwulf. La sua scelta era voluta.
Per parlare, tuttavia, si alz in piedi. La sua statura era un vantaggio. A suo parere, i capi non dovevano essere n belli n alti: lei, per, aveva notato che gli uomini erano pi disposti a obbedire alle persone alte e, essendo donna, usava qualunque arma avesse a disposizione.
Indossava un abito scuro, nero e marrone, che accentuava la sua autorevolezza, piuttosto ampio per non mettere in risalto la figura. I gioielli che portava quel giorno - ciondolo, bracciali, spilla, anelli - erano massicci, pesanti. Non aveva niente di femminile, niente di grazioso. Era vestita per governare.
La mattina era il momento che preferiva per le riunioni. Gli uomini erano pi tranquilli, meno chiassosi, avendo bevuto solo un po di birra allungata per colazione. Dopo il pasto di mezzogiorno, era molto pi difficile tenerli a bada.
"Laldermanno  gravemente ferito, ma ci sono buone speranze che guarisca" esord. "Stava lottando con un vichingo quando  scivolato sul terreno fangoso accanto al fiume e il cavallo gli ha sferrato un calcio alla testa." Molti di loro erano gi al corrente dellaccaduto, ma lei lo disse per far capire che non era completamente ignara dei rischi della battaglia. "Voi tutti sapete quanto  facile che accadano cose del genere." Fu felice di cogliere alcuni cenni di assenso. "Il vichingo  morto" aggiunse. "La sua anima adesso sta soffrendo le pene dellinferno." Vide che approvavano le sue parole.
"Per riprendersi, Wilf ha bisogno di pace e tranquillit e, cosa pi importante, deve restare sdraiato e fermo in modo che il cranio guarisca.  per questo che la mia porta  sbarrata dallinterno. Quando vorr vedere qualcuno lo dir a me, e io mander a chiamare quella persona. Nessuno sar ammesso, a meno che non sia stato invitato."
Sapeva che quella notizia sarebbe stata malaccetta e si aspettava qualche resistenza.
E infatti Wynstan la rintuzz: "Non potete tenere lontani i fratelli dellaldermanno".
"Io posso tenere lontano chiunque. Eseguo soltanto gli ordini di Wilf. Lui vedr chiunque desideri, ovviamente."
Garulf, il figlio che Wilf aveva avuto da Inge, protest: "Non  giusto. Potreste dirci di fare qualunque cosa e fingere che lordine venga da lui".
Era esattamente quello che Ragna aveva in mente.
Si aspettava che qualcuno avanzasse quella obiezione, e fu felice che venisse da un ragazzo piuttosto che da un uomo pi anziano e rispettato. Era pi facile respingerla.
"Potrebbe essere morto. Noi come facciamo a capirlo?" prosegu Garulf.
"Dallodore" ribatt Ragna secca. "Non dire sciocchezze."
Gytha prese la parola. "Perch avete rifiutato che padre Godmaer eseguisse la trapanazione?"
"Perch nel cranio di Wilf c gi un foro. Voi non avete bisogno di due buchi nel culo, e Wilf non ha bisogno di due buchi in testa."
Gli uomini scoppiarono a ridere e Gytha si zitt.
"Wilf mi ha informata della situazione militare" disse Ragna. In realt era stato Bada, ma cos suonava meglio. "Finora i combattimenti hanno dato pochi risultati. Wilwulf vuole che lesercito si riorganizzi, si riarmi, e torni l a finire il lavoro, ma lui non pu guidarvi. Quindi il primo compito di questo tribunale stamattina  quello di nominare un nuovo comandante. Wilf non ha espresso alcun desiderio, ma suppongo che il suo candidato preferito sarebbe il fratello Wigelm."
"Non pu farlo" disse Bada. "Non pu cavalcare."
Ragna finse di non sapere nulla. "Perch no?"
"Gli fa male il buco del culo" rispose Garulf.
Gli uomini ridacchiarono.
"Ha le emorroidi... una faccenda molto seria" spieg Bada.
"Allora davvero non pu cavalcare?"
"S."
"Bene" disse Ragna, come se stesse improvvisando. "Quindi la scelta dovr cadere sullo sceriffo Den."
Come convenuto, Den si finse riluttante. "Forse un nobile sarebbe meglio, mia signora."
"Se i signori riescono a mettersi daccordo su uno di loro..." rispose Ragna con fare dubbioso.
Wynstan si alz dalla panca su cui era stato seduto fino a quel momento e mosse un passo avanti, mettendosi al centro dellattenzione. " ovvio, no?" disse, allargando le braccia in un gesto di appello e guardandosi attorno.
A Ragna si gel il sangue nelle vene. Ha un piano pens e io non lho previsto.
"Il comandante dovrebbe essere il figlio di Wilf" disse Wynstan.
"Osbert ha solo due anni!" esclam Ragna.
"Mi riferivo al maggiore dei suoi figli, ovviamente." Wynstan fece una pausa e sorrise. "Garulf."
"Ma Garulf  soltanto..." Ragna si blocc, rendendosi conto che considerava Garulf ancora un ragazzo, ma lui in realt aveva ventanni, un corpo muscoloso da uomo e una barba folta. Era abbastanza adulto da guidare un esercito.
Che fosse abbastanza saggio era unaltra questione.
"I presenti sanno che Garulf  un uomo coraggioso!" disse Wynstan.
Erano tutti daccordo. Garulf era sempre stato benvoluto dagli armigeri. Ma davvero volevano che fosse lui a decidere le strategie?
"E pensiamo che Garulf abbia le capacit intellettuali per guidare lesercito?" chiese Ragna.
Probabilmente non avrebbe dovuto esprimere quel pensiero. La domanda avrebbe dovuto essere posta da uno dei signori, uno dei combattenti. Erano propensi a respingere qualunque cosa una donna dicesse sullargomento. Il suo intervento aveva solo rafforzato il seguito di cui godeva Garulf.
"Garulf  giovane, ma ha grinta" disse Bada.
Ragna vide che gli uomini annuivano. Fece un ultimo tentativo. "Lo sceriffo ha pi esperienza."
"Nel riscuotere le tasse!" esclam Wynstan.
Scoppiarono tutti a ridere e Ragna cap di aver perso.
Edgar non era abituato allinsuccesso, e quando lo sub ne fu travolto.
Aveva cercato di realizzare un ponte a Drengs Ferry, ma limpresa si era dimostrata impossibile.
Seduto con Aldred sulla panca fuori dalla taverna, ascoltava il rumore del fiume e osservava quel che restava del suo progetto. Con grandi difficolt era riuscito a costruire sul letto del fiume le fondamenta per uno dei piloni del ponte, una semplice struttura a forma di scatola riempita di massi per tenere saldamente ancorata la base della trave. Aveva sagomato una grossa trave di durame di quercia, abbastanza robusta da sostenere il peso delle persone e dei carri che avrebbero attraversato il ponte. Ma non era riuscito a issarla in posizione.
Era sera, e lui ci aveva provato tutto il giorno sotto il sole cocente. Alla fine quasi tutti gli abitanti del piccolo villaggio avevano dato una mano. La colonna era bloccata da lunghe corde, realizzate a un costo elevato dal nuovo arrivato, Regenbald il Cordaio. Le persone posizionate sui due argini avevano teso le corde per tenere fermo il tronco. A bordo della sua zattera in mezzo al fiume, Edgar aveva cercato, con laiuto di diverse altre persone, di manovrare lenorme trave.
Ma si spostava tutto: lacqua, la zattera, le corde e il pilone. Questultimo, poi, continuava a risalire in superficie.
Allinizio era stato come un gioco, con tutti che ridevano e facevano battute mentre lottavano con la trave. Parecchi erano finiti in acqua nellilarit generale.
Avrebbe dovuto essere possibile tenere la trave sottacqua e posizionarla nel suo alloggiamento, ma non cerano riusciti, e dopo un po la delusione e il malumore avevano cominciato a farsi sentire. Alla fine Edgar si era dato per vinto.
Adesso il sole stava calando, i monaci se nerano tornati al monastero e gli abitanti del villaggio alle loro case, e Edgar era avvilito.
Aldred non era ancora disposto ad abbandonare il progetto. "Si pu fare" disse. "Ci servono pi uomini, pi corde e pi barche."
Edgar non credeva che avrebbe funzionato. Rimase in silenzio.
"Il problema  che la zattera ha continuato a muoversi" prosegu Aldred. "Ogni volta che spingevi la trave dentro lacqua, la zattera si allontanava dal basamento."
"Lo so."
"Quello che ci serve  una fila di barche a partire dallargine, legate insieme in modo che non possano muoversi troppo."
"Non saprei dove prendere cos tante barche" ribatt Edgar, scoraggiato. Ma capiva cosa stava suggerendo Aldred. Le barche potevano essere legate, se non addirittura inchiodate insieme. La fila si sarebbe mossa comunque, ma pi lentamente e in modo pi prevedibile.
Aldred stava ancora fantasticando. "Magari due file, una per lato del fiume."
Edgar era cos stanco e abbattuto che non se la sentiva di prendere in considerazione nuove idee, ma nonostante tutto era incuriosito dalla teoria di Aldred. Una fila di barche avrebbe offerto una maggiore stabilit per portare a termine il difficile compito, per avrebbe potuto non essere sufficiente. Mentre si immaginava le due file di barche che partivano dalle rive opposte e andavano verso il centro del fiume, un pensiero gli girava per la testa. Una base stabile, robusta...
"Forse dovremmo costruire il ponte su delle barche" disse, di getto.
Aldred aggrott la fronte. "E come?"
"La carreggiata potrebbe poggiare sulle barche anzich sul letto del fiume" rispose e poi si strinse nelle spalle. "In teoria."
Aldred fece schioccare le dita ed esclam: "Io lho gi visto! Mentre ero in viaggio nei Paesi Bassi. Un ponte costruito su una fila di barche!".
"Quindi si pu fare!" Edgar era confuso.
"S."
"Io non lho mai visto" disse, ma nella sua mente lo stava gi progettando. "Le barche dovrebbero essere saldamente assicurate alle sponde."
A Aldred venne in mente un ostacolo. "Non possiamo bloccare il fiume. Il traffico non  molto, ma c. Laldermanno potrebbe opporsi, e cos pure il re."
"Potrebbe esserci un varco tra le barche, superato dalla carreggiata ma abbastanza ampio da lasciar transitare una qualunque imbarcazione di grandezza normale."
"Pensi di riuscire a costruirlo?"
Edgar esit. Lesperienza di quel giorno aveva messo a dura prova la sua sicurezza. Tuttavia, gli pareva che fosse possibile. "Non lo so" rispose con insolita cautela. "Ma credo di s."
Lestate era finita, le messi erano state raccolte e nellaria si sentiva gi il freddo dellautunno quando Wynstan part con Garulf per ricongiungersi con gli uomini del Devon.
I preti non avrebbero dovuto spargere sangue. Era una regola che molti infrangevano, ma Wynstan solitamente la trovava una buona scusa per evitare i disagi e i pericoli della guerra.
Ma non era un codardo. Era pi grosso e pi forte della media, ed era ben armato. Oltre alla lancia che portavano tutti, aveva una spada con la lama di acciaio, un elmo e una specie di veste di maglia, corta e senza maniche.
Aveva derogato alle sue abitudini ed era partito con lesercito per stare vicino a Garulf. Aveva brigato affinch Garulf diventasse comandante in capo - era lunico modo per fare s che il controllo dellesercito restasse nelle mani della famiglia -, ma sarebbe stato un disastro se lui fosse morto in battaglia. Con Wilf gravemente infermo, Garulf era diventato essenziale. Finch i figli di Ragna erano ancora piccoli, aveva la possibilit di ereditare le ricchezze di Wilf e il titolo. Poteva essere il mezzo con cui la famiglia manteneva il comando non solo dellesercito, ma pure di Shiring.
La strada era un sentiero che attraversava colline boscose. Il giorno prima di quello stabilito per lincontro con gli altri, uscirono dal bosco e si trovarono di fronte una lunga valle. Allestremit pi lontana e pi stretta, il corso dacqua era un torrente che correva tumultuoso verso di loro, quindi si allargava diventando meno profondo in corrispondenza di una serie di cascate rocciose per poi procedere pi lento e pi profondo.
Subito sotto le cascate erano ormeggiate sei navi vichinghe, legate allargine vicino in una fila ordinata. Si trovavano a circa due miglia a monte del punto in cui Wynstan e lesercito di Shiring si erano fermati a guardare tra gli alberi.
Era il primo scontro con il nemico da quando Garulf era stato nominato a capo dellesercito. Wynstan prov una stretta allo stomaco. Un uomo che non aveva paura prima di una battaglia era uno sciocco.
I vichinghi si erano accampati sulla spiaggia fangosa con una manciata di tende improvvisate e diversi fal da cui si levava un filo di fumo. Si vedevano un centinaio di uomini.
Lesercito di Garulf era composto da trecento uomini, cinquanta nobili a cavallo e duecentocinquanta soldati a piedi.
"Siamo pi numerosi di loro!" esclam Garulf eccitato, immaginando una facile vittoria.
Poteva avere ragione, ma Wynstan non ne era cos sicuro. "Siamo pi numerosi di quelli che vediamo" ribatt, cauto.
"Di chi dovremmo preoccuparci, ancora?"
"Ognuna delle navi pu trasportare cinquanta uomini se non di pi. A bordo di quelle sono arrivati in Inghilterra almeno trecento uomini. Dove sono gli altri?"
"Che cosa importa? Se non sono qui, non possono combattere!"
"Forse sarebbe opportuno aspettare finch non ci saremo ricongiunti con gli uomini del Devon... Saremo molto pi forti. E si trovano a un giorno di viaggio, forse meno."
"Cosa?" replic Garulf sprezzante. "Siamo tre volte pi numerosi dei vichinghi e tu vuoi aspettare finch non siamo sei volte pi numerosi?"
Gli uomini risero.
Sentendosi spalleggiato, Garulf prosegu: "Mi sembra da codardi. Dobbiamo sfruttare questa occasione".
Forse ha ragione pens Wynstan. E comunque gli uomini avevano voglia di battersi. Il nemico sembrava debole e loro sentivano lodore del sangue. I ragionamenti a mente fredda non facevano presa su di loro. E forse le battaglie non si vincevano col ragionamento.
"Allora andiamo a dare unocchiata pi da vicino prima di prendere una decisione definitiva" disse Wynstan, prudente.
"Daccordo." Garulf si guard attorno. "Torneremo nel bosco e legheremo i cavalli. Poi ci avvicineremo restando nascosti dietro quel crinale." Indic un punto in lontananza. "Arrivati a quel dirupo, osserveremo il nemico da vicino."
Sembrava un buon piano, pens Wynstan mentre legava il cavallo a un albero. Garulf aveva senso della tattica. Era tutto a posto.
Lesercito attravers il bosco e il leggero pendio che portava al crinale, nascosto dagli alberi. Arrivati dallaltra parte proseguirono paralleli alla vallata, risalendola. Gli uomini scherzavano, facevano battute sullaudacia e sulla codardia per infondersi coraggio. Uno osserv che era un vero peccato che non ci fossero donne da stuprare dopo la battaglia, un altro disse che potevano stuprare gli uomini vichinghi, un terzo obiett che era questione di gusti, e tutti si misero a sghignazzare. Sapevano per esperienza di essere troppo lontani dai vichinghi perch quelli li potessero sentire - si chiese Wynstan - o erano semplicemente incauti?
Presto Wynstan perse la cognizione della distanza coperta, ma Garulf non mostrava alcuna incertezza. "Fermiamoci qui" disse alla fine, con voce pi calma. Mosse qualche passo su per il pendio, quindi si gett a terra per avvicinarsi carponi alla sommit del crinale.
Wynstan vide che si trovavano nei pressi del dirupo che Garulf aveva indicato prima. I nobili strisciarono pancia a terra fino alla cresta, tenendo la testa bassa per non farsi vedere dal nemico pi sotto. I vichinghi erano intenti nelle loro normali attivit, impegnati ad attizzare i fuochi e a prendere acqua dal fiume, inconsapevoli di essere osservati.
Wynstan era nervoso. Scorgeva i loro volti, coglieva frammenti dei loro discorsi. Riusciva persino a comprendere qualche parola: la loro lingua era simile allinglese. Prov disgusto al pensiero di essere l per infilzare quegli uomini con la sua lama affilata, di versare il loro sangue, mozzare i loro arti e trafiggere i loro cuori palpitanti, farli cadere inermi a terra, urlanti di dolore. La gente lo considerava un uomo crudele - e lo era -, ma quanto stava per accadere l era un altro tipo di crudelt.
Osserv il fiume, a monte e a valle. Sullargine opposto il terreno saliva a formare una collinetta. Se cerano altri vichinghi in zona, dovevano essersi spostati verso monte, dopo aver superato le cascate a piedi, per andare in cerca di un villaggio o di un monastero da razziare.
Garulf arretr, sempre strisciando sul ventre, e gli altri lo seguirono. Quando furono lontani dalla cresta si alzarono in piedi. Senza parlare, Garulf li invit a seguirli con un cenno. Stavano tutti in silenzio.
Wynstan si aspettava che si sarebbero ritirati per pianificare lazione, ma non fu cos. Garulf arretr di qualche iarda, sempre tenendosi dietro la cresta, quindi punt verso un canalone che portava alla spiaggia. I nobili lo seguirono, con il resto degli uomini appresso.
Adesso erano pienamente visibili dai vichinghi. Era successo con tanta rapidit che Wynstan fu colto di sorpresa. Mentre scendevano lungo il canalone coperto di arbusti, gli uomini di Shiring rimasero in silenzio per guadagnare qualche istante di sorpresa in pi. Ma uno dei vichinghi alz per caso lo sguardo, li vide e lanci un grido di avvertimento. A quel punto lesercito ruppe il silenzio. Urlando come pazzi, gli uomini si precipitarono disordinatamente gi per il canalone, brandendo le armi.
Wynstan impugn la spada con una mano e la lancia con laltra, e si un al gruppo.
I vichinghi si resero conto immediatamente di non poter vincere. Abbandonarono le tende e i fuochi e corsero alle barche. Sguazzando nellacqua bassa tranciarono le corde con i coltelli e cominciarono a salire frettolosamente a bordo. Ma gli inglesi arrivarono alla spiaggia, la attraversarono in un baleno e li raggiunsero.
I due gruppi si incontrarono sulla riva del fiume. Come unonda di marea, la sete di sangue travolse ogni altra emozione e Wynstan entr in acqua, posseduto da un irresistibile desiderio di uccidere. Affond la lancia nel petto di un uomo che si era voltato verso di lui, quindi con la spada stretta nella sinistra moll un fendente a un altro che cercava di scappare. Entrambi i vichinghi caddero in acqua. Non aspett di vedere se fossero morti.
Gli inglesi avevano il vantaggio di trovarsi nellacqua pi bassa e quindi si muovevano meglio. I nobili che formavano lavanguardia assestavano colpi con lance e spade, e in pochi istanti uccisero decine di vichinghi. Wynstan vide che i nemici erano per lo pi anziani e male armati, alcuni addirittura sembravano non avere neppure unarma: forse lavevano abbandonata sulla spiaggia durante la fuga. Immagin che i migliori guerrieri fossero stati mandati a fare razzia.
Dopo liniziale impeto dodio, aveva recuperato la calma per stare al fianco di Garulf.
Alcuni vichinghi riuscirono ad arrivare alle imbarcazioni, ma a quel punto non avevano vie di fuga. Spostare sei grosse imbarcazioni dai loro ormeggi e portarle al centro del fiume era una manovra complessa anche quando ogni nave aveva tutti i rematori necessari. Con pochi uomini a bordo, troppo presi dal panico per coordinarsi, le imbarcazioni si mossero appena andando a sbattere luna contro laltra. Gli uomini in piedi sulle barche erano un facile bersaglio per il gruppetto di arcieri inglesi, che dalle retrovie lanciavano frecce al di sopra delle teste dei compagni.
La battaglia si trasform in un massacro. Con tutti gli uomini di Shiring impegnati, il rapporto era di tre inglesi contro un vichingo. Il fiume divent rosso di sangue, cosparso di cadaveri e di uomini agonizzanti. Wynstan rimase indietro, col respiro affannato, stringendo nelle mani le armi insanguinate. Garulf aveva avuto ragione a voler cogliere loccasione, pens.
Poi guard oltre il fiume e il terrore si impadron di lui.
Stavano arrivando centinaia di vichinghi. I predoni dovevano essere fuori dalla visuale, appena dietro la collina. Scendevano di corsa verso il fiume, attraversando le cascate, saltando da un masso allaltro, sguazzando nellacqua bassa. In pochi istanti arrivarono alla spiaggia, con le armi levate, impazienti di combattere. Gli inglesi, sbigottiti, si voltarono per affrontarli.
Con una fitta di paura, Wynstan vide che ora erano loro a essere in minoranza numerica. Peggio, i nuovi arrivati erano bene armati con lunghe lance e accette, e sembravano pi giovani e pi forti degli uomini rimasti a guardia dellaccampamento. Corsero lungo la riva e si sparpagliarono sulla spiaggia, e Wynstan immagin che la loro intenzione fosse quella di circondarli e spingerli in acqua.
Wynstan guard Garulf e vide che aveva unespressione perplessa. "Ordina agli uomini di ripiegare!" gli url. "Lungo largine, verso valle... altrimenti resteremo intrappolati!"
Ma Garulf sembrava incapace di pensare e combattere allo stesso tempo.
Quanto mi sbagliavo si disse Wynstan in un turbine di disperazione e di paura. Garulf non  in grado di guidare lesercito, non ne ha lintelligenza. Questo errore potrebbe costarmi la vita.
Garulf si stava difendendo energicamente da un vichingo dalla barba rossa. Mentre Wynstan li guardava, Garulf fu ferito di striscio al braccio destro, moll la spada, cadde in ginocchio e fu colpito in testa con un martello da un inglese forsennato, che subito dopo si scagli sul vichingo.
Wynstan mise da parte ogni recriminazione, ricacci indietro il panico e pens in fretta. La battaglia era persa. Garulf rischiava di essere ucciso o fatto prigioniero e reso schiavo. La ritirata era lunica speranza. E quelli che si ritiravano per primi avevano maggiori possibilit di sopravvivere.
Il vichingo dalla barba rossa era impegnato con linglese in preda alla furia. Wynstan aveva qualche istante di tregua. Rinfoder la spada e piant la lancia nel fango. Quindi si chin, sollev Garulf che era privo di sensi e si gett il corpo esanime sulla spalla sinistra. Riprese la lancia con la mano destra, si volt e si allontan in fretta dalla battaglia.
Garulf era un ragazzone robusto, ma Wynstan era forte e ancora giovane. Riusciva a trasportarlo senza eccessivo sforzo, ma non poteva muoversi in fretta con un carico cos pesante, e si diresse su per il canalone con unandatura barcollante a met tra la camminata e la corsa.
Si volt a guardare e vide un vichingo allontanarsi dal combattimento sulla spiaggia per inseguirlo.
Trov la forza per affrettare il passo e cominci ad ansimare quando la salita si fece pi ripida. Sentiva dietro di s i passi pesanti del suo inseguitore. Continuava a girarsi, e il vichingo era sempre pi vicino.
Quando ormai lo aveva quasi raggiunto, Wynstan si volt, si mise su un ginocchio, depose a terra Garulf e si lanci in avanti con la lancia alzata. Il vichingo lev laccetta sopra la testa, preparandosi a sferrare il colpo fatale, ma Wynstan lo colse con la guardia abbassata, gli piant la punta affilata della lancia nella gola e spinse con tutte le sue forze. La lama penetr nella carne morbida, tranci muscoli e tendini, trapass il cervello e usc dalla nuca. Luomo spir senza emettere un suono.
Wynstan si rimise Garulf in spalla e riprese a salire. Arrivato in cima al canalone, si gir ancora a guardare. Gli inglesi erano circondati e la spiaggia era ricoperta di morti. Alcuni erano riusciti ad allontanarsi scappando verso valle lungo largine. Potevano essere gli unici sopravvissuti.
Nessuno badava a lui.
Wynstan super il crinale e scese finch non fu certo di non essere pi visibile, quindi prosegu arrancando parallelamente alla cresta, puntando al bosco dove aspettavano i cavalli.
In uno dei momenti di lucidit di Wilf, Ragna gli rifer della battaglia. "Wynstan ha riportato Garulf a casa senza ferite gravi" disse, concludendo "ma quasi tutto lesercito di Shiring  stato annientato."
"Garulf  un ragazzo coraggioso" osserv Wilf "per non ha la stoffa del comandante. Non avrebbe mai dovuto essere messo a capo dellesercito."
" stata unidea di Wynstan. In pratica ha ammesso di aver fatto un errore."
"Avresti dovuto impedirglielo."
"Ci ho provato, ma gli uomini volevano Garulf."
"A loro piace."
Era come ai vecchi tempi, pens Ragna: lei e Wilf che conversavano da pari, curiosi di sentire il parere dellaltro. Adesso passavano molto pi tempo insieme rispetto a prima. Lei stava con lui giorno e notte, si prendeva cura di ogni sua necessit e governava il territorio in sua vece. Wilf sembrava grato di questo. Il suo ferimento li aveva riavvicinati.
Era successo senza che Ragna lo volesse. Qualunque cosa fosse accaduta, lei non avrebbe mai pi nutrito gli stessi sentimenti di prima nei suoi confronti. Ma se lui avesse voluto riprendere la loro appassionata relazione, lei come avrebbe reagito?
Non doveva deciderlo in quel momento. Non potevano fare lamore adesso - Hildi aveva ribadito che i movimenti bruschi potevano essergli fatali -, ma quando avesse recuperato le forze avrebbe potuto desiderare di tornare agli ardenti incontri dei primi anni. Aver visto la morte da vicino poteva averlo fatto rinsavire. Forse avrebbe dimenticato Carwen e Inge, e si sarebbe aggrappato alla donna che si era presa cura di lui fino a farlo guarire.
Ragna sapeva di dover assecondare ogni suo desiderio. Era sua moglie, non aveva altra scelta. Per non era questo che avrebbe voluto.
Riprese a raccontare. "E adesso i vichinghi se ne sono andati allimprovviso cos come sono arrivati. Si vede che si stavano annoiando."
"Loro fanno cos: attacco improvviso, razzie a caso, vittoria o insuccesso immediati, e via verso casa."
"In realt pare che siano allisola di Wight. Tutto fa pensare che intendano passare l linverno."
"Di nuovo? Sta diventando una base permanente."
"Ma io temo che possano tornare."
"Oh, s" rispose Wilf. "Se c una cosa di cui puoi essere certo con i vichinghi,  che torneranno."


Capitolo 30.

Febbraio 1002.
"Il tuo ponte  una meraviglia" disse Aldred.
Edgar sorrise. Era estremamente soddisfatto, tanto pi dopo il fallimento iniziale. " stata una vostra idea" rispose con modestia.
"Ma tu lhai realizzata."
Erano davanti alla chiesa e osservavano il fiume. Entrambi indossavano pesanti mantelli per difendersi dal freddo. Edgar aveva un cappello di pelliccia, ma Aldred doveva accontentarsi del cappuccio da monaco.
Edgar guardava il ponte con orgoglio. Come aveva immaginato Aldred, da ogni sponda del fiume partiva una fila di barconi, simili a due penisole identiche. Ogni fila era saldamente assicurata a robusti ormeggi lungo il fiume da corde che consentivano al ponte un minimo di movimento. Edgar aveva costruito dei barconi dal fondo piatto, con i bordi bassi vicino agli argini e via via pi alti verso il centro del fiume. Erano uniti da travi di quercia su cui poggiava un telaio che a sua volta reggeva la carreggiata di legno. Al centro, in corrispondenza della campata pi alta sul livello del fiume, cera un varco.
Edgar avrebbe voluto che Ragna lo vedesse. Era la sua ammirazione che desiderava. Se la immagin mentre lo guardava con quei suoi occhi verdi come il mare e gli diceva: Che meraviglia, sei davvero intelligente se sai fare una cosa del genere, sembra perfetto e poi quella sensazione di calore che si diffondeva in tutto il corpo, come dopo aver bevuto una coppa di idromele.
Osservando Drengs Ferry gli torn in mente quel giorno piovoso in cui Ragna era arrivata l con la grazia di una colomba che si posa su un ramo. Si era innamorato di lei allistante? Forse un po.
Si chiese se sarebbe mai tornata l.
"A cosa stai pensando?" gli domand Aldred.
Edgar rimase sorpreso dallintuito del monaco. Non sapeva cosa rispondere.
"A qualcuno che ami, ovviamente" disse lui. "Te lo si legge in faccia."
Edgar era imbarazzato e cambi discorso. "Il ponte avr bisogno di manutenzione. Ma con un po di cura durer centanni."
Forse Ragna non sarebbe mai tornata a Drengs Ferry. Non era un posto importante.
"Guarda la gente che attraversa" disse Aldred. " un successo."
Il ponte era gi molto utilizzato. La gente veniva per comprare pesce e partecipare alle funzioni. A Natale pi di un centinaio di fedeli avevano affollato la chiesa per assistere allelevazione di santAdolfo.
Tutti quelli che lo attraversavano pagavano un fardino, pi un altro per tornare indietro. In quel modo i monaci si erano garantiti una fonte di reddito, e pure crescente. " tutto merito tuo" disse Aldred. "E io ti ringrazio."
Edgar scosse la testa. " merito della vostra perseveranza. Avete affrontato un ostacolo dopo laltro, sempre per colpa della cattiveria di uomini malvagi, e non vi siete mai dato per vinto. Ogni volta che siete caduto, vi siete rialzato e avete ricominciato da capo. Siete sorprendente."
"Buon Dio" fece Aldred, compiaciuto oltre ogni dire. "Quanti complimenti!"
Aldred era innamorato di lui, e Edgar lo sapeva. Lamore di Aldred era senza speranza, perch Edgar non lo avrebbe mai corrisposto.
Erano gli stessi sentimenti che Edgar provava per Ragna. Era innamorato di lei, ma era un amore impossibile. Lei non si sarebbe mai innamorata di lui. Non aveva speranze.
Cera per una differenza. Aldred sembrava essersi rassegnato allo stato delle cose. Era sicuro che non avrebbe mai peccato con Edgar, perch lui non avrebbe mai voluto.
Al contrario, Edgar desiderava con tutto il cuore di poter coronare ci che provava per Ragna. Voleva fare lamore con lei, voleva sposarla, voleva svegliarsi la mattina e vedere la sua testa sul cuscino. Voleva limpossibile.
Ma non ci si guadagnava nulla a rimuginarci sopra. "La taverna  affollata" disse, cos per fare conversazione.
Aldred annu. " perch non c Dreng a maltrattare tutti. Ci sono sempre pi clienti quando lui  via."
"Dov andato?"
"A Shiring. Non conosco il motivo, ma sar di sicuro per qualche intento scellerato."
"Sar andato a protestare per il ponte."
"A protestare? E con chi?"
"Gi, con chi?" disse Edgar. "Wilwulf  ancora infermo, a quanto pare, e da Ragna non ricever molta solidariet."
Edgar era felice che il piccolo villaggio fosse affollato. Era affezionato a quel luogo, come Aldred. Entrambi volevano la sua prosperit. Fino a qualche anno prima era un posto squallido, una manciata di catapecchie che davano da mangiare a due fratelli venali e indolenti, Degbert e Dreng. Adesso cerano un priorato, un pescivendolo, un santo e un ponte.
Questo corso di pensieri port a un altro argomento. "Prima o poi dovremo costruire un muro di cinta" disse Edgar.
Aldred parve dubbioso. "Io non mi sono mai sentito in pericolo qui."
"Ogni anno i vichinghi si spingono pi allinterno e, se il nostro villaggio continua a prosperare, fra non molto diventeremo degni di essere razziati."
"Attaccano sempre lungo i fiumi, ma incontrerebbero un ostacolo a Mudeford, quel tratto poco profondo."
Edgar ripens al relitto dellimbarcazione vichinga sulla spiaggia di Combe. "Le loro navi sono leggere. Possono essere trascinate sulle secche."
"In quel caso attaccherebbero dal fiume, non da terra."
"Allora prima dobbiamo fortificare largine del fiume tutto intorno allansa." Edgar indic un punto a monte di dove si trovavano in cui il fiume formava un angolo retto. "Sto parlando di un bastione di terra, magari rivestito di legno o di pietra."
"Dove costruiresti il resto del muro?"
"Dovrebbe cominciare dal fiume in corrispondenza del capanno di Leaf."
"Ma cos il podere dei tuoi fratelli resterebbe fuori."
Edgar teneva ai fratelli pi di quanto loro tenessero a lui, ma non correvano un serio pericolo. "I vichinghi non attaccano poderi isolati... l non c niente da rubare."
"Vero."
"Il muro dovrebbe correre a monte, lungo il retro delle case: quella di Bebbe, poi quella di Cerdic ed Ebba, di Hadwine ed Elfburg, poi di Regenbald il Cordaio, di Bucca Pesce e della mia. Oltre casa mia dovrebbe girare a destra e andare fino al fiume per comprendere il punto in cui sorger la nuova chiesa, sempre che riusciamo a costruirla."
"Ci riusciremo" disse Aldred.
"Lo spero tanto."
"Abbi fede."
Ragna osservava Hildi la levatrice che stava visitando Wilf. Lo fece sedere eretto su uno sgabello, quindi esamin la ferita alla testa aiutandosi con la luce di una candela.
"Spostala" disse lui. "Mi fa male agli occhi."
Lei si mise alle sue spalle in modo che Wilf non avesse la luce dritta in faccia. Tast la ferita con la punta delle dita e annu soddisfatta. "Vi nutrite a sufficienza?" gli chiese. "Cosa avete mangiato a colazione?"
"Farinata davena con il sale" rispose lui cupo. "E un boccale di birra annacquata. Un ben misero pasto per un nobile."
Hildi incroci lo sguardo di Ragna. "Ha mangiato prosciutto affumicato col vino" disse lei.
"Non mi contraddire" sbott Wilf irritato. "So bene cosa ho mangiato a colazione!"
"Come vi sentite?" chiese Hildi.
"A parte i mal di testa sto bene" rispose lui. "Mai stato meglio."
"Bene. Credo siate pronto a riprendere una vita normale." Si alz in piedi. "Venite un attimo fuori con me, Ragna" disse.
Mentre uscivano suon la campana del pasto di mezzogiorno. "Fisicamente si  ripreso" spieg Hildi. "La ferita  guarita e non  pi necessario che resti a letto. Lasciate che pranzi nella sala grande, oggi. E quando vuole pu ritornare a cavalcare."
Ragna annu.
"E anche al sesso" disse Hildi.
Ragna non disse nulla. Aveva perso ogni desiderio di fare lamore con Wilf, ma se lui avesse voluto lei glielo avrebbe concesso. Aveva avuto un sacco di tempo per pensarci, e si era rassegnata a un futuro di intimit con un uomo che non amava pi.
"Vi sarete per accorta che la sua mente non  pi quella di un tempo" prosegu Hildi.
Ragna annu. Certo che se nera accorta.
"Non sopporta la luce,  di cattivo umore e abbattuto, ha scarsa memoria. Ho visto parecchi uomini feriti alla testa da quando sono ricominciate le incursioni vichinghe, e questi sono disturbi comuni."
Ragna sapeva anche questo.
Hildi sembrava quasi volersi scusare, come se si sentisse responsabile di ci che stava dicendo. "Sono passati cinque mesi e non c segno di miglioramento."
Ragna fece un sospiro. "Ci sar mai?"
"Nessuno pu dirlo.  nelle mani di Dio."
Ragna lo prese come un no. Diede a Hildi due penny dargento. "Grazie per essere stata gentile con lui."
"Sono al vostro servizio, mia signora."
Ragna torn dentro. "Dice che puoi pranzare nella sala grande" rifer a Wilf. "Ti farebbe piacere?"
"Certo!" rispose lui. "Dove altro dovrei pranzare?"
Non mangiava nella sala grande da quasi un anno, ma Ragna non lo contraddisse. Lo aiut a vestirsi, lo prese sottobraccio e lo accompagn per il breve tratto attraverso la cittadella.
Il pasto di mezzogiorno era gi in corso. Ragna not che al tavolo erano seduti sia il vescovo Wynstan sia Dreng. Quando Wilf e Ragna entrarono, il chiacchiericcio e le risate scemarono fino a smettere del tutto mentre i presenti li guardavano sorpresi: nessuno era stato preavvisato della ricomparsa di Wilf. Ci furono grandi acclamazioni. Wynstan si alz in piedi applaudendo e un attimo dopo tutti lo imitarono.
Wilf sorrideva contento.
Ragna lo accompagn alla sua solita sedia e prese posto accanto a lui. Qualcuno gli vers una coppa di vino. Lui la mand gi tutta dun fiato e ne chiese unaltra.
Mangi di gusto e rise alle battute degli uomini. Sembrava tornato quello di un tempo. Ragna sapeva che era solo unillusione che non sarebbe sopravvissuta a un serio tentativo di conversazione, e le venne naturale cercare di proteggerlo. Quando diceva qualche sciocchezza lei rideva, come se lo trovasse divertente; e se era qualcosa di molto sciocco lasciava intendere che lui stava bevendo troppo. Era sorprendente quante idiozie dette dagli uomini si potevano gabellare come discorsi da ubriachi.
Verso la fine del pasto, divenne voglioso. Mise la mano sotto il tavolo e le accarezz la coscia attraverso la veste di lana, risalendo lentamente.
Ci siamo pens lei.
Non stringeva un uomo tra le braccia da quasi un anno, e allidea fu presa dallo sgomento. Ma lo avrebbe fatto. Era questa la sua vita, adesso, e doveva farci labitudine.
Poi entr Carwen.
Doveva essersi allontanata di soppiatto dalla tavola per andare a cambiarsi, pens Ragna, perch adesso indossava una veste nera che la faceva sembrare pi adulta e scarpe rosse che sarebbero state adatte a una puttana. Si era anche lavata la faccia e ora risplendeva di salute e vigore giovanili.
Attir immediatamente lattenzione di Wilf.
Lui le fece un gran sorriso, poi sul suo volto pass unespressione perplessa, come se non riuscisse a ricordare chi era.
Lei, ferma sulla soglia, ricambi il sorriso e si volt, invitandolo a seguirla con un lieve cenno del capo.
Wilf sembrava incerto. E per fortuna pens Ragna.  seduto accanto a sua moglie che lo ha curato giorno e notte per cinque mesi... come potrebbe lasciarla per rincorrere una schiava?
Wilf si alz in piedi.
Ragna lo fiss a bocca aperta, inorridita. Non riusc a nascondere il proprio sconforto. Era troppo. Non poteva sopportarlo.
"Siediti, per amor del cielo" sibil. "Non essere stupido."
Lui la fiss e parve sorpreso, poi distolse lo sguardo e si rivolse ai convitati. "Inaspettatamente" attacc, e tutti scoppiarono a ridere. "Inaspettatamente, sento di essere richiamato altrove."
No, non pu essere pens Ragna.
E invece era proprio cos. Lei si sforz di trattenere le lacrime.
"Torno pi tardi" disse Wilf, andando verso la porta.
Sulla soglia si ferm, si volt e, con linnato tempismo che aveva sempre avuto per le battute, aggiunse: "Molto pi tardi".
Gli uomini scoppiarono in una risata fragorosa, e lui usc.
Wynstan, Degbert e Dreng si allontanarono da Shiring senza fare rumore, col favore delle tenebre, conducendo i cavalli a mano finch non arrivarono fuori citt. Solo pochi servitori fidati erano al corrente della loro partenza, e Wynstan era deciso a fare in modo che nessun altro venisse a saperlo. Avevano con loro un cavallo da soma su cui avevano caricato un barilotto e un sacco, oltre a cibo e birra, ma non avevano portato armigeri. La loro missione era pericolosa e segreta.
Lungo la strada stettero attenti a non farsi riconoscere. Anche senza seguito, non era facile passare inosservati. La testa pelata di Degbert dava nellocchio, Dreng aveva una voce chioccia riconoscibilissima, e Wynstan era uno degli uomini pi noti della zona. E cos si avvolsero in pesanti mantelli, il mento affondato nelle pieghe del tessuto, il volto nascosto dal cappuccio... Un atteggiamento normale nel clima freddo e umido di febbraio. Quando incontravano altri viandanti si affrettavano a superarli, evitando labituale scambio di informazioni. Anzich cercare ospitalit in una taverna o in un monastero dove avrebbero dovuto scoprire il volto, passarono la prima notte nella foresta, presso una famiglia di carbonai, gente scostante e selvatica che pagava a Wynstan una tassa per poter svolgere la sua attivit.
Pi si avvicinavano a Drengs Ferry, maggiore era il pericolo di essere riconosciuti. Il secondo giorno, quando avevano ancora un miglio o due da percorrere, ci fu un momento di tensione. Incrociarono un gruppo che andava a piedi nella direzione opposta: una famiglia, le donne con bambini piccoli in braccio, luomo con un secchio di anguille che doveva aver comprato da Bucca, e due ragazzini che si trascinavano dietro di loro. "Conosco quella famiglia" mormor Dreng.
"Anchio" disse Degbert.
Wynstan lanci il cavallo al trotto, subito imitato dai compagni. La famigliola si sparpagli ai lati della strada. Wynstan e gli altri passarono oltre senza aprire bocca. Quei poveretti erano troppo occupati a togliersi di mezzo per osservare gli uomini a cavallo. Wynstan pens che lavevano scampata per un pelo.
Poco dopo i tre lasciarono la strada e imboccarono un sentiero appena tracciato che attraversava il bosco.
Adesso era Degbert a guidare il gruppo. La vegetazione si fece pi fitta e furono costretti a smontare e condurre i cavalli a mano. Degbert li guid fino a una vecchia costruzione in rovina, che forse un tempo era stata la casa di un guardaboschi, ora abbandonata. I muri a pezzi e il tetto semicrollato avrebbero fornito loro un minimo di riparo per la seconda notte.
Dreng raccolse una bracciata di rami caduti e accese il fuoco con una pietra focaia. Degbert scaric il cavallo. Quando scese la notte, i tre si misero comodi, per quanto possibile.
Wynstan bevve una lunga sorsata da un otre e lo pass agli altri. Poi diede disposizioni. "Porterete il barile di catrame al villaggio" disse. "Il cavallo dovete lasciarlo qui... Potrebbe fare troppo rumore."
"Io non posso portare un barile" disse Dreng. "Ho male alla schiena. Un vichingo..."
"Lo so. Lo porter Degbert. Tu porterai il sacco con gli stracci."
"Sembra parecchio pesante."
Wynstan ignor le lamentele del cugino. "Quello che dovete fare  semplice. Dovete inzuppare gli stracci nel catrame e poi legarli al ponte, meglio se alle corde o alle parti pi piccole. Prendetevi tutto il tempo che ci vuole, legateli ben stretti, non abbiate fretta. Quando li avrete legati tutti, accendete un pezzo di legno asciutto e con quello date fuoco agli stracci, uno per uno."
" questa la parte che mi preoccupa" disse Degbert.
"Sar notte fonda. Qualche straccio che brucia non sveglier nessuno. Avrete tutto il tempo che vorrete. Quando gli stracci sono tutti in fiamme, ve ne tornate zitti zitti su per la collina. Non fate rumore e non correte finch non siete lontani. Io vi aspetto qui con i cavalli."
"Capiranno che sono stato io" disse Dreng.
"Forse sospetteranno di te. Sei stato cos sciocco da opporti alla costruzione del ponte... Una protesta destinata a restare inascoltata, come avresti dovuto capire" ribatt Wynstan, infuriato. La stupidit degli uomini come Dreng lo mandava in bestia. "Poi si ricorderanno che tu eri a Shiring quando il ponte  stato incendiato. Eri nella sala grande due giorni fa, e ci sarai di nuovo dopodomani. Se qualcuno dovesse essere abbastanza furbo da capire che non sei stato visto per un lasso di tempo sufficiente ad andare e venire da Drengs Ferry, io giurer che noi tre siamo rimasti sempre insieme nella mia residenza."
"Daranno la colpa ai fuorilegge" disse Degbert.
Wynstan annu. "I fuorilegge sono comodi capri espiatori."
"Potrei essere impiccato per questo" osserv Dreng.
"Anchio!" sbott Degbert. "Smettila di lagnarti. Lo facciamo per te!"
"No, non  vero. Lo fate perch odiate Aldred, tutti e due."
Era la verit.
Degbert detestava Aldred perch lo aveva fatto cacciare dalla sua collegiata. Lodio di Wynstan era pi complesso. Aldred aveva continuato a sfidarlo. Ogni volta lui lo aveva punito, ma Aldred non aveva ancora imparato la lezione. E questo lo faceva imbestialire. La gente avrebbe dovuto temerlo. Una persona che aveva osato sfidarlo non avrebbe mai dovuto avere successo. La sua maledizione doveva essere fatale. Se Aldred riusciva a opporsi a lui, altri avrebbero potuto mettersi in testa di fare la stessa cosa. Aldred era una crepa nel muro che un giorno avrebbe potuto far crollare lintero edificio.
Wynstan si costrinse a calmarsi. "Che importa perch lo stiamo facendo?" disse, ma nonostante i suoi sforzi non riusc a contenere la rabbia, cosicch gli altri due si spaventarono. "Nessuno di noi verr impiccato" aggiunse, con tono pi conciliante. "Se sar necessario giurer che siamo innocenti, e il giuramento di un vescovo  molto autorevole." Fece girare di nuovo lotre di vino.
Dopo un po aggiunse legna al fuoco e invit gli altri a mettersi gi a dormire. "Rester sveglio io" disse.
Si sdraiarono avvolti nei loro mantelli, ma Wynstan rimase seduto eretto. Avrebbe dovuto indovinare il momento giusto. Lora esatta non aveva importanza, per doveva essere certo che gli abitanti del villaggio fossero tutti profondamente addormentati e mancasse ancora qualche ora alla funzione del Mattutino che i monaci celebravano prima dellalba.
Stava scomodo, e sentiva tutti i dolori e gli acciacchi di un corpo che aveva quasi quarantanni. Si chiese se fosse davvero necessario dormire nella foresta con Degbert e Dreng, ma conosceva gi la risposta. Doveva accertarsi che portassero a termine il lavoro per bene e senza farsi scoprire. Come sempre, con i compiti pi importanti, la sua diretta supervisione era lunica garanzia di successo.
Era contento di essere andato in battaglia con Garulf. Se non ci fosse stato lui, il ragazzo sarebbe stato ucciso. Erano cose che un vescovo non avrebbe dovuto fare. Ma lui non era un vescovo come tanti.
Mentre aspettava che le ore passassero, medit sullinfermit del fratellastro Wilf, e sulle conseguenze per Shiring. A lui era chiaro, anche se non lo era a tutti, che la guarigione di Wilf era solo parziale. Ragna era ancora il canale principale attraverso cui passavano i suoi ordini: lei decideva il da farsi e poi fingeva che la decisione venisse da Wilf. Bern il Gigante era sempre a capo della guardia personale di Wilf e lo sceriffo Den comandava lesercito di Shiring, o meglio quanto restava di esso. La guarigione di Wilf era servita pi che altro a confermare lautorit di sua moglie.
Wynstan e Wigelm erano stati abilmente messi da parte. Mantenevano la loro autorit nelle rispettive sfere dazione, Wynstan nella diocesi e Wigelm a Combe, ma avevano poco potere. Garulf si era ripreso dalle ferite, ma la disastrosa battaglia contro i vichinghi aveva distrutto la sua reputazione e ora non aveva pi credibilit. Gytha era stata da tempo spogliata di ogni autorit alla cittadella. Ragna regnava suprema.
E non cera niente che lui potesse fare.
Non ebbe difficolt a restare sveglio mentre la notte scorreva lenta. Un problema di difficile soluzione come quello lo avrebbe tenuto sveglio comunque. Ogni tanto beveva un sorso di vino, ma mai molto. Gett dellaltra legna sul fuoco per mantenerlo acceso.
Quando ritenne che fosse passata la mezzanotte, svegli Degbert e Dreng.
Brindle ringhi nella notte. Il rumore non svegli Edgar del tutto. Ne fu vagamente consapevole e lo riconobbe come il sommesso avvertimento che la cagnetta dava quando sentiva qualcuno avvicinarsi alla casa di notte, qualcuno di cui per riconosceva il passo. Edgar cap che non era il caso di preoccuparsi e si riaddorment.
Dopo un po, Brindle abbai. Era diverso. Quello era un abbaiare urgente e spaventato che diceva: Svegliati, presto, ho paura.
Edgar sent puzza di bruciato.
Nella sua casa laria odorava sempre di fumo, come in ogni casa dInghilterra, ma quello era un odore diverso, pi pungente, pi intenso. La prima cosa che gli venne in mente fu il catrame. Poi cap che era unemergenza e balz in piedi, spaventato.
Spalanc la porta e usc. Con orrore, cap da dove veniva quellodore: il ponte stava bruciando. Le fiamme guizzavano malevole in una dozzina di punti diversi e il loro riflesso danzava sullacqua in un folle tripudio.
La sua opera darte stava bruciando.
Si lanci di corsa gi per la collina a piedi nudi, incurante del freddo. Nei pochi istanti che impieg ad arrivare sulla riva, le fiamme divampavano pi alte, ma il ponte poteva ancora essere salvato, pens, se si riusciva a gettarvi sopra abbastanza acqua. Entr nel fiume, ne prese un po con le mani chiuse a coppa e la gett sul legno che bruciava.
Cap subito che non sarebbe bastato. Per un attimo aveva permesso al panico di guidare le sue azioni. Si ferm, respir a fondo, e si guard attorno. Ogni casa era inondata da riflessi rossastri. Non cera nessuno sveglio, a parte lui. "Aiuto!" url, disperato. "Presto, venite! Al fuoco! Al fuoco!"
Corse alla taverna e buss forte alla porta, gridando. Un attimo dopo Blod venne ad aprire, spaventata, con gli occhi sgranati, i capelli scuri tutti arruffati. "Prendi dei secchi e delle pentole!" grid Edgar. "Presto!" Dando dimostrazione di una notevole presenza di spirito, Blod si volt immediatamente per afferrare qualcosa dietro la porta e gli porse un secchio di legno.
Edgar corse al fiume e cominci a lanciare secchiate dacqua sulle fiamme. Pochi istanti dopo fu raggiunto da Blod e da Ethel, che portavano una grossa giara di terracotta, e da Leaf che avanzava barcollando con una pentola di ferro in mano.
Non era sufficiente. Le fiamme si propagavano pi in fretta di quanto loro riuscissero a contrastarle.
Comparvero altri abitanti del villaggio: Bebbe, Bucca Pesce, Cerdic ed Ebba, Hadwine ed Elfburg, Regenbald il Cordaio. Mentre correvano al fiume, Edgar vide che erano tutti a mani vuote. "Portate delle pentole! Idioti, portate delle pentole!" si mise a gridare, come impazzito. Gli altri capirono che avrebbero potuto fare ben poco senza dei contenitori e tornarono indietro a prenderli.
Nel frattempo lincendio si era propagato. Lodore di catrame era diminuito, ma i barconi ardevano con forza e il fuoco cominciava a intaccare anche le travi di quercia.
Aldred usc dal monastero, seguito dagli altri monaci, tutti armati di pentole, giare e barilotti. "Andate a valle!" grid Edgar, accompagnando le parole con un gesto del braccio. Aldred guid i confratelli nel fiume sullaltro lato del ponte e tutti cominciarono a gettare acqua sulle fiamme.
Presto lintero villaggio si un a loro. Quelli che sapevano nuotare attraversarono il fiume gelido e attaccarono le fiamme dallaltro lato del ponte. Edgar vide con disperazione che anche nella parte pi vicina stavano perdendo la battaglia.
Madre Agatha arriv con altre due monache a bordo della sua barchetta.
Leaf, la moglie pi anziana di Dreng, che probabilmente era intontita dalla birra oltre che dal sonno, usc barcollando dal fiume, esausta. Edgar la vide e temette che potesse ricadere allindietro verso le fiamme. La donna croll in ginocchio nel fango del fiume e oscill. Riusc a rimettersi dritta, ma non prima che i suoi capelli prendessero fuoco.
Lanci un urlo di dolore, scatt in piedi e cominci a correre lontano dallacqua, che invece avrebbe potuto salvarla. Ethel la insegu, ma Edgar fu pi veloce. Moll il secchio e si mise a correre. Raggiunse Leaf quasi subito ma vide che era gi ustionata gravemente e la pelle del volto, annerita, si stava screpolando. La gett a terra. Non cera tempo per portarla al fiume: sarebbe morta prima di arrivarci. Edgar si tolse la tunica e glielavvolse intorno alla testa, soffocando le fiamme allistante.
Madre Agatha comparve al suo fianco. Si chin e con movimenti delicati stacc la tunica di Edgar dalla testa di Leaf. Era tutta bruciacchiata, e alle fibre di lana si erano attaccati dei capelli e dei brandelli di pelle. Agatha pos la mano sul petto di Leaf per sentire il battito del cuore, poi scosse la testa con aria affranta.
Ethel scoppi a piangere.
Edgar sent un forte scricchiolio, come il gemito di un gigante, e poi un enorme tonfo. Si volt e vide che lestremit pi lontana del ponte era crollata.
Intravide qualcosa sullargine che attir la sua attenzione. Senza curarsi del fatto che era nudo come un verme, si avvicin allacqua e lo raccolse. Era uno straccio parzialmente bruciato. Lo annus. Come sospettava, era stato intinto nel catrame.
Alla luce delle fiamme morenti vide i suoi fratelli, Erman e Eadbald, che correvano lungo largine arrivando dal podere. Cwenburg era subito dietro di loro, con Beorn - il suo piccino di diciotto mesi - in braccio e Winnie, che ora aveva quattro anni, per mano. Adesso cera proprio tutto il villaggio.
Mostr lo straccio a Aldred. "Guardate."
Sulle prime Aldred non cap. "Che cos?"
"Uno straccio imbevuto di catrame e incendiato.  caduto in acqua e si  spento."
"Vuoi dire che era legato al ponte?"
"Secondo voi come ha fatto a prendere fuoco?" Cominciarono tutti ad affollarsi intorno a Edgar per sentire. "Non c stato nessun temporale, nessun fulmine. Una casa pu prendere fuoco perch ha un focolare al centro, ma cosa potrebbe incendiare un ponte che sta in mezzo allacqua?"
Il freddo si impossess del suo corpo nudo e lui cominci a tremare.
" stato qualcuno" disse Aldred.
"Quando ho scoperto lincendio, il ponte stava bruciando in una dozzina di punti diversi. Un incendio accidentale inizia in un punto. Questo  un incendio doloso."
"Ma chi pu essere stato?"
Bucca ascoltava. "Devessere stato Dreng" disse. "Odia il ponte." Lui, invece, lo adorava perch grazie al ponte i suoi affari erano aumentati di molto.
Bebbe la Grassona li ud. "Se  stato Dreng, ha ammazzato sua moglie" disse.
I monaci si fecero il segno della croce e il vecchio Tatwine disse: "Dio benedica la sua anima".
"Dreng  a Shiring" osserv Aldred. "Non pu essere stato lui ad appiccare il fuoco."
"E allora chi  stato?" ribatt Edgar.
Nessuno sapeva cosa rispondere.
Edgar osserv le fiamme che si stavano estinguendo, e cerc di valutare la situazione. Lestremit pi lontana del ponte era scomparsa. In quella pi vicina le braci ardevano ancora, e lintera struttura pendeva pericolosamente verso valle.
Era un danno irreparabile.
Blod gli si affianc portando un mantello. Dopo un attimo, Edgar cap che era il suo. Blod doveva essere andata a casa sua a prenderlo. In mano stringeva anche le sue scarpe.
Edgar si avvolse nel mantello. Tremava troppo per riuscire a mettersi le scarpe e cos Blod si inginocchi davanti a lui e gliele infil.
"Grazie" disse lui.
E poi scoppi a piangere.


Capitolo 31.

Giugno 1002.
In sella al suo cavallo, Ragna osservava dallalto della collina il villaggio di Drengs Ferry. Con le sue travi annerite e spezzate, il ponte distrutto spiccava come un patibolo in mezzo a una piazza. Sullaltro lato del fiume non restava nulla a parte il palo di ancoraggio saldamente infisso nel terreno: i barconi e la struttura che questi sorreggevano si erano staccati e le rive a valle erano disseminate di travi annerite. Sulla sponda pi vicina i barconi erano ancora al loro posto, ma la struttura e la carreggiata erano crollate e ora formavano un ammasso disordinato di legname.
Ragna provava pena per Edgar. Ogni volta che si incontravano a Outhenham o a Shiring, lui parlava con passione del suo ponte: la sfida di costruire dentro il fiume, la necessit di una struttura abbastanza robusta da sostenere il peso di carri carichi di merci, la bellezza degli incastri accurati. Ci aveva messo lanima in quel ponte, e adesso doveva essere disperato.
Nessuno sapeva chi avesse appiccato lincendio, eppure Ragna non aveva dubbi su chi ci fosse dietro. Soltanto il vescovo Wynstan poteva essere tanto malvagio da fare una cosa del genere, e tanto astuto da passarla liscia.
Sperava di vedere Edgar quel giorno, per parlare della cava, ma non sapeva se fosse l o a Outhenham. Le sarebbe dispiaciuto non trovarlo. Ma non era quello il motivo della sua visita.
Sfior i fianchi di Astrid con i talloni e scese lentamente la collina, accompagnata da Wilwulf e dal suo seguito. Aveva portato Agnes con s, come cameriera personale: Cat era rimasta alla cittadella per badare ai bambini. Ragna era scortata da Bern e da sei armigeri.
Adesso Wilf passava le giornate con Ragna, che si prendeva cura di lui, e le notti con Carwen. Faceva quello che gli pareva, come aveva sempre fatto: in questo non era cambiato. Considerava Ragna come un tavolo su cui era disposto un banchetto dal quale poteva scegliere ci che voleva, tralasciando tutto il resto. Aveva amato il suo corpo finch le sue attenzioni non erano ricadute su unaltra. Contava pi che mai sulla sua intelligenza perch lo aiutasse a governare e si comportava come se lei avesse la stessa sensibilit del suo cavallo preferito.
Da quando si era ripreso fisicamente, Ragna aveva la sensazione che lui fosse in pericolo, un sentore che diventava sempre pi forte. Era venuta a Drengs Ferry proprio per questo. Aveva un piano ed era l per trovare il sostegno necessario.
Drengs Ferry odorava di birra in fermentazione, come sempre. Pass davanti a una casa con dei pesci argentei esposti su una lastra di pietra: il villaggio adesso aveva il suo pescivendolo. E la chiesetta era stata ampliata sul lato nord.
Quando Ragna e Wilf arrivarono al monastero, Aldred e i monaci erano gi allineati fuori per accoglierli. Wilf e gli altri uomini avrebbero passato l la notte; Ragna e Agnes avrebbero dormito al convento sullisola dei Lebbrosi. Ragna sapeva che sarebbe stata accolta con fin troppo calore da madre Agatha.
Per qualche motivo le torn in mente il suo primo incontro con Aldred, a Cherbourg. Era bello come allora, ma il suo volto era solcato da rughe che cinque anni prima non cerano. Non aveva neppure quarantanni, calcol Ragna, ma sembrava pi vecchio.
"Gli altri sono gi arrivati?" gli chiese dopo averlo salutato.
"Aspettano in chiesa, come da vostre istruzioni" rispose lui.
Ragna si volt verso Wilf. "Perch non vai alla stalla con gli uomini per accertarti che i cavalli siano ben accuditi?"
"Buona idea" rispose Wilf.
Ragna si avvi con Aldred verso la chiesa. "Vedo che avete costruito una nuova ala" disse lei, mentre si avvicinavano allingresso.
"Grazie alla pietra che voi mi avete donato, e a un costruttore che prende lezioni di lettura anzich farsi pagare."
"Edgar."
"Ovviamente. Il nuovo transetto ospita una cappella dedicata alle reliquie di santAdolfo."
Entrarono. Nella navata era stato sistemato un tavolo su cui erano posati della pergamena, un boccettino di inchiostro, e un coltellino per affilare la punta delle penne doca. Seduti sulle panche ai lati del tavolo cerano il vescovo Modulf di Norwood e lo sceriffo Den.
Ragna si sentiva sicura dellappoggio di Aldred. Den, lo sceriffo dallespressione dura, aveva gi dato il proprio consenso. Non era certa di come avrebbe reagito Modulf, un uomo ossuto dalla mente acuta. Lavrebbe aiutata solo se il suo piano lo avesse convinto.
Ragna sedette con loro. "Vi ringrazio, signor vescovo, e anche voi, sceriffo, per aver accettato di incontrarmi qui."
" sempre un piacere, mia signora" rispose Den.
"Sono impaziente di conoscere il motivo di questo misterioso invito" replic Modulf cauto.
Ragna and dritta al dunque. "Adesso laldermanno Wilwulf fisicamente sta bene, ma quando cenerete con lui stasera vi interrogherete sullo stato del suo intelletto. Vi dico gi che mentalmente non  pi luomo dun tempo, e tutto lascia intendere che non torner mai pi normale."
Den annu. "Mi chiedevo..."
"Cosa intendete di preciso quando dite mentalmente?" domand Modulf.
"La sua memoria va e viene, e ha difficolt con i numeri. Questo lo porta a compiere errori imbarazzanti. Si  rivolto a Deorman, il signore di Norwood, chiamandolo Emma e gli ha offerto mille libbre per il suo cavallo. Se io sono presente, cio quasi sempre, rido e cerco di minimizzare."
"Questa  una pessima notizia."
"Sono certa che Wilf non  in grado di guidare un esercito contro i vichinghi."
"Qualche minuto fa ho notato che gli avete detto di andare nella stalla con gli uomini, e lui vi ha obbedito come un bambino" disse Aldred.
Ragna annu. "Il vecchio Wilf sarebbe andato su tutte le furie nel sentirsi dare ordini dalla moglie. Ma ora ha perso tutta la sua aggressivit."
"La faccenda  seria" comment Den.
Ragna prosegu. "Il pi delle volte la gente si accontenta delle mie spiegazioni, ma non durer. Gli uomini pi avveduti si sono gi accorti di questo cambiamento, come hanno fatto Aldred e Den, e non ci vorr molto prima che la gente cominci a parlarne apertamente."
"Un aldermanno debole  unopportunit per un signore ambizioso e privo di scrupoli" osserv Den.
"Cosa credete che possa succedere, sceriffo?" chiese Aldred.
Den non rispose subito.
"Io credo che qualcuno possa ucciderlo" disse Ragna.
Den fece un cenno col capo: era quello che pensava anche lui, ma esitava a dirlo apertamente.
Ci fu un lungo silenzio.
Alla fine Modulf chiese: "Ma cosa possiamo farci Aldred, Den e io?".
Ragna represse un sospiro soddisfatto. Era riuscita a dimostrare il suo punto di vista. Aveva convinto il vescovo che cera un problema. Adesso doveva fargli accettare la soluzione.
"Io credo che ci sia un solo modo per proteggerlo" rispose. "Deve fare testamento. Sar scritto in inglese, in modo che Wilf lo possa leggere."
"E anchio" disse Den. Spesso i nobili e i rappresentanti del re sapevano leggere in inglese ma non conoscevano il latino.
"E cosa dovrebbe esserci scritto in questo testamento?" domand Modulf.
"Nominer nostro figlio Osbert erede del suo patrimonio e del titolo, e me sua tutrice finch lui non sar maggiorenne. Wilf lo firmer oggi, qui nella chiesa, e chiedo a voi tre di fare da testimoni e sottoscrivere il documento."
"Io non sono un uomo di mondo" disse Modulf. "Temo di non capire come questo possa proteggere Wilwulf dallessere assassinato."
"Lunico motivo per ucciderlo  la speranza di succedergli nella carica di aldermanno. Il testamento che nomina Osbert suo successore eviter questo rischio."
Den, che era il rappresentante del re a Shiring, osserv: "Un testamento di questo tenore non avr alcuna validit a meno che non sia avallato dal re".
"Certo" disse Ragna. "Quando avr i vostri nomi su quella pergamena, la porter al re Etelredo e chieder il suo consenso."
"Il re acconsentir?" chiese Modulf.
"Il titolo di aldermanno non  ereditario.  prerogativa del re scegliere chi ricopre la carica" rispose Den.
"Io non so cosa far il re" disse Ragna. "So soltanto che devo chiederglielo."
"Dove si trova il re adesso... qualcuno lo sa?" domand Aldred.
"Si d il caso che sia in viaggio verso sud" rispose Den. "Sar a Sherborne fra tre settimane."
"Lo incontrer l" disse Ragna.
Edgar sapeva che Ragna era arrivata a Drengs Ferry, ma non era certo che lavrebbe vista. Era con Wilwulf, ed erano venuti per incontrarsi al monastero con altri due importanti personaggi la cui identit era stata tenuta segreta. Per questo fu sorpreso e felicissimo nel vederla entrare nella sua casa.
Era come quando spunta il sole da dietro una nuvola. Rimase senza fiato, come se avesse corso in salita. Lei sorrise e lui fu luomo pi felice della terra.
Ragna si guard attorno e allimprovviso lui vide la propria casa attraverso i suoi occhi: la fila ordinata di attrezzi appesi alla parete, il barilotto di vino e la moscaiola, la pentola sopra il fuoco da cui si levava un gradevole profumo di erbe, Brindle che agitava la coda in segno di saluto.
Ragna indic la scatola posata sul tavolo. " bellissima" disse. Laveva costruita Edgar, e vi aveva inciso sopra dei serpenti attorcigliati, simbolo della saggezza. "Cosa tieni dentro una scatola cos bella?" chiese lei.
"Una cosa preziosa. Un vostro dono." Edgar sollev il coperchio.
Dentro cera un libriccino intitolato Enigmata, una raccolta di enigmi in rima, uno dei preferiti di Ragna. Glielo aveva regalato quando lui aveva imparato a leggere. "Non sapevo che avessi costruito una scatola proprio per quello" disse lei. "Che bel pensiero."
"Devo essere lunico costruttore di tutta lInghilterra che possiede un libro."
Lei gli rivolse di nuovo quel sorriso e disse: "Non esistono due persone come te, Edgar".
Lui avvert unondata di calore in tutto il corpo.
"Mi dispiace tanto che il ponte sia bruciato" prosegu lei. "Sono sicura che c sotto lo zampino di Wynstan."
"Lo penso anchio."
"Riuscirai a ricostruirlo?"
"S, ma a che scopo? Potrebbero incendiarlo di nuovo. Se l cavata una volta, potrebbe rifarlo."
"Gi."
Edgar era stufo di parlare del ponte e per cambiare argomento le chiese: "Come state?".
Lei parve sul punto di dare una risposta di circostanza, ma poi cambi idea. "A dirti la verit, sono profondamente infelice."
Edgar fu preso alla sprovvista. Era una confessione intima. "Mi dispiace" disse. "Cos successo?"
"Wilwulf non mi ama, e non so se mi abbia mai amato, per come io intendo lamore."
"Ma... sembravate cos presi luno dallaltra."
"Oh, per un certo periodo non poteva fare a meno di me, ma poi gli  passata. Ora mi tratta come uno dei suoi amici.  un anno che non viene nel mio letto."
Edgar non pot fare a meno di sentirsi felice per questo. Era un pensiero indegno, e sper che non trasparisse dalla sua espressione.
Ragna non parve accorgersene. "La notte preferisce la sua schiava" disse, con una nota di disprezzo nella voce. "Ha quattordici anni."
Edgar avrebbe voluto esprimerle la sua solidariet, ma era difficile trovare le parole. " una vergogna."
"E non  quello che ha promesso quando ci siamo scambiati i voti nuziali!" esclam Ragna, sfogando la propria rabbia. "Io non ho mai acconsentito a questo tipo di matrimonio."
Edgar voleva che lei continuasse a parlare perch desiderava saperne di pi. "E cosa provate per Wilf adesso?"
"Per lungo tempo ho cercato di continuare ad amarlo, ho sperato che tornasse da me, ho sognato che si stancasse delle altre. Ma ora  successo qualcosaltro. La ferita alla testa che ha riportato lo scorso anno ha compromesso la sua mente. Luomo che ho sposato non esiste pi. Il pi delle volte mi sorge il dubbio che lui non si ricordi neppure di essere sposato con me. Mi tratta come se fossi sua madre." Gli occhi di Ragna si riempirono di lacrime.
Edgar allung una mano esitante verso di lei. Ragna non si ritrasse. Le prese entrambe le mani e fu estasiato quando sent le dita di lei stringersi intorno alle sue. Guard il suo volto e si sent pi vicino allappagamento di quanto fosse mai stato. Osserv le lacrime sgorgare dai suoi occhi e scendere lungo il viso, gocce di pioggia su petali di rose. Lespressione di lei era una maschera di dolore, ma per Edgar non era mai stata tanto bella. Rimasero cos a lungo.
"Per sono ancora sposata" disse lei alla fine e ritrasse le mani.
Lui rest in silenzio.
Ragna si asciug la faccia con la manica della veste. "Posso avere un sorso di vino?"
"Tutto quello che desiderate." Edgar spill il vino dal barilotto in una coppa di legno.
Lei lo bevve e gli restitu la coppa. "Grazie." Sembrava tornata alla normalit. "Devo attraversare il fiume per andare al convento."
"Non permettete a madre Agatha di baciarvi troppo" disse lui con un sorriso. Agatha era simpatica a tutti, ma aveva le sue debolezze.
"Talvolta  di conforto essere amati" disse Ragna. Lo guard negli occhi e Edgar cap che parlava di lui oltre che di Agatha. Si sent frastornato. Aveva bisogno di tempo per rifletterci.
"Come ti sembro? Capiranno cosa abbiamo fatto?" disse lei dopo un momento.
E cosabbiamo fatto? si chiese Edgar. "State benissimo" rispose. Che cosa stupida da dire pens e aggiunse: "Sembrate un angelo triste".
"Vorrei tanto avere i poteri di un angelo" rispose lei. "Pensa a cosa potrei fare."
"Cosa fareste come prima cosa?"
Lei sorrise scrollando la testa, si volt e usc.
Ancora una volta Wynstan si ritrov a parlare con Agnes in un angolo del presbiterio, un punto vicino allaltare ma invisibile dalla navata. Sullaltare cera una Bibbia e, vicino ai suoi piedi, uno scrigno contenente lacqua santa e le ostie consacrate. Wynstan non si faceva scrupolo a occuparsi delle sue faccende nella parte pi sacra della chiesa. Lui venerava Geova, il Dio del Vecchio Testamento che aveva ordinato lo sterminio dei cananei. Quello che andava fatto andava fatto, e Dio non sapeva che farsene delle persone troppo timorose.
Agnes era euforica ma nervosa. "Non conosco tutta la storia, per devo raccontarvela comunque" esord.
"Sei una donna saggia" disse lui. Non lo era affatto, ma aveva bisogno che si calmasse. "Tu raccontami cosa  successo, e lascia che sia io a interpretarne il significato."
"Ragna si  recata a Drengs Ferry."
Wynstan lo aveva saputo, ma non aveva idea del perch ci fosse andata. Non cera niente che potesse interessarle in quel villaggio sperduto. Certo, aveva un debole per il giovane costruttore, ma il vescovo era sicuro che non si facesse sbattere da lui. "Cosa  andata a fare?"
"Lei e Wilf si sono incontrati con Aldred e altri due uomini. Non si doveva venire a sapere chi fossero, ma  un posto piccolo e io li ho visti. Erano il vescovo Modulf di Norwood e lo sceriffo Den."
Wynstan aggrott la fronte. Era interessante ma poneva pi interrogativi di quanti ne chiarisse. "Hai sentito qualche pettegolezzo sullo scopo dellincontro?"
"No, ma credo che abbiano fatto da testimoni alla firma di una pergamena."
"Un accordo scritto" disse Wynstan, parlando tra s. "E immagino che tu non abbia avuto occasione di vederlo."
Lei sorrise. "Cosa avrebbe potuto dirmi?" Non sapeva leggere, ovviamente.
"Chiss cosha in mente quella puttana francese" disse Wynstan, pensando a voce alta. La maggior parte dei documenti riguardava la vendita, laffitto o il dono di terre. Ragna aveva convinto Wilf a trasferire della terra al priore Aldred, o al vescovo Modulf, come opera di carit? Ma per quello non era necessario un incontro segreto. Anche i contratti di matrimonio potevano essere messi per iscritto, se cera un passaggio di propriet, per non gli risultava che a Drengs Ferry ci fosse stato un matrimonio. Le nascite non venivano annotate, neppure quelle dei reali, ma i decessi s... e poi cerano i testamenti. Qualcuno aveva fatto testamento? Ragna poteva aver convinto Wilf a farlo. Lui non si era ripreso del tutto dalla ferita alla testa, e avrebbe ancora potuto morirne.
Pi Wynstan ci pensava, pi si convinceva che lo scopo dellincontro clandestino fosse stato convincere laldermanno a redigere e firmare un testamento segreto.
Il problema era che il testamento di un nobile significava ben poco. Il re poteva disporre a suo piacimento di tutte le propriet dei nobili deceduti, comprese quelle delle vedove. Nessun testamento aveva valore a meno che non fosse stato ratificato in precedenza dal re.
"Hai sentito per caso se qualcuno aveva intenzione di andare a parlare con il re Etelredo?" chiese ad Agnes.
"Come fate a saperlo? Siete cos intelligente!" esclam Agnes. "S, ho sentito il vescovo Modulf dire che avrebbe visto Ragna a Sherborne quando il re andava l."
"Ho capito" disse Wynstan risoluto. "Ha scritto il testamento di Wilf, lha fatto firmare da tre testimoni, un vescovo, uno sceriffo e un priore, e ora chieder al re di approvarlo."
"Perch dovrebbe farlo?"
"Pensa che Wilf morir e vuole che suo figlio erediti tutto." Wynstan ci riflett e aggiunse: "Avr convinto Wilf a nominarla tutrice di Osborne finch questi non diventer maggiorenne. Ne sono sicuro".
"Ma anche Garulf  figlio di Wilf, e ha ventanni. Il re preferir lui rispetto a un bambino."
"Purtroppo Garulf  uno stolto e il re lo sa. Lanno scorso Garulf ha sacrificato gran parte dellesercito di Shiring in un unico, sconsiderato combattimento, ed Etelredo era furioso per la perdita di tutti quei soldati. Ragna  una donna, ma  furba come una volpe, e probabilmente il re preferir avere lei a capo di Shiring piuttosto che Garulf."
"Voi capite proprio tutto" disse Agnes con ammirazione.
Lo guardava con occhi adoranti, e lui si chiese se non fosse il caso di gratificare il suo evidente desiderio, ma decise che era meglio tenerla sulla corda. Le sfior la guancia, come se stesse per mormorarle qualche parolina dolce, ma invece disse: "Dove potrebbe conservarlo un documento cos, Ragna?".
"In casa, chiuso nel forziere insieme al denaro" rispose Agnes con un sussurro appassionato.
Lui le diede un bacio leggero sulle labbra. "Grazie. Ora  meglio che tu vada."
La osserv mentre si allontanava. Aveva una bella figura ancora snella. Forse un giorno le avrebbe concesso quello che desiderava.
Le notizie che gli aveva portato, per, erano preoccupanti. Potevano significare la scomparsa definitiva della sua potente famiglia. Doveva parlarne con suo fratello minore. Il caso voleva che Wigelm si trovasse a Shiring e alloggiasse nella residenza del vescovo, ma Wynstan voleva formulare un piano dazione prima di parlargli della cosa. Rest nella cattedrale, solo, grato dellopportunit di poter riflettere in santa pace.
Mentre meditava sul da farsi, gli fu chiaro che i suoi guai non sarebbero finiti finch non avesse distrutto Ragna. Il problema non era soltanto il testamento. In quanto moglie di un aldermanno inabile, Ragna aveva potere ed era abbastanza intelligente e determinata da sfruttarlo al massimo.
Qualunque decisione avesse preso, doveva agire in fretta. Se Etelredo avesse ratificato il testamento, le sue clausole sarebbero state come scolpite nella pietra: da quel momento in poi, lui non avrebbe pi potuto fare nulla per cambiare le cose. Era necessario impedire a Ragna di sottoporlo al re.
Etelredo era atteso a Sherborne da l a diciotto giorni.
Wynstan usc dalla cattedrale e attravers la piazza del mercato diretto alla sua residenza. Trov Wigelm al piano superiore, seduto su una panca, che affilava un pugnale con una pietra. Alz lo sguardo e disse: "Che faccia scura! Cos successo?".
Wynstan allontan in malo modo due servitori e chiuse la porta. "Tra un minuto verr anche a te, la faccia scura" rispose e gli raccont quanto gli aveva riferito Agnes.
"Re Etelredo non deve vedere quel testamento!" esclam Wigelm.
"Ovviamente.  un coltello puntato alla mia gola, e anche alla tua."
Wigelm ci pens su qualche istante e poi disse: "Dobbiamo mettere le mani su quel documento e distruggerlo".
Wynstan sospir. Certe volte aveva limpressione di essere lunico che capiva qualcosa. "La gente fa delle copie dei documenti per mettersi al riparo da evenienze di questo genere. Suppongo che tutti e tre i testimoni si siano portati via da Drengs Ferry un duplicato. Nella remota ipotesi che non esistano copie, Ragna potrebbe scriverne un altro e farlo firmare ai testimoni."
Wigelm assunse la solita espressione petulante. "E allora cosa possiamo fare?"
" necessario impedire che questa situazione vada avanti."
"Sono daccordo."
"Dobbiamo privare Ragna del suo potere."
"Io sono favorevole."
Wynstan lo guidava passo passo. "Il suo potere dipende da Wilf."
"E noi non vogliamo toglierlo a lui."
"No." Wynstan fece un sospiro. "Odio dirlo, ma tutti i nostri problemi sarebbero risolti se Wilf morisse presto."
Wigelm si strinse nelle spalle. "Questo sta nelle mani del Signore, come dite voi preti."
"Forse."
"Come, forse?"
"La sua dipartita potrebbe essere affrettata."
Wigelm era disorientato. "Cosa stai dicendo?"
"C ununica soluzione."
"Su, avanti, sputa il rospo."
"Dobbiamo uccidere Wilf."
"Ah ah!" scoppi a ridere Wigelm.
"Dico sul serio."
Wigelm era senza parole. "Ma  nostro fratello!"
"Fratellastro. E sta perdendo la ragione. Praticamente  sotto il controllo di quella vacca francese, cosa che lo riempirebbe di vergogna se non fosse cos demente da non capire cosa sta succedendo. Sar un gesto di misericordia mettere fine alla sua esistenza."
"Tant..." Wigelm abbass la voce anche se cerano soltanto loro due nella stanza. "Uccidere un fratello!"
"Quello che va fatto va fatto."
"Non possiamo" disse Wigelm. " fuori questione. Escogita unaltra soluzione. Sei tu il grande pensatore."
"E io penso che non ti piacer quando verrai sostituito, come primo magistrato di Combe, da qualcuno che consegna le tasse allaldermanno senza tenerne un quinto per s."
"Pensi che Ragna mi sostituirebbe?"
"In un baleno. Lo avrebbe gi fatto, se non fosse che nessuno crederebbe che sia la volont di Wilf. Ma tolto di mezzo lui..."
Wigelm era pensieroso. "Re Etelredo non lo accetterebbe."
"Perch no?" ribatt Wynstan. "Lui stesso ha fatto una cosa del genere."
"S, ho sentito parlare di quella storia."
"Ventiquattro anni fa il re era Edoardo, il fratellastro maggiore di Etelredo. Etelredo viveva con sua madre, Elfrida, che era la matrigna del re. Edoardo and a trovarli e fu ucciso dai loro armigeri. Etelredo fu incoronato lanno dopo."
"Doveva avere s e no dodici anni."
Wynstan si strinse nelle spalle. "Era giovane? S. Innocente? Solo Dio lo sa."
Wigelm aveva unespressione dubbiosa. "Non possiamo uccidere Wilf. Ha una squadra di guardie del corpo, comandate da Bern il Gigante, che  un normanno al servizio di Ragna da una vita."
Verr il giorno in cui io non sar qui a pensare per tutta la famiglia riflett Wynstan. Chiss se allora se ne staranno l a far nulla, come un tiro di buoi quando il contadino si allontana.
"Ucciderlo  facile" disse. " del dopo che dobbiamo preoccuparci. Dovremo passare allazione nellattimo stesso in cui muore, mentre Ragna  ancora sconvolta. Non vogliamo eliminare Wilf solo per scoprire che lei prender comunque il potere. Dobbiamo diventare padroni di Shiring prima che lei ritrovi il controllo di s."
"E come facciamo?"
"Ci serve un piano."
Ragna non era del tutto convinta dellopportunit di quella festa.
Gytha si present da lei con una richiesta ragionevole. "Dovremmo festeggiare la guarigione di Wilf" disse. "Dobbiamo far sapere a tutti che  tornato in forze e sta bene."
Non era cos, ovviamente, ma era importante fingere che lo fosse. Ragna, per, non gradiva che lui bevesse troppo: adesso, quando si ubriacava, diventava pi confuso che mai. "Che genere di festeggiamento avete in mente?" chiese, per prendere tempo.
"Una festa" rispose Gytha. "Di quelle che piacciono a lui" aggiunse, pungente. "Con delle ragazze che ballano, non con dei poeti."
Aveva diritto a un po di svago, riflett Ragna assalita dai sensi di colpa. "E un giocoliere" disse. "E magari anche un giullare?"
"Sapevo che sareste stata daccordo" si affrett a dire Gytha, prima che Ragna ci ripensasse.
"Devo partire per Sherborne il primo di luglio" disse Ragna. "Facciamola la sera prima."
La mattina fece i suoi piani e prepar i bagagli. Era pronta a partire il giorno dopo, ma prima doveva partecipare al festeggiamento.
Gytha don un barile di idromele. Fatto con il miele fermentato, lidromele era dolce e forte, e gli uomini si ubriacavano in fretta. Ragna non avrebbe permesso di servirlo se glielo avessero chiesto, ma non voleva sembrare una guastafeste e non fece obiezioni. Poteva solo sperare che Wilf non bevesse troppo. Parl con Bern e gli ordin di restare sobrio, in modo da poter badare a Wilf se necessario.
Wilf e i suoi fratelli erano in vena di festeggiare, ma sembrava che bevessero con moderazione. Alcuni degli armigeri non erano altrettanto assennati, forse perch per loro lidromele era un piacere raro, e la serata divenne chiassosa.
Il giullare era molto divertente e and pericolosamente vicino a ridicolizzare Wynstan, fingendo di essere un prete e benedicendo una danzatrice e poi afferrandola per i seni. Fortunatamente Wynstan non si offese e rise di cuore insieme agli altri.
Scese loscurit, furono accese le lanterne e si sparecchi la tavola, ma le libagioni proseguirono. Alcuni furono colti dalla sonnolenza, altri dal desiderio. Gli adolescenti amoreggiavano, le donne sposate ridevano quando gli amici dei mariti si prendevano piccole libert. Se qualcuno si prese delle grosse libert, accadde fuori, nel buio.
Wilf cominci ad accusare la stanchezza. Ragna stava per suggerire che Bern lo accompagnasse a letto, ma ci pensarono i suoi fratelli: uno per parte lo presero sottobraccio e lo portarono fuori.
Carwen si affrett a seguirli.
Ragna chiam Bern. "Le guardie del corpo sono praticamente tutte ubriache. Voglio che tu faccia la guardia tutta la notte."
"S, mia signora" rispose Bern.
"Potrai dormire domani mattina."
"Grazie."
"Buonanotte, Bern."
"Buonanotte, mia signora."
Wynstan e Wigelm si ritirarono nella casa di Gytha e restarono alzati fino alle ore piccole, scambiando qualche parola ogni tanto e cercando di non addormentarsi.
Wynstan aveva esposto il suo piano a Gytha e lei era inorridita allidea che i suoi figli volessero uccidere il fratellastro. Aveva messo in dubbio la conclusione a cui era arrivato in merito al documento stilato a Drengs Ferry: come poteva essere sicuro che si trattasse del testamento di Wilf? Wynstan fu in grado di rassicurarla: per puro caso aveva avuto conferma delle sue supposizioni. Il vescovo Modulf si era confidato con Deorman, il signore di Norwood, e questi lo aveva riferito a Wynstan.
Alla fine Gytha aveva dato il suo consenso al piano, come Wynstan aveva previsto. Quel che va fatto va fatto aveva detto. Ma non era tranquilla.
Wynstan era teso. Se le cose si fossero messe davvero male, e il loro piano fosse stato scoperto, sia lui sia Wigelm sarebbero stati giustiziati per alto tradimento.
Aveva cercato di immaginare ogni possibile ostacolo e come superarlo, ma cerano sempre degli imprevisti, e quel pensiero lo logorava.
Quando valut che fosse il momento giusto, si alz. Prese una lampada, una cinghia di pelle e una piccola sacchetta di tessuto, tutte cose che aveva preparato prima.
Anche Wigelm si alz e con un gesto nervoso port la mano al pugnale custodito nel fodero appeso alla cintura.
"Non fatelo soffrire, per favore" disse Gytha.
"Far del mio meglio" rispose Wigelm.
"Non  mio figlio, ma ho amato suo padre. Ricordatevelo."
"Ce lo ricorderemo, madre" rispose Wynstan.
I due fratelli si avviarono.
Ecco, ci siamo pens Wynstan.
Cerano sempre delle guardie del corpo fuori dalla casa di Wilf: una davanti alla porta e una su ogni angolo frontale delledificio. Wigelm le aveva osservate per due notti, un po attraverso le fessure nelle pareti della casa di Gytha, un po uscendo a pisciare frequentemente. Aveva scoperto che tutti e tre gli uomini passavano gran parte della notte seduti a terra, con la schiena appoggiata alla casa, e che si appisolavano spesso. Quella notte dovevano essere storditi dalla sbornia e non si sarebbero accorti che due uomini stavano entrando nella casa che avrebbero dovuto sorvegliare.
Se fossero stati svegli, per, Wynstan aveva gi una scusa pronta.
Le guardie dormivano, ma rimase sorpreso nel trovare Bern davanti alla porta di Wilf.
"Dio sia con voi, mio signor vescovo, e con voi, mio signore Wigelm" disse Bern col suo accento francese.
"E con te." Wynstan si riprese in fretta dalla sorpresa e mise in atto il piano di riserva che aveva ideato casomai le guardie non fossero state addormentate. "Dobbiamo svegliare Wilf" disse, parlando a voce alta e chiara. " unemergenza." Lanci unocchiata alle altre due guardie, che continuavano a dormire della grossa. Improvvisando, disse a Bern: "Vieni dentro con noi... devi sentire anche tu".
"S, mio signore." Bern aveva laria perplessa, e ne aveva ben donde: come potevano aver saputo di questa emergenza i due fratelli, nel cuore della notte, quando nella cittadella non era entrato alcun messaggero? Eppure, per quanto perplesso, apr la porta. Il suo compito era proteggere Wilf, ma non gli pass per la mente che laldermanno corresse qualche pericolo con i fratelli.
Wynstan sapeva esattamente cosa sarebbe stato necessario fare per controbilanciare la presenza inaspettata di Bern... Per lui era ovvio, ma Wigelm lavrebbe capito? Il vescovo poteva solo sperarlo.
Wynstan entr, avanzando sulla paglia senza far rumore. Wilf e Carwen dormivano nel letto, avvolti nelle coperte. Wynstan pos la lampada e la sacchetta di stoffa sul tavolo ma tenne in mano la cinghia. Poi si volt a guardare.
Bern stava chiudendo la porta. Wigelm estrasse il pugnale. Wynstan ud un rumore provenire dal letto.
Guard le due figure sdraiate e vide che Carwen stava aprendo gli occhi.
Afferr le estremit della cinghia e la tenne tesa tra le mani. Contemporaneamente, si appoggi su un ginocchio accanto alla schiava. Lei si svegli in fretta, si tir a sedere e, terrorizzata, apr la bocca per urlare. Wynstan le pass la cintura sopra la testa e la fece scendere sulla bocca aperta di Carwen, come la mordacchia di un cavallo, e tir forte. Cos imbavagliata, lei poteva emettere soltanto qualche gorgoglio disperato. Wynstan tir ancora la cinghia, girandola, poi si volt a guardare.
Vide Wigelm tagliare la gola a Bern con un colpo di pugnale deciso. Ben fatto pens Wynstan. Il sangue usc a fiotti e Wigelm si scost con un salto. Bern cadde a terra. Lunico rumore fu il tonfo del corpo sul pavimento.
Ecco si disse Wynstan. Adesso non si pu pi tornare indietro.
Si gir di nuovo verso il letto e vide che Wilf si stava svegliando. I grugniti di Carwen si fecero ancor pi disperati. Wilf spalanc gli occhi. Si mise a sedere di scatto e allung la mano verso il coltello posato accanto al letto.
Ma Wigelm fu pi veloce di lui. In due falcate arriv al letto e si gett su Wilf proprio mentre questi afferrava larma. Wigelm cal la mano che stringeva il pugnale, ma Wilf alz il braccio sinistro e la devi. Poi moll un fendente con il coltello, per Wigelm riusc a schivarlo.
Wigelm sollev il braccio per sferrare un altro colpo, ma Carwen si mosse allimprovviso, cogliendo di sorpresa Wynstan, che non la teneva stretta come avrebbe dovuto. Ancora imbavagliata, si lanci addosso a Wigelm, tempestandolo di pugni e cercando di graffiargli la faccia. Wynstan impieg qualche istante prima di riuscire a tirarla indietro con uno strattone. Si lanci su di lei, atterrandole addosso con entrambe le ginocchia. Sempre stringendo la cintura con la mano destra, estrasse il pugnale con la sinistra.
Wilf e Wigelm stavano ancora lottando e sembrava che nessuno dei due fosse riuscito a sferrare un colpo decisivo. Wynstan vide Wilf aprire la bocca per urlare. Sarebbe stato un disastro: il suo piano prevedeva un omicidio silenzioso. Wynstan si sporse verso Wilf mentre dalla sua gola saliva un grido. Chiamando a raccolta tutta la forza del braccio sinistro, affond il pugnale nella bocca di Wilf e glielo conficc in gola pi a fondo che pot.
Il grido fu stroncato sul nascere.
Per un istante Wynstan rimase paralizzato dallorrore. Vide il panico della sofferenza estrema negli occhi di Wilf e con uno strattone estrasse il pugnale, quasi che questo potesse in qualche modo mitigare il dolore.
Wilf emise un gorgoglio strozzato e dalla sua bocca usc un fiotto di sangue. Si contorse per il dolore, ma non mor. Wynstan era stato in battaglia e sapeva che gli uomini colpiti a morte potevano soffrire a lungo prima di esalare lultimo respiro. Doveva porre fine ai patimenti di Wilf, ma non sapeva decidersi a dargli il colpo di grazia.
Fu Wigelm ad assestarlo, affondando il pugnale nel lato sinistro del torace, puntando accuratamente al cuore. La lama affond e Wilf rimase immobile.
"Che Dio ci perdoni" disse Wigelm.
Carwen cominci a piangere.
Wynstan rimase in ascolto ma non ud alcun rumore fuori dalla casa. Lomicidio era stato commesso in silenzio e le guardie non si erano svegliate dal loro torpore alcolico.
Inspir a fondo e ritrov la padronanza di s. "Questo  soltanto linizio" disse.
Scese dal letto, sempre tenendo la cinghia che stringeva la bocca di Carwen, ma con minor forza; la costrinse ad alzarsi in piedi e si rivolse a lei. "Ora ascoltami bene."
Lei lo fissava con occhi terrorizzati. Aveva visto pugnalare a morte due uomini e pensava che adesso fosse il suo turno.
"Se mi capisci, fai segno di s con la testa" disse Wynstan.
Carwen annu con movimenti frenetici.
"Wigelm e io giureremo che hai ucciso Wilf."
Lei scosse la testa con forza da un lato allaltro.
"Potresti negare. Potresti dire a tutti la verit su quanto  successo qui stanotte. Potresti accusare me e Wigelm di omicidio a sangue freddo."
Dalla sua espressione, cap che era disorientata.
"Ma chi crederebbe a te? Il giuramento di una schiava non conta nulla, specialmente se va contro quello di un vescovo."
Vide che lei cominciava a capire, e subito dopo fu presa dalla disperazione.
"So che hai capito la posizione in cui ti trovi" prosegu lui soddisfatto. "Ma io ho intenzione di offrirti una possibilit. Ti lascer scappare."
Carwen lo fiss incredula.
"Tra due minuti te ne andrai dalla cittadella e uscirai da Shiring per la strada di Glastonbury. Camminerai di notte e di giorno ti nasconderai nei boschi."
Lei si volt a guardare la porta, quasi volesse sincerarsi che fosse ancora l.
Wynstan non voleva che venisse catturata, e aveva preparato alcune cose che potevano esserle daiuto. "Prendi quella sacchetta sul tavolo accanto alla lampada" disse. "Dentro ci sono del pane e del prosciutto, cos non avrai bisogno di procurarti cibo per un paio di giorni. Ci sono anche dodici penny dargento, ma non spenderli finch non sarai ben lontana da qui."
Dal suo sguardo, intu che lei capiva.
"Se incontri qualcuno, di che stai andando a Bristol a incontrarti con tuo marito, che fa il marinaio. L puoi salire su una barca e attraversare lestuario fino al Galles, dove sarai al sicuro."
Carwen annu di nuovo, questa volta pi lentamente, cercando di cogliere bene il significato delle sue parole.
Lui le punt il coltello alla gola. "Adesso ti tolgo il bavaglio dalla bocca, e se urli sar lultimo suono che fai."
Lei annu.
Lui lasci andare.
La ragazza deglut e si massaggi le guance dove la cinghia aveva lasciato dei segni rossi.
Wynstan si accorse che Wigelm aveva degli schizzi di sangue sulle mani e sulla faccia. Immagin di essere sporco anche lui. Su un tavolo cera un catino con dellacqua e si lav in fretta, quindi fece cenno a Wigelm di imitarlo. Probabilmente pure le loro vesti erano macchiate di sangue, ma quella di Wigelm era marrone e la sua era nera, per cui qualunque macchia non sarebbe stata immediatamente identificabile.
Adesso lacqua nel catino era rosa, e Wynstan la rovesci per terra.
"Mettiti le scarpe e il mantello" ordin a Carwen.
Lei obbed.
Lui le porse la sacchetta.
"Adesso apriamo la porta. Se le due guardie sono sveglie, Wigelm e io le uccideremo. Se dormono, usciremo in punta di piedi. A quel punto tu ti avvierai verso il cancello a passo svelto, ma senza far rumore, e uscirai in silenzio."
Lei annu.
"Andiamo."
Wynstan apr piano la porta e sbirci fuori.
Entrambe le guardie erano abbandonate contro il muro. Una russava.
Wynstan usc, attese che Carwen e Wigelm lo seguissero, poi richiuse la porta.
Fece un cenno a Carwen e lei si allontan in fretta, silenziosamente.
Wynstan si concesse un momento di soddisfazione. La fuga della schiava doveva essere vista da tutti come una dimostrazione di colpevolezza.
Wynstan e Wigelm si avviarono verso la casa di Gytha. Arrivato sulla soglia, Wynstan si volt a guardare. Le guardie non si erano mosse.
Lui e il fratello entrarono e richiusero la porta.
Erano mesi che Ragna dormiva male. Aveva troppe preoccupazioni: Wilf, Wynstan, Carwen, Osbert e i gemelli. Quando finalmente si addormentava, spesso aveva gli incubi. Quella sera sogn che Edgar aveva ucciso Wilf, e che lei stava cercando di proteggerlo dalla giustizia, ma, ogni volta che diceva qualcosa, la sua voce era sovrastata da urla provenienti da fuori. Poi cap che s, stava sognando, per le urla erano reali e si svegli di soprassalto. Si tir su a sedere, col cuore che le batteva forte.
Le grida erano concitate. Due o tre uomini stavano chiamando aiuto, una donna parlava e strillava. Ragna salt gi e cerc Bern, che normalmente dormiva l, davanti alla porta. Poi si ricord che lo aveva messo di guardia davanti alla casa di Wilf.
Sent Agnes chiedere in tono impaurito: "Cosa c?".
Poi Cat disse: " successo qualcosa".
Le loro voci spaventate svegliarono i bambini, e i gemelli si misero a piangere.
Ragna si infil le scarpe, afferr il mantello e usc.
Era ancora buio e vide immediatamente che cerano delle luci nella casa di Wilf, e che la porta era spalancata. Aveva il cuore in gola. Gli era successo qualcosa?
Corse l ed entr.
Allinizio non riusc a capire la scena che aveva davanti. Uomini e donne si muovevano di qua e di l, confusamente, parlando a voce alta. Nellaria cera un odore metallico, e vide del sangue per terra e sul letto, tanto sangue. Poi scorse Bern, in una pozza di sangue rappreso, con la gola tagliata, e si lasci sfuggire unesclamazione di sgomento. Il suo sguardo si spost sul letto. E l, tra le coperte macchiate di rosso, giaceva suo marito.
Lanci un urlo, e subito lo soffoc portandosi una mano alla bocca. Era orribilmente ferito, la bocca piena di sangue nero e secco. Gli occhi, spalancati, fissavano il soffitto. Sul letto, vicino alla mano aperta, cera un coltello: aveva cercato di difendersi.
Di Carwen nessuna traccia.
Fissando i resti di Wilf, ripens alluomo alto e biondo avvolto in un mantello blu che era sceso da una nave nel porto di Cherbourg e le aveva detto in un pessimo francese: Sono venuto a parlare con il conte Hubert. Cominci a piangere e, tra le lacrime, continuava a ripetersi una domanda, a cui finalmente riusc a dare voce. "Come  successo?"
Fu Wuffa, il capo degli stallieri, a risponderle. "Le guardie dormivano. Devono pagare con la vita la loro negligenza."
"Pagheranno" disse Ragna, asciugandosi le lacrime con le dita. "Ma coshanno detto?"
"Si sono svegliati e si sono accorti che Bern era sparito. Lo hanno cercato e alla fine hanno guardato dentro la casa, e hanno visto" luomo spalanc le braccia "questo."
Ragna deglut e si costrinse a parlare con voce calma. "Non cera nessun altro, qui?"
"No. Evidentemente  stata la schiava, che poi  fuggita."
Ragna aggrott la fronte. Carwen doveva essere pi forte di quanto sembrasse per uccidere due uomini grandi e grossi con un coltello, pens, ma accanton il dubbio per un momento. "Va a chiamare lo sceriffo" ordin a Wuffa. "Deve far partire la caccia alluomo appena fa giorno." Che fosse stata Carwen a ucciderlo o no, doveva essere catturata, perch la sua testimonianza era fondamentale.
"S, mia signora." Wuffa si allontan in fretta.
Mentre lui usciva, entr Agnes con i due gemelli in braccio. Avevano poco pi di un anno e non capivano cosa avevano davanti, ma lei lanci un urlo e loro incominciarono a piangere forte.
Cat arriv portando per mano Osbert, che ora aveva tre anni. Fiss il corpo di Bern, inorridita e incredula. "No, no, no" disse, lasci andare la mano di Osbert, e si inginocchi accanto al marito, scuotendo la testa e singhiozzando.
Ragna si sforz di ragionare con lucidit. Cosa doveva fare? Nonostante avesse pensato spesso alla morte di Wilf, e temesse che potesse essere ucciso, era rimasta profondamente scossa da quellevento, ed era come se non riuscisse a capire del tutto quello che era successo. Sapeva di dover agire subito e con decisione, ma era troppo sconvolta e disorientata.
Sent i figli piangere e si rese conto che non avrebbero dovuto trovarsi l. Stava per dire ad Agnes di portarli via quando fu distratta dalla vista di Wigelm che andava verso la porta con un pesante forziere di quercia tra le braccia. Riconobbe il tesoro di Wilf, la cassa in cui teneva il denaro.
Si mise davanti a Wigelm e gli ordin: "Fermo!".
"Toglietevi di mezzo o vi stendo" rispose lui.
Nella stanza scese il silenzio.
"Quello  il tesoro dellaldermanno" disse Ragna.
"Lo era."
Ragna lasci che la sua voce esprimesse tutto il disprezzo e lodio che provava. "Il sangue di Wilf non  ancora asciutto e voi state gi rubando il suo denaro."
"Lo prendo in carico in quanto fratello."
Ragna si accorse che Garulf e Stiggy si erano spostati accanto a lei, uno per parte, intrappolandola. "Decido io chi prende in carico il tesoro" disse con aria di sfida.
"No, non lo farete."
"Io sono la moglie dellaldermanno."
"No, non lo siete. Siete la sua vedova."
"Posate quella cassa."
"Toglietevi di mezzo."
Ragna lo schiaffeggi con forza.
Si aspettava che Wigelm mollasse la cassa, ma lui si trattenne e fece un cenno a Garulf.
I due giovani la afferrarono per le braccia. Ragna sapeva di non poter sfuggire alla loro stretta, per cui decise di non opporre resistenza per non perdere la dignit. Guard Wigelm socchiudendo gli occhi. "Voi non avete prontezza di spirito" disse. "Quindi dovete aver organizzato tutto in anticipo. Questo  un colpo di mano. Avete ucciso voi Wilf per prendere il suo posto?"
"Non siate rivoltante."
Ragna guard gli uomini e le donne intorno a s. Osservavano la scena con occhi avidi. Sapevano che si stava decidendo chi sarebbe diventato il loro padrone dopo Wilf. Ragna aveva instillato nelle loro menti il sospetto che fosse stato Wigelm a ucciderlo. Per il momento non poteva fare altro.
" stata la schiava a uccidere Wilf" disse Wigelm. Le pass davanti e usc.
Garulf e Stiggy allentarono la presa.
Ragna guard Agnes, Cat e i bambini, e si rese conto che nella sua casa non era rimasto nessuno. Il suo forziere, che conteneva il testamento di Wilf, era incustodito. Si precipit fuori, lasciando l Cat e Agnes.
Attravers la cittadella in fretta ed entr nella sua casa. And nellangolo in cui teneva il forziere. La coperta che di solito lo copriva era stata scostata e il forziere era sparito.
Aveva perso tutto.


Capitolo 32.

Luglio 1002.
Ragna arriv alla residenza fortificata dello sceriffo Den unora prima dellalba. Gli uomini, e anche qualche donna, si stavano gi radunando per la caccia alluomo e gironzolavano nel buio, parlando tra di loro, eccitati. I cavalli percepivano latmosfera e sbuffavano e scalpitavano, impazienti pure loro. Den fin di sellare il suo stallone nero e invit Ragna a entrare in casa, in modo da poter parlare in privato.
Ragna aveva superato il momento di panico e aveva accantonato il dolore. Sapeva cosa doveva fare. Aveva capito di essere sotto attacco da parte di persone senza scrupoli, ma non era ancora sconfitta e si sarebbe difesa.
Den sarebbe stato il suo principale alleato, se lo avesse manovrato bene.
"La schiava sa cosa  successo nella casa di Wilf stanotte" gli disse.
"Quindi non lo trovate ovvio" ribatt lui, senza sorprendersi.
Bene pens Ragna non si  fatto unidea preconcetta. "Al contrario. Io credo che la spiegazione ovvia sia quella sbagliata."
"Ditemi perch."
"Innanzitutto, Carwen non sembrava infelice. Mangiava bene, nessuno la picchiava e giaceva con luomo pi affascinante di tutta la citt. Perch avrebbe dovuto scappare?"
"Forse aveva semplicemente nostalgia di casa."
"Vero, anche se non lo dava a vedere. Ma se avesse voluto scappare avrebbe potuto farlo in qualsiasi momento... Non era mai sorvegliata. Poteva andarsene senza uccidere Wilf, o chiunque altro. Wilf aveva il sonno profondo, specialmente dopo aver bevuto. Aveva lopportunit di fuggire senza che lui se ne accorgesse."
"E se le guardie fossero state sveglie?"
"Poteva dire che stava andando a casa di Gytha, dove dormiva quando Wilf non voleva che stesse con lui. E la sua assenza non sarebbe stata notata per un giorno o due."
"Daccordo."
"Infine, cosa pi importante, non credo che quella ragazzina possa aver ucciso Wilf o Bern, e meno che mai tutti e due. Avete visto le ferite. Sono state inferte con forza da qualcuno che aveva dimestichezza con le armi e il vigore per sopraffare due uomini nerboruti, avvezzi alla violenza. Carwen ha quattordici anni."
"Sono daccordo,  strano. Ma se non  stata lei, chi  stato?"
Ragna nutriva forti sospetti, ma non voleva esprimerli per il momento. "Devessere stato qualcuno che Bern conosceva bene."
"Come potete esserne cos sicura?"
"Perch Bern ha permesso allassassino di entrare in casa. Se fosse stato un estraneo, Bern sarebbe stato in guardia. Avrebbe fermato il visitatore, lo avrebbe interrogato, gli avrebbe proibito di entrare, avrebbe lottato con lui... e tutto questo fuori dalla casa, dove il rumore avrebbe svegliato le guardie. E il suo corpo sarebbe stato trovato fuori, non allinterno."
"Lassassino potrebbe averlo trascinato dentro."
"Il rumore della lotta avrebbe svegliato Wilf, che si sarebbe alzato e avrebbe attaccato lintruso. Chiaramente non  andata cos, perch Wilf  morto nel suo letto."
"Dunque si  presentato qualcuno che Bern conosceva ed  stato fatto entrare. Appena varcata la soglia, Bern, che non sospettava di nulla,  stato sopraffatto e ucciso, in fretta e senza far rumore. Poi il visitatore ha assassinato Wilf, e ha convinto la schiava a scappare in modo che venisse incolpata."
"Questo  ci che  accaduto secondo me."
"E il movente dellomicidio?"
"La chiave di tutto sta in due cose che sono successe nel trambusto successivo alla scoperta dei corpi. Quando tutti erano ancora sconvolti e disorientati, con gran calma Wigelm si  portato via il forziere di Wilf."
"Davvero?"
"E poi qualcuno ha rubato il mio."
"Questo cambia tutto."
"Significa che Wigelm sta tentando di prendere il potere."
"S, ma questo non dimostra che lassassino sia lui. La sua iniziativa potrebbe essere dettata dallopportunismo. Forse sta semplicemente approfittando di qualcosa di cui non  responsabile."
" possibile, ma ne dubito. Wigelm non ha la prontezza di spirito necessaria. Questa cosa  stata pianificata con cura."
"Potreste avere ragione. C puzza di Wynstan."
"Esattamente." Ragna era sollevata. Den aveva messo in discussione le sue teorie, ma aveva finito con il condividere il suo punto di vista. Prosegu in fretta. "Se ho qualche speranza di respingere questo colpo di mano, ho bisogno che Carwen racconti la sua versione davanti al tribunale del distretto."
"Potrebbero non crederle. La parola di una schiava..."
"Qualcuno le creder, specialmente dopo che avr spiegato cosa ha spinto Wynstan ad agire cos."
Den non fece commenti in merito. "Nel frattempo siete rimasta senza un soldo. Il vostro forziere  stato rubato. Non potete vincere una lotta di potere senza denaro."
"Posso procurarmene dellaltro. Edgar avr da consegnarmi del denaro derivante dalla vendita della pietra della mia cava. E tra qualche settimana avr le rendite di Saint-Martin."
"Suppongo che il testamento fosse proprio in quel forziere?"
"S... Ma voi ne avete una copia."
"Per il testamento non ha valore senza lapprovazione del re."
"Lo legger comunque davanti al tribunale. Le intenzioni di Wilf dimostrano il movente di Wynstan. Sar determinante per i signori della terra: tutti loro vogliono che vengano rispettate le loro ultime volont."
"Vero."
Ragna riport lattenzione sulle sfide di quel giorno. "Niente di tutto questo avr importanza se non riuscirete a catturare Carwen."
"Far del mio meglio."
"Ma non guidate voi la caccia alluomo. Mandate Wigbert."
Den rimase sorpreso. " affidabile, per..."
"E cattivo come un gatto affamato. Ho bisogno di voi qui. Potranno fare molte cose, ma non arriveranno a uccidermi se siete in citt. Sanno che li perseguireste, e voi siete il rappresentante del re."
"Forse avete ragione. Wigbert  capace di guidare una caccia alluomo. Lha fatto molte volte."
"Dove potrebbe essere andata Carwen?"
"A ovest, direi. Immagino voglia tornare in Galles. Supponendo che sia partita intorno a mezzanotte, a questora avr percorso almeno dieci miglia lungo la strada per Glastonbury."
"Potrebbe aver cercato riparo dalle parti di Trench?"
"Esatto." Den lanci unocchiata attraverso la porta aperta. "Sta albeggiando.  ora che partano."
"Spero tanto che la trovino."
Wynstan era soddisfatto di come procedevano le cose. Il suo piano non era andato alla perfezione ma comunque piuttosto bene. Era stato un duro colpo trovare Bern fuori dalla casa di Wilf, sveglio e sobrio, per lui aveva reagito con prontezza e Wigelm aveva saputo cosa fare. Dopodich, tutto era filato liscio come lolio.
La versione secondo cui Carwen aveva ucciso sia Bern sia Wilf era molto meno plausibile di quella elaborata in origine, e cio che la ragazza aveva tagliato la gola a Wilf mentre lui dormiva, ma la gente era sciocca e sembrava crederci. Erano tutti terrorizzati dai loro schiavi, riflett Wynstan: gli schiavi avevano ogni motivo per odiare i loro padroni e, avendone loccasione, perch non uccidere le persone che avevano rubato loro la vita? Chi possedeva degli schiavi non dormiva mai sonni tranquilli. E tutta quella paura accumulata scoppiava come un bubbone quando uno schiavo veniva accusato di aver ucciso un nobile.
Wynstan sperava che la caccia alluomo non riuscisse nel suo intento. Non voleva che Carwen potesse raccontare la sua versione dei fatti davanti al tribunale. Lui avrebbe negato tutto, e avrebbe giurato, ma era possibile che qualcuno credesse a lei e non a lui. Molto meglio che sparisse. Gli schiavi fuggitivi solitamente venivano catturati, traditi dalle loro vesti lacere, dallaccento straniero e dal fatto che non avevano un soldo. Carwen, per, aveva abiti buoni e un po di denaro, quindi aveva pi probabilit di cavarsela.
In caso contrario, il vescovo aveva gi pronto un piano demergenza.
Nel tardo pomeriggio si trovava nella casa di sua madre, insieme al fratello e al loro nipote Garulf, aspettando il rientro della squadra di ricerca, quando comparve lo sceriffo Den. " un onore ricevere una vostra visita, sceriffo, tanto pi apprezzata poich rara" disse Wynstan con finta gentilezza.
Den non tollerava i motteggi. A cinquantanni aveva visto troppa violenza per abboccare allamo delle battute di scherno. "Voi lo capite, vero, che non tutti si lasciano ingannare?"
"Non so di cosa stiate parlando" rispose Wynstan con un sorriso.
"Pensate di essere furbo, e lo siete, ma c un limite a quello che potete fare senza pagarne le conseguenze. E io sono qui per dirvi che siete pericolosamente vicino a quel limite."
"Molto gentile da parte vostra." Wynstan continuava a prendersi gioco di Den, per in realt prestava grande attenzione alle sue parole. Una minaccia del genere fatta da uno sceriffo a un vescovo era assai insolita. Den faceva sul serio ed era potente. Aveva lautorit, aveva armigeri, aveva lappoggio del re. Wynstan stava solo fingendo di non essere preoccupato.
Ma cosa lo aveva spinto a proferire quelle minacce? Non era stato unicamente lassassinio di Wilf, riflett Wynstan.
Un attimo dopo lo scopr.
"State alla larga da lady Ragna" disse Den.
Dunque si trattava di questo.
"Voglio che sappiate che, se lei dovesse morire, io vi verr a cercare, vescovo Wynstan."
"Che paura!"
"Non vostro fratello o vostro nipote, n i vostri uomini. Verr a cercare voi. E non mi dar per vinto. Io vi far cadere nella polvere. Vivrete come un lebbroso e morirete come un lebbroso, nella miseria e nel sudiciume."
Wynstan prov un brivido di terrore, suo malgrado. Stava cercando una risposta sarcastica quando Den si gir e se ne and.
"Avresti dovuto piantargli un coltello nella pancia, a quello stupido arrogante" disse Wigelm.
"Purtroppo non  uno stupido" rispose Wynstan. "Se lo fosse, potrei ignorarlo."
"Quella gatta francese lo tiene sotto i suoi artigli" comment Gytha.
In parte era per questo, Wynstan non aveva dubbi - Ragna aveva la capacit di ammaliare gli uomini -, ma cera dellaltro. Da tempo Den cercava in ogni modo di limitare il potere della sua famiglia, e lomicidio di Ragna gli avrebbe fornito un valido pretesto, tanto pi se seguito immediatamente da una sua presa di potere.
Le sue elucubrazioni furono interrotte da quello stupido di Stiggy, lamico di Garulf, che irruppe in casa, tutto trafelato ed eccitato. Si era unito alla caccia alluomo su ordine di Wynstan, il quale gli aveva detto di correre immediatamente a casa precedendo il gruppo se Carwen fosse stata catturata. Si trattava di un ordine cos semplice che neppure Stiggy avrebbe avuto difficolt a capirlo.
"Lhanno presa" annunci.
"Viva?"
"S."
"Che peccato." Era venuto il momento di mettere in atto il piano demergenza. Wynstan si alz in piedi, subito imitato da Wigelm e Garulf. "Dovera?"
"Nella foresta tra qui e Trench. I cani hanno fiutato la sua traccia."
"Ha detto qualcosa?"
"Un fiume di imprecazioni in gallese."
"Tra quanto dovrebbero arrivare?"
"Non prima di unora."
"Andremo loro incontro." Wynstan guard Garulf. "Conosci il piano."
"S."
Andarono alle stalle e sellarono quattro cavalli, tra cui uno fresco per Stiggy, e partirono.
Dopo circa mezzora incontrarono gli uomini che avevano partecipato alla caccia alluomo, rilassati e trionfanti. Wigbert, lirascibile capitano dello sceriffo, guidava il gruppo, con Carwen che seguiva il suo cavallo incespicando, legata alla sella, con le mani bloccate dietro la schiena.
"Bene, sapete cosa dovete fare" disse Wynstan a bassa voce.
I quattro cavalieri si misero in fila di traverso rispetto alla strada, costringendo la squadra a fermarsi. "Congratulazioni a tutti" disse Wynstan con entusiasmo. "Ben fatto, Wigbert."
"Cosa volete?" chiese Wigbert sospettoso, e poi aggiunse come per un ripensamento: "Mio signor vescovo".
"Prendo io in carico la prigioniera."
Dal gruppo si lev un mormorio risentito. Avevano catturato loro quella scellerata e non vedevano lora di tornare trionfanti in citt. Avrebbero ricevuto le congratulazioni dei cittadini, e birra gratis tutta la sera in ogni taverna di Shiring.
"I miei ordini sono di consegnare la prigioniera allo sceriffo Den" ribatt Wigbert.
"I tuoi ordini sono cambiati."
"Dovete parlarne con lo sceriffo."
Wynstan sapeva che avrebbe perso il confronto, ma continu, perch quello era soltanto un diversivo. "Ho gi parlato con Den. Le sue istruzioni sono di consegnare la prigioniera ai fratelli della vittima."
"Non posso accettare ordini da voi, mio signor vescovo." Questa volta cera una chiara traccia di ironia nel modo in cui pronunci mio signor vescovo.
Improvvisamente Garulf parve perdere il controllo. "Ha ucciso mio padre!" url e, estratta la spada, spron il cavallo.
Quelli che erano a piedi si dispersero. Wigbert imprec e mise mano alla spada, per troppo tardi: Garulf laveva gi superato. Carwen grid di terrore e si ritrasse, ma era legata alla sella di Wigbert e non poteva scappare. In un lampo, Garulf le fu addosso. Carwen aveva le mani legate e non poteva difendersi. La spada di Garulf scintill alla luce del sole mentre lui colpiva la ragazza al petto. Lo slancio di cavallo e cavaliere spinse la lama a fondo e lei url. Per un attimo Wynstan pens che Garulf avrebbe sollevato la ragazza infilzandola sulla sua arma come su uno spiedo ma, quando il cavallo pass oltre, Carwen cadde allindietro e lui riusc a estrarre la spada dal suo corpo esile. Il sangue zampill dalla ferita al petto.
Tra le urla di protesta della squadra, Garulf gir il cavallo, torn da Wynstan e tir le redini, affrontando la folla con la spada sporca di sangue sollevata come se fosse pronto a compiere una carneficina.
"Pazzo, non avresti dovuto ucciderla!" esclam Wynstan, a voce alta.
"Ha pugnalato mio padre al cuore!" url Garulf, come se fosse fuori di s. Era stato Wynstan a ordinargli di pronunciare quelle parole, ma la sua collera venata di disperazione sembrava spontanea, il che era strano, perch Wynstan gli aveva rivelato chi era stato a uccidere Wilf.
"Vattene!" disse Wynstan e poi aggiunse, a voce bassa: "Non troppo lento, non troppo veloce".
Garulf volt il cavallo e si gir verso il gruppo. "Giustizia  stata fatta!" grid. Quindi part al trotto in direzione di Shiring.
"Questo non sarebbe dovuto succedere" disse Wynstan in tono conciliante, anche se era andata esattamente come lui si era prefisso.
Wigbert era furioso, ma non pot fare altro che protestare. "Ha ucciso la schiava!"
"E per questo sar perseguito davanti al tribunale del distretto, e pagher lammenda appropriata al padrone della schiava."
Tutti guardarono la ragazza che stava morendo dissanguata, a terra.
"Lei sapeva cos successo la scorsa notte nella casa di Wilwulf" disse Wigbert con rabbia.
"Di sicuro" conferm Wynstan.
Il canale di Edgar fu un successo. Correva dritto dalla cava di Outhenham al fiume, ed era profondo tre piedi per tutta la sua lunghezza. Gli argini di argilla erano solidi e leggermente svasati.
Quel giorno stava lavorando alla cava, usando un martello che aveva il manico corto per una maggior accuratezza e una pesante testa di ferro per imprimere pi forza al colpo. Infil un cuneo di quercia in una fessura e lo martell dentro con colpi rapidi e potenti, allargando la fessura finch si stacc una lastra di pietra. Era una giornata estiva e lui si era tolto la tunica e laveva stretta in vita per stare pi fresco.
Gab e i suoi figli erano al lavoro poco lontano.
Edgar stava ancora rimuginando sulla visita di Ragna a Drengs Ferry. Talvolta  di conforto essere amati aveva detto, e lui era certo che stesse parlando del suo amore per lei. Gli aveva permesso di prenderle le mani tra le sue. E dopo aveva domandato: Capiranno cosa abbiamo fatto?, e lui si era chiesto cosa avessero fatto.
Dunque lei sapeva che lui la amava, ne era felice e pensava che prendendosi per mano avessero fatto qualcosa che gli altri non dovevano sapere.
Cosa significava tutto questo? Forse che lei ricambiava il suo amore? Era improbabile, se non addirittura impossibile, ma cosaltro poteva voler dire? Non era sicuro, eppure il solo pensarlo gli procurava una piacevole sensazione di calore.
Edgar si era aggiudicato un grosso ordine dal priorato di Combe, dove i monaci avevano avuto il permesso reale di fortificare la citt con un bastione di terra e un barbacane di pietra. Invece di trasportare ogni pietra per mezzo miglio fino al fiume, doveva portarla solo per qualche iarda fino allinizio del canale.
La zattera era quasi del tutto carica. Anzich impilare le pietre al centro, Edgar le aveva posizionate in un unico strato per distribuire meglio il carico e mantenere stabile limbarcazione. Doveva fare attenzione a non caricarla troppo, altrimenti sarebbe affondata.
Aggiunta unultima pietra, si stava preparando a partire quando sent un tambureggiare lontano di cavalli al galoppo. Guard verso nord. Le strade erano asciutte e vide una nuvola di polvere avvicinarsi.
Il suo stato danimo cambi. Larrivo di un folto numero di uomini a cavallo raramente era foriero di buone notizie. Preoccupato, si appese il martello alla cintura, poi chiuse a chiave la porta di casa. Si allontan dalla cava e si avvi a passo svelto verso il villaggio. Gab e la sua famiglia lo seguirono.
Erano in molti ad aver avuto la stessa idea. Gli uomini e le donne abbandonarono il lavoro nei campi e tornarono al villaggio. Altri uscirono dalle loro abitazioni. Pur condividendo la loro curiosit, Edgar fu pi cauto. Giunto quasi al centro, si infil tra due case e cerc riparo sul retro, muovendosi furtivo tra pollai, meleti e letamai, passando da un cortile allaltro, in ascolto.
Il rimbombo degli zoccoli diminu fino a diventare un brontolio e poi cess del tutto, sostituito da voci di uomini, forti e imperiose. Si guard attorno in cerca di un punto di osservazione. Avrebbe potuto salire su un tetto, ma lo avrebbero visto. Dietro la taverna cera una grossa quercia coperta di foglie. Si arrampic sul tronco fino a un ramo basso e si nascose tra il fogliame. Facendo attenzione a non tradire la propria presenza, sal pi in alto finch riusc a vedere oltre il tetto della taverna.
I cavalieri erano venuti a fermarsi sullo spiazzo erboso tra la taverna e la chiesa. Non indossavano armature, avendo poco da temere dai contadini del luogo, ma erano armati con lance e pugnali, pronti a fare uso della violenza. I pi smontarono da cavallo, ma uno rimase in sella, e Edgar lo riconobbe: era Garulf, il figlio di Wilwulf. I suoi compagni stavano radunando gli abitanti del villaggio, una dimostrazione di potere del tutto superflua, visto che quelli si stavano comunque assiepando al centro dello spiazzo, impazienti di scoprire cosa stesse succedendo. Edgar vide i capelli grigi di Seric, il capo del villaggio. Luomo si rivolse prima a Garulf e poi ai suoi uomini, senza ottenere risposta. Draca, il prete del villaggio con la testa rasata, si spostava timoroso tra la folla.
Garulf si alz in piedi sulle staffe. Un uomo che si trovava accanto a lui grid: "Silenzio!", e Edgar riconobbe la voce di Stiggy, lamico di Garulf.
Alcuni degli astanti che continuavano a parlare si presero delle randellate sulla testa, e la folla si azzitt.
"Mio padre, laldermanno Wilwulf,  morto" disse Garulf.
Dalla folla si lev un mormorio di sorpresa.
"Morto!" sussurr Edgar tra s. "Com successo?"
" morto laltroieri notte" prosegu Garulf.
Edgar si rese conto che adesso Ragna era vedova. Sent un gran caldo e poi freddo. Il cuore gli batteva forte.
Non fa differenza si disse. Non  il caso di agitarsi. Lei resta una nobildonna e io un costruttore. Le vedove nobili sposano vedovi nobili. Non sposano degli artigiani, per quanto abili siano.
Tuttavia, lemozione lo travolse.
Seric diede voce alla domanda che si era posto anche Edgar. "Com morto laldermanno?"
Garulf lo ignor e disse: "Il nostro nuovo aldermanno  Wigelm, il fratello di Wilf".
"Non  possibile" grid Seric. "Non pu essere stato nominato dal re in cos poco tempo."
"Wigelm ha nominato me signore della valle di Outhen" prosegu Garulf.
Continuava a ignorare il capo del villaggio, che parlava a nome di tutti gli abitanti, e questi cominciarono a rumoreggiare, scontenti.
"Wigelm non pu farlo" ribatt Seric. "La valle di Outhen appartiene a lady Ragna."
"Avete anche un nuovo capo del villaggio.  Dudda" aggiunse Garulf.
Dudda era un ladro e un imbroglione, lo sapevano tutti. Dalla folla si levarono esclamazioni indignate.
Edgar cap che quello era un colpo di mano. Cosa doveva fare?
Seric volt la schiena a Garulf e Stiggy, un gesto deliberato che sconfessava la loro autorit, e si rivolse agli abitanti del villaggio. "Wigelm non  laldermanno, perch non  stato nominato dal re" disse. "Garulf non  signore di Outhen perch la valle appartiene a Ragna. E Dudda non  il capo del villaggio, perch lo sono io."
Edgar vide Stiggy sguainare la spada. "Attento!" grid, ma in quel momento Stiggy affond la lama nella schiena di Seric fino a farla uscire dalla pancia. Seric grid come un animale ferito e croll a terra. Edgar aveva il respiro affannoso, come se avesse corso per un miglio. Era la violenta emozione provocata dallaver assistito a un omicidio a sangue freddo.
Stiggy estrasse la spada con calma dal corpo di Seric.
"Adesso Seric non  pi il vostro capo del villaggio" disse Garulf.
Gli armigeri scoppiarono a ridere.
Edgar aveva visto abbastanza. Era inorridito e spaventato. Il suo primo istinto fu quello di raccontare a Ragna ci che aveva visto. Scese in fretta dallalbero. Quando ebbe posato i piedi a terra, per, esit.
Si trovava vicino al fiume: avrebbe potuto attraversarlo a nuoto e arrivare sulla strada di Shiring in un paio di minuti. In quel modo avrebbe avuto buone possibilit di svignarsela senza essere visto da qualcuno degli uomini di Garulf. Poteva lasciare la zattera con il carico di pietra alla cava: il priorato di Combe avrebbe dovuto aspettare.
Ma il suo cavallo, Buttress, era alla cava, come pure il denaro di Ragna. Edgar aveva quasi una libbra dargento per lei chiusa nel suo forziere, il ricavato delle vendite della pietra, e lei poteva averne bisogno.
Prese una rapida decisione. Doveva rischiare la vita e restare a Outhenham ancora qualche minuto. Invece di dirigersi verso il fiume si mise a correre nella direzione opposta, verso la cava.
Impieg pochissimo ad arrivare l. Apr la porta di casa e tir fuori dal nascondiglio la cassetta con i soldi. Rovesci il denaro di Ragna in una sacchetta di pelle che si attacc alla cintura, poi richiuse la casa a chiave.
Buttress sal spontaneamente sulla zattera, perch era abituata a navigare. Salt su anche Brindle, sempre pronta a partire nonostante let. Edgar sleg la zattera e si diede una spinta.
Non si era mai accorto di quanto procedesse lenta la zattera lungo il canale. Non cera la corrente a spostarla, solo lo slancio impresso con la pertica. Spinse con tutte le sue forze, ma la velocit aument di poco.
Mentre passava davanti ai cortili posteriori delle case, il vociare proveniente dallo spiazzo si fece pi forte e pi rabbioso. Nonostante lomicidio di Seric, gli abitanti del villaggio stavano energicamente protestando contro gli annunci fatti da Garulf. Ci sarebbero stati altri atti di violenza, non aveva dubbi. Ma lui sarebbe riuscito a restarne fuori?
Arrivato allaltezza della quercia su cui si era nascosto, cominci a credere di potersi davvero allontanare senza essere visto. Un attimo dopo la sua speranza si infranse. Due uomini e una donna stavano correndo dalla taverna verso il fiume. Da come erano vestiti, Edgar cap che era gente del villaggio. Un armigero li inseguiva, con la spada in mano, e lui riconobbe Bada. Erano cominciati gli scontri.
Edgar imprec. Non poteva superarli: erano pi veloci della zattera. Era pericoloso. Se fosse stato catturato, Garulf non gli avrebbe permesso di lasciare Outhenham. Tutti sapevano della sua amicizia con Ragna e, nel mezzo di un colpo di mano, poteva essere un motivo sufficiente perch Garulf lo uccidesse.
Uno dei contadini incespic e cadde. Edgar vide che aveva la barba scura sporca di bianco: era Wilmund, il fornaio, e i due con lui erano sua moglie Regenhild e suo figlio Penda, che adesso aveva diciannove anni ed era pi alto che mai.
Regenhild si ferm e si volt ad aiutare Wilmund. Mentre Bada sollevava la spada lei si lanci contro di lui, a mani nude, per graffiargli la faccia. Lui fece roteare la spada in aria, inutilmente, e la spinse via con la mano sinistra, levando la destra per colpire Wilmund.
A quel punto intervenne Penda. Prese da terra un sasso grande quanto un pugno e lo scagli. Centr Bada al petto, abbastanza forte da fargli perdere lequilibrio, cosicch anche il secondo colpo manc il bersaglio.
La zattera arriv allaltezza dei quattro che lottavano.
Edgar aveva paura e non vedeva lora di allontanarsi da l, ma non poteva restare a guardare senza fare nulla mentre la gente veniva ammazzata. Moll la pertica, salt gi dalla zattera e atterr sullargine del canale, quindi prese il martello dalla cintura.
Wilmund cadde in ginocchio. Bada fece un affondo e questa volta la spada colp il bersaglio, ma di striscio. La punta entr nella coscia di Wilmund, vicino allanca, e affond. Regenhild lanci un urlo e si inginocchi accanto al marito. Bada alz larma per ucciderla.
Edgar corse verso di lui, con il martello sollevato, e lo colp con tutta la sua forza.
Allultimo momento Bada si spost verso sinistra, e il martello lo centr alla spalla. Si sent distintamente il rumore dellosso che si spezzava. Bada grid di dolore. Il braccio destro gli si afflosci, la spada gli cadde. Croll a terra, gemendo.
Ma non era solo. Un rumore di passi proveniente dal villaggio allert Edgar. Si volt e vide avvicinarsi un altro armigero. Era Stiggy.
Regenhild e Penda aiutarono Wilmund a rialzarsi. Luomo piangeva per il dolore ma riusc a mettere un piede davanti allaltro, e i tre si allontanarono barcollando. Stiggy li ignor e punt verso Edgar che, avendo il martello in mano, era evidentemente la persona che aveva ferito il suo compagno. Edgar cap che la morte era vicina.
Si volt e cominci a correre verso il canale. La zattera si era spostata di parecchie iarde. Sent dei passi affrettati dietro di s. Arrivato al margine del canale, spicc un salto e atterr sulle pietre.
Voltandosi, vide la famiglia del fornaio scomparire tra le case. Erano al sicuro, per il momento.
Poi vide Stiggy raccogliere dei sassi da terra.
Vincendo la paura si appiatt al suolo, infilando di nuovo il martello nella cintura, quindi rotol in acqua dallaltra parte della zattera proprio mentre una grossa pietra gli passava sopra la testa. Brindle salt in acqua insieme a lui.
Aggrappandosi alla zattera con una mano, abbass la testa. Sent una serie di tonfi e immagin che le pietre di Stiggy stessero colpendo i blocchi della cava. Sent Buttress battere le zampe e sper che non restasse ferita.
I suoi piedi toccarono laltra riva del canale. Si infil sottacqua e spinse la zattera in direzione del fiume pi forte che pot. Emerse con la faccia giusto il tempo di prendere fiato, poi torn sotto.
Not un leggero cambiamento nella temperatura dellacqua e immagin di essere arrivato allimbocco del canale.
La zattera si immise nel fiume e Edgar sent la corrente. Alz la testa e vide Stiggy saltare dallargine verso la zattera.
La distanza sembrava troppo grande e per un attimo Edgar sper che Stiggy cadesse in acqua o, meglio ancora, mancasse la zattera per un pelo e si ferisse contro i tronchi. E invece Stiggy ce la fece. Per un attimo rimase in equilibrio precario sul bordo della zattera, mulinando le braccia, e Edgar preg che cadesse allindietro nel fiume. Ma Stiggy ritrov lequilibrio e si accucci posando entrambe le mani sul carico.
Poi si alz ed estrasse la spada.
Edgar sapeva di essere in pericolo, un pericolo cos grande come non ne aveva pi vissuti dal giorno in cui aveva affrontato il vichingo a casa di Sunni a Combe. Stiggy era in piedi sulla zattera con una spada in mano e lui era in acqua, con un martello appeso alla cintura.
Forse, pens, Stiggy si sarebbe gettato in acqua per lottare corpo a corpo, perdendo cos il vantaggio di un punto dappoggio stabile. In acqua, il martello dal manico corto avrebbe potuto essere pi facile da maneggiare rispetto a una spada.
Purtroppo cera un limite anche alla stupidit di Stiggy. Rimase sulla zattera e fece un affondo verso Edgar. Questi lo schiv e si immerse sotto la zattera.
L Stiggy non poteva nuocergli, ma daltro canto lui non poteva respirare. Era un ottimo nuotatore e riusciva a trattenere il fiato a lungo, ma prima o poi sarebbe stato costretto a tornare in superficie.
Forse avrebbe dovuto abbandonare la zattera. Aveva comunque con s il denaro di Ragna e il martello. Si immerse pi che pot, sperando di andare oltre la portata della spada, quindi si allontan dalla zattera e punt verso largine pi lontano, temendo di sentire da un momento allaltro un fendente sulla schiena. Lacqua divenne meno profonda e lui cap di essere arrivato alla riva del fiume. Si gir ed emerse, senza fiato.
Si trovava a parecchie iarde dalla zattera. Stiggy era sempre l, in piedi, e si guardava attorno disperato. Non lo aveva visto, sdraiato nellacqua bassa.
Se Edgar fosse riuscito a strisciare per qualche iarda e a scomparire nel bosco prima che Stiggy lo vedesse, avrebbe ancora potuto cavarsela. Il suo inseguitore non avrebbe mai capito dove fosse finito. A Edgar sarebbe spiaciuto perdere Buttress, ma la sua vita era pi preziosa. Da vivo, avrebbe potuto costruire unaltra zattera e comprare un altro pony.
Poi Brindle usc dallacqua, si scosse, e abbai a Stiggy. Questi si volt verso la cagnetta e vide Edgar. Troppo tardi pens lui, e si alz.
Stiggy rimise la spada nel fodero, afferr la pertica e spinse la zattera verso largine.
Edgar non poteva competere con Stiggy, che era pi alto e pi grosso, e avvezzo alla violenza. Cap che la sua unica speranza sarebbe stata attaccarlo appena fosse saltato, prima che avesse la possibilit di rimettersi in piedi ed estrarre la spada.
Edgar stacc il martello dalla cintura e prese a correre lungo la riva, seguendo la zattera, che stava lentamente scivolando a valle. Stiggy la spingeva verso la riva. Erano destinati a scontrarsi.
Stiggy estrasse la spada e salt. Edgar intravide la sua occasione.
Larmigero atterr nellacqua bassa e Edgar si scagli contro di lui con il martello levato, ma Stiggy inciamp e Edgar lo manc, colpendolo solo di striscio al braccio sinistro.
Stiggy sal sulla riva fangosa e alz la spada.
Edgar fu pi veloce. Gli sferr un calcio al ginocchio. Non fu violento, ma sufficiente a far perdere lequilibrio a Stiggy, che prese a menare colpi alla cieca con la spada, mancandolo, e poi scivol nel fango e cadde.
Edgar gli salt addosso, atterrandogli con le ginocchia sul petto, e sent il rumore delle costole dellavversario che si rompevano. Ora erano troppo vicini perch Stiggy potesse usare la sua lunga spada.
Edgar sapeva di avere a disposizione un colpo, non di pi. Il primo poteva anche essere lultimo, quindi doveva essere fatale.
Cal il martello come faceva quando doveva infilare un cuneo di quercia in una fessura della pietra calcarea, imprimendo tutta la forza di cui il suo braccio destro era capace in quellunico colpo che doveva salvargli la vita. Il suo braccio era forte, la testa del martello era di ferro, mentre la fronte di Stiggy era soltanto pelle e osso. Fu come rompere il ghiaccio sulla superficie di uno stagno in inverno. Edgar sent il martello fracassare il cranio e lo vide affondare nel cervello morbido. Il corpo di Stiggy si afflosci.
Edgar ripens a Seric, il capo del villaggio, il nonno affettuoso, e rivide nella mente la spada di Stiggy che affondava nel corpo del povero vecchio. Mentre guardava il cranio fracassato di Stiggy, si disse: Ho appena reso il mondo un luogo migliore.
Lanci unocchiata oltre il fiume. Nessuno aveva visto il combattimento. Nessuno avrebbe mai saputo chi aveva ucciso Stiggy. Garulf e i suoi uomini non avevano idea che lui si trovasse nei paraggi, e la gente del villaggio non avrebbe parlato.
Poi si rese conto che la zattera lo avrebbe tradito. Se lavesse lasciata l, tutti avrebbero capito che aveva ucciso Stiggy ed era fuggito.
And alla zattera, accompagnato da Brindle, e sal a bordo. Diede qualche colpetto a Buttress, che tremava di paura, per rassicurarla. Recuper la pertica che Stiggy aveva lasciato cadere in acqua.
Poi si diede una spinta, dirigendosi verso Drengs Ferry.
Era una giornata calda alla cittadella. Ragna prese una conca di bronzo grande ma non profonda e la riemp di acqua pulita presa dal pozzo. La sistem davanti alla sua casa e lasci che i bambini giocassero con lacqua. I gemelli, che ora avevano diciotto mesi, si schizzavano a vicenda, urlavano e ridevano. Osbert si invent un gioco complicato, con delle ciotole di legno che rovesciava una dentro laltra. Presto erano tutti zuppi e felici.
Osservandoli, Ragna prov un raro momento di contentezza. Quei ragazzi sarebbero diventati uomini come suo padre, pens: forti ma non crudeli, saggi ma non subdoli. Se fossero arrivati a governare un territorio, avrebbero fatto rispettare le leggi, non i loro capricci. Avrebbero amato le donne senza usarle. Sarebbero stati rispettati, non temuti.
Presto, per, il buon umore svan. Wigelm and da lei e le disse: "Devo parlarvi".
Wigelm poteva essere scambiato per Wilf, ma non a lungo. Aveva lo stesso naso pronunciato, i baffi chiari e il mento sporgente, lo stesso incedere spavaldo. Ma non aveva il fascino del fratellastro, e sembrava sempre sul punto di lagnarsi per qualcosa.
Ragna era certa che Wigelm fosse in qualche modo coinvolto nellassassinio di Wilf. Non avrebbe mai scoperto i dettagli, ora che Carwen era stata uccisa, per non aveva dubbi. Prov un disgusto cos forte da provocarle la nausea. "Non ho alcun desiderio di parlare con voi" disse. "Andatevene."
"Siete la donna pi bella che abbia mai visto."
Ragna rimase esterrefatta. "Che cosa state dicendo? Non siate stupido."
"Siete un angelo. Non esiste unaltra come voi."
"Questo  uno scherzo di pessimo gusto" ribatt Ragna, guardandosi attorno. "Lo so che quegli idioti dei vostri amici si nascondono dietro la casa, ascoltano e se la ridono nella speranza che mi facciate fare la figura della stupida. Andatevene."
Lui tir fuori un bracciale da sotto la tunica. "Pensavo vi facesse piacere riaverlo" disse, porgendoglielo.
Lei lo prese. Era dargento con una decorazione di serpenti attorcigliati, di ottima fattura, e lo riconobbe subito. Era quello che aveva comprato da Cuthbert e regalato a Wilf il giorno delle nozze.
"Non mi ringraziate?" disse Wigelm.
"Perch dovrei? Avete rubato il tesoro di Wilf e avete trovato questo nel forziere. Ma sono io lerede di mio marito, per cui questo bracciale  gi mio. Non vi ringrazier finch non mi restituirete tutto."
"Potrebbe essere possibile."
Ecco, ci siamo pens lei. Adesso scoprir cosa vuole realmente. "Possibile? In che modo?" ribatt lei.
"Sposatemi."
Lei scoppi in una breve risata beffarda, allibita per lassurdit della proposta. "Ma  ridicolo!"
Wigelm avvamp per la collera e Ragna cap che avrebbe voluto colpirla. Lui strinse i pugni ma si trattenne dallalzarli. "Non vi azzardate a darmi del ridicolo."
"Ma voi siete gi sposato... con Milly, la sorella di Inge."
"Lho messa da parte."
"Non mi piace labitudine di voi inglesi di mettere da parte le mogli."
"Non siete pi in Normandia."
"La Chiesa inglese non proibisce il matrimonio tra una vedova e un parente stretto? Voi siete mio cognato."
"Sono il fratellastro di vostro marito. C sufficiente lontananza, secondo il vescovo Wynstan."
Ragna cap di aver imboccato la strada sbagliata. Le persone come Wigelm trovavano sempre il modo di aggirare le regole. "Voi non mi amate!" esclam, esasperata. "Non vi piaccio neppure."
"Il nostro matrimonio risolver un problema politico."
"Mi sento lusingata."
"Io sono il fratellastro di Wilf e voi siete la sua vedova. Se ci sposiamo, nessuno potr mettere in discussione i nostri diritti su questo territorio."
"Nostri? State dicendo che dovremmo governare insieme? Pensate che io sia cos stupida da credervi?"
Wigelm era arrabbiato e deluso. Le stava facendo una proposta spudoratamente insincera e non era abbastanza intelligente da renderla appena plausibile. Dopo aver capito che Ragna non si sarebbe lasciata ingannare, non seppe pi cosa dire. Cerc di assumere un atteggiamento spavaldo e affascinante come quello di Wilf. "Imparerete ad amarmi, una volta sposati" disse.
"Io non vi amer mai." Come poteva essere pi chiara di cos? "Voi avete tutti i difetti di Wilf e nessuno dei suoi pregi. Io vi odio, vi detesto, e questo non cambier mai."
"Puttana" mormor lui e se ne and.
Ragna aveva limpressione di aver lottato fisicamente. La proposta di Wigelm laveva sconvolta e la sua insistenza era stata brutale. Si sentiva pesta, sfinita. Si appoggi al muro della casa e chiuse gli occhi.
Osbert si mise a piangere. Gli era andato del fango in un occhio. Ragna lo prese in braccio e gli pul il volto con la manica, e lui si calm subito.
Si era ripresa dallo scontro con Wigelm. Strano come i bisogni dei bambini oscurassero ogni altra cosa, per le donne, almeno. Nessun inglese, per quanto rozzo, era tirannico quanto un bambino.
Mentre osservava i figli giocare con lacqua, il suo respiro si plac del tutto. Ancora una volta, per, il momento di pace non dur a lungo. Comparve il vescovo Wynstan. "Mio fratello Wigelm  molto adirato" disse.
"Oh, per lamor del cielo!" ribatt Ragna spazientita. "Non venite a dirmi che si strugge damore!"
"Sappiamo entrambi che lamore non centra."
"Sono felice che non siate stupido come vostro fratello."
"Grazie."
"Non  un grosso complimento."
"Fate attenzione" rispose lui, reprimendo la collera. "Non siete nella posizione di insultare me e la mia famiglia."
"Sono la vedova dellaldermanno e non c niente che possiate fare per cambiare questa situazione. La mia posizione  abbastanza forte."
"Ma Wigelm ha il controllo di Shiring."
"Io sono comunque signore della valle di Outhen."
"Garulf  andato l ieri."
Ragna ne fu sorpresa. Non ne sapeva nulla.
"Ha annunciato alla gente del villaggio che Wigelm lo ha nominato signore di Outhen" prosegu Wynstan.
"Non lo accetteranno mai. Seric, il capo del villaggio..."
"Seric  morto. Garulf ha nominato Dudda a capo del villaggio."
"La valle di Outhen  mia!  scritto nel contratto di matrimonio che voi avete negoziato!"
"Wilf non aveva alcun diritto di donarvela. Appartiene alla nostra famiglia da generazioni."
"Ma lui lha riservata a me."
"Era un dono a vita. La sua, non la vostra."
" una menzogna."
Wynstan si strinse nelle spalle. "Cosa pensate di fare?"
"Io non devo fare proprio nulla. Sar re Etelredo a nominare il nuovo aldermanno, non voi."
"Supponevo che vi faceste delle illusioni in merito" disse Wynstan, e la gravit del suo tono raggel Ragna. "Lasciate che vi spieghi cosha per la mente il re oggi. La flotta vichinga  ancora in acque inglesi... Hanno passato linverno allisola di Wight anzich tornare a casa. Etelredo ha negoziato una tregua con loro... per la quale dovr pagare ventiquattromila libbre dargento."
Ragna era sconvolta. Non aveva mai sentito parlare di una somma cos grossa.
"Potete ben immaginare" prosegu Wynstan "che il re  occupato a raccogliere il denaro. E come se non bastasse, sta preparando il suo matrimonio."
Etelredo era stato sposato con Elfgifu di York, che era morta dando alla luce il loro undicesimo figlio.
"Sposer Emma di Normandia" aggiunse Wynstan.
Ragna rimase nuovamente sorpresa. Conosceva Emma, la figlia del conte Richard di Normandia. Emma era una bambina di dodici anni quando lei era partita dalla Normandia cinque anni prima. Adesso doveva averne diciassette. Ragna si rese conto che una giovane donna normanna che sposava il re inglese poteva diventare una potente alleata.
Wynstan continu con il proprio ragionamento. "Con tutte queste cose a cui pensare, secondo voi quanto tempo potr dedicare a decidere chi sar il nuovo aldermanno di Shiring?"
Ragna non rispose.
"Molto poco" disse Wynstan, rispondendo alla sua stessa domanda. "Verificher chi ha il controllo della regione e si limiter a confermare quella persona. Il governante de facto diventer laldermanno de jure."
Se fosse davvero cos pens Ragna non saresti tanto ansioso di farmi sposare Wigelm. Ma non lo disse, perch fu colpita da un altro pensiero. Cosa avrebbe fatto Wynstan quando lei avesse ostinatamente rifiutato la proposta di Wigelm? Avrebbe cercato una soluzione alternativa. Ce nerano molte ipotizzabili, ma una in particolare preoccupava Ragna.
Poteva ucciderla.


Capitolo 33.

Agosto 1002.
Edgar aveva ucciso due uomini. Il primo era stato il vichingo, il secondo Stiggy. Potevano essere tre, se Bada fosse morto dopo che lui gli aveva fratturato la clavicola. Edgar si chiedeva se era un assassino.
Gli uomini darme non si ponevano mai quella domanda: uccidere era la loro funzione. Ma lui era un costruttore. Combattere non era naturale per un artigiano, eppure aveva battuto uomini avvezzi alla violenza. Forse avrebbe dovuto sentirsi orgoglioso: Stiggy era uno spietato assassino. Ci nonostante, lui era turbato.
E poi la morte di Stiggy non aveva risolto alcun problema. Garulf aveva preso il controllo della valle di Outhen, e senza dubbio anche in quel momento faceva sentire la sua morsa sugli abitanti del villaggio.
Arrivato a Shiring, Edgar and dritto alla cittadella dellaldermanno. Tolse la sella a Buttress, la port ad abbeverarsi allo stagno, quindi la lasci libera di pascolare nel campo vicino insieme agli altri cavalli.
Dirigendosi verso la casa di Ragna si chiese, forse ingenuamente, se lei fosse cambiata, adesso che era vedova. La conosceva da cinque anni, e per tutto quel tempo era stata di un altro uomo. Avrebbe avuto una luce diversa negli occhi, un nuovo sorriso sulle labbra, uninconsueta scioltezza nel portamento? Ragna gli era affezionata, questo lo sapeva, ma ora avrebbe manifestato liberamente quel sentimento?
La trov in casa. Nonostante il sole lei era dentro, seduta su una panca a fissare il nulla con aria pensierosa. I suoi tre figli e le due bimbe di Cat stavano facendo il sonnellino pomeridiano, sotto locchio vigile di Cat e Agnes. Quando lo vide, Ragna si rallegr un poco e lui ne fu contento. Le porse la sacchetta di pelle con le monete dargento. "I vostri guadagni dalla cava. Ho pensato poteste averne bisogno."
"Grazie! Wigelm si  preso il mio forziere... e sono rimasta senza un penny. Vogliono portarmi via tutto, compresa la valle di Outhen. Ma il re  responsabile delle donne aristocratiche rimaste vedove e prima o poi avr qualcosa da dire su quello che Wigelm e Wynstan hanno fatto. E tu come stai?"
Edgar si sedette sulla panca accanto a lei e le parl sottovoce, in modo che le domestiche non sentissero. "Ero a Outhen. Ho visto Stiggy uccidere Seric."
"Stiggy  morto..." disse Ragna spalancando gli occhi.
Edgar annu.
"Sei stato tu?" chiese lei, muovendo le labbra senza pronunciare alcun suono.
Lui annu di nuovo. "Ma non lo sa nessuno" sussurr.
Ragna gli strinse il polso, in un gesto silenzioso di ringraziamento, e lui avvert come un formicolio nel punto in cui la sua mano lo aveva toccato. "Garulf  fuori di s" disse poi con un tono di voce normale.
"Naturale." Edgar pens allespressione avvilita che aveva visto sul suo volto quando era entrato e le chiese: "E voi?".
"Wigelm vuole sposarmi."
"Dio ce ne scampi!" Edgar era inorridito. Non voleva che Ragna sposasse nessuno, ma lidea che il suo futuro marito fosse Wigelm era ripugnante.
"Non succeder" aggiunse lei.
"Sono felice di sentirvelo dire."
"Ma cosa faranno loro?" Sul viso di lei cera unespressione che Edgar non aveva mai visto, una disperazione cos profonda che gli venne voglia di prenderla tra le braccia e dirle che si sarebbe preso cura di lei. "Io sono un problema che devono risolvere" prosegu Ragna "e non lasceranno che sia il re Etelredo a occuparsene... Lui non nutre alcuna stima per loro e potrebbe non fare quello che vogliono."
"Ma cosa possono fare?"
"Potrebbero uccidermi."
Edgar scosse la testa. "Provocherebbe uno scandalo troppo grande anche al di fuori dellInghilterra."
"Potrebbero dire che sono caduta e sono morta sul colpo."
"Buon Dio." A Edgar non era passato per la mente che fossero capaci di spingersi a tanto. Erano abbastanza spietati da uccidere Ragna, ma potevano passare guai seri. Loro, per, non avevano paura di correre dei rischi. Edgar era seriamente preoccupato. "Dobbiamo proteggervi, in un modo o nellaltro!" esclam.
"Non ho guardie del corpo, al momento. Bern  morto e gli armigeri adesso rispondono a Wigelm."
Ora le due domestiche riuscivano a sentire la loro conversazione, perch parlavano con un tono di voce normale, e Cat reag allultima osservazione di Ragna. "Bestie immonde!" disse in francese normanno. Bern era suo marito.
"Potrebbe essere necessario che lasciate la cittadella" disse Edgar.
"Sembrerebbe una resa."
"Sarebbe solo per un po, finch non esporrete il vostro caso al re. Cosa che non potrete fare se sarete morta."
"Dove potrei andare?"
Edgar ci riflett. "Cosa ne dite dellisola dei Lebbrosi? Nella chiesa delle suore c un seggio della pace. Neppure Wigelm oserebbe uccidere una nobildonna l dentro. Ogni signore dInghilterra si sentirebbe in dovere di eliminarlo per vendicarvi."
Gli occhi di lei si illuminarono. " unottima idea."
"Dovreste partire immediatamente."
"Verresti con me?"
"Certo. Quando potreste partire?"
Lei esit, poi prese una decisione. "Domani mattina."
Edgar pens che sembrava troppo facile, troppo bello per essere vero. "Potrebbero cercare di impedirvelo."
"Hai ragione. Partiremo prima del sorgere del sole."
"Dovrete essere prudente fino ad allora."
"S." Ragna si volt verso Cat e Agnes, che ascoltavano con gli occhi sgranati. "Voi due non fate nulla prima di cena... comportatevi come al solito. Poi, quando diventa buio, preparate quello che serve per i bambini."
"Faremmo meglio a portare del cibo con noi" disse Agnes. "Devo prendere qualcosa in cucina?"
"No, potrebbe tradirci. Va in citt a comprare del pane e del prosciutto." Consegn ad Agnes tre penny dargento presi dalla sacchetta che aveva portato Edgar.
"Non usate i vostri cavalli" disse lui. "Lo sceriffo Den vi prester i suoi."
"Devo lasciare qui Astrid?"
"Torner io a prenderla pi avanti." Edgar si alz. "Star a casa di Den stanotte. Gli riferir che avete bisogno dei cavalli. Questa sera mi farete sapere se  tutto pronto per domani mattina?"
"Certo." Lei strinse le mani di Edgar, e quel gesto gli fece tornare alla mente la conversazione intima che avevano avuto a casa sua, a Drengs Ferry. Li aspettavano altri momenti cos? "E grazie di tutto, Edgar. Ho perso il conto di quello che hai fatto per me."
Lui avrebbe voluto dirle che lo faceva per amore, ma non poteva certo di fronte a Cat e Agnes, e cos replic: "Ve lo meritate. Anche di pi".
Lei sorrise e lasci andare le sue mani. Edgar si volt e usc.
"Potremmo ucciderla e basta" disse Wigelm. "Sarebbe tutto pi semplice."
"Ci ho pensato, credimi" rispose Wynstan. "Ci  troppo di intralcio."
Si trovavano nella residenza del vescovo, al piano superiore, e stavano bevendo del sidro. Quel tempo metteva sete.
Wynstan ricord la minaccia dello sceriffo Den di ucciderlo se fosse successo qualcosa a Ragna, per accanton subito il pensiero. Erano in molti quelli che avrebbero voluto ucciderlo. Se avesse ceduto alla paura, non avrebbe pi messo piede fuori di casa.
"Senza Ragna, non avrei rivali per il titolo di aldermanno" osserv Wigelm.
"Perlomeno nessuno di convincente. Chi sceglier il re? Deorman di Norwood  mezzo cieco. Thurstan di Lordsborough  un cacasotto che non sarebbe in grado di guidare un coro da osteria, figuriamoci un esercito. Tutti gli altri signori della terra sono poco pi che contadini arricchiti. Nessuno ha la tua esperienza e le tue conoscenze."
"Dunque..."
Capitava spesso che Wynstan si arrabbiasse perch doveva spiegare le cose due volte a Wigelm, ma questa volta stava cercando di inquadrare il problema lui stesso. "Dobbiamo semplicemente tenerla sotto controllo" disse.
"Perch non ucciderla? Potremmo organizzare tutto in modo che la colpa ricada su qualcun altro, come abbiamo fatto con Wilf."
Wynstan scosse il capo. "Potremmo, ma sarebbe come sfidare la sorte. Una volta labbiamo passata liscia per un pelo, anche se un sacco di gente non crede che sia stata Carwen a uccidere Wilf. Ma un secondo assassinio, cos conveniente e subito dopo il primo, sarebbe altamente sospetto. Tutti capirebbero che siamo noi i colpevoli."
"Re Etelredo potrebbe credere a noi."
Wynstan si lasci sfuggire una risata sprezzante. "Non fingerebbe neppure di farlo. Noi stiamo usurpando le sue prerogative in due modi. Primo, gli stiamo imponendo la scelta dellaldermanno. Secondo, stiamo interferendo con il destino di una vedova."
"Non pensi che sia occupato a mettere insieme le sue ventiquattromila libbre dargento?"
"Per adesso s, ma una volta trovato il denaro potr fare quello che vuole."
"Quindi dobbiamo tenere viva Ragna."
"Se possibile, s. Viva, ma sotto il nostro controllo." Wynstan alz lo sguardo e vide entrare Agnes. "E qui c il topolino che ci aiuter in questo." Not che la donna portava un paniere. "Sei andata a fare compere, mio topolino?"
"Provviste per un viaggio, mio signor vescovo."
"Vieni a sederti qui, sulle mie ginocchia."
Lei sembrava sorpresa e imbarazzata, ma anche eccitata. Pos il paniere e and ad appollaiarsi sulle ginocchia di Wynstan, con la schiena eretta.
"Dimmi, di che viaggio si tratta?" chiese lui.
"Ragna vuole andare a Drengs Ferry. Ci vogliono due giorni."
"Lo so quanto ci vuole. Ma perch vuole andare l?"
"Pensa che voi possiate ucciderla quando capirete che non sposer mai Wigelm."
Wynstan si volt a guardare Wigelm. Quello era esattamente ci che temeva. Per fortuna lo era venuto a sapere in anticipo. Era stato molto astuto a mettere una spia nella casa di Ragna. "Cosa lha fatta decidere?"
"Non ne sono sicura, ma  arrivato Edgar con del denaro per lei, ed  stata una sua idea. Allogger al convento. Pensa che l sar al sicuro da voi."
Probabilmente Ragna aveva ragione, pens Wynstan. Lui non voleva inimicarsi tutta lInghilterra. "Quando partir?"
"Domani al levar del sole."
Wynstan accarezz i seni di Agnes e lei fremette di desiderio. "Sei stata molto brava, topolino mio" le disse con tono affabile. "Questa  uninformazione importante."
"Sono lieta di avervi fatto felice" rispose lei con voce tremante.
Lui fece locchiolino al fratello e le infil la mano sotto la veste. "Sei gi tutta bagnata!" disse. "Pare che anchio ti abbia fatto felice."
"S" sussurr lei.
Wigelm rise.
Wynstan fece alzare Agnes. "Inginocchiati, topolino" le disse e si sollev la tunica. "Sai cosa fare con questo?"
Lei chin la testa sul suo grembo.
"Ah, s" disse lui con un sospiro. "Vedo che lo sai."
Quando scese loscurit, Ragna usc di soppiatto dalla cittadella. Si tir il cappuccio sulla testa e attravers la citt a passo svelto. Era felice di incontrarsi con Edgar. Si rese conto che era una sensazione familiare. Lei era sempre felice di vederlo. E lui si era dimostrato un vero amico fin da quando era arrivata in Inghilterra.
Trov lo sceriffo Den e la moglie che si preparavano ad andare a letto. Edgar occupava una casa vuota nel complesso fortificato, le disse Den, e la accompagn. La casa era illuminata da una sola torcia di canne. Edgar era in piedi accanto al focolare, ma il fuoco non era acceso: faceva caldo.
"I vostri cavalli saranno pronti alle prime luci dellalba" disse Den.
"Grazie" rispose Ragna. Certi inglesi erano persone perbene, altri erano dei porci, riflett. Ma forse era cos ovunque. "Probabilmente mi avete salvato la vita."
"Sto solo facendo quello che, secondo me, il re vorrebbe che io facessi" ribatt lo sceriffo, e poi aggiunse: "E poi sono felice di aiutarvi". Li guard con lombra di un sorriso. "Ora vi lascio ai preparativi finali" disse, e usc.
Il cuore di Ragna prese a battere pi forte. Raramente si era trovata da sola con Edgar... Anzi, le volte erano state cos poche che lei le ricordava benissimo. La prima era stata cinque anni prima a Drengs Ferry, quando lui laveva accompagnata con la barca allisola del Lebbrosi. Ricordava il buio, il picchiettare della pioggia sulla superficie del fiume, e il calore delle sue braccia forti quando laveva portata dalla barca alla spiaggia. La seconda era stata quattro anni dopo, a Outhenham, nella sua casa alla cava, quando lo aveva baciato e lui era quasi morto per limbarazzo. La terza era stata a Drengs Ferry, quando Edgar le aveva mostrato la scatola che aveva costruito per il libro che lei gli aveva regalato, e Ragna aveva praticamente ammesso che il suo amore le era di conforto.
Questa era la quarta volta.
" tutto pronto" gli disse. Intendeva dire per la fuga.
"Anche qui." Edgar sembrava a disagio.
"Rilassati" disse lei. "Non ho intenzione di morderti."
Lui le rivolse un sorriso timido. "Ci sono sorti peggiori."
Guardandolo, l, nella penombra, non desiderava altro che lui la prendesse tra le braccia. Sembrava la cosa pi naturale del mondo. Gli and pi vicino. "Ho capito una cosa."
"Cosa?"
"Che noi non siamo amici."
Lui comprese immediatamente. "Oh, no" disse, scuotendo la testa. "Siamo qualcosa di molto diverso."
Lei gli pos le mani sulle guance, sentendo i peli morbidi della barba. "Hai un viso cos bello" gli disse. "Forte, intelligente, gentile."
Lui abbass lo sguardo.
"Ti sto mettendo in imbarazzo?" chiese lei.
"S, ma non vi fermate."
Ragna pens a Wilwulf e si chiese come avesse potuto amare un guerriero. Era stato un amore adolescenziale. Quello che provava adesso era un desiderio adulto. Ma non poteva dirlo, e cos baci Edgar.
Fu un bacio lungo e tenero, con le labbra che si esploravano delicatamente. Lei gli accarezz le guance e i capelli, e sent le mani di lui intorno ai fianchi. Dopo un lunghissimo minuto si stacc, ansimante. "Oh, mio Dio" disse. "Posso averne ancora un po?"
"Quanto ne vuoi" rispose lui. "Ne ho messo parecchio da parte."
Lei si sent in colpa. "Mi dispiace."
"Perch?"
"Che tu abbia dovuto aspettare cos tanto. Cinque anni."
"Ne avrei aspettati anche dieci."
A Ragna vennero le lacrime agli occhi. "Io non merito un simile amore."
"S, invece."
Lei desiderava fare qualcosa per dargli piacere. "Ti piacciono i miei seni?" disse.
"S.  per questo che li fisso da tutti questi anni."
"Vorresti toccarli?"
"S" rispose lui con voce roca.
Lei si chin e sollev lorlo della veste, togliendosela dalla testa con un movimento rapido, e rimase completamente nuda di fronte a lui.
"Oh, mio Dio" sospir lui. La accarezz con entrambe le mani, stringendo appena, le sfior i capezzoli con la punta delle dita. Il suo respiro si fece pi rapido. Ragna pens che sembrava un assetato che trova un ruscello. Dopo un po, lui chiese: "Posso baciarli?".
"Edgar, puoi baciare tutto quello che vuoi."
Lui chin la testa e lei gli accarezz i capelli, osservandolo alla luce tremolante della torcia, mentre le sue labbra la sfioravano ovunque.
I suoi baci si fecero pi ardenti. "Se succhi, esce il latte" disse lei.
Lui rise. "Pensi che mi piacerebbe?"
Lei adorava il fatto che riuscisse a essere passionale e spiritoso allo stesso tempo. "Non lo so" rispose con un sorriso.
Poi torn serio. "Possiamo sdraiarci?"
"Un momento." Ragna si chin e gli sollev lorlo della tunica. Quando questa fu allaltezza della vita, lei gli baci la punta del pene. Quindi lo spogli.
Si sdraiarono uno accanto allaltra e lei esplor il corpo di Edgar con le mani, accarezzandogli il petto, la vita, le cosce, e lui fece lo stesso. Ragna sent la sua mano tra le gambe e la punta delle dita nella fessura umida. Rabbrivid di piacere.
Allimprovviso non pot pi aspettare. Gli and sopra a cavalcioni e lo guid dentro di s. Allinizio si mosse lentamente, poi sempre pi veloce. Guardando il suo volto, pens: Non sapevo di desiderarlo cos tanto. Non era soltanto la sensazione di piacere, leccitazione: era qualcosa di pi, era lintimit, la mancanza di barriere tra loro. Era lamore.
Edgar chiuse gli occhi, ma lei non voleva questo. "Guardami, guardami" lo preg e lui li riapr. "Ti amo" disse Ragna. Poi fu travolta dalla gioia assoluta di fare lamore con lui e grid, e in quello stesso momento lo sent muoversi convulsamente dentro di s. And avanti per un lungo istante, poi lei croll sul suo petto, sfinita dallemozione.
Mentre stava l, sdraiata su di lui, le tornarono alla mente i ricordi degli ultimi anni, come si ricorda una poesia allimprovviso: la terribile tempesta a bordo della Angel, il fuorilegge con lelmo che le aveva rubato il dono di nozze per Wilwulf, quello schifoso di Wigelm che le palpeggiava i seni la prima volta che la vedeva, il dolore nellapprendere che Wilf era gi sposato e aveva un figlio, la sofferenza per la sua infedelt con Carwen, lorrore del suo omicidio, la malvagit di Wynstan. E in mezzo a tutto questo cera sempre Edgar, la cui gentilezza si era trasformata in affetto, e poi in amore appassionato. Grazie al cielo esiste Edgar pens. Grazie al cielo.
Quando lei se ne fu andata, Edgar rimase sdraiato a lungo in uno stato di beatitudine.
Aveva creduto di essere condannato a vivere due amori impossibili, il primo per una donna morta, il secondo per una donna irraggiungibile. E ora Ragna gli aveva detto che lo amava. Ragna di Cherbourg, la donna pi bella di tutta lInghilterra, amava Edgar il costruttore.
Rivisse mentalmente ogni istante: il bacio, lei che si toglieva la veste, i suoi seni, e quel bacio sul pene, un bacio leggero, affettuoso, quasi fuggevole, lei che gli diceva di aprire gli occhi e di guardarla. Erano mai esistite due persone che godevano cos intensamente luna dellaltra? Erano mai esistite due persone che si amavano cos tanto?
Be, forse s, riflett, ma non molte.
Con la testa piena di pensieri piacevoli, si addorment.
Fu svegliato dalla campana del monastero. Il suo primo pensiero fu: Ho davvero fatto lamore con Ragna?. E il secondo: Sono in ritardo?.
S, aveva fatto lamore con lei, e no, non era in ritardo. I monaci si alzavano unora prima dellalba. Aveva tutto il tempo.
I loro piani non andavano oltre i due giorni successivi. Avrebbero lasciato Shiring, sarebbero andati a Drengs Ferry, Ragna si sarebbe rifugiata nel convento, e poi avrebbero pensato al futuro. Ora, per, non riusciva a smettere di fare castelli in aria.
La differenza di rango tra loro non era pi grande come un tempo. Lui era un artigiano benestante, un uomo in vista sia a Drengs Ferry sia a Outhenham. Ragna era una nobildonna, ma vedova, e il suo patrimonio era minacciato da Wynstan. La distanza fra loro non era pi quella di prima... per era comunque troppo grande. Edgar non vedeva via duscita, eppure non avrebbe permesso a quei pensieri di rovinargli la felicit, non quel giorno.
Trov lo sceriffo Den in cucina, che faceva colazione con manzo freddo e birra. Edgar era troppo nervoso ed eccitato per aver fame, ma si costrinse a mandar gi qualcosa: poteva aver bisogno di tutte le sue forze.
Den mise fuori la testa e guard verso il cielo. "Si sta facendo giorno" disse.
Edgar cominci a preoccuparsi. Non era da Ragna arrivare in ritardo.
And alla stalla. Gli stallieri stavano sellando tre cavalli per Ragna, Cat e Agnes, e caricando un cavallo da soma con panieri da basto per le provviste. Edgar sell Buttress.
Den comparve sulla porta. " tutto pronto... a parte Ragna."
"Vado da lei" disse Edgar.
Attravers in fretta la citt. Il cielo si stava schiarendo e dalla bottega di un fornaio si levava del fumo, ma camminando verso la cittadella non incontr nessuno.
Talvolta il cancello era sbarrato e sorvegliato da guardie, ma non quel giorno. Adesso cera una tregua con i vichinghi e i gallesi se ne stavano buoni. Apr il cancello senza far rumore. La cittadella era immersa nel silenzio.
And a passo svelto verso la casa di Ragna. Buss forte alla porta, poi prov ad aprire. La porta non era sbarrata dallinterno. Entr.
Non cera nessuno.
Rimase sorpreso, poi ebbe paura. Cosa poteva essere successo?
Non cerano torce n lanterne. Strinse gli occhi per vedere nelloscurit. Un topo corse via attraverso il focolare: doveva essere freddo. Mentre i suoi occhi si abituavano alla penombra rischiarata solo dalla debole luce proveniente dalla porta aperta, vide che molte delle cose di Ragna erano ancora l - vesti appese ai pioli, la moscaiola, coppe e ciotole -, per le culle erano sparite.
Se nera andata. E il focolare freddo era la dimostrazione che laveva fatto ore prima, probabilmente poco dopo avergli augurato la buonanotte alla residenza fortificata dello sceriffo Den. Poteva gi trovarsi a miglia e miglia da l.
Doveva aver cambiato i suoi piani. Ma perch non lo aveva avvisato? Era possibile che glielo avessero impedito. Questo faceva pensare che fosse stata portata via contro la propria volont e tenuta dove non poteva comunicare. Dovevano essere stati Wynstan e Wigelm. Dunque era stata fatta prigioniera.
La rabbia divamp dentro di lui. Come avevano osato? Era una donna libera, la figlia di un conte, la vedova di un aldermanno... Non avevano nessun diritto!
Se avevano scoperto che lei stava pensando di fuggire, chi era stato a informarli? Uno dei servitori dello sceriffo, forse, o magari Cat o Agnes.
Doveva scoprire dovera stata portata.
Furioso, usc dalla casa. Era pronto ad affrontare Wigelm o Wynstan, e Wigelm era probabilmente il pi vicino. Quando si trovava a Shiring dormiva da sua madre, Gytha. Edgar attravers lo spiazzo erboso a passo deciso, diretto alla casa di Gytha.
Davanti alla porta, seduto per terra con la schiena contro la parete, cera un armigero che si era appisolato. Edgar lo riconobbe: era Elfgar, un ragazzotto grande e grosso ma innocuo. Lo ignor e buss alla porta.
Elfgar si alz in piedi, un po traballante perch svegliato allimprovviso. Abbass gli occhi e, in ritardo, prese da terra un randello ricavato da un pezzo di legno contorto. Sembrava non sapesse neppure come usarlo.
La porta si spalanc e sulla soglia comparve un altro armigero. Doveva aver dormito dentro, davanti alla porta. Era Fulcric, pi adulto e pi cattivo di Elfgar.
"Wigelm  qui?" chiese Edgar.
"E tu chi diavolo sei?" rispose Fulcric, aggressivo.
"Voglio vedere Wigelm!" esclam Edgar, alzando la voce.
"Ti prenderai una randellata in testa se non stai attento."
"Non ti preoccupare, Elfgar,  soltanto quel piccolo costruttore di Drengs Ferry" disse una voce dallinterno. Wigelm emerse dalla semioscurit. "Ma sar meglio che abbia un buon motivo per bussare alla mia porta a questora del mattino."
"Voi conoscete il motivo, Wigelm. Dov?"
"Non osare interrogarmi, o verrai punito per la tua insolenza."
"E voi sarete punito per aver rapito una vedova aristocratica... Un crimine ben pi grave agli occhi del re."
"Nessuno  stato rapito."
"E allora dov lady Ragna?"
Alle spalle di Wigelm comparvero sua moglie Milly e sua madre, entrambe insonnolite e scarmigliate.
"E dove sono i bambini?" prosegu Edgar. "Il re Etelredo vorr saperlo."
"In un luogo sicuro."
"Dove?"
"Non avrai davvero creduto di poterla avere, spero" disse Wigelm con aria di scherno.
"Siete voi quello che le ha chiesto di sposarla."
"Cosa?" fece Milly. Evidentemente nessuno le aveva detto della proposta di matrimonio fatta dal marito a Ragna.
"Ma Ragna vi ha respinto, vero?" prosegu Edgar, imprudente. Sapeva che era una follia provocare Wigelm, per era troppo fuori di s per fermarsi. " per questo che lavete rapita."
"Ora basta."
" lunico modo che conoscete per avere una donna, Wigelm? Dovete rapirla?"
Elfgar ridacchi.
Wigelm fece un passo avanti e tir un pugno in faccia a Edgar. Era un uomo forte che sapeva soltanto combattere, e il colpo fece male a Edgar. Gli parve che tutto il lato sinistro della faccia prendesse fuoco.
Mentre era ancora stordito, Fulcric gli and dietro e lo afferr saldamente, quindi Wigelm lo colp allo stomaco. Edgar ebbe la terribile sensazione di non riuscire a respirare. Wigelm gli sferr un calcio nei testicoli che gli tolse il respiro. Edgar url di dolore. Wigelm lo colp di nuovo al volto.
Poi Edgar vide Wigelm prendere il randello dalle mani di Elfgar.
Il terrore si impadron di lui. Temeva di essere ammazzato di botte, e a quel punto non ci sarebbe stato pi nessuno a proteggere Ragna. Vide il randello calare verso la sua faccia. Volt la testa e il pesante pezzo di legno gli centr la tempia, provocandogli un lampo di dolore alla testa.
Il randello lo colp al petto, e lui pens che gli si fossero spezzate le costole. Si accasci, mezzo svenuto, tenuto in piedi soltanto dalla poderosa stretta di Fulcric.
Attraverso il fischio nelle orecchie, sent la voce di Gytha. "Ora basta. Non vorrete ucciderlo!"
"Gettatelo nello stagno" disse Wigelm.
Edgar fu sollevato di peso per le braccia e per i piedi e portato attraverso la cittadella. Un minuto dopo si ritrov a volare per aria. Cadde in acqua e and a fondo. Fu tentato di restare immobile e lasciarsi annegare per mettere fine al dolore.
Si rigir e pos palmi e ginocchia sul fondo fangoso dello stagno, quindi riusc a mettere la testa fuori dallacqua per respirare.
Lentamente, in preda a dolori atroci, si trascin carponi come un bambino fino a riva.
Sent una voce di donna esclamare: "Oh, poverino!".
Era Gilda, la domestica della cucina.
Edgar cerc di rimettersi in piedi. Gilda lo afferr per un braccio e lo aiut a rialzarsi. "Grazie" biascic lui attraverso le labbra spaccate.
"Che Dio maledica Wigelm" disse lei. Si infil sotto lascella di Edgar e si gett il suo braccio sulle spalle. "Dove vuoi andare?"
"Da Den."
"Allora andiamo" disse Gilda. "Ti ci porto io."


Capitolo 34.

Ottobre 1002.
Aldred era soddisfatto di come cresceva la sua biblioteca. Privilegiava i libri in inglese rispetto a quelli in latino, in modo che potessero fruirne tutte le persone che sapevano leggere e non solo i religiosi pi colti. Aveva i Vangeli, i Salmi, e qualche rituale, tutti consultabili dai preti di campagna che possedevano pochi libri. Inoltre il suo piccolo scriptorium produceva delle copie a buon mercato destinate alla vendita. Aveva anche qualche commentario e dei libri di poesia profana.
Il priorato prosperava grazie alle rendite crescenti che gli derivavano dalla citt e alle donazioni di terre da parte dei nobili. Il monastero contava nuovi novizi e la scuola nuovi alunni che studiavano e risiedevano l.
Era un pomeriggio mite di ottobre e i giovani studenti cantavano salmi nel camposanto.
Andava tutto bene, a parte il fatto che Ragna era scomparsa, e con lei i suoi figli e le domestiche. Edgar aveva passato due mesi girando di citt in citt, di villaggio in villaggio, ma non aveva trovato traccia di lei. Era persino andato al nuovo casino di caccia che Wigelm si era fatto costruire nei pressi di Outhenham. Nessuno aveva visto passare Ragna. Edgar era distrutto e non sapeva pi cosa fare, e Aldred provava una gran compassione per lui.
Nel frattempo, Wigelm riscuoteva tutte le rendite della valle di Outhen.
Aldred aveva chiesto allo sceriffo Den perch mai il re non facesse nulla al riguardo. Guardate la cosa dal punto di vista del re aveva risposto Den. Per lui il matrimonio di Ragna  illegittimo. Ha negato il suo consenso, ma Wilwulf  andato avanti ugualmente. Il tribunale reale lo ha condannato a versare unammenda per la sua disobbedienza, e lui si  rifiutato di pagarla. Ha sfidato lautorit del re e, quel che  peggio, ha ferito il suo orgoglio. Il re non si comporter come se fosse un matrimonio regolare.
Ma in questo modo punisce Ragna per i peccati di Wilwulf! aveva ribattuto Aldred indignato.
Cosaltro pu fare?
Potrebbe razziare Shiring!
 una misura drastica: radunare un esercito, bruciare i villaggi, uccidere gli avversari, requisire i cavalli migliori, il bestiame, i gioielli. Un re vi ricorre soltanto in circostanze estreme. Sarebbe disposto a farlo per una vedova straniera il cui matrimonio non  mai stato ratificato?
Suo padre sa che  scomparsa?
 possibile. Ma una missione di salvataggio dalla Normandia equivarrebbe a uninvasione dellInghilterra, e il conte Hubert non se lo pu permettere... meno che mai adesso che la figlia del suo vicino sta per sposare il re inglese. Il matrimonio tra Etelredo ed Emma di Normandia  fissato per novembre.
Un re deve governare, qualunque cosa accada: e uno dei suoi doveri  prendersi cura delle vedove aristocratiche.
Dovreste farglielo presente voi.
Allora lo far.
Aldred aveva scritto una lettera al re Etelredo.
In risposta, il re aveva ordinato a Wigelm di consegnare la vedova di suo fratello.
Aldred pensava che Wigelm avrebbe semplicemente ignorato lordine, come aveva fatto per altri decreti reali in passato, ma questa volta non fu cos. Wigelm aveva annunciato che Ragna se nera tornata a casa sua, a Cherbourg.
Se era vero, questo spiegava se non altro perch nessuno era stato in grado di rintracciarla in Inghilterra. Ed era naturale che avesse portato con s i figli e le domestiche.
Edgar allora era tornato a Combe, ma non aveva trovato nessuno in grado di confermare che Ragna si fosse imbarcata su una nave... Per era possibile che fosse salpata da un altro porto.
Mentre Aldred pensava, preoccupato, a Edgar, eccolo comparire in carne e ossa. Si era ripreso dal pestaggio, solo che gli era rimasto il naso un po storto e gli mancava un dente davanti. Venne verso il camposanto in compagnia di altre due persone, che Aldred riconobbe. Luomo con i capelli tagliati alla maniera normanna era Odo, e la donna bionda e minuta era sua moglie Adelaide. Erano i corrieri di Cherbourg che ogni tre mesi portavano a Ragna le rendite di Saint-Martin. Li seguivano dappresso tre armigeri, la loro scorta.
Dopo che Aldred li ebbe salutati, Edgar spieg: "Odo  venuto a chiedervi un favore, priore Aldred".
"Far il possibile" rispose Aldred.
"Vorrei che custodiste il denaro di Ragna" disse Odo con il suo accento francese.
"Non riuscite a trovarla, vero?" domand Aldred.
Odo allarg le braccia in un gesto di resa. "A Shiring dicono che  andata a Outhenham, a Outhenham dicono che  a Combe, ma noi veniamo da Combe e l non cera."
Aldred annu. "Nessuno sa dov. Sar felice di custodire il denaro per lei, se  questo che desideri. Per, secondo le ultime informazioni,  tornata a Cherbourg."
Odo era sbalordito. "Ma non c! Se fosse l, noi non saremmo venuti in Inghilterra!"
"Certo che no" disse Aldred.
"E allora dov, in nome del cielo?" chiese Edgar.
Ragna, Cat e i bambini erano stati legati e imbavagliati, e portati via con la forza dalla loro casa da Wigelm e da un gruppo di armigeri. Con il favore delle tenebre, erano stati fatti uscire dalla cittadella e poi caricati su un carro, sotto delle coperte.
I bambini erano terrorizzati, e la cosa peggiore era che Ragna non poteva parlare per consolarli.
Avevano viaggiato per ore tra scossoni e sobbalzi su strade piene di solchi. Da quello che Ragna riusciva a sentire, il carro doveva essere scortato da cinque o sei uomini a cavallo. Ma stavano in silenzio, parlavano il minimo indispensabile e a bassa voce.
A furia di piangere, i bambini si erano addormentati.
Quando il carro si ferm e le coperte furono scostate era giorno. Ragna vide che si trovavano in una radura in mezzo alla foresta. Agnes era con gli uomini di scorta, e in quel momento Ragna cap che era stata lei a tradirla. Agnes doveva aver riferito a Wynstan del suo piano di fuga insieme a Edgar. Per tutto quel tempo, la sarta doveva aver covato in segreto un odio feroce nei suoi confronti, perch lei aveva condannato a morte suo marito Offa. Ragna maledisse limpeto di piet che laveva spinta a riprenderla al suo servizio.
Vide che le culle dei bambini erano state caricate sul carro insieme a loro, ma era stato tutto nascosto sotto le coperte. Cosa dovevano aver pensato gli abitanti dei villaggi che avevano assistito al passaggio del gruppo? Di sicuro non a un rapimento, perch le donne e i bambini non erano visibili. Di fronte alla scorta armata, lei stessa avrebbe pensato che le coperte nascondessero grandi quantit dargento o altri preziosi che una ricca nobildonna o un alto ecclesiastico avevano dato ordine di trasferire da un luogo allaltro.
Adesso che non cera nessuno che potesse vederli, Agnes sleg i bambini e lasci che facessero pip ai margini della radura. Non sarebbero scappati, ovviamente, perch questo significava abbandonare le loro madri. Fu dato loro del pane inzuppato nel latte, poi furono di nuovo legati e imbavagliati. A quel punto furono messe in libert le madri, una per volta e sempre sotto lo sguardo vigile degli uomini, anche quando andarono tra gli alberi a liberarsi, e poi fu dato loro da mangiare e da bere. Fatto questo, i prigionieri furono nuovamente nascosti sotto le coperte e il carro ripart.
Si fermarono altre due volte a intervalli di parecchie ore.
Quella sera arrivarono al capanno di caccia di Wilwulf nella foresta.
Ragna era gi stata l nei primi tempi, quando lei e Wilf erano ancora felici. La caccia le era sempre piaciuta e le ricordava quando aveva cacciato insieme a Wilf in Normandia e, dopo aver ucciso un cinghiale, si erano scambiati il primo bacio appassionato. Per, quando il matrimonio aveva cominciato ad andare male, lei aveva perso entusiasmo anche per quello.
Il capanno era remoto e isolato. Cerano stalle, canili, magazzini e una grande casa. In una delle costruzioni pi piccole viveva un custode con la moglie, ma a parte loro nessuno aveva motivo di andare l, a meno che non stesse facendo una battuta di caccia.
Ragna e gli altri furono condotti allinterno della grande casa e slegati. Il custode inchiod delle assi sopra le due finestre, in modo che non si potessero aprire le imposte, e fiss una spranga sullesterno della porta. La moglie port una pentola di farinata davena per cena e poi furono lasciati l fino al mattino successivo.
Questo era accaduto due mesi prima.
Era sempre Agnes a portare loro da mangiare. Avevano il permesso di fare un po di moto una volta al giorno, ma Ragna non poteva mai uscire insieme ai bambini. Fuori cerano sempre le due guardie del corpo di Wigelm, Fulcric ed Elfgar. Per quanto ne sapeva lei, non cerano mai state visite.
Wigelm e Wynstan non avrebbero mai potuto fare una cosa del genere a una nobildonna inglese. Ci sarebbe stata una famiglia potente, genitori, fratelli e cugini con mezzi e uomini sufficienti a cercarla, e quella famiglia avrebbe preteso che il re facesse valere i suoi diritti; in mancanza di questo, sarebbe venuta a Shiring con un esercito. Ragna era vulnerabile perch la sua famiglia era troppo lontana per intervenire.
Agnes provava gusto a portare cattive notizie insieme al cibo. Il vostro amico Edgar ha scatenato un putiferio aveva detto uno dei primi giorni.
Sapevo che lo avrebbe fatto aveva risposto Ragna.
 un amico leale aveva osservato Cat.
Agnes aveva ignorato la frecciata. Lo hanno quasi ammazzato di botte aveva detto con maligna soddisfazione. Mentre Fulcric lo teneva fermo, Wigelm lo ha picchiato con un randello.
Che Dio lo salvi aveva sussurrato Ragna.
Non so cosabbia fatto Dio, ma Gilda lo ha portato a casa dello sceriffo Den. Per un giorno non  stato in grado di reggersi in piedi.
Se non altro era vivo, aveva pensato Ragna. Wigelm non lo aveva ucciso. Aveva gi i suoi guai con il re, e forse non aveva voluto aggiungere anche quello allelenco dei suoi crimini.
Agnes era maligna, ma Ragna riusciva a strapparle delle informazioni con lastuzia. Non possono tenerci qui nascosti a lungo aveva detto un giorno. La gente sa che Wilwulf aveva un capanno di caccia... prima o poi qualcuno verr a cercarci.
No, non verr nessuno aveva risposto Agnes con un sorriso di esultanza. Wigelm ha detto a tutti che questo capanno  bruciato. Ne ha persino costruito uno nuovo nei pressi di Outhenham. Dice che l c pi selvaggina.
Era stata unidea di Wynstan, riflett Ragna disperata. Wigelm non era cos furbo da pensare a una cosa del genere.
Ci nonostante, la loro prigionia non poteva restare segreta allinfinito. La foresta non era del tutto disabitata: cerano carbonai, cacciatori di cavalli, taglialegna, minatori e fuorilegge. Era possibile che non si avvicinassero per paura degli armigeri, ma nessuno poteva impedire loro di sbirciare attraverso la vegetazione. Prima o poi qualcuno si sarebbe domandato se in quel capanno fossero tenute segregate delle persone.
E a quel punto avrebbero cominciato a girare strane voci. La gente avrebbe detto che nella casa si nascondeva un mostro a due teste, una congrega di streghe, o magari un cadavere che tornava in vita nelle notti di luna piena e cercava di aprire il coperchio della bara. Qualcuno, per, avrebbe collegato la prigione alla nobildonna scomparsa.
Quanto tempo ci sarebbe voluto? La gente della foresta aveva pochi contatti con i contadini o con gli abitanti della citt. Non incontravano estranei per mesi e mesi di fila. Prima o poi dovevano recarsi a un mercato per vendere i cavalli catturati o un carro di minerale di ferro, ma questo era pi probabile in primavera.
Man mano che le settimane diventavano mesi, Ragna cadde preda dellavvilimento. I bambini frignavano tutto il tempo, Cat era di cattivo umore, e Ragna scopr di non aver pi voglia di niente, neppure di lavarsi la faccia la mattina.
E poi si rese conto che cera in serbo per lei qualcosa di peggio, di molto peggio.
Teneva il conto dei giorni facendo dei segni sulla parete, e poco prima di Ognissanti arriv Wigelm.
Fuori era buio, e i bambini dormivano gi. Ragna e Cat erano sedute su una panca accanto al fuoco. La stanza era illuminata da ununica torcia di canne: potevano averne soltanto una per volta. Fulcric apr la porta per far entrare Wigelm e poi la richiuse, restando di guardia fuori.
Ragna lo osserv attentamente e vide che Wigelm non era armato.
"Cosa volete?" chiese, e subito si vergogn per la nota di paura che lei stessa avvertiva nella propria voce.
Wigelm fece un gesto col pollice e ordin a Cat di alzarsi, quindi si sedette al suo posto. Ragna si spost allestremit della panca per stare il pi possibile lontano da lui.
"Avete avuto parecchio tempo per riflettere sulla vostra posizione" disse lui.
Con uno sforzo, Ragna chiam a raccolta un po della forza danimo di un tempo. "Sono stata imprigionata illecitamente. Non mi ci  voluto molto per capirlo."
"Siete impotente e senza un soldo."
"Sono senza un soldo perch voi avete rubato il mio denaro. A proposito, una vedova ha diritto alla restituzione della sua dote. La mia era di venti libbre dargento. Visto che avete rubato anche il forziere di Wilf, mi dovete venti libbre dargento. Quando pensate di farmele avere?"
"Se mi sposerete avrete tutto" rispose Wigelm.
"E perder lanima. No, grazie. Preferisco il mio denaro."
Lui scosse la testa, come se le sue parole lo avessero rattristato. "Perch fate tanto la difficile? Che male c a essere gentile con un uomo?"
"Wigelm, perch siete venuto qua?"
Lui fece un sospiro esagerato. "Vi ho fatto una buona offerta. Vi sposer..."
"Quanta generosit!"
"... e insieme chiederemo al re che ci nomini signori di Shiring. Speravo che a questo punto aveste capito che vi conviene accettare la mia proposta."
"E invece no."
"Non ne riceverete una migliore." La afferr con forza per il braccio. "Su, avanti, non potete fingere di non trovarmi attraente."
"Fingere? Lasciatemi andare."
"Vi prometto che dopo che vi avr scopata per bene mi implorerete di farlo di nuovo."
Lei si liber con uno strattone e si alz in piedi. "Mai!"
Con sorpresa di Ragna, lui and alla porta, buss e le volt la schiena. "Mai  un tempo molto lungo" disse. La guardia apr e Wigelm usc.
"Grazie al cielo" sospir Ragna, quando la porta si fu richiusa.
"Lavete scampata bella" disse Cat e torn a sedersi accanto a lei.
"Di solito non si arrende tanto facilmente" comment Ragna.
"Siete ancora preoccupata."
"A dire il vero, credo che sia Wigelm a essere preoccupato. Secondo te, perch  cos impaziente di sposarmi?"
"Chi non lo sarebbe?"
Ragna scosse il capo. "Non mi vuole come moglie. Gli causerei troppi fastidi. Lui preferisce andare a letto con qualcuno che non oser mai sfidarlo."
"E allora...?"
"Sono preoccupati per il re. Per adesso hanno il controllo di Shiring, e di me, ma per ottenerlo si sono inimicati Etelredo, e si avvicina il momento in cui lui potrebbe decidere di mostrare chi governa in Inghilterra."
"O forse no" disse Cat. "Il re ama il quieto vivere."
"Vero. Ma Wynstan e Wigelm non possono sapere come decider di comportarsi il re. Avrebbero maggiori possibilit di ottenere il risultato voluto se io sposassi Wigelm. Ed  per questo che continuano a provarci."
La porta si apr, e Wigelm rientr.
Questa volta era accompagnato da quattro armigeri che Ragna non aveva mai visto. Dovevano essere arrivati con Wigelm. Erano proprio dei brutti ceffi.
Cat lanci un urlo.
I quattro afferrarono Cat e Ragna, le gettarono a terra e le tennero bloccate l.
I bambini si misero a piangere tutti insieme.
Wigelm afferr la veste di Ragna per la scollatura e la lacer, lasciandola l, nuda, a braccia e gambe spalancate, trattenuta per i polsi e le caviglie.
"Che bel paio di poppe!" esclam uno dei quattro.
"Non sono per te" disse Wigelm, sollevando lorlo della tunica. "Quando avr finito potete sbattervi la domestica, ma non questa. Diventer mia moglie."
A Combe soffiava un gelido vento di mare e Wynstan si rifugi grato nellatmosfera calda e fumosa della casa di Mags, con Wigelm alle calcagna. Mags lo vide subito e gli gett le braccia al collo. "Il mio prete preferito!" esclam, tutta contenta.
Wynstan la baci. "Mags, dolcezza, come stai?"
Lei guard oltre le spalle di lui. "E il vostro bellissimo fratello minore" disse, abbracciando pure Wigelm.
"Per te tutti gli uomini ricchi sono belli" osserv Wigelm stizzito.
Lei lo ignor. "Sedetevi, amici, e bevete una coppa di idromele.  appena fatto. Selethryth!" Fece schioccare le dita e un attimo dopo arriv una donna di mezza et con una caraffa e delle coppe. Doveva essere una prostituta ormai troppo vecchia per lavorare, pens Wynstan.
Tracannarono la bevanda dolcissima e Selethryth ne vers dellaltra.
Wynstan osserv le donne sedute sulle panche ai lati della sala. "Che magnifica visione" comment con un sospiro.
"Ho una ragazza nuova che ho tenuto da parte" disse Mags. "Chi di voi due vuole prendere la sua verginit?"
"Quanti uomini lhanno presa finora?" chiese Wigelm.
Wynstan ridacchi.
"Sapete che io non vi mento mai" protest Mags. "Non le permetto neppure di entrare qui dentro...  chiusa a chiave nella casa accanto."
"Lasciamo che se la prenda Wigelm, la vergine" disse Wynstan. "Stasera ho voglia di una donna pi esperta."
"Cosa ne dite di Merry? Lei vi adora."
Wynstan sorrise a una ragazza sui ventanni, formosa e con i capelli neri. Lei lo salut con un cenno della mano. "S" disse Wynstan. "Merry andr benissimo. Ha un bel culo grosso."
Merry and a sedersi accanto a lui e il vescovo la baci.
"Selethryth, va a prendere la vergine per Wigelm."
Dopo qualche minuto, Wynstan disse a Merry: "Sdraiati sulla paglia, mia cara, e diamoci da fare".
Merry si tolse la veste sfilandola dalla testa e si distese sulla schiena. Era bella in carne e aveva la pelle rosa: Wynstan era contento di aver scelto lei. Alz la tunica e si inginocchi tra le sue gambe.
Merry lanci un urlo.
Wynstan si ritrasse di colpo, sconcertato. "Cosa diavolo ti prende, donna?"
"Ha una piaga!" grid Merry. Balz in piedi e si copr la vulva con le mani, come se volesse proteggerla.
"No, non  vero!" ribatt Wynstan.
"Fatemi vedere, vescovo." Mags aveva un tono di voce diverso. Latteggiamento servile e accomodante di prima aveva lasciato il posto a un piglio pratico e autoritario. "Fatemi vedere luccello."
Wynstan si gir.
"Oh, Ges!" esclam Mags. " davvero una piaga."
Wynstan abbass gli occhi per guardarsi il pene. Vicino alla punta cera unulcera ovale lunga un pollice con una macchia rosso vivo al centro. "Non  niente" disse. "Non mi fa neppure male."
La gaiezza di Mags era sparita e il suo tono si era fatto gelido. "Non  vero che non  niente" disse con fermezza. "Questo  il male delle puttane."
" impossibile" ribatt Wynstan. "Il male delle puttane porta alla lebbra."
Mags si ammorbid appena. "Forse avete ragione voi" disse, e Wynstan cap che lo stava solo assecondando. "Ma qualunque cosa sia, non posso permettervi di farvi le mie ragazze. Se in questa casa dovesse diffondersi qualche malattia, met del clero dInghilterra si ammalerebbe prima di poter dire fornicare."
"Be,  un brutto colpo." Wynstan si sentiva abbattuto. Una malattia equivaleva a una debolezza, e lui doveva essere forte. E poi era eccitato e aveva voglia di scopare. "Cosa posso fare?" disse.
Latteggiamento di Mags torn ammiccante. "Avrete il miglior lavoro di mano della vostra vita, e ve lo far io stessa, mio caro vescovo."
"Be, se non puoi offrirmi di meglio..."
"Nel frattempo le ragazze metteranno su uno spettacolino per voi. Cosa vi piacerebbe guardare?"
Wynstan ci riflett su. "Mi piacerebbe veder frustare il culo di Merry con una cinghia."
"E lo vedrete" disse Mags.
"Oh, no!" protest Merry.
"Non fare storie" disse Mags. "Ti pagano di pi per le frustate, lo sai."
Merry era contrita. "Mi dispiace, Mags. Non volevo lamentarmi."
"Cos va meglio" disse Mags. "E adesso girati e piegati."


Capitolo 35.

Marzo 1003.
Ragna e Cat stavano insegnando ai bambini una filastrocca con i numeri. Osbert, che aveva quasi quattro anni, riusciva pi o meno a cantarla, mentre i gemelli, che ne avevano solo due, si limitavano a mugolare, ma intanto imparavano le parole. Le figlie di Cat, una di due e laltra di tre anni, riuscivano a seguire meglio. A tutti piaceva cantare e, in pi, era un modo per apprendere i numeri.
Loccupazione principale di Ragna durante la prigionia era tenere impegnati i bambini con attivit che insegnassero loro qualcosa. Recitava delle poesie, si inventava delle storie, descriveva ogni luogo che aveva visitato. Raccontava loro del viaggio a bordo della Angel e della burrasca nel Canale, di Grugno di Ferro, il fuorilegge che aveva rubato il dono di nozze per Wilwulf, e dellincendio nelle stalle del castello di Cherbourg. Cat non era altrettanto brava a raccontare storie, ma conosceva uninfinit di canzoncine in francese e aveva una bellissima voce.
Intrattenere i bambini impediva alle due donne di sprofondare nella pi cupa disperazione.
Mentre la canzoncina stava finendo, la porta si apr e una guardia mise dentro la testa. Era Elfgar, il pi giovane, meno spietato e pi incline alla comprensione rispetto a Fulcric. Spesso riferiva a Ragna le ultime notizie. Da lui Ragna aveva appreso che i vichinghi stavano di nuovo razziando la regione occidentale, capeggiati dal temutissimo re Sweyn. La tregua costata a Etelredo ventiquattromila libbre dargento era durata a malapena un anno.
Ragna quasi sperava che i vichinghi conquistassero la regione occidentale. Avrebbe potuto essere fatta prigioniera e liberata dietro il pagamento di un riscatto. Se non altro, sarebbe uscita da quella prigione.
"Tempo di sgranchirsi le gambe" annunci Elfgar.
"Dov Agnes?" chiese Ragna.
"Sta male."
Ragna non era per niente dispiaciuta. Odiava vedere Agnes, la donna che laveva tradita, la persona responsabile della sua prigionia.
Dalla porta aperta entr una folata di aria fredda e Ragna e Cat si affrettarono a mettere i mantelli ai bambini, poi li lasciarono liberi di correre fuori. Elfgar chiuse la porta e la sbarr dallesterno.
Ora che i piccoli erano fuori, Ragna cedette alla tristezza.
Secondo il calendario che aveva tenuto facendo dei segni sulla parete, era chiusa l dentro da sette mesi. Cerano delle pulci tra le canne sul pavimento, e lei aveva preso i pidocchi oltre a una brutta tosse. La casa puzzava: lo stesso vaso doveva essere usato da due adulti e cinque bambini, perch non avevano il permesso di uscire per fare i loro bisogni.
Un giorno passato l dentro era un giorno di vita rubato, e ogni mattina, quando si svegliava e si ritrovava ancora prigioniera, Ragna provava un risentimento tagliente come la punta di una freccia.
E il giorno prima Wigelm era tornato.
Grazie al cielo adesso le sue visite erano meno frequenti. I primi tempi si faceva vedere una volta alla settimana; adesso la cadenza era pi o meno mensile. Ragna aveva imparato a chiudere gli occhi e a pensare alla vista che si godeva dai bastioni del castello di Cherbourg, e allaria pura e salmastra che le soffiava sul volto, finch non lo sentiva ritrarsi dal suo corpo come un lumacone. Pregava che perdesse ogni interesse per lei.
I bambini rientrarono con le gote rosse per il freddo, e tocc alle due donne indossare i mantelli e uscire.
Camminarono avanti e indietro per scaldarsi, ed Elfgar le accompagn.
"Cosha Agnes?" gli chiese Cat.
"Una specie di lebbra" rispose lui.
"Spero tanto che muoia."
Ci fu una pausa e poi Elfgar disse, come per fare conversazione: "Non credo che rester qui ancora per tanto".
"Perch? Ci dispiace che tu vada via" disse Ragna.
"Devo andare a combattere i vichinghi." Fingeva di essere compiaciuto, ma Ragna colse una traccia di paura sotto latteggiamento spavaldo. "Il re sta radunando un esercito per sconfiggere Sweyn Barbaforcuta."
Ragna si blocc. "Ne sei sicuro?" disse. "Re Etelredo sta per venire nella regione occidentale?"
"Cos dicono."
Nel suo cuore si riaccese una speranza. "Verr di certo a sapere della nostra prigionia" disse.
Elfgar si strinse nelle spalle. "Pu darsi."
"I nostri amici lo informeranno. Il priore Aldred, lo sceriffo Den e il vescovo Modulf."
"S!" esclam Cat. "E re Etelredo verr a liberarci!"
Ragna non ne era cos sicura.
"Verr, vero, mia signora?"
Lei non disse nulla.
"Questa  loccasione buona per trovare Ragna" disse il priore Aldred allo sceriffo Den. "Non dobbiamo assolutamente lasciarcela sfuggire."
Aldred era andato a Shiring espressamente per parlarne con Den. Osserv con attenzione la reazione dello sceriffo. Den aveva cinquantotto anni, ma per molti versi i due si assomigliavano. Erano entrambi convinti sostenitori della legge. La residenza fortificata di Den testimoniava il suo amore per lordine: la palizzata costruita con precisione, le case tutte in fila, con la cucina e il letamaio alle estremit opposte, ben lontano luna dallaltro. Ma cera una differenza: Den serviva il re, Aldred serviva Dio.
"Sappiamo per certo che Ragna non  mai tornata a Cherbourg" prosegu Aldred. "Il conte Hubert ce lo ha confermato e ha inviato un reclamo formale al re Etelredo. Wynstan e Wigelm hanno mentito."
La risposta di Den fu ponderata. "Vorrei tanto vedere Ragna al sicuro e in buona salute, e credo che lo vorrebbe anche re Etelredo. Ma un sovrano ha molteplici esigenze, e le pressioni a cui  sottoposto talvolta sono in conflitto tra loro."
Wilburgh, la moglie di Den, una donna di mezza et con i capelli grigi raccolti sotto la cuffia, aveva unopinione pi netta. "Il re farebbe bene a sbatterlo in prigione, quel diavolo di Wigelm."
Aldred era daccordo con lei, ma scelse un approccio pi pratico. "Il re terr udienza nella regione occidentale?"
"Per forza" rispose Den. "Ovunque vada  subissato di domande, accuse, istanze, proposte. Non pu fare altro che ascoltarle tutte, e la gente si aspetta delle decisioni."
"A Shiring?"
"Se passa di qua, s."
"Qui o altrove, di certo dovr fare qualcosa per Ragna!"
"Prima o poi. La sua autorit  stata sfidata e questo lui non pu permetterlo, ma quando lo far  unaltra questione."
Ogni risposta era un pu darsi pens Aldred con disappunto, ma forse era normale quando si parlava di sovrani. In un monastero, invece, un peccato era un peccato, e non si poteva girarci intorno.
"La nuova moglie di Etelredo, la regina Emma, sar una preziosa alleata per Ragna. Appartengono entrambe allaristocrazia normanna, si conoscono fin da piccole e hanno sposato inglesi potenti. Devono aver provato le stesse gioie e gli stessi dolori nel nostro paese. La regina vorr che Etelredo vada in soccorso di Ragna."
"E il re lo farebbe, se non fosse per Sweyn Barbaforcuta. Etelredo sta radunando eserciti per dargli battaglia, e come sempre fa affidamento sui signori della terra perch chiamino a raccolta uomini dalle citt e dai villaggi. Non  un buon momento per scontrarsi con notabili potenti come Wigelm e Wynstan."
Un altro pu darsi pens Aldred. "C qualcosa che potrebbe influenzare la sua decisione?"
Den ci riflett un momento. "Ragna" rispose.
"Cosa intendete dire?"
"Se Etelredo la incontrasse farebbe tutto quello che lei gli chiede.  bella, vulnerabile, una vedova aristocratica. Il re non trover la forza di negare giustizia a una donna affascinante e maltrattata."
"Ma  proprio questo il nostro problema. Non possiamo portarla da lui perch non riusciamo a trovarla."
"Esatto."
"Dunque potrebbe accadere qualunque cosa."
"S."
"A proposito" disse Aldred "mentre venivo qui, ho incrociato Wigelm che andava nella direzione opposta con un gruppo di armigeri. Sapete forse dove era diretto?"
"Ovunque stesse andando, devessere passato per Drengs Ferry, perch non ci sono altri luoghi degni di nota lungo quel tratto di strada."
"Spero tanto che non abbia intenzione di crearmi dei problemi."
Aldred rientr al monastero pi preoccupato di prima, ma quando arriv fratello Godleof gli disse che Wigelm non si era fermato a Drengs Ferry. "Avr cambiato idea lungo la strada e sar tornato indietro" concluse Godleof.
Aldred aggrott la fronte. "S, sar andata cos."
Aldred ud lesercito quando questo si trovava ancora a un miglio o pi da Drengs Ferry. Sulle prime non cap di cosa si trattasse. Era un rumore che ricordava quello del centro della citt di Shiring in un giorno di mercato: il risultato di centinaia, forse migliaia, di persone che parlavano e ridevano, urlavano ordini e imprecazioni, fischiavano, tossivano, e poi i nitriti dei cavalli, il cigolio dei carri che avanzavano sobbalzando. Sent anche lo schiocco della vegetazione che veniva travolta ai due lati della strada fangosa, uomini e cavalli che calpestavano arbusti, carri che spianavano cespugli e alberelli. Poteva trattarsi soltanto di un esercito.
Tutti sapevano che re Etelredo era diretto da quelle parti, per il percorso non era stato annunciato e Aldred rimase sorpreso che avesse scelto di attraversare il fiume proprio l, a Drengs Ferry.
Quando ud il frastuono era al lavoro nel nuovo edificio del monastero, una costruzione di pietra che ospitava la scuola, la biblioteca e lo scriptorium. Con un foglio di pergamena sostenuto da una tavoletta poggiata sulle ginocchia, stava scrupolosamente copiando il Vangelo di san Matteo con la piccola grafia insulare usata per gli scritti in inglese. Lavorava e pregava, perch quello era un compito sacro. Copiare una parte della Bibbia aveva un duplice scopo: quello di creare un nuovo libro, certo, ma anche meditare sul significato pi profondo delle Sacre Scritture.
Si era dato una regola secondo cui gli accadimenti del mondo non avrebbero mai dovuto interferire con il lavoro spirituale... Ma si trattava del re, e si interruppe.
Chiuse il libro di san Matteo, mise il tappo al calamaio, immerse la punta del calamo in una ciotola di acqua pulita, soffi sulla pergamena per far asciugare linchiostro e ripose accuratamente quegli oggetti costosi nella cassa in cui venivano conservati. I suoi movimenti erano metodici, ma il cuore gli batteva allimpazzata. Il re! Il re era una speranza di giustizia. Shiring era diventata una tirannia, e soltanto Etelredo poteva porvi rimedio.
Aldred non aveva mai visto il sovrano. La gente lo chiamava Etelredo lo Sconsigliato, perch si diceva che avesse il difetto di seguire i cattivi consigli. Lui non era certo che le cose stessero davvero cos. Dire che il re era mal consigliato era di solito un modo per attaccarlo senza darlo a vedere.
E comunque, non era convinto che le decisioni di re Etelredo fossero cos disastrose. Era salito al trono a dodici anni e, nonostante questo, regnava gi da venticinque anni, il che di per s era una conquista. Certo, Etelredo non era riuscito a infliggere una sconfitta decisiva a quei predoni dei vichinghi, ma le loro razzie in Inghilterra duravano da qualcosa come duecento anni e nessun altro sovrano era stato capace di fare meglio di lui.
A Aldred venne in mente che Etelredo poteva non essere con le truppe, quel giorno. Magari aveva fatto una deviazione per occuparsi di qualche faccenda e ricongiungersi con lesercito in seguito. I re potevano cambiare idea quando volevano.
Quando Aldred usc, si vedevano gi i primi soldati sulla riva opposta del fiume. I pi erano giovani chiassosi che portavano armi improvvisate, lance, qualche martello, accette e archi. Cerano anche uomini pi anziani e persino qualche donna.
Aldred scese fino allargine del fiume. Dreng era gi l, evidentemente irritato.
Blod stava portando la zattera dallaltra parte. Alcuni uomini si tuffarono in acqua, impazienti di arrivare sulla riva opposta, ma molti non sapevano nuotare. Aldred, per esempio, non aveva mai imparato. Un uomo fece entrare in acqua il cavallo e si aggrapp alla sella mentre la bestia nuotava, per i cavalli erano usati per lo pi per la soma, ed erano stracarichi. Presto si form un piccolo assembramento. Aldred si chiese quanti uomini ci fossero in totale, e quanto ci sarebbe voluto per portarli dallaltra parte del fiume.
Ci avrebbero messo met tempo se Edgar fosse stato l con la sua zattera, ma era andato a Combe per aiutare i monaci a costruire fortificazioni per la citt. Negli ultimi tempi Edgar approfittava di ogni occasione per viaggiare, cos da poter continuare a cercare Ragna. Non si arrendeva.
Blod raggiunse la riva e annunci la tariffa. I soldati ignorarono la sua richiesta e si precipitarono a bordo, quindici, venti, venticinque. Non avevano idea di quante persone potesse portare limbarcazione e Aldred vide Blod discutere animatamente con parecchi di loro finch questi scesero, riluttanti, ad aspettare la corsa successiva. Quando ebbe quindici uomini a bordo, Blod part.
Arrivati sullaltra sponda, Dreng grid: "Dov il denaro?".
"Dicono che non hanno soldi" rispose Blod.
I soldati sbarcarono, spingendo la schiava di lato.
"Non avresti dovuto farli salire, se non potevano pagare" ribatt Dreng.
Blod lo guard con disprezzo. "Vacci tu dallaltra parte e vedi se ti riesce di fare meglio."
Uno dei soldati aveva ascoltato il botta e risposta. Era un uomo maturo, armato con una buona spada, quindi doveva essere un capitano o qualcosa del genere. "Il re non paga pedaggi" disse rivolto a Dreng. "Farai bene a portarli al di qua del fiume, se non vuoi che diamo fuoco al villaggio."
"Non c alcun bisogno di ricorrere alla violenza" disse Aldred. "Io sono Aldred, il priore del monastero."
"Io sono Cenric, uno dei quartiermastri."
"Quanti uomini ci sono nel tuo esercito, Cenric?"
"Duemila circa."
"Questa schiava non riuscir a portarli tutti. Ci metter un giorno, se non due. Perch non ci pensate voi?"
"Di cosa ti impicci, Aldred? La barca non  tua!" si intromise Dreng.
"Sta zitto, Dreng."
"Chi ti credi di essere?"
"Chiudi quella bocca, stupido idiota, se non vuoi che ti tagli la lingua e te la ficchi nel gargarozzo" disse Cenric a Dreng.
Dreng fece per ribattere, poi parve rendersi conto che quella di Cenric non era una minaccia vana ma che, anzi, il soldato intendeva esattamente quello che aveva detto. Cambi immediatamente idea e tacque.
"Hai ragione, priore,  lunico modo" convenne Cenric. "Stabiliremo una regola: lultimo uomo che sale a bordo riporta indietro la barca e va a prendere gli altri. Io rester qui per unora e mi accerter che fili tutto liscio."
Dreng si volt a guardare e vide alcuni dei soldati entrare nella taverna. "Be, per la birra devono pagarla" osserv in tono intimorito.
"Allora sar meglio che vai a servirli" ribatt Cenric. "Cercheremo di fare in modo che gli uomini non si aspettino da bere gratis." E poi aggiunse, sarcastico: "Visto che sei stato cos gentile per la barca".
Dreng si precipit dentro.
Blod sal sulla barca e ripart.
"Compreremo tutte le scorte di cibo e di birra del monastero" disse Cenric rivolto a Aldred.
"Vedr di racimolare tutto quello che non serve a noi."
Cenric scosse la testa. "Noi le compreremo sia che vi servano sia che non vi servano, padre priore." Il suo tono non era ostile, ma non ammetteva repliche. "Lesercito non accetta rifiuti."
E stabiliranno anche il prezzo di quello che comprano pens Aldred senza mercanteggiare.
Pose a Cenric la domanda che gli frullava per la testa da quando era cominciata quella conversazione. "Re Etelredo  con voi?"
"Oh, s.  vicino alla testa dellarmata con i nobili pi fidati. Sar qui a breve."
"Allora  meglio che vada a preparargli un pasto al monastero."
Aldred si allontan dallargine e risal la collina fino alla casa di Bucca, dove compr tutto il pesce fresco che cera, promettendo di pagarlo dopo. Bucca fu felice di venderglielo perch temeva che lesercito potesse requisirlo o rubarlo.
Aldred torn al monastero e diede ordini per la cena. Disse ai monaci che, qualunque cosa chiedessero i quartiermastri, loro avrebbero dovuto rispondere che era stato messo da parte per il re. Cominci ad apparecchiare la tavola, tirando fuori vino e pane, noci e frutta secca.
Apr una cassetta chiusa a chiave e prese una croce dargento appesa a un cordino di cuoio. Se la mise al collo e richiuse la cassetta. La croce avrebbe mostrato a tutti i visitatori che lui era il superiore del monastero.
Che cosa avrebbe potuto dire al re? Dopo anni passati ad augurarsi che Etelredo intervenisse per riportare la legge nella regione di Shiring, allimprovviso Aldred scopr che non sapeva da che parte cominciare. I torti commessi da Wilwulf, Wynstan e Wigelm erano una storia lunga e complicata, e molti dei loro crimini non erano semplici da provare. Pens di mostrare al sovrano la sua copia del testamento di Wilf, per quello era solo una parte della storia, e comunque Etelredo avrebbe potuto offendersi se qualcuno gli avesse presentato un testamento non ratificato da lui stesso. Aldred avrebbe avuto bisogno di una settimana intera per fare un resoconto scritto, e il re probabilmente non lavrebbe neppure sfogliato: molti nobili sapevano leggere e scrivere, ma la lettura non era tra le loro attivit preferite.
Sent delle acclamazioni. Doveva essere arrivato il re. Usc dal monastero e si precipit gi per la collina.
La barca si stava avvicinando. Cera un soldato che la spingeva con la pertica, e a bordo solo un altro uomo in piedi, a prua, e un cavallo. Luomo indossava una tunica rossa a motivi geometrici ricamati in oro e un mantello azzurro foderato di seta. Le brache di tessuto erano strette da laccetti di cuoio e gli stivali di pelle morbida erano chiusi da lacci. A una fusciacca di seta gialla era appeso un fodero con una lunga spada. Non cerano dubbi: era il re.
Etelredo non guardava verso il villaggio. Teneva la testa girata a sinistra e osservava le rovine carbonizzate del ponte, le travi annerite che ancora deturpavano la riva.
Mentre il sovrano faceva scendere il cavallo dalla barca, Aldred vide che era furioso.
Il re si rivolse al priore. Aveva capito, dalla croce, che rappresentava lautorit. "Mi aspettavo di attraversare il fiume su un ponte!" disse con tono accusatorio.
Questo spiega perch ha scelto di passare da qua pens Aldred.
"Cosa diavolo  successo?" chiese il re.
"Il ponte  stato bruciato, mio signor re" rispose Aldred.
Etelredo socchiuse gli occhi, riflettendo. "Non hai detto che  bruciato, ma che  stato bruciato. Chi  il colpevole?"
"Non lo sappiamo."
"Per tu hai dei sospetti."
Aldred si strinse nelle spalle. "Sarebbe da sciocchi avanzare accuse che non possono essere dimostrate, in particolar modo davanti a un re."
"Io sospetterei del barcaiolo. Come si chiama?"
"Dreng."
"Certo."
"Ma suo cugino, il vescovo Wynstan, ha giurato che Dreng era a Shiring la notte in cui il ponte  bruciato."
"Capisco."
"Prego, venite nel nostro umile monastero a ristorarvi, mio signor re."
Etelredo affid il cavallo a un soldato e risal il pendio a piedi accanto a Aldred. "Quanto ci vorr perch il mio esercito attraversi questo maledetto fiume?"
"Due giorni."
"Dannazione!"
Entrarono. Etelredo si guard attorno con aria sorpresa. "Be, quando hai detto umile parlavi sul serio" osserv.
Aldred gli vers una coppa di vino. Non cera una sedia speciale, ma il re si accomod su una panca senza lamentarsi. Aldred immagin che neppure un sovrano potesse essere troppo esigente quando viaggiava con il suo esercito. Osservandolo di sottecchi si accorse che, sebbene non avesse neppure quarantanni, Etelredo ne dimostrava pi di cinquanta.
Aldred non aveva ancora deciso in che modo affrontare la questione della tirannia a Shiring, ma la conversazione a proposito del ponte gli aveva dato unidea. "Potrei costruire un nuovo ponte, se avessi il denaro" disse. Era unaffermazione non del tutto sincera, visto che quello vecchio non gli era costato nulla.
"Io non posso pagarlo" ribatt Etelredo, pronto.
"Ma potreste aiutare me a pagarlo" disse Aldred con tono gentile.
Il re sospir e Aldred si rese conto che probabilmente sentiva discorsi come quello da almeno met delle persone che incontrava. "Cosa vuoi?" chiese.
"Se il monastero potesse riscuotere i pedaggi, e tenere un mercato settimanale e una fiera annuale, i monaci recupererebbero il denaro speso e potrebbero garantire la manutenzione del ponte in futuro." Aldred stava improvvisando. Non aveva previsto quella conversazione, ma capiva che era unoccasione ed era deciso a sfruttarla fino in fondo. Poteva essere lunica volta nella sua vita in cui parlava col re.
"Cosa ve lo impedisce?" chiese Etelredo.
"Avete visto cosa  successo al nostro ponte. Siamo monaci, siamo vulnerabili."
"Cosa vi serve?"
"Un decreto reale. Al momento siamo soltanto una dipendenza dellabbazia di Shiring, istituita quando la vecchia collegiata  stata chiusa per corruzione... forgiavano monete false."
Etelredo si fece scuro in volto. "Me lo ricordo. Il vescovo Wynstan ha negato di essere stato a conoscenza della cosa."
Aldred non voleva parlare di quello. "Non abbiamo diritti garantiti, e questo ci rende deboli. Ci serve un decreto che stabilisca che il monastero  indipendente, ha diritto a costruire un ponte e a far pagare un pedaggio, a tenere mercati settimanali e una fiera. Allora i nobili ci penserebbero due volte a insidiare i nostri privilegi."
"E se io ti concedo questo decreto, tu mi costruirai un ponte."
"S" rispose Aldred, sperando in cuor suo che Edgar lo aiutasse come aveva fatto in passato. "E pure in fretta" aggiunse, con ottimismo.
"Allora consideralo gi fatto" disse il re.
Aldred non lo avrebbe considerato fatto finch non lavesse visto con i suoi occhi. "Far redigere il decreto oggi stesso" disse. "Potr essere firmato prima che ripartiate, domani."
"Bene. Adesso, cosavete da darmi da mangiare?" chiese il sovrano.
"Il re sta venendo a Shiring" disse Wigelm a Wynstan. "Non sappiamo dove sia con esattezza, ma entro pochi giorni sar qui."
"Molto probabile" disse Wynstan, inquieto.
"E allora mi confermer nella carica di aldermanno."
Si trovavano nella cittadella. Wigelm si comportava da aldermanno, anche se non aveva mai ricevuto il benestare del re. I due fratelli erano davanti alla sala grande e guardavano a est, verso la strada che portava a Shiring, quasi che lesercito di Etelredo potesse comparire da un minuto allaltro.
Fino a quel momento non ce nera stata alcuna traccia, ma videro un cavaliere solitario avvicinarsi al trotto, con il destriero che sbuffava nuvolette di vapore nellaria gelida.
"C ancora una possibilit che nomini il piccolo Osbert, con Ragna come tutrice" osserv Wynstan.
"Ma io ho gi radunato quattrocento uomini e ogni giorno se ne aggiungono di nuovi" disse Wigelm.
"Bene. Se il re dovesse attaccarci, lesercito potr difenderci; in caso contrario potr combattere contro i vichinghi."
"Scommetto che Ragna sarebbe in grado di radunare un esercito con risultati altrettanto buoni.  un bene che il re non la conosca. Con un po di fortuna, penser che per avere le sue truppe avr bisogno del tuo aiuto."
In realt avrebbe dovuto essere Wynstan a rivendicare il titolo di aldermanno. Ma ormai era troppo tardi per questo. La decisione era stata presa trentanni prima. Poich Wilwulf era il maggiore dei tre figli, la madre aveva stabilito di avviare Wynstan sulla seconda migliore strada per il potere: la carriera ecclesiastica.
Ma nessuno poteva prevedere il futuro, e linaspettata conseguenza degli attenti calcoli di sua madre era che adesso il fratello pi giovane, quello zuccone di Wigelm, si trovava a svolgere la funzione di aldermanno.
"Ma abbiamo un altro problema" disse Wynstan. "Non possiamo impedire a Etelredo di tenere udienza, e non possiamo impedirgli di parlare di Ragna. Ci ordiner di consegnarla, e a quel punto cosa potremo fare?"
"Vorrei tanto che potessimo farla fuori" disse Wigelm con un sospiro.
"Ne abbiamo gi parlato" ribatt Wynstan. "Labbiamo scampata per un pelo quando abbiamo ucciso Wilf. Se uccidiamo anche Ragna, il re ci dichiarer guerra."
Il cavaliere che Wynstan aveva visto sulla strada entr al trotto nella cittadella. Lui si accorse che era Dreng e si lasci sfuggire un gemito di irritazione. "E adesso cosa vuole, quel verme strisciante?"
Dreng lasci il cavallo nella stalla e venne verso la sala grande. "Buona giornata a voi, cugini" disse, con un sorriso servile. "Spero di trovarvi in buona salute."
"Cosa ti porta qui, Dreng?"
"Re Etelredo  venuto nel nostro villaggio" rispose Dreng. "Il suo esercito ha attraversato il fiume sulla mia barca."
"Deve esserci voluto un bel po. Cosha fatto nellattesa?"
"Ha concesso un decreto al priorato. I monaci hanno avuto lapprovazione del re per costruire un ponte a pedaggio, tenere un mercato settimanale e una fiera annuale."
"Aldred si sta costruendo il suo centro di potere" riflett Wynstan. "Quei monaci rinunciano alle cose terrene, ma sanno come badare ai propri interessi."
Dreng sembrava deluso che Wynstan non si mostrasse pi indignato. "Poi lesercito  ripartito" prosegu.
"Quando pensi che arriveranno qui?"
"Non stanno venendo qui. Hanno riattraversato il fiume."
"Cosa?" Quella s che era una notizia, anche se Dreng non se nera reso conto. "Hanno girato sui tacchi e se ne sono tornati a est? Perch?"
" arrivato un messaggio. Sweyn Barbaforcuta ha attaccato Wilton."
"I vichinghi devono aver risalito il fiume da Christchurch" osserv Wigelm.
A Wynstan non interessava come re Sweyn fosse arrivato a Wilton. "Ma non capisci cosa significa? Etelredo  tornato indietro!"
"Quindi non verr a Shiring" disse Wigelm.
"Non ora, perlomeno." Wynstan era profondamente sollevato. "E forse neanche tanto presto" aggiunse, speranzoso.


Capitolo 36.

Giugno 1003.
Edgar stava sagomando una trave con unascia, un attrezzo simile a unaccetta ma con la lama ricurva e perpendicolare al manico, che si utilizzava per sgrossare e lisciare i tronchi. In passato, un lavoro come quello gli avrebbe dato una gioia infinita. Un tempo aveva trovato profonda soddisfazione nellodore del legno raschiato di fresco, nellaffilatura del tagliente e, pi di tutto, nellimmagine chiara e logica che dalla sua mente si trasferiva alla struttura che stava creando. Adesso, invece, lavorava senza gioia, senza concentrazione, come la ruota di un mulino che continua comunque a girare.
Si interruppe, raddrizz la schiena e bevve un lungo sorso di birra allungata. Guardando al di l del fiume, vide che gli alberi sullaltra sponda erano pieni di foglie di un bel verde chiaro sotto il pallido sole del mattino. Un tempo quella boscaglia era stata un luogo pericoloso, a causa di Grugno di Ferro, ma ora i viandanti vi si avventuravano con minor trepidazione.
Sulla sponda pi vicina, il podere della sua famiglia stava passando dal verde al giallo man mano che lavena maturava, e Edgar vedeva in lontananza le figure di Erman e Cwenburg chini a ripulire il campo dalle erbacce. Con loro cerano anche i bambini: Winnie, che ora aveva cinque anni, ed era abbastanza grande per dare una mano a togliere le erbacce, mentre Beorn, che ne aveva tre, se ne stava seduto a giocare con la terra. Eadbald era pi vicino, immerso nellacqua dello stagno fino alla vita, impegnato a ritirare una trappola e a esaminarne il contenuto.
Ancora pi vicino, nel villaggio, cerano delle nuove case e molte delle vecchie erano state ampliate. Dal capanno per la birra si spandeva lodore dellorzo che fermentava: dopo la morte di Leaf, il compito di produrre la birra era passato a Blod, che dimostrava un certo talento. In quel momento Bebbe la Grassona era seduta sulla panca davanti alla taverna a degustarne un boccale.
La chiesa aveva una nuova ala e il monastero un nuovo edificio di pietra per la scuola, la biblioteca e lo scriptorium. A met della collina, proprio di fronte alla casa di Edgar, veniva lentamente disboscato un lotto su cui un giorno, se i sogni di Aldred si fossero avverati, sarebbe sorta la nuova chiesa.
Lottimismo e lambizione di Aldred erano contagiosi, e gli abitanti del villaggio guardavano al futuro con rinnovata speranza, a esclusione di Edgar. Tutto quello che lui e Aldred avevano realizzato negli ultimi anni aveva un sapore amaro. Edgar non riusciva a pensare ad altro che a Ragna, che languiva prigioniera da qualche parte senza che lui potesse aiutarla.
Stava per riprendere il lavoro quando vide Aldred scendere la collina. La ricostruzione del ponte procedeva pi rapida della prima edificazione, ma non di tanto, e Aldred era molto impaziente. "Quando sar finito?" chiese a Edgar.
Edgar contempl il cantiere. Con laccetta vichinga aveva tagliato i resti carbonizzati. Aveva lasciato che la corrente si portasse via i frammenti anneriti dal fuoco, mentre il legno bruciato solo in parte era stato accatastato accanto al fiume per essere riutilizzato come legna da ardere. Aveva piantato dei nuovi pali su entrambe le sponde, poi aveva rapidamente costruito una serie di barconi a fondo piatto che dovevano essere collegati insieme e assicurati ai pali per formare la base. Adesso stava sagomando la struttura che avrebbe poggiato sulle barche e sostenuto la carreggiata.
"Quanto tempo ci vorr?" insistette Aldred.
"Non mi sto gingillando" ribatt Edgar, irritato.
"Non ho detto che ti stavi gingillando, ti ho chiesto quanto tempo ci vorr. Il priorato ha bisogno di denaro!"
A Edgar importava poco del priorato e si risent per il tono di Aldred. Ultimamente aveva scoperto che molti dei suoi amici stavano diventando indisponenti. Pareva che tutti volessero qualcosa da lui, e quelle continue richieste lo irritavano. "Ma sono solo!" sbott.
"Posso darti altri monaci, se ti servono degli operai."
"Non mi servono operai. Il grosso del lavoro richiede abilit."
"Potremmo trovare degli altri costruttori che ti diano una mano."
"Credo di essere lunico artigiano di tutta lInghilterra disposto a lavorare in cambio di lezioni di lettura."
Aldred sospir. "So che siamo fortunati ad avere te, e mi dispiace assillarti, ma siamo davvero impazienti di vedere il ponte finito."
"Spero che possa essere pronto in autunno."
"Potresti fare pi in fretta se io riuscissi a trovare il denaro per pagare un artigiano abile che ti desse una mano?"
"Buona fortuna. Troppi costruttori di qui se ne sono andati in Normandia, perch la paga  pi alta. I nostri vicini al di l del Canale sono da tempo avanti a noi nelledificazione di castelli. E adesso, pare che il giovane duca Richard si sia messo a costruire chiese."
"Lo so."
Edgar era impaziente di parlare daltro. "Ho visto che un monaco di passaggio ha trascorso la notte al monastero. Ha portato notizie di re Etelredo?" Dopo tutti quei mesi di ricerche, Edgar si era convinto che il re rappresentasse lunica speranza di trovare Ragna e liberarla.
"S" rispose Aldred. "Abbiamo saputo che Sweyn Barbaforcuta ha saccheggiato Wilton e se n andato. Etelredo  arrivato troppo tardi. Nel frattempo, i vichinghi erano salpati per Exeter, quindi il re e lesercito si sono diretti l."
"Devo aver percorso la strada lungo la costa, perch questa volta Etelredo non  passato per Shiring."
"Esatto."
"Il re ha tenuto udienza da qualche parte nella regione di Shiring?"
"Che ci risulti no. Non ha confermato Wigelm nella carica di aldermanno, e non ha dato nuove disposizioni in merito a Ragna."
"Maledizione. Ormai sono quasi dieci mesi che  tenuta prigioniera."
"Mi dispiace, Edgar. Mi dispiace per te e per lei."
Edgar non voleva la piet di nessuno. Lanci unocchiata in direzione della taverna e vide Dreng fuori. Era in piedi accanto a Bebbe, ma guardava verso di loro. "Cosa stai fissando?" gli grid Edgar.
"Voi due" rispose Dreng. "Mi chiedevo cosa state complottando."
"Stiamo costruendo un ponte."
"Gi" fece Dreng. "Ma state attenti. Sarebbe un vero peccato se dovesse bruciare anche questo." Rise e torn dentro.
"Spero che finisca allinferno" disse Edgar.
"Oh, ci finir di sicuro" rispose Aldred. "Mentre aspettiamo, per, ho unidea."
Aldred and a Shiring e torn una settimana dopo, accompagnato dallo sceriffo Den e da sei armigeri.
Edgar sent il rumore di cavalli e alz lo sguardo dal suo lavoro. Blod usc dal capanno per vedere. Nel giro di qualche minuto sulla sponda del fiume si era radunato quasi lintero villaggio. Nonostante la stagione, faceva freddo e soffiava un venticello gelido. Il cielo grigio minacciava pioggia.
Gli armigeri avevano laria torva e se ne stavano in silenzio. Due di loro scavarono un buco stretto nel terreno davanti alla taverna e vi piantarono un palo. Gli abitanti del villaggio continuavano a fare domande senza ricevere risposte, e questo non faceva che accrescere la loro curiosit.
Ma avevano capito che si stava preparando una punizione per qualcuno.
I fratelli di Edgar avevano avuto il sentore che stesse per succedere qualcosa ed erano arrivati pure loro, con Cwenburg e i bambini.
Quando il palo fu saldamente conficcato, gli armigeri afferrarono Dreng.
"Lasciatemi andare!" url lui, dibattendosi.
Gli uomini lo spogliarono suscitando lilarit di tutti i presenti.
"Mio cugino  il vescovo di Shiring!" sbrait. "La pagherete cara!"
Ethel, lunica moglie che gli era rimasta, tempestava debolmente gli armigeri di pugni, dicendo: "Lasciatelo stare!".
Gli uomini la ignorarono e legarono suo marito al palo.
Blod osservava impassibile.
Il priore Aldred si rivolse alla folla. "Re Etelredo ha ordinato che qui fosse costruito un ponte" disse. "Dreng ha minacciato di bruciarlo."
"Non lho fatto!" esclam Dreng.
"S che lhai fatto" disse Bebbe, che assisteva alla scena. "Ero qui, ti ho sentito con le mie orecchie."
"Io rappresento il re. Non si pu sfidare il re" disse lo sceriffo Den.
Quello lo sapevano tutti.
"Voglio che ognuno di voi vada a casa, prenda un secchio o una pentola, e torni qui. Svelti!"
Gli abitanti del villaggio e i monaci si affrettarono a obbedire. Erano impazienti di vedere cosa sarebbe successo. Tra i pochi che si rifiutarono di partecipare cerano Cwenburg, la figlia di Dreng, e i suoi due mariti, Erman e Eadbald.
Quando tutti furono tornati, Den disse: "Dreng ha minacciato di appiccare un incendio. E ora noi spegneremo le sue fiamme. Andate a riempire i recipienti al fiume e versate lacqua su Dreng".
Edgar immaginava che fosse stato Aldred a ideare quella punizione. Era pi simbolica che dolorosa. Erano poche le persone che avrebbero escogitato qualcosa di cos blando. Daltro canto era comunque unumiliazione, tanto pi per uno come Dreng che si vantava dei suoi parenti altolocati.
Ed era un avvertimento. Dreng laveva passata liscia la prima volta che aveva bruciato il ponte, perch allora era di propriet di Aldred, un semplice priore di un piccolo monastero, mentre lui poteva contare sul sostegno del vescovo di Shiring. Lazione dello sceriffo, quel giorno, indicava che adesso la situazione era cambiata. Il nuovo ponte apparteneva al re e persino Wynstan avrebbe avuto difficolt a proteggere qualcuno che vi avesse dato fuoco.
Gli abitanti del villaggio cominciarono a tirare secchiate dacqua addosso a Dreng. Non era molto amato e la gente si divertiva un mondo. Alcuni gliela lanciavano direttamente in faccia, e lui imprecava. Altri ridevano e gliela rovesciavano sulla testa. Un gruppetto torn al fiume a prendere un altro carico. Dreng cominci a tremare.
Edgar non partecip alla punizione, si limit a guardare a braccia conserte. Dreng non se lo scorder mai riflett.
"Basta cos!" grid Aldred alla fine.
Gli abitanti si fermarono.
"Deve restare l fino allalba di domani" ordin Den. "Chiunque lo liberi prima di allora prender il suo posto."
Dreng avrebbe passato una notte al freddo, pens Edgar, ma sarebbe sopravvissuto.
Den condusse i suoi armigeri al monastero, dove avrebbero trascorso la notte. Edgar si augur che a quella gente piacessero i fagioli.
Gli abitanti del villaggio si dispersero lentamente una volta compreso che il divertimento era finito.
Edgar stava per riprendere il lavoro quando incroci lo sguardo di Dreng.
"Ridi, ridi pure" disse quello.
Edgar non stava ridendo.
"Ho sentito delle voci riguardo alla tua cara signora normanna."
Edgar si immobilizz. Avrebbe voluto andarsene, ma era come inchiodato l.
"Ho sentito dire che  incinta" prosegu Dreng.
Edgar lo fiss.
"Adesso non ridi pi?" fece Dreng.
Edgar continuava a rimuginare sulla provocazione di Dreng. Poteva essersi inventato tutto, ovviamente. Oppure le voci potevano essere prive di fondamento, come spesso accadeva. Ma Ragna poteva davvero essere incinta.
E se era incinta, lui poteva essere il padre.
Aveva fatto lamore con lei soltanto una volta, ma una volta poteva essere sufficiente. Era agosto quando avevano vissuto la loro notte di passione, per cui il bambino avrebbe dovuto nascere in maggio, e adesso era giugno.
Magari il bambino era in ritardo. Oppure era gi nato.
Quella sera chiese a Den se avesse sentito anche lui quelle voci, e Den glielo conferm.
"Si sa quando deve nascere il bambino?" chiese.
"No."
"Avete colto qualche indicazione di dove potrebbe trovarsi Ragna?"
"No. Altrimenti sarei gi andato a liberarla."
Edgar aveva chiesto cento volte notizie di Ragna. Le voci su una sua gravidanza non gli fornivano alcuna risposta. Erano soltanto unulteriore tortura.
Verso la fine di giugno si rese conto di aver bisogno di chiodi. Poteva farli lui in quella che un tempo era stata la forgia di Cuthbert, ma doveva comunque andare a Shiring a comprare il ferro. La mattina dopo sell Buttress e si un a due cacciatori diretti in citt per vendere pellicce.
A met mattinata si fermarono in una taverna lungo la strada, nota come Stumpys per via della gamba amputata del proprietario. Edgar diede a Buttress una manciata di grano, la abbever a uno stagno e la lasci a brucare lerba mentre lui mangiava pane e formaggio seduto al sole su una panca insieme ai due cacciatori e a qualche uomo del posto.
Stava per ripartire quando gli pass di fronte un gruppo di armigeri a cavallo. Rimase sorpreso nel vedere il vescovo Wynstan alla loro testa, ma fortunatamente Wynstan non vide lui.
Rimase ancora pi sorpreso nel veder passare con loro una donnina con i capelli grigi che riconobbe come Hildi, la levatrice di Shiring.
Rest a guardare il gruppo che si allontanava in una nuvola di polvere in direzione di Drengs Ferry. Che motivo aveva Wynstan di scortare una levatrice? Le voci secondo cui Ragna era incinta potevano essere una coincidenza? Forse s, ma lui avrebbe dato per scontato lopposto.
Se stavano accompagnando la levatrice ad assistere Ragna, potevano portarlo da lei.
Salut i cacciatori, salt in sella a Buttress e se ne torn al trotto da dove era venuto.
Non intendeva raggiungere il gruppo lungo la strada. Non voleva guai. Ma dovevano per forza essere diretti a Drengs Ferry. Avrebbero passato l la notte, oppure avrebbero proseguito forse fino a Combe. Comunque fosse, lui poteva continuare a seguirli a una certa distanza fino alla loro destinazione.
Da quando Ragna era scomparsa aveva vissuto molti momenti di speranza seguiti da dolorose delusioni. Si disse che avrebbe potuto essere lennesimo disinganno. Ma gli indizi erano incoraggianti, e lui non pot fare a meno di provare un barlume di ottimismo che squarciava, almeno per il momento, le tenebre della disperazione.
Arriv a Drengs Ferry a mezzogiorno, senza aver incontrato nessuno lungo la strada. Cap subito che Wynstan e i suoi non si erano fermati l: era un villaggio piccolo e avrebbe dovuto vedere qualcuno fuori dalla taverna, uomini a bere, i cavalli a pascolare.
Entr nella casa dei monaci e trov Aldred, che gli disse: "Sei gi di ritorno? Hai dimenticato qualcosa?".
"Avete parlato col vescovo?" chiese Edgar senza preamboli.
"Quale vescovo?" ribatt Aldred perplesso.
"Wynstan non  passato di qui?"
"No, a meno che non stesse camminando in punta di piedi."
Edgar era sconcertato. " strano. Lho incrociato lungo la strada, con il suo seguito. Dovevano per forza essere diretti qui... non c altro posto."
Aldred aggrott la fronte. "Mi  capitata la stessa cosa a marzo" disse, pensoso. "Tornavo da Shiring e lungo la strada ho incrociato Wigelm che andava nella direzione opposta. Ho pensato che fosse stato qui, e gi mi preoccupavo che avesse combinato chiss quale misfatto. Quando sono arrivato, per, fratello Godleof mi ha detto che non lo avevano visto."
"La loro destinazione deve trovarsi da qualche parte tra qui e la taverna di Stumpy."
"Ma non c niente tra qui e la taverna."
Edgar schiocc le dita. "Wilwulf aveva un capanno di caccia nella foresta a sud della strada per Shiring."
" bruciato. Wigelm ne ha costruito uno nuovo nella valle di Outhen, dove c pi selvaggina."
"Hanno detto che  bruciato" precis Edgar. "Potrebbe non essere vero."
" quello che credevano tutti."
"Voglio andare a controllare."
"Vengo con te" disse Aldred. "Ma non dovremmo chiedere allo sceriffo Den di accompagnarci, e di portare qualcuno dei suoi uomini?"
"Non voglio aspettare" rispose Edgar con decisione. "Ci vorrebbero due giorni per andare a Shiring e un giorno e mezzo per tornare da Stumpys. Non posso aspettare quattro giorni. Ragna potrebbe essere spostata. Se  al vecchio capanno di caccia, la vedr oggi stesso."
"Hai ragione" convenne Aldred. "Vado a sellare un cavallo."
Si appese anche la croce dargento al collo. Edgar approv quella scelta: forse gli uomini di Wynstan avrebbero esitato ad aggredire un monaco con una croce sul petto. O forse no.
Pochi minuti dopo erano gi per strada.
Nessuno dei due era mai stato al capanno di caccia. Incendio a parte, non veniva utilizzato da anni: Wilwulf era partito per la guerra ed era tornato gravemente ferito, Wigelm andava a caccia in un altro posto.
Ma sapevano pi o meno dovera. Tra Drengs Ferry e la taverna di Stumpy doveva esserci un sentiero che si addentrava nella foresta in direzione sud. Se il capanno era davvero bruciato e non era pi in uso, il compito era decisamente arduo: limbocco del sentiero doveva essere nascosto dalla vegetazione e quindi difficile da vedere. Ma se la storia dellincendio era una bugia messa in giro per sviare i sospetti, e le persone usavano ancora il sentiero per andare al capanno a portare rifornimenti - e pure una levatrice - doveva esserci un passaggio a lato della strada dove la vegetazione era stata calpestata e gli alberelli distrutti o danneggiati dallandirivieni.
Edgar e Aldred fecero diversi infruttuosi tentativi lungo sentieri che portavano a casupole isolate, poderi, e a un minuscolo villaggio del quale nessuno dei due aveva mai sentito parlare. Erano quasi arrivati allaltezza di Stumpys quando Edgar not un punto in cui dovevano essere passati dei cavalli da poco: rametti spezzati di fresco, escrementi recenti. Il suo cuore prese a battere pi forte. "Potrebbe essere questo."
Lo imboccarono. Il sentiero si fece via via pi stretto, ma le tracce del passaggio pi evidenti. Edgar cominci a provare paura, oltre che speranza. Avrebbe potuto trovare Ragna, ma anche incontrare Wynstan, e a quel punto cosa avrebbe fatto il vescovo? Aldred, invece, sembrava tranquillo: probabilmente pensava che Dio lo avrebbe protetto.
Il bosco era ricco di vegetazione nuova e lussureggiante. Ogni tanto si intravedeva un cervo che si spostava silenzioso attraverso lombra punteggiata di luce, segno chiaro che nessuno aveva cacciato l di recente. Furono costretti a rallentare e, in un punto in cui i rami bassi invadevano il sentiero, dovettero scendere di sella. Percorsero un miglio a piedi, poi un altro.
Quindi Edgar ud delle voci di bambini.
Legarono i cavalli e avanzarono lentamente, cercando di non fare rumore. Si avvicinarono ai margini di una radura e si fermarono allombra di una grande quercia.
Edgar riconobbe subito i piccoli: il bambinetto sui quattro anni era Osbert, i gemelli erano Hubert e Colinan, e le bimbe erano le figlie di Cat, Mattie, coetanea di Osbert, e Edie, coetanea dei gemelli. Erano pallidi, ma a parte questo sembravano stare bene, e correvano dietro a una palla.
La vista di Cat, per, fu un duro colpo. I suoi capelli neri erano spenti, privi di vita, la pelle coperta di macchie. Aveva una pustola accanto al naso. E, cosa peggiore di tutte, i suoi occhi avevano perso quella luce maliziosa, e la sua espressione era apatica. Se ne stava a spalle curve a guardare i bambini, senza mostrare alcun interesse.
Edgar guard la casa di legno alle spalle di Cat. Le finestre erano state sbarrate con delle assi in modo che le imposte non si potessero aprire. La porta era bloccata dallesterno da una robusta spranga. Su una panca l vicino era seduta una guardia che guardava da unaltra parte e intanto si metteva le dita nel naso. Edgar riconobbe un ragazzotto di Shiring che si chiamava Elfgar. Aveva il braccio destro coperto da una fasciatura lurida.
Cerano altre costruzioni e un prato in cui pascolavano i cavalli, probabilmente le cavalcature di Wynstan e dei suoi uomini.
" questa la prigione segreta" sussurr Aldred. "Faremmo meglio ad andarcene subito, prima che ci vedano. Possiamo passare da Shiring e tornare con Den."
Edgar sapeva che Aldred aveva ragione, ma ora che si trovava cos vicino non riusciva a staccarsi da l. "Devo vedere Ragna" disse.
"Non serve. Devessere per forza qui.  pericoloso restare."
"Andate voi a chiamare Den. Non mi importa anche se mi fanno prigioniero per qualche giorno."
"Non essere sciocco!"
La loro conversazione sussurrata venne interrotta da una voce tonante alle loro spalle. "E voi chi diavolo siete?"
Si voltarono di scatto. A parlare era stato un armigero che si chiamava Fulcric. Stringeva in mano una lancia e aveva una spada nel fodero in legno appeso alla cintura. Diverse cicatrici sul volto e sulle mani testimoniavano che era sopravvissuto a molti combattimenti. Edgar cap immediatamente che sarebbe stato inutile opporre resistenza.
"Io sono il priore Aldred e sono qui per incontrare lady Ragna" rispose Aldred con piglio autoritario.
"Dovrete parlare con il vescovo Wynstan prima di vedere chiunque altro" ribatt Fulcric.
"Benissimo" disse Aldred, come se avesse altra scelta.
"Laggi." Fulcric fece un cenno con la testa in direzione di una casa che si trovava allestremit opposta della radura.
Edgar si gir e usc dal folto degli alberi. "Salve, Cat" disse sottovoce. "Come stai?"
Cat lanci un gridolino di sorpresa. "Edgar!" Si guard attorno con aria spaventata. " pericoloso per te stare qui."
"Non importa. Ragna  qui?"
"S" rispose Cat e poi aggiunse, dopo una piccola esitazione: " incinta".
Dunque era vero. "Lo avevo sentito dire."
Stava per chiederle quando avrebbe dovuto nascere il bambino, quando Elfgar si riscosse dalle sue fantasticherie, balz in piedi ed esclam: "Ehi, tu!".
"Sei addormentato, ragazzo" disse Fulcric. "Si nascondevano tra gli alberi."
"Mi conosci, Elfgar" disse Edgar. "Non voglio fare del male a nessuno. Coshai fatto al braccio?"
"Sono stato ferito da una lancia vichinga mentre combattevo nellesercito del re" rispose Elfgar con orgoglio. "Sta guarendo, ma non posso combattere finch non  guarita del tutto e cos mi hanno rimandato a casa."
"Continuate a camminare, voi due" ordin Fulcric.
Attraversarono la radura ma, prima di arrivare alla casa, la porta si apr e usc Wynstan. Quando vide Edgar e Aldred parve sorpreso ma, stranamente, non dispiaciuto. "E cos avete trovato il posto!" disse, allegro.
"Sono qui per vedere lady Ragna" disse Aldred.
"Non lho ancora vista neppure io" rispose Wynstan. "Sono stato... occupato." Si volt a guardare verso la porta aperta della casa da cui era uscito e a Edgar parve di scorgere Agnes.
Questo confermava unaltra voce.
"Voi lavete rapita e tenuta prigioniera contro la sua volont" disse Edgar. " un crimine, e sarete chiamato a renderne conto."
"Al contrario" ribatt Wynstan pacato. "Lady Ragna desiderava ritirarsi a vita privata per piangere il marito defunto in solitudine per un anno. Io le ho proposto questo capanno isolato in modo che nessuno potesse disturbarla e lei ha accettato, grata dellofferta."
Edgar lo guard socchiudendo gli occhi. Capitava che le vedove si ritirassero per un periodo di lutto, ma si chiudevano in convento, non nei capanni di caccia. Chi si sarebbe bevuto una simile fandonia? Tutti i presenti sapevano che era una spudorata menzogna, ma altri avrebbero potuto crederci. Wynstan era sfuggito allaccusa di falsificazione grazie a un inganno altrettanto subdolo. "Insisto che liberiate immediatamente lady Ragna" disse Edgar.
"Non c bisogno di liberarla" ribatt Wynstan, continuando a ostentare un atteggiamento ragionevole. "Ha espresso il desiderio di tornare a Shiring e io sono qui per scortarla."
Edgar lo guard, incredulo. "La state riportando alla cittadella?"
"S. Ovviamente intende incontrare re Etelredo."
"Il re verr a Shiring?"
"S. Cos ci hanno detto. Non sappiamo ancora quando."
"E voi porterete Ragna a incontrarlo?"
"Naturalmente."
Edgar era confuso. Cosa aveva in mente Wynstan? La sua benevolenza era falsa, questo era chiaro, ma quali erano le sue reali intenzioni?
"Lei lo confermer?" chiese Edgar.
"Va a chiederglielo" rispose Wynstan. E poi: "Elfgar, fallo entrare".
Elfgar tolse la spranga alla porta e Edgar entr. La porta si richiuse alle sue spalle.
La stanza era al buio. Le imposte alle finestre erano chiuse. Cera cattivo odore, come negli alloggi degli schiavi nella cittadella dellaldermanno, dove alla gente non era consentito uscire di notte. Le mosche volavano in cerchio intorno a un vaso coperto, in un angolo. Le canne sul pavimento non venivano cambiate da mesi e vi scorrazzavano i topi. Faceva caldo e mancava laria.
Quando i suoi occhi si adattarono alla semioscurit, Edgar vide due donne sedute una di fronte allaltra su una panca, mano nella mano. Edgar cap di aver interrotto un colloquio privato. Una delle donne era Hildi, che si alz immediatamente e si allontan. Laltra doveva essere Ragna, ma era irriconoscibile. I capelli erano di un marrone spento, anzich rosso dorato, e la pelle chiazzata. La veste, che forse in origine poteva essere stata azzurra, ora era di un grigio sporco e coperta di macchie. Le scarpe erano a brandelli.
Edgar tese le braccia per stringerla a s, ma lei non si mosse.
Aveva vissuto cento volte quel momento, nella sua immaginazione: i sorrisi, la felicit, i baci ardenti, il corpo di lei premuto contro il suo, le parole damore sussurrate. La realt, per, era molto diversa dal sogno.
Fece un passo verso di lei, ma Ragna si alz e si ritrasse.
Edgar cap che doveva mostrarsi comprensivo. Ragna non era pi la stessa. Era prostrata e lui doveva aiutarla a tornare alla normalit.
"Posso baciarti?" le disse con dolcezza.
Lei abbass lo sguardo, scuotendo appena la testa.
"Perch no?" chiese lui, sempre con tono amorevole.
"Sono orrenda."
"Ti ho visto vestita con maggiore eleganza" ammise lui con un sorriso. "Ma non importa. Tu sei tu. Siamo insieme.  lunica cosa che mi interessa."
Lei scosse il capo.
"Di qualcosa."
"Sono incinta."
"Questo lo vedo." Osserv la sua figura. La pancia era evidente, ma non enorme. "Quando nasce il bambino?"
"Ad agosto."
Lui lo sospettava, ma averne conferma fu come ricevere un pugno. "Quindi non  mio."
Lei scosse la testa.
"Di chi ?"
"Di Wigelm." Finalmente lei trov la forza di alzare lo sguardo. "I suoi uomini mi hanno tenuta ferma." Sul suo volto cera unespressione di sfida. "Molte volte."
Edgar si sent come se lo avessero picchiato a sangue. Gli mancava il fiato. Non cera da stupirsi che lei fosse cos disperata. Era un miracolo che non fosse impazzita.
Quando ritrov la forza di parlare, non sapeva cosa dire. "Ti amo" mormor, alla fine.
Ma fu come se non avesse parlato.
Ragna sembrava confusa, inebetita, a malapena cosciente. Cosa poteva fare? Edgar avrebbe voluto confortarla, per sembrava che lei non riuscisse neppure a capire quello che le diceva. Lavrebbe abbracciata, ma quando sollev le mani lei si ritrasse. Avrebbe potuto vincere la sua resistenza e stringerla comunque a s, tuttavia sentiva che quel gesto le avrebbe soltanto ricordato ci che le aveva fatto Wigelm. Si sent impotente.
"Voglio che tu te ne vada" disse lei.
"Far tutto quello che vuoi."
"Allora vattene."
"Ti amo."
"Va, ti prego."
"Vado." Edgar and alla porta. "Un giorno staremo insieme. Lo so."
Lei tacque. Gli parve di vedere lo scintillio delle lacrime nei suoi occhi, ma la stanza era al buio e poteva anche essere uno scherzo della sua immaginazione.
"Dimmi almeno arrivederci."
"Arrivederci."
Edgar buss alla porta e gli aprirono subito.
"Au revoir" disse lui. "Ci rivediamo presto."
Ragna si volt e Edgar usc.
Ragna lasci il capanno il giorno successivo insieme a Cat e ai bambini. Viaggiarono sullo stesso carro che le aveva portate l. Partirono di buonora e arrivarono quando ormai stava facendo buio. Le due donne erano stanche, i bambini irritabili, e appena entrati in casa andarono tutti a dormire.
La mattina seguente Cat si fece portare un calderone di ferro dalla cucina e scaldarono lacqua sul fuoco. Lavarono i bambini da capo a piedi, poi si lavarono loro. Dopo aver indossato indumenti puliti, Ragna cominci a sentirsi un po meno un animale in gabbia e un po pi un essere umano. Arriv Gilda con una pagnotta, del burro fresco, uova e sale, e si gettarono tutti sul cibo come affamati.
Ragna doveva riorganizzare la servit e decise di partire da Gilda. "Ti piacerebbe venire a lavorare per me?" le chiese mentre la donna stava uscendo. "E magari anche tua figlia Winthryth?"
Gilda sorrise. "Oh, s, vi prego, mia signora."
"Non ho molto denaro per pagarti adesso, ma presto lo avr." Entro breve sarebbe arrivato un corriere dalla Normandia.
"Non c problema, mia signora."
"Parler io con il mastro cuciniere pi tardi. Per il momento non dire niente a nessuno."
Sembrava che tutti i suoi effetti personali fossero al loro posto. Le vesti erano appese ai pioli, e pareva fossero state arieggiate. Cerano quasi tutti i bauli, con spazzole e pettini, oli profumati, scarpe e cinture, e persino i gioielli. Mancava soltanto il denaro.
Sarebbe andata a parlare con il mastro cuciniere, un semplice servitore, ma doveva riaffermare la propria autorit fin da subito. Indoss una veste di seta marrone e si leg una fusciacca color oro in vita. Scelse un alto copricapo a punta e una fascia tempestata di gemme per tenerlo fermo, quindi infil una collana e un bracciale.
Attravers la cittadella a testa alta.
Erano tutti curiosi di vederla. Lei incroci lo sguardo di ogni persona che incontrava, decisa a non lasciarsi intimidire dai maltrattamenti subiti. Sulle prime le persone non sapevano come comportarsi ma poi, per non sbagliare, si inchinavano. Parl con alcune di loro, che risposero con cordialit. Ragna immagin che pensassero con nostalgia ai giorni in cui erano lei e Wilwulf a governare sulla cittadella: era improbabile che Wigelm fosse altrettanto garbato.
Il mastro cuciniere si chiamava Bassa. Ragna gli si avvicin e disse: "Buongiorno a te, Bassa".
Luomo parve sorpreso. "Buongiorno" disse, e poi, dopo una breve esitazione, aggiunse: "Mia signora".
"Gilda e Winthryth verranno a lavorare nella mia casa" disse lei, con un tono che non ammetteva repliche.
Bassa parve esitare, ma si limit a dire: "Molto bene, mia signora". A rispondere cos non si sbagliava mai.
"Possono cominciare domani" concesse Ragna con un tono pi morbido. "Questo ti dar il tempo di organizzarti."
"Grazie, mia signora."
Ragna si allontan dalla cucina sentendosi un po meglio. Si stava comportando come una nobildonna e la gente la trattava come tale.
Quando torn alla sua casa, arriv lo sceriffo Den accompagnato da due dei suoi uomini. "Vi servono delle guardie del corpo" disse lo sceriffo.
Era vero. Dopo la morte di Bern era rimasta priva di protezione, e per Wigelm era stato facile rapirla nel cuore della notte. Non voleva trovarsi mai pi in una situazione di vulnerabilit.
"Vi presto Cadwal e Dudoc finch non sarete in grado di ingaggiarne delle vostre."
"Grazie." Ragna fu colpita da un pensiero. "Dove posso trovare delle guardie del corpo?"
"Questautunno ci saranno un sacco di soldati reduci dalla guerra contro i vichinghi. I pi se ne torneranno ai loro poderi e alle loro botteghe, ma molti saranno in cerca di unoccupazione. E avranno di certo lesperienza che si richiede a una guardia del corpo."
"Buona idea."
" possibile che dobbiate dare loro delle armi decenti. E vi raccomando delle corazze di cuoio pesante. Li terranno al caldo durante linverno e forniranno protezione."
"Appena avr i mezzi lo far."
Pass unaltra settimana prima che il denaro arrivasse. A farglielo avere fu il priore Aldred, che aveva custodito per lei le rendite portate da Odo e Adelaide ogni tre mesi.
Aveva con s anche un foglio di pergamena piegato. Era una copia del testamento di Wilf, realizzata nel suo scriptorium. "Questo potrebbe esservi daiuto quando vedrete re Etelredo" le disse.
"Pensate che io possa avere bisogno di aiuto? Intendo accusare Wigelm di rapimento e di stupro. Di entrambi i crimini  stata testimone la mia cameriera Cat." Si pos una mano sulla pancia. "E se servissero altre prove, c questa."
"E sarebbero sufficienti, se vivessimo in un mondo governato dalla legge." Aldred sedette su uno sgabello, si sporse verso di lei e le disse a voce bassa: "Ma luomo conta pi della legge, come voi sapete".
"Re Etelredo sar mortalmente offeso da quanto ha fatto Wigelm."
"Certo. E potrebbe volgere il suo esercito contro Shiring, e arrestare Wigelm e Wynstan. Dio solo sa quanto se lo meritano. Ma il re  impegnato a combattere i vichinghi e potrebbe pensare che non sia il momento adatto per scontrarsi con dei nobili inglesi che sono suoi alleati."
"Mi state dicendo che Wigelm la passer liscia?"
"Sto dicendo che Etelredo lo vedr come un problema politico piuttosto che come un semplice crimine da punire."
"Diamine. E come potrebbe risolverlo, questo problema?"
"Potrebbe pensare che la soluzione pi semplice sia che voi sposiate Wigelm."
Ragna scatt in piedi, furente. "Questo mai!" esclam. "Non pu costringermi a sposare luomo che mi ha stuprata, vero?"
"No, non credo che vi costringerebbe. E anche se fosse propenso a farlo, sospetto che la sua nuova consorte normanna prenderebbe le vostre parti. Ma se potete farne a meno, vi consiglio di non mettervi contro il re.  necessario che lui vi veda come unamica."
Ragna faticava ad accettare la situazione. Un tempo era stata abile nel risolvere le questioni politiche. Era furibonda e indignata, e questo non laiutava a sviluppare una strategia. Era fortunata ad avere Aldred che le apriva gli occhi. "Cosa dovrei fare, secondo voi?"
"Prima che Etelredo abbia la possibilit di suggerire il matrimonio, voi dovreste chiedergli di non prendere alcuna decisione in merito al vostro futuro finch non sar nato il bambino."
Era unidea sensata, pens Ragna. Tutto sarebbe cambiato se il bambino fosse morto. O se fosse morta la madre. Ed erano cose che accadevano di frequente.
Anche Aldred doveva aver pensato a quello, ma disse qualcosa di diverso. "A Etelredo lidea piacer perch non offende nessuno."
Cosa pi importante, pens Ragna, le avrebbe dato il tempo di rinnovare lamicizia con la regina Emma e di conquistarsela come alleata. Non cera niente di pi prezioso di un amico a corte.
Aldred si alz. "Ora vi lascio a riflettere sulla cosa."
"Grazie per esservi preso cura del mio denaro."
"Edgar  venuto con me. Volete vederlo?"
Ragna esit. Pens con rammarico al loro ultimo incontro. Lei era pietrificata dal disgusto per se stessa e non ragionava. Edgar doveva essere rimasto sconvolto dalla sua gravidanza e il suo stato danimo doveva aver peggiorato le cose. "Certo che voglio vederlo" rispose.
Quando entr, Ragna vide che era ben vestito, con una tunica di lana fine e scarpe di pelle. Non portava gioielli, ma la cintura aveva fibbia e puntale dargento decorati. Adesso era una persona agiata.
E sul suo volto cera quellespressione di incontenibile ottimismo che lei conosceva bene.
Ragna si alz in piedi. "Sono felice di vederti" gli disse.
Lui apr le braccia e lei si rifugi nel suo abbraccio.
Edgar fece attenzione alla pancia, ma le strinse forte le spalle, cos forte da farle quasi male, eppure lei non se ne cur, tanto era il piacere di toccarlo. Rimasero cos a lungo.
Quando si staccarono, lui era raggiante come un ragazzino che ha vinto una gara. Lei ricambi il suo sorriso. "Come stai?" gli chiese.
"Bene, ora che tu sei libera."
"Il tuo ponte  finito?"
"Non ancora. E tu, cosa pensi di fare?"
"Devo restare qui fino allarrivo del re."
"Hai intenzione di venire a Drengs Ferry, dopo? Il nostro piano potrebbe ancora funzionare. Tu potresti trovare rifugio al monastero per il tempo necessario. E potremmo parlare con calma del... del nostro futuro."
"Mi piacerebbe. Ma non posso fare progetti finch non avr parlato con il re.  lui che decide delle nobili rimaste vedove. Non so cosa potrebbe fare."
Edgar annu. "Adesso ti lascio. Devo andare a comprare del ferro. Ma mi inviterai a cena?"
"Certamente."
"A me piace sedere a tavola con i domestici e i bambini, lo sai."
"Lo so."
"Unultima domanda" disse lui, prendendole le mani.
"Dimmi."
"Mi ami?"
"Con tutto il mio cuore."
"Allora sono un uomo felice."
Le diede un bacio sulle labbra. Ragna lasci che la sua bocca indugiasse a lungo su quella di Edgar. Poi lui usc.


Capitolo 37.

Agosto 1003.
Re Etelredo tenne udienza nella piazza del mercato davanti alla cattedrale di Shiring. Erano presenti tutti gli abitanti della citt pi centinaia di persone venute dai villaggi vicini, e quasi tutti i nobili e gli alti rappresentanti del clero della regione. Le guardie del corpo di Ragna aprirono un varco tra la folla in modo che lei potesse passare e arrivare in prima fila dove Wynstan, Wigelm e tutti i notabili aspettavano in piedi larrivo del re. Ragna conosceva la maggior parte dei signori della terra e si premur di scambiare qualche parola con ognuno di essi. Voleva che tutti sapessero che era tornata.
Davanti alla folla, sotto un baldacchino improvvisato per riparare i reali dal sole dagosto, erano stati sistemati due sgabelli a quattro gambe con dei cuscini. Di lato, due preti seduti a un tavolo con tutto loccorrente per scrivere erano pronti a redigere documenti su ordine del re. Avevano anche una stadera per pesare grandi somme di denaro nel caso in cui il re avesse inflitto delle ammende.
La gente non stava pi nella pelle. I re si spostavano spesso da una citt allaltra ma, nonostante questo, capitava di rado che una persona normale riuscisse a vederne uno in carne e ossa. Erano tutti impazienti di scoprire se il sovrano appariva in buona salute e comera vestita la nuova regina.
Un re era una figura distante. In teoria aveva poteri illimitati ma, in pratica, i decreti emessi da una lontana corte reale potevano anche non essere applicati e spesso sulla vita di ogni giorno influivano di pi le decisioni dei signori locali. Le cose, per, cambiavano quando il re arrivava in citt. Anche per tiranni come Wynstan e Wigelm era difficile sottrarsi a un decreto reale emesso davanti a migliaia di persone. Durante quelle visite i cittadini vittime di ingiustizie speravano in una riparazione.
Finalmente comparve Etelredo con la regina Emma. I cittadini si inginocchiarono e i nobili si inchinarono. Tutti si fecero da parte per permettere alla coppia reale di arrivare ai sedili loro destinati.
Emma, con i suoi diciottanni, era giovane e graziosa, molto simile a come se la ricordava Ragna, che laveva vista sei anni prima, solo che adesso era incinta. Ragna le sorrise ed Emma la riconobbe immediatamente. Con grande gioia di Ragna, la regina and dritto verso di lei e la baci. "Che meraviglia vedere un volto familiare!" le disse in francese normanno.
Ragna era felice di ricevere manifestazioni di amicizia da parte della regina davanti agli uomini che lavevano trattata con tanta crudelt. Le rispose nella stessa lingua. "Mi congratulo per il vostro matrimonio. Sono cos felice che siate la regina dInghilterra."
"Diventeremo grandi amiche."
"Lo spero tanto... se non mi imprigionano di nuovo."
"Non lo faranno... se io posso impedirlo." Emma si volt e and a sedersi. Disse qualche parole a Etelredo, spiegandogli la situazione, e questi rivolse un sorriso a Ragna annuendo.
Era un buon inizio. Ragna era rincuorata dallatteggiamento amichevole di Emma, ma ripens con trepidazione alle parole se io posso impedirlo. Evidentemente Emma non era certa di poter dominare gli eventi. E poi era giovane, forse troppo giovane, per aver gi imparato le astuzie che Ragna conosceva.
Etelredo parl con voce tonante, ci nonostante era assai probabile che quelli che si trovavano ai margini della grande folla non sentissero. "Il nostro primo e principale compito  scegliere un nuovo aldermanno per Shiring."
Aldred lo interruppe, dando prova di grande coraggio. "Mio sovrano, laldermanno Wilwulf aveva fatto testamento."
"Non  mai stato ratificato" ribatt il vescovo Wynstan a gran voce.
"Wilwulf aveva intenzione di mostrarvelo, mio sovrano, e di chiedervi di ratificarlo" disse Aldred "ma prima di poterlo fare  stato ucciso nel suo letto, qui, a Shiring."
"E allora dov questo testamento?" chiese Wynstan con aria sprezzante.
"Era custodito nel forziere di lady Ragna, che  stato trafugato pochi minuti dopo la morte di Wilwulf."
"Un testamento inesistente, dunque."
La folla si divertiva un mondo ad ascoltare quel battibecco tra due uomini di Dio, proprio allinizio delludienza. "Al contrario" disse Ragna, prendendo la parola. "Ne sono state fatte diverse copie. Eccone una, mio sovrano." Estrasse la pergamena piegata dal corpetto della veste e la porse a Etelredo.
Il re la prese ma non lapr.
"Non ha importanza. Anche se ne fossero state fatte cento copie, questo testamento non avrebbe valore" disse Wynstan.
"Come potete vedere dal documento, mio sovrano, il desiderio di mio marito era che voi nominaste aldermanno il nostro figlio maggiore, Osbert..." prosegu Ragna.
"Un bambino di quattro anni!" esclam Wynstan con aria di scherno.
"... e me come sua tutrice finch non diventa maggiorenne."
"Ora basta!" disse Etelredo. Fece una pausa e rimasero tutti in silenzio per un momento. Riaffermata la propria autorit, il re prosegu. "In momenti come questi, laldermanno deve poter radunare un esercito e guidarlo in battaglia."
I nobili annuirono e mormorarono parole dassenso. Ragna comprese che, per quanto la stimassero, non credevano nelle sue abilit di condottiero. Non fu una sorpresa per lei.
"Mio fratello Wigelm ha recentemente dato prova delle sue capacit al riguardo" disse Wynstan "radunando un esercito che ha combattuto al vostro fianco a Exeter, mio sovrano."
" vero" convenne Etelredo.
La battaglia di Exeter era stata una sconfitta: i vichinghi avevano saccheggiato la citt e poi se nerano tornati a casa. Ma Ragna decise di non farlo notare. Comprese che quella discussione era gi persa. Subito dopo una vittoria vichinga, il re non avrebbe mai nominato una donna aldermanno per guidare gli uomini di Shiring. Ma quella era sempre stata poco pi che una debole speranza.
Aveva perso la prima mano, tuttavia poteva ancora trarre vantaggio da quella decisione, si disse: forse adesso Etelredo avrebbe voluto bilanciare la concessione fatta a Wigelm con una in suo favore.
Cap che aveva ritrovato la sua capacit di elaborare strategie. Si stava rapidamente riscuotendo dal torpore della prigionia. Si sentiva viva.
Intervenne Aldred. "Mio sovrano, Wigelm e Wynstan hanno tenuto prigioniera lady Ragna per quasi un anno, si sono appropriati delle sue terre nella valle di Outhen e delle rendite, si sono rifiutati di restituirle la dote, come  suo diritto. Ora vi chiedo di proteggere questa nobile vedova dai suoi avidi parenti."
Ragna si rese conto che Aldred era andato pericolosamente vicino ad accusare il re di aver mancato nel suo dovere di proteggere le vedove.
Etelredo guard Wigelm. " vero?" gli chiese trattenendo a stento la collera.
Fu Wynstan a rispondere. "Lady Ragna cercava un luogo dove piangere il marito in solitudine. Noi ci siamo limitati a offrirle protezione."
"Sciocchezze!" esclam Ragna indignata. "La mia porta era sbarrata dallesterno! Sono stata tenuta prigioniera!"
"La porta era sbarrata affinch i bambini non potessero uscire e rischiare di perdersi nella foresta" ribatt Wynstan in tono viscido.
Era una scusa che non reggeva. Etelredo lavrebbe accettata?
Il re non mostr alcuna esitazione. "Rinchiudere una donna non  offrirle protezione."
Ragna vide che non si faceva ingannare tanto facilmente.
"Prima di confermare Wigelm nella carica di aldermanno" prosegu Etelredo "chiedo a Wigelm e Wynstan di giurare che non terranno prigioniera lady Ragna."
Ragna si concesse un momento di sollievo. Era libera... almeno per ora: i giuramenti potevano essere infranti.
Etelredo prosegu. "Cos questa faccenda di Outhen? Credevo avesse ricevuto quella terra perch cos era stabilito nel contratto di matrimonio."
"Vero" ammise Wynstan. "Ma mio fratello Wilwulf non aveva alcun diritto di donargliela."
"Siete stato voi a negoziare il contratto di matrimonio con mio padre!" esclam Ragna indignata. "Come potete rimangiarvi tutto, adesso?"
"Appartiene alla mia famiglia da tempo immemore" rispose Wynstan, tranquillo.
"No, non  cos" ribatt il re.
Tutti lo fissavano. Quella s che era una sorpresa.
"Mio padre lo ha concesso a vostro nonno" aggiunse il re.
"Girano tante leggende..." rispose Wynstan.
"Nessuna leggenda" disse il re. "Quella  stata la prima cessione di beni a cui ho fatto da testimone."
Era un colpo di fortuna inaspettato per Ragna.
"Avevo nove anni" prosegu Etelredo. "Non  un tempo immemore. Adesso ne ho soltanto trentasei." I nobili scoppiarono a ridere.
Wynstan impallid... Evidentemente non conosceva la storia di quelle terre.
"Lady Ragna avr il possesso della valle di Outhen e di tutte le rendite che da essa derivano" dichiar il re con fermezza.
"Vi ringrazio" disse Ragna, in tono riconoscente. "E la mia dote?"
"Una vedova ha diritto alla restituzione della dote. A quanto ammontava?" chiese Etelredo.
"Venti libbre dargento."
"Wigelm dovr pagare a Ragna venti libbre."
Lui sembrava furioso, ma non apr bocca.
"Fatelo adesso, Wigelm" ordin Etelredo. "Andate a prendere le venti libbre."
"Non credo di avere tutto quel denaro" rispose lui.
"In quel caso non siete un buon aldermanno. Forse dovrei ripensarci."
"Vado a vedere." Wigelm si allontan infuriato.
"E ora" disse Etelredo rivolgendosi a Ragna "che ne sar di voi e del bambino che portate in grembo?"
"Ho una richiesta, mio sovrano. Vi prego di non prendere alcuna decisione oggi." Era la linea che Aldred le aveva consigliato di seguire, e Ragna aveva stabilito che fosse la pi saggia. Ma lei fece unulteriore richiesta. "Vorrei andare al convento sullisola dei Lebbrosi e partorire l, assistita da madre Agatha e dalle suore. Partir domani mattina, con il vostro permesso. Vi prego, prima di decidere del mio futuro, aspettate che il bambino sia nato." Ragna trattenne il fiato.
Aldred intervenne nuovamente. "Se posso permettermi, mio sovrano, qualunque decisione prendiate oggi potrebbe essere superata dagli eventi imprevedibili di un parto. Dio non voglia, ma il bambino potrebbe non sopravvivere. Se vivr, la situazione sar diversa a seconda che sia un maschio o una femmina. Peggio ancora, la madre potrebbe non sopravvivere alla prova. Tutte queste cose sono nelle mani di Dio. Non sarebbe pi opportuno aspettare?"
Etelredo non aveva bisogno di farsi convincere. Anzi, parve sollevato allidea di non doversi pronunciare. "Cos sia" disse. "Riesamineremo la questione della vedova lady Ragna dopo la nascita del bambino. Lo sceriffo Den sar responsabile della sua sicurezza durante il viaggio a Drengs Ferry."
Ragna aveva ottenuto tutto quello che poteva ragionevolmente sperare. Poteva andarsene da Shiring la mattina seguente con il denaro sufficiente a garantirle lindipendenza. Avrebbe trovato rifugio presso le suore. Avrebbe sistemato le cose con Edgar. Avrebbero messo a punto un piano.
Non le era sfuggito, per, che il re non aveva risposto alle accuse di rapimento fatte da Aldred. E nessuno aveva accennato a uno stupro. Etelredo non poteva nominare Wigelm aldermanno e poi condannarlo per stupro. Per cui laccusa era stata opportunamente dimenticata. Ma le altre decisioni del re erano state per lei un tale sollievo, che era disposta ad accettare in toto e con gratitudine i suoi pronunciamenti.
Wigelm torn, seguito da Cnebba che portava una cassetta. La posarono davanti a Etelredo.
"Apritela" ordin il re.
Dentro cerano diverse sacchette piene di monete.
Etelredo indic la stadera posata sul tavolo. "Pesate le monete."
Ragna avvert una fitta improvvisa alladdome e si immobilizz. Era un dolore familiare. Lo aveva gi provato altre volte e sapeva cosa significava.
Il bambino stava per nascere.
Ragna chiam il bambino Alain. Voleva un nome francese, perch un nome inglese le avrebbe rammentato il padre del bambino, che era inglese. E poi era simile alla parola bello nella lingua del popolo bretone.
Alain era bello. Ogni bambino era bello per la sua mamma, ma quello era il quarto figlio di Ragna e lei pensava di riuscire a essere imparziale. Il piccolo aveva un colorito roseo, folti capelli scuri e occhi azzurri che guardavano il mondo con unespressione sconcertata, come se lo trovassero strano.
Piangeva solo quando aveva fame, si faceva in fretta la sua poppata e un attimo dopo si riaddormentava, quasi seguisse un ritmo per lui perfettamente sensato. Ripensando a quanto le era parso imprevedibile e incomprensibile Osbert, il suo primogenito, Ragna si chiedeva se i bambini fossero davvero cos dissimili. Forse era lei a essere diversa, pi rilassata e sicura di s.
Il parto non era stato facile, ma un po meno doloroso e stancante dei precedenti, cosa di cui era grata. Lunico errore di Alain fino a quel momento era stato quello di arrivare troppo presto. Ragna non aveva avuto la possibilit di ritirarsi a Drengs Ferry, per aveva intenzione di recarvisi per recuperare le forze dopo il parto e Den le aveva detto che re Etelredo aveva dato il suo consenso.
Cat era orgogliosa quasi fosse stata lei a partorire. I bambini osservavano Alain con un misto di curiosit e risentimento, come se si chiedessero se in famiglia ci fosse posto per un altro.
Unammiratrice meno gradita era Gytha. And nella casa di Ragna e fece mille moine al bambino, e Ragna non se la sent di impedirle di prenderlo in braccio: anche se Alain era frutto di uno stupro, Gytha era pur sempre sua nonna.
Ragna, per, non era tranquilla nel vedere Alain tra le braccia di Gytha. Le pareva che lei ne stesse in qualche modo assumendo la propriet. "Lultimo membro della nostra famiglia!" esclam Gytha. "E com bello!"
" ora della poppata" disse Ragna e lo riprese. Se lo attacc al seno e il piccolo cominci a succhiare con entusiasmo. Ragna aveva pensato che Gytha se ne sarebbe andata, e invece rimase l seduta a guardare, quasi volesse accertarsi che lei facesse le cose per bene. Quando il piccolo smise di succhiare e rigurgit un po di latte, con grande sorpresa di Ragna Gytha si sporse verso di lui e gli pul il mento con la manica della sua costosa veste di lana. Era un gesto sinceramente affettuoso.
Ragna, per, non si fidava di Gytha.
Qualche minuto dopo una delle guardie del corpo di Ragna mise dentro la testa e chiese: "Volete ricevere laldermanno Wigelm?".
Era lultima persona che Ragna avrebbe desiderato vedere, ma pens fosse meglio scoprire cosa voleva. "Pu entrare, per da solo... senza i suoi uomini. E tu resta con me mentre lui  qui."
Nel sentire quelle parole Gytha si irrigid.
Wigelm entr con aria offesa. "Vedi, madre?" disse. "Devo essere interrogato da una guardia prima di poter incontrare mio figlio!" Fiss il seno scoperto di Ragna.
"Dovrei essere una sciocca a fidarmi di voi" disse Ragna. Stacc Alain dal capezzolo, ma il bambino non ne aveva avuto ancora abbastanza e si mise a piangere; lei dovette riattaccarlo e sopportare lo sguardo allocchito di Wigelm.
"Io sono laldermanno!" esclam.
"Voi siete lo stupratore."
Gytha si lasci sfuggire un verso di disapprovazione, come se Ragna avesse detto qualcosa di villano.  molto pi villano quello che lui ha fatto a me pens lei. Strano come una persona che non aveva condannato lo stupro disapprovasse in maniera cos palese ogni riferimento allaccaduto.
Wigelm parve voler continuare su quella linea, ma poi cambi idea e si trattenne. Fece un respiro profondo e disse: "Non sono venuto qui per litigare".
"Allora perch siete venuto?"
Lui pareva a disagio. Si sedette e subito si rialz. "Per parlare del futuro" rispose vago.
Cosera che lo infastidiva? Ragna pens che semplicemente non fosse in grado di afferrare la politica ad alto livello. Lui capiva soltanto la prepotenza e la sopraffazione, e lesigenza del re di trovare un equilibrio tra pressioni contrastanti andava oltre la sua comprensione. Era meglio parlargli in maniera semplice. "Il mio futuro non ha niente a che vedere con voi" replic.
Wigelm si gratt la testa, si allent la cintura e poi la strinse di nuovo, si sfreg il mento e alla fine disse: "Io voglio sposarvi".
Ragna sent il gelo impadronirsi del suo cuore. "Mai" rispose. "Non se ne parla."
"Ma io vi amo."
Era una bugia cos ovvia che quasi le venne da ridere. "Voi non sapete neppure cosa significa."
"Sar tutto diverso, ve lo giuro."
"Allora..." Ragna guard Gytha e poi ancora Wigelm. "Allora non mi farete tenere ferma dai vostri armigeri mentre mi scopate?"
Gytha fece di nuovo quel verso di disapprovazione.
"Certo che no" rispose Wigelm indignato, come se non gli fosse mai neppure passata per la mente una cosa del genere.
" il tipo di promessa che tutte le donne desidererebbero sentire."
"Non volete fare parte della nostra famiglia?" disse Gytha.
"No!" Ragna la guard meravigliata.
"Perch no?"
"Come potete chiedermi una cosa simile?"
"Perch dovete essere sempre tanto sarcastica?" disse Wigelm.
Ragna inspir a fondo. "Perch non vi amo, voi non mi amate, e parlare di sposarci  cos ridicolo che non riesco neppure a prendervi sul serio."
Wigelm aggrott la fronte cercando di capire cosa intendesse: aveva qualche difficolt ad afferrare il senso delle frasi troppo lunghe. "Dunque  questa la vostra risposta" disse, alla fine.
"La mia risposta  no."
Gytha si alz in piedi. "Noi ci abbiamo provato" disse, e si avvi verso la porta seguita da Wigelm.
Ragna era perplessa. Non si aspettava che finisse a quel modo.
Alain si era addormentato attaccato al seno. Lo mise nella culla e si richiuse la veste. Si era macchiata di latte, ma non se ne cur. In quella situazione le faceva comodo essere poco attraente.
Si arrovell sulle ultime parole di Gytha. Noi ci abbiamo provato. Perch aveva detto cos? Sembrava una velata minaccia, come se intendesse: Non prendertela con noi per quello che accadr. Ma cosa poteva accadere?
Ragna non lo sapeva e questo la faceva stare in ansia.
Wynstan e Gytha andarono a far visita a re Etelredo, che alloggiava nella sala grande. Il vescovo aveva perso la sua solita sicurezza. Il re era imprevedibile. Solitamente Wynstan era in grado di intuire le reazioni dei suoi avversari: non era difficile capire cosa avrebbero fatto per ottenere quello che volevano. Ma col re era molto pi complicato.
Si port la mano sulla croce pettorale sperando nellassistenza divina.
Quando entrarono nella sala grande, Etelredo stava parlando fitto fitto con uno dei suoi funzionari. La regina Emma non cera. Etelredo alz una mano invitandoli ad attendere. Wynstan e Gytha rimasero a qualche passo di distanza mentre il re concludeva la conversazione. Quando il funzionario si fu allontanato, il re fece segno che si avvicinassero.
"Il figlio di mio fratello Wigelm e di lady Ragna  un bel maschietto sano e sembra destinato a sopravvivere" attacc Wynstan.
"Bene!" rispose Etelredo.
" davvero una buona notizia, anche se minaccia di destabilizzare il potere dellaldermanno di Shiring."
"In che modo?"
"Primo, voi avete dato a Ragna il permesso di andare al convento di Drengs Ferry e l, ovviamente, sar lontana dallinfluenza dellaldermanno. Secondo, ha con s lunico figlio dellaldermanno. Terzo, anche se il bambino morisse, Ragna ha i tre figli avuti da Wilwulf."
"Capisco dove volete arrivare" disse il re. "Voi temete che Ragna possa essere usata in una ribellione contro Wigelm. Il popolo potrebbe dire che i veri eredi sono i suoi figli."
Wynstan era felice che il re avesse compreso cos in fretta. "Esattamente, mio sovrano."
"E come proponete di agire?"
"Esiste un solo modo. Ragna deve sposare Wigelm. A quel punto Wigelm non avr rivali."
"Certo, questo risolverebbe la questione" disse Etelredo. "Ma io non lo imporr."
"Perch no?" sbott Wynstan.
"Primo, perch lei  contraria. Potrebbe benissimo rifiutarsi di pronunciare la promessa."
"Potreste lasciare che me ne occupi io" disse Wynstan. Lui sapeva come costringere le persone a fare quello che non volevano.
Etelredo gli lanci uno sguardo di disapprovazione, ma non comment. "Secondo, perch ho promesso a mia moglie che non imporr il matrimonio."
Wynstan si lasci sfuggire una risatina complice, da uomo a uomo. "Sire, una promessa fatta a una donna..."
"Voi non ne sapete molto del matrimonio, vero, vescovo?"
Wynstan chin il capo. "Certo che no, mio sovrano."
"Non ho intenzione di infrangere la promessa fatta a mia moglie."
"Capisco."
"Ora andate. E cercate una soluzione diversa." Etelredo si volt, congedandoli.
Wynstan e Gytha salutarono con un inchino e uscirono.
Appena non furono pi a portata dorecchio, Wynstan disse: "E cos adesso c unaltra puttana normanna a dare man forte alla prima!".
Gytha non disse nulla e Wynstan le lanci unocchiata. Era immersa nei suoi pensieri.
Entrarono nella casa di Gytha e lei gli vers una coppa di vino.
"Non so cosa fare" disse lui dopo aver bevuto un lungo sorso.
"Io unidea ce lho" rispose lei.
Wynstan entr nella casa di Ragna dicendo: "Dobbiamo parlare seriamente".
Lei lo guard insospettita. Voleva qualcosa, ovvio. "Non chiedetemi di sposare vostro fratello."
"Io non credo che voi comprendiate la situazione."
Era arrogante come al solito, a parte il fatto che continuava a toccarsi la croce pettorale. Ragna lo prese come un segno di malcelata insicurezza, cosa insolita per Wynstan. "Spiegatemela voi" rispose.
"Voi potete andarvene da qui quando volete."
"Lo ha detto anche il re."
"E potete portare con voi i figli di Wilwulf."
Le ci volle un momento per comprendere le implicazioni, ma quando lo fece rimase inorridita. "Io porter con me tutti i miei figli!" disse. "Compreso Alain."
"Non vi  stata offerta questa scelta." Wynstan tocc di nuovo la croce. "Potete andarvene da Shiring, per non potete portare con voi lunico figlio dellaldermanno."
"Ma  il mio bambino!"
"S, ed  naturale che vogliate crescerlo voi.  per questo che dovete sposare Wigelm."
"Mai."
"Allora dovrete lasciare qui il bambino. Non c altra scelta."
Ragna prov una sensazione di gelo alla bocca dello stomaco. Si volt distinto verso la culla, quasi ad accertarsi che Alain fosse ancora l. Dormiva profondamente.
" un bellissimo bambino. Lo vedo persino io" disse Wynstan in tono sdolcinato.
Cera qualcosa di cos perfido in quel complimento insincero che Ragna si sent nauseata.
"Devo crescerlo io" disse. "Sono sua madre."
"Ah, le madri non gli mancheranno. Gytha non vede lora di occuparsi del suo primo nipote."
Quelle parole la mandarono su tutte le furie. "Cos potr crescerlo come ha cresciuto voi e Wigelm? Insegnandogli a essere crudele, egoista e violento!"
Wynstan si diresse alla porta. "Prendetevi tutto il tempo che vi serve" disse. "Pensateci. E fateci sapere la vostra decisione a tempo debito." Quindi usc.
Ragna sapeva di doversi opporre subito, e con forza. "Cat, per favore, va a chiedere se la regina Emma pu ricevermi il pi presto possibile."
Cat usc e Ragna rimase l a rimuginare. Le era stata concessa una finta liberazione? Avere il permesso di andare via soltanto se lasciava l il bambino non era affatto una liberazione. Di certo Etelredo non intendeva quello.
Ragna si aspettava che Cat tornasse dicendo che poteva andare a far visita alla regina Emma ma, quando lei comparve, annunci tutta trafelata: "Mia signora, la regina  qui".
Emma entr.
Ragna si alz in piedi e le fece un inchino. Emma la baci.
"Ho appena parlato con il vescovo Wynstan" disse Ragna. "Dice che, se non sposo Wigelm, mi porteranno via il bambino."
"S" conferm Emma. "Gytha me lo ha spiegato."
Ragna aggrott la fronte. Gytha doveva essere andata a parlare con Emma mentre Wynstan parlava con lei. Era unazione pianificata e coordinata. "Il re lo sa?" chiese Ragna.
"S" rispose di nuovo Emma.
La regina sembrava preoccupata, ma non inorridita e neppure sconvolta. Il suo volto esprimeva compassione. E questo spavent Ragna.
Sent che stava di nuovo perdendo il controllo della propria vita. "Ma il re mi ha liberata. Cosa significa?"
"Significa che non potete essere imprigionata e che il re non vi costringer a sposare un uomo che detestate. Ma anche che non potete portare via con voi il figlio dellaldermanno. Il suo unico figlio, se non sbaglio."
"Allora non sono affatto libera!"
"Dovete affrontare una scelta difficile. Non lavevo previsto." La regina and alla porta. "Mi dispiace molto" aggiunse, e usc.
Ragna aveva limpressione di vivere in un incubo. Per un attimo pens di accettare la prima opzione e abbandonare il bambino, lasciando che fosse Gytha a crescerlo. Avrebbe fatto qualunque cosa pur di evitare il matrimonio con quellessere disgustoso. E dopotutto Alain era frutto di uno stupro. Poi, per, lo guard mentre dormiva pacifico nella sua culla e cap che non avrebbe potuto farlo, neppure se lavessero costretta a sposare cinque Wigelm.
Entr Edgar. Lei lo intravide attraverso le lacrime. Si alz in piedi e lui la prese tra le braccia. " vero?" le chiese. "Tutti dicono che devi sposare Wigelm o abbandonare Alain!"
" vero" rispose Ragna. Le sue lacrime bagnarono il tessuto della tunica di Edgar.
"Cosa intendi fare?" le domand lui.
Ragna non rispose.
"Cosa intendi fare?" ripet.
"Abbandoner il mio bambino."
"No, no, non succeder!" disse Wynstan, furibondo.
"Sta gi succedendo" ribatt Wigelm. "Edgar la sta aiutando a raccogliere tutti i suoi averi. Ha deciso di lasciare qui il bambino."
"Avr comunque i tre figli di Wilwulf. La gente dir che sono loro i legittimi eredi. La situazione non  cambiata."
"Dobbiamo ucciderla" disse Wigelm. " lunico modo per sbarazzarci di lei."
Si trovavano nella casa della loro madre, e lei li interruppe. "Non potete uccidere Ragna" disse Gytha. "Di certo non sotto gli occhi del re. Non vi permetter di passarla liscia."
"Potremmo addossare la colpa a qualcun altro."
Gytha scosse la testa. "Laltra volta non ci ha creduto nessuno. Questa volta non fingerebbero neppure di crederci."
"Lo faremo quando il re sar partito" disse Wigelm.
"Idiota" rispose Wynstan "a quel punto Ragna sar gi sistemata al sicuro nel convento dellisola dei Lebbrosi."
"Allora cosa dobbiamo fare?"
"Dobbiamo calmarci" rispose Gytha.
"A che serve?" obiett Wigelm.
"Aspetta e vedrai."
Quella notte Edgar e Ragna dormirono insieme nella casa di lei. Si sdraiarono sulle canne, abbracciati, ma non fecero lamore: erano troppo angosciati. Edgar trov conforto nel tenere Ragna tra le braccia e lei si strinse a lui con trasporto, ma anche con disperazione.
Ragna allatt il bambino due volte durante la notte. Edgar si appisol, per sospettava che Ragna non avesse chiuso occhio. Si alzarono alle prime luci dellalba.
Edgar and in citt ad affittare due carri per il viaggio. Li fece portare alla cittadella, davanti alla casa di Ragna. Mentre i bambini facevano colazione, caric la maggior parte dei bagagli sul primo carro, poi mise tutti i cuscini e le coperte sullaltro, affinch le donne e i bambini potessero sedersi. Sell Buttress e imbrigli Astrid.
Stava per avere quello che desiderava da anni, ma non riusciva a gioire. Era convinto che alla fine Ragna avrebbe superato la perdita di Alain, ma temeva che ci sarebbe voluto molto tempo.
Erano tutti calzati e vestiti, pronti a partire. Gilda e Winthryth sarebbero andate con loro, come pure Cat e le guardie del corpo. Uscirono tutti dalla casa, Ragna con Alain in braccio.
Gytha aspettava.
Le domestiche e i bambini salirono sul carro.
Tutti gli occhi erano puntati su Ragna.
Lei si avvicin a Gytha, con Edgar che le camminava accanto. Esit. Guard Edgar, poi Gytha, poi il bambino che stringeva a s. Aveva le guance rigate di lacrime. Volt le spalle a Gytha, poi si gir di nuovo verso di lei. Gytha allung le braccia per prendere il bambino, ma Ragna non glielo permise. Rimase l, tra i due, per un lungo istante.
"Non posso farlo" disse a Gytha.
Si volt verso Edgar e gli disse: "Mi dispiace".
E poi, stringendo Alain al petto, se ne torn nella sua casa.
Fu un matrimonio sontuoso. Arriv gente da tutto il Sud dellInghilterra. Era stato evitato un grave conflitto dinastico, e tutti volevano farsi amica la parte vincente.
Wynstan si guard intorno nella sala grande e prov una profonda soddisfazione. Il grande tavolo era stracolmo di ogni ben di Dio, frutto di unestate calda e di un buon raccolto: grandi pezzi di carne, pagnotte di pane fresco, piramidi di frutta e noci, caraffe di birra e di vino.
La gente faceva a gomitate per porgere i propri ossequi allaldermanno Wigelm e alla sua famiglia. Wigelm sedeva accanto alla regina Emma con aria compiaciuta. Sarebbe stato un signore mediocre ma inflessibile e, sotto la guida di Wynstan, avrebbe preso le decisioni giuste.
E poi, adesso era sposato con Ragna. A Wigelm non era mai realmente piaciuta, Wynstan ne era certo, ma la desiderava come un uomo talvolta desidera una donna solo perch lei lo respinge. Sarebbero stati infelici insieme.
Ragna, che costituiva lunica minaccia al dominio di Wigelm, era stata schiacciata. Sedeva al tavolo donore insieme al re, con il piccolo Alain in braccio, e aveva laria di chi sta meditando il suicidio.
Il re sembrava soddisfatto della sua visita a Shiring. Guardando la situazione dal suo punto di vista, Wynstan immaginava che Etelredo fosse lieto di aver nominato il nuovo aldermanno, di essersi sbarazzato della vedova del precedente e di aver riparato al torto dellimprigionamento di Ragna impedendole per di fuggire con il figlio dellaldermanno. E tutto questo senza il minimo spargimento di sangue.
E cera unaltra buona notizia: la piaga sul pene di Wynstan era scomparsa. Si era molto allarmato, specialmente quando le puttane avevano detto che poteva portare alla lebbra, ma evidentemente si era trattato di un falso allarme, e ora era tutto a posto.
Mio fratello  laldermanno e io sono il vescovo pens Wynstan soddisfatto. E siamo ancora giovani.
Questo  solo linizio.
Edgar e Aldred erano sulla riva del fiume e osservavano il piccolo villaggio. Era in corso la fiera di San Michele. Centinaia di persone attraversavano il ponte, compravano al mercato e facevano la coda per vedere le ossa del santo. Sbraitavano e ridevano, felici di spendere quei quattro soldi che possedevano.
"Il villaggio sta prosperando" disse Edgar.
"E io ne sono molto felice" rispose Aldred, ma aveva il volto rigato di lacrime.
Edgar era imbarazzato e al tempo stesso commosso. Sapeva da anni che Aldred era innamorato di lui, anche se il monaco non ne aveva mai fatto parola.
Edgar si volt a guardare dallaltra parte. La sua zattera era legata sullargine a valle del ponte. Buttress, il suo pony, era gi a bordo, come pure laccetta vichinga e tutti i suoi attrezzi, e un baule con qualche oggetto di valore, compreso il libro regalatogli da Ragna. Mancava solo Brindle, la cagnolina, che era morta di vecchiaia.
Quella era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso. Edgar meditava da tempo di andarsene da Drengs Ferry, e la morte di Brindle lo aveva fatto decidere.
"Devi proprio andare?" chiese Aldred, asciugandosi gli occhi con la manica.
"S."
"Ma la Normandia  cos lontana..."
Lintenzione di Edgar era di scendere con la zattera lungo il fiume fino a Combe e l salire su una nave diretta a Cherbourg. Sarebbe andato a far visita al conte Hubert e lo avrebbe informato del matrimonio di Ragna con Wigelm. In cambio, avrebbe chiesto al conte di indicargli un cantiere importante. Aveva sentito dire che gli artigiani capaci trovavano facilmente lavoro in Normandia.
"Voglio allontanarmi il pi possibile da Wigelm, da Wynstan, da Shiring... e da Ragna."
Edgar non vedeva Ragna dal matrimonio. Ci aveva provato, ma era stato allontanato dai servitori. E comunque non avrebbe saputo cosa dirle. Lei si era trovata di fronte a una scelta difficilissima e aveva messo suo figlio dinanzi a tutto, come avrebbe fatto qualunque madre. Gli aveva spezzato il cuore, per lui non la biasimava.
"Ragna non  lunica a volerti bene" disse Aldred.
"Io vi sono affezionato" rispose Edgar. "Ma, come sapete, non in quel modo."
"E questa  lunica cosa che mi salva dal peccato."
"Lo so."
Aldred prese la mano di Edgar e la baci.
"Dreng dovrebbe vendere la barca" osserv Edgar. "Potrebbe comprarla Ragna per Outhenham. Non hanno barche, l."
"Glielo suggerir."
Edgar aveva gi detto addio alla sua famiglia e agli abitanti del villaggio. Non gli restava altro da fare.
Sleg la zattera, sal a bordo e si stacc dalla riva.
Guadagnando velocit, pass davanti al podere. Su suo consiglio Erman e Eadbald stavano costruendo un mulino ad acqua, sul modello di uno che avevano visto pi a valle. Erano abbastanza in gamba come artigiani: avevano imparato molto dal padre. Ora erano due cittadini autorevoli e benestanti. Lo salutarono con la mano e lui not che stavano diventando entrambi corpulenti. Rispose al loro saluto. Gli sarebbero mancati i suoi nipoti, Wynswith e Beorn.
Limbarcazione si allontan rapida. La Normandia sarebbe stata pi calda e pi asciutta dellInghilterra, pens, visto che si trovava pi a sud. Pens alle poche parole di francese che aveva imparato ascoltando Ragna parlare con Cat. Adesso conosceva anche un po di latino, grazie alle lezioni di Aldred. Se la sarebbe cavata.
Sarebbe stata una nuova vita.
Si volt per un ultimo sguardo. Il suo ponte dominava il paesaggio. Aveva cambiato drasticamente il piccolo villaggio. La maggior parte delle persone non vi si riferiva pi con il suo vecchio nome di Drengs Ferry.
Adesso lo chiamavano Kings Bridge.


QUARTA PARTE.
LA CITT.
1005-1007.


Capitolo 38.

Novembre 1005.
La navata della cattedrale di Canterbury era fredda e buia. Era un pomeriggio di novembre e la luce tremula delle candele gettava ombre simili a spiriti inquieti. Nel presbiterio, la parte pi sacra della chiesa, larcivescovo Elfric si stava lentamente spegnendo. Le sue mani esangui stringevano una croce dargento posata sul cuore. Gli occhi erano aperti ma immobili, il respiro regolare ma affannoso. Sembrava gradire il canto dei monaci che lo circondavano perch, ogni volta che si interrompeva, lui aggrottava le sopracciglia.
Il vescovo Wynstan rimase a lungo inginocchiato in preghiera ai piedi dellarcivescovo. Non stava molto bene neppure lui. Aveva mal di testa e ultimamente dormiva male. Era sempre stanco e dolorante come un vecchio nonostante avesse solo quarantatr anni. E poi cera quella brutta escrescenza rossastra sopra la clavicola che lui nascondeva allacciando il mantello ben stretto sulla gola.
In quelle condizioni non aveva avuto nessuna voglia di attraversare tutta lInghilterra, e per di pi con quel clima gi invernale, ma cera una ragione impellente. Voleva diventare il nuovo arcivescovo di Canterbury. Questo avrebbe fatto di lui il massimo esponente della Chiesa dellInghilterra meridionale. E una lotta per il potere non si poteva combattere a distanza: lui doveva essere l.
Valut di aver pregato abbastanza a lungo da impressionare i monaci con il suo rispetto e la sua devozione. Si alz in piedi e fu colto da un improvviso capogiro. Allung una mano e si appoggi a una colonna di pietra per non perdere lequilibrio. Prov una gran rabbia: odiava mostrarsi debole. Per tutta la sua vita adulta era stato luomo forte, quello che gli altri temevano, e lultima cosa che voleva era che i monaci di Canterbury pensassero che lui era in condizioni di salute precarie. Non avrebbero voluto un arcivescovo malato.
Dopo un minuto ritrov la lucidit e riusc a voltarsi e ad allontanarsi con passo lento e riverente.
La cattedrale di Canterbury era ledificio pi grande che Wynstan avesse mai visto. Era costruita in pietra, con una pianta a forma di croce, una lunga navata e transetti laterali, e un presbiterio corto. La torre sopra la crociera era sormontata da un angelo dorato.
L dentro la cattedrale di Shiring ci sarebbe stata tre volte.
Wynstan raggiunse il cugino Degbert, arcidiacono di Shiring, nel transetto nord e insieme uscirono nel chiostro. Una pioggia gelida sferzava lo spiazzo erboso al centro del quadrilatero. Un gruppo di monaci che avevano cercato riparo sotto il tetto si zitt rispettosamente vedendoli arrivare. Wynstan finse dapprima di non averli notati, e poi di essere stato bruscamente interrotto nelle sue meditazioni.
"Lanima del mio vecchio amico sembra riluttante ad abbandonare la chiesa che lui tanto amava" disse con il tono di una persona devastata dal dolore.
"Elfric  un vostro amico?" chiese un giovane monaco allampanato, dopo un momento di silenzio.
"Ma certo" rispose Wynstan. "Perdonami, fratello, come ti chiami?"
"Io sono Eappa, mio signor vescovo."
"Fratello Eappa, ho avuto modo di conoscere il nostro amato arcivescovo quando era vescovo di Ramsbury, non lontano dalla mia cattedrale, Shiring. Quando ero giovane mi prese sotto la sua ala, per cos dire, e io gli ero infinitamente grato per i suoi consigli e le sue perle di saggezza."
Niente di tutto questo era vero. Wynstan disprezzava Elfric e probabilmente il sentimento era reciproco, ma i monaci gli credettero. Certe volte Wynstan si stupiva di quanto fosse facile ingannare la gente, specialmente se eri di rango elevato. Gli uomini che erano cos ingenui si meritavano tutto quello che gli capitava.
"Cosa vi diceva?" chiese Eappa.
Wynstan si invent qualcosa su due piedi. "Che dovevo ascoltare di pi e parlare di meno, perch si impara quando si ascolta e non quando si parla." E poi pens: Adesso basta. "Dimmi, secondo te chi sar il prossimo arcivescovo?"
"Alphage di Winchester" rispose un altro monaco.
Luomo che aveva parlato gli era familiare. Wynstan lo osserv con maggiore attenzione. Aveva gi visto quel volto rotondo e quella barba bruna. "Noi ci conosciamo, vero, fratello?" disse, cauto.
Degbert lo interruppe. "Fratello Wigferth fa regolarmente visita a Shiring. Canterbury possiede delle propriet nella regione e lui viene a riscuotere le rendite."
"Ma certo! Fratello Wigferth,  un piacere rivederti." Wynstan si ricord che Wigferth era amico del priore Aldred e decise di essere prudente. "Perch dai per scontato che sar Alphage a succedere allarcivescovo?"
"Elfric  un monaco, e pure Alphage lo " rispose Wigferth. "E Winchester  la nostra cattedrale pi vecchia, dopo Canterbury e York."
"Perfettamente logico, anche se forse non determinante" ribatt Wynstan.
Wigferth insistette. "Ed  stato Alphage a ordinare la costruzione del famoso organo di Winchester. Dicono che lo si sente da un miglio di distanza!"
Evidentemente Wigferth era un ammiratore di Alphage, pens Wynstan, o forse, essendo un amico di Aldred, era semplicemente contrario a lui.
"Secondo la Regola di san Benedetto, i monaci hanno diritto di eleggere il loro abate, vero?" disse Wynstan.
"S, ma Canterbury non ha un abate" rispose Wigferth. "Noi abbiamo larcivescovo."
"O, per dirla in un altro modo, larcivescovo  un abate." Wynstan sapeva che i privilegi dei monaci non erano chiari. Il re rivendicava il diritto di nominare larcivescovo, e lo stesso faceva il papa. Come sempre, gli uomini contavano pi delle regole. Ci sarebbe stata una lotta e avrebbe vinto il pi forte, il pi scaltro.
"In ogni caso" prosegu Wynstan "ci vorr un grande uomo per essere allaltezza dellesempio dato da Elfric. A quanto ho sentito dire, ha governato la chiesa con saggezza e giustizia." Lasci un accenno di domanda alla fine della frase.
Eappa abbocc allamo. "Elfric ha idee severe riguardo ai letti" disse, e gli altri risero.
"In che senso?"
"Ritiene che a un monaco dovrebbe essere negato il lusso di un buon pagliericcio."
"Ah." Spesso i monaci dormivano su dei tavolacci, talvolta senza alcun tipo di imbottitura sotto. Eappa, che era tuttossa, doveva trovarlo molto scomodo. "Ho sempre pensato che i monaci abbiano bisogno di un buon sonno, cos da essere ben svegli quando recitano le loro devozioni" disse Wynstan, e i monaci annuirono con entusiasmo.
Un monaco di nome Forthred, che aveva nozioni di medicina, dissent. "Gli uomini possono dormire benissimo sui tavolacci" osserv. "La rinuncia  il nostro motto."
"Hai ragione, fratello" concord Wynstan "anche se bisogna trovare il giusto equilibrio, vero? I monaci non dovrebbero mangiare carne tutti i giorni, ovviamente, ma un po di carne una volta alla settimana li aiuta a tenersi in forza. I monaci non dovrebbero avere animali da compagnia, ma certe volte c bisogno di un gatto per tenere a bada i topi."
Dai monaci si lev un mormorio di approvazione.
Per quel giorno Wynstan aveva fatto abbastanza per attestarsi come una guida indulgente. Se avesse continuato, i monaci avrebbero potuto sospettare che lui stesse semplicemente cercando di ingraziarseli, il che era la verit. Se ne torn in chiesa.
"Dobbiamo fare qualcosa per quel Wigferth" disse a bassa voce a Degbert appena furono abbastanza distanti da non essere sentiti. "Potrebbe diventare il capofila di una fazione contraria alla mia nomina."
"Ha una moglie e tre figli a Trench" rispose Degbert. "I contadini non sanno che  un monaco, pensano che sia un prete. Se svelassimo il suo segreto qui a Canterbury, questo potrebbe danneggiarlo."
Wynstan ci riflett un momento e poi scosse il capo. "La cosa migliore sarebbe che Wigferth fosse lontano da Canterbury quando i monaci prenderanno la loro decisione. Dovr inventarmi qualcosa. Nel frattempo, dovremmo andare a parlare con il tesoriere."
Il tesoriere Sigefryth era il monaco pi importante dopo larcivescovo, e Wynstan doveva portarlo dalla sua parte.
"Abita nella casa di legno vicina al lato occidentale della chiesa" disse Degbert.
Scesero lungo la navata e uscirono dalla grande porta a occidente. Wynstan si tir su il cappuccio per proteggersi dalla pioggia. Attraversarono di corsa lo spiazzo fangoso fino alla casa pi vicina.
Il tesoriere era un ometto con una grossa testa pelata. Accolse Wynstan con una certa diffidenza, ma senza mostrarsi intimorito. "Non c alcun cambiamento nelle condizioni del nostro amato arcivescovo" esord Wynstan.
"Forse avremo il dono di godere ancora un po della sua presenza" ribatt Sigefryth.
"Non per molto, ahim" disse Wynstan. "I monaci devono essere grati a Dio che tu sia qui, Sigefryth, a vigilare sugli affari di Canterbury."
Lui accolse il complimento con un lieve cenno.
Wynstan sorrise e prosegu con tono leggero: "Io penso sempre che quello del tesoriere sia un compito impossibile".
Sigefryth parve incuriosirsi. "E perch?"
"Deve fare in modo che ci sia sempre denaro disponibile, ma non ha controllo sulle spese!"
Finalmente Sigefryth si concesse un sorriso. "Vero."
Wynstan prosegu. "Credo che un abate, un priore, o chiunque ricopra quel ruolo, dovrebbe consultarsi con il tesoriere anche per le spese, non solo per le entrate."
"Eviterebbe un sacco di problemi" convenne Sigefryth.
Pu bastare pens di nuovo Wynstan. Doveva ingraziarsi i monaci, ma in un modo che non fosse troppo palese. Adesso non gli restava che occuparsi di Wigferth. "Questanno pi che mai un tesoriere ha motivo di essere preoccupato" disse. Il raccolto era stato scarso e la gente aveva patito la fame.
"I morti non pagano laffitto."
Un uomo concreto. Mi piace pens Wynstan, e disse: "E il maltempo continua. Ci sono state alluvioni in tutto il Sud dellInghilterra. Venendo qui sono stato costretto pi volte a fare lunghe deviazioni". Era unesagerazione. Aveva piovuto molto, ma questo lo aveva fatto ritardare al massimo di qualche giorno.
Sigefryth emise unesclamazione dispiaciuta.
"E sembra che voglia peggiorare. Spero che tu non abbia in programma di muoverti da qui."
"Per adesso no. Dovremo riscuotere gli affitti a Natale, dai fittavoli che sono ancora vivi. Mander fratello Wigferth dalle vostre parti."
"Se vuoi che Wigferth arrivi l per Natale, ti conviene chiedergli di partire subito" disse Wynstan. "Ci vorr parecchio tempo."
"Far cos" disse Sigefryth. "Grazie per avermi avvertito."
Che ingenuo pens Wynstan, soddisfatto.
Wigferth part il giorno dopo.
I figli di Ragna stavano facendo una battaglia a palle di neve. I gemelli, che ora avevano quattro anni, facevano comunella contro Osbert, che ne aveva sei. Alain, che con i suoi due anni era ancora incerto sulle gambe, rideva come un matto. I pochi domestici di Ragna tenevano docchio i bambini insieme a lei: Cat, Gilda, Winthryth e Grimweald, la guardia del corpo. Grimweald era del tutto inutile: essendo un armigero di Wigelm, presumibilmente non lavrebbe protetta dalla persona che con pi probabilit lavrebbe aggredita.
Quello, per, era un momento felice. I quattro bambini erano in buona salute. Osbert stava gi imparando a leggere e scrivere. Non era la vita che Ragna avrebbe voluto, e desiderava ancora Edgar con tutto il suo cuore, ma aveva anche delle piccole gioie.
Da quando era diventato aldermanno, Wigelm non aveva pi voluto occuparsi dellamministrazione spicciola di Combe, per cui Ragna lo sostituiva e in pratica era diventata il primo magistrato di Combe e di Outhen, anche se Wigelm continuava a visitare le due comunit e a tenervi udienza.
In quel momento comparve Wigelm, accompagnato da una giovane concubina, Meganthryth. Rimasero accanto a Ragna a guardare i bambini che giocavano. Ragna non rivolse la parola a Wigelm, non lo degn neppure di uno sguardo. Nei due anni trascorsi dal matrimonio lodio che provava per lui era ulteriormente cresciuto. Era un uomo crudele e stupido.
Per fortuna non doveva trascorrere molto tempo con Wigelm. Quasi tutte le sere si ubriacava e doveva essere portato a letto di peso. Quando era abbastanza sobrio, passava la notte con Meganthryth, che non gli aveva dato figli. Ogni tanto, per, il vecchio desiderio tornava a farsi vivo e lo spingeva a far visita a Ragna. Lei non gli resisteva: chiudeva gli occhi e pensava a qualcosaltro finch lui non aveva finito. A Wigelm piaceva possedere una donna contro la sua volont ma non sopportava lindifferenza, e la palese apatia di Ragna contribuiva a smontarlo.
Osbert lanci una grossa palla di neve a caso e colp Alain in pieno volto. Il piccolino scoppi in lacrime e corse da Ragna. Lei gli asciug le guance con la manica e lo consol.
"Smettila di piagnucolare, Alain.  soltanto neve, non fa male" disse Wigelm.
Il suo tono severo lo fece singhiozzare ancora di pi.
"Ha solo due anni" sussurr Ragna.
A Wigelm non piaceva confrontarsi: lui dava il meglio di s quando cera da scontrarsi. "Non viziarlo" disse. "Non voglio che mio figlio venga su come una femminuccia. Diventer un guerriero, come suo padre."
Ragna pregava ogni giorno che, crescendo, Alain diventasse il pi possibile diverso da suo padre, ma non fece commenti: mettersi a discutere con Wigelm era inutile.
"E che non ti passi per la testa di insegnargli a leggere" aggiunse Wigelm. Lui non ne era capace. " roba per i preti e per le donne."
Questo lo vedremo pens Ragna, ma non disse nulla.
"Vedi di educarlo come si deve, altrimenti..." Wigelm si allontan, e la sua concubina si affrett a seguirlo.
Ragna si sent raggelare. Cosa aveva voluto dire con quellaltrimenti?
Vide Hildi, la levatrice, venire verso di lei attraverso la cittadella. Ragna era sempre felice di scambiare qualche parola con lei. Era una vecchia saggia, e le sue competenze in fatto di medicina andavano ben oltre i parti.
"So che Agnes non vi piace" disse Hildi.
Ragna si irrigid. "Mi piaceva, finch non ho scoperto che mi ha tradito."
"Sta morendo, e vuole chiedervi perdono."
Ragna sospir. Era una richiesta difficile da ignorare, anche se veniva dalla donna che le aveva rovinato la vita.
Disse a Cat di badare ai bambini e si allontan con Hildi.
In citt, il bianco candido della neve era gi stato insozzato dallimmondizia e da impronte fangose. Hildi fece strada fino a una casupola dietro il palazzo del vescovo. Dentro, regnavano sporco e cattivo odore. Agnes era sdraiata a terra, sulla paglia, avvolta in una coperta. Sulla guancia, proprio accanto al naso, aveva un orribile bubbone rosso con un avvallamento al centro coperto da una crosta.
Lo sguardo della donna vag per la stanza come se non sapesse dove si trovava. Le caddero gli occhi su Ragna e disse: "Io ti conosco".
Era unosservazione strana. Agnes aveva vissuto con Ragna per molto tempo, eppure le parlava come se la conoscesse appena.
"Si confonde" spieg Hildi. " un effetto della malattia."
"Mi fa tanto male la testa" disse Agnes.
Hildi si rivolse a lei. "Mi hai chiesto di portare qui lady Ragna per poterti scusare."
Lespressione di Agnes cambi. Allimprovviso parve recuperare tutte le facolt mentali. "Ho fatto una cosa malvagia" disse. "Mia signora, potrete mai perdonarmi per avervi tradito?"
Impossibile resistere a una simile supplica. "Ti perdono, Agnes" rispose Ragna con sincerit.
"Dio mi sta punendo per quello che ho fatto" disse Agnes. "Hildi dice che ho la lebbra delle puttane."
Ragna era sconvolta. Aveva sentito parlare di quella malattia. Si trasmetteva attraverso il sesso, e per questo si chiamava cos. Cominciava con mal di testa e vertigini, poi causava un deterioramento mentale e infine portava il malato alla pazzia. " mortale?" chiese sottovoce a Hildi.
"Di per s no, ma chi ne soffre  cos indebolito e facile agli incidenti che la morte sopraggiunge presto per altre cause."
"Offa era malato?" chiese Ragna ad Agnes, incredula, alzando la voce per farsi sentire da lei.
Hildi scosse la testa. "Agnes non lha presa dal marito."
"Da chi, allora?"
"Ho peccato con il vescovo" rispose Agnes.
"Wynstan?"
"Wynstan ha la malattia" spieg Hildi. "In lui procede pi lentamente di quanto ha fatto con Agnes, quindi il vescovo non lo sa ancora, ma io ho notato i segni.  sempre stanco e soffre di capogiri. E ha un bubbone sulla gola. Cerca di nasconderlo sotto il mantello, ma lho visto ed  proprio come quello sul volto di Agnes."
"Quando lo scoprir far di tutto per tenerlo segreto" osserv Ragna.
"S" conferm Hildi. "Se la gente sapesse che sta impazzendo, perderebbe il suo potere."
"Esattamente."
"Io non lo dir a nessuno. Sono troppo spaventata."
"Anchio" disse Ragna.
Aldred provava una certa meraviglia nel vedere le pile di monete dargento sul tavolo.
Fratello Godleof, che era il tesoriere del priorato di Kings Bridge, aveva preso la cassetta del denaro dal forziere che si trovava nel vecchio laboratorio di Cuthbert e laveva posata sul tavolo. Insieme avevano contato le monete dargento. Avrebbero fatto pi in fretta a pesarle, per non possedevano una stadera.
Fino a quel momento, non ne avevano avuto bisogno.
"Pensavo che fossimo a corto di denaro, questanno, vista la carestia" osserv Aldred.
"Laspetto positivo  che ha spinto i vichinghi a tornarsene a casa" ribatt Godleof. "Abbiamo incassato meno del solito, ma comunque molto. Abbiamo i pedaggi del ponte, gli affitti dei venditori del mercato e le offerte dei pellegrini. E non dimenticare che abbiamo ricevuto quattro importanti donazioni di terra nellultimo anno, e adesso riscuotiamo le rendite anche da quelle."
"La prosperit porta prosperit. Ma dobbiamo anche aver speso molto."
" arrivata gente affamata da miglia di distanza e noi abbiamo dato da mangiare a tutti. Abbiamo pure costruito una scuola, uno scriptorium, un refettorio e un dormitorio per tutti i nuovi monaci che si sono uniti a noi."
Era vero. Aldred era avviato a coronare il suo sogno di un centro di erudizione e apprendimento.
"I pi sono edifici di legno, per cui non sono costati molto" prosegu Godleof.
Aldred fissava il denaro. Aveva lavorato duramente per consolidare le risorse del priorato. Ora, per, davanti a tanta ricchezza provava un certo disagio. "Io ho fatto voto di povert" disse, a mezza voce.
"Non  denaro tuo" gli fece notare Godleof. "Appartiene al priorato."
"Vero. Ma non possiamo starcene qui a guardarlo e a gongolare. Ges ci ha detto di non accumulare tesori in terra, ma in cielo. Questo ci  stato dato per uno scopo."
"Quale scopo?"
"Forse Dio vuole che costruiamo una chiesa pi grande. Di certo ci servirebbe. Adesso, alla domenica dobbiamo celebrare tre messe separate, e per tutte e tre la chiesa  gremita. Certe volte i pellegrini stanno in coda per ore persino nei giorni lavorativi per vedere le ossa del santo."
"Calma" disse Godleof. "Quello che hai di fronte non  sufficiente a pagare una chiesa di pietra."
"Ma il denaro continuer ad arrivare."
"Lo spero tanto, per non possiamo prevedere il futuro."
Aldred sorrise. "Dobbiamo avere fede."
"La fede non  denaro."
"No.  molto meglio del denaro." Aldred si alz in piedi. "Rimettiamo questo sotto chiave e poi ti mostro una cosa."
Riposero la cassetta dentro il forziere, uscirono dal monastero e risalirono la collina.
Cerano delle case nuove su entrambi i lati della strada, e per tutte veniva pagato un affitto al monastero. Arrivarono allaltezza dellabitazione di Edgar. Aldred avrebbe dovuto trovare un altro affittuario, ma era un sentimentale e laveva lasciata vuota.
Di fronte alla casa di Edgar cera la piazza dove si teneva il mercato. Non era giorno di mercato ma cera comunque una manciata di venditori che, nonostante il freddo, offrivano ottimisticamente i loro prodotti: uova fresche, dolci, noci, birra casalinga. Aldred condusse Godleof attraverso la piazza.
Sullaltro lato cominciava la foresta, in parte disboscata per prendere il legname. "Qui  dove sorger la nuova chiesa. Anni fa Edgar e io abbiamo tracciato una pianta della citt."
Godleof osserv lintrico di cespugli e tronchi dalbero. "Bisogner ripulire tutto."
"Certo."
"E dove potremmo prendere la pietra?"
"A Outhenham. Lady Ragna ce la conceder senza farsi pagare, come gesto di carit, ma dovremo assumere un cavatore."
"C molto lavoro da fare."
"Gi... Per questo prima cominciamo, meglio ."
"Chi disegner la chiesa? Non  come costruire una casa, no?"
"Io lo so." Il cuore di Aldred prese a battere pi in fretta. "Dobbiamo far tornare Edgar."
"Non sappiamo neppure dove sia."
"Possiamo mandare qualcuno a cercarlo."
"E chi?"
Aldred era tentato di andare lui stesso. Per era impossibile. Il priorato prosperava ma aveva bisogno di una guida. Se lui si fosse assentato per le settimane o i mesi necessari a compiere il viaggio in Normandia, sarebbe potuto capitare di tutto. "Potrebbe andare fratello William" disse. " nato in Normandia e ci ha vissuto fino allet di dodici o tredici anni. E mander con lui il giovane Athulf, che  sempre irrequieto."
"Non  la prima volta che pensi a questa possibilit."
" vero." Aldred non voleva ammettere quante volte aveva fantasticato di riportare Edgar a casa. "Andiamo a parlare con William e Athulf."
Mentre scendevano la collina diretti al monastero, Aldred not un uomo vestito con un saio che attraversava il ponte a cavallo. La figura aveva un che di familiare e, quando fu pi vicina, Aldred riconobbe Wigferth di Canterbury.
Gli diede il benvenuto e lo port in cucina per rifocillarlo con un po di pane e birra calda. " un po presto per riscuotere le rendite di Natale" disse.
"Mi hanno mandato anzitempo per sbarazzarsi di me" rispose Wigferth, acido.
"Chi voleva sbarazzarsi di te?"
"Il vescovo di Shiring."
"Wynstan? Cosa ci fa a Canterbury?"
"Cerca di farsi nominare arcivescovo."
Aldred inorrid. "Ma non doveva essere Alphage di Winchester?"
"Io spero ancora che sia lui. Ma Wynstan si  ingraziato i monaci con lastuzia, in particolare Sigefryth, il tesoriere. Adesso molti di loro sono contrari a nominare Alphage. E un gruppo di monaci scontenti pu essere una gran brutta seccatura. Re Etelredo potrebbe nominare Wynstan anche solo per il quieto vivere."
"Dio non voglia!"
"Amen" disse Wigferth.
Una nuova nevicata offr a Ragna loccasione di insegnare ai bambini alcune lettere. Consegn a ognuno un bastoncino e disse: "Con che lettera comincia il nome di Osbert?".
"Io lo so, io lo so!" esclam Osbert.
"Sei capace di disegnarla?"
" facile." Osbert tracci un grosso cerchio irregolare nella neve.
"Anche voi, da bravi, disegnate la prima lettera di Osbert. Vediamo,  rotonda come le vostre labbra quando la pronunciate."
I gemelli riuscirono a tracciare dei cerchi approssimativi. Alain non ce la fece, ma aveva soltanto due anni, e lo scopo di Ragna era quello di insegnare loro che le parole erano composte da lettere.
"Con che lettera comincia Hubert?" chiese.
"Io lo so, io lo so!" rispose di nuovo Osbert, e tracci una H passabile nella neve. I gemelli la copiarono, su per gi. Lopera di Alain assomigliava pi a tre bastoncini disegnati a caso, ma lei si compliment comunque.
Con la coda dellocchio Ragna vide Wigelm e imprec a bassa voce.
"Cosa succede qui?" disse Wigelm.
Ragna si invent qualcosa su due piedi. Indicando i cerchi disse: "Gli inglesi sono qui, su queste colline. E tutto attorno a loro..." indic gli altri scarabocchi "ci sono i vichinghi. Cosa succede adesso, Wigelm?".
Lui la guard con aria sospettosa. "I vichinghi attaccano gli inglesi" rispose.
"E chi vince, ragazzi?" chiese Ragna.
"Gli inglesi!" gridarono tutti in coro.
Magari fosse cos pens Ragna.
Ma poi Alain li trad. Indicando il cerchio grossolano disegnato da Osbert, disse: "Quello  il nome di Osbert". Fece un sorriso fiero e guard il padre in attesa dei suoi elogi.
Elogi che non arrivarono. Wigelm rivolse a Ragna unocchiata severa. "Ti avevo avvertito."
Ragna batt le mani. "Su, tutti dentro a fare colazione" disse.
I bambini corsero in casa e Wigelm si allontan infuriato.
Ragna segu i bambini a passo lento. Come avrebbe fatto a educare Alain? Vivevano cos a stretto contatto con Wigelm che era difficile ingannarlo. Era la seconda volta che le faceva intendere che avrebbe affidato leducazione di Alain a qualcun altro. Questo lei non lavrebbe sopportato. Ma non poteva neanche crescere Alain nellignoranza, tanto pi se i suoi fratelli stavano imparando.
Mentre terminavano di fare colazione, entr il priore Aldred. Doveva essere arrivato da Kings Bridge il giorno prima e aver passato la notte allabbazia di Shiring. Accett una coppa di birra tiepida e sedette su una panca. "Ho intenzione di costruire una nuova chiesa" disse. "Quella vecchia  troppo piccola."
"Congratulazioni! Evidentemente il priorato  prospero, se avete questi progetti."
"Io credo che riusciremo a farcela, a Dio piacendo. Ma ci sarebbe di grande aiuto se voi continuaste a lasciarci prendere la pietra a Outhenham senza pagarla."
"Sar felice di farlo."
"Grazie."
"Ma chi sar il vostro mastro costruttore?"
Aldred abbass la voce in modo che la servit non potesse sentire. "Ho inviato dei messaggeri in Normandia per chiedere a Edgar di tornare."
Ragna ebbe un tuffo al cuore. "Spero che riescano a trovarlo."
"Salperanno per Cherbourg e come prima cosa andranno a parlare con vostro padre. Edgar mi ha detto che avrebbe chiesto al conte Hubert di indicargli un luogo dove trovare lavoro."
Il cuore di Ragna si riemp di speranza. Edgar sarebbe davvero tornato a casa? Era possibile che non lo desiderasse. Ragna scosse la testa con aria mesta. " partito perch io ho sposato Wigelm... e sono ancora sposata."
"Confido che lidea di disegnare e costruire una chiesa tutta sua sia sufficiente a tentarlo" ribatt Aldred raggiante.
" possibile... Gli piacerebbe di sicuro" disse Ragna con un sorriso, ma poi pens a unaltra possibilit. "Potrebbe aver conosciuto una ragazza, l."
"Potrebbe."
"Potrebbe essere sposato" prosegu lei, avvilita.
"Non possiamo fare altro che aspettare e vedere."
"Spero tanto che torni" sussurr Ragna.
"Anchio. Ho tenuto la sua casa libera per lui."
Anche Aldred lo amava - Ragna lo sapeva - e aveva ancora meno speranze di lei.
Il tono del priore si fece pratico, come se le avesse letto nel pensiero e desiderasse cambiare argomento. "C unaltra cosa che devo chiedervi... un altro favore."
"Dite pure."
"Larcivescovo di Canterbury sta morendo e Wynstan  in lizza per la successione."
Ragna rabbrivid. "Lidea che Wynstan diventi la guida morale di tutto il Sud dellInghilterra  semplicemente scandalosa."
"Sareste disposta a farlo presente alla regina Emma? La conoscete, le state simpatica. A voi dar ascolto pi che a chiunque altro."
"Avete ragione, mi darebbe ascolto" convenne Ragna. E cera una cosa che Aldred non sapeva. Lei poteva informare la regina Emma che Wynstan soffriva di una malattia che lo avrebbe lentamente portato alla pazzia. Quello sarebbe bastato a impedire che lui venisse nominato arcivescovo.
Ma Ragna non lo avrebbe mai fatto. Non poteva rivelare quellinformazione a Emma, n a nessun altro. Wynstan ci avrebbe messo un attimo a scoprire cosa avesse impedito la sua nomina, e ci sarebbero state delle ritorsioni. Wigelm le avrebbe portato via Alain, sapendo che era la punizione pi crudele che potesse infliggerle.
Ragna guard Aldred e prov una gran tristezza. Dal suo volto trasparivano ottimismo e determinazione. Era una brava persona, ma lei non poteva dargli quello di cui aveva bisogno. Sembrava proprio che gli uomini malvagi lavessero comunque vinta, pens: Dreng, Degbert, Wigelm, Wynstan. Forse sarebbe stato sempre cos.
"No" disse. "Ho troppa paura di quello che Wigelm e Wynstan potrebbero farmi per vendicarsi. Mi dispiace, Aldred, ma non posso aiutarvi."


Capitolo 39.

Primavera 1006.
Gli artigiani che lavoravano alla costruzione della nuova chiesa di pietra fecero una pausa a met mattina. La figlia del mastro costruttore, Clothild, port al padre un boccale di birra e del pane. Giorgio, un costruttore che veniva da Roma, inzupp il pane nella birra per ammorbidirlo prima di mangiarlo.
Edgar era il braccio destro del mastro costruttore e di solito durante la pausa andava alla baracca, un riparo di legno con il tetto a una falda costruito contro il muro della chiesa, per discutere degli ordini da impartire nel resto della giornata. Dopo due anni e pi passati a comunicare soltanto in francese normanno, adesso lo parlava correntemente.
Clothild aveva preso labitudine di portare pane e birra anche per lui. Edgar diede un tozzo di pane al suo nuovo cane, Coalie, che era tutto nero con il muso baffuto.
Il luogo su cui sarebbe sorta la chiesa era in pendenza - degradava da ovest a est - e questo rappresentava gi di per s una sfida. Per questo si era pensato di costruire una cripta con colonne tozze e massicce che avrebbe fornito un basamento a sostegno della porzione est delledificio, garantendo cos che il pavimento fosse in piano per tutta la lunghezza.
Edgar era entusiasta del disegno fatto da Giorgio. La navata avrebbe avuto due file parallele di enormi archi semicircolari sorretti da colonne possenti, in modo che le persone che si trovavano nelle navate laterali potessero vedere la chiesa in tutta la sua lunghezza: questo avrebbe permesso a un maggior numero di fedeli di assistere alla messa. Edgar non aveva mai neppure immaginato un disegno cos ardito, ed era certo che nessuno in Inghilterra avesse concepito qualcosa di simile. Anche gli operai francesi erano stupiti: era un modo di costruire totalmente nuovo.
Giorgio era un uomo asciutto e bisbetico sulla cinquantina, il costruttore pi abile e geniale che Edgar avesse mai conosciuto. Seduto a terra, disegnava con un bastoncino sul terreno, spiegando come i conci degli archi dovessero essere scolpiti secondo forme ben precise cos che, posti uno accanto allaltro, apparissero come una serie di cerchi concentrici. "Hai capito?" disse.
"S, certo" rispose Edgar. " davvero ingegnoso."
"Non dire che hai capito se non  vero!" sbott Giorgio, irritato.
Accadeva spesso che si aspettasse di dover spiegare a lungo cose che invece Edgar afferrava allistante. A Edgar ricordava suo padre. "Hai un modo cos chiaro di spiegare le cose" disse, lisciandolo.
Clothild gli porse un vassoio con del pane e formaggio, che lui mangi con gusto. La ragazza si sedette di fronte a lui. Mentre Edgar continuava a discutere della forma dei conci con Giorgio, lei accavall le gambe, mettendo in mostra i polpacci muscolosi e abbronzati.
Era di bellaspetto, con un carattere accomodante e una figura snella, e gli aveva fatto chiaramente capire che lui le piaceva. Aveva ventun anni, cinque meno di lui. Era attraente, ma non era Ragna.
Edgar aveva intuito da tempo che lui in amore non era come la maggior parte degli uomini. Sembrava essere indifferente verso tutte le donne, tranne quella che amava. Era rimasto fedele a Sungifu per anni dopo la sua morte. E adesso era fedele a una donna che aveva sposato un altro uomo... anzi, due altri uomini. Certe volte avrebbe voluto essere diverso. Perch non doveva sposare quella ragazza adorabile? Sarebbe stata gentile e affettuosa con lui come lo era con il padre. E Edgar avrebbe potuto giacere tra quelle gambe muscolose e abbronzate ogni notte.
Giorgio continu a spiegare. "Disegniamo un semicerchio per terra grande quanto larco, tracciamo un raggio dal centro alla circonferenza, quindi posiamo una pietra sulla circonferenza in modo che sia ad angolo retto rispetto al raggio. Ma i lati della pietra, dove questa combacia con i conci vicini, devono essere leggermente svasati."
"S" disse Edgar. "Poi tracciamo altri due raggi, uno per parte, e questi ci daranno la corretta inclinazione per i lati della pietra."
Giorgio lo guard sorpreso. "Come fai a saperlo?" disse, quasi risentito.
Edgar doveva stare attento a non offendere Giorgio mostrandosi troppo saccente. I costruttori custodivano gelosamente quelli che chiamavano i misteri della loro arte. "Me lo hai detto tu un po di tempo fa" rispose Edgar, mentendo. "Io ricordo tutto quello che mi dici."
Giorgio si rabbon.
Edgar vide due monaci camminare attraverso il cantiere. Si guardavano attorno a bocca aperta. Probabilmente non avevano mai visto una chiesa grande come sarebbe diventata quella. Qualcosa nel loro aspetto gli fece pensare che fossero inglesi. Quello pi anziano, per, parlava francese normanno. "Buongiorno a voi, mastro muratore" disse, cortese.
"Cosa volete?" rispose Giorgio.
"Cerchiamo un costruttore inglese di nome Edgar."
Messaggeri da casa pens Edgar, e prov un misto di eccitazione e paura. Portavano buone o cattive notizie?
Vide che Clothild aveva unaria sgomenta.
"Sono io Edgar" disse, parlando nella lingua che ormai non gli era pi familiare, linglese.
Il monaco parve sollevato. "C voluto un sacco di tempo per trovarti" disse.
"Chi siete?" chiese Edgar.
"Io sono William e questo  Athulf. Veniamo dal priorato di Kings Bridge. Possiamo scambiare qualche parola in privato?"
"Certo." Nessuno dei due era al monastero quando lui era partito. Cap che il posto doveva essersi ampliato. Li condusse nel punto in cui era conservato il legname, dove cera meno rumore. Si sedettero sulle cataste di legno. "Cosa  successo?" chiese Edgar. " morto qualcuno?"
"Portiamo notizie di altro genere" rispose William. "Il priore Aldred ha deciso di costruire una nuova chiesa di pietra."
"A met del pendio? Di fronte a casa mia?"
"Esattamente dove tu lavevi prevista."
"I lavori sono gi cominciati?"
"Quando siamo partiti, i monaci stavano liberando larea dai ceppi dalbero, e cominciavano ad arrivare le pietre dalla cava di Outhenham."
"Chi disegner la nuova chiesa?"
"Tu, speriamo" rispose William dopo un attimo di pausa.
Dunque, si trattava di quello.
"Aldred vuole che tu torni a Kings Bridge" prosegu William, confermando lipotesi di Edgar. "Ha tenuto libera la tua casa. Sarai il mastro costruttore. Ci ha ordinato di appurare quanto  la paga di un mastro costruttore qui in Normandia, e di offrirti la stessa cifra. E qualsiasi altra cosa tu chieda."
In realt cera soltanto una cosa che Edgar voleva. Esitava a mettere a nudo il proprio cuore davanti a due estranei, ma probabilmente a Shiring tutti conoscevano quella storia. Dopo un momento si decise. "Lady Ragna  sempre sposata con laldermanno Wigelm?"
"S." Pareva che William si aspettasse quella domanda.
"E vive ancora con lui a Shiring?"
"S."
Il barlume di speranza che si era acceso nel cuore di Edgar si spense. "Lasciate che ci rifletta. Avete un posto dove passare la notte?"
"C un monastero qui vicino."
"Vi dar una risposta domani."
"Pregheremo affinch tu accetti."
I monaci si allontanarono e Edgar rimase appollaiato dovera a riflettere, fissando una donna muscolosa che rimestava una montagna di malta con una pala di legno, senza realmente vederla. Desiderava fare ritorno in Inghilterra? Se nera andato perch non sopportava di vedere Ragna sposata con Wigelm. Se fosse tornato, li avrebbe incontrati spesso. Sarebbe stata una tortura.
Daltro canto, gli veniva offerto il lavoro che aveva sempre sognato. Sarebbe diventato mastro costruttore. Avrebbe deciso ogni dettaglio della nuova chiesa. Avrebbe potuto creare un edificio magnifico nel nuovissimo stile che Giorgio gli aveva insegnato. Ci sarebbero voluti dieci anni, forse venti o magari anche di pi. Sarebbe diventato la sua vita.
Si alz e torn al lavoro. Clothild se nera andata. Giorgio stava realizzando il campione di un concio, e aveva tracciato il cerchio e i raggi descritti prima. Edgar stava per tornare al compito di quel giorno, che consisteva nel creare il supporto di legno chiamato cassaforma, che avrebbe sorretto le pietre mentre la malta si induriva, ma Giorgio lo trattenne.
"Ti hanno chiesto di tornare a casa" disse.
"Come fai a saperlo?"
Giorgio si strinse nelle spalle. "Che altro motivo avrebbero per venire fin qui dallInghilterra?"
"Vogliono che costruisca una nuova chiesa."
"E tu andrai?"
"Non lo so."
Giorgio pos gli attrezzi, con grande sorpresa di Edgar. "Lascia che ti dica una cosa." Il suo tono era cambiato. Allimprovviso parve vulnerabile. Edgar non lo aveva mai visto cos. "Mi sono sposato tardi" disse, come se si stesse abbandonando ai ricordi. "Avevo trentanni quando ho conosciuto la madre di Clothild, che riposi in pace." Fece una pausa e per un attimo Edgar pens che si sarebbe messo a piangere, ma poi Giorgio scosse la testa e prosegu. "Ne avevo trentacinque quando  nata Clothild. Adesso ne ho cinquantasei. Sono vecchio."
A cinquantasei anni non era poi cos vecchio, ma non era il momento di mettersi a cavillare.
"Ho dolori allo stomaco" prosegu Giorgio.
Questo spiegava perch era sempre di cattivo umore, pens Edgar.
"Non riesco a trattenere il cibo" disse Giorgio. "Mangio solo zuppe."
Edgar aveva pensato che Giorgio inzuppasse il pane perch gli piaceva mangiarlo in quel modo.
"Probabilmente non morir domani, ma potrebbe restarmi un anno da vivere, o gi di l."
Avrei dovuto intuirlo pens Edgar. I segnali cerano tutti. Ragna lo avrebbe capito subito. "Mi dispiace" disse. "Spero tanto che tu ti sbagli."
Giorgio liquid la possibilit con un gesto della mano. "Quando penso alla vita che verr, capisco che ci sono due cose su questa terra che mi stanno a cuore" disse. Fece girare lo sguardo intorno al cantiere. "Una  questa chiesa." Il suo sguardo torn a posarsi su Edgar. "Laltra  Clothild."
Lespressione di Giorgio cambi ancora e Edgar vide che era emozionato. Gli stava aprendo il suo cuore.
"Voglio qualcuno che si prenda cura di loro quando io non ci sar pi" aggiunse Giorgio.
Edgar lo fiss pensando: Mi sta offrendo il suo lavoro e sua figlia.
"Non tornare a casa. Ti prego."
Era un appello accorato, difficile da ignorare, ma Edgar riusc a dire: "Devo pensarci su".
Giorgio annu. "Naturale." Il momento delle confidenze era finito. Luomo si volt e riprese il lavoro.
Edgar continu a riflettere per il resto della giornata e parte della notte.
Piove sempre sul bagnato pens. Diventare mastro costruttore era la sua massima aspirazione e in un giorno aveva ricevuto ben due offerte. Poteva diventare mastro muratore l o in patria. Entrambe gli avrebbero dato grandi soddisfazioni, ma era laltra met della scelta che lo tenne sveglio: Clothild o Ragna?
Non era una reale opportunit di scegliere: Ragna poteva restare sposata con Wigelm per altri ventanni. E se anche Wigelm fosse morto giovane, poteva essere costretta a risposarsi con un nobile scelto dal re. Con lapprossimarsi dellalba, Edgar cap che in Inghilterra avrebbe potuto passare il resto dei suoi giorni a desiderare una donna che non sarebbe mai stata sua.
Aveva vissuto troppi anni in quel modo. Se fosse rimasto in Normandia e avesse sposato Clothild forse non sarebbe stato felice, ma almeno sarebbe stato sereno.
La mattina comunic ai monaci che sarebbe rimasto dovera.
Wigelm entr nel letto di Ragna in una tiepida notte primaverile in cui gli alberi erano in boccio. Il rumore della porta che si apriva svegli lei e i servitori. Sent le domestiche muoversi sulle canne per terra e Grimweald, la sua guardia del corpo, borbottare qualcosa, ma i bambini continuarono a dormire.
Senza preavviso, lei non ebbe la possibilit di ungersi con lolio. Wigelm si sdrai accanto a lei e le tir su il sotano fino alla vita. Ragna si affrett a sputarsi sulla mano e si inumid la vagina, quindi apr le gambe, obbediente.
Ormai si era rassegnata. Succedeva solo qualche volta allanno, e sperava unicamente di non restare di nuovo incinta. Amava Alain, ma non voleva altri figli da Wigelm.
Questa volta, per, fu diverso. Wigelm continuava a muoversi avanti e indietro, ma sembrava che non riuscisse a raggiungere lappagamento. Lei non fece nulla per agevolarlo. Sapeva, dai discorsi delle altre donne, che quando non cera lamore alcune fingevano di essere eccitate per far finire tutto pi in fretta; lei, per, non riusciva proprio a recitare quella parte.
Presto Wigelm si ammosci. Dopo qualche altra inutile spinta, si ritrasse. "Sei una cagna frigida" le disse, e le tir un pugno in faccia. Lei pianse, aspettandosi un sacco di botte, consapevole che la guardia del corpo non avrebbe fatto nulla per proteggerla. Invece Wigelm si alz e usc.
La mattina seguente aveva il lato sinistro della faccia tumefatto e si sentiva il labbro superiore tutto gonfio. Si disse che sarebbe potuta andare peggio.
Wigelm entr in casa mentre i bambini facevano colazione. Ragna not che il suo grosso naso era cosparso da un reticolato di venuzze color vinaccia, dovute al bere eccessivo, un dettaglio sgradevole che la notte prima, alla luce del fuoco, le era sfuggito.
Lui la guard e disse: "Avrei dovuto dartene uno anche dallaltra parte".
A Ragna venne in mente un commento sarcastico, ma si trattenne. Cap che Wigelm era di umore pericoloso. Prov una sensazione gelida di paura: forse la sua punizione non era ancora finita. "Cosa vuoi, Wigelm?" gli chiese con tono neutro, parlando attraverso le labbra gonfie.
"Non mi piace come tiri su Alain."
Era una storia vecchia, ma lei colse un nuovo livello di ostilit nel tono di Wigelm. "Ha solo due anni e mezzo...  ancora un bambino" replic. "Ha tutto il tempo per imparare a combattere."
Lui scosse la testa con decisione. "Tu vuoi farlo diventare una femminuccia... Vuoi insegnargli a leggere, a scrivere e cose simili."
"Re Etelredo sa leggere."
Wigelm non si lasci trascinare in una discussione. "Voglio prendere il controllo della sua educazione."
Cosa poteva significare? "Gli regaler una spada di legno" disse Ragna, disperata.
"Non mi fido di te."
Di solito non si doveva dare ascolto a tutto ci che diceva Wigelm. Pronunciava insulti e imprecazioni che non significavano nulla, e dopo qualche minuto se nera gi dimenticato. Questa volta, per, Ragna ebbe limpressione che non fossero minacce prive di fondamento. "Cosa intendi dire?" gli chiese con voce spaventata.
"Ho intenzione di portare Alain a vivere con me."
Lidea era cos ridicola che sulle prime Ragna non la prese sul serio. "Non puoi!" disse. "Tu non puoi occuparti di un bambino di due anni."
" mio figlio. E far come voglio."
"Gli pulirai il sedere?"
"Non sono solo."
"Ti riferisci a Meganthryth?" ribatt Ragna incredula. "Lo farai crescere da Meganthryth? Ma ha sedici anni!"
"Molte ragazze sono gi madri a sedici anni."
"Ma lei non lo !"
"No, per far quello che dico io, mentre tu ignori del tutto i miei desideri. Alain sa a malapena di avere un padre. Ma io lo far educare secondo i miei principi. Deve diventare un uomo."
"No!"
Wigelm and verso Alain, che era seduto al tavolo con aria spaventata. Cat si mise tra i due. Wigelm lafferr per il davanti della veste, la sollev di peso e la scagli contro la parete. Lei lanci un urlo, and a sbattere contro le assi di legno e croll a terra.
I bambini piangevano.
Wigelm prese in braccio Alain. Lui cominci a gridare, terrorizzato. Wigelm se lo mise sotto il braccio sinistro. Ragna agguant il braccio di Wigelm cercando di strappargli via Alain. Wigelm le tir un pugno sulla tempia cos forte che per un attimo lei perse i sensi.
Quando si riebbe, era a terra. Alz lo sguardo e vide Wigelm uscire con Alain sotto il braccio che urlava e scalciava.
Si rimise faticosamente in piedi e barcollando and alla porta. Wigelm stava attraversando la cittadella a grandi passi, diretto verso la sua casa. Ragna era troppo stordita per corrergli dietro, e comunque sapeva che lui lavrebbe picchiata di nuovo.
Torn dentro. Cat era ancora seduta a terra e si massaggiava la testa. "Ti sei fatta tanto male?" le chiese Ragna.
"Non credo di avere niente di rotto" rispose Cat. "E voi?"
"Ho male alla testa."
"Cosa posso fare per aiutarvi?" chiese Grimweald.
"Continua a proteggerci come fai di solito" rispose Ragna, sarcastica.
La guardia usc sbattendo la porta.
I bambini stavano ancora piangendo. Le donne cercarono di consolarli. "Non riesco a credere che si sia portato via Alain" disse Cat.
"Vuole che Meganthryth lo educhi a diventare stupido come suo padre."
"Non potete permettere che la passi liscia."
Ragna annu. Non poteva lasciare le cose come stavano. "Andr a parlargli" disse. "Magari riesco a farlo ragionare." Non aveva molte speranze, ma doveva provarci.
Usc dalla casa e and verso quella di Wigelm. Avvicinandosi, sent Alain piangere. Entr senza bussare.
Wigelm e Meganthryth erano in piedi e parlavano tra loro. La ragazza teneva in braccio Alain e cercava di calmarlo. Appena la vide, Alain grid: "Mami!". Era cos che la chiamava.
Istintivamente Ragna si avvicin, ma Wigelm la blocc. "Lascialo stare" le ordin.
Ragna guard Meganthryth. Era piccola e grassottella, e sarebbe stata anche graziosa se non fosse stato per quella piega della bocca che faceva pensare a una certa avidit. Per era pur sempre una donna: si sarebbe rifiutata di restituire un bambino alla madre?
Ragna allung le braccia verso Alain.
Meganthryth le volt le spalle.
Ragna era sconvolta dallidea che una donna potesse fare una cosa del genere, e prov un odio profondo nei suoi confronti.
Con uno sforzo distolse lo sguardo da Alain e si rivolse a Wigelm, costringendosi a parlare con un tono calmo e ragionevole. "Dobbiamo discutere di questo."
"No. Non ho intenzione di discutere. Ti dir io cosa succede."
"Non vorrai davvero tenere Alain chiuso a chiave in questa casa? Ne farai uno smidollato, non un guerriero."
"Certo che no."
"Allora giocher nella cittadella con i suoi fratelli, e li seguir quando torneranno a casa, e tu sarai costretto a fare ogni giorno quello che hai fatto oggi. E quando non sei qui, e cio quasi sempre, chi strapper un bambino alla sua famiglia mentre quello scalcia e urla chiamando sua madre?"
Wigelm parve perplesso. Evidentemente non aveva pensato a questo. Poi la sua espressione si rasseren. "Quando viaggio, lo porter con me" disse.
"E chi si occuper di lui, in viaggio?"
"Meganthryth."
Ragna lanci unocchiata alla ragazza. Aveva laria sgomenta. Evidentemente non era stata consultata, ma si guard bene dal dire qualcosa.
"Domani parto per Combe" prosegu Wigelm. "Pu venire con me. Imparer in cosa consiste la vita di un aldermanno."
"Quindi intendi far affrontare a un bambino di due anni un viaggio lungo quattro giorni."
"Non vedo perch non dovrei."
"E quando rientrerai?"
"Vedremo. Ma lui non torner pi a vivere con te. Mai pi."
Ragna non riusc a controllarsi oltre e cominci a piangere. "Ti prego, Wigelm, ti imploro, non lo fare. Non pensare a me, ma abbi piet per tuo figlio."
"A me fa piet che venga cresciuto da un branco di donne e che diventi una femminuccia. Se lo permettessi, da grande maledirebbe suo padre. No, lui rester con me."
"No, ti prego..."
"Non intendo ascoltare altro. Fuori!"
"Pensaci, Wigelm..."
"Devo prenderti di peso e buttarti fuori?"
Ragna non poteva sopportare altre botte. Chin la testa. "No" rispose, tra i singhiozzi. Si gir lentamente e and alla porta. Lanci un ultimo sguardo verso Alain che urlava come un pazzo e tendeva le mani verso di lei. Con uno sforzo sovrumano, gli volt le spalle e usc.
La perdita del figlio pi piccolo aveva lasciato un buco nel cuore di Ragna. Non faceva che pensare a lui, in ogni momento. Meganthryth lo teneva pulito? Gli dava da mangiare? E Alain stava bene o soffriva di una qualche malattia infantile? Si svegliava di notte e piangeva, cercandola? Se non voleva impazzire, doveva costringersi a distogliere la mente da lui almeno per una parte della giornata.
Non si era arresa... Quello mai. Cos, quando il re e la regina vennero a Winchester, Ragna si rec l per implorarli.
A quel punto non vedeva Alain da un mese. La visita di Wigelm a Combe si era trasformata in un giro di tutta la regione, e lui aveva tenuto il bambino con s. Sembrava fosse sua intenzione stare lontano da Shiring a lungo.
Wynstan era ancora a Canterbury perch la lotta per la nomina ad arcivescovo andava per le lunghe. Quindi nessuno dei fratelli sarebbe stato presente alludienza reale, e questo dava qualche speranza a Ragna.
Riteneva per che fosse meglio non perorare la propria causa pubblicamente. Era sconvolta, ma ancora in grado di elaborare una strategia. Le udienze pubbliche erano imprevedibili. Era possibile che i nobili della regione si schierassero dalla parte di Wigelm. Ragna preferiva ragionare con calma con le singole persone.
Dopo la grandiosa funzione tenutasi nella cattedrale la domenica di Pasqua, il vescovo Alphage diede un pranzo per i notabili riuniti a Winchester. Ragna fu invitata e intravide unoccasione. Piena di speranza, continu a ripetere nella propria mente quello che avrebbe detto al re.
La Pasqua era la festa pi importante dellanno liturgico. Stavolta, poi, era presente anche il re, per cui si trasform in unoccasione prestigiosa. Le persone indossarono gli abiti migliori e i gioielli pi costosi. Ragna non fu da meno.
La casa del vescovo era riccamente arredata, con panche di quercia intagliata e arazzi dai colori vivaci. Qualcuno aveva gettato dei fragranti rametti di melo sul fuoco per profumare il fumo. La tavola era apparecchiata con coppe dal bordo argentato e piatti di bronzo.
Ragna fu accolta con cordialit dalla coppia reale, e questo le diede coraggio. Immediatamente disse loro che Wigelm le aveva portato via Alain. Anche la regina Emma era madre - aveva avuto un maschio e una femmina nei primi quattro anni di matrimonio con Etelredo - e senza dubbio avrebbe compreso.
Etelredo, per, la interruppe senza darle il tempo di concludere la prima frase del discorso che si era preparata con cura. "So tutto" le disse. "Venendo qui abbiamo incontrato Wigelm con il bambino."
Era una novit per Ragna, una brutta notizia.
"Ho discusso del problema con lui" prosegu Etelredo.
Ragna fu presa da un grande sconforto. Aveva sperato che la sua storia toccasse il re e la regina, muovendoli a compassione. Purtroppo, per, Wigelm laveva preceduta. Etelredo aveva gi sentito la sua versione della storia, che era sicuramente distorta.
Non le restava altro che lottare. Etelredo era un sovrano esperto: di certo non avrebbe creduto a tutto quello che gli veniva detto.
"Mio sovrano" disse con enfasi "non  giusto che un bambino di due anni venga strappato alla madre."
"Lo trovo molto severo, e lho fatto presente a Wigelm."
"Giustissimo" convenne la regina Emma. "Il bambino ha la stessa et del nostro Edoardo, e se mi venisse tolto mi si spezzerebbe il cuore."
"Sono daccordo, mia cara" replic Etelredo. "Ma non sta a me dire ai miei sudditi come decidere delle loro famiglie. Il re ha il dovere di garantire la difesa, la giustizia e una moneta solida. Leducazione dei figli  una questione privata."
Ragna apr la bocca per ribattere. Il re era anche una guida morale e aveva il diritto di richiamare i notabili che tenevano una condotta riprovevole. Emma, per, le fece un rapido cenno scuotendo la testa e Ragna rimase in silenzio. Una veloce riflessione le disse che Emma aveva ragione. Quando un governante esprimeva unopinione cos netta, non si sarebbe lasciato convincere a cambiare idea. Insistendo, sarebbe riuscita soltanto a inimicarselo. Fu dura, ma si costrinse a reprimere la delusione e la rabbia. "S, mio sovrano" disse, chinando la testa.
Per quanto tempo sarebbe stata separata da Alain? Di certo non per sempre?
Qualcun altro attir lattenzione della coppia reale e Ragna si fece da parte. Cerc di non scoppiare a piangere. La sua situazione sembrava senza speranza: se il re non voleva aiutarla a riavere indietro suo figlio, chi lo avrebbe fatto?
Wigelm e Wynstan avevano tutto il potere, era quella la sua maledizione. Riuscivano quasi sempre a passarla liscia. Wynstan era astuto, Wigelm prepotente, ed entrambi erano sempre pronti a sfidare il re e la legge. Se fosse stata in grado di fare qualcosa per indebolirli lo avrebbe fatto, ma sembrava che niente potesse fermarli.
Aldred le si avvicin. "I vostri messaggeri sono tornati dalla Normandia?" gli chiese.
"No."
"Ma sono via da mesi."
"Si vede che hanno difficolt a trovarlo. I costruttori si spostano spesso. Devono andare dov il lavoro."
Ragna si rese conto che Aldred sembrava preoccupato e assente. "Come state?" gli chiese.
"Capisco che i re evitino i conflitti ogni volta che possono" rispose lui, infervorato. "Ma ci sono occasioni in cui un sovrano dovrebbe prendere posizione."
Ragna aveva esattamente la stessa lamentela da fare, ma quelle cose andavano dette in privato. Si guard attorno, preoccupata, per sembrava che nessuno li avesse uditi. "Perch dite cos?"
"Wynstan ha sobillato tutti, a Canterbury, cos adesso si  creata una fazione ostile ad Alphage, ed Etelredo esita perch non vuole guai con i monaci."
"Volete che il re si impunti e annunci che Wynstan non  adatto a diventare arcivescovo, e imponga Alphage a prescindere dallopinione dei monaci."
"Mi sembra che un re dovrebbe prendere una posizione morale!"
"Quei monaci vivono molto lontano da Shiring e non sanno tutto quello che sappiamo noi sul conto di Wynstan."
"Vero."
Ragna si ricord allimprovviso di una cosa che avrebbe potuto nuocere a Wynstan. Presa dalla preoccupazione per Alain se nera quasi dimenticata. "E se..."
Esit. Aveva deciso di tenere per s quel segreto per timore di ritorsioni. Ma Wigelm aveva gi fatto la cosa peggiore che potesse farle. Aveva messo in atto la minaccia a cui alludeva da tempo. Le aveva portato via suo figlio. E la sua crudelt aveva avuto una conseguenza che lui di certo non aveva previsto: non teneva pi Ragna in pugno.
Mentre in lei si faceva strada quella rivelazione, si sent come affrancata: da quel momento in poi avrebbe fatto qualsiasi cosa in suo potere per indebolire Wigelm e Wynstan. Sarebbe stato comunque pericoloso, ma era pronta a correre il rischio. Ne valeva la pena.
"E se poteste dimostrare ai monaci che Wynstan  inadatto?" chiese.
Aldred drizz le orecchie. "Cosa intendete dire?"
Ragna esit ancora. Era impaziente di screditare Wynstan, per allo stesso tempo lo temeva. Prese il coraggio a quattro mani. "Wynstan ha la lebbra delle puttane."
Aldred rimase letteralmente a bocca aperta. "Che Dio ci aiuti! Dite sul serio?"
"S."
"Come fate a saperlo?"
"Hildi gli ha visto unescrescenza sul collo che  tipica della malattia. E Agnes, la sua amante, aveva lo stesso tipo di escrescenza, ed  morta."
"Ma questo cambia tutto!" esclam Aldred, entusiasta. "Il re lo sa?"
"Non lo sa nessuno a parte Hildi e me... e ora voi."
"Dovete dirglielo!"
La paura la spinse a indugiare. "Preferirei che Wynstan non sapesse che sono stata io a spargere la voce."
"Allora lo dir io al re, senza fare il vostro nome."
"Un momento..." Aldred aveva fretta, ma Ragna voleva capire quale fosse lapproccio pi adatto. "Bisogna andarci cauti quando si parla con un re. Etelredo sa che appoggiate Alphage e potrebbe vedere il vostro intervento come unopposizione alla sua volont."
Aldred aveva laria delusa. "Ma dobbiamo usare questa informazione!"
"Certo" rispose Ragna. "Per potrebbe esserci un modo migliore."
Il vescovo Wynstan e larcidiacono Degbert partecipavano spesso alle riunioni nella sala del capitolo, dove i monaci discutevano delle attivit quotidiane del monastero e della cattedrale. Non era consuetudine che i visitatori vi prendessero parte, ma era stato fratello Eappa a proporlo, e poi il tesoriere Sigefryth, che dirigeva gli incontri, era diventato un alleato di Wynstan. I due si unirono ai monaci per il primo incontro dopo Pasqua.
Dopo che fu letto il capitolo, Sigefryth disse: "Dobbiamo decidere cosa fare per il pascolo lungo il fiume. La gente del posto lo usa per i propri animali anche se  di nostra propriet".
Wynstan non nutriva il minimo interesse per largomento, ma si sforz di assumere unespressione attenta. Doveva far vedere che qualunque cosa che riguardava i monaci lo riguardasse.
Fratello Forthred, il monacus medicus, disse: "Non possiamo biasimarli. Noi non lo utilizziamo".
"Vero" rispose Sigefryth "ma, se permettiamo che venga usato come propriet comune, potremmo avere delle difficolt in seguito, quando dovesse servirci."
Prese la parola fratello Wigferth, che era appena tornato da Winchester. "Fratelli miei, perdonate se vi interrompo, ma c una questione molto pi importante di cui credo dovremmo discutere subito."
Sigefryth non poteva certo respingere un appello tanto accorato da parte di Wigferth. "Daccordo" disse.
Wynstan si ringalluzz. Si era tormentato a lungo, chiedendosi se fosse il caso di andare a Winchester o meno per Pasqua. Non gli andava gi di mancare a unudienza reale cos vicina a casa. Alla fine, per, aveva deciso che era pi importante tenere sotto controllo la situazione l a Canterbury. Adesso era curioso di sapere cosa era successo.
"Ho partecipato alludienza di Pasqua" disse Wigferth. "In molti mi hanno chiesto chi sar il prossimo arcivescovo di Canterbury."
Sigefryth si offese. "E perch lhanno chiesto a te? Hai finto di essere il nostro rappresentante? Il tuo compito  soltanto quello di riscuotere le rendite!"
"Esatto" disse Wigferth. "Ma, se le persone mi parlano, io sono obbligato ad ascoltare.  una questione di educazione."
Wynstan ebbe un brutto presentimento. "Lasciamo perdere" disse, spazientito da quella discussione sulle buone maniere. "E cosa dicevano, fratello... fratello...?" Non riusciva a ricordare il nome del monaco che era andato a Winchester.
"Mi conoscete bene, vescovo. Sono Wigferth."
"Certo, certo. Cos che dicevano?"
Wigferth aveva unaria impaurita ma determinata. "La gente dice che il vescovo Wynstan non  adatto a diventare arcivescovo di Canterbury."
Tutto l? "Non sta alla gente dirlo!" ribatt Wynstan con tono sprezzante. " il papa che stabilisce a chi va il podio."
"Vorrete dire il pallio" puntualizz Wigferth.
Wynstan cap di aver detto una cosa per unaltra. Il pallio era una striscia di tessuto ricamato che il papa consegnava ai nuovi arcivescovi come simbolo della sua approvazione. Imbarazzato, neg lerrore. " quello che ho detto. Il pallio."
"Fratello Wigferth, hanno spiegato perch si oppongono alla nomina del vescovo Wynstan?" chiese Sigefryth.
"S."
Sulla sala scese il silenzio e linquietudine di Wynstan crebbe. Non sapeva cosa sarebbe successo, e il non sapere era pericoloso.
Wigferth sembrava contento che gli avessero posto quella domanda. Si guard attorno e alz la voce per essere sicuro che tutti lo udissero. "Il vescovo Wynstan ha una malattia chiamata lebbra delle puttane."
Scoppi il finimondo. Si misero tutti a parlare contemporaneamente. Wynstan balz in piedi gridando: " una menzogna!  una menzogna!".
Sigefryth rimase immobile al centro della sala, ripetendo: "Silenzio, per favore. Fate silenzio, vi prego" finch gli altri si stancarono di gridare. A quel punto domand: "Vescovo Wynstan, cosa avete da dire al riguardo?".
Wynstan sapeva di dover restare calmo, ma era innervosito. "Dico che fratello Wigferth ha moglie e figli nel villaggio di Trench, nellOvest dellInghilterra, e che un monaco fornicatore non pu godere di alcun credito."
"Anche se laccusa fosse vera, non avrebbe alcuna attinenza con la questione della salute del vescovo" ribatt Wigferth, gelido.
Wynstan cap immediatamente di aver imboccato la strada sbagliata. Quello che aveva detto suonava come una ripicca, unaccusa inventata sul momento. Sembrava aver perso il suo tocco. Cosa mi sta succedendo? pens.
Si sedette, per sembrare meno coinvolto, e disse: "Come potrebbero queste persone sapere qualcosa sul mio stato di salute?".
Appena quelle parole gli uscirono di bocca, si rese conto di aver commesso un altro errore. In una discussione non era mai saggio fare una domanda, perch offriva uno spunto allavversario.
Wigferth colse loccasione. "Vescovo Wynstan, la vostra amante, Agnes,  morta a Shiring di lebbra delle puttane."
Wynstan era stato ridotto al silenzio. Agnes non era mai stata la sua amante, solo una debolezza occasionale. Sapeva del suo decesso, la notizia gli era arrivata per lettera, dal diacono Ithamar. Ma il diacono non aveva specificato di cosa fosse morta, e a lui non importava abbastanza per informarsi.
"Uno dei sintomi  la confusione mentale" prosegu Wigferth. "Si dimenticano i nomi delle persone, si sbagliano le parole. Si dice podio per pallio, per esempio. Lo stato mentale di chi soffre di questa malattia peggiora finch si impazzisce."
Wynstan ritrov la voce. "Devo essere condannato per un semplice lapis linguae?"
I monaci scoppiarono a ridere e Wynstan cap di aver commesso un altro errore: avrebbe voluto dire lapsus linguae. Era umiliato e infuriato. "Io non sto impazzendo!" url.
Wigferth non aveva ancora finito. "Un segno certo della malattia  un grosso bubbone rosso sulla faccia o sul collo."
Wynstan si port istintivamente la mano alla gola per coprire la tumescenza, e un attimo dopo si rese conto di essersi tradito.
"Non cercate di nasconderlo, vescovo" disse Wigferth.
" solo una pustola" replic Wynstan e, con riluttanza, spost la mano.
"Fatemi vedere" disse Forthred e gli and vicino. Wynstan fu costretto a lasciarlo fare: se si fosse opposto, sarebbe stata unammissione. Rimase immobile mentre Forthred esaminava il bubbone.
Alla fine, il monaco si raddrizz. "Ho gi visto delle piaghe come queste" disse. "Sulla faccia di alcuni tra i peccatori pi sventurati di questa citt. Mi dispiace tanto, mio signor vescovo, ma quello che ha detto Wigferth  vero. Voi avete la lebbra delle puttane."
Wynstan si alz in piedi. "Scoprir chi ha messo in giro questa sporca menzogna!" url ed ebbe la piccola consolazione di vedere il terrore sui volti dei monaci. And alla porta. "E quando lavr trovato... lo ammazzer! Lo ammazzer!"
Per tutto il lungo viaggio di ritorno verso Shiring, Wynstan continu a dare in escandescenze. Maltrattava Degbert, gridava contro i tavernieri, schiaffeggiava le cameriere, frustava il cavallo senza piet. Il fatto che continuasse a dimenticare anche le cose pi semplici, poi, lo faceva infuriare sempre di pi.
Arrivato a casa, afferr Ithamar per la tunica, lo sbatt contro il muro e gli url: "Qualcuno va in giro a dire che io ho la lebbra delle puttane... chi ?".
Il volto fanciullesco di Ithamar sbianc per il terrore. "Nessuno, lo giuro" rispose, balbettando.
"Qualcuno lo ha detto a Wigferth di Canterbury."
"Se lo sar inventato."
"Di cosa  morta quella donna? La moglie del sovrintendente... com che si chiamava...?"
"Agnes. Di paralisi."
"Che genere di paralisi, stupido?"
"Non lo so! Si  ammalata, poi le  venuta unenorme pustola sulla faccia, poi  impazzita ed  morta! Come faccio a sapere che genere di paralisi?"
"Chi lha curata?"
"Hildi."
"Chi ?"
"La levatrice."
Wynstan lasci andare la tunica del poveretto. "Portami qui la levatrice, subito."
Ithamar corse via e Wynstan si tolse gli indumenti da viaggio e si lav le mani e la faccia. Era la peggiore crisi di tutta la sua vita. Se tutti avessero finito col credere che aveva una malattia debilitante, il potere e la ricchezza gli sarebbero sfuggiti di mano. Doveva mettere a tacere quelle voci, e il primo passo era punire chi le aveva messe in giro.
Ithamar ritorn dopo qualche minuto in compagnia di una donnetta con i capelli grigi. Wynstan non riusciva a capire chi fosse, n perch Ithamar lavesse portata l.
"Questa  Hildi, la levatrice che ha curato Agnes prima che morisse" spieg Ithamar.
"Certo, certo" rispose Wynstan. "So benissimo chi ." Adesso si ricordava di averla conosciuta quando laveva portata al capanno di caccia per visitare Ragna che era incinta. Era una donna tranquilla e sicura di s. Sembrava nervosa, ma non spaventata comera la maggior parte delle persone quando venivano convocate dal vescovo Wynstan. Con lei minacce e prepotenze non avrebbero funzionato.
"Sono in lutto per ladorata Agnes" disse, con espressione triste.
"Non si poteva fare nulla per salvarla" ribatt Hildi. "Abbiamo pregato per lei, ma le nostre preghiere non sono state ascoltate."
"Raccontami come  morta" chiese Wynstan con aria funerea. "La verit, per favore. Non voglio pietose bugie."
"Daccordo, mio signor vescovo. Allinizio era stanca e aveva sempre mal di testa. Poi  diventata confusa e le  spuntato un grosso bubbone sulla faccia. Alla fine ha perso la ragione, e gli ultimi giorni le  venuta la febbre ed  morta."
Lelenco era raccapricciante. Erano gli stessi sintomi di cui aveva parlato Wigferth.
Wynstan represse la paura che minacciava di sopraffarlo. "Hildi,  venuto qualcuno a far visita ad Agnes durante la sua malattia?"
"No, mio signor vescovo. Temevano tutti di ammalarsi."
"Con chi hai parlato dei suoi sintomi?"
"Con nessuno, mio signor vescovo."
"Ne sei sicura?"
"Sicurissima."
Wynstan sospettava che la donna stesse mentendo. Decise di prenderla alla sprovvista. "Aveva la lebbra delle puttane?" Vide un lampo di paura negli occhi di Hildi.
"Che io sappia, mio signor vescovo, non esiste una malattia con quel nome."
Si era ripresa rapidamente, ma lui aveva notato la sua reazione e adesso era certo che stesse mentendo. Tuttavia, decise di non dirlo. "Ti ringrazio per avermi consolato nel mio dolore. Puoi andare" la conged.
Hildi sembrava molto composta, pens Wynstan mentre la donna usciva. "Non mi pare il tipo di donna che mette in giro pettegolezzi scandalosi" disse, rivolto a Ithamar.
"No."
"Ma a qualcuno lha detto."
" amica di lady Ragna."
Wynstan scosse la testa, dubbioso. "Ragna e Agnes si odiavano. Ragna ha condannato a morte il marito di Agnes, e lei si  vendicata informandomi che voleva tentare la fuga."
"Potrebbe esserci stata una riconciliazione in punto di morte?"
Wynstan ci riflett su. " possibile" disse. "Chi potrebbe saperlo?"
"Cat, la sua cameriera francese?"
"Ragna  qui a Shiring, adesso?"
"No,  andata a Outhenham."
"Allora parler con Cat."
"Non vi dir nulla."
"Non ne sarei tanto sicuro" ribatt Wynstan con un sorriso.
Usc dalla sua residenza e risal la collina fino alla cittadella dellaldermanno. Si sentiva pieno di energie. In quel momento la sua mente era sgombra dalla confusione che lo affliggeva negli ultimi tempi. Pi ci pensava, pi gli sembrava plausibile che ci fosse un legame tra Agnes e Ragna, e tra Ragna e Wigferth di Canterbury.
Wigelm era ancora lontano, e la cittadella era tranquilla. Wynstan and dritto alla casa di Ragna e trov le tre domestiche che badavano ai bambini.
"Buona giornata a voi" disse. La pi carina delle tre era quella che gli interessava, lo sapeva, ma non riusciva a ricordare il suo nome.
Lei gli rivolse unocchiata impaurita. "Cosa volete?" domand.
Il suo accento francese gli fece ritrovare la memoria. "Tu sei Cat" disse.
"Lady Ragna non c."
" un vero peccato, perch sono venuto per ringraziarla."
Cat parve tranquillizzarsi appena. "Ringraziarla?" ripet, dubbiosa. "Cosha fatto per voi?"
" andata a far visita alla mia cara Agnes quando era in punto di morte."
Wynstan attese la reazione di Cat. Avrebbe potuto rispondere: Ma la mia signora non  mai andata a farle visita, e in quel caso lui sarebbe rimasto con il dubbio se stesse dicendo il vero o meno. Cat, per, tacque.
" stata gentile" aggiunse Wynstan.
Segu unaltra pausa, poi la domestica disse: "Pi gentile di quanto Agnes meritasse".
Ecco fatto. Wynstan si sforz di non sorridere. La sua supposizione era esatta. Ragna era andata a trovare Agnes. Doveva aver notato i sintomi e chiesto informazioni a Hildi, la quale le aveva spiegato la situazione. Era la puttana francese la responsabile di quelle voci.
Ma continu a fingere. "Le sono molto grato, tanto pi che io ero lontano e non ho potuto portare conforto ad Agnes. Vuoi riferire alla tua padrona quello che ti ho detto?"
"Lo far di sicuro" rispose Cat, perplessa.
"Grazie" disse Wynstan e poi pens: Non c niente che non va in me. Sono lucido come sempre.
E poi usc.
Wigelm torn una settimana dopo e Wynstan and a parlargli la mattina seguente.
Nella cittadella vide Alain correre insieme agli altri tre figli di Ragna, tutti evidentemente felicissimi di poter stare di nuovo insieme. Un attimo dopo Meganthryth usc dalla casa di Wigelm e chiam Alain perch entrasse a mangiare. "Non voglio" rispose il bambino.
Lei ripet il richiamo e lui scapp via.
Fu costretta a rincorrerlo. Il piccolo non aveva neppure tre anni e non poteva correre pi veloce di un adulto: lo raggiunse e lo prese in braccio. Alain inizi a fare i capricci, urlando, divincolandosi e cercando di colpirla con le manine chiuse a pugno. "Voglio Mami!" strill. Imbarazzata e irritata, Meganthryth lo port nella casa di Wigelm.
Wynstan li segu.
Wigelm stava affilando con una pietra un pugnale dalla lama lunga. Alz lo sguardo, irritato dalle urla del bambino. "Cosa c, adesso?" chiese, arrabbiato.
Meganthryth rispose in malo modo. "Non lo so. Non  figlio mio."
" tutta colpa di Ragna. Perdio, vorrei non averla mai sposata. Salve, Wynstan. Voi preti siete saggi a non sposarvi."
"Stavo pensando che potrebbe essere venuto il momento di sbarazzarsi di Ragna" disse Wynstan.
Wigelm parve entusiasta allidea. "Parli sul serio?"
"Tre anni fa ci serviva che entrasse a far parte della famiglia. Era un modo per neutralizzare qualunque opposizione alla tua nomina ad aldermanno. Adesso sei saldamente al potere. Ti hanno accettato tutti, persino il re."
"E poi Etelredo ha ancora bisogno di me" disse Wigelm. "I vichinghi sono tornati in forze, e stanno compiendo razzie lungo tutta la costa meridionale dellInghilterra. Ci saranno altri combattimenti questestate."
Meganthryth fece sedere Alain a tavola e gli mise davanti del pane imburrato. Il bambino si quiet e cominci a mangiare.
"Quindi Ragna non ci serve pi" prosegu Wynstan. "Per giunta  diventata un fastidio. Alain non la dimenticher finch lei vivr nella cittadella. Ed  una spia nel nostro campo. Credo sia stata lei a spargere la voce che ho la lebbra delle puttane."
"Possiamo ucciderla?" domand Wigelm, abbassando la voce. Non aveva mai imparato limportanza delle sfumature.
"Ci creerebbe dei problemi" rispose Wynstan. "Perch non la metti da parte?"
"Un divorzio?"
"S.  semplice."
"A re Etelredo non piacer."
Wynstan si strinse nelle spalle. "Cosa pu farci? Sono anni che lo sfidiamo. E lui ci impone delle ammende che noi non paghiamo."
"Sarei felice di vederla andare via."
"E allora fallo. Ordinale di lasciare Shiring."
"Potrei risposarmi."
"Non subito. Dai al re il tempo di abituarsi al divorzio."
Meganthryth ud quellultima frase e chiese a Wigelm: "Potremo sposarci?".
"Vedremo" rispose Wigelm, tergiversando.
"A Wigelm servono altri figli, e a quanto pare tu sei sterile" disse Wynstan.
Era unosservazione crudele, e alla ragazza vennero le lacrime agli occhi. "Potrei non esserlo. E se divento la moglie dellaldermanno voi dovrete trattarmi con rispetto."
"Certo" disse Wynstan. "Quando le mucche deporranno le uova."
Ragna era finalmente libera.
Per era triste. Non avrebbe avuto Alain e non avrebbe avuto Edgar. Ma non avrebbe avuto neppure Wigelm, n Wynstan.
Dopo essere stata sotto il loro dominio per quasi nove anni, ora si rendeva conto di quanto si fosse sentita oppressa in ogni momento della sua vita l. In teoria le donne inglesi avevano pi diritti di quelle normanne - e tra questi, il pi importante era il controllo sulle propriet -, ma in pratica si era dimostrato difficile far valere la legge.
Aveva detto a Wigelm che avrebbe mantenuto il titolo di signore della valle di Outhen. Aveva intenzione di restare in Inghilterra almeno finch non fossero tornati i messaggeri inviati da Aldred in Normandia. Quando avesse saputo quali erano i piani di Edgar, avrebbe deciso i propri.
Avrebbe scritto a suo padre, spiegandogli cosa era successo, e avrebbe affidato la lettera ai corrieri che venivano a portarle le rendite quattro volte allanno. Il conte Hubert sarebbe andato su tutte le furie. Ragna ne era certa, ma non sapeva cosa avrebbe fatto.
Le cameriere prepararono i bagagli. Cat, Gilda e Winnie vollero andare con lei.
Ragna chiese a Den di darle un paio di guardie del corpo per il viaggio. Appena si fosse sistemata, ne avrebbe ingaggiate delle altre.
Non le fu permesso dire addio ad Alain.
Caricarono i cavalli e partirono la mattina presto, senza troppo clamore. Molte donne della cittadella uscirono a salutarle in silenzio. Tutti erano convinti che il comportamento di Wigelm fosse stato ignobile.
Uscirono dalla cittadella e imboccarono la strada per Kings Bridge.


Capitolo 40.

Estate 1006.
Ragna and ad abitare nella casa di Edgar.
Era stata unidea di Aldred. Lei gli aveva chiesto, in quanto signore del villaggio, dove poteva trasferirsi l a Kings Bridge, e lui le aveva detto di aver tenuto la casa vuota nella speranza che Edgar tornasse. Nessuno dei due aveva dubbi sul fatto che Edgar - se fosse mai tornato - avrebbe voluto vivere con Ragna.
La casa aveva la stessa forma e le stesse dimensioni delle altre, ma era costruita con maggior cura. Lo spazio tra le assi verticali affiancate era sigillato con lana impregnata di catrame, come si faceva per gli scafi delle navi, in modo che non entrasse lacqua quando pioveva e tirava vento. A unestremit cera una seconda porta che conduceva a un recinto per gli animali. Nel tetto cerano dei fori per far uscire il fumo, cos laria nella stanza era pi pulita.
Ragna sentiva che in quella casa, realizzata con tanto ingegno e accuratezza, cera lo spirito di Edgar.
Era gi stata l, una volta. E in quelloccasione Edgar le aveva mostrato la scatola che aveva costruito per custodire il libro che lei gli aveva regalato. Ragna ricordava gli attrezzi appesi con ordine, il barilotto del vino e la moscaiola per il formaggio, e Brindle che agitava felice la coda... tutte cose che ora non cerano pi. Ricordava anche che lui le aveva tenuto le mani mentre piangeva.
Si chiese dove vivesse, ora.
Ogni mattina sperava che quello fosse il giorno in cui i messaggeri sarebbero tornati con sue notizie, ma non arrivava nessuno. La Normandia era vasta, ed era possibile che Edgar non fosse neppure pi l: poteva essersi trasferito a Parigi, o magari a Roma. Oppure i messaggeri potevano essersi persi. Potevano essere stati derubati e ammazzati. O magari si erano innamorati della Francia e avevano deciso di non rientrare pi in Inghilterra.
E anche se lo avessero trovato, era possibile che Edgar non volesse tornare. Poteva essersi sposato. A quel punto poteva avere un figlio che imparava a parlare in francese normanno. Ragna sapeva di non doversi fare illusioni.
Ma non aveva intenzione di vivere come una povera donna ripudiata. Era ricca, era potente e lo avrebbe dimostrato. Prese una sarta, una cuoca e tre guardie del corpo. Compr tre cavalli e assunse uno stalliere. Cominci a far costruire stalle e magazzini e una seconda casa sul lotto adiacente, dove avrebbe alloggiato la servit. Fece un viaggio a Combe e acquist stoviglie, utensili per la cucina e arazzi per le pareti. Mentre era l, commission a un costruttore un barcone con il fondo piatto per potersi spostare da Kings Bridge a Outhenham. Ordin inoltre che venisse realizzata una sala grande per lei a Outhenham.
Presto vi si sarebbe recata, per accertarsi che Wigelm non cercasse di usurpare la sua autorit, ma per il momento si concentr sulla sua nuova vita a Kings Bridge. In assenza di Edgar, la principale attrazione era la scuola di Aldred. Osbert aveva sette anni e i gemelli cinque, e tutti e tre facevano lezione la mattina sei giorni alla settimana, insieme ai tre monaci novizi e a una manciata di ragazzini che abitavano nelle vicinanze. Cat non voleva che le sue figlie ricevessero unistruzione - temeva che si mettessero in testa delle idee non consone alla loro posizione -, ma quando i bambini tornavano a casa ripetevano tutto quello che avevano imparato.
Ragna non si sarebbe mai abituata a vivere senza Alain. Pensava a lui in continuazione: quando si svegliava si domandava se avesse mangiato, nel pomeriggio sperava che non si fosse stancato troppo, la sera si diceva che presto sarebbe andato a letto. Pian piano la sua mente smise di formulare quei pensieri inutili, ma il dolore era sempre presente. Si rifiutava di accettare che la separazione da suo figlio fosse definitiva. Sarebbe successo qualcosa. Etelredo avrebbe potuto cambiare idea e ordinare a Wigelm di restituirle Alain. Wigelm avrebbe potuto morire. Ogni notte pensava a quelle possibilit cos liete e piangeva fino a addormentarsi.
Ritrov Blod, la schiava di Dreng. Loro due andavano molto daccordo, il che era sorprendente vista la distanza che le separava, tanto che avrebbero potuto vivere in due mondi diversi. A Ragna piaceva latteggiamento concreto di Blod nei confronti della vita. E poi le univa laffetto per Edgar. Alla taverna adesso era Blod a produrre la birra, a cucinare e a prendersi cura di Ethel, la moglie di Dreng. Per fortuna negli ultimi tempi capitava raramente che fosse costretta a prostituirsi. "Dreng sostiene che sono troppo vecchia" disse a Ragna un giorno in cui questa era andata alla taverna ad acquistare un barile di birra.
"Quanti anni hai?" chiese Ragna.
"Ventidue, credo. E comunque ero sempre troppo scorbutica per piacere agli uomini. Cos Dreng ha comprato una ragazza nuova, adesso che guadagna cos tanto nei giorni di mercato." Erano fuori dalla taverna, e Blod indic una ragazza con una veste corta che stava immergendo un secchio nel fiume. Dallassenza di un qualunque copricapo, era evidente che fosse una schiava e una prostituta. Aveva una gran massa di capelli ondulati color rosso scuro che le ricadevano sulle spalle. "Quella  Mairead.  irlandese."
"Sembra giovanissima."
"Ha circa dodici anni... La stessa et che avevo io quando sono arrivata qui."
"Povera ragazza."
Blod rispose con una concretezza che rasentava la brutalit. "Se gli uomini pagano per il sesso,  perch vogliono fare delle cose che a casa non possono fare."
Ragna osserv la ragazza con pi attenzione. Aveva una figura rotonda che di certo non veniva dal mangiare bene. " incinta?"
"S, ed  pi avanti di quanto sembri, ma Dreng non se n ancora accorto. Non capisce niente di queste cose. Ma si arrabbier tantissimo: gli uomini pagano meno per una donna incinta."
Nonostante il tono spiccio di Blod, Ragna percep un certo affetto per Mairead, e fu felice che la ragazza avesse qualcuno che badasse a lei.
Pag la birra e Blod fece rotolare il barile fuori dal capanno.
Dreng usc dal pollaio con un cesto di uova. Era ingrassato e zoppicava pi di prima. Le rivolse un frettoloso cenno del capo - adesso che era caduta in disgrazia, aveva smesso di incensarla - e le pass accanto. Ansimava nonostante non stesse facendo alcuno sforzo.
Ethel usc sulla soglia della taverna. Anche lei aveva unaria malaticcia. Ragna sapeva che non aveva neppure trentanni, ma sembrava pi vecchia. La causa non erano soltanto i dieci anni di matrimonio con Dreng. Secondo madre Agatha, Ethel aveva una malattia interna che la faceva sentire sempre stanca.
"Hai bisogno di qualcosa, Ethel?" chiese Blod preoccupata. Lei scosse la testa, prese le uova dalle mani di Dreng e torn dentro. "Devo badare a lei" disse Blod. "Se non lo faccio io, non lo fa nessun altro."
"E la cognata di Edgar?"
"Cwenburg? Non ce la vedo a prendersi cura della matrigna." Blod cominci a spingere il barile su per la collina. "Ve lo porto a casa." Si chin e spinse con energia. Era una donna forte.
Di fronte alla casa di Ragna, Aldred stava sovrintendendo al lavoro di un gruppo di monaci e di operai intenti a sradicare i ceppi di alberi tagliati e a ripulire dai cespugli larea destinata alla costruzione della nuova chiesa. Aldred le vide arrivare e and loro incontro. "Presto avrai concorrenza" disse a Blod. "Sto pensando di costruire una taverna qui sulla piazza del mercato e affidarla a un uomo di Mudeford."
"Dreng sar furioso" osserv Blod.
"Lui  sempre furioso per qualcosa" ribatt il priore. "La citt  grande abbastanza per due taverne. Nei giorni di mercato ne servirebbero quattro."
"Ma non  sconveniente che un monastero sia proprietario di una taverna?" chiese Ragna.
"In questa non ci saranno prostitute" rispose Aldred in tono severo.
"Buon per voi" disse Blod.
Ragna guard verso il fiume e vide due monaci attraversare il ponte a cavallo. I monaci di Kings Bridge viaggiavano molto, adesso che il monastero aveva propriet sparse in tutta la parte meridionale dellInghilterra, ma qualcosa in quei due le fece battere pi forte il cuore: le vesti sudicie, la pelle delle bisacce logora, il passo stanco dei cavalli. Avevano fatto molta strada.
Aldred segu lo sguardo di Ragna e disse con un fremito di eccitazione: "Che siano William e Athulf, di ritorno dalla Normandia?".
Se erano loro, Edgar non cera. Ragna prov una fitta di delusione cos violenta che sussult come se avesse ricevuto una frustata.
Aldred si precipit gi per la collina per raggiungerli, seguito da Ragna e da Blod.
I monaci smontarono di sella e Aldred li abbracci. "Grazie al cielo siete tornati sani e salvi."
"Amen" disse William.
"Avete trovato Edgar?"
"S, ma c voluto parecchio."
Ragna non osava sperare.
"E cosa ha risposto alla vostra proposta?" chiese Aldred.
"Ha rifiutato" rispose William.
Ragna si port le mani alla bocca per non lasciarsi sfuggire un gemito di disperazione.
"Vi ha dato una spiegazione?" domand Aldred.
"No."
Ragna ritrov la voce. " sposato?"
"No..."
Ragna colse lesitazione. "Allora cosa...?"
"Nella citt dove vive adesso, tutti dicono che sposer la figlia del mastro muratore e diventer lui stesso mastro costruttore."
Ragna non riusciva a trattenere le lacrime. La guardavano tutti, per non le importava della dignit. "Allora si  rifatto una vita?"
"S, mia signora."
"E non vuole abbandonarla."
"Cos pare. Mi dispiace."
Ragna non riusc pi a controllarsi e scoppi in un pianto dirotto. Si volt e corse su per la collina, trovando la strada di casa attraverso una cortina di lacrime. Entr, si gett a terra sulla paglia e si abbandon alla disperazione.
"Io torno a Cherbourg" annunci Ragna a Blod una settimana dopo.
Era una giornata calda e i bambini giocavano nellacqua bassa sulla riva del fiume. Ragna li sorvegliava seduta sulla panca fuori dalla taverna, sorseggiando una coppa di birra. Nel pascolo accanto alla casa, un cane ben addestrato badava a un piccolo gregge di pecore. Il pastore, Theodberht Piedetorto, era dentro.
Dopo averle servito da bere, Blod si era fermata con Ragna a chiacchierare. " un vero peccato, mia signora."
"Non  detto." Ragna era decisa a non darsi per vinta. Certo, niente era andato come previsto, ma lei avrebbe guardato al lato positivo delle cose. Aveva ancora molta vita davanti, e lavrebbe vissuta appieno.
"Quando partireste?" chiese Blod.
"Non subito. Prima devo passare un po di tempo a Outhenham. Nel lungo periodo la mia idea  di avere due case, una qui e una a Outhenham, e tornare in Inghilterra ogni uno o due anni per tenere docchio le mie propriet."
"E perch? Potreste farlo fare a qualcun altro, mentre voi ve ne state comoda a contare i soldi."
"Non potrei mai. Ho sempre pensato che il mio destino fosse quello di governare, amministrare la giustizia, contribuire a rendere un luogo pi prospero."
"Di solito sono gli uomini a governare."
"Di solito, ma non sempre. E a me non  mai piaciuta linattivit."
"Io non so cosa sia."
Ragna sorrise. "Sono sicura che non piacerebbe neanche a te."
Cwenburg, la moglie di Erman e Eadbald, pass davanti alla taverna con un cesto pieno di pesci argentei appena catturati nello stagno: alcuni muovevano ancora la coda. Ragna pens che fosse diretta alla casa di Bucca Pesce. Cwenburg era sempre stata rotondetta, adesso per era decisamente grassa. Aveva passato la ventina e perso il vigore e la freschezza della giovent, e non era pi neppure vagamente attraente, ma i fratelli di Edgar sembravano contenti di lei. Era un accordo insolito ma funzionava ancora, dopo nove anni.
Cwenburg si ferm a fare quattro chiacchiere con Dreng, che stava uscendo in quel momento da una baracca con una vanga di legno in mano. Era sempre un po strano vedere due persone cos sgarbate e maleducate scambiarsi affettuosit, riflett Ragna. Ma le sue riflessioni furono interrotte da un urlo infuriato proveniente dallinterno della taverna.
Un attimo dopo Theodberht usc zoppicando e allacciandosi la cintura. " incinta!" disse, imbestialito. "Io non pago un penny per una puttana incinta!"
Dreng si avvicin in fretta, con la vanga in mano. "Cosa succede?" chiese. "Qual  il problema?"
Theodberht ripet le sue rimostranze a gran voce.
"Non lo sapevo!" rispose Dreng. "Lho pagata una libbra dargento al mercato di Bristol, neppure un anno fa."
"Ridammi il mio penny!" disse Theodberht.
"Maledetta ragazza, glielo faccio vedere io..."
" colpa tua se  incinta, Dreng... Non lo capisci?" domand Ragna.
Dreng le rispose con tono formale ma scontroso. "Mia signora, le donne restano incinte solo se si divertono a farsi scopare, lo sanno tutti." Armeggi con la borsa appesa alla cintura e restitu a Theodberht un penny dargento. "Beviti unaltra coppa di birra, amico mio, e dimentica la puttana."
Theodberht prese la moneta con mala grazia e and verso il pascolo, fischiando per chiamare il cane.
"Avrebbe bevuto un gallone di birra e avrebbe passato qui la notte" comment Dreng, stizzito. "Avrebbe potuto persino pagare per unaltra scopata domattina. E adesso tutto quel denaro  perso." Entr zoppicando.
"Che sciocco" disse Ragna rivolta a Blod. "Se la fa prostituire, quella povera ragazza rester incinta prima o poi... Come fa a non capirlo?"
"Cosa vi fa pensare che Dreng sia una persona che ragiona?"
"Spero tanto che non punisca quella poverina."
Blod si strinse nelle spalle.
"La legge dice che un uomo non pu uccidere o picchiare uno schiavo senza un valido motivo" continu Ragna.
"Ma chi stabilisce se c un valido motivo?"
"Io, solitamente."
Udirono un urlo di dolore provenire dallinterno, seguito da un grugnito di rabbia, e poi dei singhiozzi. Le due donne si alzarono in piedi, quindi esitarono. Per parecchi secondi ci fu silenzio. "Se  tutto qui..." disse Blod.
Poi sentirono Mairead urlare e corsero dentro.
La ragazza era a terra e si proteggeva il ventre con le braccia. Aveva una ferita alla testa, e il sangue rosso vivo le inzuppava i capelli color rame. Dreng era in piedi sopra di lei, la vanga tenuta con entrambe le mani e sollevata sopra il capo. Urlava frasi sconnesse. Ethel se ne stava rannicchiata in un angolo e osservava la scena terrorizzata.
"Smettila immediatamente!" grid Ragna.
Dreng cal la vanga con violenza sul corpo di Mairead.
"Smettila!" ripet Ragna.
Con la coda dellocchio, vide Blod afferrare il secchio di quercia appeso a un gancio dietro la porta. Quando Dreng lev la vanga per colpire di nuovo Mairead, Blod tir su il pesante secchio per colpirlo. Poi Dreng barcoll.
Lasci cadere la vanga e si port una mano al petto.
Blod abbass il secchio.
Dreng cadde in ginocchio con un gemito, dicendo: "Ges, che male!".
Ragna lo fissava, immobile. Perch si lamentava? Era lui che stava picchiando la ragazza, non viceversa. Che fosse una vendetta divina?
Dreng cadde in avanti, sbattendo la faccia sul bordo di pietra del focolare. Ragna gli si avvicin con un balzo, lo afferr per le caviglie e lo allontan dalle fiamme. Dreng era esanime. Lei lo gir. Nella caduta si era fratturato il naso e aveva bocca e mento coperti di sangue.
Non si muoveva.
Gli mise una mano sul petto e le parve che non respirasse. Non riusciva a sentire alcun battito.
Ragna si volt verso Mairead. "Ti ha fatto tanto male?"
"La testa mi scoppia" rispose la ragazza, poi si mise a sedere con una mano sul ventre. "Ma non credo che abbia fatto male al bambino."
"Padre! Padre!" Ragna ud la voce di Cwenburg dalla soglia.
Cwenburg si precipit dentro, lasci cadere il cesto con i pesci e si inginocchi accanto a Dreng. "Parlami, padre!"
Lui non si mosse.
Cwenburg si volt verso Blod. "Lhai ucciso tu!" Si rimise in piedi con un balzo. "Maledetta assassina! Io ti ammazzo!"
Si scagli contro Blod, ma Ragna intervenne. La afferr da dietro, prendendola per le braccia, e la immobilizz. "Sta ferma!" le ordin.
Cwenburg smise di dibattersi, ma continu a urlare. "Lo ha ucciso lei! Lo ha colpito con quel secchio!"
Blod lo stringeva ancora in mano. "Io non ho colpito proprio nessuno" disse, appendendo di nuovo il secchio al piolo. "Lunico che ha colpito qualcuno  stato tuo padre."
"Bugiarda!"
"Ha ferito Mairead con quella vanga."
" la verit, Cwenburg" disse Ragna. "Tuo padre stava picchiando Mairead e gli  venuto un colpo.  caduto a faccia in gi sul focolare e io lho trascinato via per allontanarlo dal fuoco. Ma era gi morto."
Cwenburg si accasci. Ragna la lasci andare e lei croll sul pavimento, piangendo. Probabilmente era lunica persona che avrebbe pianto per la morte di Dreng, pens Ragna.
Parecchi abitanti del villaggio si affollarono nella casa per guardare il cadavere al centro della stanza. Poi arriv Aldred. Nel vedere il corpo a terra, si fece il segno della croce e mormor una breve preghiera.
Ragna era la persona di rango pi elevato l dentro, ma Aldred era il signore del villaggio, e di solito era lui ad amministrare la giustizia. Ma non era tipo da mettersi a questionare su chi avesse la priorit. Si avvicin a Ragna e le chiese: "Cos successo?".
Lei gli raccont tutto.
Ethel si alz in piedi e parve ritrovare la voce. "Che cosa far adesso?" disse.
"Be, adesso sei la padrona della taverna" rispose Aldred.
Ragna non ci aveva pensato.
Cwenburg si riprese di colpo. "No, non lo " disse, alzandosi in piedi. "Mio padre voleva che fossi io a ereditare la taverna."
Aldred aggrott la fronte. "Ha fatto testamento?"
"No, per me lha detto."
"Non conta. La vedova eredita tutto."
"Non ce la fa a mandare avanti la taverna!" esclam Cwenburg sprezzante. " sempre malata. Io invece posso farcela benissimo, con laiuto di Erman e Eadbald."
Ragna era sicura che Edgar non avrebbe approvato. "Cwenburg, tu, Erman e Eadbald siete gi ricchi" disse. "Avete lo stagno, il mulino, braccianti che fanno tutto il lavoro per voi al podere. Vuoi davvero privare una vedova dei mezzi di sostentamento?"
Cwenburg era in imbarazzo.
"Ma io non sono molto forte" disse Ethel. "Non credo di potercela fare."
"Ti aiuter io" intervenne Blod.
Ethel le si avvicin. "Davvero lo faresti?"
"Devo farlo. Adesso sei padrona anche di me oltre che della casa."
"E pure di me" disse Mairead andando a mettersi accanto a Ethel, sullaltro lato rispetto a Blod.
"Vi lascer libere nel mio testamento, ve lo prometto. Tutte e due."
Dai presenti si lev un mormorio di approvazione: liberare gli schiavi era considerato un gesto di piet.
"Molti testimoni hanno udito la tua generosa promessa, Ethel" disse Aldred. "Se desideri cambiare idea dovresti farlo adesso."
"Io non cambier mai idea."
Blod mise un braccio intorno alle spalle di Ethel, e Mairead fece lo stesso dallaltra parte. "Noi tre donne possiamo mandare avanti la taverna e badare al bambino di Mairead" afferm Blod. "E guadagnare pi di quanto abbia mai guadagnato Dreng."
"S" disse Ethel. "Forse possiamo farcela."
Wynstan si trovava in uno strano posto. Si guard attorno, perplesso. Era nella piazza di un mercato che non conosceva, in un giorno destate, ed era circondato da gente che comprava e vendeva uova, formaggio, cappelli, scarpe. Vedeva una chiesa abbastanza grande da essere una cattedrale. Accanto cera una bella casa e, di fronte a questa, quello che sembrava un monastero. Su una collina oltre la piazza sorgeva una cittadella recintata che faceva pensare alla residenza di un ricco signore, forse un aldermanno. Era spaventato. Come aveva fatto a perdersi? Non riusciva neppure a ricordare come fosse arrivato l. Tremava per il terrore.
Uno sconosciuto gli fece un inchino e disse: "Buongiorno, vescovo".
Sono un vescovo? pens lui.
Lo sconosciuto lo osserv con maggiore attenzione e chiese: "Vi sentite bene, vostra riverenza?".
Allimprovviso ogni cosa and al suo posto. Lui era il vescovo di Shiring, la chiesa era la sua cattedrale, e la casa adiacente a essa la sua residenza. "Certo che mi sento bene" rispose brusco.
Lo sconosciuto, che ora Wynstan ricord essere un macellaio che conosceva da ventanni, si allontan rapidamente.
Wynstan corse a casa, smarrito e spaventato.
L trov suo cugino, larcidiacono Degbert, e Ithamar, un diacono della cattedrale. La moglie di Ithamar, Eangyth, stava versando una coppa di vino.
"Ithamar ha delle novit" annunci Degbert.
Ithamar aveva laria spaventata. Non disse nulla mentre la donna posava il vino sulla tavola davanti a lui.
Wynstan, che era ancora furioso per quellepisodio di smemoratezza, si spazient subito. "Su, avanti, parla."
"Alphage  stato nominato vescovo di Canterbury" disse Ithamar.
Wynstan se laspettava, ma sent montare dentro una rabbia folle. Incapace di controllarsi, prese la coppa dal tavolo e gett il contenuto in faccia a Ithamar. Non soddisfatto, rovesci il tavolo. Eangyth lanci un urlo e lui strinse i pugni e la colp con tutte le sue forze alla tempia. La donna rimase a terra, immobile, e lui pens di averla uccisa, ma poi lei cominci a muoversi, si alz e corse via dalla stanza. Ithamar la segu asciugandosi gli occhi con la manica della tunica.
"Calmati, cugino" disse Degbert nervoso. "Siediti. Bevi una coppa di vino. Hai fame? Vado a prenderti qualcosa da mangiare?"
"Oh, sta zitto!" ribatt Wynstan, per si sedette e bevve il vino che Degbert gli porgeva.
Quando ebbe ripreso il controllo di s, Degbert disse con aria accusatoria: "Avevi promesso di nominarmi vescovo di Shiring".
"Non posso!" rispose Wynstan. "La carica non  vacante, stupido."
Degbert lo guard come se fosse una scusa.
" tutta colpa di Ragna" disse Wynstan. " stata lei a mettere in giro quelle stupide voci sul fatto che avevo la lebbra delle puttane." Sent di nuovo montare la rabbia. "La sua punizione  stata troppo leggera. Noi le abbiamo portato via uno dei suoi figli, ma lei pu consolarsi con gli altri tre. Avrei dovuto pensare a qualcosa di pi crudele. Avrei dovuto sbatterla a lavorare nel bordello di Mags finch qualche lurido marinaio non avesse infettato lei con la lebbra delle puttane."
"Sai che era nella stanza quando  morto mio fratello Dreng? Ho il sospetto che sia stata lei a ucciderlo. Hanno raccontato che gli  venuto un colpo mentre picchiava la schiava, ma io sono sicuro che Ragna centri in qualche modo."
"Non mi importa un accidente di chi ha ucciso Dreng" ribatt Wynstan. "Sar stato mio cugino, ma era uno stupido. Come te. Vattene."
Degbert usc e Wynstan rimase solo.
Cera qualcosa che non andava in lui. Si era fatto prendere da una furia cieca nellapprendere una notizia che era una semplice conferma di quanto gi si aspettava. Aveva quasi ammazzato la moglie di un prete. Peggio, qualche minuto prima aveva dimenticato non solo dove si trovasse, ma pure chi fosse.
Sto impazzendo si disse, e il pensiero lo riemp di orrore. Non poteva essere pazzo. Lui era un uomo astuto, spietato, otteneva sempre quello che voleva. I suoi alleati venivano premiati, i suoi nemici distrutti. Lidea di diventare pazzo era cos spaventosa da risultare insopportabile. Strinse gli occhi e batt i pugni sul tavolo davanti a s, dicendo: "No, no, no!". Ebbe la sensazione di cadere, come se stesse volando gi dal tetto della cattedrale. Da un secondo allaltro si sarebbe sfracellato a terra e sarebbe morto. Con uno sforzo si trattenne dallurlare.
Quando il terrore si plac, ripens allidea di saltare gi dal tetto. Sarebbe precipitato a terra, per un istante avrebbe provato un dolore insopportabile e poi sarebbe morto. Ma quanto sarebbe stata grave la punizione per il suicidio?
Era un prete devoto, poteva aspettarsi il perdono. Ma per il suicidio?
Poteva confessare i suoi peccati, dire messa e morire in uno stato di grazia, oppure no?
No, non poteva. Sarebbe morto nel peccato.
Degbert rientr con Ithamar, portando il piviale ricamato che Wynstan indossava per le funzioni. "Ti aspettano alla cattedrale" disse. "O preferisci che sia io a celebrare messa?"
"No, lo far io" rispose, e si alz in piedi.
Ithamar drappeggi il paramento sulle spalle del vescovo.
"Un momento fa ero preoccupato per qualcosa" disse Wynstan aggrottando la fronte. "Ma non riesco a ricordare cosa fosse."
Ithamar tacque.
"Pazienza" prosegu Wynstan. "Si vede che non era importante."
Ethel stava morendo.
Ragna rimase alla taverna fino a tarda notte, dopo che anche gli ultimi clienti erano usciti barcollando. Con lei cerano Blod, Mairead e la piccola Brigid, nata da poco. La stanza era illuminata da una torcia di canne che faceva un sacco di fumo. Ethel era immobile, con gli occhi chiusi. Il suo respiro era debole, il colorito grigiastro. Madre Agatha aveva detto che gli angeli la stavano chiamando e lei si preparava ad andare.
Blod e Mairead avevano deciso di allevare la bambina insieme. Non vogliamo uomini tra i piedi. Non ci servono aveva spiegato Blod a Ragna. Ragna non era sorpresa che la pensassero cos, dopo la vita che erano state costrette a fare, per cera dellaltro. Ragna aveva la sensazione che la passione di Blod per Edgar potesse essersi riversata su Mairead. Ma era solo una sensazione. Lei non ne era sicura e di certo non avrebbe fatto domande.
Poco dopo lalba Ethel si spense dolcemente. Non ebbe una crisi: semplicemente smise di respirare.
Blod e Mairead la spogliarono e la lavarono. Ragna chiese alle due schiave che cosa pensassero di fare. Ethel aveva promesso che le avrebbe liberate e Aldred le aveva rassicurate dicendo che Ethel aveva fatto testamento. Potevano tornarsene a casa, se volevano, ma sembrava che avessero intenzione di restare.
"Non posso andare in Irlanda senza un soldo e con una neonata in braccio" disse Mairead. "E poi non saprei neppure dove si trova la mia casa.  un paesino sulla costa, ma  tutto quello che so. Se aveva un nome, io non lho mai sentito. Non ho neppure idea di quanti giorni ho passato sulla nave vichinga prima di arrivare a Bristol."
Ragna lavrebbe aiutata volentieri, naturalmente, dandole un po di soldi, ma il denaro non avrebbe risolto il problema. "E tu, Blod?"
Lei assunse unaria pensierosa. "Sono passati dieci anni dallultima volta che ho visto la mia casa in Galles. Tutte le mie amiche devono essere sposate e con figli. Non so se i miei genitori sono vivi o morti. Non so neppure se sono ancora capace di parlare in gallese. Non avrei mai immaginato di dire una cosa del genere, ma sembra quasi che la mia casa sia qui."
Ragna non era convinta. Cera sotto qualcosaltro? Blod e Mairead si erano affezionate luna allaltra al punto da non volersi pi separare?
Presto la notizia della morte di Ethel si sparse per il villaggio e poco dopo lalba arriv Cwenburg con i suoi due mariti. Gli uomini avevano laria imbarazzata, mentre latteggiamento di Cwenburg era aggressivo. "Come avete osato lavarla?" disse. "Quello era compito mio... io sono la sua figliastra!"
"Volevano solo rendersi utili, Cwenburg" ribatt Ragna.
"Non mi interessa. Questa taverna adesso  mia, e voglio che le schiave se ne vadano da qui."
"Non sono pi schiave" disse Ragna.
"Se Ethel ha mantenuto la promessa."
"E comunque non puoi cacciarle di casa cos su due piedi."
"E chi lo dice?"
"Io" rispose Ragna.
"Erman, va a chiamare il priore" ordin Cwenburg.
Erman si allontan.
"Le schiave dovrebbero aspettare fuori" disse Cwenburg.
"Forse dovresti aspettare fuori tu, finch Aldred confermer che la taverna adesso  tua" obiett Ragna.
Cwenburg si accigli.
"Su, avanti" ordin Ragna. "Fuori. Altrimenti sar peggio per te."
Con riluttanza Cwenburg usc, seguita da Eadbald.
Ragna si inginocchi accanto al corpo, e Blod e Mairead fecero lo stesso.
Qualche minuto dopo arriv Aldred, con la croce dargento appesa al collo. Cwenburg e i suoi mariti entrarono dopo di lui. Aldred si fece il segno della croce e recit una preghiera al capezzale della defunta. Poi tir fuori dalla borsa appesa alla cintura un piccolo foglio di pergamena.
"Questo  il testamento di Ethel. Scritto da me sotto sua dettatura con due monaci come testimoni."
Delle altre persone presenti soltanto Ragna sapeva leggere, quindi dovevano fidarsi di Aldred per conoscere le decisioni di Ethel.
"Come promesso, rende libere Blod e Mairead" disse lui.
Le due schiave si abbracciarono e si baciarono, sorridendo. La loro esultanza era smorzata dalla presenza della morta, ma erano felicissime.
"C un solo altro legato" disse Aldred. "Lascia tutti i suoi averi, compresa la taverna, a Blod."
Blod rimase a bocca aperta. "A me?" disse, incredula.
"S."
"Non pu farlo!" strill Cwenburg. "La mia matrigna non pu portarmi via la taverna di mio padre per darla a una puttana gallese!"
"S che pu" disse Aldred.
"E lo ha appena fatto" aggiunse Ragna.
" innaturale!"
"No, non lo " ribatt Ragna. "Quando Ethel stava morendo,  stata Blod a prendersi cura di lei, non tu."
"No, no!" Cwenburg corse via, infuriata, continuando a protestare a voce alta. Erman e Eadbald la seguirono, imbarazzati.
Quando si fu allontanata, il rumore si plac.
"Tu resterai ad aiutarmi, vero?" chiese Blod a Mairead.
"Certo."
"Ti insegner a cucinare. Ma non farai pi la puttana."
"E tu potrai aiutarmi con la bambina."
"Naturalmente."
A Mairead vennero le lacrime agli occhi e annu senza parlare.
"Andr tutto bene" disse Blod. Allung una mano per stringere quella di Mairead. "Saremo felici."
Ragna era contenta per loro, ma provava anche un altro sentimento indecifrabile, oltre alla gioia.
Qualche istante dopo cap.
Era invidia.
Ogni due o tre mesi Giorgio, il mastro muratore, mandava Edgar a Cherbourg a comprare materiale. Era un viaggio di due giorni, ma non cerano posti pi vicini dove poter trovare il ferro per costruire gli attrezzi, il piombo per le finestre e la calce per la malta.
Questa volta, quando part, Clothild lo baci e gli disse di tornare presto. Lui non le aveva ancora proposto di sposarlo, ma tutti lo trattavano come se facesse gi parte della famiglia di Giorgio. Non era contento del modo in cui si era ritrovato quasi senza accorgersene, passo dopo passo, nel ruolo di promesso sposo di Clothild senza aver mai preso una vera decisione: gli sembrava di essersi comportato da debole. Ma non era abbastanza infelice da svincolarsi.
Qualche ora dopo il suo arrivo a Cherbourg, fu avvicinato da un messaggero che gli ordin di presentarsi al conte Hubert.
Edgar gli aveva parlato soltanto una volta, prima di allora, al suo arrivo in Normandia quasi tre anni prima. Hubert era stato gentile con lui. Felice di avere notizie della sua adorata figlia, aveva chiacchierato a lungo con Edgar della vita in Inghilterra, e gli aveva consigliato dei cantieri in cui avrebbe potuto trovare lavoro.
Edgar risal la collina fino al castello, e ancora una volta si meravigli delle dimensioni di quella costruzione. Era pi grande della cattedrale di Shiring che, fino a quel momento, era stato ledificio pi grosso che lui avesse mai visto. Un servo lo accompagn in una grande sala al piano superiore.
Hubert, che aveva superato la cinquantina, era in fondo alla stanza e parlava con la contessa Genevieve e il loro bellissimo figlio, Richard, che doveva avere una ventina danni.
Hubert era un uomo piccoletto dai modi nervosi. Ragna era molto diversa da lui, alta e statuaria come la madre. Hubert per aveva gli stessi suoi capelli rosso oro e gli occhi verdi come il mare, quasi uno spreco in un uomo - pens Edgar -, ma cos irresistibili in Ragna.
Il servo gli fece segno di aspettare accanto alla porta, per Hubert incroci il suo sguardo e lo invit ad avvicinarsi con un gesto della mano.
Edgar si aspettava che Hubert lo trattasse con benevolenza come la volta precedente ma, avvicinandosi, vide che aveva unespressione arrabbiata e ostile. Si chiese cosa potesse aver fatto per far infuriare il padre di Ragna.
"Dimmi, Edgar, gli inglesi credono nel matrimonio cristiano o no?" esord Hubert con voce tonante.
Edgar non aveva idea di cosa si trattasse, e non pot fare altro che rispondere nel modo migliore possibile. "Mio signore, gli inglesi sono cristiani anche se non sempre obbediscono agli insegnamenti dei preti." Stava per aggiungere proprio come i normanni ma si trattenne. Non era pi un adolescente e aveva imparato a non dare risposte saccenti.
"Sono dei barbari! Dei selvaggi!" disse Genevieve.
Edgar immagin che dovesse riguardare la loro figlia. " accaduto qualcosa a lady Ragna?" chiese, preoccupato.
" stata messa da parte!" rispose Hubert.
"Non lo sapevo."
"Cosa diavolo significa?"
"Significa divorzio" rispose Edgar.
"Senza motivo?"
"S." Edgar doveva essere certo di aver capito bene. "Dunque Wigelm ha messo da parte Ragna?"
"S! E tu mi dici che questo  legale in Inghilterra!"
"S." Edgar era attonito. Ragna non era pi sposata!
"Ho scritto a re Etelredo chiedendogli un risarcimento" disse Hubert. "Come pu permettere che i suoi nobili si comportino come bestie?"
"Non lo so, mio signore" rispose Edgar. "Un re pu dare ordini, ma farli rispettare  unaltra faccenda."
Hubert sbuff indignato, come se la considerasse una debole scusa.
"Sono terribilmente dispiaciuto per quello che le hanno fatto i miei conterranei" disse Edgar.
Ma mentiva.


Capitolo 41.

Settembre 1006.
Ragna si costru una nuova vita, riempiendo le giornate di impegni per non rimuginare in continuazione sulla perdita di Alain e Edgar. Il giorno di San Michele and a Outhenham con il suo nuovo barcone per riscuotere le rendite.
Per il barcone erano necessari due rematori vigorosi. Ragna port Astrid con s, per poter risalire a cavallo tutta la valle di Outhen. Port anche la sua nuova cameriera, Osgyth, e un giovane armigero, un ragazzo dai capelli neri di nome Ceolwulf, entrambi di Kings Bridge. Durante il viaggio tra i due sbocci un idillio: non facevano che ridere e scherzare quando pensavano che Ragna non guardasse, per cui erano piuttosto distratti dai loro doveri. Ragna era propensa a essere indulgente: sapeva cosa significava essere innamorati e sperava che Osgyth e Ceolwulf non scoprissero mai quanto dolore poteva portare lamore.
La sua nuova sala grande a Outhenham non era ancora finita, ma la vecchia casa di Edgar alla cava era vuota, e cos decise di alloggiare l con Osgyth e Ceolwulf. Quel posto le piaceva per motivi sentimentali. Lunica altra casa alla cava apparteneva a Gab.
I rematori rimasero alla taverna.
Tenne udienza, ma non cerano molte questioni in attesa di giudizio. Era una stagione felice, con il raccolto nei granai, le pance piene di pane e delle belle mele rosse a terra che aspettavano di essere raccolte; e quellanno i vichinghi non si erano spinti cos a ovest da rovinare tutto. Quando era contenta, la gente era meno propensa a litigare e commetteva meno crimini. Era nella disperazione del pieno inverno che gli uomini strangolavano le mogli e accoltellavano i rivali, ed era nei giorni magri della primavera che le donne rubavano ai vicini per dar da mangiare ai propri figli.
Ragna constat con soddisfazione che il canale di Edgar era ancora in buone condizioni, con le sponde dritte e gli argini robusti. Ma la irrit vedere che gli abitanti del villaggio avevano preso la brutta abitudine di gettare immondizia nellacqua. Non cera un flusso costante e il canale non si ripuliva come un fiume, per cui in certi punti puzzava come una latrina. Istitu regole ferree in materia.
Per far rispettare queste e altre disposizioni allontan Dudda e nomin un nuovo capo del villaggio, uno degli anziani, un taverniere pasciuto di nome Eanfrid. Solitamente un taverniere era una buona scelta per quel ruolo: la sua casa era il fulcro della vita del posto, e spesso lui godeva gi di una certa autorit. In pi Eanfrid era una persona benvoluta e sempre di buon umore.
Seduta fuori dalla taverna con una coppa di sidro, Ragna parl con Eanfrid delle rendite che le derivavano dalla cava, che erano parecchio diminuite da quando Edgar era partito. "Edgar  una di quelle persone che tutto quello che fanno lo fanno bene" disse Eanfrid. "Trovate un altro come lui e venderemo subito pi pietra."
"Non esiste un altro come Edgar" ribatt Ragna con un sorriso mesto.
Passarono a parlare della malattia infettiva che aveva ucciso parecchie pecore, e che secondo Ragna era causata dal fatto che gli animali pascolavano sul terreno argilloso e bagnato. Ma la loro conversazione venne interrotta. Eanfrid pieg la testa di lato e un attimo dopo Ragna ud il rumore che aveva attirato lattenzione del taverniere: trenta o pi cavalli che si avvicinavano, non al galoppo e neppure al trotto, ma a passo lento e stanco. Era il rumore di una comitiva impegnata in un lungo viaggio: un ricco nobile con il suo seguito.
Il sole autunnale era rosso nel cielo a occidente: i visitatori avrebbero certamente deciso di passare la notte a Outhenham e il villaggio li avrebbe accolti con sentimenti contrastanti. I viaggiatori portavano denaro: avrebbero comprato da mangiare e da bere, avrebbero pagato per lalloggio. Ma potevano anche ubriacarsi, importunare le ragazze e scatenare risse.
Ragna e Eanfrid si alzarono. Un minuto dopo comparve il corteo dei cavalieri che si snodava tra le case verso il centro del villaggio.
Alla sua guida cera Wigelm.
Ragna fu assalita dalla paura. Quello era luomo che laveva imprigionata, stuprata, e le aveva portato via suo figlio. Quale nuova tortura aveva in serbo per lei? Si impose di non tremare. Gli aveva sempre tenuto testa e lo avrebbe fatto anche questa volta.
Accanto a Wigelm cera suo nipote Garulf, il figlio di Wilwulf e Inge. Adesso aveva venticinque anni, ma Ragna sapeva che non aveva pi buon senso di quando era ancora un adolescente. Assomigliava molto a Wilf, con la barba bionda, le spalle larghe e landatura spavalda degli uomini della famiglia. Ragna fece una smorfia al pensiero che lei ne aveva sposati ben due.
"Cosa vuole Wigelm da noi?" mormor Eanfrid.
"Lo sa solo Dio" rispose Ragna con voce tremante e poi aggiunse: "E forse Satana".
Wigelm tir le redini per fermare il cavallo, che era tutto impolverato. "Non mi aspettavo di vederti qui, Ragna" disse.
Lei si sent lievemente sollevata. Quellaffermazione indicava che lincontro non era premeditato. Qualunque cattiveria avesse cercato di farle, sarebbe stata improvvisata. "Non capisco perch ti sorprendi" rispose lei. "Io sono il signore della valle di Outhen. Cosa vuoi?"
"Io sono laldermanno di Shiring, sto viaggiando nel mio territorio e intendo passare qui la notte."
"Outhenham vi d il benvenuto, aldermanno Wigelm" disse Ragna in tono gelidamente formale. "Prego, entrate nella taverna a rinfrescarvi."
Lui rimase in sella. "Tuo padre ha protestato con re Etelredo" disse.
"Mi sembra il minimo." Ragna ritrov parte del suo coraggio. "Il tuo comportamento  stato ignobile."
"Etelredo mi ha comminato unammenda di cento libbre dargento per averti messa da parte senza il suo consenso."
"Bene."
"Ma io non lho pagata" prosegu Wigelm e si fece una bella risata, quindi scese da cavallo.
Gli uomini seguirono il suo esempio. I pi giovani cominciarono a dissellare i cavalli mentre i pi anziani si sistemavano nella taverna e ordinavano da bere. Ragna avrebbe voluto ritirarsi, ma sentiva di non poter lasciare Eanfrid a far fronte da solo a quella visita... Era possibile che dovesse lottare per mantenere lordine, e la sua autorit gli sarebbe stata daiuto.
Fece un giro per il villaggio, cercando di tenersi il pi possibile lontana da Wigelm. Disse ai giovani di mettere i cavalli a brucare nel pascolo l vicino. Poi stabil in quali case Wigelm e il suo seguito avrebbero trascorso la notte, scegliendo le abitazioni di coppie anziane o di coppie giovani con bambini piccoli, evitando quelle in cui cerano delle adolescenti. Era consuetudine pagare un penny al padrone di casa per lalloggio di quattro uomini e la famiglia era tenuta a dividere la colazione con gli ospiti.
Draca, il prete del villaggio che allevava bestiame, macell un giovane manzo e lo vendette a Eanfrid, che accese un fuoco dietro la taverna e arrost i quarti su uno spiedo. Mentre aspettavano che la carne fosse cotta, gli uomini continuarono a bere birra: Eanfrid diede fondo a due barili e ne apr un terzo.
Dopo unora passata a cantare canzonacce sboccate e violente, gli animi si scaldarono. Proprio quando Ragna temeva che stesse per scoppiare una rissa, Eanfrid serv la carne accompagnata da pane e cipolle e questo zitt tutti. Finito di mangiare cominciarono ad allontanarsi, diretti ai loro alloggi, e Ragna pens di potersene andare a letto tranquilla.
Torn alla casa della cava con Osgyth e Ceolwulf. Sbarrarono la porta con cura. Avevano portato delle coperte ma non faceva ancora freddo come in inverno, e si sdraiarono sulla paglia avvolti nei mantelli. Ceolwulf si distese di traverso davanti alla porta, dove doveva stare una guardia del corpo, ma Ragna colse uno sguardo dintesa tra i due giovani e immagin che avessero intenzione di cambiare posto pi tardi, per stare vicini.
Ragna rimase sveglia a lungo, innervosita dallapparizione a sorpresa di Wigelm, e alla fine scivol in un sonno agitato.
Si svegli con la sensazione di non aver dormito a lungo. Si tir su a sedere, perplessa, chiedendosi cosa lavesse disturbata. Alla luce del fuoco vide che Osgyth e Ceolwulf erano spariti. Immagin che volessero stare soli e se la fossero svignata nel bosco, e che ora fossero sdraiati sotto un cespuglio a scoprire il sesso alla luce della luna.
Questa volta si sent meno propensa allindulgenza. Avrebbero dovuto prendersi cura di lei e proteggerla, non svignarsela lasciandola sola nel cuore della notte. Quando fosse tornata a Kings Bridge, li avrebbe licenziati entrambi.
Sent un ubriaco sbraitare parole senza senso e immagin si trattasse di Gab. Dovevano essere stati quegli schiamazzi a svegliarla. Ma lei era al sicuro dietro una porta sbarrata, pens. Poi, per, si rese conto che Osgyth e Ceolwulf dovevano aver tolto la spranga per uscire.
Lubriaco si avvicin e con un brivido di paura lei riconobbe la voce. Non era Gab, era Wigelm.
Aveva trovato la sua casa senza difficolt, nonostante lo stato in cui era, immagin Ragna in un lampo. Gli era bastato seguire il canale, ed era un vero miracolo che non fosse caduto in acqua e fosse annegato.
Con un balzo si precipit a chiudere la porta, ma arriv con un attimo di ritardo. Mentre posava le mani sulla pesante spranga di legno, la porta si apr e Wigelm entr. Lei scatt allindietro lanciando un urlo di terrore.
Wigelm era scalzo e senza mantello, malgrado il freddo della notte autunnale. Non aveva la cintura e non portava la spada n un coltello, e questo fu un leggero sollievo per Ragna. Sembrava che si fosse alzato dal letto e non si fosse preoccupato di vestirsi.
Aveva addosso un odore forte e aspro di birra.
Lui la scrut alla luce del fuoco, come se non sapesse chi era. Ondeggiava, e lei cap che era molto ubriaco. Per un attimo sper che svenisse, ma il suo sguardo parve schiarirsi e lui biascic: "Ragna. S. Ti cercavo".
Non ce la faccio pens Ragna. Non posso soffrire ancora per colpa di questuomo. Voglio morire.
"Vattene, per favore" disse, cercando di non lasciar trasparire la propria disperazione.
"Stenditi."
"Urler. Gab e sua moglie mi sentiranno." Non sapeva se fosse vero: le due case erano piuttosto lontane luna dallaltra.
La minaccia fu inefficace, ma per un motivo diverso. "Cosa potrebbero fare?" ribatt lui con aria di scherno. "Sono il loro aldermanno."
"Esci dalla mia casa."
Lui le diede una spinta. Colta di sorpresa dalla sua forza nonostante fosse ubriaco, Ragna perse lequilibrio e cadde allindietro. Il colpo le mozz il respiro.
"Chiudi la bocca e apri le gambe" ordin lui.
Lei riprese fiato. "Non puoi farmi questo. Non sono pi tua moglie."
Lui vacill e cadde in avanti. Chiaramente la sua idea era quella di crollarle addosso, ma allultimo momento lei rotol di lato, e Wigelm casc a faccia in gi. Ragna riusc a mettersi carponi, per lui si volt sulla schiena e la prese per il braccio, attirandola a s.
Lei spost una gamba per restare in equilibrio e senza volere gli piant il ginocchio sulla pancia. "Ahi!" fece lui ansimando.
Ragna spost anche laltra gamba cos che adesso tutte e due le ginocchia posavano sulla pancia di lui, poi gli afferr le braccia e le premette contro il pavimento. In circostanze normali lui lavrebbe spinta via senza difficolt, ma adesso non riusciva ad allontanarla.
Era un ironico capovolgimento della situazione. Per la prima volta, Ragna lo aveva alla sua merc.
Ma cosa poteva fare?
Lui muoveva la testa da una parte allaltra, con gli occhi chiusi, e ansimava. "Non riesco a respirare."
Ragna cap che con le ginocchia gli comprimeva i polmoni, ma non si mosse, temendo che lui potesse ritrovare le forze.
Wigelm fu scosso da uno spasmo e Ragna sent odore di vomito. Dagli angoli della sua bocca col del liquido. Le braccia e le gambe si afflosciarono.
Ragna aveva sentito di uomini cos ubriachi da perdere i sensi, che erano morti soffocati nel proprio vomito. In un attimo comprese che se Wigelm fosse morto lei avrebbe potuto riprendersi Alain: nessuno avrebbe mai stabilito che dovesse essere Meganthryth a crescerlo. Intravide un barlume di speranza. Avrebbe pregato che Wigelm morisse, ma le parve un pensiero blasfemo.
Wigelm non stava morendo. Aveva il naso pieno di liquido, ma laria passava ancora attraverso le narici producendo delle bolle.
Poteva ucciderlo?
Sarebbe stato pericoloso, e avrebbe commesso un peccato. Sarebbe diventata unassassina e, anche se non cera nessuno che potesse vedere quello che stava facendo, avrebbe potuto comunque essere scoperta.
Lei, per, lo voleva morto.
Pens allanno passato rinchiusa nel capanno di caccia, agli stupri ripetuti, a quando le avevano portato via il bambino. Introducendosi con la forza in casa sua, quella notte, lui aveva dimostrato che non avrebbe mai smesso di torturarla finch fosse rimasto in vita. Lei non poteva pi sopportare. Doveva mettere fine a quelle angherie.
Dio, perdonami pens.
Con una certa esitazione allent la presa sulle sue braccia. Lui non si mosse.
Ragna gli chiuse la bocca, gli mise la mano sinistra sulle labbra e la premette con forza.
Wigelm riusciva ancora a respirare con il naso, anche se a fatica.
Lei gli prese il naso tra lindice e il pollice della mano destra e strinse.
Adesso lui non poteva pi respirare.
Non lo aveva ancora ucciso. Era in tempo per cambiare idea, per allentare la presa. Poteva girarlo per far uscire il liquido dalla bocca e permettergli di respirare. Probabilmente sarebbe sopravvissuto.
Per aggredirla di nuovo.
Mantenne la pressione sulla bocca e sul naso. Attese, osservando attentamente la sua faccia. Per quanto tempo poteva vivere un uomo senza respirare? Non ne aveva idea.
Il corpo di Wigelm fu scosso da uno spasmo, ma non sembrava cosciente e non poteva difendersi. Ragna rimase dovera, con le ginocchia premute sul suo petto, una mano a tappargli la bocca e laltra il naso. Wigelm smise di muoversi.
Era morto?
La casa era silenziosa. Le braci nel fuoco non producevano alcun rumore, e non si sentivano fruscii di piccole creature tra le canne sul pavimento. Rimase in ascolto aspettandosi di udire un rumore di passi allesterno, ma non cera nessuno.
Allimprovviso Wigelm spalanc gli occhi. Ragna lanci un urlo.
Lui la guard, terrorizzato. Cerc di scuotere la testa, ma lei si sporse in avanti, aumentando la pressione con le mani e tenendolo fermo.
Wigelm la fiss negli occhi per un lungo, angosciante momento, spaventato o forse non del tutto cosciente. Temeva per la propria vita ma non riusciva a muoversi, come un uomo in preda a un incubo. "Ecco cosa si prova, Wigelm" disse lei con voce tesa e carica dodio. "Ecco cosa significa trovarsi alla merc di un assassino senza potersi difendere."
I flebili sforzi di Wigelm cessarono di colpo e lui arrovesci gli occhi.
Ragna non moll la presa. Era davvero morto? Stentava a credere che luomo che laveva tormentata per cos tanto tempo avesse lasciato per sempre questo mondo.
Finalmente, trov il coraggio di allentare la pressione sulla bocca e sul naso. Lespressione di lui non mut. Ragna gli mise una mano sul petto, ma non sent battere il cuore.
Lo aveva ucciso.
Dio, perdonami preg. Fu presa da un tremito incontrollabile: le tremavano le mani, le spalle erano scosse da fremiti, si sentiva le gambe cos deboli che avrebbe voluto sdraiarsi.
Si sforz di controllare il proprio corpo. Adesso doveva preoccuparsi soltanto di come avrebbero reagito i suoi uomini. Nessuno avrebbe creduto alla sua innocenza. Laldermanno, il suo acerrimo nemico, era morto nel cuore della notte nella sua casa, in sua compagnia. Le prove erano tutte contro di lei.
Era unassassina.
Quando finalmente riusc a calmarsi, si rimise in piedi.
Non era ancora finita.
Quello che la incriminava maggiormente era che il corpo si trovava l con lei, nella casa. Doveva spostarlo. Ma dove? La risposta era ovvia.
Nel canale.
I suoi uomini, sbronzi pure loro, avrebbero pensato che fosse uscito a orinare. Nello stato in cui era poteva essere svenuto, caduto nel canale, e annegato prima di riprendere i sensi. Era esattamente il genere di cose che capitava agli stupidi che si ubriacavano.
Nessuno doveva vederla sbarazzarsi del corpo. Doveva agire in fretta, prima che tornassero Osgyth e Ceolwulf, stanchi di amoreggiare, prima che gli uomini di Wigelm cominciassero a chiedersi come mai ci mettesse cos tanto e uscissero a cercarlo.
Lo afferr per una gamba e tir. Spostarlo richiedeva pi energia di quanto avesse pensato. Lo trascin per pochissimo e si ferm. Non ce lavrebbe mai fatta. Era un uomo grande e grosso e ora, letteralmente, un peso morto.
Non poteva arrendersi davanti a un problema cos banale. Astrid, la sua cavalla, era nel pascolo l vicino. Se necessario, avrebbe potuto andare a prenderla per trascinare il corpo... anche se ci sarebbe voluto del tempo, e questo avrebbe aumentato il rischio di essere scoperta. Avrebbe fatto pi in fretta se avesse caricato Wigelm su qualcosa, per esempio unasse. Si ricord delle coperte.
Ne prese una e la stese per terra accanto a Wigelm. Con uno sforzo notevole fece rotolare il corpo sulla coperta. La afferr per unestremit e tir. Non era facile, ma era fattibile. Ragna lo trascin fuori dalla porta.
Si guard attorno alla luce della luna e non vide nessuno. La casa di Gab era buia e silenziosa. Osgyth e Ceolwulf dovevano essere ancora nel bosco, e nessuno era uscito a cercare Wigelm. Era circondata soltanto dagli abitanti della notte: una civetta che strideva tra i rami, un piccolo roditore che le pass accanto cos veloce che lei lo scorse con la coda dellocchio, e linconfondibile svolazzare di un pipistrello silenzioso.
Decise che ce lavrebbe fatta anche senza Astrid. Trascin Wigelm lentamente attraverso lo spiazzo davanti alla cava. Spostandosi, il corpo produceva un fruscio, ma non cos forte da essere udito dentro la casa di Gab.
Dalla cava il terreno saliva leggermente e lei dovette faticare di pi. Ansimava gi per lo sforzo. Si ferm a riposarsi un minuto, poi si costrinse a riprendere. Non mancava molto.
Finalmente raggiunse il canale. Trascin il cadavere fino al bordo e lo fece rotolare gi. Sent un tonfo che le parve fortissimo, e un odore di marcio che si levava dallacqua smossa. Poi la superficie si calm e Wigelm si stabilizz a faccia in gi. Ragna vide uno scoiattolo morto galleggiargli accanto.
Si ripos, ansante ed esausta, ma dopo un minuto si rese conto che cos non andava bene. Il cadavere era troppo vicino alla sua casa: avrebbe suscitato dei sospetti. Doveva spostarlo pi lontano.
Se avesse avuto una corda avrebbe potuto legarlo e trascinarlo lungo largine dentro lacqua. Ma non ce laveva.
Pens ai finimenti di Astrid. La cavalla era nel campo, per la sella e le briglie erano in casa. Rientr. Pieg la coperta e la mise in fondo alla pila, sotto le altre, sperando che per qualche giorno nessuno si accorgesse che era sporca. Poi stacc le redini dalle briglie.
Torn al canale. Non si vedeva nessuno in giro. Si sporse sopra lacqua e afferr il cadavere di Wigelm per i capelli. Lo attir a s e gli allacci la cinghia intorno al collo. Si rialz in piedi, stratton la cinghia e si avvi rapidamente lungo largine del canale verso il centro del villaggio.
Una parte di lei esultava al pensiero che Wigelm adesso era cos inerme da poter essere trascinato come uno stupido animale.
Continuava a guardarsi intorno, scrutando loscurit sotto gli alberi, temendo di incontrare da un momento allaltro qualche viandante notturno. Alla luce della luna vide un paio di occhi gialli che per un istante la spaventarono, finch non si rese conto che si trattava solo di un gatto.
Non era ancora abbastanza lontana dalla casa da sviare i sospetti. Per far riposare il braccio cambi mano e procedette allindietro, ma non riusciva a vedere dove andava e, dopo essere inciampata due volte, riprese a tirare con il braccio stanco. Cominciavano a farle male anche le gambe.
Vide delle luci muoversi tra le case. Dovevano essere gli uomini di Wigelm, usciti a cercarlo. Ma erano troppo ubriachi per agire con metodo, e i loro richiami erano solo grida confuse. Per qualcuno poteva vederla, anche per caso. E se fosse stata scoperta mentre trascinava il cadavere di Wigelm nel canale, non ci sarebbe pi stato alcun dubbio sulla sua colpevolezza.
Continu a camminare in fretta. Un uomo venne nella sua direzione portando una lampada. Ragna si ferm, si gett a terra e rimase immobile, osservando la luce che si muoveva a scatti. Cosa avrebbe fatto se luomo si fosse avvicinato? Che storia avrebbe potuto inventarsi per spiegare la presenza del cadavere di Wigelm e la cinghia legata intorno al collo?
Ma la luce parve andare nella direzione opposta e affievolirsi. Quando scomparve del tutto, Ragna si rialz in piedi e riprese ad avanzare.
Pass davanti allorto di una casa, poi di unaltra, e decise che poteva bastare. Wigelm non era in grado di camminare e tutti avrebbero pensato che non avesse preso la strada diretta per il canale, ma che avesse proceduto barcollando a caso.
Si inginocchi, tuff le mani in acqua e sciolse la cinghia intorno al collo di Wigelm. Poi lo spinse in mezzo al canale. "Vattene allinferno" mormor.
Si volt e torn a passo svelto alla cava.
Intorno alla casa di Edgar e a quella di Gab non si vedevano movimenti. Sper che i due piccioncini non fossero rientrati mentre lei era fuori: non avrebbe saputo come spiegare perch era uscita.
Attravers lo spiazzo della cava a passo leggero ed entr in casa. Non cera nessuno.
Torn a sdraiarsi sulla paglia e chiuse gli occhi.
Forse ce lho fatta pens.
Sapeva che avrebbe dovuto sentirsi in colpa, ma provava soltanto una grande gioia.
Non dorm. Rivisse mentalmente gli eventi di quella notte, dal momento in cui aveva sentito la voce impastata da ubriaco alla corsa lungo largine del canale. Si chiese se avesse fatto abbastanza perch la morte sembrasse un incidente. Cera qualcosa nel cadavere che poteva suscitare sospetti? Era stata vista da qualcuno che era rimasto nascosto nellombra? La sua assenza da casa era stata notata?
Sent cigolare la porta e immagin che Osgyth e Ceolwulf fossero tornati. Finse di dormire profondamente. Si sent un piccolo colpo quando la spranga fu rimessa a posto... Troppo tardi, pens con risentimento. Ud i loro passi leggeri, una risatina soffocata, e il fruscio della paglia quando i due si sdraiarono. Immagin che Ceolwulf avesse ripreso la sua posizione di traverso davanti alla porta, in modo che nessuno potesse entrare senza svegliarlo.
Un attimo dopo il respiro dei due giovani si fece regolare.
Non avevano idea dei tragici eventi di quella notte. Ragna cap che la loro negligenza avrebbe giocato a suo favore. Se qualcuno li avesse interrogati, loro avrebbero giurato di essere stati tutta la notte dentro la casa, a fare la guardia alla loro padrona, comera loro dovere. La loro insincerit sarebbe stata la sua salvezza.
Presto sarebbe sorto un nuovo giorno, un giorno felice, il suo primo giorno in un mondo senza Wigelm.
Non osava quasi pensare ad Alain. Adesso che Wigelm era morto, avrebbe riavuto il suo bambino? Nessuno avrebbe preteso che lo crescesse Meganthryth, ora che non cera pi Wigelm a intimidire tutti con la sua prepotenza, giusto? Non avrebbe avuto alcun senso, ma qualcuno poteva farlo anche solo per dispetto. Wigelm era morto, per Wynstan era ancora vivo. La gente diceva che stava diventando pazzo, ma questo lo rendeva ancor pi pericoloso.
Ragna cadde in un sonno agitato e fu svegliata da tre colpi forti e secchi alla porta, educati ma insistenti. "Mia signora! Sono Eanfrid" disse una voce.
E ora occupiamoci del dopo pens lei.
Si alz, si lisci la veste e i capelli, poi disse: "Fallo entrare, Ceolwulf".
Quando la porta fu aperta, Ragna vide che stava albeggiando. Eanfrid entr, rosso in faccia e ansimante per lo sforzo di spostare la sua considerevole mole a passo svelto. "Wigelm  scomparso" disse, senza preamboli.
Ragna rispose con tono spiccio. "Dovera lultima volta che lo hai visto?"
"Nella mia taverna, a bere con Garulf e gli altri, quando io mi sono addormentato."
"Qualcuno  andato a cercarlo?"
"I suoi uomini hanno girato per il paese chiamandolo a voce alta per met della notte."
"Io non ho sentito nulla." Ragna si rivolse ai suoi servitori: "E voi?".
"Niente, mia signora" si affrett a rispondere Osgyth. "Qui  stato tutto tranquillo. Tutta la notte."
Ragna voleva spingerli a sbilanciarsi e a mentire. "Uno di voi due  uscito, anche solo per orinare?"
Osgyth scosse la testa e Ceolwulf rispose con fermezza: "Io non mi sono mai mosso dal mio posto davanti alla porta".
"Bene." Ragna era soddisfatta. Adesso non avrebbero pi potuto cambiare la loro versione. " giorno. Dobbiamo organizzare una ricerca approfondita."
Camminarono verso il villaggio. Passare lungo il canale provoc a Ragna pensieri cupi che si affrett a scacciare in fondo alla mente. And alla casa del prete e buss alla porta. La chiesa non aveva un campanile, ma Draca aveva una piccola campana a mano. Quando il prete con la testa rasata comparve sulla soglia, Ragna gli disse con tono energico: "Prestami la tua campana, per favore". Lui gliela consegn e Ragna la suon con forza.
Gli abitanti che erano gi in piedi e in giro per il villaggio si presentarono immediatamente sul prato tra la chiesa e la taverna. Altri arrivarono allacciandosi la cintura e sfregandosi gli occhi. La maggior parte degli uomini di Wigelm aveva una brutta cera a causa dei bagordi della sera prima.
Quando furono tutti riuniti stava sorgendo il sole. Ragna parl a voce alta in modo che tutti potessero udire. "Formeremo tre gruppi" disse in un tono che non ammetteva repliche. Indic il prete. "Draca, tu prendi tre persone del villaggio e perlustra il pascolo a occidente. Fai tutto il giro e arriva fino allargine del fiume." Poi scelse il fornaio, un uomo serio e affidabile. "Wilmund, tu prendi tre armigeri e perlustra il campo arato a oriente. Anche voi, fate tutto il giro e arrivate fino al canale." Se fosse stato scrupoloso, Wilmund avrebbe trovato il cadavere. Per ultimo si rivolse a Garulf, che voleva spedire lontano da l. "Garulf, prendi tutti gli altri e andate a perlustrare il bosco a nord.  il posto pi probabile. Ho idea che tuo zio si sia perso l perch era troppo ubriaco. Probabilmente lo troverete addormentato sotto un cespuglio." Gli uomini scoppiarono in una risata. "Bene, muovetevi!"
Le tre squadre partirono.
Ragna sapeva di doversi comportare normalmente. "Gradirei fare colazione" disse a Eanfrid, anche se in realt era troppo agitata per avere fame. "Dammi un po di birra, del pane e un uovo" disse, ed entr nella taverna.
La moglie di Eanfrid le port una brocca, una pagnotta e un uovo cotto in tutta fretta. Ragna bevve la birra e si costrinse a mangiare, e si sent subito meglio nonostante non avesse dormito.
Cosa avrebbero detto gli armigeri quando il cadavere fosse stato trovato? Durante la notte Ragna aveva pensato che sarebbero saltati alla conclusione pi ovvia, e cio che Wigelm era morto per un incidente. Ora, per, si rendeva conto che cerano altre possibilit. Avrebbero sospettato che era stato commesso un crimine? E in quel caso, cosa avrebbero potuto fare? Fortunatamente, l non cera nessuno di rango abbastanza elevato da mettere in dubbio la sua autorit.
Come aveva previsto, il gruppo di Wilmund trov il corpo.
Quello che non si aspettava fu il turbamento che prov nel guardare il cadavere delluomo che aveva ucciso.
Wigelm fu portato al villaggio da Wilmund e da uno dei suoi uomini, Bada. Appena lo vide, Ragna cominci ad avere orrore di ci che aveva fatto.
La notte precedente, prima che Wigelm morisse aveva provato una gran paura, e poi un gran sollievo che lui fosse morto. Ora le torn alla mente che era stata lei a soffocarlo, a studiare la sua faccia mentre, attimo dopo attimo, la vita abbandonava il suo corpo. Allora non aveva provato nulla a parte il terrore, ma adesso, ripensando a quanto era accaduto, fu schiacciata dai sensi di colpa.
Aveva visto tante persone morte, ma questa volta era diverso. Si sent come se stesse per svenire, o piangere, o urlare.
Ragna si sforz di restare calma. Doveva condurre uninchiesta, e gestirla con cura. Non doveva mostrarsi troppo ansiosa di raggiungere lovvio verdetto. E non doveva mostrare alcuna paura.
Ordin agli uomini di stendere il corpo su un tavolo dentro la chiesa, e mand dei messaggeri a richiamare le altre squadre di ricerca.
Tutti si accalcarono nella chiesetta, parlando sottovoce per rispetto verso il morto, fissando il volto terreo di Wigelm, osservando i suoi abiti che gocciolavano acqua sul pavimento.
Ragna cominci rivolgendosi a Garulf, il membro di grado pi elevato del seguito di Wigelm. "Ieri notte tu sei stato tra gli ultimi a uscire dalla taverna" gli disse. La sua voce le parve innaturalmente calma, ma nessuno se ne accorse. "Hai visto Wigelm addormentarsi?"
Garulf sembrava spaventato, e aveva difficolt a rispondere anche a quella semplice domanda. "Ehm, non lo so... no, credo di essermi addormentato prima di lui."
Ragna lo condusse dove voleva. "E dopo lo hai pi visto?"
Il giovane si gratt il mento ispido. "Dopo che mi sono addormentato? No... dormivo. Per, un momento. S, deve essersi alzato perch ha inciampato su di me e mi ha svegliato."
"Lo hai visto in faccia?"
"S, alla luce del focolare, e ho sentito la sua voce."
"Cosha detto?"
"Vado a pisciare nel canale di Edgar."
Alcuni tra gli uomini risero, ma si interruppero di colpo quando si resero conto che era disdicevole.
"E poi  uscito?"
"S."
"Cos successo dopo?"
Garulf stava recuperando la calma e le sue risposte erano pi sensate. "Un po pi tardi, qualcuno mi ha svegliato dicendo: Wigelm non la smette pi di pisciare."
"E tu cosa hai fatto?"
"Mi sono riaddormentato."
"E lo hai rivisto?"
"No, vivo no."
"Secondo te cosa pu essere successo?"
"Io credo che sia caduto nel canale e sia annegato."
Dalla folla si lev un mormorio di assenso. Ragna era soddisfatta. Li aveva portati alla conclusione che voleva, inducendoli a pensare che fosse una loro decisione.
Si guard attorno. "Qualcuno ha visto Wigelm dopo che  uscito dalla taverna nel cuore della notte?"
Nessuno rispose.
"Dunque, da quanto ci risulta, la causa della morte  stata un annegamento accidentale."
Con sua sorpresa, Bada, larmigero che aveva aiutato a portare il corpo di Wigelm dal canale alla chiesa, prese la parola per esprimere il proprio dissenso. "Io non ci credo che  annegato" disse.
Ragna temeva qualcosa del genere. Nascose la propria inquietudine e assunse unespressione interessata. "Cosa ti spinge a dire questo, Bada?"
"Ho gi tirato fuori dallacqua un annegato. Quando lo fai, dalla bocca esce un sacco dacqua.  lacqua che ha respirato, lacqua che lo ha ucciso. Ma quando abbiamo tirato fuori Wigelm, dalla bocca non  uscito niente."
" strano, per non so quanto ci possa essere utile." Ragna si volt verso il fornaio. "Tu hai visto, Wilmund?"
"Io non ho notato niente" rispose il fornaio.
"Io invece s" insistette Bada.
"Secondo te cosa significa, Bada?"
"Significa che era morto prima di cadere in acqua."
Ragna ripens a quando aveva chiuso la bocca e il naso di Wigelm per impedirgli di respirare. Per quanto si impegnasse a evitarlo, quellimmagine continuava a tornarle alla mente. Con uno sforzo, formul la domanda successiva. "E allora come  morto?"
"Forse lha ucciso qualcuno che poi ha gettato il corpo in acqua." Bada si guard attorno con aria di sfida. "Qualcuno che lo odiava, magari. Qualcuno che credeva di aver subito un torto da lui."
Era unallusione diretta a Ragna. Tutti sapevano che odiava Wigelm. Se quellaccusa fosse stata mossa apertamente, Ragna confidava nel fatto che gli abitanti del villaggio avrebbero preso le sue parti. Ma non voleva che si arrivasse a quel punto.
Prese a camminare lentamente intorno al corpo, a passi misurati. Con difficolt, si costrinse a parlare con voce calma e sicura. "Avvicinati, Bada" disse. "Guarda bene."
Nella chiesa scese il silenzio.
Bada fece come lei gli aveva ordinato.
"Se non  annegato, come  stato ucciso?"
Bada non rispose.
"Vedi una ferita? Del sangue? Un livido? Perch io non ne vedo."
Fu colpita da un pensiero improvviso che la spavent. La cinghia che aveva usato per trascinare il corpo lungo il canale poteva aver lasciato un segno rosso intorno alla gola. Senza farsi vedere, osserv attentamente la pelle, ma con suo grande sollievo non not nulla.
"Allora, Bada?"
Lui rimase in silenzio con unespressione imbronciata.
"Avvicinatevi pure" disse Ragna rivolta ai presenti. "Ispezionate il corpo. Cercate segni di violenza."
Parecchi si fecero avanti e scrutarono attentamente il corpo. Uno dopo laltro arretrarono scuotendo la testa.
"Certe volte capita che un uomo muoia allimprovviso, specialmente se si  ubriacato ogni sera per anni" disse Ragna. " possibile che a Wigelm sia venuto un colpo mentre orinava nel canale. Forse  morto ed  caduto in acqua. Non lo sapremo mai. Ma non ci sono segni che non sia stato un incidente, no?"
Ancora una volta, la folla mormor in segno di assenso.
Bada aveva unespressione ostinata. "Ho sentito dire che, se un assassino tocca il corpo della sua vittima, il morto riprende a sanguinare" disse.
Ragna fu attraversata da un brivido. Lo aveva sentito dire anche lei, anche se non lo aveva mai visto succedere e non ci credeva realmente. Adesso, per, sarebbe stata costretta a verificare se quella superstizione avesse un fondamento.
"Chi vorresti vedere toccare il corpo?" chiese, rivolta a Bada.
"Voi" rispose Bada.
Ragna si sforz di nascondere la paura. Fingendo la massima tranquillit, disse: "Guardate". Purtroppo non riusc a impedire alla propria voce di tremare. Alz il braccio destro e lo abbass lentamente.
Secondo la credenza, quando avesse toccato Wigelm il sangue avrebbe dovuto uscire dal naso, dalla bocca e dalle orecchie.
Alla fine, gli pos la mano sul cuore.
La tenne l a lungo. Nella chiesa cera silenzio. Il corpo era orribilmente freddo. Ebbe limpressione di svenire.
Non accadde nulla.
Il cadavere non si mosse. Non sanguin. Niente.
Sentendosi come se le avessero salvato la vita, alz la mano e dalla folla si lev un sospiro collettivo di sollievo.
"Sospetti di qualcun altro, Bada?" chiese Ragna.
Bada scosse la testa.
"Wigelm  caduto morendo nel canale perch era ubriaco" disse lei. "Questo  il verdetto e linchiesta  conclusa."
Gli abitanti del villaggio cominciarono a uscire dalla chiesa parlando tra di loro. Ascoltandone i commenti, Ragna cap che erano convinti e soddisfatti.
Ma non erano gli unici che doveva convincere. La citt di Shiring era molto pi importante. Doveva fare in modo che lindomani la sua versione dei fatti, supportata dal verdetto raggiunto a Outhenham, fosse quella che veniva ripetuta nelle taverne e nei bordelli.
E per questo doveva arrivare in citt per prima.
Gli uomini che avrebbero potuto causarle dei problemi erano Garulf e Bada. Pens a un modo per assicurarsi che fossero costretti a restare a Outhenham.
Li chiam. "Voi due siete responsabili del corpo dellaldermanno" disse. "Adesso andate da Edmund, il carpentiere, e ditegli che ho dato ordine di costruire una bara per Wigelm. Dovrebbe essere finita entro questa sera o domani mattina. Poi dovrete scortare il corpo fino a Shiring perch venga sepolto nel camposanto della cattedrale.  tutto chiaro?"
Bada guard Garulf.
"S" rispose Garulf. Sembrava contento che qualcuno gli ordinasse cosa fare.
Bada, per, fu meno arrendevole.
" tutto chiaro, Bada?" ripet Ragna.
Lui fu costretto a cedere. "S, mia signora."
Ragna sarebbe partita immediatamente, ma senza avvertire nessuno. "Ceolwulf, va a cercare i rematori e portali alla cava" ordin al giovane, parlando a voce bassa.
Ceolwulf era abbastanza giovane e impudente. "Perch?" disse.
"Non osare pormi domande. Fa come ti ordino" rispose Ragna con un tono freddo e severo.
"S, mia signora."
"Osgyth, tu vieni con me."
Tornata a casa, ordin a Osgyth di preparare i bagagli. Quando Ceolwulf arriv, gli disse di sellare Astrid.
"Torniamo a Kings Bridge?" chiese uno dei rematori.
Ragna non voleva che qualcuno potesse tradire i suoi piani. "S" rispose. Era una mezza verit.
Quando furono pronti, sal a cavallo e avanz lungo il canale, seguita dai servitori a piedi. Arrivati al fiume, salirono sul barcone.
A quel punto ordin ai rematori di portarla sullaltra riva.
Loro legarono il barcone e lei fece scendere Astrid conducendola per le briglie.
"Ceolwulf e Osgyth, voi venite con me" ordin. "Voi due, riportate il barcone a Kings Bridge e aspettatemi l."
Quindi volt il cavallo in direzione di Shiring.
Ragna era agitata al pensiero di ricongiungersi con il suo bambino.
Non vedeva Alain da sei mesi, un tempo lunghissimo nella vita di un bambino di tre anni. Pensava che Meganthryth fosse sua madre? Si sarebbe ricordato di lei? Mentre lo portava via, il piccolo avrebbe pianto chiamando Meganthryth? E doveva dirgli che suo padre era morto?
Non dovette affrontare tutti quegli interrogativi al suo arrivo. Era buio. Le ricerche e linchiesta a Outhenham avevano impegnato quasi tutta la mattinata, e perci Ragna giunse a Shiring in serata, quando ormai i bambini dormivano e gli adulti si preparavano per la cena. Non voleva svegliare Alain. Quando erano ancora sposati, certe volte Wigelm si metteva in testa di far visita al piccolo la sera tardi, e insisteva per svegliarlo. Alain continuava a piagnucolare, morto di sonno, finch non lo riportavano a letto e a quel punto Wigelm accusava Ragna di mettergli contro suo figlio. Ma la colpa era sua. Ragna non avrebbe commesso lo stesso errore. Non si sarebbe presentata alla cittadella fino allindomani mattina. "Passeremo la notte a casa dello sceriffo Den" disse ai servitori.
Trov Den seduto con la moglie Wilburgh, mentre i domestici preparavano la cena nella sala grande. "Sono appena arrivata da Outhenham. Wigelm  morto l ieri notte" spieg Ragna.
"Il cielo sia lodato" disse Wilburgh.
Den le pose la domanda chiave. "Com successo?" chiese in tono calmo.
"Si  ubriacato,  caduto nel canale ed  morto."
"Non mi sorprende" ribatt Den annuendo. "Ma  un peccato che vi trovaste l. La gente sospetter di voi."
"Lo so. Ma non cerano segni di violenza sul corpo, e gli abitanti del villaggio sono convinti che si sia trattato di un incidente."
"Bene."
"Ho bisogno di passare la notte qui da voi."
"Naturalmente. Prima sistematevi e poi discuteremo del da farsi."
Den le assegn una casa vuota. Poteva essere quella in cui era stata con Edgar, per la prima e lultima volta, quattro anni prima. Ricordava ogni dettaglio della loro notte damore, ma non era certa di quale fosse la casa. Avrebbe tanto voluto poter fare di nuovo lamore con lui.
Lasci Osgyth e Ceolwulf ad accendere il fuoco e a rendere la casa accogliente, e torn da Den. "Domani mattina vado a riprendermi mio figlio Alain" disse. "Non c motivo che resti con la concubina di Wigelm."
"Lo penso anchio" osserv Wilburgh.
"Sono daccordo" disse Den.
"Sedetevi, mia signora, vi prego" disse Wilburgh, quindi port una brocca di vino e tre coppe.
"Spero che re Etelredo mi appoggi" sospir Ragna.
"Io credo che lo far" replic Den. "In ogni caso, questa sar lultima delle sue preoccupazioni."
"A cosa vi riferite?" Ragna non aveva considerato il fatto che il re avesse altri problemi.
"Adesso la questione principale  chi diventer aldermanno."
Ragna aveva avuto tante altre cose a cui pensare: il cadavere, linchiesta, arrivare a Shiring prima degli altri, e pi di tutto Alain. Ma adesso che Den aveva sollevato largomento, cap che era una questione della massima urgenza, che avrebbe profondamente influito sul suo futuro. Si rammaric di non averci riflettuto prima.
"Dir al re che esiste una sola soluzione pratica" continu Den.
Ragna non riusciva a immaginare quale fosse. "Ditemi."
"Voi e io dobbiamo governare insieme su Shiring."
Ragna era sbigottita. Rimase in silenzio per alcuni lunghi istanti. Alla fine ritrov la voce. "Perch?"
"Pensateci. Lerede di Wigelm  Alain. Vostro figlio eredita la citt di Combe. E il re ha stabilito che Wigelm era lerede di Wilwulf, quindi le terre di Wilwulf adesso vanno ad Alain." Fece una pausa per permetterle di recepire tutte le implicazioni, poi aggiunse: "Il vostro figlioletto  uno degli uomini pi ricchi dInghilterra".
"Ma certo." Ragna si sentiva una stupida. "Non ci avevo pensato."
"Adesso ha due anni, giusto?"
"Quasi tre" lo corresse Wilburgh.
"S" disse Ragna. "Ha tre anni."
"Dunque voi sarete il signore di tutte le sue terre almeno per i prossimi dieci anni. Oltre che della valle di Outhen."
"Questo dipende dallapprovazione del re."
" vero, ma non riesco a immaginare che possa decidere diversamente. Avr addosso gli occhi di tutti i nobili dInghilterra. Osserveranno attentamente come gestisce la faccenda. Loro vogliono veder passare la ricchezza di padre in figlio, perch desiderano che i loro figli ereditino."
Ragna sorseggiava il vino con aria pensosa. "Il re non  costretto a fare tutto quello che vogliono i nobili, ovviamente, ma se non lo fa loro possono creargli dei problemi."
"Esattamente."
"Ma chi sar nominato nuovo aldermanno?"
"Se potesse essere una donna, Etelredo sceglierebbe voi. Avete la ricchezza e il rango, e avete fama di giudice imparziale. Vi chiamano Ragna la Giusta."
"Ma una donna non pu essere aldermanno."
"No. N riunire eserciti da guidare in battaglia contro i vichinghi."
"Quindi lo farete voi."
"Intendo proporre al re di nominarmi reggente finch Alain non sar abbastanza grande da governare. Difender Shiring dalle razzie dei vichinghi e continuer a riscuotere le tasse per il re. Voi terrete udienza, per conto di Alain, a Shiring e a Combe oltre che a Outhenham, e amministrerete i tribunali pi piccoli. In questo modo sia il re che i nobili saranno soddisfatti."
Ragna si sentiva eccitata. Non aveva brama di ricchezze, forse perch il denaro non le era mai mancato, ma desiderava il potere per fare del bene. Aveva sempre saputo che era quello il suo destino. E adesso pareva che stesse per diventare responsabile del governo di Shiring.
Scopr di desiderare il futuro che Den aveva immaginato per lei. Cominci a pensare a come procedere in modo che si concretizzasse.
"Dovremmo fare di pi" disse. La sua mente da stratega era gi allopera. "Ricordate come hanno agito Wynstan e Wigelm dopo aver ucciso Wilwulf? Hanno preso il potere quel giorno stesso. Nessuno ha avuto neppure il tempo di pensare a un modo per fermarli."
Den aveva unespressione meditabonda. "Avete ragione. Occorreva lapprovazione del re, certo, ma una volta instaurati anche Etelredo avrebbe avuto difficolt a rimuoverli."
"Dovremmo tenere udienza domani mattina... Nella cittadella dellaldermanno, davanti alla sala grande. Annunciamo ai cittadini che voi e io prenderemo il potere - no, anzi, che abbiamo gi preso il potere - in attesa della decisione del re." Ci riflett un minuto e poi aggiunse: "Lunica opposizione verr dal vescovo Wynstan".
" malato, sta perdendo la ragione e la gente lo sa" ribatt Den. "Non ha pi il potere di un tempo."
"Accertiamoci che sia cos" insistette Ragna. "Quando andremo alla cittadella, voi dovreste portare tutti i vostri uomini, armati fino ai denti, per dare una dimostrazione di forza. Wynstan non ha armigeri: non ne ha mai avuto bisogno perch i suoi fratelli avevano tutti gli uomini che volevano. Adesso non ha pi fratelli, n uomini. Protester quando faremo il nostro annuncio, ma non potr opporsi."
"Avete ragione" convenne Den e guard Ragna con uno strano sorriso.
"Cosa c?" chiese lei.
"Mi avete appena dimostrato che ho preso la decisione giusta."
La mattina dopo Ragna non vedeva lora di abbracciare Alain.
Si costrinse a non affrettare le cose. Quello era un evento pubblico di enorme importanza, e lei aveva imparato da tempo che era essenziale fare la giusta impressione. Si lav accuratamente per profumare come una nobildonna. Lasci che Osgyth le facesse unacconciatura elaborata, con un cappello che la faceva sembrare ancora pi alta. Si vest con cura, con gli abiti pi lussuosi che aveva con s, per apparire il pi autorevole possibile.
Ma poi non riusc pi a trattenersi e precedette lo sceriffo Den.
Gli abitanti della citt stavano gi risalendo la collina che portava alla cittadella. Evidentemente la notizia si era diffusa. Senza dubbio la sera prima Osgyth e Ceolwulf avevano raccontato quanto era avvenuto a Outhenham, e la mattina met dei cittadini avevano gi sentito la storia o, meglio, la sua versione della storia. Ed erano impazienti di sapere di pi.
Den aveva scritto al re quella sera stessa, prima di andare a letto, e i suoi messaggeri erano gi partiti. Ci sarebbe voluto un po di tempo prima che arrivasse la risposta: Den non era sicuro di dove si trovasse il re, e i messaggeri avrebbero potuto impiegare settimane per rintracciarlo.
Ragna and dritta a casa di Meganthryth.
Vide Alain immediatamente. Era seduto al tavolo e stava mangiando la farinata davena con un cucchiaio sotto locchio vigile della nonna Gytha, di Meganthryth e di due cameriere. Ragna si rese conto con stupore che non era pi un bambino piccolo. Era cresciuto, aveva i capelli pi lunghi e il suo volto non era pi paffutello. Il naso e il mento caratteristici degli uomini di famiglia cominciavano a vedersi.
"Oh, Alain, come sei cresciuto!" esclam, e scoppi a piangere.
Gytha e Meganthryth si voltarono, sorprese.
Ragna and verso il tavolo e sedette accanto al figlio. Lui la fissava pensoso con i suoi occhioni azzurri. Ragna non avrebbe saputo dire se lavesse riconosciuta o meno.
Gytha e Meganthryth osservavano la scena senza parlare.
"Ti ricordi di me, Alain?" chiese Ragna.
"Mami" rispose lui tranquillo, come se avesse cercato la parola giusta e fosse soddisfatto di averla trovata. Poi si infil in bocca unaltra cucchiaiata di farinata davena.
Ragna fu travolta da unondata di sollievo.
Si asciug le lacrime e guard le altre donne. Gli occhi di Meganthryth erano rossi. Quelli di Gytha erano asciutti, ma lei era pallida e tirata in volto. Evidentemente avevano gi appreso la notizia, ed erano entrambe addolorate. Wigelm era un uomo malvagio, ma era il figlio di Gytha e lamante di Meganthryth, ed era naturale che loro piangessero la sua morte. Ragna, per, non provava compassione per loro. Erano state complici nella colossale crudelt di portarle via Alain e non meritavano piet.
"Sono venuta a riprendermi mio figlio" dichiar con fermezza.
Nessuna delle due protest.
Alain pos il cucchiaio e rovesci la scodella per far vedere che era vuota. "Mangiato tutto" disse, e la pos sul tavolo.
Gytha aveva laria sconfitta. Alla fine, tutta la sua perfidia non aveva portato a nulla. Sembrava molto cambiata. "Siamo stati crudeli con voi, Ragna" disse. " stato un atto malvagio portarvi via vostro figlio."
Era un voltafaccia imprevisto e Ragna non era pronta a prendere le sue parole per oro colato. "Adesso lo ammettete" replic. "Adesso che non potete pi tenervelo."
"Voi non sarete malvagia come lo siamo state noi, vero?" insistette Gytha. "Non allontanatemi dal mio unico nipote."
Ragna non rispose. Rivolse la sua attenzione verso Alain. Lui la osservava.
Lei fece per prenderlo e lui tese le braccine. Ragna se lo sistem in grembo. Era pi pesante di quanto ricordasse: non avrebbe pi potuto portarlo in giro in braccio per ore. Alain si abbandon contro di lei, appoggiandole la testa sul seno, e lei sent il calore del suo corpicino attraverso il tessuto della veste. Gli accarezz i capelli.
Da fuori ud il vociare di un gran numero di persone. Immagin che stesse arrivando Den con il suo seguito. Si alz, sempre stringendo Alain a s, e usc.
Den stava attraversando la cittadella alla testa di un nutrito gruppo di armigeri. Ragna vide che cera anche il vescovo Wynstan, e rimase sconvolta dal suo aspetto. Era magro e curvo, e gli tremavano le mani. Sembrava un vecchio. Quando la guard, il suo volto era una maschera dodio, ma sembrava troppo debole per fare qualunque cosa, e la sua fragilit pareva accrescere la sua rabbia.
Il capitano Wigbert, il vice di Den, batt le mani.
La folla si zitt.
"Abbiamo un annuncio da fare" disse Den.


Capitolo 42.

Ottobre 1006.
Re Etelredo tenne udienza nella cattedrale di Winchester, in presenza di un gruppo di dignitari avvolti nei mantelli di pelliccia per difendersi dal freddo pungente dellinverno che era ormai alle porte.
Con grande gioia di Ragna, conferm tutto quanto aveva proposto lo sceriffo Den.
Garulf protest. "Io sono il figlio dellaldermanno Wilwulf e il nipote dellaldermanno Wigelm" disse. La sua voce lamentosa e indignata echeggi tra i muri di pietra della navata. "Den  soltanto uno sceriffo. Non ha neanche una goccia di sangue nobile."
Ci si sarebbe aspettato che i signori della terra lo sostenessero, perch anche loro volevano che i figli ereditassero il titolo dei padri, ma la loro reazione fu blanda.
"Hai perso met dei miei uomini in ununica, sconsiderata battaglia nel Devon" rispose Etelredo rivolto a Garulf.
I re hanno la memoria lunga pens Ragna. Ud un mormorio di assenso levarsi dal gruppo dei nobili: anche loro ricordavano bene la disfatta di Garulf.
"Non accadr mai pi" promise Garulf.
Il re fu irremovibile. "Non accadr perch tu non comanderai mai pi un mio esercito. Laldermanno  Den."
Garulf ebbe almeno il buon senso di capire che aveva perso e chiuse il becco.
Non si trattava soltanto della battaglia, riflett Ragna. La famiglia di Garulf aveva continuato a sfidare il re per un decennio, ignorando i suoi ordini e rifiutandosi di pagare le ammende. Sembrava che potessero andare avanti cos allinfinito e passarla liscia, ma adesso la loro disobbedienza era giunta al termine. Peccato ci fosse voluto cos tanto.
La regina Emma, che sedeva accanto al re su uno sgabello sormontato da un cuscino, si sporse verso di lui e gli mormor qualcosa allorecchio. Lui annu e disse a Ragna: "Mi risulta che vostro figlio vi sia stato restituito, lady Ragna".
"S, vostra maest."
Il re si rivolse alla corte. "Che nessuno sottragga mai pi il figlio a lady Ragna."
Era un fatto compiuto, ma lei fu felice che il re manifestasse pubblicamente il suo assenso. "Vi ringrazio" disse.
Conclusa ludienza, il nuovo vescovo di Winchester diede un banchetto. Vi partecip anche Alphage, il precedente vescovo della citt, venuto da Canterbury. Ragna era impaziente di parlargli. Era ormai tempo che Wynstan fosse rimosso dal suo incarico, e lunica persona che poteva destituirlo era larcivescovo di Canterbury.
Stava pensando a un modo per attaccare discorso, quando lui la tolse dallimpiccio e le si avvicin. "Lultima volta che ci siamo trovati qui, credo che voi mi abbiate fatto un grande favore" le disse.
"Non sono sicura di sapere a cosa vi riferite..."
"Avete fatto trapelare la notizia dellinfamante malattia del vescovo Wynstan."
"Ho cercato di tenere nascosto il mio ruolo, ma a quanto pare Wynstan  riuscito a scoprirlo."
"Be, io ve ne sono grato perch avete stroncato il suo tentativo di diventare arcivescovo di Canterbury."
"Sono molto felice di esservi stata daiuto."
"Dunque ora vivete a Kings Bridge?" chiese lui, cambiando argomento.
"La mia casa  l, ma viaggio molto."
"E va tutto bene al priorato?"
"Benissimo" rispose Ragna con un sorriso. "La prima volta che sono passata da l, nove anni fa, era un piccolo agglomerato chiamato Drengs Ferry, cinque case in tutto. Adesso  una citt, vivace e prospera. Il merito  tutto del priore Aldred."
"Una brava persona. Sapete,  stato lui ad avvertirmi delle macchinazioni di Wynstan per diventare arcivescovo."
Ragna voleva chiedere ad Alphage di allontanare Wynstan, ma doveva essere cauta. Larcivescovo era un uomo e gli uomini odiavano sentirsi dire da una donna cosa dovevano fare. Qualche volta lei lo aveva dimenticato e perci aveva visto ignorati i suoi desideri. "Spero che verrete a Shiring prima di tornare a Canterbury."
"C qualche motivo particolare?"
"I cittadini sarebbero entusiasti di ricevere una vostra visita. E magari potreste osservare il comportamento del vescovo."
"Come sta?"
"Male, ma non tocca a me giudicare" rispose Ragna con falsa modestia. "La vostra valutazione  sicuramente migliore della mia." Succedeva di rado che un uomo dubitasse della bont del proprio giudizio.
Alphage annu. "Daccordo. Far visita a Shiring."
Convincerlo a fare visita alla citt fu solo linizio.
Larcivescovo Alphage era un monaco, quindi prese alloggio allabbazia di Shiring. Fu una delusione per Ragna, che avrebbe voluto che stesse alla residenza del vescovo per poter osservare Wynstan a lungo e da vicino.
Wynstan avrebbe dovuto invitare Alphage a cenare con lui. Ragna, per, venne a sapere che larcidiacono Degbert aveva recapitato un messaggio chiaramente falso allarcivescovo, spiegandogli che Wynstan avrebbe tanto desiderato averlo ospite ma che non lo invitava per non interferire con le sue devozioni di monaco. Evidentemente la pazzia di Wynstan andava e veniva, e quando era in s si dimostrava pi scaltro che mai.
Ragna convinse Den a invitare larcivescovo a cena nella sua residenza, in modo che lo sceriffo potesse parlargli di Wynstan, ma il risultato fu unaltra delusione: Alphage declin linvito. Era un vero asceta, e preferiva mangiare anguille e fagioli in umido in compagnia degli altri monaci, ascoltando una lettura tratta dalla storia di san Svitino.
Ragna temeva che i due finissero con il non incontrarsi affatto, cosa che avrebbe fatto naufragare il suo piano. Tuttavia, era consuetudine che larcivescovo in visita a una citt celebrasse messa nella cattedrale di domenica, rito al quale Wynstan fu costretto a partecipare, per cui i due rivali finalmente si videro.
Era presente tutta la citt. Dallultima volta che Ragna lo aveva incontrato, il giorno successivo alla morte di Wigelm, Wynstan era ulteriormente peggiorato. Era incanutito e camminava aiutandosi con un bastone. Purtroppo, questo non era sufficiente per rimuoverlo dallincarico. Met dei vescovi che Ragna aveva visto erano vecchi, canuti e malfermi.
Ragna aveva fede e ringraziava Dio per il potere civilizzatore del cristianesimo, ma non ci pensava spesso. Tuttavia, la messa non mancava mai di commuoverla, e la faceva sentire come se avesse un posto nella Creazione.
Quel giorno, met della sua mente seguiva la funzione e laltra met pensava a Wynstan. Temeva che riuscisse a celebrare il rito senza manifestare la sua pazzia: i suoi gesti parevano distratti, quasi atti riflessi, ma non commise errori.
Ragna segu lelevazione dellostia con pi attenzione del solito. Ges era morto perch i peccatori potessero essere redenti. Lei aveva confessato lomicidio a Aldred, che era un prete oltre che un monaco. Lui laveva paragonata a Giuditta, la straordinaria figura biblica, che aveva tagliato la testa al condottiero assiro Oloferne. La storia dimostrava che anche unassassina poteva essere perdonata. Aldred le aveva assegnato un digiuno di penitenza e le aveva concesso lassoluzione.
La funzione continu senza alcuna esternazione di pazzia da parte di Wynstan. Ragna era delusa. Si era guadagnata la fiducia di Alphage, ma ora temeva di averla spesa invano.
I preti si avviarono in processione verso luscita. Allimprovviso Wynstan si spost di lato e si accucci. Alphage lo guard, sconcertato. Il vescovo sollev la sottana della tonaca e defec sul pavimento di pietra.
Il volto di Alphage era limmagine dello sgomento.
Il tutto dur solo pochi secondi. Wynstan si rialz, si sistem la tonaca e disse: "Cos va meglio". Quindi si un di nuovo alla processione.
Tutti guardavano quello che si era lasciato dietro.
Ragna si concesse un sospiro soddisfatto. "Addio, Wynstan."
Ragna part per Kings Bridge in compagnia dellarcivescovo Alphage, che stava tornando a Canterbury. Era una gioia parlare con lui: era un uomo intelligente, colto, sinceramente devoto ma tollerante verso il dissenso. Conosceva persino le poesie amorose in latino di Alcuino che le piacevano tanto da ragazza. Si rese conto che aveva perso labitudine di leggere poesie. Era stata esclusa dalla sua vita dalla violenza, dalle gravidanze e dalla prigionia. Forse sarebbe venuto presto per lei il momento di rimettersi a leggerla.
Alphage aveva rimosso Wynstan allistante. Non sapendo cosa fare del vescovo pazzo, le aveva chiesto consiglio e lei aveva suggerito di rinchiuderlo per un po nel capanno di caccia in cui aveva vissuto segregata per un anno. Aveva provato un piacere feroce per lironia della situazione.
Mentre cavalcava verso Kings Bridge, Ragna aveva la sensazione di tornare a casa, il che era strano perch aveva passato relativamente poco tempo in quel luogo. Ma per qualche motivo si sentiva al sicuro, l. Forse dipendeva dal fatto che la citt era governata da Aldred. Lui applicava la legge con equit e non giudicava ogni problema secondo i propri interessi, e neppure secondo gli interessi del priorato. Se solo tutto il mondo fosse stato cos!
Ragna vide un grande scavo nel punto in cui avrebbe dovuto sorgere la nuova chiesa. Tutto intorno erano ammassate cataste di legname e pile di pietre. Evidentemente Aldred aveva deciso di procedere anche senza Edgar.
Ringrazi Alphage per la compagnia e svolt diretta alla sua residenza, che si trovava proprio di fronte al cantiere, mentre larcivescovo prosegu verso il gruppo di edifici che formavano il priorato.
Ragna aveva deciso di non trasferirsi nella casa di Wilf a Shiring. Poteva abitare ovunque desiderasse, allinterno della regione, e preferiva Kings Bridge.
Avvicinandosi alla sua casa - che assomigliava sempre pi alla cittadella di un aldermanno -, Astrid sbuff allegramente perch aveva riconosciuto il posto, e un attimo dopo i bambini uscirono di corsa, tutti insieme, i suoi quattro maschietti e le due bimbe di Cat. Ragna salt gi da cavallo e li abbracci tutti.
Era pervasa da una strana emozione che sulle prime fatic a riconoscere. Dopo un attimo, si rese conto che era felice.
Non si sentiva cos da tanto tempo.
Ledificio di legno che un tempo ospitava la collegiata adesso era la casa di Aldred e il suo luogo di lavoro. Aldred accolse larcivescovo Alphage, il quale gli strinse calorosamente la mano e lo ringrazi ancora una volta per il suo aiuto nella contesa per la nomina ad arcivescovo. "Mi perdonerete, mio signor arcivescovo, se dico che lho fatto per Dio e non per voi" ribatt Aldred.
"E questo  ancor pi lusinghiero" rispose Alphage con un sorriso.
Sedette, declin lofferta di una coppa di vino e prese alcune noci da una ciotola posata sul tavolo. "Avevate davvero ragione sul conto di Wynstan" disse. "Sta diventando proprio pazzo."
Aldred inarc un sopracciglio.
"Ha fatto i propri bisogni nella cattedrale di Shiring durante la messa."
"Davanti a tutti?"
"Davanti a tutti gli ecclesiastici e a centinaia di fedeli."
"Dio ci aiuti!" esclam Aldred. "Ha offerto qualche spiegazione?"
"Ha detto semplicemente: Cos va meglio."
Aldred si lasci sfuggire una risata che sembrava un latrato e subito si scus. "Perdonatemi, arcivescovo, ma  quasi comico."
"Lho rimosso. Larcidiacono Degbert far le sue veci per il momento."
Aldred aggrott la fronte. "Non ho unalta opinione di Degbert. Era decano qui quando questo posto era una collegiata."
"Lo so, e non ho mai pensato bene di lui. Gli ho detto di non aspettarsi una promozione a vescovo."
Aldred ne fu sollevato. "Allora chi prender il posto di Wynstan?"
"Voi, spero."
Aldred rimase allibito. Non se lo aspettava. "Ma io sono un monaco" disse.
"Anchio" rispose Alphage.
"Ma... insomma... il mio lavoro  qui. Io sono il priore."
"Forse Dio vuole che passiate a un incarico pi importante."
Aldred si rammaric di non aver avuto pi tempo per prepararsi per quella conversazione. Era un grande onore diventare vescovo, una straordinaria opportunit per promuovere lopera di Dio. Ma lui non sopportava lidea di abbandonare Kings Bridge. Cosa ne sarebbe stato della nuova chiesa? E della citt? Chi avrebbe preso il suo posto?
Pens a Shiring. Poteva realizzare il suo sogno, l? Poteva trasformare la cattedrale di Shiring in un grande centro di erudizione? Prima avrebbe dovuto fare i conti con il gruppo di preti che sotto la guida di Wynstan erano diventati indolenti e corrotti. Forse avrebbe potuto allontanarli tutti e sostituirli con dei monaci, seguendo lesempio di Elfric, il predecessore di Alphage a Canterbury. Ma i monaci di Shiring adesso erano sotto lautorit dellabate Hildred, il suo vecchio nemico. No, un trasferimento a Shiring sarebbe stato un intoppo per il suo progetto.
"Sono onorato e lusingato, oltre che sorpreso, mio signor arcivescovo" disse. "Ma vi prego di dispensarmi. Non posso lasciare Kings Bridge."
Alphage parve contrariato. " una grossa delusione" disse. "Voi siete un uomo di talento, un giorno potreste prendere il mio posto, ma non farete mai strada nella gerarchia ecclesiastica se rimarrete priore di Kings Bridge."
Ancora una volta, Aldred esit. Erano pochi i religiosi che potevano restare indifferenti allofferta che gli era stata fatta. Gli venne unidea. "Mio signore" disse, quasi pensando a voce alta "sarebbe possibile spostare la sede della diocesi a Kings Bridge?"
Alphage rimase stupito. Evidentemente non aveva mai considerato quella possibilit, e rispose con una certa esitazione. "Di certo, io ho la facolt di farlo. Ma qui non avete una chiesa abbastanza grande."
"Ne sto costruendo una nuova, molto pi grande. Vi faccio visitare il cantiere."
"Lho visto, arrivando. Ma quando sar pronta questa nuova chiesa?"
"Possiamo cominciare a utilizzarla molto prima che sia finita. Sono gi iniziati i lavori della cripta. Potremmo celebrare le funzioni tra cinque anni."
"Chi  a capo del progetto?"
"Lho chiesto a Edgar il costruttore, per lui ha rifiutato. Ma voglio un mastro muratore normanno. Sono i migliori."
Alphage sembrava dubbioso. "Nel frattempo sareste disposto a venire a Shiring per le feste pi importanti, Pasqua, Pentecoste, Natale... Diciamo sei volte allanno?"
"S."
"Allora potrei consegnarvi una lettera in cui prometto di spostare la sede vescovile a Kings Bridge non appena sarete in grado di usare la nuova chiesa."
"S."
Alphage sorrise. "Siete bravo a contrattare. Daccordo."
"Grazie, mio signore."
Aldred era esultante. Vescovo di Kings Bridge! E aveva soltanto quarantadue anni.
Alphage si fece di nuovo pensoso. "Non so che cosa fare con Wynstan."
"Dove si trova adesso?"
"Rinchiuso nel vecchio capanno di caccia di Wilwulf."
Aldred aggrott la fronte. "Fa una brutta impressione, un vescovo imprigionato."
"E c il rischio che Garulf o Degbert tentino di liberarlo."
Il viso di Aldred si illumin. "Non vi preoccupate" disse. "Conosco il posto giusto per lui."
Era sera inoltrata e Ragna si trovava sul ponte di Edgar. Ascoltava il mormorio incessante del fiume e fissava il sole rosso tramontare a valle, ripensando al giorno in cui era capitata l per la prima volta, infreddolita, bagnata, sporca di fango e avvilita, e aveva osservato con sgomento il modesto villaggio nel quale avrebbe passato la notte. Comera cambiato!
Sullargine dellisola dei Lebbrosi cera un airone, immobile come una pietra tombale, che guardava lacqua con intensa concentrazione. Mentre lo osservava, comparve unimbarcazione che risaliva veloce il fiume. Ragna strinse gli occhi per difenderli dal sole, cercando di vedere meglio. Era una barca con quattro rematori e un passeggero in piedi a prua. Dovevano essere diretti a Kings Bridge perch era troppo tardi per procedere oltre.
La barca si accost alla spiaggia davanti alla taverna. Ragna vide che a bordo cera anche un cane nero, seduto composto a prua, che guardava avanti, tranquillo ma vigile. Ragna riconobbe qualcosa di familiare nel passeggero, e il suo cuore prese a battere pi forte. Sembrava Edgar, ma non avrebbe saputo dirlo con certezza: aveva il sole negli occhi. Poteva essere soltanto una pia illusione.
Si affrett lungo il ponte. Mentre scendeva la scarpata che portava alla spiaggia entr nellombra lunga di alberi lontani e riusc a vedere meglio il viaggiatore. Luomo salt gi dalla barca, seguito dal cane, e si chin per legare una corda a un palo. E allora lei non ebbe pi dubbi.
Era lui.
Nel momento in cui lo riconobbe prov una sensazione cos dolce da far male - le spalle larghe, lincedere sicuro, i movimenti agili delle mani grandi, linclinazione della testa - e si sent traboccare di gioia al punto da non riuscire quasi a respirare.
And verso Edgar, resistendo allimpulso di mettersi a correre. Poi si ferm, colpita da un pensiero orribile. Il cuore le diceva che il suo amore era tornato e che tutto sarebbe andato bene, ma la testa le diceva il contrario. Le tornarono in mente i due monaci di Kings Bridge che erano andati a cercare Edgar in Normandia. Il pi anziano, William, aveva detto: Nella citt dove vive, tutti dicono che sposer la figlia del mastro muratore e diventer lui stesso mastro costruttore. Era andata davvero cos? Era possibile. E lei conosceva Edgar, sapeva per certo che non avrebbe mai abbandonato una donna dopo averla sposata.
Ma se era sposato, perch era tornato?
Adesso il suo cuore martellava di paura, non di gioia. Riprese a camminare verso di lui. Vide che portava un mantello di lana fine, tinto del rosso delle foglie autunnali, chiaramente costoso. In Normandia aveva continuato a prosperare.
Edgar fin di legare la barca e alz lo sguardo. Lei gli era abbastanza vicina da vedere lo splendido color castano dei suoi occhi. Osserv il suo viso con la stessa intensit con cui lairone aveva guardato lacqua. In un primo momento vi colse inquietudine e cap che anche lui si stava chiedendo se il loro amore fosse sopravvissuto a tre anni di separazione. Poi lui vide la sua espressione, comprese allistante cosa provava e si abbandon a un sorriso luminoso.
In un batter docchio lei si ritrov tra le sue braccia. Lui la strinse cos forte da farle male. Ragna premette le mani sul suo volto e lo baci appassionatamente, godendosi lodore familiare, il suo sapore. Lo tenne stretto a lungo, persa nellestasi del corpo di lui premuto contro il suo.
"Ti amo pi della vita stessa" disse lei alla fine, staccandosi appena.
"Sono davvero felice" rispose lui.
Quella notte fecero lamore cinque volte.
Edgar non credeva che fosse possibile, per lui o per chiunque altro. Lo fecero una prima volta e una seconda, poi dormicchiarono un po e lo fecero di nuovo. Nel cuore della notte la mente di Edgar prese a vagare, passando dalle costruzioni a Kings Bridge, a Wynstan e Wigelm, quindi si ricord che finalmente era con Ragna e che la stringeva tra le braccia, e gli venne di nuovo voglia di fare lamore, e anche a lei, e cos lo fecero una quarta volta.
Poi rimasero a parlare sottovoce per non svegliare i bambini. Edgar raccont a Ragna di Clothild, la figlia del mastro muratore. "Sono stato scortese con lei, anche se non era mia intenzione" disse, con aria mesta. "Avrei dovuto parlarle di te fin dallinizio. Non lavrei mai sposata, neanche se mi avessero fatto re. Ma ogni tanto, stupidamente, fingevo con me stesso che avrei potuto farlo e la guardavo con affetto. E lei dava pi importanza a quegli sguardi di quanta ne avessero." Osserv il viso di Ragna alla luce del fuoco. "Forse non avrei dovuto dirtelo."
"Dobbiamo dirci tutto" rispose lei. "Cosa ti ha spinto a tornare a casa?"
" stato tuo padre. Era furioso perch Wigelm ti aveva messa da parte. Se l presa con me come se fossi il responsabile. Io invece ero contento che aveste divorziato."
"Perch ci hai messo tanto ad arrivare?"
"La nave su cui viaggiavo  stata spinta fuori rotta dal vento e sono finito a Dublino. Temevo che i vichinghi mi uccidessero per prendermi il mantello, e invece mi hanno scambiato per un ricco e hanno cercato di vendermi delle schiave."
Lei lo strinse a s. "Sono cos felice che tu sia sano e salvo!"
Edgar vide che fuori stava facendo giorno. "Aldred non approver. Secondo i suoi principi siamo dei fornicatori."
"Non  detto che due persone che dormono sotto lo stesso tetto dormano nello stesso letto."
"No. Ma nel nostro caso n Aldred n nessun altro a Kings Bridge avr il minimo dubbio."
Lei ridacchi. "Pensi che sia davvero cos evidente?"
"S."
Ragna torn seria. "Mio adorato Edgar, vuoi sposarmi?"
Lui rise di gioia. "S! Certo. Sposiamoci oggi stesso."
"Voglio lapprovazione di Etelredo. Non intendo offenderlo. Scusami."
"Se gli mandi un messaggio, prima che tu riceva una risposta potrebbero passare settimane. Stai dicendo che dobbiamo vivere separati? Non potrei sopportarlo."
"No, non credo. Se siamo promessi e tutti lo sanno, nessuno, a parte Aldred, si aspetter che viviamo separati. Disapprover, ma non credo che far troppe storie."
"Il re acconsentir alla tua richiesta?"
"Penso di s, ma sarebbe utile se tu fossi un nobile, anche minore."
"Ma io sono un costruttore."
"Sei un uomo ricco e un cittadino influente. Io potrei donarti delle terre con una cittadella e potresti diventare un signore della terra. Thurstan di Lordsborough  morto da poco: potresti prendere il suo posto."
"Edgar di Lordsborough."
"Ti piace lidea?"
"Non tanto quanto mi piaci tu."
E allora lo fecero per la quinta volta.


Capitolo 43.

Gennaio 1007.
Il cantiere della cattedrale era in piena attivit. La maggior parte degli uomini stava scavando le fondamenta e ammassando il materiale. Gli artigiani, ingaggiati da Edgar dallInghilterra, dalla Normandia e da luoghi ancora pi lontani, stavano costruendo le baracche, dei ripari improvvisati in cui potevano lavorare legno e pietra con qualunque tempo. Avrebbero cominciato a tirare su i muri il venticinque di marzo, il giorno dellAnnunciazione, quando il pericolo che il freddo notturno facesse gelare la malta era minore.
Edgar aveva realizzato un piano sul quale disegnare. La pergamena era troppo costosa, ma cera unalternativa a buon mercato. Aveva conficcato delle assi nel terreno a formare una cornice poco profonda, di circa dodici piedi per sei, e laveva riempita di malta. I segni prodotti sulla malta risultavano bianchi. Con un righello, una punta di ferro aguzza e un compasso poteva disegnare tutte le colonne e gli archi di cui aveva bisogno. Col tempo le linee bianche svanivano e si potevano tracciare dei nuovi disegni sopra quelli vecchi, anche se i graffi restavano per anni.
Edgar aveva costruito la sua baracca, una semplice tettoia posata su quattro pali, sopra il piano per disegnare, cos da poter continuare a lavorare anche con la pioggia. Era l inginocchiato, a studiare una finestra che aveva appena disegnato, quando Ragna lo interruppe. " arrivato un messaggero inviato da re Etelredo" gli disse.
Edgar si alz in piedi, con il cuore che batteva forte. "Cosa dice il re del nostro matrimonio?"
"Dice s" rispose Ragna.
In piedi accanto a madre Agatha, Aldred osservava la distribuzione del pasto di mezzogiorno ai lebbrosi. Sorella Frith rese grazia per il cibo e poi gli invalidi, uomini e donne, si affollarono intorno al tavolo porgendo le ciotole di legno. "Non spingete! Ce n per tutti!" gridava Frith. "Lultimo ne avr tanto quanto il primo!" Ma quelli non la stavano a sentire.
"Come sta?" chiese Aldred.
Agatha si strinse nelle spalle. "Sudicio, disperato e pazzo... come la maggior parte di loro."
Quando Aldred era diventato vescovo aveva allontanato tutti i preti di Wynstan dalla cattedrale di Shiring, compreso larcidiacono Degbert, che era finito a fare il prete nel villaggio di Wigleigh. Aldred aveva sostituito gli uomini di Wynstan con dei monaci venuti da Kings Bridge, sotto la supervisione di fratello Godleof. Sulla strada di casa era passato a prendere Wynstan dalla sua prigione nel capanno di caccia per portarlo allisola dei Lebbrosi. Adesso era l con gli altri, in attesa del pasto.
Wynstan era scalzo, vestito di stracci, sporco dalla testa ai piedi. Era pelle e ossa e ingobbito. Doveva avere freddo, ma non lo dava a vedere. La suora gli riemp la ciotola con uno stufato di avena e pancetta, che lui mangi in fretta con le dita luride.
Quando ebbe finito alz lo sguardo su Aldred e, con un lampo negli occhi, parve riconoscerlo.
Si avvicin a lui e ad Agatha. "Io non dovrei stare qui" disse. "C stato un terribile errore."
"Nessun errore" ribatt Aldred, senza sapere fino a che punto Wynstan capisse quello che lui gli diceva. "Hai commesso degli orribili peccati... Omicidio, falsificazione, fornicazione, rapimento. Sei qui per i tuoi misfatti."
"Ma io sono il vescovo di Shiring. Diventer arcivescovo di Canterbury.  tutto pianificato!" Si guard attorno con occhi folli. "Dove mi trovo? Come sono arrivato sino a qui? Non me lo ricordo."
"Ti ci ho portato io. E non sei pi vescovo. Il vescovo sono io."
Wynstan si mise a piangere. "Non  giusto!" disse tra i singhiozzi. "Non  giusto."
"Invece s.  giusto cos" disse Aldred.
Ragna e Edgar si sposarono a Shiring.
Il ricevimento fu ospitato dallaldermanno Den. In quel periodo dellanno cera poco cibo fresco e Den si procur grandi quantit di carne salata e fagioli e decine di barili di birra e sidro.
Nella cittadella arrivarono uomini influenti da ogni angolo dellInghilterra occidentale, e la citt intera si rivers in cima alla collina. Edgar si muoveva tra la folla, accogliendo gli ospiti, ricevendo congratulazioni, salutando persone che non vedeva da anni.
Cerano tutti e quattro i figli di Ragna. Entro stasera avr una moglie e quattro figliastri pens. Era strano.
Il brusio animato si interruppe, e lui ud esclamazioni di sorpresa e ammirazione. Si volt a guardare nella direzione da cui provenivano e vide Ragna. Per un attimo gli parve di non riuscire a respirare.
Lei indossava una veste giallo scuro con le maniche svasate decorate da una treccia ricamata, e una sopravveste senza maniche di lana verde scura. Il copricapo di seta era color castagna, il suo colore preferito, intessuto di fili doro. Gli splendidi capelli rossi pettinati allindietro le ricadevano sulla schiena come una cascata. In quel momento Edgar cap che era la donna pi bella del mondo.
Lei gli and vicino e gli prese le mani. Edgar guard nei suoi occhi verde mare e gli parve impossibile che fosse davvero sua.
"Io, Edgar di Kings Bridge e Lordsborough, prendo te, Ragna di Cherbourg e Shiring, come mia sposa e prometto di amarti, avere cura di te ed esserti fedele per il resto dei miei giorni" disse.
Ragna rispose a voce bassa, con un sorriso. "Io, Ragna, figlia del conte Hubert di Cherbourg, signore di Shiring, di Combe e della valle di Outhen, prendo te, Edgar di Kings Bridge e Lordsborough, come mio sposo, e prometto di amarti, avere cura di te ed esserti fedele per il resto dei miei giorni."
Aldred, che indossava la veste da vescovo e la croce pettorale dargento, pronunci una benedizione in latino.
A quel punto era normale che gli sposi si baciassero. Edgar pensava a quel momento da anni e non intendeva affrettare le cose. Si erano gi baciati, naturalmente, ma quella era la prima volta che lo facevano da marito e moglie, e sarebbe stato diverso, perch si erano promessi di amarsi per sempre.
La guard per lunghi istanti. Ragna cap quello che lui provava - come capitava spesso - e attese, sorridendo. Edgar si sporse lentamente verso di lei e le sfior le labbra con le sue. Dalla folla si lev un applauso.
Lui la circond con le braccia e la attir a s dolcemente, sentendo i suoi seni contro il petto. Sempre con gli occhi aperti, premette la bocca sulla sua. Schiusero entrambi le labbra e le loro lingue si toccarono, esitanti, esplorando come se fosse la prima volta. Sent le anche di lei premere contro di lui. Lei lo circond con entrambe le braccia e lo attir a s con forza, e lui sent la folla ridere e gridare incoraggiamenti.
Edgar fu travolto da una passione cos forte da risultare insopportabile. Voleva toccarla con ogni singola parte del suo corpo, e cap che lei provava lo stesso desiderio. Per un attimo si dimentic dei presenti e la baci come se fossero soli. Questo, per, rese gli astanti ancor pi chiassosi, e alla fine lui si stacc da lei.
Ma non distolse lo sguardo. Era profondamente commosso. Ripetendo le ultime parole della promessa, mormor: "Per il resto dei miei giorni".
Vide gli occhi di lei velarsi di lacrime. "E per il resto dei miei, amore mio, dei miei" rispose Ragna.
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FINE.
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Ringraziamenti.
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I secoli bui lasciarono poche tracce. Non si scriveva molto, cerano pochi dipinti e quasi tutti gli edifici erano di legno, che si  decomposto un migliaio di anni fa o pi. Questo lascia spazio a congetture e divergenze di opinioni, pi di quanto accada per il periodo precedente, quello dellimpero romano, o per quello successivo, il Basso Medioevo. Pertanto, nel ringraziare i miei consulenti storici, devo aggiungere che non sempre ho seguito i loro consigli.
Detto questo, ho ricevuto grande aiuto da John Blair, Dave Greenhalgh, Nicholas Higham, Karen Jolly, Kevin Leahy, Michael Lewis, Henrietta Leyser, Guy Points e Levi Roach.
Come sempre, sono stato aiutato nelle ricerche da Dan Starer del Research for Writers di New York.
Per quanto riguarda i miei viaggi di ricerca, sono grato per lassistenza ricevuta da Raymond Armbrister della St Marys Church di Seaham; Vronique Duboc della cattedrale di Rouen; Fanny Garbe e Antoine Verney del Museo dellarazzo di Bayeux; Diane James della Holy Trinity Minster Church di Great Paxton; Ellen Marie Naess del Viking Ship Museum e Ourdia Siab, Michel Jeanne e Jean-Franois Campario dellabbazia di Fcamp.
In particolare, sono lieto di aver fatto la conoscenza di Jenny Ashby e degli English Companions.
I miei editor sono stati: Brian Tart, Cherise Fisher, Jeremy Trevathan, Susan Opie e Phyllis Grann.
Tra i familiari e gli amici che hanno fatto osservazioni sulle bozze del libro ci sono John Clare, Barbara Follett, Marie-Claire Follett, Chris Manners, Charlotte Quelch, Jann Turner e Kim Turner.
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FINE.